Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale 31/12/2017

Care concittadine e cari concittadini, un saluto cordiale e un grande augurio. A tutti coloro che sono in Italia e agli italiani che si trovano all’estero.

Tra poco, inizierà il 2018.

Settant’anni fa, nello stesso momento, entrava in vigore la Costituzione della Repubblica, con il suo patrimonio, di valori, di principi, di regole, che costituiscono la nostra casa comune, secondo la definizione di uno dei padri costituenti.

Su questi valori, principi e regole si fonda, e si svolge, la nostra vita democratica. Al suo vertice, si colloca la sovranità popolare che si esprime, anzitutto, nelle libere elezioni.

Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo prossimo, voteremo per eleggere le nuove Camere.

E’ stato importante rispettare il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione.

Insieme ad altri esiti positivi, andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere.

Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese.

Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese.

Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta.

Questo mi induce a condividere con voi una riflessione.

Nell’anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto.

In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del ’99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee.

Molti vi morirono.

Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica.

Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa.

Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo.

Assistiamo, persino, al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare.

Abbiamo di fronte, oggi, difficoltà che vanno sempre tenute ben presenti. Ma non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti.

Non sono condizioni scontate, né acquisite una volta per tutte. Vanno difese, con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle.

Non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente, quasi in una sospensione del tempo, che ignora il passato e oscura l’avvenire, così deformando il rapporto con la realtà.

La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro.

Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante; e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere.

Un’era che pone anche interrogativi sul rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la natura. Basti pensare alle conseguenze dei mutamenti climatici, come la siccità, la limitata disponibilità di acqua, gli incendi devastanti.

Si manifesta, a questo riguardo, una sensibilità crescente, che ha ricevuto impulso anche dal magistero di Papa Francesco, al quale rivolgo gli auguri più fervidi.

Cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri, e la organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono.

In questo tempo, la parola “futuro” può anche evocare incertezza e preoccupazione. Non è stato sempre così. Le scoperte scientifiche, la evoluzione della tecnica, nella storia, hanno accompagnato un’idea positiva di progresso.

I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità.

L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre.

La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro, è la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita.

L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale.

Il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese.
Non è mio compito formulare indicazioni.

Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E’ necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano.

Tanti nostri concittadini vivono queste festività in condizioni di disagio, per le conseguenze dei terremoti, che hanno colpito larga parte dell’Italia centrale. A loro desidero far sentire la vicinanza di tutti.

Gli interventi per la ripresa e la ricostruzione proseguono e, talvolta, presentano difficoltà e lacune. L’impegno deve continuare in modo sempre più efficiente fino al raggiungimento degli obiettivi.

Esprimo solidarietà ai familiari delle vittime di Rigopiano e della alluvione di Livorno; ai cittadini di Ischia, che hanno patito gli effetti di un altro sisma. E a tutti coloro che, nel corso dell’anno, hanno attraversato momenti di dolore.

Un pensiero particolare va ai nostri concittadini vittime dell’attentato di Barcellona. Il loro ricordo, unito a quello delle vittime degli attentati all’estero degli anni precedenti, ci rammenta il dovere di mantenere la massima vigilanza nella lotta al terrorismo.

Riguardo a questo impegno, vorrei ribadire la riconoscenza nei confronti delle nostre Forze dell’Ordine, dei nostri Servizi di informazione, delle Forze Armate, ripetendo le stesse parole di un anno fa: “Anche nell’anno trascorso hanno operato, con serietà e competenza, perché in Italia si possa vivere con sicurezza rispetto a quel pericolo, che esiste ma che si cerca di prevenire”.

Si è parlato, di recente, di un’Italia quasi preda del risentimento.

Conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale. Ho incontrato tante persone, orgogliose di compiere il proprio dovere e di aiutare chi ha bisogno. Donne e uomini che, giorno dopo giorno, affrontano, con tenacia e con coraggio, le difficoltà della vita e cercano di superarle.

I problemi che abbiamo davanti sono superabili. Possiamo affrontarli con successo, facendo, ciascuno, interamente, la parte propria. Tutti, specialmente chi riveste un ruolo istituzionale e deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica.

Vorrei rivolgere, in chiusura, un saluto a quanti, questa sera, non stanno festeggiando perché impegnati ad assolvere compiti e servizi essenziali per tutti noi: sulle strade, negli ospedali, nelle città, per garantire sicurezza, soccorso, informazione, sollievo dalla sofferenza.

A loro, ringraziandoli, esprimo un augurio particolare.

Auguri a tutti; e buon anno.

Educazione&Scuola Newsletter n. 1084


Educazione&Scuola Newsletter n. 1084

Dicembre 2017 – XXII Anno

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Felice 2018!
dalla Redazione di Edscuola

Notizie

Misure minime di sicurezza ICT

Entro il 31 dicembre 2017 tutte le pubbliche amministrazioni devono nominare il responsabile alla transizione digitale e adottare le misure minime di sicurezza ICT

Concorso Dirigenti Scolastici

Le istanze presentate entro le ore 14.00 del 29 dicembre 2017 sono 35mila, 49 anni l’età media dei candidati

Scioglimento delle Camere

Il 28 dicembre il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere

Sperimentazione Diploma quadriennale

Reso noto l’elenco delle 100 scuole secondarie di secondo grado ammesse alla sperimentazione dei percorsi quadriennali

Buon compleanno Costituzione!

Il 27 dicembre 2017 la Costituzione compie 70 anni

Bando PRIN 2017

Bando Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) 2017

Legge di Bilancio 2018

Il 23 dicembre il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge di bilancio

Accordo sulla mobilità del personale della scuola

Prorogato il 22 dicembre il vigente Contratto sulla mobilità del personale della scuola

Riordino Istruzione Professionale

Il 21 dicembre 2017 in Conferenza Stato-Regioni intesa al Regolamento attuativo per il riordino dell’Istruzione professionale

Piano Nazionale Anticorruzione Università

Il 21 dicembre presentato l’aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione

Pensioni

Le domande di dimissioni volontarie dal servizio per docenti/educatori e ATA devono essere presentate entro il 20 dicembre 2017

Fare Scuola

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Stati Generali Alternanza Scuola-Lavoro

Roma, 16 dicembre 2017

Olimpiadi di Italiano 2018

On line il bando per le scuole

Concorso reclutamento docenti Scuola secondaria

Firmato il 13 dicembre il decreto con le modalità di svolgimento

Educazione di genere alla Camera

Il 13 dicembre in 7a Camera l’esame del DdL Introduzione dell’educazione di genere nelle attività didattiche delle scuole del sistema nazionale di istruzione

Scuole aperte allo sport

Presentato al CONI il 13 dicembre 2017

Modifiche al DLvo 81/08 in 7a Camera

Il 13 dicembre la 7a ed 11a Commissione della Camera esaminano i DdL per la “Modifica all’articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente la responsabilità dei dirigenti in materia …

Riforma PA e Sistema integrato Educazione e Istruzione in CdM

Il Consiglio dei ministri, l’11 dicembre 2017, ha approvato tre decreti legislativi di riforma della PA e l’adozione del Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del Sistema integrato …

Premio Nazionale delle Arti 2016/2017

Roma, 11 dicembre 2017

Studenti-Atleti

Roma, 6 dicembre 2017

Norme

Decreto Ministeriale 29 dicembre 2017, n. 1047

Interventi a favore degli studenti universitari (Fondo per il Sostegno dei Giovani e Piani per l’Orientamento)

Competenze di base: approvazione e pubblicazione graduatorie definitive regionali

Prot. 38439 del 29 dicembre 2017

Orientamento: approvazione e pubblicazione graduatorie dei progetti

Prot. 38440 del 29 dicembre 2017 e graduatorie

Decreto Direttoriale 28 dicembre 2017, AOODPIT 1568

Procedura di selezione delle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, autorizzate, dall’anno scolastico 2018/2019, alla sperimentazione di un percorso di …

Alternanza scuola-lavoro: approvazione e pubblicazione graduatorie definitive regionali

Prot. 38386 del 28 dicembre 2017

Nota 27 dicembre 2017, AOODGOSV 17215

14^ Rassegna Nazionale di Teatro Educativo “Il Gerione”

Decreto Dipartimentale 27 dicembre 2017, AOODPIT 1537

Realizzazione nelle scuole in carcere degli interventi di ampliamento dell’offerta formativa

Nota 27 dicembre 2017, AOODGOSV 17214

Concorso Scientifico Nazionale “Torricelli Web” Edizione 2017/18

Laboratori didattici innovativi: errata corrige dell’avviso pubblico

Prot. 38316 del 27 dicembre 2017

Decreto Direttoriale 27 dicembre 2017, AOODPFSR 3728

Bando Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) 2017

Legge 27 dicembre 2017, n. 205

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020

Decreto Dipartimentale 27 dicembre 2017, AOODPIT 1538

Specifiche tecniche per il potenziamento in ciascuna regione dei “centri regionali di ricerca, sperimentazione e sviluppo”

Formazione all’innovazione didattica e organizzativa: apertura sistema informativo GPU ed avvio seconda Fase

Prot. 38271 del 22 dicembre 2017

Competenze di base: Approvazione e nuova pubblicazione graduatorie revisionate

Prot. 38275 del 22 dicembre 2017

Intesa CSR 21 dicembre 2017, n. 249

Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale nel rispetto della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181 …

Bando 21 dicembre 2017, AOODGOSV 17108

OLIMPIADI NAZIONALI DI ROBOTICA Terza Edizione – Milano 21 -23 maggio 2018. Bando e Regolamento

Nota 21 dicembre 2017, AOODGOSV 17138

Iscrizioni alle istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale. Integrazioni e chiarimenti

Competenze di base: ritiro pubblicazione delle graduatorie

Prot. 38716 del 20 dicembre 2017

Nota 20 dicembre 2017, AOODGCASIS 3015

Misure minime di sicurezza ICT per le pubbliche amministrazioni

Nota 19 dicembre 2017, AOODGOSV 16947

Trasmissione del Documento Orientamenti per l’apprendimento della Filosofia nella società della conoscenza

Competenze di base: approvazione e pubblicazione graduatorie dei progetti per ciascuna Regione e distinte per ciclo di istruzione

Prot. 38103 del 18 dicembre 2017

PONKit – Disposizioni e manuali: chiarimenti e approfondimenti per l’attuazione dei progetti su FSE

Prot. 38115 del 18 dicembre 2017

Nota 14 dicembre 2017, AOODGOSV 16745

VI Edizione del Concorso Nazionale “Giulietta e Romeo: la magia dell’amore”

Nota 14 dicembre 2017, AOODGOSV 16741

Olimpiadi di Italiano – Edizione 2017-18

Nota 13 dicembre 2017, AOODGCASIS 2938

A.F. 2017 Ulteriori chiarimenti per la gestione delle domande di ricostruzione di carriera

Avviso per lo sviluppo in chiave digitale delle competenze di base e dei laboratori professionalizzanti

Prot. 37944 del 12 dicembre 2017

Nota 12 dicembre 2017, AOODPIT 2379

Uscita dei minori di 14 anni dai locali scolastici – autorizzazione all’uscita autonoma

Alternanza scuola-lavoro: in linea le graduatorie dei progetti valutati positivamente

Prot. 37846 del 07 dicembre 2017

Nota 6 dicembre 2017, AOODGOSV 16412

Gara Nazionale per gli alunni degli istituti professionali e per gli alunni degli istituti tecnici che frequentano il IV anno di corso nel corrente anno scolastico 2017/2018

