Caos ex Province e tagli enti locali

On. Nicola Fratoianni (LU- Sinistra Italiana): inaccettabile situazione di tantissime scuole al freddo in questi giorni. Caos ex Province e tagli enti locali: la propaganda Pd è una Waterloo. Governo trovi strada per evitare altri disagi. 

Scuole nel caos in Toscana, rabbia per il gelo in classe”, “Padova, scuole al freddo”, “Piemonte: l’inverno della scuola”
“Sono alcuni dei titoli che campeggiano in questi giorni sui giornali di gran parte dell’Italia.
Strutture scolastiche cadenti, manutenzione inesistente, mancanza di fondi delle ex Province: sono alcuni dei motivi per cui tantissime sedi scolastiche di un Paese del G8 si sono trasformate in queste settimane in frigoriferi, tra le proteste di studenti, professori, famiglie.”
Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, esponente della lista Liberi e Uguali.
“Il caos nelle ex province, i tagli selvaggi agli Enti Locali – prosegue il leader di SI – consegnano una situazione al limite della decenza.  Ed è una vera e propria Waterloo per quella narrazione del Pd in questi anni fatta di slogan pubblicitari e chiacchere. “
“ Serve subito – conclude Fratoianni – un intervento d’urgenza da parte del governo per trovare immediate risposte ed ovviare ad una situazione davvero incredibile.”

14 dicembre: assemblea pubblica per la Scuola a Montecitorio

14 dicembre: assemblea pubblica per la Scuola a Montecitorio

Una scuola bene comune per l’intera società, comunità aperta alla partecipazione, fondata su pluralismo, autonomia, collegialità: è questa la scuola tratteggiata nel “Manifesto per la scuola di tutte e di tutti”.

Un modello di scuola su cui investire le risorse necessarie, a partire da quelle che vanno inserite nella Legge di Bilancio: così, i quattro segretari dei sindacati scuola Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Pino Turi, Elvira Serafini, annunciano l’iniziativa del prossimo 14 dicembre a Montecitorio.

Un incontro pubblico, a partire dalle 16.00, per raccontare la scuola possibile, quella fuori dalle strettoie della burocrazia, quella fondata sulla libertà di insegnamento, quella non più fanalino di coda.

L’obiettivo che ci poniamo – sottolineano i segretari generali – è ottenere nella legge di Bilancio, in discussione alle Camere, risorse aggiuntive per la scuola, da investire anche nel rinnovo contrattuale, il cui negoziato va accelerato. Vanno poi potenziati gli organici del personale ATA e quelli dell’infanzia, va tolto il divieto di sostituzione del personale ATA, indispensabile per il funzionamento delle nostre scuole.

Investimenti nel sistema dell’istruzione e un confronto più serrato e veloce per il rinnovo del contratto: su questi temi, che rispondono all’interesse dell’intera comunità sociale e vanno a tutelare i diritti delle giovani generazioni per una istruzione di qualità – FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e Snals Confsal – intendono sollecitare un coinvolgimento ampio di tutta la società civile, a partire dall’assemblea pubblica a Montecitorio di metà dicembre.

Trasporto scolastico: legittima la revoca della gara se non c’è la copertura finanziaria da parte del Comune

da Il Sole 24 Ore 

Trasporto scolastico: legittima la revoca della gara se non c’è la copertura finanziaria da parte del Comune

di Ilenia Filippetti

Il venir meno delle risorse finanziarie costituisce una ragione valida e sufficiente per non dar corso alla stipulazione del contratto, e ciò anche nei casi in cui sia già intervenuta l’aggiudicazione definitiva della gara. È questo il principio affermato dal Tar Lazio, Roma, Sezione II bis, con la sentenza numero 11680 del 24 novembre 2017.

Il caso
Nel giugno 2017 un Comune laziale aveva indetto una gara per affidamento del servizio di trasporto scolastico degli alunni delle scuole dell’infanzia primaria e secondaria di I grado e per il servizio di trasporto degli alunni disabili presso gli istituti superiori posti al di fuori del territorio comunale. Successivamente, il Comune aveva disposto l’approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2017 non prevedendo risorse per il trasporto scolastico; a corollario, il Comune aveva disposto di annullare in autotutela la gara, tenuto conto del fatto che l’offerta della concorrente prima classificata era risultata anomala e non era ancora pervenuto il parere di congruità in relazione ai chiarimenti presentati dall’aggiudicataria.
A fonte di tale annullamento, l’impresa provvisoriamente aggiudicataria proponeva ricorso al Tar Lazio chiedendo la condanna del Comune al risarcimento dei danni nonché il riconoscimento dell’indennizzo a causa della revoca della procedura di affidamento disposta in autotutela.

