MIUR PRESENTA 13 PROGETTI

RETE STUDENTI: MIUR PRESENTA 13 PROGETTI, MA MANCANO ANCORA LE CONDIZIONI PER GARANTIRE QUALITÀ PER TUTTI

Il 15 novembre il Sottosegretario Toccafondi ha presentato in un iniziativa al MIUR 13 progetti di alternanza realizzati da altrettanti Licei e Istituti polifunzionali. Abbiamo ascoltato con attenzione i racconti dei progetti da parte di studenti e insegnanti che si sono susseguiti nella mattinata e sicuramente si tratta di progetti di valore che possono dare spunti su un buon utilizzo dell’alternanza, ma a quello si limitano. Infatti possiamo dire che si tratta di esperienze ben sviluppate, ma lontane dalla maggior parte delle attività che svolgiamo nelle scuole ad oggi. C’è un problema di diritto all’alternanza di qualità e di uguaglianza di opportunità a cui il MIUR non sta affrontando, oltre al fatto che continuano a mancare veri diritti e tutele in alternanza.

“L’alternanza scuola lavoro può dare enormi risultati in termini di formazione e crescita personale” dichiara Gianmarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli studenti Medi” ma solo se svolta in maniera adeguata, serve prima di tutto una visione generale chiara che metta limiti fermi su cosa può essere alternanza e cosa no, se da una parte ci sono percorsi di qualità come quelli di stamattina, dall’altro il nostro monitoraggio racconta come il 90% degli studenti dei licei che hanno svolto alternanza lo scorso anno abbiano incrociato percorsi differenti da quelli raccontati stamattina. Ci chiediamo quale sia il senso di fare e presentate progetti bellissimi, di qualità, ma ad oggi non estendibili.  Senza un piano complessivo di lavoro tra mondo dell’istruzione e sistema paese non si fa altro che creare ulteriori disparità tra i (pochi) fortunati che frequentano percorsi di qualità e il resto degli studenti privi di diritti e tutele.“

“Il ministero deve muoversi per garantire davvero, e con l’attuale testo della Carta dei Diritti, a tutti gli studenti progetti realmente formativi e tutelati e per correggere le storture presenti nel modello attuale di alternanza. Bisogna investire nella formazione dei nostri insegnanti che devono avere le competenze per coprogettare i percorsi, servono spazi condivisi di discussione nelle scuole perché noi studenti possiamo esprimerci sui percorsi che frequenteremo, serve maggior controllo su come vengono spesi i fondi sull’alternanza, cercando di direzionare le risorse dove ce ne è più bisogno. Bisogna eliminare aspetti come l’obbligatorietà di svolgere la tesina di quinta soltanto sui progetti di Asl svolti, che cancella una delle poche possibilità già presenti nelle scuole di mettersi alla prova su qualcosa che appassioni realmente.”

Conclude Manfreda:”Il 17 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dello Studente, ci mobiliteremo nelle piazze e nelle scuole di tutto il Paese per chiedere più finanziamenti dedicati all’istruzione nella Legge di Bilancio e la qualità dei percorsi formativi a cavallo tra mondo della scuola e mondo del lavoro.”

In Italia 1 bambino su 8 in povertà assoluta, scuola non colma divario

da Il Sole 24 Ore

In Italia 1 bambino su 8 in povertà assoluta, scuola non colma divario

di Alessia Tripodi

Nel nostro Paese i minori in povertà assoluta sfiorano quota 1,3 milioni, cioè 1 bambino su 8, il 14% in più rispetto allo scorso anno. E con il disagio socio-economico aumenta anche il rischio di insuccesso scolastico: il tasso di ripetenti, infatti, è sei volte maggiore nelle scuole in contesti svantaggiati. È l’allarme lanciato dall’ottavo Atlante dell’Infanzia a rischio di Save the Children, pubblicato da Treccani, che sarà disponibile nelle librerie italiane da fine novembre (su www.atlante.savethechildren.it è disponibile una versione interattiva). Un volume dal titolo emblematico – “Lettera alla scuola” – che denuncia l’incapacità del sistema di istruzione di colmare le disparità, offrendo a tutti le stesse opportunità a prescindere dalla condizione sociale ed economica.

