2 dicembre: in piazza

2 dicembre: in piazza
per pensioni più giuste e dignità del lavoro

“Per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani”. Questi i motivi della mobilitazione nazionale della CGIL di sabato 2 dicembre, proclamata dopo l’esito del confronto con il Governo sul tema della previdenza, considerato “insufficiente”.
Scenderemo in piazza per difendere il diritto a una pensione dignitosa, in una età dignitosa; per rivendicare un futuro pensionistico per i giovani che ad oggi non beneficiano in nessun modo dei risparmi determinati dalla riforma Fornero; per le donne su cui grava sempre più il lavoro di cura.
Accanto alla richiesta di un sistema pensionistico più giusto e inclusivo, la FLC CGIL manifesterà per un contratto innovativo che restituisca dignità al lavoro. Chiederemo innanzitutto

  • risorse aggiuntive per scuola, università, ricerca e AFAM
  • risorse per la stabilizzazione del personale precario
  • il ritorno alla contrattazione di tutte le risorse e le materie che leggi sbagliate in questi anni hanno scippato ai contratti (a partire dalla legge 150/09 e legge 107/15).

Cinque le manifestazioni organizzate dalla Confederazione. A Roma l’appuntamento è per le ore 9 in piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo fino a piazza del Popolo. A Torino il concentramento è previsto alle ore 9.30 a Porta Susa e si arriverà in piazza San Carlo. A Bari si sfilerà da piazza Massari, ore 9.30, a piazza Prefettura. A Palermo da piazza Croci a piazza G. Verdi alle ore 8.30 e a Cagliari da viale Regina Elena (giardini pubblici) a piazza Garibaldi, a partire dalle 9.30. A concludere tutte le iniziative sarà il segretario generale della CGIL Susanna Camusso, che alle ore 12.30 prenderà la parola dal palco della capitale, in collegamento video con le altre città.

Bilancio, Fedeli: “Importante investimento per nuove generazioni”

(Mercoledì, 29 novembre 2017) “Un importante e doveroso investimento sulle nuove generazioni e sul sistema Paese nel suo complesso”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, commenta i contenuti della Legge di Bilancio 2018 in votazione domani al Senato. “Crescita, innovazione, occupazione, inclusione ed equità sociale già erano state messe al centro delle norme proposte dal MIUR, che nei giorni scorsi ha continuato a seguire con impegno i lavori del Parlamento per migliorare ulteriormente il testo. Il nostro lavoro è stato e continuerà a essere indirizzato soprattutto verso investimenti per l’intera filiera dell’educazione e per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione, perché siamo convinti che questa sia la migliore scelta politica per il futuro non soltanto delle nuove generazioni, ma dell’intero Paese. E questo è immediatamente evidente se si analizzano con attenzione le singole norme proposte”.

Oltre all’assunzione di oltre 1.600 ricercatori nelle Università e negli Enti di Ricerca, già prevista dal testo varato nelle scorse settimane dal Consiglio dei Ministri, è ora entrata una norma che prevede il finanziamento per la stabilizzazione di oltre 2.100 precari attualmente impegnati a vario titolo negli Enti di ricerca. “Una norma dettata dal nostro convincimento che la ricerca, l’innovazione, l’alta formazione costituiscano il migliore investimento che un Paese possa fare nell’ottica di una crescita e di uno sviluppo sostenibili”, aggiunge la Ministra Fedeli. “Un convincimento che in una società dinamica come quella in cui viviamo e in un mondo che ci pone costantemente di fronte a sfide globali viene ogni giorno confermato da eventi di diversa natura. La centralità di innovazione e ricerca è infatti immediatamente evidente se si pensa alla sfera economica, ma non solo. Si irradia infatti costantemente anche alla sfera del benessere individuale e collettivo e, se si riflette in modo approfondito, può avere ripercussioni altrettanto evidenti nella sfera dei diritti sociali e civili. È evidente come questa norma rivesta immediati vantaggi per le giovani generazioni, per le tante ragazze e i tanti ragazzi che hanno fatto della ricerca la loro professione, che portano avanti giorno dopo giorno con passione e determinazione. Ma la norma ha altrettanto immediati ed evidenti vantaggi per l’intero sistema Paese”.