La decisione
Con la pronuncia in rassegna il Tar Lazio sottolinea che, in effetti, nel bilancio comunale dell’anno 2017 non erano stati stanziati i fondi necessari per il servizio del trasporto scolastico; considerato, pertanto, che non si era ancora provveduto all’aggiudicazione definitiva, la gara era stata legittimamente revocata dal Comune, essendo sopravvenuta la predetta carenza di risorse finanziarie.
Il Tar evidenzia, in particolare, che per giudicare legittimo il predetto provvedimento di revoca è sufficiente richiamare la giurisprudenza resa dalla medesima sezione del Giudice amministrativo del Lazio che, con la sentenza n. 4885 del 2017, aveva già notato come «il venir meno delle risorse finanziarie costituisca ragione valida e sufficiente per non dare corso alla stipulazione del contratto, nonostante l’aggiudicazione definitiva già intervenuta».
Nel caso di specie dedotto nella pronuncia in rassegna, peraltro, non si era neppure pervenuti alla aggiudicazione definitiva, essendo l’offerta della ricorrente ancora sottoposta alla verifica di anomalia, con la conseguenza che, a maggior ragione, il Tar Lazio ha ritenuto legittima la revoca della procedura a causa della sopravvenuta carenza di risorse finanziarie: è del tutto evidente – nota il Tribunale amministrativo – che, in difetto delle risorse, la stipulazione del contratto è oggettivamente impossibile e ciò basta a giustificare il provvedimento di revoca dell’intera procedura di gara.

I precedenti
La giurisprudenza amministrativa, peraltro, è stata da sempre granitica nell’affermare il predetto principio: si veda, al riguardo, la recente pronuncia del Tar Lazio numero 10465 del 2016, nella quale è stato affermato che, ai sensi dell’articolo 21-quinquies della legge numero 241 del 1990, è pienamente legittima la revoca di un provvedimento di aggiudicazione definitiva di appalto pubblico, ove si tratti di revoca motivata da ragioni di sopravvenienze fattuali o giuridiche. Nello stesso senso, è stato sempre costante l’orientamento dei Tribunali amministrativi in forza del quale le sopravvenute difficoltà finanziarie della stazione appaltante oppure la carenza ab origine della necessaria copertura finanziaria, costituiscono una valida ragione per disporre la revoca di un affidamento di servizi, e ciò addirittura dopo l’avvenuta stipulazione del contratto; a fortiori, pertanto, tali principi debbono trovare applicazione nei casi in cui il contratto non è stato ancora stipulato, posto che neanche l’aggiudicazione definitiva equivale ad accettazione dell’offerta.

L’approfondimento
Nel caso deciso con la pronuncia in rassegna, l’impresa ricorrente aveva eccepito l’irragionevolezza della revoca in quanto il servizio oggetto di affidamento sarebbe stato talmente essenziale da impedire la sussistenza di qualsiasi motivo di interesse pubblico a non effettuare lo stesso; la rinuncia al servizio di trasporto degli alunni disabili presso gli istituti superiori posti al di fuori del territorio comunale, in particolare, si porrebbe in contrasto con l’articolo 38 della Costituzione, così come confermato dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 275 del 2016 nella quale è stata ribadita la natura fondamentale del diritto all’istruzione dei disabili, tutelato anche a livello internazionale dall’articolo 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Il Tar ha tuttavia ritenuta infondata anche tale censura, evidenziando che, nel caso di specie, la gara era in espletamento per l’affidamento del servizio di trasporto degli alunni nelle scuole del Comune e, solo marginalmente, per il trasporto dei disabili anche presso istituti collocati fuori dal Comune: il valore della gara, infatti, era stimato in una base d’asta di oltre tre milioni di euro e, di questa somma, solo una parte marginale sarebbe stata destinata al servizio di trasporto dei disabili.
Il Giudice amministrativo sottolinea che, in ogni caso, la predetta sentenza n. 275 del 2016 della Corte costituzionale (che mira a delimitare la discrezionalità del legislatore regionale che non può trascurare la regolamentazione del servizio di trasporto degli alunni disabili), non può comunque essere interpretata nel senso di obbligare qualsiasi amministrazione comunale a garantire il servizio indipendentemente dalle risorse finanziarie disponibili, in quanto tutti i servizi alla persona richiedono comunque un impegno finanziario e, pertanto, risultano inevitabilmente condizionati dalla situazione finanziaria dell’Ente erogante. Con ciò – prosegue il Tar Lazio – non si vuol negare che il diritto all’istruzione degli alunni disabili, per essere efficacemente garantito, richieda l’adempimento di un adeguato servizio di trasporto; nella fattispecie concreta, peraltro, la grave situazione finanziaria dell’Ente comunale, affetto da uno squilibrio di bilancio stimato in quattro milioni di euro per ciascuna annualità, ha richiesto innanzitutto il commissariamento del Comune e, successivamente, l’adozione di gravi decisioni da parte del Commissario straordinario che hanno comportato la cancellazione dal bilancio annuale dei fondi per il servizio di trasporto scolastico.

Conclusioni
In conclusione, la pronuncia in rassegna evidenzia che l’azzeramento dei fondi per il servizio di trasporto scolastico non può essere automaticamente considerato come una violazione del diritto costituzionale all’istruzione degli alunni disabili, posto che, nel caso concreto, l’amministrazione comunale, pur nella ristrettezza finanziaria in cui si è trovata ad operare, era comunque riuscita a garantire, almeno fino alla fine dell’anno 2017, il servizio di trasporto per gli alunni disabili, impegnando le residue e le sia pur scarse disponibilità finanziarie a tal fine reperite.