Più poveri, meno istruiti
Secondo i dati, in Italia vivono 669mila famiglie con minori in condizione di povertà assoluta che, una volta sostenuti i costi per la casa e per la spesa alimentare, possono spendere solo 40 euro per la cultura e 7.60 per l’istruzione al mese. È un fenomeno, dice Save The Children, che investe tutto il paese: i bambini in tale situazione rappresentano il 12,5% del totale dei minori (il 12% al Nord, l’11,6% al Centro, il 13,7% al Mezzogiorno) . Diseguaglianze sociali che, spiega l’associazione «continuano a riflettersi sul rendimento degli alunni». Il tasso di ripetenze è 6 volte maggiore nelle scuole che presentano un indice socio-economico e culturale più basso: più di un quindicenne su 4 (27,4%) contro una quota di quasi uno su 23 (4,4%) negli istituti con indice alto. Una differenza di 23 punti percentuali, contro una media Ocse del 14,3%. Inoltre, tra chi proviene da un contesto svantaggiato, quasi uno su due (47%) non raggiunge il livello minimo di competenza in lettura, otto volte tanto rispetto a un coetaneo cresciuto in una famiglia agiata (6%).

La crisi aumenta la sfiducia
La mancanza di lavoro e prospettive tra gli adulti di riferimento, secondo l’Altlante, ha generato sfiducia in molti bambini e adolescenti, aumentando il rischio del fallimento formativo. In Italia meno di 1 un giovane laureato su 2 ha un lavoro (nell’Unione Europea il 71,4% di chi ha terminato l’università trova un’occupazione, in Italia appena il 44,2%, nel Mezzogiorno il 26,7%): non sorprende, dunque – dice Save The Children – che gli “scoraggiati” tra i 15 e i 34 anni, i quali pur dichiarandosi disponibili a lavorare hanno smesso di cercare un’occupazione, siano cresciuti del 43% in dieci anni, raggiungendo quota 420mila, di cui 340mila al Sud.

«Fuoriclasse in movimento» contro la dispersione
Contro la dispersione Save The Children lancia Fuoriclasse in Movimento, il progetto che mette in rete 150 scuole in tutta Italia, coinvolgendo 20mila minori, 2mila insegnanti e mille genitori nei Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto su didattica, relazioni, riqualificazione degli spazi scolastici. Nel primo biennio di sperimentazione nelle scuole, il progetto ha dimezzato il numero medio delle assenze, migliorato il rendimento degli studenti e aumentato l’interessamento delle famiglie al profitto scolastico dei figli. Sul portale di Fuoriclasse in Movimento(www.fuoriclasseinmovimento.it ) sono disponibili il manifesto e i criteri di adesione, così come le mappe e i dati per seguire l’iniziativa.

Tanto web, pochissimi libri: allarme sulle nuove povertà educative

da Il Sole 24 Ore

Tanto web, pochissimi libri: allarme sulle nuove povertà educative

di Al. Tr.

Le precarie condizioni socio economiche in cui versano molte famiglie italiane sono spesso anche fonte di nuove povertà educative. I dati dell’Atlante dell’Infanzia di Save The Children e Treccani infatti, rivelano che in un anno quasi il 60% dei minori non legge un libro, mentre 1 quindicenne su 4 è collegato a Internet per oltre 6 ore al giorno. Le scarse risorse destinate all’istruzione, poi, si traducono in scuole poco attrezzate in termini di laboratori e palestre.

