AFAM: al via definitivo processo di statizzazione

Afam, Fedeli: “Con approvazione legge bilancio finalmente al via definitivo processo di statizzazione”

(Venerdì, 01 dicembre 2017) “Con l’approvazione della legge di bilancio 2018 potrà finalmente essere avviato il definitivo processo di statizzazione dei 18 Istituti Musicali Pareggiati e delle 5 Accademie storiche non statali di belle arti”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. “Sino ad oggi questo processo non ha potuto concretizzarsi perché le risorse complessive non erano sufficienti – spiega Fedeli -. Con la statizzazione la maggiore spesa che passa a carico dello Stato è, infatti, quella relativa agli stipendi del personale. In questi anni, seppur tra molte difficoltà – prosegue la Ministra – è stato comunque possibile sostenere queste realtà con specifici contributi annuali sufficienti ad assicurare il funzionamento delle Istituzioni e far fronte, con interventi di natura straordinaria, a quelle situazioni che presentavano il maggiore livello di difficoltà finanziaria”.

In particolare si ricorda che:

nell’anno 2015 sono stati assegnati:
7,9 milioni di euro ai 18 Istituti Musicali Pareggiati, di cui 1 milione di euro a titolo di contributo straordinario, agli Istituti “Mascagni” di Livorno (180.000 euro), “Toscanini” di Ribera – AG (370.000 euro), “Paisiello” di Taranto (450.000 euro); 1 milione di euro alle 5 Accademie storiche non statali di belle arti.

nell’anno 2016 sono stati assegnati:
10 milioni di euro ai 18 Istituti Musicali Pareggiati, di cui 2 milioni di euro a titolo di contributo straordinario agli Istituti “Mascagni” di Livorno (210.000 euro), “Toscanini” di Ribera – AG (650.000 euro), “Paisiello” di Taranto (890.000 euro), “Bellini” di Catania (250.000 euro); 4 milioni di euro alle 5 Accademie storiche non statali di belle arti, di cui 2 milioni di euro destinatati ad accordi di programma di durata triennale, preordinati all’avvio di processi di statizzazione, che sono stati stipulati con le Accademie “Vannucci” di Perugia (515.000 euro annui), “Ligustica” di Genova (670.000 euro annui) e di Verona (815.000 euro annui).

nell’anno 2017 sono stati assegnati, al momento:
4,49 milioni di euro ai 18 Istituti Musicali Pareggiati; 2,1 milioni di euro alle 5 Accademie storiche non statali di belle arti.
Grazie alle risorse stanziate con il decreto legge 50 del 2017 saranno poi assegnati, entro la fine dell’anno, con decreto del MEF, su proposta del MIUR, ulteriori 7,5 milioni di euro.

Con l’entrata in vigore della legge di bilancio, nel mese di gennaio 2018 sarà definito anche il decreto MIUR-MEF che fissa i criteri per la statizzazione degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie storiche non statali di belle arti. L’obiettivo sarà quello di accompagnare le Istituzioni in questo percorso. Il finanziamento complessivo a disposizione si attesta a 25,8 milioni euro nel 2018, 32,13 milioni euro nel 2019 e 58,63 milioni euro a decorrere dal 2020. Ci sarà dunque un sostegno finanziario crescente fino alla messa a regime nel 2020, e, dunque, entro e non oltre un triennio, della statizzazione di tutte le Istituzioni, delle quali si continueranno a salvaguardare l’indispensabile ruolo e le rispettive identità territoriali. Il riconoscimento sarà simultaneo: visti i finanziamenti, riguarderà tutti e non solo una parte degli Istituti.

Per quanto riguarda il settore statale dell’AFAM, si ricorda che l’ammontare complessivo del finanziamento statale da attribuire a Conservatori, Accademie di belle arti e Istituti Superiori per le Industrie Artistiche si è leggermente incrementato nel corso del 2017, rispetto al 2016, passando da 12,5 a 13,8 milioni di euro. Quest’ultimo importo è stato ulteriormente integrato di 1,5 milioni di euro con il decreto legge 50 del 2017. Si tratta di fondi che sono in corso di attribuzione delle Istituzioni AFAM per compensarle del minor gettito della contribuzione studentesca derivante dall’introduzione della no tax area per gli studenti a basso reddito prevista dalla legge di bilancio 2017.

