Scuole al via il primo ottobre, la Regione Puglia ci prova: “Aiuta il turismo e gli studenti”

da Repubblica 

Scuole al via il primo ottobre, la Regione Puglia ci prova: “Aiuta il turismo e gli studenti”

La proposta accolta dall’assessore al Diritto allo studio, che ha avviato il confronto con i sindacati. Il posticipo anche per motivi strutturali: le aule non sono attrezzate per fronteggiare il caldo

di NATALE CASSANO

Un salto indietro nel tempo con una riforma che, di certo, farebbe felici gli studenti pugliesi: avviare l’anno scolastico il primo ottobre. L’idea, come si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno, è stata presentata dal consigliere regionale Gianni Stea e ha accolto il favore dell’assessore regionale al Diritto allo studio, Sebastiano Leo, e del presidente della VI commissione consiliare, Domenico Santorsola.

Il consigliere regionale aveva presentato negli scorsi giorni un’interrogazione al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore Leo per discutere nell’immediato dell’apertura delle scuole a inizio ottobre. Tema che sarà al centro di un tavolo per la riprogrammazione dell’avvio dell’anno scolastico, a cui saranno invitati i rappresentanti delle associazioni e dei sindacati del personale docente e dei trasporti pubblici. Il provvedimento potrebbe quindi essere confermato già a partire dall’annualità 2018-2019: la Puglia farebbe così da apripista in Italia.

“Rimodulando il calendario – ha spiegato Stea –  si eviterà una situazione che provoca disagi a studenti e personale docente, oltre all’economia del turismo, costretta a stagionalizzare sempre di più, accorciando di fatto i mesi di lavoro”. La riapertura nella seconda decade, conferma il consigliere, obbliga i ragazzi “a estenuanti bagni di sudore in istituti per niente attrezzati a far fronte alle ondate di afa”.

Concorso presidi, in Gazzetta Ufficiale bando per 2.425 posti. Basteranno?

da Corriere della sera

Concorso presidi, in Gazzetta Ufficiale bando per 2.425 posti. Basteranno?

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso bando per i dirigenti scolastici. Le domande si potranno presentare dal 29 novembre al 29 dicembre

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’attesissimo bando del concorso per dirigente scolastico. I posti a disposizione sono 2.425 e corrispondono, secondo i calcoli del Miur, ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi in seguito ai pensionamenti nel 2018-2019, 2019-2020 e 2020-2021. Basteranno a risolvere quella che ormai da anni è una vera e propria emergenza del sistema scolastico con migliaia di istituti costretti ad accontentarsi di un reggente che cambia di anno in anno ovvero affidate a un preside che contemporaneamente amministra anche dieci plessi diversi? Il tutto proprio mentre la Buona Scuola ha innalzato – fra mille polemiche – i dirigenti a perno del buon funzionamento degli istituti, affidando loro compiti sempre più impegnativi e onerosi?

Come funziona il concorso-corso

Le domande per accedere al concorso si potranno effettuare dal 29 novembre al 29 dicembre prossimi, tramite la piattaforma del Miur Polis. Secondo il regolamento pubblicato a settembre, al concorso possono partecipare i docenti con almeno cinque anni di servizio. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole. La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Venti giorni prima della prova preselettiva saranno pubblicati tutti i quesiti affinché i candidati possano testarli. Nella prova preselettiva poi ne saranno somministrati cento, estratti casualmente, a cui si dovrà rispondere in cento minuti. La prova sarà svolta al computer.
La prova scritta vera e propria prevede cinque domande a risposta aperta (su normativa del settore, organizzazione del lavoro, gestione del personale, programmazione, diritto civile e amministrativo…) e due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2).
I candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera.
Chi supererà scritto e orale sarà ammesso, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinioselettivo. Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza.

Le date

Viene da chiedersi però, stante la complessità della procedura (preselezione, scritto, orale, corso e tirocinio), quando effettivamente i nuovi dirigenti potranno entrare a scuola. Al momento infatti non è stata ancora stabilita alcuna data per la prova preselettiva. Si sa soltanto che sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2018. Poi ci saranno gli scritti veri e propri, gli orali e gli ulteriori 6 mesi di corso e tirocinio. Il tutto senza contare eventuali contestazioni e ricorsi (l’ultimo concorso, quello del 2011, travolto dallo scandalo delle buste trasparenti, ha visto slittare l’arrivo dei primi dirigenti al 2015). Quel che è certo è che sicuramente l’anno prossimo le scuole dovranno fare ancora senza. Bene che vada se ne riparla nel 2019. Non solo: secondo quanto calcolato dalla Fondazione Agnelli i 2.400 posti banditi dal Miur fino al 2021-22 basteranno a coprire appena la metà dei posti che si libereranno in base al turnover.

I dati

Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. «Con il nuovo concorso affronteremo la carenza strutturale di personale dirigente nelle scuole che ha fatto crescere, di anno in anno, il fenomeno delle reggenze, fino a renderlo patologico» ha spiegato la ministra Fedeli a settembre, quando è stato emanato il regolamento che precede il bando, aggiungendo che «abbattere il fenomeno delle reggenze significa, lavorare per la qualità del sistema».

Anteprima sulla mobilità 2018/2019, per il MIUR la soluzione è vicina

da La Tecnica della Scuola

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Concorso dirigenti scolastici, ecco come saranno le prove d’esame

da La Tecnica della Scuola

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Concorso DS: l’imbuto della selezione. Il testo del bando

da Tuttoscuola

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Finalmente il bando del concorso DS. Ieri la Gazzetta Ufficiale-Concorsi ha pubblicato il bando del concorso per il reclutamento di nuovi dirigenti scolastici, avviando di fatto la complessa macchina della procedura selettiva da cui dovranno uscire alla fine 2.425 vincitori da immettere in ruolo tra il 2018-19 e il 2020-21.  Rinviando l’illustrazione degli approfondimenti che Tuttoscuola presenterà nell’apposito webinar di martedì 28 novembre alle ore 18,30, ci soffermiamo sui dati presenti nel bando (testo scaricabile gratuitamente dal nostro sito cliccando qui).

I posti, come si sa, sono 2.425, ma, in effetti, ne saranno disponibili per tutti i candidati 2.416, perché 9 posti sono riservati alla lingua slovena con bando a parte gestito dall’USR del Friuli Venezia Giulia. Si concorre, dunque, per occupare 2.416 posti.

Quanti saranno i candidati che se li contenderanno?

Non è dato sapere quanti docenti presenteranno domanda di partecipazione al concorso. 10 mila? 12 mila? Si sa, comunque, che dopo la prova di selezione potranno accedere agli scritti non più di 8.700 candidati, come recita il bando.

Dopo gli scritti e l’orale, soltanto 2.600 di quegli 8.700 candidati saranno ammessi al corso di formazione: il 30%. E tra i 2.600 ammessi a questa fase finale vi saranno 150 candidati (il 5%) inseriti con precedenza in quanto titolari di vecchi ricorsi pendenti.

Chi arriverà al corso di formazione avrà comunque il 93% di probabilità di uscirne vincitore.