Poca cultura, moltissimo Web
Secondo i dati 6 ragazzi su 10 (il 59,9%) tra i 6 e i 17 anni non arrivano a svolgere, in un anno, quattro delle seguenti attività culturali: lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a internet .
Mentre i bambini in condizioni svantaggiate non accedono mai, in un anno, al web, c’è una folta schiera di ultraconnessi: in Italia quasi 1 quindicenne su 4 (23,3%) risulta collegato a internet più di 6 ore al giorno, a fronte di una media Ocse ferma al 16,2% . L’età in cui un bambino riceve il primo smartphone è scesa a 11 anni e mezzo (erano 12 e mezzo nel 2015), l’87% dei 12-17enni ha almeno un profilo social e 1 su 3 vi trascorre 5 o più ore al giorno.

Scuola (non) a misura di bambino
Secondo Save The Children, l’impossibilità della scuola italiana di offrire risposte adeguate alle problematiche socio economiche dipende anche dalla quota di risorse pubbliche investite nel sistema, che non supera il 4% del Pil nazionale contro una media Ue del 4,9%. Poche risorse che si traducono in scuole poco attrezzate: alle medie, per esempio, 4 scuole su 10 possono fare affidamento su meno di un laboratorio ogni 100 studenti, mentre solo il 17,4% degli istituti (1 su 6) è dotato di almeno una palestra in ogni sede. Quasi tutte hanno una biblioteca, ma meno di 3 su 4 offrono un servizio di prestito dei libri. In ogni caso, sottolinea Save The Children «sarebbe sbagliato ritenere che il sistema scolastico nazionale sia rappresentato solo da timori, limiti e sfide», visto che «esiste una scuola fatta di innovazione, dedizione, emozioni positive che è ben raccontata all’interno dell’Atlante».

Renzi apre sul tempo pieno

da ItaliaOggi

Renzi apre sul tempo pieno

E i sindacati: al contratto i fondi della Buona scuola

Alessandra Ricciardi

Tempo pieno ovunque in Italia. Un’occasione unica per il precariato della scuola primaria del Sud che così potrebbe trovare soluzione lavorativa senza necessità di trasferimenti in altre regioni. È uno dei punti del programma di Fronte dem, i democratici che fanno capo a Michele Emiliano, ma anche di Mdp. Alla direzione del Pd di ieri il segretario Matteo Renzi ha detto chiaramente che è pronto a farne il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale nella logica di una coalizione ampia, che tenga insieme ciò che già prima era unito nel Pd, da Pier Luigi Bersani a Giuliano Pisapia, e che copra dai moderati alla sinistra. «Bisogna ragionare sui grandi temi, anche con coloro che se ne sono andati. Molte delle cose che abbiamo fatto, le abbiamo fatte insieme», ha argomentato l’ex premier, «avremmo idee diverse sull’algoritmo della Buona scuola», il riferimento è al caos della mobilità del 2016, «ma non sul tempo pieno. Si può fare nella prossima legislatura». Per questa legislatura infatti i giochi sono quasi fatti, la legge di bilancio, che nel fine settimana entra in una fase decisiva al senato, i margini di manovra sono veramente stretti.

L’operazione più ardita, anticipata da ItaliaOggi di martedì scorso, è quella che riguarda la scuola dell’infanzia: potenziamento dell’organico con 1700 posti comuni in più e 300 per il sostegno. Costo, 22 milioni nel 2018, che diventano 28 nel 2019. L’emendamento, relativo all’articolo 57 del disegno di legge di bilancio, è a prima firma dei dem Francesca Puglisi e Andrea Marcucci, rispettivamente capogruppo pd in commissione istruzione del senato e presidente della stessa commissione. Il fondo complessivo per le coperture degli emendamenti parlamentari è di 250 milioni di euro, tra camera e senato. E c’è sullo sfondo la partita dello sblocco delle pensioni.

Tra gli emendamenti parlamentari che stanno prendendo quota, la stabilizzazione del fondo di 50 milioni di euro per le scuole dell’infanzia paritarie, l’esonero dall’insegnamento per i collaboratori dei dirigenti scolastici che hanno reggenze di altri istituti, la completa statizzazione degli istituti degli istituti superiori musicali, altri 5 milioni nel 2018, 15 nel 2019 e 30 dal 2020. Mano tesa anche ai docenti e ricercatori universitari: dopo aver inserito nella manovra il ritorno agli scatti biennali, un emendamento a firma dem Verducci-Ferrara propone l’una tantum per recuperare quanto avrebbero potuto avere senza il congelamento di un anno imposto nel 2010 dalla riforma Gelmini. Costo salato: 60 milioni.

