Osservatorio inclusione scolastica e Osservatorio integrazione alunni stranieri

Scuola, Fedeli: “Costituiti l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e quello per l’integrazione degli alunni stranieri. Saranno importanti luoghi di confronto”

(Roma, 31 agosto 2017) La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha firmato i decreti per la costituzione dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, previsto da uno dei provvedimenti attuativi della Buona Scuola, e dell’Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura.

“I due Osservatori – spiega la Ministra – saranno importanti spazi di confronto su temi che sono centrali nella nostra scuola e nel Paese e che sono direttamente connessi con l’attuazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione”.

“Quella italiana – prosegue Fedeli – è già una scuola altamente inclusiva e capace di integrare, di fare della diversità una ricchezza. Abbiamo un sistema molto avanzato, di cui possiamo e dobbiamo essere orgogliosi. Le nostre e i nostri docenti fanno un lavoro straordinario, che con la riforma e i suoi decreti attuativi vogliamo ulteriormente supportare con risorse e strumenti che ci consentiranno di venire sempre più incontro alle nuove esigenze di studentesse e studenti e delle loro famiglie”.

“Fra i decreti attuativi della Buona Scuola – ricorda Fedeli – uno specifico provvedimento è dedicato al tema dell’inclusione per garantire una scuola sempre più accogliente alle alunne e agli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo , anche e soprattutto attraverso la formazione in servizio, tutte le componenti del personale scolastico. Nei prossimi mesi gli effetti del decreto si dispiegheranno attraverso una serie di atti che condivideremo e costruiremo con l’Osservatorio appena costituito che sarà uno strumento di forte partecipazione. Lo riuniremo già nelle prime settimane di settembre, con l’avvio dell’anno scolastico, proprio per condividere priorità e obiettivi. La costituzione stessa dell’Osservatorio rappresenta uno dei primi tasselli dell’attuazione”.

Sul fronte dell’inclusione e dell’intercultura, prosegue la Ministra, “grazie alla riforma, stiamo potenziando l’offerta formativa anche con un incremento di risorse per questo capitolo”. Sono oltre 800.000 le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana presenti nel sistema scolastico. Quasi il 60% di queste alunne e di questi alunni è nato in Italia. “La velocità e la profondità dell’integrazione dipendono anche dalla scuola, come ho ricordato in molte occasioni – prosegue la Ministra -. È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze”. È “a scuola – conclude Fedeli – che studentesse e studenti, famiglie e comunità con storie diverse possono imparare a conoscere le diversità culturali e religiose, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune. Le scuole possono essere veri e propri laboratori di convivenza. L’Osservatorio sarà uno strumento importantissimo per portare avanti questo processo. La complessità e la molteplicità degli aspetti relativi all’integrazione richiedono una sede qualificata di riflessione. Dobbiamo dare risposte efficaci alle storie e ai bisogni educativi di chi è appena arrivato nel nostro Paese, ma anche delle ragazze e dei ragazzi figli di migranti che nascono, crescono e studiano in Italia la cui cittadinanza, penso al dibattito sullo Ius soli, che mi auguro sia rapidamente approvato, si costruisce giorno dopo giorno proprio nelle nostre scuole”.

Vietato bocciare?

Fedeli: “Vietato bocciare? Spirito legge diverso. Stiamo costruendo scuola più inclusiva”

“Affermare, come si legge in questi giorni su alcune testate giornalistiche, che da quest’anno sarà vietato bocciare alla primaria e alla secondaria di I grado è falso. Si tratta di semplificazioni che non entrano nel merito dei contenuti della legge e che ne travisano gli obiettivi. Sulla valutazione delle alunne e degli alunni, il 7 aprile scorso, abbiamo approvato un provvedimento attuativo della Buona Scuola che fa tesoro di anni di dibattito fra esperti e pedagogisti e tiene conto anche del confronto importante e proficuo fatto nelle commissioni parlamentari durante l’approvazione delle deleghe della riforma. Il testo sulla valutazione ha uno spirito molto diverso da quello che viene rappresentato in questi giorni: non certo vietare di bocciare, ma lottare contro le povertà educative, favorire l’inclusione delle ragazze e dei ragazzi più deboli. Come? Attivando, ben prima degli scrutini di fine anno o di decisioni importanti e impattanti come quella di non ammettere alla classe successiva, tutte le misure di accompagnamento possibili per non lasciare indietro nessuno. Soprattutto chi ha più difficoltà. Magari perché viene da un contesto socio-economico più svantaggiato, perché a casa non può essere seguito come altre bambine o bambini, perché ha bisogni educativi diversi”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

“Cosa prevede la norma approvata ad aprile? Il decreto sulla valutazione – continua la Ministra – stabilisce che nel I ciclo di istruzione, che comprende primaria e secondaria di I grado appunto, il tema dell’ammissione alla classe successiva diventi parte di un processo più ampio di presa in carico delle studentesse e degli studenti. Alla primaria varrà la normativa già oggi vigente: la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. Ma con una novità: esplicitiamo che l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. Questo non per rendere impossibile la bocciatura, ma perché chiediamo alle scuole di attivare – proprio grazie alla legge approvata, che rafforza questo meccanismo – specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni e delle alunne più deboli. Vale a dire che prima di arrivare a una bocciatura la scuola dovrà mettere in campo azioni mirate ad includere, a non lasciare solo chi resta indietro”.

“La dispersione scolastica è in calo nel nostro Paese, ma i dati certificano che i tassi più alti si verificano proprio nei contesti di maggiore disagio, dove le famiglie hanno minori possibilità economiche e una minore partecipazione al sistema formativo alle spalle”, prosegue Fedeli. “La scuola deve poter fare la differenza per queste ragazze e questi ragazzi, deve essere sempre più inclusiva. L’Ocse ha certificato di recente che la nostra scuola è già molto avanti da questo punto di vista, le misure varate sono un rafforzamento ulteriore della sua capacità di guardare ai differenti bisogni educativi”.

“Nella secondaria di I grado – aggiunge la Ministra – resta ferma la necessità di frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale per poter essere ammesse o ammessi alla classe successiva. L’ammissione poi può essere deliberata, con giudizio motivato, anche in caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento. Anche con la previgente normativa questo poteva essere possibile (ai sensi dell’art. 2 comma 7 del DPR 122/2009). Anche in questo caso, come per la primaria, la scuola ha l’obbligo di attivare specifiche strategie per il miglioramento di chi è più indietro. Quindi, nessuna promozione garantita ‘per legge’, ma un diverso sistema di valutazione che aiuta a superare le lacune formative e tiene conto dei tempi soggettivi di apprendimento. Mettendo in pratica anche la lezione di Don Milani, su cui di recente ci siamo soffermati con una riflessione anche al Ministero: la scuola è scuola se include. Se perde i ragazzi più deboli, la scuola non è scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati”.