Formazioni per adulti: autorizzazioni all’avvio delle attività

Autorizzazioni del 5 dicembre 2017

Legge 4 dicembre 2017, n. 181

Riconoscimento del «Canto degli italiani» di Goffredo Mameli quale inno nazionale della Repubblica

Legge 4 dicembre 2017, n. 172

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell’estinzione …

Nota 4 dicembre 2017, AOODGRUF 24592

Pubblicazione programma Tirocini Brevi I sessione 2018

Decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2017

Accettazione delle dimissioni rassegnate dalla sen. Angela D’ONGHIA dalla carica di Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca

Nota 1 dicembre 2017, AOODGCASIS 2822

Rilevazioni sulle scuole statali e non statali – Dati Generali – A.S. 2017/2018

Decreto Dipartimentale 1 dicembre 2017, AOODPIT 1334

Progetti che utilizzino la pratica sportiva e l’attività motoria come strumento di sviluppo dell’educazione permanente e della formazione personale e sociale, nel processo di integrazione sociale …

Rubriche

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

 

in Famiglie

Linee guida diritto studio alunni fuori dalla famiglia di origine

Siglate l’11 dicembre 2017

 

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 61
a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in LRE di Paolo Manzelli

Relazione Morale 2017 della ONG

di Paolo Manzelli

 

in Psicologia

La scuola e la chat

di Gennaro Iasevoli

Le emozioni ci salvano!

di Liliana Bellomo

 

in Recensioni

G. Fiori, Trappola per tipi

Produzioni dal Basso

A. Camilleri , La targa

di Antonio Stanca

F. Bocca, L’emozione in ogni passo

di Antonio Stanca

V. Paglia, Il crollo del Noi

di Carlo De Nitti

E. Di Brango – V. Romano, Brigantaggio e rivolta di classe

di Salvatore Lucchese

 

in Statististiche

Fare Scuola

Presidenza del Consiglio dei Ministri

in Stranieri

Borsa di studio in Scienze della Formazione (Education)

Commissione Fulbright

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Il colore dei verbi

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Una scuola che non promuove!

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La grammatematica

di Maurizio Tiriticco

Voto 2,45

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Le competenze: tra dramma e realtà!

di Maurizio Tiriticco

Social, sì, ma…

di Maurizio Tiriticco

C’erano una volta gli ispettori

di Maurizio Tiriticco

 


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Misure minime di sicurezza ICT

Come previsto dalla circolare AgID 18 aprile 2017, n. 2 (che sostituiva la circolare n. 1/2017 del 17 marzo 2017), recante «Misure minime di sicurezza ICT per le pubbliche amministrazioni. (Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 1° agosto 2015)», tutte le pubbliche amministrazioni devono, entro il 31 dicembre 2017,

    • nominare il responsabile alla transizione digitale,
    • adottare le misure minime di sicurezza ICT.

Il MIUR d’intesa con l’Agenzia per l’Italia Digitale con Nota 20 dicembre 2017, AOODGCASIS 3015, ha stabilito che

  • il livello sufficiente per gli Istituti scolastici è quello minimo;
  • il modulo di implementazione potrà essere firmato digitalmente dal dirigente scolastico ed andrà compilato e conservato dalla scuola che dovrà aggiornarlo in funzione dei cambiamenti e dei miglioramenti conseguiti nel tempo.

Educazione alla felicità?

Educazione alla felicità?
Dall’obbligo morale alla scelta etica

di Mariacristina Grazioli

 

Il termine felicità implica un equivoco fondamentale: si sa quando si è felici, ma non è chiaro cosa contenga questa parola e quali siano i suoi confini. Non è forse vero che tutti noi siamo ben capaci di percepire i nostri stati d’animo, le nostre sensazioni, gli attimi di serenità e i momenti di durezza, tuttavia non possiamo definire con sistematicità e assolutezza i caratteri della felicità? La felicità intesa come sentimento è differente dalla felicità considerata solo un’emozione o dalla felicità confusa con un mero stato d’animo; in effetti, il soggetto percepisce gioia e talvolta estasi e si sente felice, ma sa distinguere anche l’attitudine alla volatilizzazione e alla dispersione degli attimi percepiti. In senso soggettivo, la felicità è percepita come passeggera e fugace; in ogni caso è definita e circoscritta nel tempo – ora lungo, ora meno – del succedersi degli avvenimenti umani. C’è coincidenza tra il senso di felicità soggettivamente percepito, dal senso di felicità oggettivamente inteso, ove s’innesta il pensiero e, talvolta, il ricordo di ciò che la persona vive e coglie, come fonte di felicità. Goethe amava chiedersi – e lo chiedeva ai suoi lettori- “Quando si è davvero felici?”. E la risposta gli arrivava non sempre semplice ma per certi versi netta: si è felici quando si vuole rivivere la vita nella sua totalità e nella sua interezza. Rivivere nella totalità un’esistenza, con le luci e le ombre del vissuto dei singoli, significa dunque percepire a livello intuitivo che vale la pena riprodurre le sensazioni di benessere acquisite e trasposte in un pensiero unico di “vita felice”. Pur tuttavia non è esaustivo pensare che la felicità combaci con la vita vissuta; anche se la felicità ha a che fare con fattori di spazio e tempo, non si esaurisce nelle vicende esperienziali della vita umana. La felicità ha invece a che fare con ciò che non pare del tutto definibile. Il tasso di ambiguità e nebulosità che evoca il termine, sono elementi che inducono a percepire “stili di vita felici” e “ modelli di mondo felici”: ma è ben vero che la felicità, in senso assoluto, evapora dalla realtà, per volatilizzarsi ed entrare nell’ambito delle “idee”. Non è la realtà che definisce la felicità; anzi, la felicità è indissolubilmente collegata all’idea di critica della realtà. E’ idea romantica di essere felici, che rende insopportabile l’idea di essere “in-felici”. L’infelicità è dunque lo stato d’animo che impone una ricerca ideale ed esperienziale di “rimedio”, per giungere a una “riparazione” delle circostante ostative e per evolvere in un cambiamento migliorativo, con l’idea d’induzione all’azione. L’Uomo ricerca la felicità, perché percepisce il potenziale di benessere, ma non lo conosce e non lo possiede. La felicità è ciò che tutti gli uomini desiderano; è dunque un’aspirazione assoluta a un sogno comune, poiché, in realtà nessuno ” sa dov’è la felicità con certezza, e non si sa chi ne custodisce il segreto”. Il sogno delle felicità uniforma e coinvolge univocamente la volontà umana e di desideri connessi; è l’idea di felicità che dunque unifica l’umanità, in una costante azione verso qualcosa. Andare avanti, spingersi verso, indursi all’azione rappresentano le volontà dell’umanità che ricerca la felicità nel reale, pur sapendo che il desiderio è connesso all’ideale.

Seneca, nel suo DE BREVIATE VITAE, opera una fondamentale distinzione tra la VERA FELICITA’ e la FELICITA’ PRESUNTA o FELICITA’ INGANNEVOLE. La vera felicità arreca piacere, ma non tutti i piaceri arrecano felicità. Il percorso – “ la strada” – verso la felicità è del tutto personale. Il soggetto può tenere conto d’indicazioni e fidarsi di consigli, ma il numero di chi sbaglia strada è altrettanto elevato, pertanto le scelte personali non possono basarsi su modelli predittivi di felicità assoluta. La felicità non può che essere una scelta soggettiva. Affidarsi alla maggioranza non è utile per il raggiungimento degli obiettivi individuali di “vita felice”. Qual è, dunque, il percorso verso la felicità che suggerisce Seneca? “ La vita è brevissima e ansiosissima per quelli che dimenticano il passato, non curano il presente e temono il futuro. Giunti all’ultima ora, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati tanto tempo a fare nulla”. Se dunque i piaceri, per Seneca, hanno vita breve, la felicità ha in sé i caratteri della durevolezza. I piaceri tendono a raffreddare l’ansia del loro perseguimento, nel momento stesso in cui il soggetto ne raggiunge l’apice. Ben diversa è la felicità: è il sogno dell’uomo, che di fronte alla fugacità della vita, tenta di fermare l’attimo di benessere assoluto, perché cristallizza il tempo e allontana il vuoto esistenziale. E’ la lotta assoluta contro la morte: l’uomo percorre il sentiero della felicità per fermarsi nella vita. I piaceri concorrono con la morte: abbreviano il tempo della vita e lasciano il vuoto del nulla un volta consumati.

Secoli dopo il pensiero di Seneca, in un percorso irrisolto e ideale di analisi sul senso della felicità, B. Pascal si convinceva che l’uomo, per essere felice, deve smettere di pensare. Attraverso quell’attività disimpegnata e ludica che è il “divertimento”, l’uomo si distoglie dal pensiero delle morte, ed è felice. Non così Seneca: l’uomo deve affrontare il fato e riflettere sulla fugacità della vita, fino a raggiungere, se davvero capace, i valori fondanti della felicità, LA VIRTU’ e LA SAGGEZZA. L’uomo non sarà mai felice se persevera nell’abitudine inutile di voltare le spalle alla realtà del fato ed evita le sfide della realtà esistente. La vita attiva è assai più vicina all’idea di felicità, anziché la mera vita contemplativa. La correlazione tra felicità e immortalità pare a questo punto evidente. La vita vissuta porta ad affrontare le sfide in termini di virtù e saggezza: ha seguito di ciò si giunge alla felicità intesa come privilegio di pochi, ma non di tutti. Nella società antica, l’idea di felicità ha a che fare con il merito e la capacità di perseguire una strada di ricerca attiva, assai dura ma inevitabile. Una strada per pochi eletti, virtuosi e saggi.

La felicità per tutti nasce con l’avvento del Cristianesimo. Durkheim , nella sua razionalizzazione dell’ AGAPE cristiana, osserva che l’individuo che si sottrae alla società , non raggiungerà mai la felicità. E’ nella società che il soggetto ritrova la condizione vera della sua liberazione, nutrendosi della forza degli altri individui che condividono il percorso sociale della protezione condivisa. Adattarsi alle richieste delle società, rende degni e perciò liberi. Il sacrificio e, addirittura il martirio, è il segno di una discendenza aristocratica cui tutti però possono aspirare. Sarà il coraggio delle azioni che fa la differenza. Dunque la finalità di tutte le azioni umane è il perseguimento della felicità? Sembra di sì. E, infatti, il principale sforzo propulsivo di tutte le azioni umane, seppure sviluppato per strade diverse, sta in questo. Se, durante il duro lavoro verso la felicità, l’uomo incontra sofferenza, non può dolersene. La felicità è, in ultima analisi, il potenziale di riconciliazione tra la tensione al benessere individuale e le necessità dell’essere sociale. E la sofferenza, inevitabilmente, è la giusta moneta da pagare con dazio alla tensione umana di ricerca innata della felicità.