Sullo sfondo, a partire dal fronte sindacale, si fa forte la richiesta di un fondo ad hoc per la professionalità docente che avvii quel riconoscimento della centralità della figura dopo un decennio di tagli. Operazione analoga stanno provando a condurla in porto sempre i sindacati al tavolo contrattuale. Al primo giro di tavolo all’Aran, le sigle rappresentative hanno concordemente, seppure con toni diversi, evidenziato la necessità di portare a contratto anche i fondi che la legge 107, la riforma della Buona scuola del governo Renzi, in particolare il bonus per il merito e la formazione.

«C’è una profonda revisione normativa da fare anche perché nei nostri settori sono state introdotte negli anni delle norme che con il contratto intendiamo superare. Il riferimento è in particolare alla legge 150», e dunque la Brunetta, «e alla 107 che hanno ridotto gli spazi di democrazia, partecipazione e collegialità», dice il segretario della Flc-Cgil, Francesco Sinopoli. E declina Pino Turi, numero uno della Uil scuola: «Introdurre con il contratto i correttivi necessari per rimettere sui binari giusti gli elementi che la legge 107 ha fatto deragliare. Spostare l’asse delle decisioni dall’organo monocratico agli organi collegiali. Riportare fisiologicamente, al rango che le compete, quello costituzionale, la libertà di insegnamento, così come previsto dalla legge».

14 mila studenti persi alle medie Linee guida contro la dispersione

da ItaliaOggi

14 mila studenti persi alle medie Linee guida contro la dispersione

A rischio soprattutto ripetenti e anticipatari

Emanuela Micucci

Alle medie abbandonano la scuola 14.258 studenti. Nel passaggio alle superiori 34.286 ragazzi escono dal sistema scolastico. I dispersi dei licei, degli istituti tecnici e professionali e dell’IeFp sono 112.240. Numeri allarmanti che nel focus sulla dispersione scolastica nell’anno scolastico 2015/16, appena pubblicato dall’Ufficio statistica e studi del Miur, nascondo volti e storie di alunni che la scuola italiana ha respinto (www.miur.gov.it). Un fenomeno su cui in questi mesi è al lavoro al ministero dell’istruzione una cabina di regia guidata da Marco Rossi Doria per consegnare a dicembre le linee guida di indirizzo e d’azione per il contrasto e la prevenzione della dispersione. «Un piano che», spiega la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli, «avrà come punto di riferimento l’articolo 3 della nostra Costituzione» per garantire pari opportunità a tutti i ragazzi, «compito principale del sistema di istruzione». Sebbene in calo dal 2013, attestandosi per il 2016 al 13,8% rispetto al 20,8% del 2006, tanto da avvicinarsi all’obiettivo europeo del 10% entro il 2020. Il fenomeno dell’abbandono scolastico inizia già alle medie e coinvolge con l’avanzare del grado di istruzione sempre più studenti.

Con forti divari tra Nord e Sud d’Italia, che vedono Sicilia, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria sopra la media nazionale. Alle medie ha abbandonato gli studi lo 0,8% degli iscritti, percentuale pari a ben 14.258 ragazzi. La maggior parte, l’1%, lascia in I e in II media, di questi tra lo 0,37% e lo 0,40% abbandona durante l’anno, mentre lo 0,47% di dispersi in III media lascia gli studi durante l’anno. Quasi la metà dei dispersi alle medie, il 40,9%, ha oltre 16 anni. L’abbandono, infatti, è più frequente tra chi è in ritardo con gli studi: la ripetenza può essere considerata un fattore che precede, e in certi casi preannuncia, l’abbandono.

