Osservatorio inclusione scolastica e Osservatorio integrazione alunni stranieri

Scuola, Fedeli: “Costituiti l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e quello per l’integrazione degli alunni stranieri. Saranno importanti luoghi di confronto”

(Roma, 31 agosto 2017) La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha firmato i decreti per la costituzione dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, previsto da uno dei provvedimenti attuativi della Buona Scuola, e dell’Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura.

“I due Osservatori – spiega la Ministra – saranno importanti spazi di confronto su temi che sono centrali nella nostra scuola e nel Paese e che sono direttamente connessi con l’attuazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione”.

“Quella italiana – prosegue Fedeli – è già una scuola altamente inclusiva e capace di integrare, di fare della diversità una ricchezza. Abbiamo un sistema molto avanzato, di cui possiamo e dobbiamo essere orgogliosi. Le nostre e i nostri docenti fanno un lavoro straordinario, che con la riforma e i suoi decreti attuativi vogliamo ulteriormente supportare con risorse e strumenti che ci consentiranno di venire sempre più incontro alle nuove esigenze di studentesse e studenti e delle loro famiglie”.

“Fra i decreti attuativi della Buona Scuola – ricorda Fedeli – uno specifico provvedimento è dedicato al tema dell’inclusione per garantire una scuola sempre più accogliente alle alunne e agli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo , anche e soprattutto attraverso la formazione in servizio, tutte le componenti del personale scolastico. Nei prossimi mesi gli effetti del decreto si dispiegheranno attraverso una serie di atti che condivideremo e costruiremo con l’Osservatorio appena costituito che sarà uno strumento di forte partecipazione. Lo riuniremo già nelle prime settimane di settembre, con l’avvio dell’anno scolastico, proprio per condividere priorità e obiettivi. La costituzione stessa dell’Osservatorio rappresenta uno dei primi tasselli dell’attuazione”.

Sul fronte dell’inclusione e dell’intercultura, prosegue la Ministra, “grazie alla riforma, stiamo potenziando l’offerta formativa anche con un incremento di risorse per questo capitolo”. Sono oltre 800.000 le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana presenti nel sistema scolastico. Quasi il 60% di queste alunne e di questi alunni è nato in Italia. “La velocità e la profondità dell’integrazione dipendono anche dalla scuola, come ho ricordato in molte occasioni – prosegue la Ministra -. È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze”. È “a scuola – conclude Fedeli – che studentesse e studenti, famiglie e comunità con storie diverse possono imparare a conoscere le diversità culturali e religiose, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune. Le scuole possono essere veri e propri laboratori di convivenza. L’Osservatorio sarà uno strumento importantissimo per portare avanti questo processo. La complessità e la molteplicità degli aspetti relativi all’integrazione richiedono una sede qualificata di riflessione. Dobbiamo dare risposte efficaci alle storie e ai bisogni educativi di chi è appena arrivato nel nostro Paese, ma anche delle ragazze e dei ragazzi figli di migranti che nascono, crescono e studiano in Italia la cui cittadinanza, penso al dibattito sullo Ius soli, che mi auguro sia rapidamente approvato, si costruisce giorno dopo giorno proprio nelle nostre scuole”.

Vietato bocciare?

Fedeli: “Vietato bocciare? Spirito legge diverso. Stiamo costruendo scuola più inclusiva”

“Affermare, come si legge in questi giorni su alcune testate giornalistiche, che da quest’anno sarà vietato bocciare alla primaria e alla secondaria di I grado è falso. Si tratta di semplificazioni che non entrano nel merito dei contenuti della legge e che ne travisano gli obiettivi. Sulla valutazione delle alunne e degli alunni, il 7 aprile scorso, abbiamo approvato un provvedimento attuativo della Buona Scuola che fa tesoro di anni di dibattito fra esperti e pedagogisti e tiene conto anche del confronto importante e proficuo fatto nelle commissioni parlamentari durante l’approvazione delle deleghe della riforma. Il testo sulla valutazione ha uno spirito molto diverso da quello che viene rappresentato in questi giorni: non certo vietare di bocciare, ma lottare contro le povertà educative, favorire l’inclusione delle ragazze e dei ragazzi più deboli. Come? Attivando, ben prima degli scrutini di fine anno o di decisioni importanti e impattanti come quella di non ammettere alla classe successiva, tutte le misure di accompagnamento possibili per non lasciare indietro nessuno. Soprattutto chi ha più difficoltà. Magari perché viene da un contesto socio-economico più svantaggiato, perché a casa non può essere seguito come altre bambine o bambini, perché ha bisogni educativi diversi”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