La Legge di Bilancio in votazione al Senato incrementa inoltre di ulteriori 20 milioni a decorrere dal 2018 il Fondo Integrativo Statale per la concessione di borse di studio universitarie (FIS), fondo che passa da 216,8 milioni di euro del 2017 a 236,8 milioni dal 2018: un contributo ulteriore e significativo per eliminare definitivamente i cosiddetti “idonei senza borsa”. Inoltre, il Senato ha incrementato di ulteriori 5 milioni a decorrere dal 2018, in aggiunta ai 10 milioni già inseriti nel disegno di legge approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri, il fondo in favore di borse concesse per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca. “Una conferma in più che per noi al centro ci sono formazione, ricerca, innovazione ma, soprattutto, i giovani”, commenta la Ministra Fedeli.

Conferme arrivano anche dalla prevista progressione stipendiale per i professori universitari, che attualmente è caratterizzata da scatti triennali riconosciuti a seguito di valutazione.
Questi scatti sono stati ‘sospesi’ dal 2011 al 2015, in attuazione del Dl ‘Tremonti’ n. 78/2010. La norma inserita nella Legge di Bilancio consentirà di ridurre da tre a due anni la durata degli scatti successivi a quello attualmente in corso, che rimarrà invece triennale, ferma restando la valutazione. Ciò si traduce in un importante vantaggio per chi si trova a inizio carriera (anche a fini pensionistici). È però tutt’altro che trascurata la giusta esigenza di tutti i docenti universitari di veder riconosciuto quanto loro spettante. Se da un lato infatti il calcolo degli scatti su base biennale agevola evidentemente i docenti a inizio carriera, le nuove modalità consentono a tutti i docenti universitari di recuperare gradualmente negli anni quanto perso a causa del Dl ‘Tremonti’ del 2010, tenuto anche conto che l’importo dello ‘scatto’ triennale viene ora spalmato sull’arco biennale; il nuovo ‘scatto’ biennale, dunque, recupera un terzo in più rispetto alle vecchie progressioni anteriori al 2010. Afferma la Ministra Fedeli: “Si tratta di una norma strutturale e di sistema di fondamentale importanza, perché siamo convinti della centralità che riveste il sistema universitario nel nostro Paese, di quanto sia fondamentale in una società della conoscenza e in un’economia della conoscenza il ruolo giocato dall’alta formazione”.

Nella Legge di Bilancio è inoltre prevista l’integrazione del fondo per il graduale completamento del processo di statizzazione degli Istituti Musicali Pareggiati del comparto AFAM per un importo di 5 milioni per l’anno 2018, di 10 milioni per l’anno 2019 e di 35 milioni a decorrere dall’anno 2020. La misura completa quanto era stato già avviato con la cosiddetta “manovrina” di giugno scorso. “Un processo atteso da anni – sottolinea la Ministra Fedeli facendo riferimento a un testo di legge approvato ormai 18 anni fa – e che oggi finalmente possiamo portare a compimento”.

