Ma l’esame delle superiori ha un valore diverso dai test

da Il Messaggero

Ma l’esame delle superiori ha un valore diverso dai test

Annamaria Ajello presidente INVALSI

Anna Maria Ajello, Presidente dell’Invalsi, perché questa differenza di punteggio tra gli esiti della maturità e quelli dell’Invalsi?
«È un fenomeno che si ripete e non ci sorprende: sono due prove differenti. La maggiore presenza di 100 e lode al Sud è stata vista spesso come un segnale di voti regalati ma non è giusto nei confronti di chi invece, tra i voti regalati, quella lode se l’è meritata».
Come si spiega?
«È certo che in un contesto più disagiato le eccellenze brillano di più e il contesto del Sud è molto diverso da quello del Nord. Nel test Invalsi questo conta. Poi però ci sono realtà molto brillanti, come ad esempio a Lecce, che forse contribuiscono a rendere la Puglia la regione con il maggior numero di lodi alla maturità».
Come tenete conto del contesto?
«Esiste il valore aggiunto: valutando il rendimento di un ragazzo teniamo conto del contesto famigliare, territoriale e delle precedenti esperienze scolastiche. Anche così, però, ci sono scuole al Sud che non ottengono punteggi alti».
Che cosa significa?
«Significa che la scuola da sola non ce la fa. Con la Regione Puglia, ad esempio, anni fa sono stati avviati progetti con i fondi Pon per alzare le competenze e ora ne stiamo raccogliendo i frutti».
L’Invalsi peserà sul voto di maturità?
«Dal 2019 sarà necessario per l’ammissione all’esame di Stato e l’esito del test, svolto durante l’anno, conterà nel curriculum: in questo modo farà parte del voto finale».
I voti troppo alti aiutano i ragazzi o li danneggiano?
«Direi che i ragazzi sono danneggiati dal non sapere cosa dovranno affrontare nelle scuole che hanno scelto. Servono un miglior orientamento e la continuità educativa tra docenti che in Italia non c’è».
L.Loi.

Troppi 100 e lode al Sud i dati Invalsi rilanciano i dubbi sulla maturità

da Il Messaggero

Troppi 100 e lode al Sud i dati Invalsi rilanciano i dubbi sulla maturità

Dall’Invalsi alla maturità cambia tutto. I più bravi diventano gli ultimi della classe. E gli ultimi si trasformano nelle eccellenze. Un’incognita ancora tutta da capire quella che, dati alla mano, riguarda la differenza di voti tra gli esiti dei test Invalsi svolti dai ragazzi del secondo anno delle superiori e i voti all’esame di Stato.

Dall’Invalsi alla maturità cambia tutto. I più bravi diventano gli ultimi della classe. E gli ultimi si trasformano nelle eccellenze. Un’incognita ancora tutta da capire quella che, dati alla mano, riguarda la differenza di voti tra gli esiti dei test Invalsi svolti dai ragazzi del secondo anno delle superiori e i voti all’esame di Stato. Una differenza tutta geografica che ancora una volta spacca in due l’Italia: all’Invalsi, test nazionale e uguale per tutti con correzione a griglia, gli studenti del Nord primeggiano e di gran lunga. Ma alla maturità il massimo dei voti viene raggiunto dai ragazzi del Sud, che con le commissioni esaminatrici conquistano record di 100 e lode di anno in anno.

I COMMISSARI

Un fenomeno che si ripete e che, negli anni passati, ha sollevato non poche polemiche sollevando dubbi anche sul possibile eccesso di generosità dei commissari d’esame in servizio nel meridione. Quest’anno all’esame di Stato si sono diplomati con 100 e lode 5494 studenti e il maggior numero di lodi risiede al Sud: prime classificate per numero di lodi sono, infatti, le regioni Puglia dove se ne sono registrate 944, la Campania con 802 e la Sicilia con 516. Oltre il 40% del totale in tre sole regioni del Sud. Rispetto alla media nazionale dell’1,2% di 100 e lode sul totale dei neodiplomati, in Lombardia il rapporto scende allo 0,5%, resta sotto l’1% anche in Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il Lazio resta in media e poi si va ai picchi massimi, tutti al Sud anche in questo caso. In Puglia la percentuale schizza al 2,6% e in Calabria al 2,2%. Ed è un ottimo risultato anche perché con la lode lo studente neodiplomato riceve un bonus in soldi, una borsa di studio erogata dal ministero dell’istruzione (nel 2016 si trattò di 370 euro) per agevolarlo nel proseguimento degli studi e, fattore non da poco esteso anche ai 100 senza lode, entra senza versare tasse universitarie in molti atenei. Come ad esempio alla Sapienza. Il massimo dei voti, quindi conta. Eccome se conta. Ce ne sono però di meno nelle regioni del Nord che, invece, brillano nei test Invalsi che si svolgono durante gli anni intermedi, dimostrando quindi di avere costantemente buone competenze in italiano e in matematica.

IL PUNTEGGIO MEDIO

I dati del test di italiano del maggio scorso, infatti, vedono al primo posto, per punteggio medio ottenuto, gli studenti della provincia autonoma di Trento con un 215 contro una media nazionale di 200. Sopra la media anche i ragazzi del Veneto, della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia. Le regioni del Sud? Ultime classificate: la Campania ha avuto un punteggio medio di 198, seguono Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria e Sardegna, a chiudere, con 177. I conti non tornano.
Lorena Loiacono

La Ministra Fedeli: “Il prossimo sarà l’anno in cui l’Alternanza Scuola-Lavoro andrà a regime”

da La Stampa

La Ministra Fedeli: “Il prossimo sarà l’anno in cui l’Alternanza Scuola-Lavoro andrà a regime”

La Carta dei diritti e dei doveri degli studenti è uno degli strumenti necessari per la riuscita

«La Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in Alternanza rappresenta un elemento di forte qualificazione dei percorsi Scuola-Lavoro”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, dopo il via libera al testo in Conferenza Unificata.