Che fare a questo punto dove è chiaro che la ricerca della felicità rappresenta una tensione innata ma complessa? Può esistere un’educazione alla felicità senza una ricerca dolorosa? Il mondo contemporaneo s’interroga sul dubbio esistenziale con sempre maggiore senso di disperazione, senza vedere soluzioni all’orizzonte: il mondo adulto affronta senza garanzie e senza punti di riferimento una navigazione in mare aperto, la vita. Il sentimento preponderante è quello dell’indifferenza che ammorba la speranza delle giovani generazioni. Ecco perché vale la pena lavorare su un’educazione alla felicità come modello di attivazione delle passioni e dei visoni, in contrasto al vuoto culturale e al rischio esistenziale. In questa nostra epoca, definita come “l’età del rischio”, quali modelli culturali si possono offrire ai ragazzi? È ancora possibile tracciare una rotta? Uscire dall’indifferenza? Non riuscendo più a trovare stimoli per costruire il proprio futuro, i giovani si fanno travolgere da un presente statico, alla ricerca di una felicità individuale fine a se stessa 1).

A dire la verità, l’educazione alla felicità, come scelta etica, non è estranea alle azioni educative per gli adulti ” mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che oramai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire” 2).

La felicità dunque è un processo di conoscenza e potrebbe essere un buon auspicio per le future riforme educative e per il lavoro quotidiano che ci attende nel nuovo 2018.

  • Salvatore Natoli L’educazione alla felicità , ed. Aliberti, 2012
  • Epicuro a cura di Angelo Pellegrino, Lettera sulla felicità, Einaudi, 2012

Contratto “Istruzione e Ricerca”

Contratto “Istruzione e Ricerca”: riparte il 2 gennaio la trattativa all’ARAN

“Prendiamo atto con soddisfazione che è stata finalmente accolta la nostra richiesta di una immediata ripresa delle trattative per il nuovo contratto”. Così i segretari generali dei maggiori sindacati del comparto istruzione (FLC CGIL, CISL FSUR, Uil Scuola RUA, Snals Confsal) commentano la convocazione per l’incontro con cui, il prossimo 2 gennaio, riparte all’ARAN il negoziato per il rinnovo del contratto per i lavoratori della scuola, dell’università e AFAM e della ricerca.

“Non c’è ragione per lasciar trascorrere altro tempo – sostengono i segretari generali Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi e Elvira Serafini –la trattativa è ferma dal primo incontro del 9 novembre, i presupposti su cui procedere alla definizione del nuovo contratto sono quelli dell’accordo di palazzo Vidoni sottoscritto a fine 2016”.

“Il blocco dei rinnovi contrattuali che dura ormai da anni ha reso ancor più critica una situazione di generale sottovalutazione del lavoro che si svolge in settori di importanza strategica come quelli cui fa riferimento il nostro comparto. Da qui l’esigenza di rinnovare il contratto, attraverso il quale (ri)dare dignità ai lavoratori del settore troppo spesso sacrificati dalle scelte di politica finanziaria di questi anni. Il percorso verso il riconoscimento di uno status economico e normativo più dignitoso parte dal rinnovo del contratto di lavoro che presuppone un innalzamento più generale dei livelli di investimento in conoscenza, lo stiamo rivendicando da tempo e continueremo a farlo chiedendo che i temi dell’istruzione, della formazione e della ricerca ricevano a livello politico la dovuta attenzione. Saremo in questo senso interlocutori esigenti con le forze politiche impegnate nell’imminente campagna elettorale e più ancora col nuovo Parlamento e il nuovo Governo”.

“Continueremo nel frattempo a presidiare col massimo impegno gli spazi che le prerogative contrattuali ci consegnano – concludono i segretari generali – a partire dall’incontro già fissato per il 4 gennaio al MIUR in cui saranno affrontati i temi relativi agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato che potrebbero avere ricadute pesanti sia sul personale che sulla continuità didattica per gli alunni. Prerogative di rappresentanza che abbiamo esercitato e continueremo a esercitare a tutela degli interessi dei lavoratori e che con la forza del nuovo contratto vogliamo consolidare, utilizzando le opportunità offerte dall’intesa di palazzo Vidoni per riconquistare definitivamente al negoziato ogni aspetto di regolazione del rapporto di lavoro. Nell’interesse dei lavoratori che rappresentiamo, ma con benefici evidenti anche per l’efficacia del sistema di istruzione e ricerca del Paese”.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2017

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2017

Adozione del Piano delle arti, ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60. (18A01381)

(GU n.50 del 1-3-2018)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, recante «Norme
sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del
patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della
creativita’, a norma dell’art. 1, commi 180 e 181, lettera g), della
legge 13 luglio 2015, n. 107» e, in particolare, gli articoli 5 e 17,
comma 2;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante
«Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti
in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e
grado», e successive modificazioni;
Vista la legge 3 maggio 1999, n. 124, recante «Disposizioni in
materia di personale scolastico»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, concernente «Regolamento recante norme in materia di autonomia
delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 21 della legge 15
marzo 1997, n. 59»;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante «Norme per la parita’
scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione»;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante
«Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10
della legge 6 luglio 2002, n. 137»;
Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, concernente
«Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia
e al primo ciclo dell’istruzione, a norma dell’art. 1 della legge 28
marzo 2003, n. 53»;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, concernente
«Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al
secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a
norma dell’art. 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53»;
Vista la raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per
l’apprendimento permanente;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n.
89, recante «Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione
ai sensi dell’art. 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
87, che emana il «Regolamento recante norme concernenti il riordino
degli istituti professionali, ai sensi dell’art. 64, comma 4, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
88, che emana il «Regolamento recante norme per il riordino degli
istituti tecnici a norma dell’art. 64, comma 4, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
89, che emana il «Regolamento recante revisione dell’assetto
ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma dell’art.
64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 31 gennaio 2011, n. 8, riguardante iniziative volte
alla diffusione della cultura e della pratica musicale nella scuola,
alla qualificazione dell’insegnamento musicale e alla formazione del
personale ad esso destinato, con particolare riferimento alla scuola
primaria;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2012,
n. 263, relativo al «Regolamento recante norme generali per la
ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei Centri
d’istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, a norma
dell’art. 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 16 novembre 2012, n. 254, concernente «Regolamento
recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, a norma dell’art. 1,
comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009,
n. 89»;
Visto il Protocollo di intesa tra il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e il Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo sottoscritto il 28 maggio 2014, per
creare occasioni di accesso al sapere attraverso la messa a sistema
di istruzione e cultura, al fine di sviluppare una societa’ della
conoscenza;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo 23 dicembre 2014, e successive modificazioni, recante
«Organizzazione e funzionamento dei musei statali»;
Vista la legge 14 novembre 2016, n. 220, recante «Disciplina del
cinema e dell’audiovisivo»;
Vista la legge 22 novembre 2017, n. 175, recante «Disposizioni in
materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della
materia»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 9 maggio 2017, n. 259, di revisione e aggiornamento
della tipologia delle classi di concorso per l’accesso ai ruoli del
personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado
previste dal decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio
2016, n. 19;
Valutate le proposte dei soggetti del sistema coordinato per la
promozione dei «temi della creativita’» nel sistema nazionale di
istruzione e formazione acquisite con la costituzione di un tavolo
tecnico interistituzionale essendo ancora in fase di avvio la
procedura di accreditamento i cui requisiti sono in fase di
definizione in base a quanto previsto dall’art. 4, comma 2 del
decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60;
Sulla proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, di concerto con il Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo;

Decreta:

Art. 1

  1. Ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo 17 aprile 2017, n.
    60, e’ adottato il Piano triennale delle arti come da allegato A, che
    costituisce parte integrante del presente decreto.
  2. Il Piano triennale delle arti contiene misure idonee a garantire
    alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti lo
    studio, la conoscenza storico-critica e la pratica delle arti, quali
    requisiti fondamentali del curricolo, nonche’ la conoscenza del
    patrimonio culturale nelle sue diverse dimensioni.
  3. Il Piano triennale delle arti e’ attuato in collaborazione con i
    soggetti del sistema coordinato per la promozione dei «temi della
    creativita’» nel sistema nazionale di istruzione e formazione e
    prevede azioni di monitoraggio sulla relativa attuazione.
    Il presente decreto e’ trasmesso ai competenti organi di controllo.
    Roma, 30 dicembre 2017

p. Il Presidente
del Consiglio dei ministri
Boschi

Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Fedeli

Il Ministro dei beni
e delle attivita’ culturali
e del turismo
Franceschini

Registrato alla Corte dei conti l’8 febbraio 2018, n. 264

Allegato A

PIANO TRIENNALE DELLE ARTI

  1. Quadro generale dei principi fondativi
    Nel Piano delle arti si esprime una nuova concezione della scuola
    in cui trova piena cittadinanza la dimensione della conoscenza delle
    manifestazioni e l’espressivita’ artistiche.
    Le arti aggregano processi linguistici e conoscitivi, pensiero
    critico e metacognizione, profili affettivi e stati emotivi: la
    scuola deve rappresentare il laboratorio naturale per una crescita
    integrata e corale di queste facolta’ umane, in cui conoscenza,
    azione, riflessione e recupero dell’individualita’ espressiva si
    alimentano vicendevolmente in una circolarita’ virtuosa.
    Lo studio e la pratica delle arti guidano gli studenti a una
    sempre maggiore capacita’ di lettura attiva e critica del reale,
    offrono loro una ulteriore possibilita’ di conoscenza ed espressione,
    li mettono in relazione operosa e consapevole, cooperativa e non
    competitiva con altre persone. Cio’ si rivela tanto piu’ necessario
    oggi, in un contesto comunicativo e sociale saturo di messaggi dei
    quali occorre imparare a decodificare e padroneggiare gli idiomi.
    Conoscere anche nella pratica i linguaggi artistici permette di
    elaborare forme personali di rappresentazione della realta’ nelle
    quali attivare le proprie facolta’ intellettuali e sensoriali,
    raccogliere e rielaborare fatti, opere e scoperte della storia
    dell’umanita’, accedere ai quadri simbolici e ai corrispettivi
    sistemi dinamici di significato maturando capacita’ di valutazione
    critico-estetica e di pensiero originale.
    La conoscenza e l’apprendimento pratico delle arti permettono di
    interiorizzare in modo profondo e solido valori che sono alla base
    dei grandi temi transdisciplinari che investono la scuola italiana,
    come lo sviluppo di reali pratiche inclusive, il contrasto alla
    dispersione scolastica, la prevenzione alle azioni di bullismo, il
    recupero dell’individualita’ autentica del soggetto che pensa e che
    comunica, la sinergia con lo sviluppo delle competenze digitali.
    Studiare e praticare le arti sviluppa, infine, la dimensione
    sociale in termini di relazioni di scambio e di reciprocita’;
    rafforza il senso di appartenenza e di identita’; rende consapevoli
    delle conseguenze pubbliche di ogni atto umano. In tale prospettiva,
    ogni scuola contribuisce alla promozione culturale e sociale del
    contesto in cui si colloca.
    E’ importante dunque costruire, a livello locale e nazionale,
    esperienze di socializzazione e di valorizzazione di queste attivita’
    in modo non occasionale ne’ avulso dal contesto in cui si
    manifestano. Sono infatti i sistemi culturali del territorio, le loro
    identita’, il loro patrimonio materiale e immateriale ad offrire
    l’oggettivita’ di intenti e di indicazioni per arricchire il Piano
    delle arti della piattaforma educativa. Occorre che i territori
    offrano cio’ che per tradizione e per progettazione e’ piu’
    pertinente e dunque maggiormente opportuno nella prospettiva della
    scelta dei linguaggi espressivi offerti dal Piano delle arti. E’
    necessario evitare la genericita’ e permettere cosi’ alla formazione
    una duplice prospettiva: di essere un’esperienza tanto coerente e
    attiva rispetto ai patrimoni quanto capace di arricchire di nuove
    declinazioni le stesse specificita’ delle culture territoriali. Le
    scuole possono alimentare e rafforzare la cultura del territorio non
    solo offrendo alla comunita’, alle famiglie e alle istituzioni locali
    performance collettive ed eventi artistici e musicali, ma soprattutto
    coinvolgendo, gia’ in fase di progettazione, le istituzioni
    culturali, associative e museali in particolare), le realta’
    produttive e imprenditoriali e il mondo del terzo settore attorno a
    obiettivi educativi e culturali comuni.
  2. Istituzioni scolastiche e coinvolgimento interistituzionale
    Concorrono a realizzare il sistema coordinato per la promozione
    dei temi della creativita’ nel sistema nazionale di istruzione e
    formazione di cui all’art. 4 del decreto legislativo n. 60/2017 (in
    seguito decreto legislativo) tutti i seguenti soggetti:
    il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

