“Tommy e gli altri”, tour nelle scuole per raccontare l’autismo

Redattore Sociale del 28-11-2017

“Tommy e gli altri”, tour nelle scuole per raccontare l’autismo

Parte da Roma la prima proiezione del film di Gianluca Nicoletti e Massimiliano Sbrolla per gli studenti. Obiettivo: raccontare l’autismo in Italia. L’anteprima alla presenza della ministra Fedeli. Poi il tour, tra febbraio e marzo, da nord a sud.

ROMA. Dopo aver incontrato decine di famiglie in giro per l’Italia e dopo la recente messa in onda su Sky Arte, Tommy arriva nelle scuole. Continuera’ a raccontare la sua storia, quella di un ragazzo autistico, maggiorenne da pochi mesi, in un viaggio on the road per incontrare altri ragazzi. E lo fara’ con le parole del padre, il giornalista Gianluca Nicoletti che con lui ha condiviso questa avventura. Nicoletti, insieme al regista Massimiliano Sbrolla ha tratto da questa esperienza un docufilm dal titolo ‘Tommy e gli altri’. Questa mattina, al cinema 4 Fontane di Roma, la prima tappa del tour con la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e gli autori. Il progetto itinerante, sostenuto dal Miur, con il contributo di Sky Italia, fino a marzo tocchera’ anche le citta’ di Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Latina, L’Aquila, Milano, Napoli, Novara, Palermo, Prato, Reggio Calabria, Torino e Udine.

Il film tratta il tema dell’autismo secondo diversi aspetti, in primis quello legislativo, secondo la normativa vigente infatti i ragazzi autistici “cessano di esserlo al compimento della maggiore eta'”. Un frase provocatoria per sottolineare l’interruzione di cure, di programmi e di sostegno da parte dello Stato (ad eccezione di minimi contributi mensili) facendo di fatto ricadere “tutto sulle spalle dei genitori”. Che tuttavia non ci saranno per sempre. Una prospettiva angosciante per molte famiglie che porta alcune di loro addirittura a comprendere l’ipotesi dell’omicidio-suicidio di persone anziane con disabile in casa.

Non solo assistenza ma anche bullismo. I ragazzi autistici infatti sono i primi spesso ad esserne vittima. Per questo, uno degli obiettivi del lungometraggio, e’ quello di “portare i ragazzi a riflettere sul fatto che reagire con violenza a quello che in realta’ non capiamo e di cui forse abbiamo solo paura e’ un comportamento arcaico e da sfigati”. E ancora, frammenti di comicita’, di sconforto, di vero amore tra padre e figlio, ma soprattutto di riflessione. “Non voglio essere considerato un esempio, ne’ un eroe- spiega la voce fuori campo di Nicoletti durante la proiezione del film- non esistono solo storie positive come vorrebbe far credere qualcuno ed essere autistici non e’ una figata”. Quindi la storia si conclude con le immagini di Tommy da bambino al mare con la madre e il padre e le note di ‘costume da Torero’ di Brunori Sas che parla della costante necessita’ di credere a un cambiamento e alla disillusione che spesso ne segue.

“Un’opera bellissima- ha spiegato la ministra Fedeli- in cui si provano tutti i sentimenti tipici dei grandi film: tristezza, rabbia ma anche sorrisi”. Un film “che porta tutti noi a chiederci che possiamo fare, quando in realta’ possiamo solo conoscere. E il nostro obiettivo e’ proprio questo, far conoscere questa realta’, ai ragazzi ma anche agli adulti. Mi auguro che lo vedano piu’ persone possibili”. (DIRE)

Dalla Ue arriva TaxEdu, il portale che spiega le tasse a studenti e prof

da Il Sole 24 Ore

Dalla Ue arriva TaxEdu, il portale che spiega le tasse a studenti e prof

di Alessia Tripodi

Cosa sono le tasse? In che modo influiscono sulla mia vita? E perchè dovrei occuparmene? A queste e a tante altre domande risponde TaxEdu , il nuovo portale Web di educazione fiscale per studenti lanciato dalla Commissione europea. Il progetto, condotto insieme al Parlamento Ue con la partecipazione delle amministrazioni fiscali degli stati membri, contiene anche una sezione dedicata agli insegnanti, con risorse didattiche per organizzare le lezioni. Il tutto in una veste innovativa con lezioni in e-learning e clip di micro- apprendimento, brevi video su argomenti circoscritti che permettono di imparare anche “on the go”, cioè su smartphone e tablet mentre si è in movimento.