La sentenza:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=MWQOCIP2FAXWOYTLPC2XMSLAN4&q=

Studio e sport, oltre 1.300 giovani atleti nel programma didattico Miur-Coni

da Il Sole 24 Ore 

Studio e sport, oltre 1.300 giovani atleti nel programma didattico Miur-Coni

di Alessia Tripodi

Oltre 1.300 studenti-atleti coinvolti in programmi che conciliano studio e agonismo, con la supervisione di quasi 600 tutor scolastici e più di 720 tutor sportivi. Sono i numeri forniti dal Miur in occasione della presentazione della nuova edizione di “Studenti-atleti”, il programma di sperimentazione didattica introdotto dalla legge sulla Buona Scuola – e realizzato in collaborazione con Coni, Lega Serie A e Comitato Italiano Paralimpico (Cip) – che permette ai giovani impegnati nello sport agonistico di non rimanere indietro negli studi.

I numeri
Nell’anno scolastico 2017/2018 le attività coinvolgono 1.309 studenti-atleti (+191% rispetto al 2016/2017) iscritti in 356 scuole di 18 Regioni. I ragazzi provengono soprattutto dai licei scientifici (44% del totale delle scuole partecipanti), seguiti dagli istituti tecnici (21%), dai licei sportivi (18%), e dagli istituti professionali (3%). In totale quest’anno, spiega il Miur, le scuole partecipanti sono il 90% in più rispetto all’anno scorso. Il 30% dei giovani sportivi frequenta il programma in modalità avanzata, il 70% in modalità base, seguiti da 596 tutor scolastici e 721 tutor sportivi. Tra le oltre 70 discipline sportive praticate dagli studenti atleti le più rappresentate sono il calcio (22% dei giovani), sport acquatici (14%), atletica e basket (tutte e due all’8%). Grazie ad un approccio didattico «altamente innovativo», spiega il Miur, che unisce il digitale alle lezioni frontali e ad attività di formazione dei docenti, le scuole che aderiscono al progetto riescono a garantire ai ragazzi che praticano sport ad alto livello la possibilità di proseguire il loro percorso formativo senza rinunciare all’agonismo.

La nuova edizione
La sperimentazione per l’anno scolastico 2017/2018 coinvolgerà atleti coinvolti nella preparazione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici estivi ed invernali, anche giovanili nel Quadriennio 2017-2020, gli studenti riconosciuti “atleti di interesse nazionale” dalla federazione o lega professionista di riferimento, atleti nei primi 24 posti della classifica nazionale di categoria, giocatori di calcio (serie A, B, C; Primavera e Berretti serie A,B,C, Under 17 serie A e B), pallacanestro (serie A1, A2, B under 20, Eccellenza, Under 18 Eccellenza), sempre con attestazione rilasciata dalla federazione e, infine, atleti di sport non professionistici di squadra che partecipano a campionati di Serie A e B maschile e A1, A2 e B1 femminile.

Invalsi, le prove Computer Based per la II secondaria di II grado

da La Tecnica della Scuola

Invalsi, le prove Computer Based per la II secondaria di II grado

Niente vaccini ancora per migliaia di bambini, Lorenzin: situazione pericolosa

da La Tecnica della Scuola

Niente vaccini ancora per migliaia di bambini, Lorenzin: situazione pericolosa

Sanzioni disciplinari dirigenti scolastici, tutto quello che c’è da sapere

da La Tecnica della Scuola

Sanzioni disciplinari dirigenti scolastici, tutto quello che c’è da sapere

Fedeli: “Ecco le iniziative per sopperire alla carenza di insegnanti di sostegno”

da La Tecnica della Scuola

Fedeli: “Ecco le iniziative per sopperire alla carenza di insegnanti di sostegno”

Esame di terza media: quel voto di ammissione che fa discutere

da Tuttoscuola

Esame di terza media: quel voto di ammissione che fa discutere

Continuano in tutte le regioni le Conferenze di servizio organizzate dal Ministero dell’Istruzione per informare i dirigenti scolastici del primo ciclo sul nuovo esame di Stato per il conseguimento del diploma di licenza media.

Sono diverse, in proposito, le modifiche introdotte dal decreto legislativo 62/2017 attuativo della delega prevista dalla Buona Scuola e confermate dal decreto ministeriale 741 del 3 ottobre scorso e dalla successiva circolare pro. 1865 del 10 ottobre.

Come si sa, perde peso, ad esempio, la valutazione del comportamento, declassato da voto in decimi a giudizio sintetico, senza più costituire possibile elemento ostativo per l’ammissione all’esame.

Perde peso anche l’eventuale voto insufficiente in una o più materie che, a differenza di prima quando costituiva motivo di non ammissione, ora può costituire motivo di ammissione su decisione motivata del Consiglio di classe nello scrutinio finale.

Suscita invece qualche perplessità, secondo quanto raccolto da Tuttoscuola su segnalazione di diversi dirigenti scolastici, la disposizione relativa alla determinazione del voto di ammissione, un voto che – altra novità del nuovo esame – peserà per il 50% sul voto finale dell’esame di licenza.

In precedenza, e fino allo scorso giugno, il voto di ammissione all’esame di terza media, cosiddetto di idoneità, veniva determinato dalla media dei voti attribuiti alle varie materie, tenendo conto anche del percorso scolastico del triennio.

Ora invece – questa la perplessità di molti – il voto tiene conto soltanto del percorso scolastico triennale, senza cenno alcuno ai livelli di apprendimento conseguiti nello scrutinio finale, senza che vengano previsti criteri per la sua determinazione.