Il testo prevede anche l’incremento ulteriore (di 10 milioni per il 2018, di 20 milioni per il 2019 e di 35 milioni per il 2020) delle risorse a favore degli ITS per ampliare l’offerta formativa e conseguentemente i soggetti, in possesso di competenze, per l’utilizzo di strumenti avanzati di innovazione tecnologica, coerentemente con il piano “Impresa 4.0”.
“Un importante investimento è stato fatto anche sul sistema scolastico”, prosegue la Ministra Fedeli. “Basti pensare al rinnovo, dopo 9 anni, dei contratti delle e dei docenti: una conferma della nostra volontà di rimettere al centro il valore sociale, oltre che economico, di questa figura professionale, con la quale il Governo sta proseguendo sulla strada tracciata con l’accordo del 30 novembre 2016. L’apertura della contrattazione è partita per avere il rinnovo entro la fine dell’anno. Abbiamo a disposizione sia il tempo che le risorse per centrare l’obiettivo e dare una risposta a chi la aspetta da troppi anni. O basti pensare, per venire alle norme del Bilancio riguardanti la scuola, all’armonizzazione della retribuzione dei dirigenti scolastici rispetto a quella degli altri dirigenti pubblici, alla norma che consente di bandire il concorso per i DSGA e alla norma che consente alle scuole la sostituzione, in caso di assenza, degli assistenti amministrativi e tecnici, cioè del personale di segreteria e dei laboratori. E, da ultimo, all’emendamento approvato in materia di proroga di ‘scuole belle’ e alla proroga dei termini in materia di edilizia scolastica”.

Il nuovo Consiglio regionale

Il nuovo Consiglio regionale dello Snals della Puglia, eletto nel Congresso del 23 novembre 2017, nella riunione del 27 novembre 2017, nella sede regionale, a Bari,  ha confermato segretaria regionale Chiara De Bernardo. La segretaria regionale Chiara De Bernardo, sempre attenta e propositiva, in tutti questi anni, verso le problematiche del territorio legate alla scuola ed alla formazione professionale, auspica che il lavoro sia sempre improntato sull’impegno, sulla fattiva e leale collaborazione, sul confronto costruttivo, così come è sempre stato nella logica dello Snals.

Il Consiglio regionale dello Snals risulta così composto:

Berloco Annunziata, Catucci Pietro, Lorusso Luigi, Lozito Vito Francesco (Bari)
Roma Giovanni (Brindisi)
Albanese Francesco, De Santis Angela (Foggia)
D’Amato Vilma, Giuri Antonio Giovanni, Licchelli Pamela Maria Luigia, Marulli Claudio, Perfetto Paolo, Raganato Anna (Lecce)
De Bernardo Chiara, Schirone Luigi (Taranto).
Fanno parte del Consiglio Regionale anche i cinque segretari delle province pugliesi.

Albanese Francesco,  D’Amato Vilma,  Roma Giovanni e Lozito Vito Francesco sono nominati, all’unanimità, componenti della Segreteria Regionale dello Snals.

Obbligo scolastico, tenuità del fatto esclusa perchè il reato è di competenza del giudice di pace

da Il Sole 24 Ore

Obbligo scolastico, tenuità del fatto esclusa perchè il reato è di competenza del giudice di pace

di Andrea Alberto Moramarco

Il reato di inosservanza dell’obbligo di istruzione del figlio minore, sanzionato dall’articolo 737 c.p. con la pena dell’ammenda per i genitori, non può essere considerato dal giudice non punibile per particolare tenuità del fatto. La nuova causa di non punibilità prevista dall’articolo 131-bis c.p., infatti, non è applicabile ai procedimenti relativi ai reati di competenza del Giudice di pace, per i quali l’unica via percorribile rimane quella della “esclusione della procedibilità”, di cui all’articolo 34 del D.lgs. 274/2000 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace), che, tuttavia, si fonda su presupposti applicativi diversi. Questo è quanto emerge dalla sentenza 53683 delle Sezioni unite della Cassazione, depositata ieri.

Il caso
La vicenda giudiziaria che ha portato all’affermazione di tale principio trae origine da una sentenza del Giudice di pace di Verona, il quale aveva ritenuto non punibili due genitori per l’inosservanza dell’obbligo della istruzione elementare del figlio minore, in applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Per il giudice onorario, anche al reato di inosservanza dell’obbligo scolastico poteva essere applicata la causa di non punibilità prevista dall’articolo 131-bis c.p., nonostante dinanzi al Giudice di pace fosse applicabile la causa di non procedibilità prevista dall’articolo 34 del D.lgs. 274/2000. In particolare, optando per la non punibilità, il giudice sottolineava la differenza tra i due istituti, ritenendo prevalente nella fattispecie l’assoluzione per i genitori, piuttosto che l’esclusione della procedibilità, «in ragione della pluralità delle fonti di istruzione non convenzionale oggi disponibili su piattaforme informatiche e del rilievo che la sanzione penale irrogabile non avrebbe superato poche unità di euro».