Il consolidamento finanziario va ora accompagnato con la realizzazione dei Regolamenti delegati dalla legge 508 del 1999 che riguardano la programmazione degli assetti territoriali e l’indispensabile riforma della governance, nella consapevolezza che si tratta di un percorso da condividere con tutti i soggetti interessati.
“Sul piano dell’offerta formativa due sono le operazioni fondamentali attuate dal Ministero – spiega la Ministra -. La prima è l’aver proceduto alla modifica o attivazione di corsi presso Conservatori, Istituti superiori musicali, Accademie statali e legalmente riconosciute per oltre 3.500 piani di studio triennali: erano quattro anni che queste richieste giacevano inevase. La seconda è aver completato, dopo un ultimo parere delle Conferenze dei Direttori, la messa ad ordinamento di tutti i corsi biennali sperimentali di secondo livello, che era prevista dalla legge finanziaria del 2013. È pronta, infatti, una proposta funzionale alla messa a ordinamento dei bienni ancora sperimentale, la cui decretazione avverrà prima della fine dell’anno. Con quest’ultima operazione sarà completato il quadro nazionale degli ordinamenti della formazione superiore artistica e si darà completa attuazione alla legge 228 del 2012 con la piena definizione delle equipollenze dei titoli accademici di secondo livello AFAM a quelli di laurea magistrale universitaria”.
Prima di Natale sarà poi “portato in Consiglio dei Ministri, per la prima lettura, il testo del Regolamento per disciplinare le modalità di reclutamento del personale che si attende ormai da ben 18 anni (legge 508/1999) – aggiunge Fedeli -. Il Dpr prevede, tra l’altro, procedure riservate per la stabilizzazione del personale precario per tutta la durata del triennio 2018-2020, mutuando gli stessi principi già presenti nella legge Madia”.

In particolare si prevede la trasformazione della graduatoria della legge 128 del 2013, utilizzabile sino ad ora solo per contratti a tempo determinato, anche per il reclutamento a tempo indeterminato. Allo stesso tempo, si prevede la possibilità di essere assunti, previo inserimento in una graduatoria nazionale, di coloro che hanno insegnato almeno per tre anni negli ultimi otto nelle Istituzioni AFAM. A questo scopo vengono rese disponibili le facoltà assunzionali pari al 100% dei posti liberi da turnover, incrementate del 50% dei posti vacanti in organico. Attenzione viene data anche alla situazione dei docenti di II fascia che potranno utilizzare dei posti riservati nei concorsi della singola Istituzione per il passaggio alla I fascia.

“Infine – conclude Fedeli – dobbiamo proseguire, nei tempi e nei modi che saranno possibili, le operazioni per rinnovare l’assetto del sistema e la governance delle singole Istituzioni, con particolare riferimento alla revisione della composizione degli organi (Presidente, Direttore, Direttore amministrativo, Consiglio di amministrazione, Consiglio accademico) e delle rispettive competenze”.

La quotidianità dell’agire didattico

La quotidianità dell’agire didattico

di Davide Leccese

 

L’argomento proposto in questa riflessione recupera una dimensione “personale” che rischia di essere sottaciuta nell’esercizio del ruolo “pubblico” del docente.

Stabiliamo come premessa che la scuola la si costruisce in una quotidianità che non è mai banale, ritmata solo sullo scorrere quantitativo del tempo ma intrisa di storie personali, degli alunni e dei docenti; storie personali che sono dense di “vissuto” dell’agire didattico.

La premessa a questo AGIRE DIDATTICO è caratterizzata da due condizioni:

1.     GESTIRE I RAPPORTI da parte dei protagonisti della relazione formativa
2.     REALIZZARE LA CONDIVISIONE con premessa nella condivisione dei compiti, pur nella distinzione degli stessi.

 

Partiamo innanzitutto dall’idea di scuola che riteniamo condivisibile:

  1. La vita scolastica è intessuta nella quotidianità, pubblica e privata, dei suoi protagonisti. Ognuno dei partecipanti, nel realizzare i suoi compiti istituzionali – in base al ruolo esercitato – non può rinunciare al suo “privato” che funge sempre – nel bene e nel male – da scenario di riferimento per i comportamenti afferenti a quei compiti istituzionali.
  2. Il “privato” è costituito di pensieri, emozioni, gesti che non si possono negare ma devono essere governati in modo da offrire la condizione positiva e propositiva per lo svolgimento dei compiti derivanti dalle funzioni professionali esercitate.
  3. Il “privato” è da un lato esclusivo (mio proprio e unico) e dall’altro inclusivo (il vivere in un certo tempo, in un certo spazio, con le conseguenti relazioni con l’esistente di ogni genere).
  4. La scuola, espressione di un sistema di relazioni finalizzate al conseguimento di un risultato, ha – nelle sue finalità e nei suoi obiettivi – la condizione/sintesi del sistema di relazione dei suoi “agenti”.
  5. I rapporti tra gli “agenti” possono essere implicitamente caratterizzati da positività di relazione, da contrasti e da conflitti. Spetta a ciascuno – secondo i ruoli istituzionali – il superamento delle condizioni negative e il potenziamento di quelle positive.

 

Chi sono gli AGENTI DEL SISTEMA-SCUOLA?

  1. Lo Stato
  2. Il Territorio
  3. La Comunità scolastica
  4. Il personale della scuola
  5. Gli alunni
  6. Le famiglie

L’affascinante e il problematico del mondo della scuola sta nell’essere sintesi del sistema sociale; come incontro di generazioni, confronto di organismi, dialettica delle posizioni.

La scuola è davvero palestra di confronto e vive – nel bene e nel male – ogni transizione, ogni ripensamento delle posizioni raggiunte e delle dinamiche in fieri.