Va detto, tuttavia, che le stesse disposizioni aggiungono “in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti”.

Le perplessità su questo punto possono essere superate dalla delibera dl collegio che, a nostro parere, potrà decidere se attribuire o meno un peso significativo ai livelli di apprendimento rilevati nell’ultimo anno rispetto agli anni precedenti, in quanto, in una logica del processo formativo, hanno sicuramente maggior valore i risultati conseguiti al termine del processo stesso.

Concorso DS, la fase di accesso: domande e risposte

da Tuttoscuola

Concorso DS, la fase di accesso: domande e risposte

Pubblichiamo di seguito le risposte dei nostri esperti ai quesiti che sono giunti in redazione durante il webinar dello scorso 28 novembre relativo al bando del concorso DS. Potete fare altre domande scrivendo a redazione@tuttoscuola.com.

Diploma di conservatorio

“Salve. Sono una docente di  scuola primaria,  di ruolo dal 2001. Sono diplomata in conservatorio (vecchio ordinamento – oboe) e ho completato il diploma magistrale con il quinto anno integrativo. Il mio dubbio è sulla possibilità di fare la domanda per il concorso da dirigente. Grazie”.

La risposta dell’esperto
Tra i requisiti di ammissione al concorso e in particolare per i titoli di studio richiesti, l’articolo 3 del bando prevede espressamente come titolo utile: diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica ovvero di diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di istituto secondario superiore. Riteniamo sussista la condizione per partecipare.

Diploma ISEF

“Ci sono versioni contrastanti sul diploma ISEF quale titolo valido per la partecipazione al concorso. Posso presentare domanda? Grazie”.

La risposta dell’esperto
Nella nota a margine dell’articolo 3 del bando (Requisiti di ammissione) si precisa che:
“Ai sensi della legge 18 giugno 2002, n.136 il diploma ISEF equivale a laurea triennale e non già quadriennale, magistrale o equivalente. Pertanto per la partecipazione al concorso di cui al presente bando, è necessario che coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea in scienze motorie debbano aver conseguito anche un’apposita laurea specialistica. Analogamente, il titolo di Baccalaureato rilasciato da una Università pontificia non può essere considerato quale titolo di accesso in quanto equivalente ad un diploma universitario. Infine, nemmeno il Magistero in Scienze religiose può consentire l’accesso alla procedura concorsuale in quanto è da ritenersi applicabile la disciplina contenuta nella legge 11 luglio 2002, n. 148, che demanda alla competenza delle Università e degli Istituti di istruzione universitaria (art. 2) nonché delle amministrazioni statali (art. 5) la facoltà di riconoscimento dei cicli e dei periodi di studi svolti all’estero e dei titoli di studio stranieri”.

Servizio scuole all’estero

Gentilissimi, avrei un dubbio da sottoporvi. Sono una docente di ruolo  di scuola primaria  dal 1985. Mi chiedevo:

– Sono stata vincitrice di 3 concorsi Ministero Affari Esteri/Miur, per docenti di ruolo, per docenza nelle scuole italiane all’estero. (per un totale all’estero di 12 anni). Devo specificarlo come punto A.5 (punti 0, 50 x 3) o come punto A.9 (punti 0, 50 x 2)?
– Per due anni, ho avuto altresì, sempre con incarico Mae/Miur. L’incarico di direzione didattica presso l’Istituto Legalmente Riconosciuto Fondazione Torino di Belo Horizonte – Brasile per gli anni  1999-2000 e 2000-2001. Devo specificarlo nel punto B.1 (punti 2,50 x 2)? Vi ringrazio per le possibili delucidazioni. Grazie mille, e, in attesa di un gradito riscontro, porgo cordiali saluti”.

La risposta dell’esperto
La valutazione del servizio non è immediata. Infatti i titoli culturali, professionali e di servizio non vanno dichiarati unitamente alla domanda di partecipazione al concorso, bensì dopo la prova scritta e soltanto da parte di chi l’ha superata. L’art. 10 del bando prevede in proposito: “I candidati, che hanno superato la prova scritta dichiarano il possesso dei titoli suscettibili di valutazione … La dichiarazione viene inoltrata esclusivamente attraverso POLIS, secondo le istruzioni che verranno impartite con successivi avvisi”.

Primo quesito. Per quanto riguarda la valutazione dei titoli prevista nella lettera A della Tabella non vi sono riferimenti al superamento di concorsi di qualsiasi tipo. Riteniamo, quindi, che non Le possano essere attribuiti punti per il superamento dei tre concorsi al MAE.

Secondo quesito. Al punto B1 della Tabella si prevede la seguente valutazione: Per ogni anno scolastico di servizio prestato in qualità di dirigente scolastico o preside incaricato ai sensi dell’articolo 477 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.

Occorre, dunque, verificare se il citato art. 477 del TU contempla situazioni simile a quella richiamata.

L’art. 477 (Incarichi di presidenza) recita in proposito Gli incarichi di presidenza di durata annuale negli istituti e nelle scuole di istruzione secondaria, nei licei artistici e negli istituti d’arte sono conferiti, a domanda, ogni anno, dal provveditore agli studi in base ad apposite graduatorie provinciali di merito distintamente formate per i vari tipi di presidenza da conferire. Per le scuole con lingua di insegnamento diversa da quella italiana saranno formate apposite graduatorie provinciali di merito.