La soluzione delle Sezioni unite
La spinosa questione dell’applicabilità della causa di non punibilità di particolare tenuità del fatto ai reati di competenza del Giudice di pace arriva sino alle Sezioni unite, che, a fronte di due orientamenti contrapposti, optano per quello più rigido, che esclude l’articolo 131-bis per i procedimenti relativi a reati di competenza del Giudice di pace. Si tratta perlopiù di delitti di minore gravità e di contravvenzioni, tra cui rientra anche l’inosservanza dell’obbligo scolastico, che sono sottoposti ad un regime differenziato e per i quali vi è la possibilità, ai sensi dell’articolo 34 del D.lgs. 274/2000, di una estinzione del relativo procedimento sulla base della valutazione della occasionalità della condotta, della esiguità del danno o del pericolo che ne è derivato e, soprattutto, del ruolo della persona offesa. In sostanza, per i giudici di legittimità, la finalità conciliativa del procedimento penale speciale dinanzi al giudice onorario e la sostanziale diversità strutturale dei due istituti non consentono di ritenere applicabile la non punibilità per tenuità del fatto anche dinanzi al Giudice di pace.

Nuovo contratto, permessi in bilico

da ItaliaOggi

Nuovo contratto, permessi in bilico

All’avvio del tavolo negoziale, sul tappeto anche il tema della copertura legale delle assenze

Marco Nobilio

Permessi in bilico con il nuovo contratto. Le modifiche legislative che sono intervenute dal 2009 ad oggi hanno fortemente ridimensionato gli ambiti all’interno dei quali la contrattazione può muoversi liberamente. E ciò potrebbe determinare un peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti d della scuola, tramite la cancellazione o il ridimensionamento dei diritti relativi alle assenze ai permessi e ai congedi.

A maggior ragione se si pensa che l’input inviato all’Aran dal governo, in vista del rinnovo del contratto di lavoro, va nel senso dell’armonizzazione della disciplina dei permessi tra le varie componenti dei megacomparti della pubblica amministrazione.

Nella scuola l’istituto più in bilico è quello che riguarda i permessi per motivi personali. Istituto previsto solo dal contratto e non dalla legge, che in passato ha incontrato molti ostacoli nella piena applicazione. Tant’è che per potervi accedere diversi docenti e non docenti hanno dovuto ricorrere alla magistratura del lavoro. Alcuni di loro, peraltro, per il solo fatto di averne fruito, sono stanti sanzionati dai dirigenti scolastici, salvo poi vedersi annullare le sanzioni dai giudici del lavoro.

La sopravvivenza dell’istituto è «in forse» perché i permessi per motivi personali, così come definiti nel vigente contratto di lavoro, non hanno copertura legale. In altre parole, non sono previste dalla legge, ma solo dal contratto. Si tratta dunque di una deroga, legittima secondo il sistema previgente alla riforma Brunetta, ma che ora potrebbe risultare illegittima. Ciò anche se, nel frattempo, è intervenuta un’ulteriore modifica normativa con il cosiddetto decreto Madia. Che però ha ridato solo in parte al tavolo negoziale il potere che gli è stato tolto. Un po’ di storia per mettere ordine nelle fila del discorso.

