SERVIZI VACCINALI INADEGUATI, FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’

SCUOLA; GARAU (COAS MEDICI), “SERVIZI VACCINALI INADEGUATI, FAMIGLIE IN DIFFICOLTA'” 

“Il <<combinato>> di obbligatorietà, risorse limitate, il tempo di preavviso ridotto e la tendenza degli Italiani ad aspettare l’ultimo momento, sta creando difficoltà pratiche non indifferenti alla maggior parte delle famiglie che pur vogliono mettersi in regola con le norme della legge sui “vaccini”.

E’ quanto dichiara ALESSANDRO GARAU, segretario nazionale del CoAS Medici Dirigenti alla vigilia della riapertura delle scuole in molte regioni italiane.

“Il COAS – aggiunge GARAU – vuole segnalare i disservizi creati da una mancata valutazione delle possibilità effettive dei Servizi vaccinali di far fronte a tutto il lavoro non espletato in questi ultimi anni che, d’improvviso, è stato dichiarato “obbligatorio ai fini della frequenza scolastica”.

“Sui Servizi vaccinali, – specifica GARAU – già ridotti dalla possibilità di ricoprire i posti lasciati vacanti dai  Medici recentemente pensionati, il cosiddetto “blocco del turn-over”, si è riversata una mole di lavoro, concentrato nel tempo, ed assolutamente sproporzionato alle possibilità di risposta”.

“Il Ministero – aggiunge GARAU – ha sollecitato l’approvazione di una legge, senza verificare quali potessero essere le effettive possibilità del Sistema di applicarla, con la conseguenza di disservizi non indifferenti per le famiglie”.

“Al nostro sindacato – prosegue GARAU – sono arrivate numerose segnalazioni di disservizi. Ad esempio nei siti delle Aziende Sanitarie sono comparse notifiche di procedure inesistenti, quali: prenotazioni on-line, prenotazioni per telefono, soddisfacimento di tutti quelli presentatisi in una certa giornata. Spesso al pulsante di Prenotazioni online non si apriva alcuna schermata, al telefono non rispondeva nessuno o ci si è sentito dire che non si potevano accettare prenotazioni telefoniche, presentatisi all’ambulatorio si scopriva che era stata ripristinata la pratica dell’ordine di arrivo ma che in ogni caso in quella giornata non si sarebbero effettuate più di un numero prefissato di vaccinazioni”.

“Insomma, la promulgazione della legge – conclude GARAU –  non è stata preceduta da uno studio di realizzabilità e non è stata seguita da un intervento mirato ad una sua effettiva ed ordinata applicazione”.

NUOVO ANNO SCOLASTICO

NUOVO ANNO SCOLASTICO;  FOCUS IST. TONIOLO: PER IL 60,5% DEI GIOVANI L’ISTRUZIONE FONDAMENTALE PER AFFRONTARE LA VITA, PER IL 55,6% PER IL LAVORO”

 

MILANO – A dispetto di alcuni luoghi comuni, i giovani conservano un’idea forte e articolata della scuola come luogo formativo. Sei intervistati su dieci sono convinti che l’istruzione sia anche una risorsa utile per affrontare la vita (60,5%). Più ridotta, ma comunque significativa, è la quota di coloro che attribuiscono all’istruzione anche un significato strumentale: il 55,6% pensa che possa servire a trovare un lavoro migliore, il 42,1% a trovarlo più agevolmente. Solo il 9,3% degli intervistati è convinto che non serva a nulla.

Sono questi alcuni dei dati del “Focus Scuola” del Rapporto Giovani 2017 (RG2017) dell’Istituto Toniolo che permettono di costruire un quadro esaustivo del background culturale ed emozionale che  accompagnerà gli studenti italiani che da oggi iniziano a tornare a scuola.

Il RG2017 è realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Cariplo. L’intera indagine è raccolta nel volume “La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2017” edito da Il Mulino. Il RG2017 si è basato su un campione di oltre 9.000 giovani tra i 18 e i 32 anni.

Sempre dal Focus Scuola emerge che oltre tre quarti del campione complessivo concorda nel sostenere che l’istruzione scolastica serve in primo luogo ad attrezzare la persona, accrescendone le abilità e le conoscenze (80,5%), promuovendo la capacità di ragionamento (75,9%) e di stare con gli altri (75,3%). Inoltre, la maggior parte dei giovani auspica che possa strutturarsi un maggiore raccordo tra la scuola e il mondo del lavoro.