Gli incarichi di presidenza si riferiscono a scuole statali e sono conferiti dall’Amministrazione scolastica in base a specifiche graduatorie provinciali. Riteniamo che l’incarico segnalato non rientri tra quelli previsti e valutabili.

Sospensione dall’insegnamento

Tra i requisiti generali e dei titoli di preferenza il cui possesso è da dichiarare nella domanda di partecipazione al concorso, alla lettera t) si richiede di dichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 497 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Cosa prevede questo art. 497?”.

La risposta dell’esperto
L’articolo 497 del Testo Unico sulle norme generali per l’istruzione definisce gli effetti della eventuale sospensione dall’insegnamento irrogata come sanzione disciplinare (art. 494) per  per atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione o per gravi negligenze in servizio; b) per violazione del segreto d’ufficio inerente ad atti o attività non soggetti a pubblicità; c) per avere omesso di compiere gli atti dovuti in relazione ai doveri di vigilanza.

Questo il testo integrale dell’art. 497 citato dal bando:

“Art. 497 – Effetti della sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio

  1. La sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio di cui all’articolo 494 comporta il ritardo di un anno nell’attribuzione dell’aumento periodico dello stipendio.
  2. La sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio di cui all’articolo 495, se non superiore a tre mesi, comporta il ritardo di due anni nell’aumento periodico dello stipendio; tale ritardo e elevato a tre anni se la sospensione è superiore a tre mesi.
  3. Il ritardo di cui ai commi 1 e 2 ha luogo a decorrere dalla data in cui verrebbe a scadere il primo aumento successivo alla punizione inflitta.
  4. Per un biennio dalla data in cui è irrogata la sospensione da uno a tre mesi o per un triennio, se la sospensione è superiore a tre mesi, il personale direttivo e docente non può ottenere il passaggio anticipato a classi superiori di stipendio; non può altresì partecipare a concorsi per l’accesso a carriera superiore, ai quali va ammesso con riserva se è pendente ricorso avverso il provvedimento che ha inflitto la sanzione.
  5. Il tempo di sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio è detratto dal computo dell’anzianità di carriera.
    6. Il servizio prestato nell’anno non viene valutato ai fini della progressione economica e dell’anzianità richiesta per l’ammissione ai concorsi direttivo e ispettivo nei confronti del personale che abbia riportato in quell’anno una sanzione disciplinare superiore alla censura, salvo i maggiori effetti della sanzione irrogata.”

Titoli di preferenza

“Buonasera. Ho un dubbio: tra i titoli di preferenza dobbiamo indicare il 17 (aver prestato servizio senza demerito). Ora nelle compilazioni precedenti come concorsi o graduatorie, questa voce me la facevano saltare perché relativa a vecchie normative.  Cosa intende stavolta? Debbo spuntarla comunque? Cordiali saluti”.

La risposta dell’esperto
La preferenza per avere prestato servizio senza demerito non è stata abrogata. Nella domanda di ammissione regolamentata dall’articolo 4 del bando dove (comma 6) il candidato deve dichiarare il possesso dei requisiti generali e di preferenza, la lettera h) prevede che sia dichiarato il possesso di titoli previsti dall’art. 5, commi 4 e 5, del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, che, a parità di merito o a parità di merito e titoli, danno luogo a preferenza. Cosa prevedono quei due commi dell’art. 5 del DPR 487/1994?

Il comma 4 al n. 17 prevede la preferenza a parità di merito per “coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo, per non meno di un anno nell’amministrazione che ha indetto il concorso (cioè nella scuola)”.

Va detto che in questo tipo di concorso, dove, a seguito dell’anzianità richiesta di almeno cinque anni di servizio, tutti i candidati si trovano nell’identica situazione di lodevole servizio per non meno di un anno, questo titolo di preferenza non è, di fatto, applicabile.

Il comma 5 estende il titolo di preferenza nei casi in cui il candidato si trova nella condizione “di aver prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche (cioè in amministrazioni diverse dalla scuola”.

Insegnanti di sostegno, Bechis (M5S): ‘Scarsa presenza su territorio nazionale’. Fedeli: ‘Le iniziative per sopperire alla carenza’

da Tuttoscuola

Insegnanti di sostegno, Bechis (M5S): ‘Scarsa presenza su territorio nazionale’. Fedeli: ‘Le iniziative per sopperire alla carenza’

Gli insegnanti di sostegno continuano a mancare e i genitori a lamentarne la carenza. A far nuovamente presente il problema stavolta è stata la deputata Eleonora Bechis durante il question time dello scorso 6 dicembre alla Camera dei Deputati.

«A dicembre le associazioni di genitori di figli disabili continuano a denunciare una scarsa presenza degli insegnanti di sostegno su tutto il territorio nazionale», ha affermato Bechis chiedendo alla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli «Contezza relativamente ai posti vacanti e a come si intenda ovviare, in tempi brevi, a questo disagio che va a ledere gravemente il principio di continuità didattica”.