La derogabilità delle norme di legge da parte della contrattazione collettiva venne introdotta a seguito della contrattualizzazione del rapporto di lavoro intervenuta per effetto del decreto legislativo 29/93. La norma originaria prevedeva che tutte le norme di legge sul rapporto di lavoro potessero essere modificate dalla contrattazione collettiva, salvo che la legge non prevedesse esattamente il contrario. La norma fu mutuata dal settore privato, laddove la legge prevede un trattamento minimo che, però, può essere derogato in meglio dalla contrattazione.

Nel 2009, però, con l’avvento della riforma Brunetta (legge 15/2009 e decreto legislativo 150/2009) la situazione mutò radicalmente. La legge 15/2009, infatti, introdusse una previsione di segno contrario: la derogabilità delle norme di legge da parte della contrattazione ammessa solo ed esclusivamente nei casi espressamente previsti dalla legge.

Con il decreto Madia, la normativa è stata ulteriormente modificata nel senso che: «Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto», si legge nel comma 2 dell’articolo 2 del decreto legislativo 165/2001«che introducano o che abbiano introdotto discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate (nelle materie affidate alla contrattazione collettiva ai sensi dell’articolo 40, comma 1, e nel rispetto dei principi stabiliti dal presente decreto, da successivi contratti o accordi collettivi nazionali e, per la parte derogata, non sono ulteriormente applicabili».

Ma nel successivo comma 3 c’è scritto che se le norme contenute nel contratto violano norme imperative di legge o i limiti imposti alla contrattazione tali norme sono nulle.

Il problema che le parti dovranno affrontare, dunque, è la previa verifica di norme imperative in contrasto con le clausole che si intendano approvare e, in ogni caso, anche la compatibilità con i limiti imposti dal decreto. Limiti tutt’altro che semplici da individuare.

Il punto debole dell’intero impianto contrattuale, quindi, è costituito da tutti gli istituti che attualmente non trovano copertura legale. Perché l’assenza di tale copertura metterà comunque in dubbio la legittimità delle relative clausole. Proprio a causa della complessità della norma che regola questo tipo di deroghe.

Resta da vedere quale sarà la proposta del governo al tavolo negoziale. Ad oggi, infatti, l’esecutivo ha semplicemente inviato all’Aran l’atto di indirizzo che, per sua natura, è un provvedimento di natura generale ed astratta che va tradotto in norme di dettaglio esplicite da proporre al tavolo negoziale.

Insomma, tutto è pronto per dare il via alla contrattazione in senso stretto, ma ancora non è stata notificata la proposta in concreto sulla quale le parti dovranno cominciare a lavorare. Salvo un generico indirizzo di lavoro sulla necessità di armonizzare le varie tipologie di permessi a cui accedono le diverse qualifiche del personale dei comparti. Comparti che hanno subito anch’essi una forte riduzione essendo passati da 12 agli attuali 4 megacomparti. Uno dei 4 comprende ora la scuola, l’università, la ricerca e l’Afam (conservatori, accademie e istituti per le industrie artistiche).

Assistenza magistrale, bando per assegni di frequenza e contributi formativi

da La Tecnica della Scuola

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Graduatorie ATA, attenti alla revoca delle credenziali su Istanze on-line

da La Tecnica della Scuola

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Boom di presenze agli open day

da La Tecnica della Scuola

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Lezioni private, si possono impartire solo per studenti di altre scuole

da La Tecnica della Scuola

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Dove sono finiti i contributi di docenti e ATA? Sito INPS in tilt

da La Tecnica della Scuola

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Il calo demografico cancella 500 classi all’anno

da La Tecnica della Scuola

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JOB&ORIENTA 2017

JOB&ORIENTA 2017

Fiera di Verona, dal 30 novembre al 2 dicembre (27a edizione)

Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro.

“ORIENTARSI ALL’INNOVAZIONE PER COSTRUIRE FUTURO”

Orientarsi all’innovazione per costruire futuro”: sta in questo titolo il fuoco della riflessione proposta dalla 27a edizione di JOB&Orienta, salone nazionale dedicato all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, in programma alla Fiera di Verona da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre 2017.