MOBILITÀ ANNUALE: A RISCHIO FIRMA CONTRATTO

MOBILITÀ ANNUALE, GILDA: A RISCHIO FIRMA CONTRATTO
“A rischio la firma del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2017/2018”. A dichiararlo è la Gilda degli Insegnanti dopo un incontro molto animato che si è svolto questa mattina al Miur tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali.
“Siamo pronti a non siglare il contratto – spiega la Gilda – perché non è stata accolta alcuna delle nostre tre richieste avanzate il 13 luglio scorso riguardanti l’eliminazione dell’obbligo di convivenza per il ricongiungimento al genitore; la possibilità di presentare domanda di assegnazione provvisoria tra comuni diversi della provincia degli aventi diritto; il superamento della limitazione abnorme nel diritto ad esprimere preferenze. Inoltre l’Amministrazione non ci ha fornito nessuna spiegazione sul motivo del diniego”.
“Ancora più assurda la convocazione di questo incontro nell’ultimo giorno utile prima della scadenza dei termini fissati per oggi. Si tratta di un comportamento che denota una mancanza di rispetto nei nostri confronti e – conclude la Gilda – che deteriora ulteriormente le relazioni sindacali”.

Educazione&Scuola Newsletter n. 1080


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Agosto 2017 – XXII Anno

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Notizie

Immissioni in ruolo

Dal 17 agosto gli USR assegnano alle scuole i docenti destinatari delle nomine in ruolo per il 2017/18 non individuati dai DS o che hanno rifiutato le proposte di incarico
Prevenzione vaccinale a Scuola

Pubblicata la nota operativa con procedure e scadenze per la prevenzione vaccinale a scuola

Edilizia Scolastica 2014 – 2018

10 azioni per l’Edilizia scolastica

Reclutamento e formazione iniziale dei docenti

Firmato il 10 agosto il decreto sulle modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari e accademici

Biblioteche innovative

Stanziati 5 milioni per finanziare i primi 500 progetti

Assunzioni in Consiglio dei Ministri

Il 7 agosto il CdM autorizza 58.000 assunzioni di personale a tempo indeterminato

Sperimentazione Diploma quadriennale

100 le classi coinvolte in Italia

ITS e Lauree professionalizzanti

Conclusa la prima parte dei lavori della Cabina di regia per il coordinamento di ITS e lauree professionalizzanti

Carta dei diritti e dei doveri ASL

Acquisito il 3 agosto il parere favorevole della Conferenza Unificata

Scrutini ed Esami 2017

Il MIUR rende noti i dati relativi a scrutini ed esami di Stato del Primo e Secondo grado

Edilizia scolastica in 7a Camera

Il 2 agosto la 7a Commissione della Camera approva il documento conclusivo relativo all’indagine conoscitiva sull’edilizia scolastica in Italia

Decreto-Legge Mezzogiorno alla Camera

La Camera approva il disegno di legge di conversione in legge del Decreto-Legge 20 giugno 2017, n. 91

Norme

Nota 29 agosto 2017, AOODGPER 37381

Anno scolastico 2017/2018 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A.

Nota 24 agosto 2017, AOODGPER 36708

Trasmissione D.M. 638/17 relativo al contingente del personale con funzione di tutor presso i corsi universitari propedeutici all’insegnamento

Decreto Dipartimentale 21 agosto 2017, AOODPIT 876

Procedura relativa alla copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico ai sensi dell’articolo 1, comma 92, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Pubblicazione dell’elenco unico nazionale

Decreto Dipartimentale 21 agosto 2017, AOODPIT 875

Procedura relativa alla copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico ai sensi dell’articolo 1, comma 92, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Pubblicazione dell’elenco unico nazionale

Avviso edilizia scolastica

Prot. 35226 del 16 agosto 2017

Nota 16 agosto 2017, AOODPIT 1622

Prime indicazioni operative alle istituzioni scolastiche del Sistema nazionale di istruzione per l’applicazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio …

Decreto Direttoriale 11 agosto 2017, AOODGEFID 362

Graduatoria di merito relativa alla procedura di selezione del personale, dirigenti scolastici e docenti, ai sensi dell’art. 26, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa all’avviso pubblico …

Nota 11 agosto 2017, AOODGPER 35571

Assunzioni a tempo indeterminato del personale educativo per l’anno scolastico 2017/18

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017, n. 614

Criteri per il riparto e l’assegnazione a ciascuna Istituzione Universitaria statale del contingente di spesa disponibile a livello nazionale per l’assunzione di personale a tempo indeterminato e di …

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017, n. 615

Nuova definizione dei settori artistico disciplinari in ambito coreutico ed in particolare dei settori ADES/02 “Fisiotecnica della danza” e ADTM/01 “Pratica musicale in ambito coreutico”

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017

Settori disciplinari, obiettivi formativi, modalità organizzative ed eventuali costi a carico degli interessati per il conseguimento dei 24 crediti formativi universitari e accademici che costituiscono …

Messaggio INPS 9 agosto 2017, n. 3265

Decreto legislativo n. 75 del 27 maggio 2017 recante disposizioni in materia di Polo unico per le visite fiscali. Istruzioni amministrative ed operative

Decreto Ministeriale 9 agosto 2017, n. 610

Criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per l’anno 2017

Nota 9 agosto 2017, AOODGSIP 3943

CONCORSO “L’EUROPA INIZIA A LAMPEDUSA” (AVVISI PROT. N. 2319 DEL 04.05.2017 E PROT. 2861 DEL 31.05.2017). ELENCO DEI VINCITORI

Decreto Ministeriale 9 agosto 2017, n. 611

Definizione dei nuovi settori artistico disciplinari in ambito Musicale ed in particolare per il settore Pop rock

Protocollo d’Intesa PCM – MIUR (7.8.17)

Prevenzione dell’uso di droghe e alcol in età scolare

Decreto Ministeriale 7 agosto 2017

Piano nazionale di innovazione ordinamentale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado

Nota 7 agosto 2017, AOODGPER 34572

Trasmissione modello di domanda delle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale ATA a. s. 2017/18

Nota 4 agosto 2017, AOODPIT 1553

Chiarimenti in merito alla decorrenza dei termini di applicazione delle indicazioni del D.L.Vo n. 66/2017 (Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità)