“Cosa prevede la norma approvata ad aprile? Il decreto sulla valutazione – continua la Ministra – stabilisce che nel I ciclo di istruzione, che comprende primaria e secondaria di I grado appunto, il tema dell’ammissione alla classe successiva diventi parte di un processo più ampio di presa in carico delle studentesse e degli studenti. Alla primaria varrà la normativa già oggi vigente: la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. Ma con una novità: esplicitiamo che l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. Questo non per rendere impossibile la bocciatura, ma perché chiediamo alle scuole di attivare – proprio grazie alla legge approvata, che rafforza questo meccanismo – specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni e delle alunne più deboli. Vale a dire che prima di arrivare a una bocciatura la scuola dovrà mettere in campo azioni mirate ad includere, a non lasciare solo chi resta indietro”.

“La dispersione scolastica è in calo nel nostro Paese, ma i dati certificano che i tassi più alti si verificano proprio nei contesti di maggiore disagio, dove le famiglie hanno minori possibilità economiche e una minore partecipazione al sistema formativo alle spalle”, prosegue Fedeli. “La scuola deve poter fare la differenza per queste ragazze e questi ragazzi, deve essere sempre più inclusiva. L’Ocse ha certificato di recente che la nostra scuola è già molto avanti da questo punto di vista, le misure varate sono un rafforzamento ulteriore della sua capacità di guardare ai differenti bisogni educativi”.

“Nella secondaria di I grado – aggiunge la Ministra – resta ferma la necessità di frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale per poter essere ammesse o ammessi alla classe successiva. L’ammissione poi può essere deliberata, con giudizio motivato, anche in caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento. Anche con la previgente normativa questo poteva essere possibile (ai sensi dell’art. 2 comma 7 del DPR 122/2009). Anche in questo caso, come per la primaria, la scuola ha l’obbligo di attivare specifiche strategie per il miglioramento di chi è più indietro. Quindi, nessuna promozione garantita ‘per legge’, ma un diverso sistema di valutazione che aiuta a superare le lacune formative e tiene conto dei tempi soggettivi di apprendimento. Mettendo in pratica anche la lezione di Don Milani, su cui di recente ci siamo soffermati con una riflessione anche al Ministero: la scuola è scuola se include. Se perde i ragazzi più deboli, la scuola non è scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati”.

MOBILITÀ ANNUALE: A RISCHIO FIRMA CONTRATTO

MOBILITÀ ANNUALE, GILDA: A RISCHIO FIRMA CONTRATTO
“A rischio la firma del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2017/2018”. A dichiararlo è la Gilda degli Insegnanti dopo un incontro molto animato che si è svolto questa mattina al Miur tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali.
“Siamo pronti a non siglare il contratto – spiega la Gilda – perché non è stata accolta alcuna delle nostre tre richieste avanzate il 13 luglio scorso riguardanti l’eliminazione dell’obbligo di convivenza per il ricongiungimento al genitore; la possibilità di presentare domanda di assegnazione provvisoria tra comuni diversi della provincia degli aventi diritto; il superamento della limitazione abnorme nel diritto ad esprimere preferenze. Inoltre l’Amministrazione non ci ha fornito nessuna spiegazione sul motivo del diniego”.
“Ancora più assurda la convocazione di questo incontro nell’ultimo giorno utile prima della scadenza dei termini fissati per oggi. Si tratta di un comportamento che denota una mancanza di rispetto nei nostri confronti e – conclude la Gilda – che deteriora ulteriormente le relazioni sindacali”.