Attenti però a non generare confusioni di identità e di ruoli tra questi agenti. Ognuno di questi in tanto può svolgere un ruolo “altruistico” in quanto mette a disposizione dell’altro la sua identità, le sue potenzialità specifiche e la sua disponibilità a “partecipare” ai compiti della relazione formativa. Ma che questo rapporto, tra le diverse componenti, sia chiara e pacifica è tutto da dimostrare.

  • Capita, a volte, che i docenti mettano in discussione le azioni della famiglia e viceversa.
  • Capita che la società contesti alla scuola le carenze di formazione a una cittadinanza positiva e consapevole; così come la scuola contesti al sistema sociale di non favorire le migliori condizioni per rendere efficace la sua azione formativa.

Non tutte le divergenze di veduta, di emozioni e di azioni si risolvono “da sole”. Spesso è necessaria un’azione di NEGOZIAZIONE, cioè un processo di interscambio comunicativo finalizzato a raggiungere un accordo con altre persone, quando alcuni degli interessi sono condivisi e altri sono dialettici.

La negoziazione non si limita allo stare seduti attorno ad un tavolo mentre si discute di una questione controversa; è un’attività anche informale in cui si è impegnati tutte le volte che si cerca di ottenere qualcosa da un’altra persona. Anche se non siamo seduti personalmente attorno ad un tavolo, le nostre vite vengono influenzate dai risultati delle negoziazioni. In sintesi, le negoziazioni danno forma alla nostra vita.

Siamo negoziatori onesti e positivi se sappiamo rinunciare alla tentazione del palcoscenico e del “mattatore”, mettendo da parte l’illusoria auto-considerazione che siamo gli unici ad aver da dire qualcosa di importante per la soluzione dei problemi che la vita della comunità ci pone costantemente davanti.

Tutti possiamo essere negoziatori, e tuttavia a molti di noi non piace negoziare. Vediamo la negoziazione come un confronto stressante che ci pone di fronte ad una scelta sgradevole.

  • Se siamo “morbidi” perché vogliamo salvaguardare il rapporto interpersonale, finiamo col rinunciare alla nostra posizione.
  • Se siamo “duri”, perché ci interessa affermare la nostra posizione, rischiamo di rovinare il rapporto e magari di perdere capra e cavoli.

Esiste un’alternativa: il problem solving comune. Non è soltanto “morbido”, e neppure soltanto “duro”, ma una combinazione delle due qualità. Consiste nell’essere morbidi con le persone e duri sul problema.

Come si realizza è il problem solving comune?

  • Invece di attaccarsi a vicenda, si aggredisce il problema insieme.
  • Invece di guardarsi in cagnesco attraverso il tavolo, si prende posto gli uni accanto agli altri di fronte al problema comune.
  • In poche parole si prende atto che esiste un problema, non lo si vede come solvibile nella contrapposizione delle parti, si concerta una soluzione condivisa a vantaggio di tutti.

Il problem solving comune si sviluppa intorno agli interessi, piuttosto che intorno alle posizioni. Si incomincia con l’identificare gli interessi di ciascuna parte: le preoccupazioni, i bisogni, i timori e i desideri che soggiacciono alle posizioni che contrastano con le proprie e che motivano quelle stesse posizioni. Quindi, si analizzano le diverse opzioni per venire incontro a quegli interessi. L’obiettivo è raggiungere un accordo che determini una reciproca soddisfazione, in un modo efficiente e amichevole.

Occorre mettere in atto il Brainstorming: dall’inglese, letteralmente, “tempesta di cervelli”. È una tecnica di pensiero creativo utilizzata solitamente in gruppo per escogitare soluzioni ed elaborare nuove idee.

Di solito, in un confronto:

  • Gli scettici si affrettano a dire che tutto questo è facile a dirsi, ma difficile a farsi.
  • Gli ottimisti “facili” pensano che tutto sia semplice.
  • I realisti sono abituati a valutare gli aspetti positivi e le condizioni negative.

 

Ma quali sono gli ostacoli alla cooperazione?

La difesa preventiva: La negoziazione non evidenzia soltanto un comportamento difficile della controparte, ma la tua stessa reazione. Pensi di essere attaccato dalla posizione altrui e ti atteggi a difesa/attacco.

Le emozioni negative di coloro che stanno dall’altra parte nascono dal convincimento che:

  • Dietro la loro aggressività possono esserci rabbia e ostilità.
  • Dietro la rigidità della loro posizione possono esserci timore e sfiducia. Convinti di essere loro nel giusto e tu nella posizione sbagliata, potrebbero rifiutarsi di ascoltare. Avendo una visione del mondo “o mangi o vieni mangiato”, potrebbero ritenere giustificato usare tattiche sgradevoli.

La difesa della posizione: Comportamento dell’altra parte relativamente alla sua posizione: la tendenza a fissarsi su una posizione e a cercare di indurti a gettare la spugna. Spesso l’altra parte ritiene che non ci sia altro modo per negoziare.