Avviso 4 agosto 2017, AOODGEFID 35030

Selezione di n. 3 (tre) unità di personale docente e dirigente scolastico, da destinare a prestare servizio, in posizione di fuori ruolo, presso la Direzione generale per interventi in materia di edilizia …

Legge 3 agosto 2017, n. 123

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno

Decreto Dipartimentale 2 agosto 2017, AOODPIT 868

Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito Industriale e di Perito Industriale Laureato – sessione 2017

Nota 2 agosto 2017, AOODGPER 33989

Periodo di formazione e di prova per i docenti neo-assunti. Orientamenti preliminari per la progettazione delle attività formative per l’a.s. 2017-18

Nota 2 agosto 2017, AOODGPER 33992

Adeguamento organico di diritto alle situazioni di fatto personale A.T.A anno scolastico 2017/2018

Programma Operativo Nazionale – Attività di formazione: chiarimenti sulla selezione degli esperti

Prot. 34815 del 2 agosto 2017

Decreto Dipartimentale 1 agosto 2017, AOODPIT 863

Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Agrotecnico e di Agrotecnico Laureato – sessione 2017

Ordinanza Ministeriale 1 agosto 2017, AOOUFGAB 533

Calendario delle festività e degli esami per l’a.s. 2017/2018

Nota 1 agosto 2017, AOODGPER 33594

Attivazione procedura mobilità interregionale ex art. 1, comma 92, della L.107/2015 – a.s. 2017/2018

Rubriche

 

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

 

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Sportello Genitori Studenti e Scuola

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Una nuova estate torrida per il panino

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FAQ Handicap e Scuola – 60

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in LRE di Paolo Manzelli

BIOFOTONI: QUANTI DI VITA

di Paolo Manzelli

Biofotoni e previsione spettroscopica

di Paolo Manzelli

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Mobilità 2017-2018

Le domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria del personale ATA devono essere presentate entro …

in Psicologia

Cyberbullismo: la nuova emergenza sociale

di Mariacristina Grazioli

 

in Recensioni

C. Sanchez, La voce invisibile del vento

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S. Benni, Margherita Dolcevita

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V. Marrone, Chierico vagante o Ranger?

Storia di un Ispettore scolastico

S. Agnello Hornby, Il veleno dell’oleandro

di Mario Coviello

D. Valente, Strane storie di mare

di Mario Coviello

Slam – Tutto per una ragazza, di Andrea Molaioli

di Mario Coviello

 

in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

INTEGRAZIONE DEGLI STRUMENTI: RAV-PDM-PNSD

di Danilo Vicca

 

in Stranieri

L’educazione interculturale

di Immacolata Lagreca

 

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Dell’alternanza… colta!

di Maurizio Tiriticco

Lo Spazio/Tempo nell’Insegnare/Apprendere

di Maurizio Tiriticco

Asor Rosa e… la scuola che non c’è!

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La mala scrittura

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Obbligo di istruzione fino a 18 anni: sì, ma, però…

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Ma avrà ancora un senso la scuola?

di Maurizio Tiriticco

Les jeux sont faits!

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Una occasione da non perdere!

di Maurizio Tiriticco

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A.S. 2017/18 Cosa debbo temere, cosa posso sperare

A.S. 2017/18
Cosa debbo temere, cosa posso sperare

di Gabriele Boselli

 

In un tempo di grandi progressi della cultura, della scienza e della tecnica autentiche e di insegnanti in genere preparati e generosi (motivi di speranza) l’astuzia della non-ragione annidata nei castelli dell’alta ufficialità ci darebbe –a partire dalla castrazione temporale della scuola superiore- ragioni di temere che l’anno che viene non sia migliore.

Ma… non praevalebunt. Il peggio ( riduzione degli investimenti, valutazione dirigenti con effetti pratici, alternanza scuola-lavoro=meno scuola, sudditanza della scuola al sistema economico) per fortuna non è massicciamente accaduto e non accadrà. Sviluppi della scienza, della letteratura e dell’economia lavorano per noi e costellazioni di antichi e nuovi miti positivi continueranno a guidare gli insegnanti/Maestri anche nell’anno che viene, nell’addensarsi dell’infosfera.

 

—1990-2017 (e si spera non oltre)

Seguendo l’insegnamento di grandi maestri di ispettorato (Montanari, Gaspari, Sansuini, Giovagnoli….) ascoltati durante i miei otto anni di direzione didattica ho individuato come meglio potevo nella Cultura il cardine del pensare e dell’ agire scolastico, sentendomi per la prima parte del quasi mezzo secolo della mia carriera abbastanza in sintonia con le linee di un Ministero che allora era anche un luogo ove, pur tra molte insulsaggini, albergavano anche pensieri culturalmente fondati. Poi vennero gli anni novanta del secolo scorso, il primo decennio del ventunesimo e ogni voce mossa da un pensiero pensante fu messa negli scantinati.

Rappresentazioni di cattivo teatro (alias convegni) e scritti della vetrinetta (alias circolari) vennero controllati da gruppetti di non-pensanti privi di una visione filosofico-pedagogica, culturale e alto-politica delle realtà di cui trattare. Non-pensando, ma dando comunque istruzioni, emanando normative “tecniche”, non avendo mète ma accanendosi su obiettivi comandati, privilegiando gli strumenti sui fini i gruppetti dei furbetti riuscirono graditi al potere; al di là del cambiamento dei ministri (più o meno laureati) furono sempre sostanzialmente confermati. E instaurarono il non-pensare tecnico-simile come sintagma dominante nei programmi di studio e dei concorsi, nella formazione e nella valutazione dei docenti e dei dirigenti, nel sottogoverno.

 

—Cosa debbo temere 1: la “sperimentazione” della scuola contratta

L’attività sperimentale autentica é fondamentalmente un itinerario di innovazione che si distingue dai comuni tipi di cambiamento per la sua scientificità. Non vi è alcun motivo per chiama­re sperimentale una ricerca se l’esperienza progettata non costituisce la traduzione di un discorso teoricamente ben articolato; non si potrà allora parlare seriamente di scientificità e dun­que di sperimentazione. Non è sperimentazione l’innovare a casaccio per scopi che non hanno molto a che vedere con il miglioramento di un sistema ma molto a che vedere con una riduzione lineare dei suoi costi. Non è sperimentazione quella che non dichiara sin dall’inizio la reale teleologia e i modelli epistemologici che ispirano le linee di progetto e di valutazione degli esiti o peggio li nascondono.

Potrebbe essere quest’ultimo il caso della cosiddetta sperimentazione della compressione della scuola superiore a soli 4 anni. Gli scopi reali di questa “sperimentazione” sono evidenti: fare ammuina e risparmiare.