Lascia la scuola media il 5,1% dei ripetenti, rispetto allo 0,4% degli alunni in regola. Ma anche gli anticipatari presentano una percentuale superiore ai compagni regolari: 1,1%. Gli studenti più colpiti dalla dispersione sono gli stranieri, al 3,3% contro lo 0,6% degli alunni italiani, percentuale che sale al 4,2% se sono nati all’estero. Nel passaggio dalla III media alle superiori ben 34.286 ragazzi escono dal sistema scolastico, il 6,16%. La maggioranza passa alla formazione professionale regionale (4,47%), una percentuale minima va in apprendistato (0,02%) o all’istruzione parentale (0,06%), mentre l’1,61% ha abbandonato del tutto gli studi. Alle superiori la dispersione raggiunge il 4,3%, pari a ben 112.240 studenti. Con punti del 7% nel primo anno di corso. Maglia nera il Mezzogiorno con il 4,8% di abbandono, che in Sardegna, Campania e Sicilia supera il 5%. Mentre le percentuali più basse si registrano in Umbria, con il 2,9%, Veneto e Molise con il 3,1%.

I licei sono i percorsi con meno abbandoni, il 2,1%, percentuale che raddoppia negli istituti tecnici arrivando al 4,8%. Quota questa doppiata a sua volta nei professionali, dove tocca l’8,7%. Ma è nell’istruzione e formazione professionale (IeFp) che si registrano più abbandoni, il 9,5%. Tutti dati di cui la cabina di regia ha fatto tesoro, oltre ad aver «raccolto le esperienze delle scuole, esaminato decine di buone prassi di ogni parte d’Italia e in particolare il lavoro in rete tra scuole e le altre realtà educative: centri sportivi, terzo settore, parrocchie, volontariato», sottolinea Rossi Doria. Ed aver «recepito linee di indirizzo da regioni, enti locali e proposte dalle parti sociali».

Medie, gli studenti possono uscire da soli

da ItaliaOggi

Medie, gli studenti possono uscire da soli

Ok in commissione bilancio all’emendamento al dl fiscale

I minori di 14 anni potranno uscire autonomamente da scuola al termine delle lezioni, previa l’autorizzazione dei genitori o dei tutori. Il personale scolastico è in questo caso esonerato dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza. Lo stabilisce un emendamento al dl fiscale approvato ieri dalla commissione bilancio del senato. Il presidente del senato, Pietro Grasso, aveva autorizzato l’emendamento nonostante la non compatibilità con il titolo del decreto in corso di conversione, una sensibilità verso «il problema dell’uscita autonoma dei minori di 14 anni» per la quale lo aveva ringraziato il presidente della VII commissione del senato, Andrea Marcucci. L’emendamento, a cui hanno lavorato pd e governo, e su cui c’è stata la convergenza degli altri partiti di maggioranza, di fatto legalizza le cosiddette liberatorie che già nella prassi venivano concesse dai genitori alle scuole e che una sentenza della Corte di cassazione ha messo in crisi. Appena il dl sarà convertito anche alla camera, nell’identica formulazione, le scuole potranno dunque ritirare le circolari con le quali imponevano al personale di non lasciar andare i minori all’uscita se non alla presenza di un adulto, genitore o tutore o delegato.

Iscrizioni, si parte il 16 gennaio. Debuttano i licei brevi

da ItaliaOggi

Iscrizioni, si parte il 16 gennaio. Debuttano i licei brevi

miur invia la circolare alle scuole con un mese di anticipo. Per l’orientamento solo una bozza