Al centro, inevitabilmente, la necessità di saldare forti alleanze tra scuola e lavoro, allineando la formazione con i profondi cambiamenti del mondo economico-produttivo e della società, ma pure sollecitando nei giovani la predisposizione all’apprendimento continuo. Convinti che l’industria 4.0 si costruisce a partire dall’innovazione di didattica e formazione, di cui l’alternanza scuola lavoro e l’apprendistato costituiscono significative sperimentazioni. E nella consapevolezza che ad evolvere – accanto alle professioni e alle competenze richieste – è il lavoro stesso, e che l’innovazione non è esclusivamente questione di tecnologie, ma anche di processo e di visione.

Promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – forte del rinnovato successo dello scorso anno, con ben 72mila visitatori, 500 realtà presenti e 200 appuntamenti in calendario –, JOB&Orienta si avvicina ai suoi trent’anni di storia confermandosi evento di riferimento per gli operatori dei diversi ambiti e per studenti, famiglie e giovani. Perché oltre ad essere un luogo di aggiornamento e dibattito per gli addetti ai lavori, il Salone è da sempre occasione importante per le famiglie e per tutti quei ragazzi che hanno necessità di individuare e scegliere con consapevolezza il proprio percorso scolastico; infine per i giovani in cerca di occupazione, ai quali intende fornire strumenti utili a una ricerca attiva e più efficace.

E per chi della formazione ha fatto il proprio mestiere, quest’anno al Salone un’importante novità. Nasce un’intera sezione (all’interno del percorso arancione, spazi espositivi e una saletta per workshop e seminari) dedicata a docenti e dirigenti scolastici: un’opportunità per aggiornare e integrare le proprie competenze su temi come l’alternanza scuola lavoro, le nuove tecnologie per la didattica, l’innovazione dell’apprendimento…

Due le aree tematiche in cui è strutturata la rassegna espositiva “Istruzione ed educazione” eUniversità, formazione e lavoro” –, che vedono presenti scuole, accademie e università, enti di formazione, istituzioni, imprese, centri per l’impiego e agenzie di servizi per il lavoro, associazioni di categoria… Aree che, per facilitare l’orientamento dei visitatori all’interno dei padiglioni, sono a loro volta sviluppate in sei percorsi contrassegnati da diversi colori: all’interno della prima i percorsi Educazione e Scuole (arancione), Tecnologie e Media (oro) e Lingue straniere e Turismo (verde); nell’altra i percorsi Formazione accademica (blu), Formazione professionale (argento) e Lavoro e Alta formazione (rosso), in cui si colloca anche la Saletta TopJOB, spazio per workshop, incontri con aziende e seminari rivolti in particolare ai giovani alla ricerca di lavoro.

E per evidenziare le realtà presenti che si occupano di formazione nei settori creativi d’eccellenza del made in Italy (in particolare nei settori moda, design e gastronomia) c’è CreativityJOB, profilo trasversale a tutti i percorsi espositivi.

Ci sono ancora JOBInternational, con proposte di stage e tirocini all’estero, opportunità di lavoro, scambi culturali e viaggi studio in tutto il mondo, e JOBinGreen, il profilo che valorizza le buone pratiche di sostenibilità.

Anche il programma culturale di JOB&Orienta si arricchisce di anno in anno di appuntamenti (convegni, dibattiti e workshop), dedicati alle tematiche più attuali, con ospiti di spicco del mondo dell’economia, della politica e dell’imprenditoria, esperti dei vari ambiti e, soprattutto, tante storie ed esperienze sviluppate sul campo e raccontate dai diretti protagonisti. Non mancano, infine, laboratori interattivi, simulazioni, spettacoli e momenti di animazione.

JOB&Orienta è sui social: Facebook (www.facebook.com/joborienta); Twitter (@Job_Orienta #joborienta #TopJOB); Instagram (@job_orienta) e Telegram (telegram.me/job_orienta).

La manifestazione è a ingresso libero. Per informazioni: www.joborienta.info.