– MIUR;
il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo
– MIBACT;
l’Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca
educativa (INDIRE);
le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, organizzate
nelle reti di cui all’art. 7 e nei poli di cui all’art. 11;
le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e
coreutica;
le universita’;
gli istituti tecnici superiori;
gli istituti del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo;
gli istituti italiani di cultura;
altri soggetti pubblici e privati, in particolare quelli del
terzo settore operanti in ambito artistico e musicale,
specificatamente accreditati dal MIUR e dal MIBACT. I requisiti per
l’accreditamento sono definiti con apposito decreto adottato dal MIUR
di concerto con il MIBACT ai sensi dell’art. 4, comma 2 del decreto
legislativo.
In questo quadro cosi’ ampio e variegato le istituzioni
scolastiche (ivi compresi i centri provinciali per l’istruzione degli
adulti e i percorsi di istruzione negli istituti di prevenzione e
pena e negli istituti penali per i minori) attraverso la
progettualita’ contribuiscono alla promozione della cultura
umanistica, alla conoscenza del patrimonio culturale e della
creativita’ e allo sviluppo delle risorse culturali, materiali e
immateriali secondo le specificita’ locali.
Le istituzioni scolastiche, anche organizzate nelle reti di cui
all’art. 7 e nei poli di cui all’art. 11, promuovono incontri e
laboratori di idee con i soggetti di cui all’art. 4 con l’obiettivo
di raccogliere, sintetizzare e strutturare in una proposta organica e
integrata:
un’analisi dei bisogni educativi, culturali ed espressivi
individuati, nel rispetto dell’identita’ e della reale vocazione del
territorio di riferimento;
una mappa delle risorse professionali, strumentali
organizzative, didattiche e finanziarie disponibili e/o
potenzialmente accessibili, con particolare riferimento a protocolli,
accordi, convenzioni gia’ esistenti a livello territoriale;
una ricognizione e una analisi delle eventuali buone pratiche
didattiche e organizzative che rispondono ai bisogni analoghi a
quelli intercettati nel proprio contesto;
le misure di maggiore interesse e le singole azioni da
includere nel PTOF.
Sulla base degli indirizzi emersi, delle risorse effettivamente
disponibili, delle aree, delle misure e delle azioni di interesse
individuate, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado,
organizzate nelle Reti di cui all’art. 7 e nei poli di cui all’art.
11, in raccordo con i soggetti coinvolti e preposti alla tutela,
gestione e valorizzazione del patrimonio culturale eventualmente
aderenti al partenariato locale prevedono attivita’ teoriche e
pratiche, anche con modalita’ laboratoriale, di studio,
approfondimento, produzione, fruizione e scambio, in ambito
artistico, musicale, teatrale, cinematografico, coreutico,
architettonico, paesaggistico, linguistico, filosofico, storico,
archeologico, storico-artistico, demoetnoantropologico, artigianale,
a livello nazionale e internazionale secondo le azioni individuate
dal presente piano triennale.
Per dare luogo al sistema coordinato per la promozione dell’arte
e della cultura umanistica nel sistema scolastico e sviluppare le
proposte progettuali le istituzioni scolastiche potranno inoltre far
riferimento:
al protocollo MIUR-MiBACT «Creare occasioni di accesso al
sapere» siglato in data 28 maggio 2014 (articoli 2, 3, 4, 6);
alla Convenzione europea del paesaggio adottata dal Comitato
dei Ministri del Consiglio d’Europa a Strasburgo il 19 luglio 2000;
alla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del
patrimonio culturale, «Convenzione di Faro» del 2005, sottoscritta
dall’Italia nel 2013;
al programma della Commissione europea «Creative Europe»
Supporting Europe’s cultural and creative sectors per il periodo
2014-2020;
alla comunicazione della Commissione europea n. 477 del 22
luglio 2014 «Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per
l’Europa»;
alla raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per
l’apprendimento permanente;
a contributi multilingue tematici digitalizzati dai Paesi
membri dell’Unione europea all’interno di progetti finanziati dalla
Comunita’, quali la piattaforma culturale «Europeana».
Tutte le attivita’ finalizzate allo studio, alla promozione e
all’apprendimento pratico delle arti progettate e realizzate dalle
istituzioni scolastiche, anche attraverso reti e poli, si devono
avvalere di docenti qualificati per i loro curricula, per i titoli
conseguiti, ma anche per le esperienze artistiche, professionali e
didattiche maturate e per gli apprendimenti non formali e informali
acquisiti.
Nelle proposte progettuali, le istituzioni scolastiche indicano i
docenti coinvolti e specificano il loro ruolo nel progetto in
relazione alle competenze possedute e alle attivita’ previste. Si
sottolinea l’opportunita’ di individuare come responsabili docenti
gia’ esperti nell’ organizzazione di iniziative
didattico-performative complesse.
Per la piena realizzazione delle finalita’ del presente piano e’
opportuno che al corpo docente, costituto sia da specialisti delle
discipline artistiche sia da insegnanti di discipline curricolari non
artistiche, si affianchino altre professionalita’, tra cui esperti
specializzati nel settore delle arti performative, applicate e
figurative, artisti, letterati, personaggi di chiara fama nelle
diverse aree culturali afferenti ai temi della creativita’.
Fondamentale e’ la sinergia costante e qualificata con i
rappresentanti delle istituzioni ed enti preposti alla tutela e
valorizzazione del patrimonio culturale.
Nelle azioni di raccordo con le piu’ differenti professionalita’,
le istituzioni scolastiche coinvolte adottano la maggiore
flessibilita’ possibile, sfruttando le possibilita’ gestionali
consentite dall’autonomia scolastica.
A tale scopo, e’ necessario contemplare un coinvolgimento della
comunita’ scolastica per disegnare soluzioni organizzative
differenziate in relazione alle specifiche situazioni territoriali e
alle risorse disponibili.
In questo ambito cosi’ innovativo, ma cruciale per il pieno
sviluppo della cultura umanistica e del sapere artistico, la
formazione dei docenti impegnati nei temi della creativita’
costituisce una delle priorita’ strategiche, come gia’ indicato
nell’art. 8 del decreto legislativo n. 60 e nel Piano nazionale
scuola digitale.
Gli interventi di formazione in servizio dei docenti impegnati
nei temi della creativita’ sono realizzati anche in collaborazione
con i soggetti del sistema coordinato per la promozione dei temi
della creativita’ di cui all’art. 4 e per particolari settori quali
la danza e il teatro, facendo specifico riferimento alle istituzioni
dell’Alta formazione, artistica, musicale e coreutica, che pur non
avendo una presenza diffusa sul territorio nazionale, sono
riconosciute come luoghi di ricerca e innovazione metodologica.
Pertanto, occorre che sia adottato un sistema di formazione
continua destinato ai docenti impegnati nei temi della creativita’
proprio con l’obiettivo di contribuire a disegnare un aspetto nuovo
della funzione docente, in grado di guidare l’esperienza artistica
degli studenti verso un livello alto di qualita’ attraverso una
didattica realmente innovativa. Tutto questo deve accompagnare il
lavoro quotidiano, assecondare le iniziative e sostenere il percorso
operativo di tutte le figure professionali interessate al Piano delle
arti.
Rispetto ai vari ambiti di competenza didattico-artistica,
fondamentale e’ l’attivazione di percorsi di sviluppo professionale
da parte delle istituzioni dell’Alta formazione artistica e musicale
e delle Universita’, anche in collaborazione con enti del terzo
settore altamente qualificati, accreditati presso il MIBACT e il MIUR
e in grado di esprimere formatori di eccellenza e interventi
pienamente spendibili nei contesti educativi in cui operano gli
insegnanti coinvolti.
Gli interventi di formazione in servizio destinati ai docenti
impegnati nei temi della creativita’, realizzati anche in
collaborazione con i soggetti di cui all’art. 3 del presente decreto,
saranno definiti all’interno del Piano nazionale di formazione.
3. Temi della creativita’
La progettualita’ delle istituzioni scolastiche, espressa nel
Piano triennale dell’offerta formativa, in linea con le misure e le
azioni del presente piano, si realizza mediante percorsi curricolari
anche in verticale, a partire dalla scuola del primo ciclo
d’istruzione, in alternanza scuola-lavoro (specie se sperimentate
nell’ambito del patrimonio culturale) o con specifiche iniziative
extrascolastiche, e puo’ essere programmata in rete con altre scuole
e attuata con la collaborazione di istituti e luoghi della cultura,
nonche’ di enti locali e di altri soggetti pubblici e privati, ivi
inclusi i soggetti del terzo settore operanti in ambito artistico e
musicale.
Tale progettualita’ deve essere volta a promuovere i «temi della
creativita’» di cui all’art. 3 del decreto legislativo:
a) musicale-coreutico, tramite la conoscenza storico critica
della musica, la pratica musicale, nella piu’ ampia accezione della
pratica dello strumento e del canto, la danza e tramite la fruizione
consapevole delle suddette arti;
b) teatrale-performativo, tramite la conoscenza storico-critica
e la pratica dell’arte teatrale o cinematografica o di altre forme di
spettacolo artistico-performativo e tramite la fruizione consapevole
delle suddette arti;
c) artistico-visivo, tramite la conoscenza della storia
dell’arte e la pratica della pittura, della scultura, della grafica,
delle arti decorative, del design o di altre forme espressive, anche
connesse con l’artigianato artistico e con le produzioni creative
italiane di qualita’ e tramite la fruizione consapevole delle
espressioni artistiche e visive;
d) linguistico-creativo, tramite il rafforzamento delle
competenze logico-linguistiche e argomentative e la conoscenza e la
pratica della scrittura creativa, della poesia e di altre forme
simili di espressione, della lingua italiana, delle sue radici
classiche, delle lingue e dei dialetti parlati in Italia.
4. Priorita’ strategiche del Piano delle arti
Il Piano delle arti si pone le seguenti priorita’ strategiche:
promuovere lo studio, la conoscenza storico-critica e la
pratica delle arti quali requisiti fondamentali del curricolo,
nonche’, in riferimento alle competenze sociali e civiche;
sviluppare le capacita’ analitiche, critiche e metodologiche
relative alla conoscenza del patrimonio culturale nelle sue diverse
dimensioni;
orientare e sostenere progetti di educazione, di pratica e di
produzione artistica e musicale per tutti e pienamente inclusivi, sin
dalla scuola dell’infanzia;
promuovere gli apprendimenti scolastici attraverso lo studio e
l’uso di strumenti e linguaggi artistici, secondo un approccio inter-
e transdisciplinare con l’obiettivo di favorire una promozione
integrata territoriale del patrimonio culturale;
sviluppare la conoscenza della produzione artistica del
passato, delle sue tecniche e l’utilizzo delle tecnologie digitali
(strumenti diagnostici, conoscitivi, di manutenzione e di
rappresentazione, realta’ aumentata, realta’ virtuale,
multimedialita’, interattivita’, fablab, 3D, etc.) nello studio,
valorizzazione e divulgazione del patrimonio storico-artistico e
nelle pratiche artistiche;
favorire la creazione e la promozione dell’immagine del
territorio mediante lo sviluppo di progetti di ricerca e innovazione,
basati sulla sinergia tra i linguaggi artistici e le tecnologie
digitali, ai fini della riqualificazione e valorizzazione del
patrimonio culturale locale nelle sue diverse dimensioni;
sostenere l’orientamento in entrata e in uscita degli studenti
e l’alternanza scuola lavoro in collegamento con istituti, luoghi e
siti della memoria e della cultura;
valorizzare nell’ambito dei temi della creativita’ approcci
formativi «non formali» e metodologie fortemente laboratoriali in
stretta connessione con la vocazione culturale locale;
garantire il pluralismo linguistico e l’attenzione alle
minoranze e alle tradizioni popolari locali;
valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale
nelle sue diverse dimensioni, facilitandone la conoscenza, la
comprensione e le fruizione da parte di tutti i tipi di pubblico;
sviluppare e potenziare le opportunita’ di crescita ed
apprendimento che la ricchezza culturale, storica ed artistica
possono creare;
favorire la costituzione di partenariati strategici con il
coinvolgimento diretto di un ampio numero di istituzioni culturali
locali di riferimento per le specifiche proposte progettuali e
prevedere forme di coordinamento delle reti previste nel Piano stesso
e a livello interregionale, nazionale e internazionale nonche’ la
connessione con reti e programmi europei in ambito artistico e di
promozione della cultura umanistica;
valorizzare, attraverso una fruizione consapevole e guidata,
per lo sviluppo di capacita’ analitiche e critiche, le risorse
presenti a livello locale presso archivi, digitali e non,
biblioteche, musei, universita’, istituti di ricerca, fondazioni,
associazioni culturali, enti pubblici.
5. Misure ed azioni del Piano delle arti
Il Piano delle arti reca le seguenti misure declinate in
specifiche azioni.
Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e
il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo,
secondo le rispettive competenze, sono i promotori delle misure
indicate con le lettere a), b), h); alle istituzioni scolastiche e’
rimessa l’attuazione delle misure di cui alle lettere c), d), e), f),
g), i):
a) sostegno alle istituzioni scolastiche e alle reti di scuole, per
