La tutela per i disabili passa dall’atto pubblico

Il Sole 24 Ore del 04-08-2017

La tutela per i disabili passa dall’atto pubblico

Con la legge 112/2016 sul cosiddetto “dopo di noi” è stata introdotta per la prima volta una specifica forma di sostegno all’inclusione sociale, volta ad assicurare ai soggetti con disabilità grave la cura, l’assistenza e la protezione, anche in seguito alla morte di genitori o familiari.
Aspetti salienti della legge sono la previsione di programmi di intervento per impedire l’isolamento delle persone disabili (anche attraverso l’utilizzo di immobili in grado di riprodurre le condizioni abitative e relazionali della casa familiare), nonché le disposizioni di carattere fiscale che favoriscono la protezione e la segregazione del patrimonio finalizzato al sostegno della persona disabile per l’intero arco della sua vita.
L’articolo 6 della legge 112/2016 richiama espressamente l’istituto giuridico del trust, i vincoli di destinazione di cui all’articolo 2645-ter del Codice civile e i fondi speciali costituiti mediante contratti di affidamento fiduciario, al fine di segregare beni e diritti a favore della persona disabile, con una serie di esenzioni fiscali condizionate al rispetto di alcune garanzie volte ad assicurare una effettiva destinazione del patrimonio all’assistenza del disabile.
A tale scopo è prevista la stipula di un atto pubblico in cui si dovranno individuare i soggetti beneficiari, le loro funzionalità, bisogni e necessità assistenziali, nonché il soggetto chiamato a gestire i beni vincolati, regolandone specificamente gli obblighi e le modalità di rendicontazione. Il gestore potrà assumere anche veste collegiale e, all’occorrenza, potranno essere designate per questo ufficio non solo persone fisiche, ma anche persone giuridiche (società fiduciarie o enti del terzo settore). Il controllo dell’attività del gestore spetta ad un terzo soggetto, il cosiddetto “guardiano”, che vigilerà sul corretto adempimento delle finalità indicate nell’atto.
Mentre il beneficiario esclusivo del patrimonio segregato dovrà essere necessariamente il soggetto disabile, la figura del disponente dei beni in favore di quest’ultimo, potrà essere assunta da un genitore, un parente o uno o più soggetti terzi (anche enti o persone giuridiche). Ne consegue che qualunque soggetto interessato potrà stipulare uno degli atti in esame a favore di soggetti con disabilità grave, da individuare specificamente. La norma sembra ammettere anche la stipula di un atto con pluralità di disponenti e/o a favore di un certo numero di beneficiari. Si pensi al caso di più famiglie che scelgano di stipulare un atto unitario, per assicurare ai propri cari una tutela più completa di quella che ciascun nucleo potrebbe allestire solo con le proprie forze.
L’atto dovrà indicare un termine finale che coincide con la morte della persona con disabilità e, qualora i beneficiari siano due o più, appare sensato ritenere che il vincolo possa sussistere finché almeno uno di essi sia ancora in vita. L’atto deve, infine, stabilire la destinazione finale del patrimonio vincolato che, a seconda dei casi, potrà essere nuovamente attribuito al disponente, ovvero ad un familiare o a soggetti terzi, non necessariamente legati da vincoli familiari con la persona disabile.

Pagina a cura di Gabriele Sepio

Scuola, anzianità di servizio precari

GILDA provinciale di BRESCIA

Scuola, anzianità di servizio precari: vittoria della Gilda di Brescia contro il Miur

L’anzianità di servizio deve essere riconosciuta anche prima dell’assunzione a tempo indeterminato. A stabilirlo è la Corte di Appello che, con una sentenza emessa lo scorso maggio, decreta la vittoria della Gilda degli insegnanti di Brescia contro il Miur.

“Dopo un lungo iter -dichiara Adriano Cattelan, coordinatore provinciale della Gilda di Brescia- i giudici hanno confermato la condanna inflitta in primo grado nei confronti di viale Trastevere, che dovrà adesso riconoscere integralmente a decine di docenti l’anzianità di servizio maturata prima dell’immissione in ruolo. Questa sentenza, dunque, dimostra che avevamo ragione noi”.