JOB&Orienta 2017 è promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Realizzato in partnership con ASFOR-Associazione italiana per la formazione manageriale, Camera di Commercio di Verona, Comune di Verona, COSP-Comitato provinciale Orientamento scolastico e professionale, CNOS-FAP-Centro nazionale Opere salesiane – Formazione e aggiornamento professionale, ENAIP-Ente nazionale Acli istruzione professionale, Provincia di Verona, Ufficio scolastico regionale per il Veneto, Unioncamere, Università degli studi di Verona. Gode del patrocinio di ANCI-Associazione nazionale Comuni italiani, ANP-Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, CNA Verona-Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, Confartigianato Verona, Confindustria Verona, CRUI-Conferenza dei rettori delle Università italiane, INDIRE-Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, UPI-Unione delle province d’Italia.


“Orientarsi all’innovazione per costruire futuro”, dal 30 novembre al 2 dicembre il Miur a JOB&Orienta 2017

(Martedì, 28 novembre 2017) Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sarà presente a JOB&Orienta, il Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro di Verona. Giunta alla sua XXVII edizione, la manifestazione – che si terrà da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre 2017 – quest’anno è dedicata al tema: “Orientarsi all’innovazione per costruire futuro”.

Alla giornata di apertura del Salone, giovedì 30, sarà presente la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. Giovedì 30 sarà a JOB&Orienta anche il Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi che interverrà, alle 14.30, al convegno “Apprendistato per la qualifica e il diploma: buone pratiche nelle prime esperienze dell’istruzione della IeFP”. Parteciperà a JOB&Orienta, con un videomessaggio, pure il Sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo (“La nuova formazione: innovare la professionalità dei docenti”, venerdì 1 dicembre).

JOB&Orienta è ormai un evento di riferimento per le famiglie, per le studentesse e gli studenti alle prese con la scelta del percorso scolastico e per le ragazze e i ragazzi in cerca di occupazione, ai quali il Salone intende offrire strumenti utili per una ricerca attiva e più veloce. Una sezione della manifestazione, con workshop e seminari, è dedicata agli insegnanti e ai dirigenti scolastici: un’opportunità per aggiornare e integrare le proprie competenze sui temi come l’alternanza scuola-lavoro, le nuove tecnologie per la didattica, l’innovazione e l’apprendimento.

Per JOB&Orienta 2017 lo stand del Miur (pad. 6 – Percorso Arancione) si prepara ad accogliere le studentesse e gli studenti con tantissime proposte ed iniziative. Il Parco dell’Orientamento, i 18 Istituti Tecnici Superiori (ITS) con l’Orientamento Post-Diploma, Io Studio – la Carta dello Studente con il Muro delle Offerte, i progetti di educazione alla sicurezza in Rete e il mondo delle Istituzioni di Camera e Senato: saranno i protagonisti dell’ampio spazio dedicato a questo viaggio alla scoperta delle tante opportunità per le ragazze e i ragazzi. E ancora, nell’Arena Eventi, le visitatrici e i visitatori potranno assistere a tanti eventi e presentazioni e conoscere da vicino i progetti di eccellenza a livello nazionale per auto-orientarsi e scoprire nuovi sentieri.

Formazione per adulti: in linea le graduatorie definitive regionali

Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020. Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE) – Obiettivo specifico 10.3 – Innalzamento del livello di istruzione delle popolazione adulta, con particolare riguardo alle fasce di istruzione meno elevate.
Avviso pubblico prot. n. 2165 del 24.02.2017 “Progetti per il potenziamento delle competenze delle adulte e degli adulti iscritti presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), comprese le sedi carcerarie (sotto azione 10.3.1B) e presso le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado che hanno sedi di percorsi di secondo livello per l’istruzione degli adulti comprese le sedi carcerarie” (sotto azione 10.3.1A).
Pubblicazione graduatorie definitive regionali.

Prot. 37642 del 29 novembre 2017