Emanuela Micucci

Anticipare le iscrizioni al prossimo anno scolastico per garantire, poi, a settembre 2018 un regolare avvio delle lezioni. Il Miur replica la strategia già sperimentata lo scorso anno premendo l’acceleratore sulla macchina ministeriale delle iscrizioni al 2018/19, così da poter meglio gestire gli esiti del prossimo concorso per i docenti che arriveranno in cattedra a settembre nel 2018.È, infatti, arrivata ieri, con un mese d’anticipo rispetto al 2017, la circolare sulle iscrizioni alle scuole per il prossimo scolastico: si avrà tempo dal 16 gennaio al 6 febbraio per iscrivere i ragazzi alla scuola dell’infanzia e al primo anno della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado e ai centri di formazione professionale regionali. I genitori intanto potranno registrarsi sul portale dal 9 gennaio. «Il nostro impegno è garantire anche il prossimo settembre un avvio sereno delle lezioni, con tutti i professori in cattedra», commenta la ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli. Una nota operativa del Miur, inoltre, regola il disbrigo delle pratiche, fornendo ad esempio indicazioni sull’apertura della piattaforma Iscrizioni online e sulla proliferatura dell’identità digitale Spid necessaria per l’accesso al servizio. Una misura che dovrebbe limitare le molestie burocratiche, denunciate a più riprese dall’associazione nazionale presidi e dalle sigle sindacali della scuola. Prevista anche questo anno per la scuola dell’infanzia l’iscrizione con modalità cartacea, anche se è intenzione del ministero estendere progressivamente la procedura telematica anche a questa tipologia di iscrizioni.

Le principali novità sono introdotte per effetto dei decreti attuativi della legge 107. In particolare, per le iscrizioni alle classi prime degli istituti professionali è in via di definizione il previsto regolamento che definirà i profili di uscita degli indirizzi di studio, i risultati di apprendimento declinati in termini di competenze, abilità e conoscenze, il riferimento alle attività economiche referenziate ai codici Ateco adottati dall’Istat (art. 3, cc. 3 e 4 del dlgs 61/2017).

Intanto, per permettere alle scuole l’organizzazione efficace delle imminenti attività di orientamento, sarà resa loro nota una bozza del regolamento. Per poter frequentare una scuola primaria o media non statale non paritaria lo studente, in base all’art. 10 del decreto legislativo. 62/2017, al termine del quinto anno della primaria e alla fine della III media dovrà sostenere l’esame di idoneità come candidato privatista presso una scuola statale o paritaria o nel caso in cui richiedano l’iscrizione in una scuola statale o paritaria.

Le scuole superiori che vedranno approvati i progetti di sperimentazione del percorso quadriennale saranno informate di essere state selezionate in tempo utile per garantire l’orientamento. La scadenza per la presentazione dei progetti, infatti, era fissata per ieri, 13 novembre, e la commissione che valuterà le proposte è stata già insediata. Considerata l’importanza della piattaforma Scuola in Chiaro per la scelta da parte delle famiglie, il Miur ricorda che nel periodo delle iscrizioni le informazioni che caratterizzano ciascuna istituzione scolastica devono essere aggiornate. In particolare le scuole superiori devono indicarvi gli indirizzi di studio nuovi che intendono attivare per l’anno scolastico 2018/19.

Concorso IRC, Miur chiederà al Mef i fondi per 5mila posti

da La Tecnica della Scuola

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Graduatorie III fascia ATA, la scelta delle 30 scuole a dicembre?

da La Tecnica della Scuola

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Formazione obbligatoria, istruzioni per i docenti di ruolo, neoassunti e di sostegno

da La Tecnica della Scuola

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The data way to Science GARR 2017

Big data, machine learning, infrastrutture di ricerca, accesso e gestione dei dati scientifici, open science data: questi i temi principali della Conferenza GARR che si svolgerà a Venezia dal 15 al 17 novembre 2017.

La Conferenza, organizzata dalla rete dell’istruzione e della ricerca GARR, è l’abituale appuntamento con l’innovazione tecnologica per condividere esperienze e riflessioni sull’utilizzo della rete come strumento di ricerca, formazione e cultura, attraverso discipline e contesti diversi.

L’edizione di quest’anno s’intitola The data way to Sciencee si terrà presso l’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari.

Il focus sarà sui dati della ricerca: un bene prezioso che sempre di più costituisce il vero valore del lavoro scientifico e che, nelle varie sfaccettature e declinazioni, è presente in tutte le discipline con requisiti comuni, peculiarità proprie e necessità emergenti.