realizzare un modello organizzativo flessibile e innovativo, quale
laboratorio permanente di conoscenza, pratica, ricerca e
sperimentazione del sapere artistico e dell’espressione creativa.
Azioni specifiche:
costituzione di un Gruppo nazionale per l’attuazione del Piano
delle arti;
realizzazione di un «Portale delle arti» sui temi della
creativita’ in collaborazione con INDIRE e con il Centro per il libro
e la lettura (CEPELL);
trasferimento a sistema dei modelli di intervento piu’
innovativi sperimentati dalle reti e dai poli mediante la selezione
di buone pratiche e la loro implementazione ai fini della piu’ ampia
condivisione e diffusione in un’area dedicata presente all’interno
del Portale delle arti;
produzione del logo del Piano delle arti a seguito di un
concorso dedicato che vedra’ il coinvolgimento degli studenti dei
licei artistici e degli istituti di grafica dell’ordinamento
professionale e tecnico;
realizzazione di un monitoraggio quali-quantitativo con
verifiche in itinere e produzione di un report finale contenente la
descrizione delle attivita’ realizzate e i principali risultati
conseguiti alla fine del triennio;
b) supporto alla diffusione, nel primo ciclo di istruzione, dei poli
a orientamento artistico e performativo, di cui all’art. 11 del
presente decreto, e, nel secondo ciclo, di reti di scuole impegnate
nella realizzazione dei «temi della creativita’».
Azioni specifiche:
costituzione presso gli UU.SS.RR. del Gruppo regionale per
l’attuazione del Piano delle arti, composto indicativamente da
personale in servizio presso l’USR, dirigenti scolastici, docenti
delle istituzioni scolastiche appartenenti alle reti e ai poli a
orientamento artistico e performativo, docenti delle istituzioni del
comparto AFAM, personale proveniente dagli istituti e dalle
articolazioni del MIBACT, docenti universitari e degli Istituti
tecnici superiori, esperti appartenenti ai soggetti pubblici e
privati accreditati dal MIUR e dal MIBACT, con il compito di
sostenere la progettualita’ delle istituzioni scolastiche e
indirizzarla verso le aree tematiche e le iniziative piu’ rispondenti
all’identita’ e alle vocazioni del territorio, con particolare
riferimento a protocolli, convenzioni e accordi gia’ esistenti;
c) sviluppo delle pratiche didattiche dirette a favorire
l’apprendimento di tutti gli alunni e le alunne e di tutti gli
studenti e le studentesse, valorizzando le differenti attitudini di
ciascuno anche nel riconoscimento dei talenti attraverso una
didattica orientativa.
Azioni specifiche:
costituzione di orchestre, gruppi strumentali e vocali, gruppi
danza, gruppi per attivita’ artistiche di area visuale, compagnie di
teatro con ideazione di spettacoli ed eventi caratterizzati dal
coinvolgimento, dall’integrazione e dall’animazione diretta di
studenti di diverse fasce di eta’, attraverso esperienze sistematiche
di tutoraggio fra pari, favorendo in particolare la partecipazione di
studenti frequentanti percorsi di istruzione negli istituti di
prevenzione e pena e negli istituti penali per i minori;
progettazione di interventi indirizzati a coinvolgere tutti gli
studenti in percorsi caratterizzati dalla sinergia di linguaggi
artistici, dall’uso proattivo delle tecnologie digitali e da
metodologie didattiche innovative;
progettazione di iniziative e pratiche didattiche volte a
favorire l’uso di forme poetiche e narrative e la produzione creativa
anche in un’altra lingua comunitaria;
progettazione di percorsi, esperienze, materiali indirizzati
alla comprensione e alla fruizione consapevole del patrimonio
culturale anche attraverso la realizzazione di mostre, concerti,
performance integrando i vari linguaggi della creativita’ e in
collaborazione attiva con le esperienze di festival, premi, rassegne
culturali gia’ consolidati nei territori;
costituzione di gruppi di fruizione e osservatori del
patrimonio culturale attraverso il coinvolgimento diretto degli
allievi e degli studenti e la collaborazione di musei, siti, istituti
e luoghi della cultura, archivi, biblioteche, utilizzando, in
particolare, le metodologie sviluppate nell’ambito delle discipline
storiche e storico artistiche;
d) promozione da parte delle istituzioni scolastiche, delle reti di
scuole, dei poli a orientamento artistico e performativo, di
partenariati con i soggetti del Sistema coordinato per la
promozione dei temi della creativita’, per la co-progettazione e lo
sviluppo dei temi della creativita’ e per la condivisione di
risorse laboratoriali, strumentali e professionali anche
nell’ambito di accordi quadro preventivamente stipulati dal
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca,
nonche’ dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo, di concerto con il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca.
Azioni specifiche:
sviluppo di percorsi di ricerca coprogettati con i soggetti del
sistema coordinato per la promozione dei temi della creativita’ sul
patrimonio musicale, coreutico, teatrale, cinematografico, culturale,
paesaggistico, archeologico, demoetnoantropologico, figurativo,
storico, letterario, scientifico attuati attraverso la collaborazione
di professionalita’ provenienti dalle diverse istituzionie la messa a
disposizione delle risorse laboratoriali e strumentali in favore
delle istituzioni scolastiche;
l’attivazione di tirocini di diplomandi o diplomati presso le
universita’ e le istituzioni AFAM da svolgersi presso le istituzioni
scolastiche al fine di promuovere progetti di sviluppo dei temi della
creativita’ e la coprogettazione di percorsi di ricerca;
realizzazione, anche nell’ambito di accordi quadro stipulati
dal MIUR e dal MIBACT, di produzioni multimediali e repertori di
risorse didattiche ed educative volti alla divulgazione del
patrimonio archivistico e librario italiano;
costruzione di esperienze performative, visive e audiovisive
che integrino linguaggi artistici e conoscenza delle relative
connessioni storiche, filosofiche e letterarie, anche attraverso
l’uso di un’altra lingua comunitaria;
sperimentazione di percorsi coprogettati sulle diverse
espressioni dell’arte contemporanea con l’utilizzo innovativo delle
tecniche artistiche e delle tecnologie digitali;
e) promozione della partecipazione delle alunne e degli alunni e
delle studentesse e degli studenti a percorsi di conoscenza del
patrimonio culturale e ambientale dell’Italia e delle opere di
ingegno di qualita’ del Made in Italy.
Azioni specifiche:
conoscenza e comprensione degli aspetti e dei fenomeni piu’
significativi riguardanti il paesaggio con particolare riferimento
alla storia della nozione di paesaggio, alla storia dell’arte e
dell’architettura, agli strumenti della conoscenza e della
pianificazione come tutela e disciplina del territorio e della sua
bellezza, della biodiversita’ e dello sviluppo sostenibile;
costruzione di percorsi di conoscenza e di valorizzazione del
patrimonio culturale territoriale attraverso l’organizzazione di
visite, spettacoli e installazioni in piazze, monumenti, teatri, e
altri siti;
ricerca, studio e valorizzazione, anche in chiave multimediale,
delle arti e delle tradizioni popolari;
ricerca, studio e valorizzazione delle arti e delle tradizioni
popolari, nonche’ di tecniche di produzione artigianale e/o
enogastronomica locale, sostenuti da esperienze dirette di
lavorazione dei materiali e produzione di artefatti, basate
sull’utilizzo di tecnologie innovative quali, ad esempio, fablab,
modellazione e stampa 3D, multimedialita’, realta’ aumentata;
f) potenziamento delle competenze pratiche e storico-critiche,
relative alla musica, alle arti, al patrimonio culturale, al
cinema, alle tecniche e ai media di produzione e di diffusione
delle immagini e dei suoni.
Azioni specifiche:
attivazione di percorsi laboratoriali, anche interartistici,
per la creazione, la realizzazione e la messa in scena di opere
originali;
realizzazione di prodotti audiovisivi e multimediali a partire
dalla conoscenza e dall’approfondimento storico-critico del
patrimonio fotografico e cinematografico;
realizzazione di contenuti digitali, quali, ad esempio, video,
podcast, siti web, app, blog, vlog, basati sulla conoscenza
storico-critica del patrimonio fotografico e cinematografico;
progettazione di interventi di riqualificazione urbana con
azioni creative volte a promuovere e a sviluppare il senso di
appartenenza ai luoghi, anche attraverso l’attivazione di laboratori
intergenerazionali dedicati ai temi della memoria come strumento di
attivazione di presidi sociali della cultura;
realizzazione, a cura degli allievi e/o studenti e con
l’eventuale coinvolgimento di esperti, di itinerari e visite delle
evidenze e delle testimonianze storiche, storico-artistiche,
architettoniche, paesaggistiche e culturali;
realizzazione di percorsi didattici dedicati
all’approfondimento di temi della cultura umanistica anche attraverso
l’uso delle tecniche delle digital humanities, debate, scrittura
creativa;
g) potenziamento delle conoscenze storiche, storico-artistiche,
archeologiche, filosofiche e linguistico-letterarie relative alle
civilta’ e culture dell’antichita’.
Azioni specifiche:
realizzazione di percorsi didattici dedicati allo studio di
temi e problemi relativi al mondo antico, attraverso la lettura di
testi, l’analisi contestuale di oggetti, siti e opere, e la
produzione di elaborati di taglio argomentativo;
progettazione di itinerari ragionati delle evidenze e delle
testimonianze archeologiche territoriali e loro diffusione attraverso
applicazioni digitali anche in lingua straniera;
progettazione di esperienze di «scrittura collaborativa»
attraverso gruppi dedicati alla produzione di un glossari
dell’antichita’ a costruzione cooperativa;
promozione, in accordo con il MIBACT, di percorsi, esperienze e
materiali informativi indirizzati alla comprensione e alla fruizione
consapevole del patrimonio archeologico, in particolare quelli
presenti nei contesti territoriali di riferimento, e alla conoscenza,
anche in funzione orientativa, della formazione specifica richiesta
per il recupero e il restauro di un bene;
h) agevolazioni per la fruizione, da parte delle alunne e degli
alunni e delle studentesse e degli studenti, di musei e altri
istituti e luoghi della cultura, mostre, esposizioni, concerti,
spettacoli e performance teatrali e coreutiche.
Azioni specifiche:
stipula di Accordi quadro del MIUR – DG per gli ordinamenti
scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con
il MIBACT – DG educazione e ricerca, D.G. musei, D.G. spettacolo dal
vivo, D.G. cinema e altre istituzioni di rilievo rappresentative
delle diverse offerte culturali;
i) incentivazione di tirocini e stage artistici di studentesse e
studenti all’estero e promozione internazionale di giovani talenti,
attraverso progetti e scambi tra istituzioni formative artistiche
italiane e straniere, con particolare riferimento ai licei
musicali, coreutici e artistici.
Azioni specifiche:
promozione, anche in collaborazione con gli istituti italiani
di cultura, di azioni di scambio e partenariati finalizzati alla
conoscenza della cultura artistica europea e internazionale
attraverso la partecipazione a eventi e la progettazione condivisa di
attivita’ di studio e di pratica artistica e performativa che
coinvolgano studenti di uno o piu’ paesi europei ed extraeuropei;
progettazione, anche in collaborazione con gli istituti
italiani di cultura, di soggiorni-studio con valenza orientativa per
conoscere e confrontare i sistemi dell’alta formazione artistica e le
diverse realta’ professionali presenti in campo in Europa e nel
contesto internazionale;
partecipazione a manifestazioni pubbliche e concorsi nazionali,
europei e internazionali finalizzati all’individuazione e alla
valorizzazione dei talenti, in particolare nel settore delle arti
performative e visive;
progettazione, anche in collaborazione con gli istituti
italiani di cultura, di laboratori, seminari e stage che prevedano
l’esperienza didattica diretta con alte professionalita’ presenti nel
contesto europeo e internazionale.
6. Attuazione del piano e riparto del fondo per lo sviluppo dei temi
della creativita’ su base triennale
Con riguardo alle modalita’ di finanziamento delle suddette
misure, tenuto conto dell’istituzione di un apposito fondo denominato
«Fondo per la promozione della cultura umanistica, del patrimonio
artistico, della pratica artistica e musicale e della creativita’»
con una dotazione di 2.000.000 euro annui a decorrere dall’anno 2017,
si ripartiscono nel seguente modo gli interventi previsti nell’arco
del triennio:
nell’anno 2017, in via transitoria, nelle more della costituzione dei
poli a orientamento artistico e performativo (di cui art. 11) e
delle reti di scuole per la promozione dei temi della creativita’
(di cui all’art. 7), sono destinatarie dei finanziamenti le
istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo, organizzate
anche in rete. Nell’anno 2017 sono finanziate le azioni da
espletare con particolare riferimento all’anno scolastico
2017/2018, e che riguardano le seguenti misure:
e) promozione della partecipazione delle alunne e degli alunni
e delle studentesse e degli studenti a percorsi di conoscenza del
patrimonio culturale e ambientale dell’Italia e delle opere di
ingegno di qualita’ del Made in Italy
con uno stanziamento di 700.000 euro ripartiti secondo le seguenti
percentuali:
– 60% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo ciclo
anche organizzate in reti;
– 40% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del secondo
ciclo, anche organizzate in reti;
f) potenziamento delle competenze pratiche e storico-critiche,