«Mi preme ricordare – ha risposto Fedeli che grazie alla Legge di Bilancio dello scorso anno, abbiamo potuto trasformare in organico di diritto ben 15.100 posti dell’organico di fatto. Parte di questo contingente è stato riservato ai docenti di sostegno, al fine di garantire la continuità didattica e il rispetto del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti con disabilità, che per noi è assolutamente una priorità, come attestato dall’approvazione del decreto legislativo n. 66, in materia di inclusione. Per ovviare alla carenza di docenti specializzati sul sostegno, il MIUR, quest’anno, ha adottato due decreti, il n. 141 e il n. 226, di marzo e di aprile, con cui è stato avviato un corso di specializzazione per il sostegno alle alunne e agli alunni con disabilità per complessivi 9.949 posti, corrispondenti alla capacità massima di accoglienza offerta dalle università di tutto il Paese».

«Con riferimento alla regione autonoma Friuli Venezia Giulia da lei menzionata – ha continuato la Ministra – va detto che anche l’università di Udine ha provveduto ad organizzare i corsi di specializzazione in questione, che attualmente sono in corso di svolgimento. Questi corsi di specializzazione consentiranno di coprire in modo sostanzialmente integrale i 10.011 posti che nell’anno scolastico 2017-2018 sono rimasti vacanti e disponibili in organico di diritto per carenza di docenti specializzati, iscritti nelle graduatorie utili all’immissione in ruolo; carenza, peraltro, che, come è noto, deriva anche dal fatto che numerosi docenti specializzati nell’insegnamento su posto di sostegno, che tuttavia preferiscono insegnare su posto comune, appena ne hanno la possibilità vi si spostano».

«Va detto ancora – ha poi concluso Fedeli –  che proprio per venire incontro a tutte le esigenze manifestate dalle studentesse e dagli studenti con disabilità, il decreto legislativo n. 59, che si occupa del reclutamento e della formazione iniziale dei docenti, ha previsto un nuovo modello di assunzione che conferma l’attenzione alla qualità della formazione, professionalizzando sempre di più la figura del docente di sostegno, facendo in modo che i giovani che vinceranno i nuovi concorsi saranno formati adeguatamente grazie alla frequenza di un apposito percorso universitario in pedagogia e didattica speciale».

Studenti-Atleti, presentata al Miur l’edizione 2017/18. Oltre 1.300 studenti coinvolti nel programma

da Tuttoscuola

Studenti-Atleti, presentata al Miur l’edizione 2017/18. Oltre 1.300 studenti coinvolti nel programma

Prosegue e si consolida anche nell’anno scolastico 2017/2018 la sperimentazione didattica “Studenti-Atleti”, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con CONI, Lega Serie A e Comitato Italiano Paralimpico (CIP) per permettere a studentesse e studenti impegnati nello sport agonistico di non rimanere indietro negli studi. La sperimentazione è stata introdotta per la prima volta in Italia dalla legge 107 del 2015, la Buona Scuola. Lo scorso 6 dicembre, presso la Sala della Comunicazione del Miur, sono stati presentati i dati dell’edizione 2017/2018, alla presenza del Sottosegretario Gabriele Toccafondi; del Direttore Generale della Lega Serie A, Marco Brunelli; della Responsabile del Dipartimento Strategia e Responsabilità Sociale del CONI, Teresa Zompetti; del Vice Presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), Marco Borzacchini. Lo fa sapere un comunicato stampa del Miur.

 I numeri dell’attuale edizione forniscono un bilancio incoraggiante e in crescita sullo stato d’attuazione del programma:1.309 studenti-atleti coinvolti (+191% rispetto al 2016/2017), iscritti in 356 scuole di 18 Regioni. Tra gli indirizzi di studio delle scuole coinvolte prevalgono i Licei scientifici (44% del totale delle scuole partecipanti), Istituti tecnici (21%), Licei sportivi (18%), Istituti professionali (3%. In totale quest’anno le scuole partecipanti sono il 90% in più rispetto all’anno 2016-17. Il 30% delle e dei giovani sportivi segue il programma in modalità avanzata, il 70%  in modalità base, seguiti in totale da 596 tutor scolastici e 721 tutor sportivi. Tra le oltre 70 discipline sportive praticate da studentesse e studenti-atleti, le più presenti sono: calcio (22%), sport acquatici (14%), atletica e basket (ambedue all’8%). Grazie ad un approccio didattico che unisce il digitale alle lezioni frontali e a specifiche attività di formazione delle e dei docenti, le scuole che aderiscono al progetto riescono a garantire ai ragazzi che praticano sport ad alto livello la possibilità di proseguire il loro percorso formativo senza rinunciare all’agonismo.