È interessante notare come il valore di utilità attribuito all’istruzione sia influenzato retrospettivamente dalla situazione di vita nella quale si trovano i giovani al momento della rilevazione. Sono più frequentemente gli studenti ad esprimere una visione positiva dell’istruzione su tutti gli aspetti considerati. Le differenze con i Neet sono marcate, soprattutto sull’utilità dell’istruzione per la vita (68,6% degli studenti; 65,4% degli studenti-lavoratori e 53,2% dei Neet) e per la ricerca del lavoro (rispettivamente 67,7%; 58,5% e 46,4%).

Il Focus del Toniolo evidenzia anche come la scuola sia anche un luogo si possono sviluppare competenze fondamentali anche per lo sviluppo della propria personalità: ha contribuito «molto» o «moltissimo» a formare l’onestà nel 36% dei casi; ad accrescere il senso di responsabilità (39,5%) e il desiderio di apprendere (39%). Meno incisivo è il ruolo percepito della scuola nel sostenere la progettualità (33,4%), l’entusiasmo (31,5%) e la capacità di adattamento (32,2%).

Inoltre, sempre la scuola è il luogo dove si possono sviluppare le capacità di lavorare in modo autonomo (64,3%), di relazionarsi con gli adulti (61,0%), di lavorare in gruppo e la capacità di pensare in modo critico (59,7%). Dato interessante del focus anche quello sulla scuola come momento importante per lo sviluppo di competenze emotive: la capacità di resistere allo stress (49,5%), di avere una visione positiva della vita (46,6%) e un’idea positiva di sé (46,5%).

“Quello che emerge – spiega PIERPAOLO TRIANI, docente di scienze della formazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore e uno dei curatori del Rapporto Giovani  –  è che i ragazzi che escono la percorso scolastico nella maggiore parte dei casi danno un parere positivo sulla scuola anche se auspicano un rapporto e un dialogo più efficace con il mondo del lavoro”.

“Dall’altro lato – prosegue TRIANI –  esprimono un buon giudizio sul rapporto che hanno vissuto con i compagni e con professori sottolineando che in tale contesto la scuola abbia dato delle competenze per affrontare il futuro. Ma sono anche convinti che rispetto alle competenze di leadership e della gestione della vita emotiva la scuola potrebbe fare molto di più”.

AVVIO ANNO SCOLASTICO 2017/2018

 AVVIO ANNO SCOLASTICO 2017/2018, ANFFAS ONLUS:

“LA SCUOLA NON INIZIA PER TUTTI ALLO STESSO MODO!”

“GIÀ NUMEROSE LE SEGNALAZIONI DI DISGUIDI, RITARDI E DISFUNZIONI: CONTINUA IL MONITORAGGIO DI ANFFAS ONLUS SULLA SCUOLA PERCHÉ I DIRITTI DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ NON POSSONO E NON DEVONO PASSARE IN SECONDO PIANO”

 

 

L’inclusione scolastica è un diritto e non una gentile concessione” afferma Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale

 

Parte in questi giorni il nuovo anno scolastico 2017/2018 e gli studenti con disabilità e i loro familiari sono già alle prese con i numerosi problemi che da sempre ostacolano il loro percorso scolastico:

 

 

– PEI (Piano Educativo Individualizzato)

– Sostegno

– Assistente per l’autonomia e per la comunicazione

– Assistenza igienico personale

– Trasporto

– Ausili personalizzati

– Abbattimento delle barriere architettoniche

 

 

questo è ciò che spetta di diritto agli studenti con disabilità e che deve essere predisposto prima dell’avvio dell’anno scolastico e che invece, come ogni anno, è oggetto di segnalazione da parte delle famiglie a causa di disguidi, ritardi e problematiche burocratiche e non.

 

La scuola, quindi, non inizia per tutti allo stesso modo!

 

Tutte questioni, infatti, che ogni anno rendono l’istruzione degli studenti con disabilità una vera e propria incognita, trasformando un diritto sancito dalla Convenzione ONU e dalla Legge italiana in un incubo.