relative alla musica, alle arti, al patrimonio culturale, al cinema,
alle tecniche e ai media di produzione e di diffusione delle immagini
e dei suoni
con uno stanziamento di 1.300.000 euro ripartiti secondo le seguenti
percentuali:
– 60% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo ciclo
anche organizzate in reti;
– 40% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del secondo
ciclo, anche organizzate in reti;
nell’anno 2018 si finanziano le misure:
c) sviluppo delle pratiche didattiche dirette a favorire
l’apprendimento di tutti gli alunni e le alunne e di tutti gli
studenti e le studentesse, valorizzando le differenti attitudini di
ciascuno anche nel riconoscimento dei talenti attraverso una
didattica orientativa
con uno stanziamento di 700.000 euro ripartiti secondo le seguenti
percentuali:
– 40% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo ciclo
costituite in poli;
– 30% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del secondo
ciclo, organizzate nelle reti di cui all’art. 7, che hanno
nell’organico dell’autonomia posti per il potenziamento coperti da
docenti impegnati nell’ampliamento dell’offerta formativa per lo
sviluppo dei temi della creativita’;
– 30% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo e
secondo ciclo, anche costituite in reti e prioritariamente alle
istituzioni che abbiano dato attuazione, almeno in un’annualita’
dell’ultimo triennio antecedente la data di pubblicazione
dell’avviso, ad accordi stipulati con i soggetti del sistema
coordinato di cui all’art. 4, comma 1, del decreto, finalizzati a
promuovere le pratiche artistiche e musicali afferenti i temi della
creativita’;
d) promozione da parte delle istituzioni scolastiche, delle
reti di scuole, dei poli a orientamento artistico e performativo, di
partenariati con i soggetti di cui all’art. 4, per la
co-progettazione e lo sviluppo dei temi della creativita’ e per la
condivisione di risorse laboratoriali, strumentali e professionali
anche nell’ambito di accordi quadro preventivamente stipulati dal
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, nonche’
dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di
concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca
con uno stanziamento di 1.300.000 euro ripartiti secondo le seguenti
percentuali:
– 40% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo ciclo
costituite in poli;
– 30% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del secondo
ciclo, organizzate nelle reti di cui all’art. 7, che hanno
nell’organico dell’autonomia posti per il potenziamento coperti da
docenti impegnati nell’ampliamento dell’offerta formativa per lo
sviluppo dei temi della creativita’;
– 30% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo e
secondo ciclo, anche costituite in reti e prioritariamente alle
istituzioni che abbiano dato attuazione, almeno in un’annualita’
dell’ultimo triennio antecedente la data di pubblicazione
dell’avviso, ad accordi stipulati con i soggetti del sistema
coordinato di cui all’art. 4, comma 1, del decreto, finalizzati a
promuovere le pratiche artistiche e musicali afferenti i temi della
creativita’;
nell’anno 2019 si finanziano le misure:
g) potenziamento delle conoscenze storiche, storico-artistiche,
archeologiche, filosofiche e linguistico-letterarie relative alle
civilta’ e culture dell’antichita’
con uno stanziamento di 800.000 euro ripartiti secondo le seguenti
percentuali:
– 40% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo ciclo
costituite in poli;
– 30% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del secondo
ciclo, organizzate nelle reti di cui all’art. 7, che hanno
nell’organico dell’autonomia posti per il potenziamento coperti da
docenti impegnati nell’ampliamento dell’offerta formativa per lo
sviluppo dei temi della creativita’;
– 30% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo e
secondo ciclo, anche costituite in reti e prioritariamente alle
istituzioni che abbiano dato attuazione, almeno in un’annualita’
dell’ultimo triennio antecedente la data di pubblicazione
dell’avviso, ad accordi stipulati con i soggetti del sistema
coordinato di cui all’art. 4 del decreto, finalizzati a promuovere le
conoscenze storico-critiche e le pratiche artistiche e musicali
afferenti i temi del patrimonio culturale e della creativita’;
i) incentivazione di tirocini e stage artistici di studentesse
e studenti all’estero e promozione internazionale di giovani talenti,
attraverso progetti e scambi tra istituzioni formative artistiche
italiane e straniere, con particolare riferimento ai licei musicali,
coreutici e artistici
con uno stanziamento di 1.200.000 euro ripartiti secondo le seguenti
percentuali:
– 20% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo ciclo
costituite in poli;
– 50% da destinarsi alle scuole secondarie di secondo grado,
organizzate nelle reti di cui all’art. 7, che hanno nell’organico
dell’autonomia posti per il potenziamento coperti da docenti
impegnati nell’ampliamento dell’offerta formativa per lo sviluppo dei
temi della creativita’;
– 30% da destinarsi alle istituzioni scolastiche del primo e
secondo ciclo, anche costituite in reti e prioritariamente alle
istituzioni che abbiano dato attuazione, almeno in un’annualita’
dell’ultimo triennio antecedente la data di pubblicazione
dell’avviso, ad accordi stipulati con i soggetti del Sistema
coordinato per la promozione dei temi della creativita’ , finalizzati
a promuovere le pratiche artistiche e musicali afferenti i temi della
creativita’.
Le azioni di promozione dirette dal Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e dal Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo sono attivate prevalentemente in
virtu’ di partenariati, accordi quadro e forme di collaborazione
diretta ed integrata con i vari soggetti coinvolti sui temi della
creativita’ a livello nazionale e, ove necessario, locale.
La promozione delle misure previste all’art. 5, comma 2, lettera
a) e b) del decreto non comportano oneri aggiuntivi e si sviluppa
negli anni 2017, 2018 e 2019.
La promozione della misura prevista dall’art. 5, comma 2, lettera
h) e’ finanziata attraverso specifici e ulteriori accordi tra il MIUR
e il MIBACT.
Per l’attuazione del presente Piano e l’assegnazione delle
relative risorse la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici
e la valutazione del sistema nazionale di istruzione – MIUR
provvedera’ a ripartire secondo criteri oggettivi i finanziamenti;
provvedera’ altresi’ ad indicare i requisiti e le specifiche
caratteristiche che le proposte progettuali dovranno contenere, cui
successivamente dovranno uniformarsi gli avvisi degli uffici
scolastici regionali.
Le azioni riguardanti l’innovazione digitale sono
prioritariamente finanziate attraverso specifici avvisi emanati dalla
Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica,
per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per
l’innovazione digitale, con ulteriori risorse appositamente
individuate negli avvisi. La ripartizione delle stesse avverra’
secondo i criteri definiti negli avvisi.
Anche in attuazione delle previsioni di cui all’art. 10, comma 1,
lettera h) e all’art. 27, comma 1, lettera i) della legge 14 novembre
2016, n. 220, le azioni riguardanti il potenziamento delle competenze
nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione
delle immagini e dei suoni, nonche’ l’alfabetizzazione all’arte, alle
tecniche e ai media di produzione e di diffusione delle immagini, i
corsi di formazione nelle discipline del cinema e del settore
audiovisivo, sono finanziate con le risorse del Fondo per il cinema e
l’audiovisivo, per un importo complessivo pari ad almeno il 3 per
cento della dotazione del suddetto Fondo, attraverso interventi di
promozione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo in raccordo con il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, in coerenza con le priorita’
strategiche e le azioni specifiche del Piano delle arti (punti 4 e
5).
Le azioni specifiche riguardanti i settori del teatro, della
musica e della danza finalizzate all’avvicinamento dei giovani alle
attivita’ di spettacolo e alla realizzazione di percorsi educativi,
previste nei decreti legislativi attuativi dei principi di delega di
cui all’art. 2, commi 1 e 4, della legge 22 novembre 2017, n. 175,
sono realizzate con le risorse aggiuntive pari ad almeno il 3% della
dotazione del Fondo unico per lo spettacolo, secondo le priorita’
strategiche del Piano delle arti (punto 4), in coerenza con le azioni
specifiche del Piano delle arti (punto 5).
Piani di riparto delle risorse afferenti il Fondo per la promozione
della cultura umanistica, del patrimonio artistico, della pratica
artistica e musicale e della creativita’. Avvisi degli UUSSRR
Gli avvisi riguardano il finanziamento di progetti ideati da
istituzioni scolastiche singole oppure organizzate in poli e reti, in
collaborazione con i soggetti del sistema coordinato per la
promozione dei «temi della creativita’», che prevedano anche il
coinvolgimento dei soggetti del sistema coordinato in fase attuativa.
Nel rispetto del principio di trasparenza, gli avvisi pubblici:
determinano il riparto dei finanziamenti previsti o a livello
regionale oppure e per macroaree;
individuano l’azione o le azioni del presente piano da attuare,
in coerenza con la scansione temporale sopra indicata, specificando
le finalita’ attese, i requisiti e le specifiche progettuali per le
candidature di singole istituzioni scolastiche, anche organizzate in
poli e/o reti.
Ciascun ufficio scolastico regionale, in coerenza con quanto
previsto con avviso pubblico nazionale, provvede a:
acquisire le candidature delle istituzioni scolastiche che
intendono concorrere per l’assegnazione dei finanziamenti;
valutare le candidature con una apposita commissione nominata
dal direttore generale di ciascun ufficio scolastico regionale.
7. Monitoraggio
Il presente Piano sara’ sostenuto da un’azione longitudinale di
monitoraggio delle attivita’ e dei principali risultati conseguiti,
condotta dall’INDIRE.
Le azioni di monitoraggio saranno attuate con un approccio che
combini e armonizzi interventi di tipo qualitativo e quantitativo,
che integri i dati rilevati con quelli in possesso dell’INDIRE, del
CEPELL e del Sistema Informativo del MIUR, con una azione combinata
di intervento tra scuola e territorio, fortemente incentrata
sull’innovazione organizzativa e sistemica.
Il piano delle azioni di monitoraggio prevedera’:
A) due rilevazioni in itinere condotte alla fine del primo anno
per eventuali integrazioni o aggiustamenti e a meta’ del secondo anno
per una ulteriore verifica dell’efficacia delle azioni in essere.
Tali rilevazioni sono dirette a verificare:
1. il rispetto dei tempi di avvio e di attuazione;
2. la tipologia di progetti attivati;
3. la solidita’ delle reti di scopo, la loro congruenza con
le attivita’ previste;
4. le principali problematiche di ordine organizzativo e
gestionale;
5. le risorse umane e finanziarie effettivamente utilizzate;
B) una rilevazione condotta alla fine del triennio diretta
invece a rilevare i principali risultati conseguiti su tutto il
territorio nazionale.
I risultati delle azioni di monitoraggio saranno pubblicati sul
Portale dedicato al presente Piano. Il Gruppo nazionale di piano
coordinera’ le azioni di monitoraggio ed operera’ la sintesi che
permettera’ di avere un feedback sull’efficacia del piano permettendo
eventuali azioni correttrici in itinere e finali.
Entro il 30 marzo del 2020 il Gruppo nazionale di Piano presenta
al Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca ed al
Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo una
relazione sull’attuazione del presente Piano indicando gli eventuali
profili di criticita’ e formulando proposte risolutive.
8. Gruppo nazionale per l’attuazione del Piano delle arti
Per sostenere la realizzazione del Piano delle arti nelle sue
diverse fasi, con decreto del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministero dei
beni, delle attivita’ culturali e del turismo e’ istituito, senza
ulteriori oneri, il Gruppo nazionale per l’attuazione del Piano delle
arti, facendo riferimento anche alle competenze presenti nel Comitato
nazionale per l’apprendimento pratico della musica. Tale gruppo
collabora con i gruppi regionali per l’attuazione del Piano delle
arti e ha i seguenti compiti:
agevolare le collaborazioni e le sinergie tra le differenti
istituzioni facenti parte del sistema coordinato per la promozione
dei temi della creativita’ di cui all’art. 4;
coordinare le attivita’ di monitoraggio quantitativo e
qualitativo previste dall’art. 5, comma 1, destinate a rilevare con
continuita’ i dati relativi all’attuazione del presente Piano, utili
al Governo dei processi e alla valutazione dei risultati;
individuare i criteri di selezione e valutazione per la scelta
delle buone pratiche;
collaborare con INDIRE, il CEPELL e i soggetti del Sistema
coordinato per la promozione dei temi della creativita’ per la
raccolta e la diffusione delle buone pratiche a livello nazionale.
Il Gruppo nazionale per l’attuazione del Piano puo’ avvalersi,
nell’esercizio delle proprie funzioni, della consulenza, a titolo non
oneroso, di esperti delle associazioni professionali e disciplinari
della scuola, del Comitato scientifico nazionale per le indicazioni
nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo
ciclo di istruzione, degli istituti del Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo e delle istituzioni dell’alta
formazione artistica, musicale e coreutica, con particolare
riferimento all’Accademia nazionale di danza e all’Accademia
nazionale di arte drammatica.