Educazione&Scuola Newsletter n. 1080


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Agosto 2017 – XXII Anno

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Notizie

Immissioni in ruolo

Dal 17 agosto gli USR assegnano alle scuole i docenti destinatari delle nomine in ruolo per il 2017/18 non individuati dai DS o che hanno rifiutato le proposte di incarico
Prevenzione vaccinale a Scuola

Pubblicata la nota operativa con procedure e scadenze per la prevenzione vaccinale a scuola

Edilizia Scolastica 2014 – 2018

10 azioni per l’Edilizia scolastica

Reclutamento e formazione iniziale dei docenti

Firmato il 10 agosto il decreto sulle modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari e accademici

Biblioteche innovative

Stanziati 5 milioni per finanziare i primi 500 progetti

Assunzioni in Consiglio dei Ministri

Il 7 agosto il CdM autorizza 58.000 assunzioni di personale a tempo indeterminato

Sperimentazione Diploma quadriennale

100 le classi coinvolte in Italia

ITS e Lauree professionalizzanti

Conclusa la prima parte dei lavori della Cabina di regia per il coordinamento di ITS e lauree professionalizzanti

Carta dei diritti e dei doveri ASL

Acquisito il 3 agosto il parere favorevole della Conferenza Unificata

Scrutini ed Esami 2017

Il MIUR rende noti i dati relativi a scrutini ed esami di Stato del Primo e Secondo grado

Edilizia scolastica in 7a Camera

Il 2 agosto la 7a Commissione della Camera approva il documento conclusivo relativo all’indagine conoscitiva sull’edilizia scolastica in Italia

Decreto-Legge Mezzogiorno alla Camera

La Camera approva il disegno di legge di conversione in legge del Decreto-Legge 20 giugno 2017, n. 91

Norme

Nota 29 agosto 2017, AOODGPER 37381

Anno scolastico 2017/2018 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A.

Nota 24 agosto 2017, AOODGPER 36708

Trasmissione D.M. 638/17 relativo al contingente del personale con funzione di tutor presso i corsi universitari propedeutici all’insegnamento

Decreto Dipartimentale 21 agosto 2017, AOODPIT 876

Procedura relativa alla copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico ai sensi dell’articolo 1, comma 92, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Pubblicazione dell’elenco unico nazionale

Decreto Dipartimentale 21 agosto 2017, AOODPIT 875

Procedura relativa alla copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico ai sensi dell’articolo 1, comma 92, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Pubblicazione dell’elenco unico nazionale

Avviso edilizia scolastica

Prot. 35226 del 16 agosto 2017

Nota 16 agosto 2017, AOODPIT 1622

Prime indicazioni operative alle istituzioni scolastiche del Sistema nazionale di istruzione per l’applicazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio …

Decreto Direttoriale 11 agosto 2017, AOODGEFID 362

Graduatoria di merito relativa alla procedura di selezione del personale, dirigenti scolastici e docenti, ai sensi dell’art. 26, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa all’avviso pubblico …

Nota 11 agosto 2017, AOODGPER 35571

Assunzioni a tempo indeterminato del personale educativo per l’anno scolastico 2017/18

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017, n. 614

Criteri per il riparto e l’assegnazione a ciascuna Istituzione Universitaria statale del contingente di spesa disponibile a livello nazionale per l’assunzione di personale a tempo indeterminato e di …

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017, n. 615

Nuova definizione dei settori artistico disciplinari in ambito coreutico ed in particolare dei settori ADES/02 “Fisiotecnica della danza” e ADTM/01 “Pratica musicale in ambito coreutico”

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017

Settori disciplinari, obiettivi formativi, modalità organizzative ed eventuali costi a carico degli interessati per il conseguimento dei 24 crediti formativi universitari e accademici che costituiscono …

Messaggio INPS 9 agosto 2017, n. 3265

Decreto legislativo n. 75 del 27 maggio 2017 recante disposizioni in materia di Polo unico per le visite fiscali. Istruzioni amministrative ed operative

Decreto Ministeriale 9 agosto 2017, n. 610

Criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per l’anno 2017

Nota 9 agosto 2017, AOODGSIP 3943

CONCORSO “L’EUROPA INIZIA A LAMPEDUSA” (AVVISI PROT. N. 2319 DEL 04.05.2017 E PROT. 2861 DEL 31.05.2017). ELENCO DEI VINCITORI