Il programma si propone di approfondire i vari aspetti della vita del dato: produzione, archiviazione, gestione, diffusione, riuso, sicurezza, interoperabilità attraverso la presentazione di casi di successo e buone pratiche e la discussione di strategie comuni nell’ambito delle infrastrutture di ricerca nazionali e internazionali.

L’evento sarà aperto da un panel internazionale: “From research e-infrastructure towards Open Science and Next Generation Internet” con la partecipazione di Jean Luc Dorel (Commissione Europea, DG CNECT), Giorgio Rossi (Chairman ESFRI), Silvana Muscella (High-Level Expert Group EOSC).

Nel pomeriggio del 15 novembre è in programma una tavola rotonda “Verso una strategia nazionale per le infrastrutture di ricerca” che, in maniera trasversale, coinvolge tutto il mondo della ricerca italiano con la partecipazione di Luciano Catani (Ministero dell’Istruzione e della Ricerca), Giovanni Leonardi (Ministero della Salute – DG Ricerca e Innovazione), Francesco Scoppola (Mibact – DG Educazione e Ricerca ), Ida Marandola (Direttore Generale CREA), Giorgio Rossi (ESFRI), Maria Cristina Messa (Rettrice Università degli Studi di Milano-Bicocca), Paola Inverardi (Rettrice Università degli Studi dell’Aquila) e Antonio Zoccoli (Vice Presidente INFN).

Sono sette i keynote speaker di rilievo internazionale che apriranno le sessioni dei giorni successivi:

Fosca Giannotti (CNR), Roberta Turra (CINECA), Enrico Capobianco (University of Miami), Paolo Budroni (University of Vienna), Giuseppina Fabbiano (IVOA, International Virtual Observatory Alliance), Rutger Vos (Naturalis Biodiversity Center), Cesare Furlanello (FBK,Fondazione Bruno Kessler).

Completano il programma gli interventi della comunità accademica e scientifica che in questa edizione sono particolarmente numerosi. Sono infatti rappresentati 40 diverse organizzazioni (17 università, 7 enti di ricerca, 7 enti di ricerca biomedica come IRCCS, IZS e Istituto Superiore di Sanità, enti della PA e startup innovative che collaborano con il mondo della ricerca).

La conferenza sarà trasmessa anche in streaming.

Maggiori informazioni sul sito dell’evento: www.garr.it/conf17

Per partecipare è necessario registrarsi: https://www.eventi.garr.it/it/conf17/registrazioni

Segui la conferenza sui social: #confgarr17

Twitter e Facebook: @ReteGARR

Youtube: GARRTV

Circolare INPS 15 novembre 2017, n. 169

Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti
Coordinamento Generale Legale
Direzione Centrale Pensioni

Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all’esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali

Circolare INPS 15 novembre 2017, n. 169

OGGETTO: Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche. Chiarimenti.

Alternanza scuola-lavoro nei Licei. Missione possibile

Le studentesse e gli studenti di 13 scuole italiane si racconteranno al Miur insieme al Sottosegretario Toccafondi

 Le studentesse e gli studenti di tredici Licei di tutta Italia racconteranno al Miur, insieme alle imprese e alle strutture ospitanti coinvolte, le loro esperienze di percorsi di alternanza scuola-lavoro. L’appuntamento è dalle 9 presso la Sala della Comunicazione, alla presenza del Sottosegretario Gabriele Toccafondi e della Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione Rosa De Pasquale.

Le ragazze e i ragazzi, provenienti da diversi Licei – classico, scientifico, scienze umane, linguistico, artistico, musicale e coreutico – e già impegnati in progetti di alternanza, con il racconto delle loro esperienze testimonieranno il valore di una collaborazione proficua tra un percorso formativo che ha profonde radici storiche, artistiche e culturali e la realtà del lavoro, collaborazione che conduce ad una forma straordinariamente efficace di educazione e di crescita.

Modererà l’incontro Daniele Grassucci, direttore del portale Skuola.net.