La loro insoddisfazione.

Il tuo obiettivo potrebbe essere quello di raggiungere un accordo soddisfacente per ambo le parti, ma potresti accorgerti che ai tuoi interlocutori non interessa questo risultato.

Potrebbero non vedere come possa tornare a loro vantaggio. Anche se puoi soddisfare i loro interessi, potrebbero temere di perdere la faccia se devono cedere. E se è una tua idea, potrebbero respingerla solo per questa ragione.

Il loro potere.

Se l’altra parte vede la negoziazione come una questione in cui o si vince o si perde, sarà determinata a sconfiggerti.

Potrebbe essere guidata dal concetto: “Quello che è mio è mio. Su quello che è tuo si può negoziare”. Se i tuoi interlocutori possono ottenere ciò che vogliono attraverso giochi di potere, perché dovrebbero collaborare con te?

Se tutti si convincessero, invece, di essere una delle tessere del mosaico che costituisce l’intera immagine del progetto da realizzare, si concretizzerebbe quell’intesa che porta naturalmente al superamento della parzialità contrapposta.

 

SUPERAMENTO DELLE BARRIERE:

  1. Trattare i propri interlocutori come partner di una negoziazione che offre un’opportunità per raggiungere un accordo che sia soddisfacente per ambo le parti.
  2. La diversità di posizione e dei ruoli non autorizza una preconcetta attribuzione di posizione dominante in sede di analisi delle questioni da trattare.

 

LA COMUNICAZIONE:

Determinante è la COMUNICAZIONE:

  1. Voler comunicare
  2. Saper comunicare
  3. Poter comunicare

 

Determinante è la COMUNICAZIONE:

  1. CHI comunica
  2. COSA comunica
  3. PERCHÉ comunica
  4. COME comunica
  5. DOVE comunica

 

FASI PREVEDIBILI:

  1. ACCORDO/CONDIVISIONE
  2. CONTRASTO – Posizioni inizialmente divergenti
  3. CONFLITTO – Posizioni accertate come contrapposte e che si lottano

 

CONDIVISIONE/NON CONDIVISIONE:

  1. Dei fini
  2. Degli obiettivi
  3. Dei metodi
  4. Dei contenuti
  5. Dei ruoli
  6. Delle relazioni
  7. Dei risultati attesi
  8. Dei riconoscimenti
  9. Dei sistemi di controllo
  10. Dei sistemi di valutazione

 

 

IL DIRIGENTE

Necessità di ridefinire ruolo e compiti del Dirigente, non solo alla luce delle mutazioni normative ma soprattutto nella prospettiva dei cambiamenti d’identità e di funzioni della scuola, immaginata dall’innovazione e ipotizzata dalla Riforma e tenendo presenti le norme relative all’Autonomia

scolastica.

Si contrappongono, se non si integrano, due visioni della figura del “DIRIGENTE”:

  1. Il dirigente tout court (identità derivata e definita dal ruolo giuridico) – “L’area dirigenziale amministrativa è considerata come sbocco naturale di un impegno politico sindacale tendente a togliere centralità alla dimensione educativa del profilo e a dare più risalto all’azione amministrativa e a considerare il dirigente scolastico come leader organizzativo la cui forza e il cui prestigio sono sostanzialmente funzioni di potere di cui dispone”

(A. Valentino)

 

Il dirigente “scolastico ”(identità derivata e definita soprattutto dalla comunità cui sovrintende….una scuola). In questa visione si mette in risalto:

  1. La valorizzazione delle professionalità scolastiche
  2. I principi della condivisione e della cooperazione
  3. I valori della reciprocità e dell’ascolto
  4. La sottolineatura di compiti e funzioni tendenti a garantire le condizioni per cui l’Istituto scolastico realizza la sua funzione considerata primaria: la relazione educativa.

 

IL PERSONALE A.T.A.

Vige l’idea errata che rappresenti il gruppo di “facchinaggio” della comunità scolastica; invece – ai fini di una corretta e completa organizzazione – agisce per la migliore e funzionale azione d’intervento del sistema, creando le condizioni logistiche, procedurali, amministrative indispensabili e ineliminabili.

 

GLI ALUNNI

Sono parte in causa determinante per la sussistenza e l’identità della scuola: senza alunni non c’è scuola.

Gli alunni non sono il terminale parziale del “do ut des” del sistema formativo ma, nella distinzione dei ruoli (tra docente e alunni stessi), costituiscono entrambi i versanti in quanto ricevono dal docente e danno al docente.

Sotto questo versante di relazione gli alunni devono essere coinvolti in tutti i processi organizzativi del sistema e dalla loro partecipazione dipende anche la realizzazione dei fini e degli obiettivi della comunità scolastica.