Decreto Ministeriale 9 agosto 2017, n. 611

Definizione dei nuovi settori artistico disciplinari in ambito Musicale ed in particolare per il settore Pop rock

Protocollo d’Intesa PCM – MIUR (7.8.17)

Prevenzione dell’uso di droghe e alcol in età scolare

Decreto Ministeriale 7 agosto 2017

Piano nazionale di innovazione ordinamentale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado

Nota 7 agosto 2017, AOODGPER 34572

Trasmissione modello di domanda delle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale ATA a. s. 2017/18

Nota 4 agosto 2017, AOODPIT 1553

Chiarimenti in merito alla decorrenza dei termini di applicazione delle indicazioni del D.L.Vo n. 66/2017 (Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità)

Avviso 4 agosto 2017, AOODGEFID 35030

Selezione di n. 3 (tre) unità di personale docente e dirigente scolastico, da destinare a prestare servizio, in posizione di fuori ruolo, presso la Direzione generale per interventi in materia di edilizia …

Legge 3 agosto 2017, n. 123

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno

Decreto Dipartimentale 2 agosto 2017, AOODPIT 868

Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito Industriale e di Perito Industriale Laureato – sessione 2017

Nota 2 agosto 2017, AOODGPER 33989

Periodo di formazione e di prova per i docenti neo-assunti. Orientamenti preliminari per la progettazione delle attività formative per l’a.s. 2017-18

Nota 2 agosto 2017, AOODGPER 33992

Adeguamento organico di diritto alle situazioni di fatto personale A.T.A anno scolastico 2017/2018

Programma Operativo Nazionale – Attività di formazione: chiarimenti sulla selezione degli esperti

Prot. 34815 del 2 agosto 2017

Decreto Dipartimentale 1 agosto 2017, AOODPIT 863

Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Agrotecnico e di Agrotecnico Laureato – sessione 2017

Ordinanza Ministeriale 1 agosto 2017, AOOUFGAB 533

Calendario delle festività e degli esami per l’a.s. 2017/2018

Nota 1 agosto 2017, AOODGPER 33594

Attivazione procedura mobilità interregionale ex art. 1, comma 92, della L.107/2015 – a.s. 2017/2018

Rubriche

 

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

 

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Sportello Genitori Studenti e Scuola

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Una nuova estate torrida per il panino

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FAQ Handicap e Scuola – 60

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in LRE di Paolo Manzelli

BIOFOTONI: QUANTI DI VITA

di Paolo Manzelli

Biofotoni e previsione spettroscopica

di Paolo Manzelli

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Mobilità 2017-2018

Le domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria del personale ATA devono essere presentate entro …

in Psicologia

Cyberbullismo: la nuova emergenza sociale

di Mariacristina Grazioli

 

in Recensioni

C. Sanchez, La voce invisibile del vento

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S. Benni, Margherita Dolcevita

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V. Marrone, Chierico vagante o Ranger?

Storia di un Ispettore scolastico

S. Agnello Hornby, Il veleno dell’oleandro

di Mario Coviello

D. Valente, Strane storie di mare

di Mario Coviello

Slam – Tutto per una ragazza, di Andrea Molaioli

di Mario Coviello

 

in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

INTEGRAZIONE DEGLI STRUMENTI: RAV-PDM-PNSD

di Danilo Vicca

 

in Stranieri

L’educazione interculturale

di Immacolata Lagreca

 

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Dell’alternanza… colta!

di Maurizio Tiriticco

Lo Spazio/Tempo nell’Insegnare/Apprendere

di Maurizio Tiriticco

Asor Rosa e… la scuola che non c’è!

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La mala scrittura

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Obbligo di istruzione fino a 18 anni: sì, ma, però…

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Ma avrà ancora un senso la scuola?

di Maurizio Tiriticco

Les jeux sont faits!