Le tasse spiegate ai giovani
TaxEdu (acronimo che sta per “tasse” ed “educazione”) contiene informazioni rivolte a tre fasce d’età. La prima, dedicata ai bambini tra i 9 e 12 anni, spiega con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile cosa sono le tasse e i vantaggi derivanti dal loro pagamento. Gli argomenti sono presentati in una veste ludica per rendere l’apprendimento più divertente. C’è poi la sezione per gli adolescenti (13-17 anni), ovviamente più dettagliata rispetto a quella per i bambini e con esempi concreti del ruolo delle tasse relativamente a temi che maggiormente interessano i ragazzi, come, per esempio, lo scaricare musica dal web e gli acquisti on line. Lo spazio per i giovani adulti, infine, punta soprattutto a informare i più “grandi” sul pagamento delle tasse quando si inizia l’università o si avvia un’impresa o se, per esempio, si va lavorare in un altro paese.
Tutte le informazioni sono fornite con modalità innovative e interattive: giochi, corsi in e-learning e clip di micro apprendimento, per aiutare i giovani europei a conoscere in modo divertente le tasse nelle loro diverse forme e gli aspetti ad esse correlati (come l’evasione e la frode fiscale). Disponibili anche due account social – su Facebook e Instagram – con i quali interagire per restare aggiornati su eventi e novità.

Risorse per gli insegnanti
Sul sito gli insegnanti possono trovare una gran quantità di materiali informativi e didattici suddivisi per fascia d’età dei propri studenti e relativi a diversi argomenti. Tra le risorse di e-learning disponibili, per esempio, ci sono quelle su come sono nate le tasse, chi le riscuote e cosa succede se non si pagano. E ancora: cosa è il reddito e come viene tassato, perchè le imprese devono pagare le tasse e come questo contribuisce al benessere della società. Ogni modulo indica gli obiettivi formativi della lezione e i supporti necessari (come, per esempio, le lavagne interattive), offrendo ai docenti la possibilità di scaricare gratuitamente clip di micro apprendimento, storyboard e piani di lezione.

Per 8 italiani su 10 nelle scuole c’è la droga

da Il Messaggero

Per 8 italiani su 10 nelle scuole c’è la droga

A denunciare tale presenza sono, anche in questo caso, le persone che vivono nel centro-Italia. In quest’area del Paese, il livello percepito di presenza delle sostanze stupefacenti negli istituti di secondo grado balza al 92%.

Sui media se ne parla poco, ma il tema della presenza di droghe, alcol e bullismo tra i giovani e i banchi di scuola è un argomento cui prestare la massima attenzione. La cronaca di questi giorni, con il caso del liceo Virgilio di Roma, ha riacceso i riflettori, con toni più scandalistici e poco utili per approfondire fenomeni che vanno compresi nella loro complessità e profondità.
Per il 67% degli italiani la principale paura verso i figli è quella che facciano uso di sostanze stupefacenti. Seguono, a una certa distanza (con dati che oscillano tra il 30 e il 36%) il bullismo, la mancanza di lavoro, l’alcolismo e la pedofilia. Brutte compagnie (29%) e cyberbullismo (22%), chiudono la classifica dei timori principali.