Fare ammuina: quando non si è capaci di agire con intelligenza piena della situazione e dei fini, ci si agita, si “fa qualcosa”, si cambiano i connotati percepibili dalla massa; è stato così con il fallimentare 3+2 all’università o l’altalena tra maestro unico, poi 3m su 2C ed ora maestro semi-unico nella scuola elementare. Adesso la scuola superiore a 4 anni, domani chissà. Tutto senza un perché, solo per mostrare l’evidenza del Chi, la presenza di un potere capace di cambiare le cose, se in peggio fa niente.

Risparmiare: se la sperimentazione è prevista “in costanza di organico” l’estensione di massa del modello sarà assai improbabile. Poiché risparmiare è comunque doveroso, poco credibile che a organico costante resti poi l’attuazione seriale. Sarebbe come dire che 1/5 dell’organico è servita e continuerà a essere pagata per far nulla, che tutti –studenti compresi- hanno lavorato senza senso per una parte rilevante del loro tempo.

Quindi una volta facilmente “dimostrato” con l’aiuto dei docimologi di servizio che in 4 anni s’impara quanto in 5 si procederà alla “razionalizzazione”, altra parola abusata dal miur da una ventina d’anni e che ha concretamente significato in Italia una costante riduzione deli costi dell’istruzione mentre in tutta Europa questi venivano aumentati.

Si preparano festeggiamenti anche in quel che resta delle amministrazioni provinciali: contro qualche aula in più adibita a laboratorio, 1/5 in meno di classi significa 1/5 in meno di aule, di riscaldamenti, di trasporti etc

 

—Cosa debbo temere 2: Una valutazione asservente

Nel 2017/18 i dirigenti non subiranno danni materiali dalle valutazioni cui sono stati e saranno sottoposti. Danni morali, sì. E’ stato quello corrente un anno speso nell’abituarli gradualmente all’idea che ci può essere qualcuno che ha il potere di giudicare non la qualità culturale e pedagogica del loro operare (in alto loco non interessa) ma se e come il loro operato sia stato svolto in conformità alle prescrizioni romane. Molti di loro hanno compreso che anche cooperare ad alieni processi valutativi è pratica di asservimento e giustamente non hanno nemmeno compilato i moduli richiesti o lo hanno fatto in modo “tirato via”.

Altrettanto riguardo non è stato usato con gli insegnanti, non efficacemente difesi –a differenza dei dirigenti- dalle loro organizzazioni sindacali: già da quest’anno sono stati sottoposti a valutazioni discrezionali con conseguenze sul prestigio e sul trattamento economico.

Coloro che nell’alta dirigenza sono costretti a diramare come norma quel che scrivono i gruppetti di cui sopra adducono la solita scusa: ”ce lo chiede l’Europa”. Ma l’Europa non chiede questo tipo discriminante di valutazione, che è un aborto tutto trasteverino.

E’ comunque prevedibile che nell’anno che sta cominciando questo signum/instrumentum potestatis sia più decisamente e sistematicamente utilizzato dai supremi e se ne incrementi la cogenza.

 

—Cosa posso sperare 1: le persone e gli immensi giacimenti culturali

Siamo forti dell’educazione che abbiamo avuto e la storia è con noi. La speranza della scuola sta nelle persone che vi lavorano e nella storia di cui sono eredi. Lontani da Roma, in periferia, molti insegnanti e ispettori e alcuni dirigenti la capacità di pensare e un’idea di scuola le hanno coltivate e le coltivano. Non affetti da ipernostalgia, consegnano ai giovani doni per orientarsi nella cultura di un domani non dominato dalla cattiva retorica della tecnica ma innervato dall’intera estensione del campo culturale, scienza e tecnica comprese. Si trovano bene sia sulla carta che nell’infosfera, difesi dai suoi eccessi e dalle sue distorsioni come agevolati nello sfruttamento del suo potenziale proprio dalla lunga e mai terminata frequentazione con i grandi libri.

Nelle scuole d’Italia e d’Europa risiede la storia; e la storia non è solo fatto, è atto: non solo la radice del divenire ma la struttura del divenire stesso. E noi ne siamo i detentori. E la storia non è solo quella che si studia nei libri di storia ma anche in quelli delle scienze del mondo fisico, di letteratura. Tutte le discipline sono storia in atto ovvero essenza del presente e officina del futuro. Indicano ai giovani gli strumenti per avventurarsi nell’atmosfera come nell’infosfera, nel nuovo mondo, un mondo in cui la scienza, il lavoro e gli amori (qualcuno invita a scegliersi quando sarà ora una moglie che abbia studiato il latino) andranno conquistati in uno spazio globale in cui, senza più la protezione di frontiere e di normative nazionali, servirà non un pensiero conforme ma un pensare innovativo. Ne farà davvero parte chi avrà conquistato anche con il latino le chiavi della struttura generativo-trasformazionale del conoscere. Chiavi anche per comprendere gli effetti collaterali di quella tecnologia del post-umano che investe, e investirà sempre più, animali, piante, ambiente. La scuola è il luogo ove questi tesori sono custoditi e portati a frutto attraverso il nostro dire.

 

—In che posso sperare 2: Le favorevoli dinamiche generali

Le premesse del bel tempo sono dovute anche a quanto accade nel paesaggio economico e scientifico generale. Oltre i gravi problemi del momento (processi migratori incontrollati, tensioni internazionali, disoccupazione da sviluppo delle tecnologie, difficoltà di Stati soggetti al vero Potere nell’attuare pienamente i loro poteri legittimi) le cose nel complesso stanno andando per il meglio. La povertà assoluta è in sostanzioso calo, così pure fame e malattie, tranne quelle degenerative. Da qualche anno il PIL mondiale cresce intorno al 2,5 % annuo e anche in Italia stiamo intorno all’ l’1%. In tutto il mondo comincia a esserci maggiore attenzione verso la ricerca e l’istruzione.

Soprattutto la rivoluzione in atto nella matematica (equazioni di Navier-Stoke, sviluppi post-Perelman dell’ipotesi di Poincare’, studi di Yang-Mills, topologia e cicli di Hodge, calcolo computazionale…) e nelle scienze del mondo fisico (forme-matrici per comprendere le interazioni di campo EMG, fisica sub-atomica esplorata nei grandi acceleratori del CERN, strumentazione informatica a base quantistica….) hanno determinato un’accelerazione del sapere paragonabile a quella dei primi vent’anni del secolo scorso e iniziano a produrre i primi risultati. Prodigioso quanto sta maturando anche nelle scienze della vita (studi sul genoma e biotecnologie per l’uomo, gli animali e l’agricoltura; ingegneria genetica, medicina, nuove tecnologie diagnostiche e nuovi farmaci). Nella filosofia, regina madre delle scienze, il paradigma fenomenologico sta producendo positivi effetti di neutralizzazione del sintagma analitico e investigazioni su nuove possibilità di pensiero. Nella letteratura generale, nuovi indirizzi e soprattutto nuovi autori mostrano un novum di inedita potenza trasformatrice dei vissuti.