 

I GENITORI – IL CONTESTO FAMIGLIARE

  1. Sono i primi protagonisti (diritti e doveri inclusi) dell’educazione dei figli e sono partner primari, con lo Stato, del sistema educativo-formativo-istruttivo delle nuove generazioni.
  2. Chiedono al sistema scolastico di contribuire – con la sua specifica azione – all’educazione-formazione-istruzione dei figli.
  3. Assicurano la più ampia, adeguata e continua azione a supporto dell’intervento della scuola nel suo campo.
  4. Si fanno interpreti delle istanze individuali dei figli nei confronti sia della comunità scolastica che di quella territoriale.

 

IL TERRITORIO

  1. La scuola non è un “corpo aggiunto” del territorio ma ne fa parte a pieno titolo, con i diritti e i doveri previsti per gli attori dello stesso.
  2. Se il territorio non è “educativo” – perché “educato” – svolge un’azione contrastiva rispetto agli interventi della scuola.
  3. La cultura e la civiltà, praticate dal territorio, entrano appieno nel processi formativi della scuola.
  4. La scuola, da parte sua, dà ampio risalto, nei suoi interventi formativi, all’educazione alla cittadinanza”.

La scuola, luogo privilegiato e fondamentale di educazione e formazione della persona, deve essere una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, di crescita personale e collettiva. Fonda il suo progetto e la sua azione educativa sul rispetto reciproco fra tutte le persone che la compongono, nella piena e responsabile consapevolezza che per ogni individuo diritti e doveri hanno pari importanza e valore. Rispettosa dell’identità e delle inclinazioni personali di ciascun allievo, conta sulla positiva e costante collaborazione delle famiglie per realizzare il suo progetto educativo. Si impegna ad offrire un ambiente idoneo alla crescita e alla partecipazione attiva e responsabile.

Siamo tutti consapevoli che il contesto sociale di riferimento ha una forte influenza sul sistema formativo.

La scuola accumula, quindi, la sua crisi con la crisi sociale e della famiglia.

Solo nella disponibilità ad un agire concertato si può consentire il superamento di tali crisi, puntando sulle qualità indiscusse dei migliori operatori presenti nel sociale e nella scuola e sulla consapevolezza della famiglia che deve al sistema formativo se il futuro dei figli sarà produttivo di esiti personali e professionali.

Cronaca di una grande vittoria

Aiuto! Il Martini mi è rimasto sullo stomaco!!
Cronaca di una grande vittoria CNAFAM

Una grande vittoria del Coordinamento CNAFAM, che in questa impresa è stato – davvero – solo contro tutti!

Ricorderete la nostra lunga lotta contro il DDL Martini, subdolo e nefasto tentativo politico di smantellare l’intero sistema AFAM, così come delineato dalla Costituzione (art. 33 comma 5) e dalla legge 21 dicembre 1999, n. 508: dietro il ricatto della statizzazione degli Istituti musicali pareggiati e dell’immissione in ruolo dei precari AFAM, l’indigeribile disegno di legge celava il tentativo di sopprimere ogni autonomia delle Istituzioni AFAM e di farle confluire in maniera forzosa e incostituzionale in fantomatici “Politecnici delle arti” (concepiti in assoluto contrasto con quelli delineati, su base volontaria, dalla legge 508/99), governati da un “super direttore” di nomina ministeriale.
Era evidente che il DDL avesse il solo scopo di trasformare anche il settore AFAM – che il mondo ci invidia – in una dependance dei partiti e del potere.

Giurammo allora (con la nostra campagna – divenuta virale – No Martini, no party!) che non li avremmo lasciati brindare alla nostra salute.
E così è avvenuto!

Naufragato miseramente il DDL Martini, i promotori però ci hanno spudoratamente riprovato, proponendo una serie di emendamenti alla legge di bilancio, che riportavano – sia pur succintamente – tutte le nefandezze del DDL.

La nostra azione politica glielo ha impedito, permettendo che della infausta proposta originaria si salvasse soltanto la statizzazione degli Istituti pareggiati. Gli altri provvedimenti – come giustamente sottolineato da MEF e Ragioneria dello Stato, che hanno ripreso le nostre puntuali osservazioni – dovranno essere assunti con i regolamenti, mai emanati, previsti dalla legge 508/99, essendo ogni altro intervento legislativo inutile, oltre che improvvido e pericoloso.

La nostra vittoria ha causato un vero e proprio terremoto politico, culminato con le dimissioni del sottosegretario con delega all’AFAM, sen. Angela D’Onghia. Dimissioni dovute, anche se tardive e pretestuose, se è vero – com’è vero – che al sottosegretario D’Onghia spettava fare l’unica cosa che ella non ha mai fatto: predisporre ed emanare i regolamenti di applicazione della legge 508, anziché inseguire le chimere di un folle e incostituzionale progetto di riordino, il cui destino era di sfracellarsi contro gli scogli del buon senso.
Abbiamo più volte incontrato il sottosegretario D’Onghia negli anni precedenti: mai ha voluto far tesoro dei nostri suggerimenti. Merita pertanto di condividere il destino del Ministro che l’ha designata.