I ricorrenti, patrocinati dal sindacato, sono ex precari, stabilizzati durante il procedimento giudiziario, che avevano portato in tribunale l’Amministrazione scolastica per ottenere il pagamento delle somme corrispondenti ai passaggi di fascia non goduti.

“Abbiamo promosso il ricorso nel lontano 2011 -spiega Gregorio Musumeci, responsabile dell’Ufficio legale della Gilda degli Insegnanti di Brescia- nella convinzione che un diverso trattamento dei colleghi precari fosse discriminante secondo la normativa europea in materia. Adesso, oltre al riconoscimento dell’anzianità di servizio, gli insegnanti vincitori del ricorso potranno chiedere lo ‘scongelamento’ dei servizi ‘congelati’ in sede di ricostruzione di carriera, che consentirà a molti degli interessati il passaggio immediato di fascia e agli altri la riduzione del tempo di attesa per il passaggio”.

LE RISORSE DELLE REGIONI DEVONO ESSERE EQUIPARATE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

UNIVERSITÀ: LE RISORSE DELLE REGIONI DEVONO ESSERE EQUIPARATE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
Comunicazione M5S m5s.comunicazione@camera.it

Roma 4 luglio 2017: “La campagna della ministra Fedeli sul diritto allo studio arriva in forte ritardo se si pensa che la nostra idea di NO TAX area proposta dal 2013 è stata applicata solo a partire dal prossimo anno scolastico e che restiamo fanalino di coda in Europa per diritto allo studio. Nel passaggio dal 90%, al 100% degli idonei per il soddisfacimento delle richieste di borse di studio spero che la Ministra ha tenuto conto dell’aumento della platea che ci sarà grazie ai correttivi ottenuti sul calcolo ISEE. L’Italia resta indietro nella media europea per investimento in istruzione e cultura con uno scarto di oltre il 2% sulla spesa pubblica. Possiamo ragionare di numeri e dettagli ma finché la cultura e soprattutto l’istruzione non verranno visti come fondamentali per la nostra nazione, non c’è molto da dibattere. I nuovi fondi ci auguriamo che non siano parte di una grande strategia elettorale in vista delle prossime elezioni e che siano aggiuntivi e non ritagliati da altri capitoli di bilancio del ministero”.
I deputati della commissione Cultura del Movimento 5 Stelle sottolineano con Luigi Gallo: “Mi fa piacere che il Governo si sia appropriato di un concetto a noi caro, di come non si possono ripartire i fondi sullo storico delle spese della regione, perché significa penalizzare quelle più in difficoltà come sono quelle del Sud, c’è una mia proposta di legge su questo tema. Se lo Stato sopperisce con i dovuti fondi c’è la concreta possibilità di assicurare il diritto allo studio soprattutto agli studenti meno abbienti. Ulteriore nota di preoccupazione, come conferma la stessa ministra Fedeli, è la difficoltà di accesso, e i ritardi anche di un anno per l’erogazione delle borse di studio sono la negazione del diritto allo studio, significa obbligare ad una famiglia che non ha soldi ad anticipare tutte le spese. Una burocrazia onnipresente che però così facendo ostacola la crescita culturale di un Paese. Ci auguriamo che non siano misure elettorali, ma una reale inversione di tendenza”.

Scuola di Cittadinanza Europea

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

presenta

Scuola di Cittadinanza Europea

La nuova proposta formativa rivolta alle scuole di I e II grado

Oltre 30 fra percorsi, laboratori e attività ludico-didattiche sui grandi temi della cittadinanza e della formazione civica

Open Day di presentazione dal 26 al 28 settembre in viale Pasubio a Milano

Online dal 19 settembre 2017 la piattaforma www.scuoladicittadinanzaeuropea.it

 

Una scuola non scuola, uno spazio di conoscenza e un laboratorio didattico alla scoperta delle grandi sfide della contemporaneità. Fondazione Giangiacomo Feltrinelli presenta Scuola di Cittadinanza europea, la nuova proposta formativa con oltre 30 progetti sui temi della cittadinanza e della formazione civica, rivolti alle scuole primarie e secondarie per l’anno scolastico 2017/2018.