 

Come già reso noto nei mesi passati, Fish ed Anffas Onlus, hanno avviato una campagna di monitoraggio sull’intero territorio nazionale mobilitando tutte le basi associative al fine di tutelare sin dal primo giorno di scuola tutti gli alunni con disabilità per consentire loro di avere tutti i servizi e tutti sostegni necessari, assicurando condizioni di parità con tutti gli altri studenti e rendere davvero concreta l’inclusione scolastica.

 

“Così come avviene da ormai quasi 60 anni” continua Roberto Speziale “Anffas lavora e lotta per il diritto allo studio dei bambini e dei ragazzi con disabilità di ogni ordine e grado perché l’educazione e l’istruzione rappresentano pilastri fondamentali nella vita e non è più accettabile vedere ulteriori mancanze in tal senso”.

 

Per far venire alla luce tutte le disfunzioni e le carenze” prosegue e conclude il presidente Anffas “invitiamo le famiglie a segnalarcele all’indirizzo nazionale@anffas.net e allo stesso tempo chiediamo al Ministro Fedeli l’immediata convocazione dell’Osservatorio Permanente all’interno del Miur per fare il punto sulla situazione”.

Autismo, il Consiglio della Campania vota la legge

Redattore Sociale del 11-09-2017

Autismo, domani il Consiglio della Campania vota la legge

NAPOLI. Dopo il via libera in Commissione, domani il Consiglio regionale della Campania, che si riunira’ dalle 12 alle 16,30, discutera’ la legge sull’autismo, il primo provvedimento in Campania che garantira’ assistenza alle persone affette da autismo e alle loro famiglie.
Il testo, “organizzazione dei servizi a favore delle persone affette da patologie neuropsichiatriche e norme specifiche per le persone con disturbi dello spettro autistico”, proposto dal presidente della Commissione Sanita’ Raffaele Topo (Pd), prevede un’organizzazione di servizi per tutte le persone in eta’ evolutiva con disturbi del neurosviluppo e poi specifiche disposizioni per le persone affette da DSA con specifici obblighi di formazione e competenza per i componenti della equipe multidisciplinare in caso di persone con spettro autistico. Sul piano organizzativo e strutturale, la legge prevede, in primis, due organismi di indirizzo: la Consulta Regionale e la Commissione Scientifica, istituite dalla giunta e la cui composizione e’ prevista dalla legge. In particolare, nella Consulta e’ prevista la presenza di rappresentati delle associazioni dei familiari.
La legge disciplina poi la rete dei servizi individuandone tutte le componenti, tra cui il Cuniasa (Centro Unico per la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza e dello spettro autistico) che sara’ istituito in ogni Asl con funzioni di coordinamento delle strutture distrettuali e di interfaccia con il sistema regionale. I servizi sul piano operativo sono svolti dalle unita’ operative territoriali mentre per i casi piu’ complessi o per specifiche patologie sono istituite e disciplinate anche Unita’ operative ospedaliere. Il sistema e’ completato dalle Strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale specifiche e dalla previsione dell’obbligo di un programma annuale di iniziative di supporto a contenuto sociale.
Con la legge, tra l’altro, si rendera’ ordinario in tutte le province campane il metodo terapeutico Aba: in ciascuna delle equipe presenti nelle Asl dovra’ esserci almeno un esperto di analisi comportamentale applicata. (DIRE)

Stop ai cambi “in corsa” dei docenti di sostegno

Il Sole 24 Ore del 11-09-2017

Studenti disabili: stop ai cambi “in corsa” dei docenti di sostegno

Uno degli otto decreti legislativi emanati in attuazione delle deleghe della “buona scuola” (legge 107/2015) riguarda la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità (Dlgs 66/2017, in vigore dallo scorso 31 maggio). La riforma, giunta 25 anni dopo la legge quadro 104/1992, avrà senza dubbio l’effetto di porre il tema dell’inclusione dei disabili in cima alle tante problematiche che ogni scuola deve affrontare: si prevedono quindi effetti positivi, perché le nuove disposizioni puntano a migliorare un’offerta formativa inclusiva, eliminando criticità e prassi discutibili.