Niente di tutto questo naturalmente nei programmi e nei corsi di addestramento (pardon: si pronuncia “formazione”) ufficiali ma non può durare, anzi è già finito poiché è ormai diffusa nell’infosfera la sensazione della sua irrilevanza. Molti insegnanti seguono o si stanno avventurando in queste nuove latitudini del conoscere. Custodi dei miti di sempre, saranno nel contempo i narratori e i protagonisti dei nuovi, non ingannevoli miti, di racconti simbolici delle costellazioni orientanti propri delle stagioni in cui un ciclo si chiude e un altro comincia.

 

—Conclusione Siamo immensamente ricchi di cultura e abbiamo un corpo docente singolarmente istruito e capace. Le dinamiche economiche e scientifiche stanno incrementandosi nella loro potenzialità di positiva trasformazione del mondo e di evoluzione della specie (si parla di post-umano). L’ignoranza orgogliosa annidata nei romani castelli dell’alta ufficialità dell’istruzione non potrà far molto e nel palazzo principale potrebbe arrivare un qualche Minniti che inverta la politica dissennata degli ultimi vent’anni. Son dunque più forti le ragioni per sperare di quelle per cui temere.

SUPPLENZE: SU LIMITE 36 MESI MIUR EMANI NOTA INTEGRATIVA

SUPPLENZE, GILDA: SU LIMITE 36 MESI MIUR EMANI NOTA INTEGRATIVA
“Nella circolare sulle supplenze emanata il 29 agosto, il Miur ha citato soltanto la legge 107/2015, omettendo di specificare che, in base a quanto stabilito dalla legge di Bilancio del 2017, il calcolo dei 36 mesi deve partire dal 1 settembre 2016. Si tratta di una dimenticanza grave che rischia di creare grande confusione nelle scuole su un argomento molto delicato”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che chiede all’Amministrazione di emanare una nota integrativa per evitare inutili contenziosi.
“Riteniamo comunque – aggiunge Di Meglio – che il comma 131 della legge 107/2015, con cui si vieta l’assunzione dei supplenti che abbiano prestato servizio su posti vacanti e disponibili per oltre 36 mesi, a partire dal 2019 sarà causa di innumerevoli ricorsi e probabilmente finirà all’attenzione della Corte Costituzionale”.

Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge

da Repubblica

Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge

Da quest’anno basterà un solo professore contrario alla bocciatura e l’alunno sarà ammesso alla classe successiva. Scuole obbligate a organizzare corsi di recupero. Altra novità della Buona Scuola: il test Invalsi non inciderà sul voto finale dell’esame di terza.

di SALVO INTRAVAIA

Bocciature “abolite” per decreto alle elementari e medie, nuovi esami e test Invalsi rivoluzionati in terza media. L’anno scolastico ormai alle porte si apre con una serie di novità introdotte dalla Buona scuola che riguardano i bambini della primaria e i ragazzini della scuola media. Per la scuola superiore occorrerà attendere ancora 12 mesi prima di vedere gli effetti della legge 107.

Il governo Renzi e il suo successore Gentiloni, che ha approvato le deleghe della riforma Renzi/Giannini, hanno dichiarato guerra alle bocciature: l’Italia è una delle nazioni europee con la dispersione scolastica più alta. Alle elementari si potrà bocciare solo in caso di abbandono dell’anno scolastico o per le troppe assenze. Una situazione che riguarda una fascia marginale di alunni: tre su mille in prima elementare e uno su mille nelle altre quattro classi della primaria. In pratica, non si potrà bocciare per il profitto.

“Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”, recita il decreto legislativo 62 dello scorso mese di aprile. Nei casi di promozione “agevolata”, le scuole dovranno attivare “specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento”.

La bocciatura sarà possibile sono se tutti gli insegnanti del consiglio di classe saranno d’accordo: “Solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”, spiega la norma. Basterà un solo parere contrario per fare scattare la promozione ope legis. Novità anche per le prove Invasi. Oltre ai consueti test di Italiano e Matematica, in seconda e quinta, in quest’ultima classe i bambini verranno sottoposti a una ulteriore prova di Inglese.

Anche alla scuola media la promozione diventerà la regola generale: “Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all’esame conclusivo del primo ciclo”, prevede il decreto legislativo sulla Valutazione. Tranne i casi di gravi infrazioni disciplinari e nei casi di “parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline”. Situazioni in cui “il consiglio di classe può deliberare” la bocciatura ma con adeguata motivazione. Anche in questo caso potrà scattare la promozione in presenza di insufficienze in una o più discipline, a patto che le scuole avviino percorsi di supporto per colmare le lacune.

Le prove Invalsi, che da qualche anno si svolgono solo in terza media, non saranno più in concomitanza con gli esami conclusivi e non incideranno più sul voto finale. Si svolgeranno entro il mese di aprile, saranno effettuate al computer – computer-based – e contempleranno anche una prova di Inglese.

Così come avverrà alla scuola elementare, tutta la fase di spoglio delle schede e di caricamento al computer degli esiti degli Invalsi sarà a carico degli insegnanti, come “attività ordinaria d’istituto”. E la partecipazione alle stesse costituirà requisito di ammissione agli esami. Dopo anni di polemiche e dibattiti, l’esame di licenza media verrà semplificato: solo tre prove scritte – Italiano, Matematica e Lingue straniere – e un colloquio. Per gli indirizzi musicali, durante lo stesso colloquio, è prevista una prova pratica relativa allo strumento studiato. Alla media, più che le risultanze degli esami, la Buona scuola premierà la carriera scolastica. Il voto finale sarà  espresso in decimi – con eventuale lode – e scaturirà dalla media tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove d’esame. E a presiedere gli esami sarà lo stesso dirigente scolastico dell’istituto in cui si svolgo gli esami. Niente più presidente esterno.