La proposta di riflessione e approfondimento intende tradurre lo studio della storia e del presente in una forma innovativa di didattica, di formazione e di intrattenimento attraverso uno sguardo sistemico e tematizzato sui fenomeni sociali, economici e politici del Novecento, coniugando diritti civili e politici, libertà individuali e giustizia sociale. Dal 26 al 28 settembre in viale Pasubio 5, a Milano, si terranno gli open day rivolti a docenti e operatori del settore per presentare l’intera offerta formativa.

Scuola di Cittadinanza Europea si articola in tre sezioni:

  • il portale www.scuoladicittadinanzaeuropea.it, online dal 19 settembre 2017 in occasione della presentazione della prima stagione di attività di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che presenta diverse aree tematiche, kit didattici, e-book, documenti di archivio realizzati in collaborazione con i ricercatori della Fondazione;
  • un catalogo con percorsi formativi e laboratori didattici rivolti alle classi delle scuole secondarie di secondo grado e strutturati in una prima fase di approfondimento e lavoro in classe, supportata dai materiali didattici messi a disposizione da Fondazione, e una seconda, più esperienziale e di confronto, condotta da esperti del tema, come scrittori, autori e ricercatori.
  • Un calendario di attività ludico-didattiche rivolte ai più piccoli, organizzate in occasione delle iniziative promosse nella nuova stagione culturale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

I temi

Tre i filoni tematici: Conoscere l’Europa. Le grandi trasformazioni del 900 europeo, dedicato a come ripensare e rileggere la storia in una modalità priva di confini geografici e cronologici; Democrazia è Partecipazione: politiche e passioni del nostro tempo, un percorso di riflessione sui comportamenti e sui valori di vita democratica e partecipata, e Futuro sostenibile: economie, territori e società, che esplora le trasformazioni legate allo sviluppo sostenibile, declinate a partire dalle priorità emerse dagli SDG’s, gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e dalla Carta di Milano.

www.fondazionefeltrinelli.it

Autorizzazione all’assunzione dei dirigenti scolastici – A.S. 2017/2018

Autorizzazione all’assunzione dei dirigenti scolastici – A.S. 2017/2018.

La DG per il personale scolastico – Ufficio II del MIUR, comunica che, con nota prot. n. 156952 del 28/07/2017, il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, ha concesso l’autorizzazione alle assunzioni, ai sensi dell’art. 39, c. 3 bis, della Legge n. 27.12.1997, n. 449, per un numero complessivo di n. 259 dirigenti scolastici.

Nell’ambito della dotazione nazionale, sono stati autorizzati n. 58 posti per l’immissione in ruolo degli idonei ancora presenti nelle graduatorie del concorso di cui al D.D.G. 13.7.2011  delle regioni Abruzzo (n. 6) e Campania (52), n. 36trattenimenti in servizio ex art. 1, comma 257,  della L. n. 208/2015, n. 1 riammissione in servizio e n. 9 immissioni in ruolo in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali. Sono stati infine autorizzati 155 posti da destinare alla procedura di immissione in ruolo interregionale ai sensi dell’art. 1, comma 92, della Legge 107/15.

Maturità, dove fioccano le lodi? Ecco la mappa

da il Sole 24 Ore

Maturità, dove fioccano le lodi? Ecco la mappa
http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/08/04/maturita-fioccano-le-lodi-la-mappa/?refresh_ce=1

Andrea Gianotti

Il tasso dei diplomati all’esame di maturità che hanno preso 100 e lode, il massimo dei voti, è quintuplo in Puglia rispetto che in Lombardia.