Università, stanziati 67 mln per interventi a favore di studentesse e studenti

Università, Fedeli firma decreti: “Stanziati 67 mln per interventi
a favore di studentesse e studenti”

Arrivano 50 mln per la mobilità internazionale (+6,3%)
Previsti 3 milioni per incentivare le iscrizioni
(anche delle studentesse) alle lauree scientifiche

Più fondi per la mobilità internazionale e risorse specifiche per incentivare le iscrizioni, soprattutto quelle delle studentesse, ai corsi di laurea di ambito scientifico. Sono due delle novità previste dal decreto relativo agli interventi a favore delle studentesse e degli studenti universitari (Fondo per il Sostegno dei Giovani e Piani per l’Orientamento) firmato oggi dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

La Ministra ha anche firmato il decreto con i criteri per ripartire ulteriori risorse relative al Fondo di finanziamento ordinario (FFO) delle Università Statali. Si tratta di 95,5 milioni (di cui 37,4 milioni aggiuntivi rispetto a quanto già comunicato agli atenei) che completano il quadro delle assegnazioni del 2017 che ammontano, dunque, complessivamente, a oltre 7 miliardi. La Ministra ha poi firmato un terzo decreto con i criteri di riparto del contributo destinato alle Università non Statali legalmente riconosciute, previsto dalla Legge 243/1991, per un totale di 69,3 milioni.

“Con i decreti firmati oggi assegniamo ulteriori importanti fondi al sistema universitario”, dichiara la Ministra Fedeli. “Quest’anno, in particolare, nella ripartizione delle risorse destinate agli interventi a favore di studentesse e studenti abbiamo tenuto ancora più conto delle condizioni socio-economiche delle iscritte e degli iscritti ai nostri atenei. Per garantire davvero pari opportunità in tutto il Paese, a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi. Abbiamo aumentato i fondi per la mobilità internazionale, affinché ci sia maggiore possibilità di accesso ad una esperienza formativa importante anche per chi parte da situazioni meno vantaggiose. E abbiamo posto l’accento, con risorse specifiche, sulla necessità di incrementare gli iscritti, ma in particolare le iscritte, ai corsi di laurea scientifici. Si tratta di interventi che completano il quadro di azioni già avviate a favore di chi si iscrive all’università, dalla No Tax Area (esonero dalle tasse per chi ha un ISEE inferiore a 13.000 euro e tasse calmierate per gli ISEE fino a 30.000),  all’aumento delle risorse per studentesse e studenti affetti da disabilità e Dsa (disturbi specifici di apprendimento), al finanziamento MIUR alle borse di studio post lauream. Segnali di attenzione che erano necessari e che abbiamo voluto dare confermando di voler investire sul futuro del Paese con finanziamenti che consentono un maggiore accesso agli studi universitari anche delle fasce socialmente più deboli”.

Interventi per studentesse e studenti
Il decreto firmato riguarda sia le risorse disponibili per l’attuazione del Fondo per il sostegno dei giovani previsto dalla legge 170 del 2003, sia quelle per l’attuazione dei Piani per l’Orientamento previsti dalla legge di bilancio per il 2017. La disponibilità totale per il 2017 è pari a 64,2 milioni di euro per le Università statali (59,2 milioni per il Fondo giovani e 5 milioni per i Piani per l’Orientamento) e a 2,6 milioni di euro per le Università non Statali legalmente riconosciute. Il provvedimento contiene finalità e criteri di riparto validi  sia per il 2017 che per il 2018 e completa.

Il decreto prevede un aumento delle risorse (+6,3%) a disposizione per la mobilità internazionale delle studentesse e degli studenti, delle e dei dottorandi: sono previsti 50 milioni di euro, erano 47 nel precedente decreto. Ci sono poi 3 milioni di euro per incentivare le iscrizioni ai corsi di laurea di ambito scientifico, con specifici incentivi a favore delle studentesse. In particolare, grazie ai fondi ricevuti, gli atenei potranno prevedere l’esonero parziale o totale dalle tasse, potranno erogare contributi aggiuntivi o altre forme di sostegno agli studi. Le Università riceveranno una quota maggiore di risorse (il 20% in più) per le iscrizioni delle studentesse rispetto a quelle degli studenti in modo da incentivare l’interesse delle ragazze per questi corsi. Sono previsti poi 8 milioni per i Piani per l’Orientamento e per il Piano Lauree scientifiche, ovvero per finanziare progetti presentati da reti di università, in collaborazione con le Scuole, che riguardino: azioni di orientamento in ingresso all’università e tutorato; azioni di formazione dei tutor; sviluppo di laboratori per il riconoscimento delle abilità e lo sviluppo delle vocazioni delle studentesse e degli studenti, che si affiancano a quelli per l’insegnamento delle scienze di base del Piano lauree scientifiche; percorsi d’incontro fra docenti delle scuole secondarie e docenti universitari per la formazione e l’orientamento; attività per l’autovalutazione e la valutazione della preparazione di base delle studentesse e degli studenti, sviluppo di azioni di monitoraggio del tutorato. Altri 6 milioni saranno utilizzati infine per l’erogazione di assegni alle studentesse e agli studenti tutor, integrando le risorse a disposizione per le azioni di orientamento.

Legge di bilancio 2018

Legge di bilancio 2018: avviata la perequazione della parte fissa nella retribuzione dei dirigenti delle scuole

Il comma 591 della Legge di bilancio 2018, approvata in via definitiva, pone le premesse per la progressiva perequazione della posizione di parte fissa dei dirigenti delle scuole a quella degli altri dirigenti  dell’area “Istruzione e ricerca”.