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Una occasione da non perdere!

di Maurizio Tiriticco

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A.S. 2017/18 Cosa debbo temere, cosa posso sperare

A.S. 2017/18
Cosa debbo temere, cosa posso sperare

di Gabriele Boselli

 

In un tempo di grandi progressi della cultura, della scienza e della tecnica autentiche e di insegnanti in genere preparati e generosi (motivi di speranza) l’astuzia della non-ragione annidata nei castelli dell’alta ufficialità ci darebbe –a partire dalla castrazione temporale della scuola superiore- ragioni di temere che l’anno che viene non sia migliore.

Ma… non praevalebunt. Il peggio ( riduzione degli investimenti, valutazione dirigenti con effetti pratici, alternanza scuola-lavoro=meno scuola, sudditanza della scuola al sistema economico) per fortuna non è massicciamente accaduto e non accadrà. Sviluppi della scienza, della letteratura e dell’economia lavorano per noi e costellazioni di antichi e nuovi miti positivi continueranno a guidare gli insegnanti/Maestri anche nell’anno che viene, nell’addensarsi dell’infosfera.

 

—1990-2017 (e si spera non oltre)

Seguendo l’insegnamento di grandi maestri di ispettorato (Montanari, Gaspari, Sansuini, Giovagnoli….) ascoltati durante i miei otto anni di direzione didattica ho individuato come meglio potevo nella Cultura il cardine del pensare e dell’ agire scolastico, sentendomi per la prima parte del quasi mezzo secolo della mia carriera abbastanza in sintonia con le linee di un Ministero che allora era anche un luogo ove, pur tra molte insulsaggini, albergavano anche pensieri culturalmente fondati. Poi vennero gli anni novanta del secolo scorso, il primo decennio del ventunesimo e ogni voce mossa da un pensiero pensante fu messa negli scantinati.

Rappresentazioni di cattivo teatro (alias convegni) e scritti della vetrinetta (alias circolari) vennero controllati da gruppetti di non-pensanti privi di una visione filosofico-pedagogica, culturale e alto-politica delle realtà di cui trattare. Non-pensando, ma dando comunque istruzioni, emanando normative “tecniche”, non avendo mète ma accanendosi su obiettivi comandati, privilegiando gli strumenti sui fini i gruppetti dei furbetti riuscirono graditi al potere; al di là del cambiamento dei ministri (più o meno laureati) furono sempre sostanzialmente confermati. E instaurarono il non-pensare tecnico-simile come sintagma dominante nei programmi di studio e dei concorsi, nella formazione e nella valutazione dei docenti e dei dirigenti, nel sottogoverno.

 

—Cosa debbo temere 1: la “sperimentazione” della scuola contratta

L’attività sperimentale autentica é fondamentalmente un itinerario di innovazione che si distingue dai comuni tipi di cambiamento per la sua scientificità. Non vi è alcun motivo per chiama­re sperimentale una ricerca se l’esperienza progettata non costituisce la traduzione di un discorso teoricamente ben articolato; non si potrà allora parlare seriamente di scientificità e dun­que di sperimentazione. Non è sperimentazione l’innovare a casaccio per scopi che non hanno molto a che vedere con il miglioramento di un sistema ma molto a che vedere con una riduzione lineare dei suoi costi. Non è sperimentazione quella che non dichiara sin dall’inizio la reale teleologia e i modelli epistemologici che ispirano le linee di progetto e di valutazione degli esiti o peggio li nascondono.

Potrebbe essere quest’ultimo il caso della cosiddetta sperimentazione della compressione della scuola superiore a soli 4 anni. Gli scopi reali di questa “sperimentazione” sono evidenti: fare ammuina e risparmiare.

Fare ammuina: quando non si è capaci di agire con intelligenza piena della situazione e dei fini, ci si agita, si “fa qualcosa”, si cambiano i connotati percepibili dalla massa; è stato così con il fallimentare 3+2 all’università o l’altalena tra maestro unico, poi 3m su 2C ed ora maestro semi-unico nella scuola elementare. Adesso la scuola superiore a 4 anni, domani chissà. Tutto senza un perché, solo per mostrare l’evidenza del Chi, la presenza di un potere capace di cambiare le cose, se in peggio fa niente.