Giochi della Chimica – Anno Scolastico 2017/2018

Bando di Concorso

GIOCHI DELLA CHIMICA

Anno Scolastico 2017/2018

 

 

Seguendo una ormai consolidata tradizione, la Società Chimica Italiana (SCI) invita gli studenti delle Scuole superiori di secondo grado più versati nel campo delle discipline chimiche a partecipare alla competizione nazionale denominata “Giochi della Chimica” organizzata su incarico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Con Decreto Direttoriale MIUR n° 726 del 9/7/2015 la SCI è stata infatti riconosciuta soggetto esterno accreditato a collaborare con il MIUR per le iniziative di valorizzazione delle eccellenze riguardanti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie. Con Decreto del Ministro Fedeli n° 253 del 28/4/2017 i Giochi della Chimica sono stati inseriti nel programma annuale di valorizzazione delle eccellenze per l’as 2017/2018.

 

Art. 1

La manifestazione, aperta agli studenti di tutte le scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie, si articola in tre distinte classi di concorso:

  • classe A, riservata in maniera indifferenziata agli studenti dei primi due anni della scuola secondaria superiore;
  • classe B, riservata agli studenti del successivo triennio che frequentano Istituti non compresi tra quelli di seguito indicati;
  • classe C, riservata agli studenti del triennio degli Istituti Tecnici, settore Tecnologico, indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie.

 

Art. 2

I Giochi della Chimica sono articolati in Finali Regionali, organizzate dalle Sezioni regionali della SCI, ed in una Finale Nazionale cui partecipano i vincitori delle Finali Regionali. La rappresentativa italiana per la partecipazione alle Olimpiadi Internazionali della Chimica, una manifestazione di alto livello a cui partecipano le squadre nazionali di più di 90 Paesi, sarà formata da studenti che abbiano partecipato ai Giochi della Chimica.

 

 

 

 

Art. 3

L’iscrizione alla manifestazione va effettuata esclusivamente con procedura telematica attraverso il sito http://www.soc.chim.it/giochi_della_chimica/iscrizioni.

Le iscrizioni saranno chiuse improrogabilmente il giorno 24 marzo 2018.

L’individuazione degli studenti partecipanti è di stretta competenza dei docenti interessati che potranno allo scopo organizzare selezioni interne utilizzando come materiale didattico i quesiti posti nelle precedenti edizioni dei Giochi e che sono consultabili alle seguenti pagine WEB:

http://www.soc.chim.it/it/divisioni/didattica/giochi_chimica

http://www.pianetachimica.it/giochi/test_giochi.htm

 

Art. 4

Le Finali Regionali avranno luogo contemporaneamente il giorno 21 aprile 2018, con inizio alle ore 10:00, presso tutte le sedi individuate dai Presidenti di Sezione della SCI.

Le Finali consistono nella soluzione di quesiti a risposta multipla, diversi per le tre Classi di Concorso, in un arco di tempo di 2 ore e 30 minuti.

Il primo classificato di ciascuna delle tre classi di concorso nelle Finali Regionali sarà invitato a partecipare alla Finale Nazionale che avrà luogo a Roma il 16-18 maggio 2018. Alla finale potranno essere ammessi, fino al raggiungimento del numero massimo di cento studenti, alcuni altri studenti meritevoli, individuati, a insindacabile giudizio del comitato organizzatore, tra i migliori classificati nelle selezioni regionali. Le spese di viaggio, vitto e alloggio per la finale nazionale per tutti gli studenti partecipanti e per un Docente Accompagnatore per ogni Regione saranno sostenute dalla SCI.

I quattro studenti che rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi Internazionali della Chimica saranno selezionati da una Commissione Nazionale, nominata dalla SCI, fra gli studenti che abbiano partecipato ai Giochi della Chimica. L’allenamento intensivo per le Olimpiadi sarà organizzato dalla SCI e sarà destinato ad un minimo di otto studenti.

 

 

Il Presidente della SCI

Prof. Angela Agostiano

 

Educazione&Scuola©

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