La preoccupazione dei genitori in vista del ritorno a scuola? Il bullismo

da La Stampa

La preoccupazione dei genitori in vista del ritorno a scuola? Il bullismo

fabio di todaro

I primi a tornare a scuola saranno gli studenti di Bolzano: convocati tra i banchi di scuola per il 5 settembre. Gli ultimi i coetanei che risiedono in Emilia Romagna, in Toscana, nelle Marche e in Puglia: per cui le vacanze dureranno dieci giorni in più e l’inizio sarà soft, visto che il primo giorno di lezioni coinciderà con un venerdì. A prescindere dalle differenze regionali, quelle in corso sono giornate scandite dall’avvicinarsi della ripresa dei ritmi invernali. Oltre a essere concentrati sulla ripresa della propria attività lavorativa, gli adulti devono pensare anche all’anno che attende i loro figli. Se le vacanze instillano alcune preoccupazioni, non molto più rassicurante appare il ritorno alla vita in città. Vero è che il tempo libero si riduce e alcune insidie vengono meno con la fine delle vacanze. Ma non per questo le mamme e i papà si sentono pronti a dormire sonni tranquilli fino alla prossima estate.

IL BULLISMO È LO SPAURACCHIO DEL TERZO MILLENNIO

A fotografare il loro stato d’animo, in particolare in questo periodo dell’anno, è una ricerca condotta dagli specialisti del Mott Children’s Hospital di Ann Harbor, afferente all’Università del Michigan. Gli autori, analizzando le risposte fornite da 2051 adulti, di cui 1505 genitori di ragazzi con meno di 18 anni, hanno voluto redigere la «top ten» delle problematiche sanitarie che i genitori riconoscono con maggiore frequenza come un’insidia per i propri figli. Il quadro che è emerso è un’istantanea fedele dei nostri tempi. Mamme e papà che hanno figli in età scolare hanno riconosciuto il bullismo come il pericolo più imminente per la loro salute.

L’atteggiamento del bullo vecchio stampo può fare il paio con la tecnologia, dando vita così al cyberbullismo : ovvero quel fenomeno che porta la violenza a traslocare sul web, dove l’amplificazione attraverso i social network non conosce confini. Quest’aspetto è stato rimarcato soprattutto dalle famiglie afroamericane, spaventate dalla possibilità che i propri figli possano finire ai margini del gruppo per il colore della pelle. Ma in realtà l’emergenza è sentita a tutte le latitudini, se da una recente indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria, condotta durante lo scorso anno scolastico su oltre diecimila giovani di età compresa tra 14 e 18 anni, è emerso che un ragazzo su tre ha subìto un atto di bullismo in silenzio, mentre il 12 per cento degli intervistati ha dichiarato di essere stato intimorito attraverso la rete.

Se c’è chi di questi episodi è stato vittima, c’è pure chi li ha commessi. Un adolescente su tre s’è dichiarato autore di un atto di bullismo. Risultati che confermano come «l’adolescenza sia un’età difficile, con la differenza che, rispetto al passato, le difficoltà emotive e comportamentali emergono più precocemente», afferma Alberto Villani, responsabile del reparto di pediatria generale e malattie infettive all’ospedale Bambin Gesù di Roma e presidente della Società Italiana di Pediatria. «L’attività di prevenzione, rivolta tanto ai bambini quanto ai genitori, deve avvenire con qualche anno di anticipo rispetto all’esordio dell’età adolescenziale».

LE CONSEGUENZE DEL BULLISMO A LUNGO TERMINE

Le preoccupazioni dei genitori sono giustificate anche dai possibili effetti a lungo termine del bullismo sulla salute. Come rimarcato nel corso dell’ultimo congresso della Società Europea di Psichiatria, dal punto di vista della salute mentale, la quota dei bambini esposti a violenze e maltrattamenti che sviluppano successivamente disturbi mentali è molto elevata: oscillante tra il cinquanta e l’ottanta per cento. Atti, questi, che sviluppano conseguenze importanti in età adulta: tendenza al suicidio raddoppiata o triplicata rispetto alla popolazione generale, al pari del possibile sviluppo di depressione maggiore, disturbi da stress post-traumatico, deficit della crescita, disturbi d’ansia.

A questi si aggiunge una predisposizione maggiore all’obesità, a comportamenti aggressivi e sessuali a rischio, all’abuso di alcol e sostanze e a una più alta esposizione a malattie croniche. «Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che le esperienze traumatiche nell’infanzia e nell’adolescenza attivano i sistemi ormonali e neurochimici dello stress, al punto che la risposta di tali sistemi diviene tossica – dichiara Silvana Galderisi, ordinario all’Università Luigi Vanvitelli di Napoli (ex Sun) e presidente della Società Europea di Psichiatria -. Le conseguenze possono essere molteplici: dai danni strutturali e funzionali al cervello e ad altri organi all’interferenza con la risposta del sistema immunitario. Fino alla compromissione, parziale o totale, della capacità della persona di rispondere in modo adeguato agli eventi stressanti che si presentano nel corso della vita».

Al novero dei comportamenti a cui prestare attenzione c’è anche il «Blue Whale ». «La dinamica è simile a quella del bullismo – sostiene lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia, presidente dell’Associazione nazionale dipendenze tecnologiche e cyberbullismo -. In questo caso si assiste in poco tempo a un vero e proprio stato depressivo dei ragazzi, con un graduale distacco dalla realtà, che amplifica la mancata percezione del rischio e attiva gli adolescenti a reagire a questo stato attraverso la sfida».

LE ALTRE PREOCCUPAZIONI

Ecco spiegato perché il bullismo, con la sua variante «cyber», sia il primo timore che alberga nella mente dei genitori statunitensi. A seguire, mamme e papà d’oltreoceano si sono dichiarati preoccupati per la sicurezza informatica dei dispositivi che ogni giorno maneggiano i propri figli. Una risposta che fa il paio con la prima, in ragione dello spettro più ampio dei rischi a cui i giovani possono ritrovarsi esposti, se non adeguatamente educati. «Ecco perché di sicurezza informatica si dovrebbe parlare mentre i figli frequentano i primi anni di scuola – hanno messo nero su bianco i ricercatori statunitensi -. Una semplice strategia efficace prevede di escludere le informazioni strettamente personali dai social network e dalle piattaforme di gioco condiviso». Soltanto alle spalle si collocano le altre possibili insidie per la loro salute: come lo stress, gli incidenti stradali, la depressione, la dieta sbilanciata, la sedentarietà, l’uso di sostanze stupefacenti e il «sexting» (invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o telefono cellulare).

Vaccini, Usr in campo per semplificare gli adempimenti per le famiglie

da Il Sole 24 Ore

Vaccini, Usr in campo per semplificare gli adempimenti per le famiglie

di Alessandra Silvestri

Si semplificano, per le famiglie, gli adempimenti per attestare l’effettuazione delle vaccinazioni. I genitori, infatti, dovranno limitarsi a presentare alle scuole una autocertificazione, comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dei propri figli.