A noi non resta che fare i nostri più sentiti ringraziamenti ai pochissimi che ci sono stati vicini in questi mesi, e hanno permesso il realizzarsi di questa straordinaria impresa: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sen. Luciano Pizzetti; la senatrice Cinzia Fontana, componente della Commissione bilancio del Senato, la senatrice Magda Zanoni, relatrice del DDL Bilancio in Commissione, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Oltre ai tanti musicisti che hanno lavorato e che lavorano, spesso nell’ombra, insieme con noi…

Il Coordinamento CNAFAM, che con i suoi oltre 4000 aderenti rappresenta la principale organizzazione professionale nazionale dei settori artistico, musicale e coreutico italiano, rivendica con orgoglio di aver posto – ormai da anni – la questione della riforma della formazione artistica, musicale e coreutica italiana all’attenzione di Governo e Parlamento.

Domenico Piccichè
Referente Nazionale CNAFAM

CULTURA, MIBACT OFFENDE IL SUD

CULTURA, MIBACT OFFENDE IL SUD, DEPREDATO DALL’ART BONUS E VITTIMA DI VISIONE ASSISTENZIALISTA
 
Roma 1 dicembre 2017: “Un’Italia a due velocità e un Governo sempre meno credibile. Il sottosegretario ai Beni Culturali, Antimo Cesaro, rispondendo all’interrogazione sull’Art Bonus, ammette che il governo si è totalmente disinteressato alle sorti dei siti culturali e turistici del Sud. Nessun incentivo per la ricchezza del Mezzogiorno perché, dice Cesaro, questa avrebbe “richiamato una cultura assistenzialistica”. Sono parole che offendono tutto il Meridione. La politica ha da sempre commesso l’errore di non impostare un modello di sviluppo differente per il Nord e il Sud del Paese, il caso dell’Art Bonus ne è un esempio calzante. E i tre governi a trazione Pd degli ultimi 4 anni non hanno certo fatto la differenza. La crescita del Mezzogiorno deve partire da cultura e turismo”.
 
I deputati M5S della commissione Cultura, con il question time in commissione hanno chiesto con un’interrogazione a prima firma di Luigi Gallo di: “riequilibrare il minor livello di investimenti in favore di beni culturali pubblici al Sud e  assicurare una maggiore equità negli investimenti in favore della tutela del patrimonio culturale delle regioni del Meridione”. 
 
Nell’interrogazione il MoVimento 5 Stelle denunciava come il Sud riceva “meno del 2% di fondi raccolti a sostegno di progetti per la tutela dei beni culturali e un solo progetto al Nord ha ricevuto gli stessi 3,8 milioni dei 132 progetti presentati nell’intero Mezzogiorno”.
 
“Non ci soddisfa la risposta del sottosegretario Cesaro – continua Gallo – che ammette i ritardi del governo sullo sviluppo di progetti Art Bonus al Sud ma scarica le colpe sugli enti locali. Tra l’altro, si individuano le fondazioni bancarie, ovviamente presenti quasi esclusivamente al Nord, come unico donatore da attrarre. E’ sbagliato, come ribadito anche da Fedecultura. C’è un inerzia del Ministero dei Beni Culturali al Sud per la scrittura di progetti da finanziare e la mia proposta di migliorare l’ARTBONUS per rendere le associazioni culturali attivatori di progetti e permettere sul portale le micro donazioni, restano lettera morta, nonostante le approvazioni in Parlamento. Un’impostazione che ha ricevuto il via libera solo sulla carta, visto che si continua a pensare solo ai grandi donatori e alle banche”.

SCELTE LE 5 SCUOLE VINCITRICI DEL PRIMO CONTEST DI #IOLEGGOPERCHÉ

SCELTE LE 5 SCUOLE VINCITRICI DEL PRIMO CONTEST DI #IOLEGGOPERCHÉ:

UN VERO LABORATORIO DI CREATIVITÁ SU SCALA NAZIONALE.

BOLOGNA, CALIMERA (LECCE), NAPOLI, UMBERTIDE (PERUGIA)

 

392 eventi in tutta Italia tra flash mob, letture di rime originali,

sfide tra studenti e ombrelli “letterari” a spasso per la città

 

Milano, 1 dicembre 2017 – Dopo la felice conclusione dei dieci giorni di campagna #ioleggoperché 2017 – grazie a cui sono stati donati dai cittadini alle biblioteche scolastiche italiane 111.000 libri a cui si aggiungeranno altri 111.000 volumi donati dagli editori – è arrivato il momento della selezione delle 5 scuole vincitrici del contest #ioleggoperché 2017 per i progetti di promozione del libro e della lettura sviluppati con maggiore creatività.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), Associazione Italiana Biblioteche (AIB), Associazione Librai Italiani – Confcommercio (ALI), Libriamoci e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBACT) e di RAI, sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura.

Nel corso della terza edizione, ai 578 eventi spontanei registrati sulla piattaforma dell’iniziativa dal 21 al 29 ottobre, quest’anno si sono aggiunti infatti ben 392 eventi contest: migliaia di studenti e insegnanti appassionati hanno sviluppato, in collaborazione con le librerie gemellate, progetti di straordinaria originalità per partecipare alla sfida.