Osservatorio e gruppo di lavoro.
Il decreto prevede dal 1° settembre l’istituzione (a livello nazionale) di un Osservatorio scolastico permanente e (a livello regionale) di un Gruppo di lavoro interistituzionale, presieduto dal dirigente regionale, con rappresentanti della Regione, degli enti locali e delle associazioni delle persone con disabilità. Un analogo gruppo di lavoro si deve formare in ciascuna istituzione scolastica, con funzioni di supporto al collegio docenti nella definizione e realizzazione del piano per l’inclusione, e ai docenti contitolari e ai consigli di classe nell’attuazione dei piani educativi individuali. Si tratta di una sorta di “parlamentino” presieduto dal dirigente scolastico, con la presenza di docenti curricolari e di sostegno, di personale ausiliario coinvolto nell’assistenza di base ai disabili, nonché degli specialisti dell’Asl; e con la consulenza degli studenti (nelle scuole superiori), dei genitori e delle associazioni rappresentative dei disabili. Il gruppo di lavoro potrà essere utile per offrire linee guida ai docenti e quale “camera di compensazione” nell’ipotesi di situazioni critiche.

Docenti di sostegno.
Circa l’assegnazione dei docenti di sostegno e la loro continuità sullo studente, l’articolo 14 del Dlgs 66/17 prevede due importanti novità.
– Supplenze.In sede di conferimento delle supplenze, il dirigente – nell’interesse dell’alunno, anche su eventuale richiesta della famiglia – può proporre ai docenti assunti a tempo determinato un ulteriore contratto a termine nell’anno scolastico successivo. La disposizione dovrà essere attuata con un decreto del Miur (che si spera arrivi in tempo utile per l’applicazione fin da quest’anno scolastico).
– Didattica. La continuità del progetto educativo e didattico è poi assicurata, nel corso dell’anno, “rispolverando” una vecchia previsione, finora applicata solo ai docenti di ruolo. Si tratta dell’articolo 461 nel Testo unico in materia di istruzione (Dlgs 297/94), secondo cui: «Non si dà luogo a spostamenti di personale dopo il ventesimo giorno dall’inizio dell’anno scolastico, anche se riguardano movimenti limitati all’anno scolastico medesimo e anche se concernenti personale delle dotazioni organiche aggiuntive. I provvedimenti che comportino movimenti di personale già in attività di insegnamento, adottati dopo il ventesimo giorno dall’inizio dell’anno scolastico, salvi gli effetti giuridici, sono eseguiti, per quanto riguarda il raggiungimento della nuova sede, dopo l’inizio dell’anno scolastico successivo».
La norma vuole dunque garantire che, dopo un breve periodo iniziale, non si possano più spostare i docenti a tempo determinato (sicuramente quelli di sostegno), anche se assunti con la clausola «fino a nomina dell’avente diritto». Clausola che viene apposta quando – come nell’attuale anno scolastico – al momento dell’assunzione dei supplenti non è ancora disponibile la definitiva graduatoria di istituto che, una volta emanata, impone di rifare le assunzioni in base alle nuove posizioni. La norma è immediatamente applicabile e garantirà pertanto che non si verifichino cambiamenti di insegnanti di sostegno nei primi mesi dell’anno.

Cattedre «miste» e assistenza.
Lo stesso articolo 14 prevede inoltre che «per valorizzare le competenze professionali e garantire la piena attuazione del Piano annuale di inclusione, il dirigente scolastico propone ai docenti dell’organico dell’autonomia di svolgere anche attività di sostegno didattico, purché in possesso della specializzazione». Si dispone in sostanza che, per assicurare una scuola pienamente inclusiva, ai docenti specializzati possano essere proposte e assegnate cattedre “miste”, cioè in parte sul sostegno e in parte sulla disciplina curricolare.
Mentre la cosidddetta “assistenza di base” rientra nel profilo professionale dei collaboratori scolastici, i quali – in base al Ccnl – svolgono anche le seguenti mansioni: «ausilio materiale agli alunni portatori di H. nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse», nonché «uso dei servizi igienici e cura dell’igiene personale».