Le risorse stanziate sono pari a complessivi 37 milioni di euro per il 2018, 41 milioni di euro per il 2019 e 96 milioni per il 2020. Tali somme consentono di dare inizio ad un percorso di allineamento dell’indennità di posizione di parte fissa dei dirigenti scolastici a quella delle altre figure dirigenziali della medesima area e di avviare il tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL.

Si riporta di seguito il comma 591 della legge di bilancio approvata definitivamente dal Senato il 23 dicembre 2017:

“c. 591. In ragione delle competenze attribuite ai dirigenti scolastici, al fine della progressiva  armonizzazione della retribuzione di posizione di parte fissa a quella prevista per le altre figure dirigenziali del comparto Istruzione e Ricerca, nel fondo da ripartire per l’attuazione dei contratti del personale delle amministrazioni statali, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, è istituita una apposita sezione con uno stanziamento di 37 milioni di euro per l’anno 2018, di 41 milioni di euro per l’anno 2019 e di 96 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020, da destinare alla contrattazione collettiva nazionale in applicazione dell’articolo 48, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Le risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici sono integrate con quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, da destinare prioritariamente all’intervento di cui al primo periodo.”

L’ANP da un lato esprime soddisfazione per questo risultato, che è stato conseguito grazie all’adesione dei dirigenti delle scuole di tutta Italia allo stato di mobilitazione culminato con la manifestazione del 25 maggio. Dal punto di vista economico, infatti, l’equiparazione della indennità di posizione fissa ha una sua particolare rilevanza: si riferisce ad una voce fissa e continuativa e, per questo, non è assoggettabile ad alcuna reformatio in pejus ed è pienamente pensionabile. D’altro canto l’ANP esprime forti riserve sullo scaglionamento temporale secondo il quale l’equiparazione si concretizzerebbe.

Sottolineiamo che quanto si sta prospettando non fa diminuire il livello di attenzione che rimarrà alto fino a quando non si vedrà realizzato l’obiettivo finale: la perequazione economica piena dei dirigenti delle scuole alla altre dirigenze dell’area “Istruzione e Ricerca”.

Percorso quadriennale nelle scuole superiori

Percorso quadriennale nelle scuole superiori: il MIUR dà i numeri ma farebbe bene a ritirare i provvedimenti. Il fallimento dell’esperimento è evidente

Il MIUR ha pubblicato l’elenco delle 100 scuole ammesse alla sperimentazione ordinamentale dei percorsi quadriennali degli indirizzi  tecnici e liceali. Alla selezione, secondo i dati ministeriali, hanno partecipato 197 scuole, di cui 128 statali e 69 paritarie.
Il MIUR ha inoltre annunciato l’intenzione di voler estendere la sperimentazione ad altre 92 scuole, in pratica a quasi tutte quelle che hanno partecipato alla selezione. Tuttavia, poiché gli istituti statali ad indirizzo tecnico e liceale sono oltre 2000, sembra evidente che le scuole non hanno condiviso la scelta unilaterale del Ministero di attivare la sperimentazione senza alcun coinvolgimento della comunità educante. Di fatto, l’esito evidentemente negativo della selezione (75 indirizzi liceali su 100) ha dato ragione a quanti, come la FLC CGIL, avevano chiesto di ritirare la sperimentazione quadrienniale.

Anche in virtù di questi risultati clamorosi e “non entusiasmanti”, ribadiamo il nostro giudizio fortemente contrario a siffatta sperimentazione quadriennale. Il taglio di un anno impoverisce drasticamente la qualità dell’offerta formativa del sistema scolastico pubblico, danneggia le fasce più deboli della popolazione scolastica e causa una perdita di organici, di fatto configurandosi come mera operazione di cassa. Inoltre, non si può realizzare un intervento di riforma dei cicli scolastici riducendo la durata delle scuole secondarie superiori, senza ragionare dell’intero sistema. Perché questo è il vero cuore del problema. Proprio per questo crediamo che la sperimentazione congegnata in maniera così maldestra potrebbe essere lesiva del diritto alla istruzione e delle condizioni di eguaglianza, secondo i principi contenuti negli artt. 3, 33 e 34 della Costituzione, in nome dei quali la FLC CGIL ha chiesto giudizialmente l’annullamento dei provvedimenti adottati dal MIUR.

Non è un caso infatti che la stessa procedura di selezione dei progetti presentati dalle scuole, in assenza di un quadro organico e strutturale di riforma dei cicli, è apparsa subito sospetta: affidata ad una commissione ministeriale che ha operato non in base a criteri oggettivi, che avrebbero dovuto condurre alla determinazione di un campione rappresentativo, ma in base a valutazioni discutibilmente discrezionali.

Sarebbe dunque preferibile, a questo punto, che il Ministero, piuttosto che provare a recuperare sui numeri, ammettesse il fallimento della procedura avviata e che, per gli esiti che ha già ha manifestato e per i limiti che la sperimentazione porta con sè fin dalla sua elaborazione, non consentirà mai di valutare le conseguenze che il taglio di un anno di scuola secondaria di secondo grado potrebbe avere sui livelli di apprendimento degli studenti.

100 licei da 4 anni: via all’esperimento che può cambiare la scuola

da Repubblica

100 licei da 4 anni: via all’esperimento che può cambiare la scuola

Dal prossimo anno si avvia la riforma sperimentale in tutte le regioni. Ecco come

di SALVO INTRAVAIA

Dopo oltre un anno dal suo annuncio, parte la sperimentazione che potrebbe rivoluzionare la scuola superiore italiana. Il ministero dell’Istruzione ha reso noti i 100 istituti superiori che dal prossimo anno scolastico (il 2018/2019) avvieranno una classe prima che terminerà il suo ciclo di studi dopo quattro anni e non cinque, come avviene adesso per tutti gli indirizzi dell’istruzione superiore nazionale.

Ecco l’elenco completo

Gli istituti che avvieranno la novità sono presenti in tutte le regioni: 44 al nord, 23 al centro e 33 al sud. Il grosso è costituito da licei (74 in tutto), soprattutto scientifici (ben 43). La restante parte, 26 istituti, sono tecnici e professionali. Tre istituti sono paritari.

I licei (tecnici e professionali) brevi rappresentano una sperimentazione che dal suo primo momento ha creato uno strascico di polemiche. Perché accorciare di un anno il curricolo della secondaria superiore porterebbe l’indubbio vantaggio di anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro o all’università dei neodiplomati. Ma, se l’esperimento venisse esteso a tutte le classi funzionanti adesso, determinerebbe un taglio agli organici di diverse decine di migliaia di cattedre. Senza considerare che in parecchi considerano questa misura inapplicabile nei contesti e nelle situazioni disagiate in cui un anno in più di attività didattiche rappresenta un’occasione importante. Ma di cosa si tratta?

Tutte le scuole selezionate da una apposita commissione ministeriale hanno presentato un progetto didattico in cui l’intero monte ore quinquennale viene ripartito in quattro anni. Sono state scelte le proposte con “un elevato livello di innovazione in ordine all’articolazione e alla rimodulazione dei piani di studio”. A questo punto, gli studenti che si vorranno imbarcare nell’avventura potranno, già a partire dal prossimo 16 gennaio – quando partiranno le iscrizioni – scegliere una delle cento scuole in cui si sperimenta l’accorciamento del percorso superiore. Agli studenti che faranno questa scelta verrà garantito l’insegnamento di almeno una disciplina non linguistica con metodologia Clil – interamente in lingua straniera – a partire dal terzo anno e la valorizzazione delle attività laboratoriali, oltre che l’utilizzo di tecnologie didattiche innovative.

Gli istituti prescelti amplieranno l’offerta con nuove discipline (per esempio: Diritto e Storia dell’Arte, secondo quanto stabilito dalla Buona scuola) e l’alternanza scuola-lavoro si dovrà svolgere prevalentemente durante le vacanze estive e nelle pause pasquali e natalizie. Un tour de force, in classe e a casa, che potranno sopportare solo studenti parecchio motivati. E, in caso di candidature in eccesso rispetto alle 25 per formare una classe, le scuole dovranno indicare anche i criteri per selezionare gli aspiranti diplomati quadriennali. La sperimentazione potrà essere prolungata di altri quattro anni, ma c’è chi vede in questo decreto l’anticamera del taglio di un anno dei percorsi di licei & Co. per diplomare i ragazzi a 17 anni.

“I percorsi quadriennali non nascono oggi, sono il frutto di un dibattito che va avanti da tempo e di una riforma scritta nel 2000 quando era Ministro Luigi Berlinguer – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. E prosegue: “Con questa misura vogliamo consentire una sperimentazione su grandi numeri, con una maggiore diffusione

territoriale, nell’ottica di dare pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi di tutto il Paese, e una maggiore varietà di indirizzi di studio coinvolti. Tutto questo per fare in modo che, alla fine del quadriennio, si abbiano esperienze misurabili e valutabili davvero”.

Presidi, concorso lento con pochi posti

da Corriere della sera

Presidi, concorso lento con pochi posti

Secondo la stima della Fondazione Agnelli nel momento in cui avremo i nuovi presidi cominceremo ad avere nuove «reggenze», in quella che ormai è diventata un’altra via italiana al risparmio.

Gianna Fregonara

Le candidature sono già quasi 30 mila e mancano ancora 36 ore: fino a domani alle 14 tutti gli insegnanti con almeno cinque anni di servizio potranno candidarsi al concorso per preside. Peccato che i posti siano «solo» 2.425. Ci vorrà più di un anno per avere i nuovi presidi al lavoro, una stima molto ottimistica: nell’ultimo concorso nel 2011 — si presentarono 42 mila candidati per 2.300 posti — non si sono avuti i risultati tra ritardi, errori e ricorsi, fino al 2015. Per ora si sa che il 28 febbraio i trentamila o più candidati apprenderanno la data della preselezione. Poi ci saranno la prova scritta con tanto di inglese, quella orale e infine il corso e il tirocinio. Dovevano essere loro la novità della riforma, che prometteva più autonomia, responsabilità e più soldi per i dirigenti il cui ruolo di leader avrebbe dovuto portare addirittura a una certa virtuosa concorrenza tra le scuole nell’attirare studenti e insegnanti. Alla fine i loro poteri sono stati un po’ ridimensionati. Ma soprattutto a essere ridotto è l’investimento complessivo sui dirigenti: oggi nel Nord un istituto su due non ha un proprio preside ma un «reggente», cioè un dirigente di una scuola che si occupa di farne funzionare altre come supplente. Ora non solo il concorso è arrivato — come da sempre — con un anno di ritardo ma i nuovi presidi, quando sarà, occuperanno i posti vuoti già da quest’anno (ne mancano già 1.800) e dall’anno prossimo quando altri 400 andranno in pensione. Secondo la stima della Fondazione Agnelli nel momento in cui avremo i nuovi presidi cominceremo ad avere nuove «reggenze», in quella che ormai è diventata un’altra via italiana al risparmio. Le voci più critiche della riforma temevano che i presidi potessero diventare degli «sceriffi», ora rischiano al massimo di essere dei super-supplenti.

Diploma in 4 anni, ecco l’elenco delle 100 scuole ammesse alla sperimentazione

da La Tecnica della Scuola

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Rilevazione sull’insegnamento della Filosofia a scuola: compilazione entro il 31 gennaio 2018

da La Tecnica della Scuola

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