Il risultato è stato un vero e proprio laboratorio di creatività su scala nazionale dedicato alla passione per la lettura, e la scelta tra le centinaia di attività frutto della fantasia dei ragazzi e ispirate dalle storie di un libro e dalla passione per la lettura è stata davvero lunga e complessa.

Le 5 scuole selezionate da AIE per questa prima edizione sono una scuola dell’infanzia della provincia di Lecce, due primariedi Bologna e della provincia di Perugiauna secondaria di primo grado e una di secondo grado, entrambe napoletane, gemellate ciascuna con un libreria del proprio territorio.

Le cinque vincitrici si aggiudicano 5 buoni libro del valore di 2.000 euro ciascuno, da spendere nella libreria con cui hanno partecipato al contest e 5 consulenze bibliotecarie specializzate per la creazione e l’organizzazione della biblioteca scolastica, grazie al coinvolgimento di AIB – Associazione Italiana Biblioteche.

Ciò che in particolare ha colpito delle cinque Scuole selezionate è l’originalità progettualel’impegno degli studenti, degli insegnanti e dei librai, la loro creatività e la capacità di dare visibilità al progetto in modo efficace, trasmettendo la passione per il libro ai coetanei, agli adulti e ai cittadini del territorio, nelle piazze e nelle librerie. Ognuna con la propria peculiarità e unicità.

“Questa prima edizione del contest #ioleggoperché – ha sottolineato Alessandro Monti, vicepresidente di AIE – ha ampiamente dimostrato che la lettura non è lontana dalla quotidianità di migliaia di ragazzi e bambini di tutta Italia, ma è spesso parte integrante della loro vita, dentro e fuori dalla scuola, e rientra a pieno titolo tra le loro passioni, svaghi e divertimenti”.

Queste le cinque scuole vincitrici (per ciascun progetto, è possibile visualizzare su Facebook foto e video realizzati dalle scuole protagoniste):

·      Scuola dell’Infanzia di Calimera (LE) con la libreria Voltalacarta

“IL PIFFERAIO MAGICO”: bambini, insegnanti e genitori invadono piazza del Sole, per cantare “La canzone dei Libri” di Roberto Piumini. Seguendo il piccolo pifferaio, la comitiva si muove in libreria in “processione” per leggere e inventare un nuovo finale alla storia del “Pifferaio Magico”.

– link: https://www.facebook.com/mariateresa.onorato.3/videos/1949830568620891/

·      Scuola primaria C. Pavese di Bologna con la libreria per ragazzi G. Stoppani

“IO LEGGO PERCHÉ”: una canzone originale scritta per #ioleggoperché, cantata in piazza e in libreria utilizzando i libri come strumenti.

Una banda e un  megafono nelle vie della città, per invitare tutti quanti a donare un libro.

link: https://www.facebook.com/marco.ghilarducci.77/videos/pcb.755179431340738/2034281203472790/?type=3&theater

·      Scuola primaria Garibaldi-Umbertide di Umbertide (PG) e la libreria Alibù

“LEGGERE INSIEME BELLE RIME ORIGINALI”: un percorso didattico completo, dai banchi di scuola alla libreria, dall’allestimento della vetrina alla creazione di un libro, un lavoro sul testo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepùlveda,con varie iniziative all’interno della libreria.

– link: https://www.facebook.com/Leggereinsiemebellerimeoriginali-373229133132388/

·      Scuola secondarie di I grado Marco Polo di Calvizzano (Napoli) e la libreria Mooks – Mondadori Bookstore

“STORIE SOTTO L’OMBRELLO”: ombrelli “letterari” decorati a tema con il libro preferito, portati per le strade del Vomero dagli studenti a caccia di ascoltatori e possibili acquirenti di libri.

– link: https://www.youtube.com/watch?v=kiHLuXi3wnI

·      Scuola secondaria di II grado ITT Giordano Striano di Napoli e la libreria Iocisto 

“CHAMPIONS LEABR”: una sfida letteraria tra due classi, che si sono affrontate a suon di cultura e sul libro “Buio” di Maurizio De Giovanni.  Con l’autore gli studenti giocano e discutono del romanzo e della sua trasposizione televisiva.

–  link: https://www.facebook.com/giordanistriano/videos/1935685683347517/  

La prossima e ultima tappa di #ioleggoperché 2017 è entro marzo 2018; quando arriverà, sempre tramite le librerie aderenti, anche il contributo degli editori italiani che hanno deciso di superare il tetto previsto di 100.000 volumi aggiungendone altri 11.000, per un totale di 111.000 volumi. Saranno quindi oltre 222.000 i nuovi volumi – tra donazioni dei cittadini e degli editori – che andranno ad arricchire il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche italiane, in aggiunta ai 124.000 della scorsa edizione, aumentando così in modo ancor più decisivo la media di libri disponibili per studente (già passata da 3,9 a 5,2 grazie a #ioleggoperché 2016).