L’obbligo vaccinale
L’obbligo vaccinale riguarda tutti i minori nella fascia 0-16 anni. Il novero delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni comprende Anti-poliomielitica, Anti-difterica, Anti-tetanica, Anti-epatite B, Anti-pertosse, Anti-Haemophilus injluenzae tipo B, Anti-morbillo, Anti-rosolia, Anti-parotite e Anti-varicella. Le Regioni, inoltre, hanno l’obbligo di assicurare l’offerta attiva e gratuita, per i minori di età compresa tra O e 16 anni, anche di altre 4 vaccinazioni non obbligatorie (Anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus).

Gli adempimenti
La circolare Miur 1622 del 16/08/2017 aveva disposto che le famiglie presentassero alla scuola idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni per gli alunni vaccinati, copia della richiesta di vaccinazione alla Asl territorialmente competente, per i non vaccinati, idonea documentazione da parte delle autorità sanitarie competenti, per i minori in situazione di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni. Tale documentazione costituiva requisito di accesso alle scuole dell’infanzia e alle sezioni primavera (art. 3 co. 3).

La tempistica
La documentazione deve essere presentata entro il 10 settembre 2017 per le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia e delle sezioni primavera ed entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione. In caso di inadempienza, entro 10 giorni dai termini indicati, i Dirigenti scolastici sono tenuti a segnalare alle Asl di competenza i nominativi degli alunni non in regola. La mancata presentazione della documentazione comporta, a partire dall’a.s. 2019/20, la decadenza dall’iscrizione delle scuole dell’infanzia e delle sezioni primavera (art. 3-bis, co. 5) ma non per gli altri gradi d’istruzione.

Gli Usr in soccorso dei delle famiglie e delle scuole
A semplificare gli adempimenti di cui sopra sono intervenuti gli Usr di alcune Regioni (ad esempio l’Usr Lazio e l’Usr Toscana), i quali sottoscrivendo un protocollo con le Regioni, hanno convenuto che siano le Asl territorialmente competenti ad effettuare i dovuti controlli. A tal fine le scuole invieranno alle Asl le liste degli alunni iscritti per gli adempimenti di competenza. I genitori, quindi, dovranno limitarsi a depositare presso la scuola una dichiarazione sostitutiva ai sensi D.P.R. 28.12.2000 n. 445 (cosiddetta autocertificazione), comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dei propri figli. La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie verrà, quindi, acquisita attraverso rapporto diretto fra le Scuole e le Asl.

Personale Ata, dal 30 settembre al 30 ottobre inoltro domande per via cartacea

da La Tecnica della Scuola

Personale Ata, dal 30 settembre al 30 ottobre inoltro domande per via cartacea

 

Ieri riunione al Miur tra i sindacati e i rappresentanti ministeriali. In base a un report pubblicato sul sito della Uil Scuola si è parlato anche di personale Ata.

In particolare ecco quanto reso noto a riguardo:

  • UTILIZZO DELLA TERZA FASCIA DI ISTITUTO
    E’ stata fortemente contrastata l’ipotesi di ricorrere alle nomine ‘fino all’avente diritto’ anche In considerazione del fatto che le procedure per la definizione delle graduatorie di circolo e di istituto di 3° fascia non sono state ancora avviate. E’ stata inoltre chiesta la salvaguardia ai fini dell’utilizzo dell’articolo 59 de CCNL per il personale già di ruolo per l’accettazione di rapporti di lavoro a tempo determinato.
  • ESITI CONTENZIOSO ITP
    I ricorsi degli gli ITP aspiranti all’inserimento in seconda fascia non verranno appellati e pertanto produrranno effetti immediati. (vale solo per i ricorrenti che hanno una sentenza favorevole).
  • GRADUATORIE ATA DI 3° FASCIA
    E’ alla firma del Ministro il Decreto per il rinnovo delle graduatorie di istituto di terza fascia ATA. Le domande potranno essere inviate – in forma cartacea – dal 30 settembre al 30 ottobre 2017.

Visite fiscali, più controlli per la stessa malattia: i furbi non potranno più uscire

da La Tecnica della Scuola

Visite fiscali, più controlli per la stessa malattia: i furbi non potranno più uscire

 

Ci sono importanti novità sulle visite fiscali da effettuare nei confronti del personale pubblico in stato di malattia.

Secondo quanto anticipa l’agenzia Ansa, le visite fiscali potranno essere condotte in modo “sistematico e ripetitivo, anche a ridosso delle giornate festive o di riposo settimanale”.

La novità fa seguito alla riforma Madia e sarà formalmente inserita nel decreto che regolerà i controlli sulla base del nuovo Polo unico, competente sia per il privato che per il pubblico.

Resta fermo che nella P.A, la visita scatta sin dal primo giorno se l’assenza capita nelle giornate adiacenti a quelle non lavorative.

Del resto, continua l’Ansa, “le giornate a rischio assenteismo, come hanno dimostrato anche i dati dell’Inps (a cui è affidato il Polo unico), sono d’altra parte proprio quelle vicine ai weekend (come il lunedì o il venerdì) o ad altre festività”.

I controlli a ripetizione in prossimità del fine settimana o di ponti mirano a disincentivare comportamenti ‘furbi’, per cui dopo la prima visita si resterebbe esentati da ulteriori controlli”. Non ci sarebbero novità, al contrario di quanto era stato detto sino ad oggi, sulle fasce orarie di reperibilità. Per i dipendenti pubblici, anche quelli della scuola, le “finestre” rimarranno immutate: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Almeno nella fase sperimentale, nel primo periodo di vita del Polo unico, resterebbero quelle attuali (quattro per il privato e sette per il pubblico).

L’annunciata “armonizzazione tra i due settori”, con possibile estensione a 9 ore al giorno di reperibilità, è quindi rimandata.

Per incrementare il numero dei controlli dei dipendenti malati, è in arrivo un altro provvedimento, con tanto di linee guida, concerto tra il ministero della P.A. e quello del Lavoro, che conterrà l’atto di indirizzo della ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia: al centro del provvedimento, è prevista una nuova convenzione tra i medici fiscali e l’Inps.
Non saranno, infatti, più le Asl a condurre gli accertamenti. In attuazione della riforma Madia le competenze passeranno all’Inps, con la creazione del Polo unico per la medicina fiscale, attivo sia per i lavoratori privati sia per i dipendenti pubblici
Il 29 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il ministero dell’Economia ripartisce tra le Regioni quasi 17,5 milioni di euro come finanziamento a copertura delle visite fiscali, svolte dalle Asl sulle assenze per malattia nella P.A. Il vice segretario, nazionale per il settore Inps della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvio Trabalza, fa notare che ai fondi previsti dal decreto occorre aggiungere quelli annualmente “riservati alla scuola, circa 25,3 milioni, che dovrebbero essere inseriti un decreto previsto per novembre”.
Dal primo settembre, stando al decreto Madia, proprio permettere il maggiore numero di controlli, sono previsti incrementi di risorse ad hoc: i finanziamenti diventeranno 35 milioni nel 2018 e 50 milioni a partire dall’anno successivo.
È bene ricordare, comunque, che nella scuola il numero di assenze l’anno per malattia è inferiore alla media nazionale: si attesta, infatti, attorno ai 9 giorni medi annui, contro altri settori dove si arriva a ridosso dei 20 giorni l’anno di assenza.