Risparmiare: se la sperimentazione è prevista “in costanza di organico” l’estensione di massa del modello sarà assai improbabile. Poiché risparmiare è comunque doveroso, poco credibile che a organico costante resti poi l’attuazione seriale. Sarebbe come dire che 1/5 dell’organico è servita e continuerà a essere pagata per far nulla, che tutti –studenti compresi- hanno lavorato senza senso per una parte rilevante del loro tempo.

Quindi una volta facilmente “dimostrato” con l’aiuto dei docimologi di servizio che in 4 anni s’impara quanto in 5 si procederà alla “razionalizzazione”, altra parola abusata dal miur da una ventina d’anni e che ha concretamente significato in Italia una costante riduzione deli costi dell’istruzione mentre in tutta Europa questi venivano aumentati.

Si preparano festeggiamenti anche in quel che resta delle amministrazioni provinciali: contro qualche aula in più adibita a laboratorio, 1/5 in meno di classi significa 1/5 in meno di aule, di riscaldamenti, di trasporti etc

 

—Cosa debbo temere 2: Una valutazione asservente

Nel 2017/18 i dirigenti non subiranno danni materiali dalle valutazioni cui sono stati e saranno sottoposti. Danni morali, sì. E’ stato quello corrente un anno speso nell’abituarli gradualmente all’idea che ci può essere qualcuno che ha il potere di giudicare non la qualità culturale e pedagogica del loro operare (in alto loco non interessa) ma se e come il loro operato sia stato svolto in conformità alle prescrizioni romane. Molti di loro hanno compreso che anche cooperare ad alieni processi valutativi è pratica di asservimento e giustamente non hanno nemmeno compilato i moduli richiesti o lo hanno fatto in modo “tirato via”.

Altrettanto riguardo non è stato usato con gli insegnanti, non efficacemente difesi –a differenza dei dirigenti- dalle loro organizzazioni sindacali: già da quest’anno sono stati sottoposti a valutazioni discrezionali con conseguenze sul prestigio e sul trattamento economico.

Coloro che nell’alta dirigenza sono costretti a diramare come norma quel che scrivono i gruppetti di cui sopra adducono la solita scusa: ”ce lo chiede l’Europa”. Ma l’Europa non chiede questo tipo discriminante di valutazione, che è un aborto tutto trasteverino.

E’ comunque prevedibile che nell’anno che sta cominciando questo signum/instrumentum potestatis sia più decisamente e sistematicamente utilizzato dai supremi e se ne incrementi la cogenza.

 

—Cosa posso sperare 1: le persone e gli immensi giacimenti culturali

Siamo forti dell’educazione che abbiamo avuto e la storia è con noi. La speranza della scuola sta nelle persone che vi lavorano e nella storia di cui sono eredi. Lontani da Roma, in periferia, molti insegnanti e ispettori e alcuni dirigenti la capacità di pensare e un’idea di scuola le hanno coltivate e le coltivano. Non affetti da ipernostalgia, consegnano ai giovani doni per orientarsi nella cultura di un domani non dominato dalla cattiva retorica della tecnica ma innervato dall’intera estensione del campo culturale, scienza e tecnica comprese. Si trovano bene sia sulla carta che nell’infosfera, difesi dai suoi eccessi e dalle sue distorsioni come agevolati nello sfruttamento del suo potenziale proprio dalla lunga e mai terminata frequentazione con i grandi libri.

Nelle scuole d’Italia e d’Europa risiede la storia; e la storia non è solo fatto, è atto: non solo la radice del divenire ma la struttura del divenire stesso. E noi ne siamo i detentori. E la storia non è solo quella che si studia nei libri di storia ma anche in quelli delle scienze del mondo fisico, di letteratura. Tutte le discipline sono storia in atto ovvero essenza del presente e officina del futuro. Indicano ai giovani gli strumenti per avventurarsi nell’atmosfera come nell’infosfera, nel nuovo mondo, un mondo in cui la scienza, il lavoro e gli amori (qualcuno invita a scegliersi quando sarà ora una moglie che abbia studiato il latino) andranno conquistati in uno spazio globale in cui, senza più la protezione di frontiere e di normative nazionali, servirà non un pensiero conforme ma un pensare innovativo. Ne farà davvero parte chi avrà conquistato anche con il latino le chiavi della struttura generativo-trasformazionale del conoscere. Chiavi anche per comprendere gli effetti collaterali di quella tecnologia del post-umano che investe, e investirà sempre più, animali, piante, ambiente. La scuola è il luogo ove questi tesori sono custoditi e portati a frutto attraverso il nostro dire.