Il monte libri messo a disposizione dagli Editori sarà ripartito tra le Scuole di ciascun ordine (infanzia, primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado) in modo che ciascuna scuola iscritta del medesimo grado, che ne abbia fatto richiesta tramite il portale entro il termine previsto riceva identico numero di copie (non dunque necessariamente lo stesso numero di volumi ricevuti in donazione dal pubblico).

#ioleggoperché 2017 è un progetto dell’Associazione Italiana Editori (AIE), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e Attività culturali e del Turismo e della Rai, sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura e in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Associazione Librai Italiani- Confcommercio Imprese per l’Italia, Associazione Italiana Biblioteche e Libriamoci! Giornate di lettura nelle scuole.

 

Media partner: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, La7, Mediaset TGcom24, Rai Radio3, Robinson La Repubblica

Media supporter: Famiglia Cristiana, Giornale della Libreria, Il Fatto Quotidiano, Il Giornalino, IlLibraio.it, LaF, La Stampa, Lettera43, Libreriamo, Pagina99, RadioLibri, RadioRadicale, Studenti.it

Con il sostegno di: Pirelli

Technical Partner: Meli, Ceva

Con il supporto di: Ibs.it, LaFeltrinelli.it, Libraccio.it, Lega B, Mondadori.Store, Lega SerieA

Si ringrazia: Gallerie d’Italia – Piazza Scala

Partecipano all’organizzazione: ALI, Ancora, LaFeltrinelli, Giuntialpunto, Libraccio, Librerie Claudiane, Librerie Coop, MondadoriStore, Paoline, San Paolo, TCI Touring Club Italiano, Ubik

Elenco librerie aderenti disponibile qui: http://www.ioleggoperche.it/gallery/244/LIBRERIE_ISCRITTE_2017.pdf

Elenco scuole aderenti disponibile qui:

http://www.ioleggoperche.it/gallery/245/SCUOLE_ISCRITTE_2017.pdf

www.ioleggoperche.it

#ioleggoperché

 

Dall’autorizzazione per l’uscita da scuola degli under 14 alle semplificazioni sui vaccini: il decreto fiscale è legge

da Il Sole 24 Ore

Dall’autorizzazione per l’uscita da scuola degli under 14 alle semplificazioni sui vaccini: il decreto fiscale è legge

di Eu. B.

Nel giorno in cui il  Senato ha votato la fiducia sulla legge di bilancio 2018 inviandolo a Montecitorio per il secondo via libera parlamentare, la Camera ha convertito in legge il decreto fiscale. Che costituisce l’altra gamba della manovra di finanza pubblica per l’anno prossimo e – a dispetto del nome – contiene più di una norma riguardante da vicino il mondo dell’istruzione. Vediamole nel dettaglio.

L’autorizzazione per l’uscita da scuola dei minori
Il provvedimento dispone che i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori, nonché i soggetti affidatari dei minori di anni 14 possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione (dunque anche nelle scuole paritarie), in considerazione dell’età, del grado di autonomia e dello specifico contesto a consentire l’uscita autonoma degli alunni dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni. Autorizzazione che esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza. E che va inviata anche all’ente locale gestore del servizio se il ragazzo usufruisce del servizio di scuolabus.Così facendo il personale scolastico, quello addetto al trasporto e l’ente locale gestore del servizio sarebbero esonerati dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza nella salita e discesa dallo scuolabus e nel tempo di sosta alla fermata, anche nel caso di rientro a casa al termine delle attività scolastiche.

Semplificazioni per la vaccinazione
Cambiano anche le procedure connesse agli obblighi di vaccinazione, relative alle aziende sanitarie locali, nonché ai servizi educativi per l’infanzia, alle scuole ed ai centri di formazione professionale regionale. Viene infatti anticipato già al prossimo anno scolastico la semplificazione che il decreto 73 del 2017 prevedeva a partire dal 2019/2020. Le scuole ubicate in una regione o provincia autonoma che ha istituito un’anagrafe vaccinale non dovranno più acquisire la documentazione di tutti gli iscritti con un’età inferiore ai 16 anni, ma dovranno solo inviare l’elenco degli iscritti: un’informazione di cui sono più in possesso. Saranno poi le aziende sanitarie locali a verificare l’assolvimento dell’obbligo o eventuali casi di esonero e restituire agli istituti l’elenco dei soli allievi non in regola. L’anticipo potrebbe valere già da quest’ann0 qualora il controllo sul rispetto degli obblighi si concludesse entro il 10 marzo 2018.

Affitti studenti fuori sede
Sempre al Senato era stata decisa l’estensione della detrazione d’imposta per canoni di locazione per un importo non superiore a 2.633 euro, prevista per gli studenti universitari fuori sede, anche all’ipotesi in cui l’università fosse ubicata in un comune distante da quello di residenza almeno 50 km e gli studenti fuori sede fossero residenti in zone montane o disagiate, sopprimendo, in ogni caso, la previsione che il comune di ubicazione dell’università fosse situato in una provincia diversa da quella di residenza dello studente. Estensione che verrà però limitata ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018.