Il piano educativo.
La riforma dispone anche che il piano educativo individualizzato (Pei) sia elaborato e approvato dal consiglio di classe, «con la partecipazione dei genitori e delle figure professionali specifiche interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con la classe». Sarà quindi chiamato a partecipare anche il personale ausiliario che svolge l’assistenza di base al disabile. L’articolo 1 del Dlgs 66/17 stabilisce infatti che l’inclusione «è impegno fondamentale di tutte le componenti della comunità scolastica le quali, nell’ambito degli specifici ruoli e responsabilità, concorrono ad assicurare il successo formativo». E afferma che il decreto «promuove la partecipazione della famiglia», così richiamando il principio di “accomodamento ragionevole” contenuto nella Convenzione Onu per i diritti delle persone disabili, ratificata con la legge 18/2009. Tale principio impone alla scuola – ove ci sia bisogno – le modifiche e gli adattamenti necessari e appropriati (che non implichino un carico sproporzionato) per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base egualitaria, di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali.

Piccolo vademecum per garantire l’inclusione scolastica

CN24TV.it del 11-09-2017

Fish Calabria: piccolo vademecum per garantire l’inclusione scolastica

È iniziato il conto alla rovescia, il 14 settembre si torna a scuola. Ma tutti? Il processo di inclusione scolastica è un tema a cui la Fish Calabria riconosce una rilevanza importante e al quale, pertanto, dedica particolare attenzione e cura.
La scuola, infatti, rappresenta un contesto il cui ruolo educativo e sociale è indiscutibile per tutti gli alunni e ancor di più per quelli con disabilità, per i quali purtroppo a volte è il luogo esclusivo in cui relazionarsi con i pari.

Osservare, dunque, che tutte le misure inclusive previste siano applicate a tutela della garanzia del diritto allo studio prima e, non meno, dell’opportunità di favorire l’inclusione sociale di ciascun bambino o ragazzo con disabilità, è uno degli obiettivi prioritari dell’Osservatorio per l’Inclusione Scolastica degli alunni con disabilità della Fish Calabria.

Nell’ambito del consiglio regionale dell’organizzazione, tenutosi a Lamezia il 2 settembre scorso, il tema dell’inclusione scolastica è stato oggetto di un appassionato dibattito introdotto dalla presidente Nunzia Coppedè e affrontato dai referenti degli sportelli dell’Osservatorio Scuola presenti sul territorio regionale.

Molte domande sono nate sul “se” e sul “quanto” le scuole calabresi siano pronte ad accogliere il prossimo 14 settembre tutti gli alunni offrendo loro pari opportunità oppure, come purtroppo assai spesso si è verificato, anche quest’anno ci troveremo ad affrontare il problema di dover rimediare a interventi mancati o parzialmente mancati o inefficaci.
“Ad esempio – spiega la stessa Fish – se più facilmente sembra essere garantita l’assegnazione di un insegnate di sostegno, pur restando da verificare se specializzato con reali competenze o solo “specializzato” in relazione alla patologia dell’alunno per cui accetta di essere nominato, si pone ancora più frequentemente il problema della disponibilità o meno di assistenti all’autonomia ed alla comunicazione che dovrebbero non solo essere presenti dal primo giorno di scuola ma, anche questi, esserlo in modo qualificato e qualificante.

In sede di consiglio si è pensato quindi di porre questo interrogativo direttamente all’Assessore regionale di competenza Federica Roccisano, che ha accettato di incontrare la Fish, chiarendo i dubbi.
La Federazione Italiana superamento dell’handicap ha voluto così divulgare alcune informazioni che potranno essere utili ad enti ed istituti per “attrezzarsi”, “con fretta – viene ribadito – laddove ancora non sia già stato fatto, ed adeguarvi alla normativa che prescrive strumenti specifici per la realizzazione dell’inclusione scolastica di tutti gli alunni con disabilità che, anche loro, varcheranno gli ingressi delle scuole fra solo qualche giorno”.

La Fish, offrendo un piccolo sunto delle azioni, delle risorse e delle competenze, messe in campo dal Governo e dalla Regione Calabria, per garantire il diritto agli alunni con disabilità di frequentare la scuola al pari degli altri alunni, augura così “una buona scuola a tutti, invitando gli enti e le istituzioni scolastiche non soltanto a dotarsi degli strumenti necessari ai fini di un processo di inclusione scolastica migliore possibile, ma anche ad impegnarsi per una accoglienza adeguata degli alunni con disabilità e affinché gli interventi siano qualificati e competenti”.