Obbligo vaccini per iscrizione a scuola, quali sono e quando farli: il calendario vaccinale

da Tuttoscuola

Obbligo vaccini per iscrizione a scuola, quali sono e quando farli: il calendario vaccinale

Il Ministero della Salute, sul suo sito, ha messo a disposizione degli utenti il calendario vaccinale, un piccolo vademecum che aiuta le famiglie a fare chiarezza su quali siano le tempistiche relative alla vaccinazione. In breve, dal calendario è possibile ricavare le informazioni utili a capire quando vaccinare per procedere con l’iscrizione a scuola e contro cosa. Lo riportiamo di seguito.

Bambini da zero a 6 anni

Anti-difterica: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni
Anti-poliomielite: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni
Anti-tetanica: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni
Anti-epatite virale B: 3 dosi nel primo anno di vita
Anti-pertosse: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni
Anti-Haemophilus influenzae tipo b: 3 dosi nel primo anno di vita
Anti-varicella: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni
Anti-morbillo: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni
Anti-parotite: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni
Anti-rosolia: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni

Adolescenti

Anti-difterica: richiamo (obbligatoria per i nati dal 2001)
Anti-poliomielite: richiamo (obbligatoria per i nati dal 2001)
Anti-tetanica: richiamo (obbligatoria per i nati dal 2001)
Anti-pertosse: richiamo (obbligatoria per i nati dal 2001)

Vaccini obbligatori per anno di nascita

Le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite e devono tutte essere somministrate ai nati dal 2017. Per i nati dal 2001 al 2016 devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale vigente nell’anno di nascita (tutte tranne anti-varicella). Ecco lo schema degli obblighi vaccinali, in relazione all’anno di nascita pubblicato sul sito del Ministero della Salute:

calendario-vaccini

Concorso DS: sul Regolamento la Gazzetta Ufficiale tace

da Tuttoscuola

Concorso DS: sul Regolamento la Gazzetta Ufficiale tace 

Fumata nera per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento per il concorso a dirigente scolastico: nulla di nulla, silenzio totale, mentre l’ultimo giorno dell’anno scolastico scadrà tra poche ore.

Visto l’inspiegabile ritardo che smentisce gli annunci ufficiali, più che di fumata nera è il caso di parlare di fumata gialla, perché è un vero e proprio giallo il motivo di questa attesa.

Quale motivo impedisce l’uscita del Regolamento del quale, prima il ministro Fedeli (31 maggio 2017), poi il sottosegretario Toccafondi (3 agosto), davano imminente la pubblicazione?

Di nuovo la Funzione Pubblica (FP) ha trovato da eccepire sulle modalità organizzative del corso di formazione come ebbe a dire nell’inverno scorso sul testo di Regolamento già predisposto?

Forse il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) esita ad autorizzare un concorso per un numero di posti (forse 2000) superiore a quanto previsto? Una cosa è certa: la gestazione di questo Regolamento sta battendo ogni record.

Esisteva già un regolamento relativo al reclutamento dei concorsi a dirigente scolastico (art. 29 dlgs n. 165/2001), ma nel 2013 è stata definita una nuova modalità per tali concorsi (art. 17, legge 128/2013), prevedendo che il relativo nuovo Regolamento venisse adottato entro quattro mesi (marzo 2014).

Due anni dopo (!) il nuovo testo del Regolamento veniva finalmente predisposto e sottoposto al parere del Consiglio Superiore Pubblica Istruzione (CSPI), dopo avere informato il 23 giugno 2016 i sindacati di settore. Il CSPI esprimeva il proprio parere il 13 luglio 2016.

Il testo (che aveva acquisito alcune proposte del CSPI) veniva inviato al Consiglio di Stato che si esprimeva con un parere sostanzialmente favorevole il 28 settembre 2016.

Il nuovo testo veniva inviato al MEF e alla FP per le dovute autorizzazioni.

Dopo un paio di mesi di attesa, trapelava la notizia che la Funzione Pubblica esigeva una formulazione esaustiva del corso di formazione.

Ricominciava il giro consultivo: il CSPI si pronunciava il 10 maggio scorso, il Consiglio di Stato il 22 giugno.

Poi l’attesa e il timore – che si sta facendo sempre più concreto – che le nomine dei nuovi dirigenti scolastici slittino al 2019-20.

Decreto Dipartimentale 31 agosto 2017, AOODPIT 892

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il proprio Decreto n. 863 del giorno 1 agosto 2017, concernente lo svolgimento degli Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Agrotecnico e di Agrotecnico Laureato – sessione 2017;
VISTO l’elenco, allegato al citato Decreto e costituente parte integrante dello stesso, degli Istituti Professionali di Stato del Settore “Servizi” – indirizzo “Servizi per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale” ove si svolgeranno le prove d’esame e dove opereranno le relative Commissioni giudicatrici;
CONSIDERATO di dover sostituire l’elenco di cui sopra con altro elenco, allegato alla presente, a motivo della richiesta di ulteriore integrazione del numero dei candidati assegnati alla sede di Mirano (VE), avanzata dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici ed Agrotecnici laureati con raccomandata PEC prot. n. 3318 del 3 agosto 2017

DECRETA

Gli Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Agrotecnico e di Agrotecnico Laureato – sessione 2017 – si svolgeranno presso gli Istituti Professionali di Stato del Settore “Servizi” – indirizzo “Servizi per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale” di cui al D.P.R. n. 87/2010, ove opereranno le relative Commissioni giudicatrici, riportati nell’elenco allegato, che costituisce parte integrante del presente Decreto.
Con successivo provvedimento si procederà alla costituzione delle Commissioni giudicatrici.
Il numero dei candidati assegnati a ciascuna Commissione potrebbe variare in relazione a comunicazioni tardive, rinunce od altro.

Il Direttore Generale
Carmela Palumbo


Allegato