 

—In che posso sperare 2: Le favorevoli dinamiche generali

Le premesse del bel tempo sono dovute anche a quanto accade nel paesaggio economico e scientifico generale. Oltre i gravi problemi del momento (processi migratori incontrollati, tensioni internazionali, disoccupazione da sviluppo delle tecnologie, difficoltà di Stati soggetti al vero Potere nell’attuare pienamente i loro poteri legittimi) le cose nel complesso stanno andando per il meglio. La povertà assoluta è in sostanzioso calo, così pure fame e malattie, tranne quelle degenerative. Da qualche anno il PIL mondiale cresce intorno al 2,5 % annuo e anche in Italia stiamo intorno all’ l’1%. In tutto il mondo comincia a esserci maggiore attenzione verso la ricerca e l’istruzione.

Soprattutto la rivoluzione in atto nella matematica (equazioni di Navier-Stoke, sviluppi post-Perelman dell’ipotesi di Poincare’, studi di Yang-Mills, topologia e cicli di Hodge, calcolo computazionale…) e nelle scienze del mondo fisico (forme-matrici per comprendere le interazioni di campo EMG, fisica sub-atomica esplorata nei grandi acceleratori del CERN, strumentazione informatica a base quantistica….) hanno determinato un’accelerazione del sapere paragonabile a quella dei primi vent’anni del secolo scorso e iniziano a produrre i primi risultati. Prodigioso quanto sta maturando anche nelle scienze della vita (studi sul genoma e biotecnologie per l’uomo, gli animali e l’agricoltura; ingegneria genetica, medicina, nuove tecnologie diagnostiche e nuovi farmaci). Nella filosofia, regina madre delle scienze, il paradigma fenomenologico sta producendo positivi effetti di neutralizzazione del sintagma analitico e investigazioni su nuove possibilità di pensiero. Nella letteratura generale, nuovi indirizzi e soprattutto nuovi autori mostrano un novum di inedita potenza trasformatrice dei vissuti.

Niente di tutto questo naturalmente nei programmi e nei corsi di addestramento (pardon: si pronuncia “formazione”) ufficiali ma non può durare, anzi è già finito poiché è ormai diffusa nell’infosfera la sensazione della sua irrilevanza. Molti insegnanti seguono o si stanno avventurando in queste nuove latitudini del conoscere. Custodi dei miti di sempre, saranno nel contempo i narratori e i protagonisti dei nuovi, non ingannevoli miti, di racconti simbolici delle costellazioni orientanti propri delle stagioni in cui un ciclo si chiude e un altro comincia.

 

—Conclusione Siamo immensamente ricchi di cultura e abbiamo un corpo docente singolarmente istruito e capace. Le dinamiche economiche e scientifiche stanno incrementandosi nella loro potenzialità di positiva trasformazione del mondo e di evoluzione della specie (si parla di post-umano). L’ignoranza orgogliosa annidata nei romani castelli dell’alta ufficialità dell’istruzione non potrà far molto e nel palazzo principale potrebbe arrivare un qualche Minniti che inverta la politica dissennata degli ultimi vent’anni. Son dunque più forti le ragioni per sperare di quelle per cui temere.