E’ questo in estrema sintesi il dato che emerge dalle rilevazioni del Miur e che riguardano gli esami appena trascorsi (qui l’articolo su IlSole24ORE.com). E mentre gli studenti si rilassano nell’estate che ricorderanno per tutta la vita, potranno anche riflettere sul fatto che il loro risultato finale è stato, probabilmente, anche influenzato dal luogo in cui hanno svolto la prova.

Guardando all’insieme degli studenti che hanno ricevuto al termine del loro quinquennio di fatica un 100 o un 100 e lode, infatti, si nota come in Calabria siano stati quasi il 10% dei maturi. E percentuali simili si sono registrate anche in Puglia, Umbria e Marche. In fondo alla classifica la Lombardia, con solo il 3,7% di “campioni” all’esame finale.

Precisando che i valori non sono disponibili per la provincia di Bolzano e la Valle d’Aosta, la media nazionale è stata per il 2017 del 1,2% di 100 e lode e 5,3% di 100. In fondo alla scala dei promossi, coloro che hanno preso solamente 60 sono stati l’8,4% del totale.

A guardare i dati per gruppi di voti simili, come indicati dal Miur, sembrerebbe che i risultati più probabili sono quelli medio bassi, da 61 a 80. Non è così. Se si distribuiscono i pesi per ciascuna delle occorrenze possibili (ossia i singoli risultati: 60, 61, 62 eccetera, fino a 100 e lode, ipotizzando una distribuzione omogenea all’interno di ciascun gruppo), si nota invece come i più frequenti siano proprio il 60 e il 100 (graficamente l’effetto lo si vede cliccando sulla seconda scheda dell’infodata sottostante). Guardando alla media nazionale, quindi, il 13,7% degli studenti si concentra in solo due dei 42 risultati possibili.

I genitori degli studenti che adesso sono al mare o in viaggio per la prima estate senza compiti dopo 5 anni, ricorderanno probabilmente il loro esame in sessantesimi con un sorriso sulle labbra. E che forse il voto finale non ha veramente descritto quanto fossero maturi e che quindi le differenze regionali, che non sappiamo dire se ci fossero o meno anche venti e più anni fa, alla fine abbiano forse inciso poco sul loro futuro.

Per tranquillizzare le ragazze e i ragazzi proponiamo quest’ultima infodata, senza alcun valore scientifico: dal grafico pare vi sia una correlazione tra il tasso di disoccupazione giovanile regionale (ragazzi tra 18 e 29 anni, dato Istat 2016) e la quantità di ragazzi diplomati nel 2017 per ciascuna regione con un voto di 100 o con lode. Come a dire: nelle regioni con gli studenti migliori la disoccupazione è più alta. E’ ovviamente una provocazione e solamente un gioco (tra i dati non vi è probabilmente alcun collegamento), ma ci permette di chiudere con una battuta rivolta ai giovani neo-maturi: che abbiate preso 60 oppure 100, che viviate in Puglia o in Lombardia, Keep Calm and Buone Vacanze: ve le siete comunque meritate.

Concorso DS, Toccafondi: ‘Decreto attende ok della Corte dei conti’

da Tuttoscuola

Concorso DS, Toccafondi: ‘Decreto attende ok della Corte dei conti’

La competenza relativa al corso-concorso per i dirigenti scolastici “è tornata in capo al Miur stabilimento che con decreto del ministro fossero disciplinate le modalità di svolgimento della procedura, durata del corso e le forme di valutazione dei candidati. È stato quindi predisposto uno schema di decreto ministeriale” su sui però si attende “il visto e la registrazione della Corte dei conti” dopo il quale “si potrà bandire il corso-concorso”.

Lo ha detto, in commissione Cultura alla Camera, il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, rispondendo a un’interrogazione Pd sul nuovo concorso per dirigenti scolastici. Il concorso – ha aggiunto il sottosegretario – “riguarderà tutti i posti vacanti e disponibili nell’anno scolastico 2017-2018 e per il successivo triennio, ciò consentirà di eliminare di certo l’annoso fenomeno delle reggenze”.