«Siamo orgogliosi del lavoro svolto in questi anni dal governo e dalla maggioranza che lo ha sostenuto. Abbiamo raggiunto obiettivi rivoluzionari, in questi anni, anche sul fronte scuola e sport. Ne sono un esempio i 1.309 ragazze e ragazzi che hanno aderito alla sperimentazione ‘Studenti-Atleti’ che non dovranno più trovarsi di fronte al dilemma se lasciare la scuola o mollare lo sport», ha dichiarato il Sottosegretario Toccafondi. «Con questo progetto  – ha aggiunto il Sottosegretario  – vogliamo offrire la possibilità agli studenti-atleti di portare avanti una carriera da professionisti e, allo stesso tempo, vogliamo abbattere l’alto tasso di dispersione scolastica che colpisce le studentesse e gli studenti che praticano sport ad alto livello. Un lavoro realizzato e sostenuto dal MIUR e dal Ministro dello Sport Luca  Lotti insieme a CIP, CONI, Lega  Seria A e, da qualche mese, anche da Leg  B e Lega Pro. Oggi diamo, per il secondo anno, una buona notizia: sono sempre di più i ragazzi che utilizzano questo strumento perché vogliono studiare e fare sport a carattere agonistico. Il vero lavoro sull’importanza di trasmettere ai giovani il valore dell’istruzione spetta agli adulti, siano essi genitori, insegnanti, ma anche dirigenti sportivi, presidenti di società o procuratori. Non basta un decreto, una piattaforma on line, una percentuale di ore che si possono frequentare a distanza, tutor scolastici e sportivi, oppure un piano formativo personalizzato. Ciò che serve – ha concluso Toccafondi – è anche un cambio di mentalità profondo da parte degli adulti ed in particolare mi riferisco agli addetti ai lavori. Grazie a Coni, Cip e Leghe calcio siamo sulla buona strada e i racconti dei ragazzi ne sono la dimostrazione».

«Ancora una volta – ha aggiunto il Direttore Generale della Lega Serie A, Marco Brunelli – siamo contenti di ritrovarci qui al fianco del MIUR insieme al CONI e al CIP con l’obiettivo di sostenere i nostri atleti-studenti a conciliare l’attività agonistica con lo studio. Insieme al MIUR, abbiamo intrapreso, circa 3 anni fa, un percorso di sperimentazione che si sta avviando all’ultimo decisivo anno per diventare finalmente sistematico negli ordinamenti. Proprio per questo, da pochi giorni, abbiamo ufficializzato anche l’adesione al progetto da parte della Lega B e della Lega Pro: un passaggio fondamentale per garantire una continuità di metodologia e di studio ai nostri tesserati soprattutto in questi casi di cessione e prestito. Questa sinergia ci permetterà di ridurre ancora l’abbandono scolastico e garantire agli atleti un giusto supporto».

«Il programma studenti-atleti risponde con una soluzione concreta ad un problema che ci veniva segnalato soprattutto dalle famiglie che vedono i ragazzi partire giovani e si sentono lasciate solo nella loro formazione – ha dichiarato la Responsabile del Dipartimento Strategia e Responsabilità Sociale del CONI, Teresa Zompetti -. Inoltre attraverso questo progetto riusciamo a lanciare un segnale culturale chiaro. Al sistema scuola si trasferisce il messaggio che lo studente-atleta è un asset perché acquisisce delle competenze che possono essere utili al mondo del lavoro mentre al mondo sportivo questo progetto fa capire che non ci si deve solo occupare dei risultati».

Far convivere sport e studio sembrava fino a poco tempo fa impresa impossibile – ha dichiarato il Vice Presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), Marco Borzacchini -, un binomio inconciliabile che presupponeva una scelta alla base esclusiva in favore di una delle due attività. Ed invece iniziative come questa del MIUR – un programma che permetta di conciliare sport e studio – rappresentano un’opportunità per quanti amano lo sport facendone una ragione di vita ma, allo stesso tempo, si rendono conto di quanto fondamentale sia continuare il loro percorso di studi. Sport e studio dunque visti in maniera non più antagonista ma complementari nella formazione dello studente, dello sportivo, del cittadino e dell’uomo. Coltivare la passione per lo sport ed allo stesso tempo raggiungere gli obiettivi prefissati nell’ambito dello studio è possibile, e si fonda su un mix di volontà ed organizzazione della persona, ma anche di possibilità, quelle che vengono concesse attraverso un programma fantastico che spero continui ad esistere nel corso degli anni.

Per l’a.s. 2017/2018, le categorie di atleti ammessi alla sperimentazione sono: 

1.   Rappresentanti delle Nazionali assolute e/o relative delle categorie giovanili;
2.   Atleti coinvolti nella preparazione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici estivi ed invernali, anche giovanili nel Quadriennio 2017-2020.
3.  Studente riconosciuto quale “Atleta di Interesse Nazionale” dalla Federazione Sportiva Nazionale o dalle Discipline Sportive Associate o Lega professionista di riferimento;
4.   Atleti – sport individuali – compresi tra i primi 24 posti della classifica nazionale di categoria, all’inizio dell’anno scolastico di riferimento; con attestazione rilasciata esclusivamente dalla Federazione Sportiva di riferimento.
5.   Atleti – attività sportive professionistiche di squadra, riconosciute ai sensi della legge n.91/1981 – partecipanti a: Calcio (serie A, B, C; Primavera e Berretti serie A,B,C; Under 17 serie A e B); Pallacanestro (serie A1, A2, B under 20, Eccellenza, Under 18 Eccellenza) con attestazione rilasciata esclusivamente dalla Federazione Sportiva di riferimento.
6.   Atleti – sport non professionistici di squadra – partecipanti campionati Serie A e B maschile e A1, A2 e B1 femminile.