L’AGENDA

Un’agenda delle paure cui occorre prestare particolare attenzione, analizzando anche la differenziazione territoriale presente. Nel Centro-Italia, ad esempio, svettano droga (76%), alcolismo (38%) e pedofilia (38%). In tutti e tre i casi ritroviamo livelli di ansia maggiori rispetto alla media nazionale.
Sul tema delle droghe il gap peggiorativo è di 9%, mentre sugli altri due temi il salto è, rispettivamente, di sei e sette punti. Nel Nord del Paese, insieme all’onnipresente paura che i ragazzi facciano uso di sostanze stupefacenti, rintracciamo discreti livelli di preoccupazione sul bullismo (+3% rispetto alla media nazionale) e sulla possibilità che i ragazzi incappino in brutte compagnie (+5%).
Se volgiamo lo sguardo dalle apprensioni generali dei genitori alla percezione di presenza dei diversi fenomeni nelle scuole superiori, ci troviamo di fronte ad una fotografia a dir poco allarmante. Per il 78% delle persone la droga è molto o abbastanza diffusa nei nostri istituti scolastici.
A denunciare tale presenza sono, anche in questo caso, le persone che vivono nel centro-Italia. In quest’area del Paese, il livello percepito di presenza delle sostanze stupefacenti negli istituti di secondo grado balza al 92%. Un salto di 14 punti, che porta alla luce la percezione di una diffusione capillare del fenomeno. A denunciare l’onnipresenza delle droghe nelle scuole non sono solo gli adulti (81% tra i genitori), ma anche i giovani (81%).
Analogo quadro allarmante lo riscontriamo sul tema del bullismo. Anche in questo caso il 78% delle persone segnala la diffusione di questo fenomeno nelle scuole (solo dieci anni fa il dato era al 40%), con una punta emergenziale che coinvolge sempre il centro del Paese (86%). Il dato su cui è utile riflettere è quello che arriva dai giovani over 25 anni, ovvero da chi, uscito da pochi anni dalla scuola superiore, riesce a dare una valutazione maggiormente distesa e distaccata del tema e a segnalarne la portata (87% dei ragazzi segnala la presenza massiva del bullismo nelle scuole).

LA CORRELAZIONE

I numeri che abbiamo evidenziato non servono per dare fiato al circuito della spettacolarizzazione, né tantomeno a mettere sotto accusa le scuole italiane, bensì vogliono sollecitare una maggiore riflessione sul clima in cui stanno crescendo i giovani oggi, nonché sulla correlazione esistente tra la diffusione delle sostanze stupefacenti e l’accentuarsi, nel corso degli ultimi anni, dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Parlare di questi aspetti non vuol dire mettere l’accetto sul bisogno di politiche repressive, ma, anzi, sottolineare la portata della sfida culturale che ha di fronte a sé la nostra società.
Una sfida che deve indurre le istituzioni e le famiglie a riflettere sulle anomie presenti nella nostra realtà (che propone mete e illusioni senza offrire i mezzi per poterle raggiungere) e sulla necessità di riaccendere le luci sulle fratture delle regole sociali che avvengono nella quotidianità dei ragazzi e delle ragazze di oggi.
Enzo Risso
Direttore SWG

“Non è colpa dei bambini”: troppe diagnosi neuropsichiatriche

da La Tecnica della Scuola

“Non è colpa dei bambini”: troppe diagnosi neuropsichiatriche

Insediato il nuovo osservatorio per l’inclusione scolastica

da La Tecnica della Scuola

Insediato il nuovo osservatorio per l’inclusione scolastica

Personale ATA, quando si potranno scegliere le scuole per le graduatorie di istituto?

da La Tecnica della Scuola

Personale ATA, quando si potranno scegliere le scuole per le graduatorie di istituto?

Informatica a scuola, torna l’iniziativa “Programma il Futuro”

da La Tecnica della Scuola

Informatica a scuola, torna l’iniziativa “Programma il Futuro”

Nota 28 novembre 2017, AOODGOSV 15959

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Segreteria del Direttore

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
All’Ufficio speciale di lingua slovena
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento
Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado per il tramite dei rispettivi UU.SS.RR.

Nota 28 novembre 2017, AOODGOSV 15959

Oggetto: Concorso nazionale 10 febbraio: “La fine della Grande Guerra e il Confine orientale” – VIII edizione a.s. 2017-2018