Con la Carta dei diritti e dei doveri, su cui il Ministero si è confrontato anche con il Forum delle associazioni studentesche, «mettiamo al centro la necessità di informare al meglio studentesse e studenti e genitori, in un’ottica di dialogo e condivisione che deve sempre accompagnare il rapporto scuola-famiglia – spiega Fedeli -. Prevediamo che le ragazze e i ragazzi impegnati in Alternanza siano accolti in ambienti di apprendimento favorevoli alla loro crescita e ad una formazione qualificata, coerente con il percorso di studi. Diamo attenzione alle studentesse e agli studenti con disabilità. Specifichiamo che ragazze e ragazzi hanno il diritto di esprimere una valutazione su efficacia e coerenza del percorso rispetto al loro indirizzo di studi. Naturalmente chiediamo anche che studentesse e studenti facciano la loro parte, garantendo la frequenza, rispettando le norme di igiene, salute e sicurezza, ottemperando agli obblighi di riservatezza, relazionando sulle attività svolte».

Ampio spazio, nel testo, viene dato al capitolo relativo a “Salute e sicurezza”, prevedendo, fra l’altro, un numero limite di studentesse e studenti ammissibili in una struttura, un’apposita formazione in materia, anche in collaborazione con enti competenti come l’Inail. Presso ogni Ufficio scolastico, un’apposita commissione vigilerà sul rispetto delle regole previste. La Carta sarà ora inviata al Consiglio di Stato.

Carta dei diritti e dei doveri per aziende e studenti, UdS: diritti e democrazia, un’alternanza formativa e di qualità

da La Tecnica della Scuola

Carta dei diritti e dei doveri per aziende e studenti, UdS: diritti e democrazia, un’alternanza formativa e di qualità

Nota del sindacato studentesco Unione degli Studenti sull’arrivo della carta dei diritti e dei doveri per gli studenti in alternanza scuola/lavoro: “Passando in rassegna le cattive esperienze di alternanza, il Miur prende atto della necessità di revisionare l’attuale sistema scuola/lavoro ma lo fa in una direzione non risolutiva”, afferma Francesca Picci coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti –

“La carta avrà una sezione sui doveri dello studente quando anche i fondamentali diritti sui percorsi di alternanza non sono stati né delineati né tanto meno riconosciuti,”- afferma l’Unione degli Studenti – “Si ufficializza l’alternanza scuola lavoro estiva e natalizia peggiorando, quindi, la condizione di sfruttamento che gli studenti e le studentesse attraversano durante le vacanze che smettono quindi di essere momenti di approfondimento, di hobby, di crescita non classificabile con un voto” – dichiara l’Unione degli Studenti

“Dalla nostra inchiesta nazionale abbiamo aperto il vaso di Pandora: quasi il 60% degli studenti fa percorsi di alternanza non inerenti al percorso di studi che affronta e il 40% circa deve pagare per sostenere gli stessi percorsi” – spiega Francesca Picci – “Noi non accettiamo più soluzioni di forma che non fanno che peggiorare l’esistente. Da Settembre continueremo a portare la nostra proposta di statuto degli studenti in tutti i consigli di istituto rivendicando della gratuità dei percorsi, della reale capacità formativa delle esperienze d’alternanza che siano in linea con i percorsi di studio e che vengano svolte in aziende che rispettano un Codice etico, liberi da collusioni con la criminalità organizzata e attente alle questioni ambientali.” – dichiara l’Unione degli Studenti – “Il 13 Ottobre ci mobiliteremo in tutte le piazze del Paese per astenerci dall’alternanza sfruttamento e costruire una scuola gratuita, inclusiva e di qualità!”

Graduatorie III fascia ATA: anche lo Snals chiede di posticipare le operazioni di aggiornamento

da La Tecnica della Scuola

Graduatorie III fascia ATA: anche lo Snals chiede di posticipare le operazioni di aggiornamento

Come la Cisl Scuola e la Flc Cgil, anche lo Snals Confsal ha avanzato richiesta al Miur di differimento dei termini di presentazione delle domande di aggiornamento/inserimento delle graduatorie di III fascia del personale ATA.

Questa la lettera indirizzata a Rosa De Pasquale, Capo Dipartimento del Miur, e Maddalena Novelli, Direttore Generale Personale Scuola:

La scrivente Segreteria Generale fa presente di ritenere inaccettabile ed inappropriata l’ipotesi di fissare al 31 agosto p.v. la data di inizio per la presentazione delle domande di inserimento/aggiornamento delle graduatorie di III fascia del personale ATA per il triennio 2017/2020.

Ciò nella considerazione della previsione di un elevato numero di domande che si riversano sulle segreteria scolastiche in un periodo in cui le stesse devono provvedere all’espletamento di tutti gli adempimenti connessi all’avvio dell’anno scolastico.

Pertanto, si chiede di differire la suddetta data e nel contempo di fissare un incontro su tale tematica al fine di concertare le procedure ed i tempi necessari per le nuove graduatorie del personale ATA“.

In proposito la Uil Scuola ha richiesto un incontro al Miur “per un confronto di merito relativo alle procedure e ai tempi di gestione del rinnovo delle graduatorie ATA”.