Iscrizioni scuola media 2018: tempi e modalità, ammissione e tutto quello che c’è da sapere

da Tuttoscuola

Iscrizioni scuola media 2018: tempi e modalità, ammissione e tutto quello che c’è da sapere

Le iscrizioni alle scuole statali di ogni ordine e grado si effettuano dal 16 gennaio 2018 al 6 febbraio 2018.
Le iscrizioni si effettuano on line, secondo modalità definite dalla circolare ministeriale pubblicata dal Miur nelle scorse settimane, per tutte le classi iniziali della scuola secondaria di I grado, secondaria di secondo grado e scuola primaria.
Per gli alunni in fase di preadozione, l’iscrizione non viene effettuata on line ma è effettuata dalla famiglia affidataria direttamente presso l’istituzione scolastica prescelta.
Oltre alle scuole statali, le iscrizioni alle classi iniziali dei corsi di studio delle istituzioni scolastiche paritarie si effettuano on line esclusivamente per le scuole paritarie che aderiscono alla modalità telematica, in quanto la loro partecipazione al sistema “Iscrizioni on line” è facoltativa.

Iscrizioni scuola media 2018: cosa bisogna fare per attivare l’iscrizione on line?

Innanzitutto i genitori devono registrarsi, accedendo al servizio “Iscrizioni on line”, disponibile sul portale del MIUR (www.istruzione.it), utilizzando le credenziali fornite tramite la registrazione.

Coloro che sono in possesso di un’identità digitale (SPID) possono accedere al servizio utilizzando le credenziali del proprio gestore.

Dalle ore 9:00 del 9 gennaio 2018 è possibile avviare la fase della registrazione sul sito web www.iscrizioni.istruzione.itL’iscrizione vera e propria viene dopo la registrazione.

All’atto dell’iscrizione, i genitori rendono le informazioni relative all’alunno per il quale è richiesta l’iscrizione (codice fiscale, nome e cognome, data di nascita, residenza, etc.) ed esprimono le loro preferenze in merito all’offerta formativa proposta dalla scuola prescelta.

Le segreterie delle scuole offrono un servizio di supporto alle famiglie prive di strumentazione informatica.

I genitori possono presentare una sola domanda di iscrizione, ma possono anche indicare una seconda o terza scuola a cui indirizzare la domanda nel caso in cui l’istituzione di prima scelta non abbia disponibilità di posti.

Il sistema di iscrizioni on line comunica di aver inoltrato la domanda di iscrizione verso gli istituti scolastici indicati in subordine. L’accoglimento della domanda di iscrizione da parte di una delle istituzioni scolastiche indicate nel modulo on line rende inefficaci le altre opzioni.

Le domande di iscrizione on line possono essere presentate dalle ore 8:00 del 16 gennaio 2018 alle ore 20:00 del 6 febbraio 2018.

Il sistema “Iscrizioni on line” avvisa in tempo reale, a mezzo posta elettronica, dell’avvenuta registrazione o delle variazioni di stato della domanda. I genitori possono comunque seguire l’iter della domanda inoltrata attraverso una funzione web.

Attenzione! Dopo la scadenza del termine finale del 6 febbraio 2018, per eccezionali motivi debitamente documentati, la domanda di iscrizione può essere presentata direttamente alla scuola prescelta, tenendo informato il competente Ufficio scolastico territoriale, che, in ipotesi di motivato diniego da parte della scuola e sentiti i genitori, provvede a indirizzare la richiesta verso altra istituzione scolastica.

Iscrizioni scuola media 2018: l’ammissione

In caso di eccedenza del numero di domande in base ai posti disponibili, la precedenza di iscrizione tiene conto dei criteri stabiliti da ogni scuola e resi pubblici prima del termine delle iscrizioni con affissione all’albo della scuola, con pubblicazione sul sito web dell’istituzione scolastica e, per le iscrizioni on line, in apposita sezione del modulo di iscrizione opportunamente personalizzato dalla scuola.
Non può essere data priorità alle domande di iscrizione in ragione della data di invio delle stesse.
Anche con riferimento agli istituti comprensivi, non sono previste iscrizioni d’ufficio e deve essere utilizzata la procedura di iscrizione on line. Resta inteso che alunne e alunni provenienti dalle scuole primarie dello stesso istituto comprensivo hanno la precedenza rispetto a quelli provenienti da altri istituti.
Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori barrano l’apposita casella del modulo di domanda di iscrizione on line. Le istituzioni scolastiche organizzano la prova orientativo-attitudinale in tempi utili per consentire ai genitori, nel caso di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova domanda di iscrizione, eventualmente anche ad altra scuola, entro il 6 febbraio 2018 e comunque non oltre quindici giorni dopo tale data.
Al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori che intendono avvalersi dell’istruzione parentale presentano comunicazione preventiva direttamente alla scuola del territorio di residenza, dimostrando di possedere le competenze tecniche e i mezzi materiali per provvedere all’istruzione dell’alunno.
Sulla base di tale dichiarazione, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo di istruzione viene effettuato mediante l’istruzione parentale, comunicando altresì ai genitori che, annualmente, l’alunno dovrà sostenere il prescritto esame di idoneità.
Per gli alunni regolarmente iscritti che attualmente frequentano la scuola i genitori non devono ripresentare domanda di iscrizione, in quanto – fatta salva diversa decisione delle famiglie – la loro iscrizione è confermata d’ufficio.

La prossima settimana pubblicheremo anche la guida alle iscrizioni alla scuola secondaria di II grado. Visita nuovamente tuttoscuola.com per rimare aggiornato e leggere l’ultima parte della guida.