AZIONI, RISORSE E COMPETENZE PER IL DIRITTO ALLA INCLUSIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ
• La Regione ha già inviato alla fine del mese di giugno scorso i fondi per l’inclusione scolastica di alunni con disabilità destinati all’anno scolastico 2017-2018 e autorizza gli enti competenti, comuni, provincie e città metropolitana di Reggio Calabria, ad utilizzare in aggiunta gli eventuali residui del 2016-2017 e qualora non fossero non fossero stati spesi completamente, anche i residui del 2015-2016.
• E’ di competenza dei comuni provvedere tempestivamente al servizio di assistenza specialistica di tutti gli alunni con disabilità frequentanti le scuole dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.
• Le province e la città metropolitana di Reggio Calabria, avranno da assolvere lo stesso compito per gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado ma, laddove questo non avvenga per le più svariate ragioni, i singoli istituti scolastici potranno predisporre direttamente i bandi per il reclutamento del personale specialistico in base alle particolari esigenze dei propri alunni con disabilità. La rendicontazione delle spese andrà inviata direttamente alla Regione Calabria.
• Quanto all’assistenza di base confermiamo che la competenza è delle scuole e deve essere garantita dal personale ATA. Le scuole hanno l’obbligo di formare adeguatamente il personale coinvolto. In aggiunta, con riferimento alle intese raggiunte dalla Regione Calabria e il MIUR—Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Rimodulazione assegnazione tirocinanti – la Regione Calabria ha già provveduto a stipulare una apposita convenzione approvata con DDG n. 996/2017, parzialmente modificata con DDG n. 3674/2017 e da ultimo con DDG n. 9726/2017 con le singole scuole che ne abbiano fatto richiesta. Pertanto, il servizio verrà garantito.
• Ai fini del servizio di Trasporto per alunni con disabilità per le scuole dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado la competenza è dei comuni, mentre per le scuole secondarie di secondo grado i fondi destinati sono stati già inviati dalla Regione alle Province e alla città metropolitana di Reggio Calabria, perciò il servizio verrà erogato. Resta da chiarirne la modalità di espletamento

Fish Calabria onlus – diritto allo studio

Supplenze personale ATA

Supplenze personale ATA: la FLC CGIL dice basta. Si va verso lo stato di agitazione

Il comportamento  del MIUR sulla questione del conferimento delle supplenze del personale ATA ha colmato la misura: la FLC CGIL va verso la proclamazione dello stato di agitazione del personale ATA. I mancati chiarimenti del MIUR sulle supplenze ATA, infatti, sono destinati a creare disfunzioni nel servizio scolastico, lesione dei diritti dei lavoratori, violazione delle norme contrattuali. Una misura di buon senso, sempre adottata dal MIUR negli anni passati e che la FLC CGIL ha riproposto, e cioè che in attesa delle nuove graduatorie potessero essere utilizzate quelle previgenti per coprire i posti disponibili con il termine della loro scadenza naturale, quest’anno non ha trovato posto nelle disposizioni del MIUR.

Da ciò il caos negli uffici periferici che si comportano in maniera difforme, da ciò le nomine improprie ed extracontrattuali “fino all’avente diritto” e non secondo la scadenza naturale, da ciò la mancata applicazione della clausola contrattuale che prevede il conferimento di supplenza per altro ruolo. Un sistema intero che si blocca per l’imprevidenza e il presappochismo del MIUR.

Per questo, considerato che il personale ATA viene continuamente sottoposto ad una pressione insostenibile per gli errori del MIUR e caricato di oneri impropri, che non si consente la sostituzione degli assenti nelle segreterie, che non si bandiscono i concorsi per DSGA ordinario e riservato, che con l’attuale organico non si riesce nemmeno a garantire la sicurezza e l’agibilità delle scuole, la FLC CGIL annuncia che, in mancanza dei necessari chiarimenti del caso e di soluzioni a tutte le altre emergenze ATA da parte del MIUR che restituiscano certezza e serenità alle scuole e al personale, proclamerà lo stato di agitazione di tutto il personale ATA a livello nazionale, primo passo di una mobilitazione che non si fermerà fino a quando non arriveranno risposte concrete.