SUPPLENZE: SU LIMITE 36 MESI MIUR EMANI NOTA INTEGRATIVA

SUPPLENZE, GILDA: SU LIMITE 36 MESI MIUR EMANI NOTA INTEGRATIVA
“Nella circolare sulle supplenze emanata il 29 agosto, il Miur ha citato soltanto la legge 107/2015, omettendo di specificare che, in base a quanto stabilito dalla legge di Bilancio del 2017, il calcolo dei 36 mesi deve partire dal 1 settembre 2016. Si tratta di una dimenticanza grave che rischia di creare grande confusione nelle scuole su un argomento molto delicato”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che chiede all’Amministrazione di emanare una nota integrativa per evitare inutili contenziosi.
“Riteniamo comunque – aggiunge Di Meglio – che il comma 131 della legge 107/2015, con cui si vieta l’assunzione dei supplenti che abbiano prestato servizio su posti vacanti e disponibili per oltre 36 mesi, a partire dal 2019 sarà causa di innumerevoli ricorsi e probabilmente finirà all’attenzione della Corte Costituzionale”.

Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge

da Repubblica

Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge

Da quest’anno basterà un solo professore contrario alla bocciatura e l’alunno sarà ammesso alla classe successiva. Scuole obbligate a organizzare corsi di recupero. Altra novità della Buona Scuola: il test Invalsi non inciderà sul voto finale dell’esame di terza.

di SALVO INTRAVAIA

Bocciature “abolite” per decreto alle elementari e medie, nuovi esami e test Invalsi rivoluzionati in terza media. L’anno scolastico ormai alle porte si apre con una serie di novità introdotte dalla Buona scuola che riguardano i bambini della primaria e i ragazzini della scuola media. Per la scuola superiore occorrerà attendere ancora 12 mesi prima di vedere gli effetti della legge 107.

Il governo Renzi e il suo successore Gentiloni, che ha approvato le deleghe della riforma Renzi/Giannini, hanno dichiarato guerra alle bocciature: l’Italia è una delle nazioni europee con la dispersione scolastica più alta. Alle elementari si potrà bocciare solo in caso di abbandono dell’anno scolastico o per le troppe assenze. Una situazione che riguarda una fascia marginale di alunni: tre su mille in prima elementare e uno su mille nelle altre quattro classi della primaria. In pratica, non si potrà bocciare per il profitto.

“Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”, recita il decreto legislativo 62 dello scorso mese di aprile. Nei casi di promozione “agevolata”, le scuole dovranno attivare “specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento”.

La bocciatura sarà possibile sono se tutti gli insegnanti del consiglio di classe saranno d’accordo: “Solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”, spiega la norma. Basterà un solo parere contrario per fare scattare la promozione ope legis. Novità anche per le prove Invasi. Oltre ai consueti test di Italiano e Matematica, in seconda e quinta, in quest’ultima classe i bambini verranno sottoposti a una ulteriore prova di Inglese.

Anche alla scuola media la promozione diventerà la regola generale: “Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all’esame conclusivo del primo ciclo”, prevede il decreto legislativo sulla Valutazione. Tranne i casi di gravi infrazioni disciplinari e nei casi di “parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline”. Situazioni in cui “il consiglio di classe può deliberare” la bocciatura ma con adeguata motivazione. Anche in questo caso potrà scattare la promozione in presenza di insufficienze in una o più discipline, a patto che le scuole avviino percorsi di supporto per colmare le lacune.

Le prove Invalsi, che da qualche anno si svolgono solo in terza media, non saranno più in concomitanza con gli esami conclusivi e non incideranno più sul voto finale. Si svolgeranno entro il mese di aprile, saranno effettuate al computer – computer-based – e contempleranno anche una prova di Inglese.

Così come avverrà alla scuola elementare, tutta la fase di spoglio delle schede e di caricamento al computer degli esiti degli Invalsi sarà a carico degli insegnanti, come “attività ordinaria d’istituto”. E la partecipazione alle stesse costituirà requisito di ammissione agli esami. Dopo anni di polemiche e dibattiti, l’esame di licenza media verrà semplificato: solo tre prove scritte – Italiano, Matematica e Lingue straniere – e un colloquio. Per gli indirizzi musicali, durante lo stesso colloquio, è prevista una prova pratica relativa allo strumento studiato. Alla media, più che le risultanze degli esami, la Buona scuola premierà la carriera scolastica. Il voto finale sarà  espresso in decimi – con eventuale lode – e scaturirà dalla media tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove d’esame. E a presiedere gli esami sarà lo stesso dirigente scolastico dell’istituto in cui si svolgo gli esami. Niente più presidente esterno.