Caos ex Province e tagli enti locali

On. Nicola Fratoianni (LU- Sinistra Italiana): inaccettabile situazione di tantissime scuole al freddo in questi giorni. Caos ex Province e tagli enti locali: la propaganda Pd è una Waterloo. Governo trovi strada per evitare altri disagi. 

Scuole nel caos in Toscana, rabbia per il gelo in classe”, “Padova, scuole al freddo”, “Piemonte: l’inverno della scuola”
“Sono alcuni dei titoli che campeggiano in questi giorni sui giornali di gran parte dell’Italia.
Strutture scolastiche cadenti, manutenzione inesistente, mancanza di fondi delle ex Province: sono alcuni dei motivi per cui tantissime sedi scolastiche di un Paese del G8 si sono trasformate in queste settimane in frigoriferi, tra le proteste di studenti, professori, famiglie.”
Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, esponente della lista Liberi e Uguali.
“Il caos nelle ex province, i tagli selvaggi agli Enti Locali – prosegue il leader di SI – consegnano una situazione al limite della decenza.  Ed è una vera e propria Waterloo per quella narrazione del Pd in questi anni fatta di slogan pubblicitari e chiacchere. “
“ Serve subito – conclude Fratoianni – un intervento d’urgenza da parte del governo per trovare immediate risposte ed ovviare ad una situazione davvero incredibile.”

14 dicembre: assemblea pubblica per la Scuola a Montecitorio

14 dicembre: assemblea pubblica per la Scuola a Montecitorio

Una scuola bene comune per l’intera società, comunità aperta alla partecipazione, fondata su pluralismo, autonomia, collegialità: è questa la scuola tratteggiata nel “Manifesto per la scuola di tutte e di tutti”.

Un modello di scuola su cui investire le risorse necessarie, a partire da quelle che vanno inserite nella Legge di Bilancio: così, i quattro segretari dei sindacati scuola Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Pino Turi, Elvira Serafini, annunciano l’iniziativa del prossimo 14 dicembre a Montecitorio.

Un incontro pubblico, a partire dalle 16.00, per raccontare la scuola possibile, quella fuori dalle strettoie della burocrazia, quella fondata sulla libertà di insegnamento, quella non più fanalino di coda.

L’obiettivo che ci poniamo – sottolineano i segretari generali – è ottenere nella legge di Bilancio, in discussione alle Camere, risorse aggiuntive per la scuola, da investire anche nel rinnovo contrattuale, il cui negoziato va accelerato. Vanno poi potenziati gli organici del personale ATA e quelli dell’infanzia, va tolto il divieto di sostituzione del personale ATA, indispensabile per il funzionamento delle nostre scuole.

Investimenti nel sistema dell’istruzione e un confronto più serrato e veloce per il rinnovo del contratto: su questi temi, che rispondono all’interesse dell’intera comunità sociale e vanno a tutelare i diritti delle giovani generazioni per una istruzione di qualità – FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e Snals Confsal – intendono sollecitare un coinvolgimento ampio di tutta la società civile, a partire dall’assemblea pubblica a Montecitorio di metà dicembre.

Trasporto scolastico: legittima la revoca della gara se non c’è la copertura finanziaria da parte del Comune

da Il Sole 24 Ore 

Trasporto scolastico: legittima la revoca della gara se non c’è la copertura finanziaria da parte del Comune

di Ilenia Filippetti

Il venir meno delle risorse finanziarie costituisce una ragione valida e sufficiente per non dar corso alla stipulazione del contratto, e ciò anche nei casi in cui sia già intervenuta l’aggiudicazione definitiva della gara. È questo il principio affermato dal Tar Lazio, Roma, Sezione II bis, con la sentenza numero 11680 del 24 novembre 2017.

Il caso
Nel giugno 2017 un Comune laziale aveva indetto una gara per affidamento del servizio di trasporto scolastico degli alunni delle scuole dell’infanzia primaria e secondaria di I grado e per il servizio di trasporto degli alunni disabili presso gli istituti superiori posti al di fuori del territorio comunale. Successivamente, il Comune aveva disposto l’approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2017 non prevedendo risorse per il trasporto scolastico; a corollario, il Comune aveva disposto di annullare in autotutela la gara, tenuto conto del fatto che l’offerta della concorrente prima classificata era risultata anomala e non era ancora pervenuto il parere di congruità in relazione ai chiarimenti presentati dall’aggiudicataria.
A fonte di tale annullamento, l’impresa provvisoriamente aggiudicataria proponeva ricorso al Tar Lazio chiedendo la condanna del Comune al risarcimento dei danni nonché il riconoscimento dell’indennizzo a causa della revoca della procedura di affidamento disposta in autotutela.

La decisione
Con la pronuncia in rassegna il Tar Lazio sottolinea che, in effetti, nel bilancio comunale dell’anno 2017 non erano stati stanziati i fondi necessari per il servizio del trasporto scolastico; considerato, pertanto, che non si era ancora provveduto all’aggiudicazione definitiva, la gara era stata legittimamente revocata dal Comune, essendo sopravvenuta la predetta carenza di risorse finanziarie.
Il Tar evidenzia, in particolare, che per giudicare legittimo il predetto provvedimento di revoca è sufficiente richiamare la giurisprudenza resa dalla medesima sezione del Giudice amministrativo del Lazio che, con la sentenza n. 4885 del 2017, aveva già notato come «il venir meno delle risorse finanziarie costituisca ragione valida e sufficiente per non dare corso alla stipulazione del contratto, nonostante l’aggiudicazione definitiva già intervenuta».
Nel caso di specie dedotto nella pronuncia in rassegna, peraltro, non si era neppure pervenuti alla aggiudicazione definitiva, essendo l’offerta della ricorrente ancora sottoposta alla verifica di anomalia, con la conseguenza che, a maggior ragione, il Tar Lazio ha ritenuto legittima la revoca della procedura a causa della sopravvenuta carenza di risorse finanziarie: è del tutto evidente – nota il Tribunale amministrativo – che, in difetto delle risorse, la stipulazione del contratto è oggettivamente impossibile e ciò basta a giustificare il provvedimento di revoca dell’intera procedura di gara.

I precedenti
La giurisprudenza amministrativa, peraltro, è stata da sempre granitica nell’affermare il predetto principio: si veda, al riguardo, la recente pronuncia del Tar Lazio numero 10465 del 2016, nella quale è stato affermato che, ai sensi dell’articolo 21-quinquies della legge numero 241 del 1990, è pienamente legittima la revoca di un provvedimento di aggiudicazione definitiva di appalto pubblico, ove si tratti di revoca motivata da ragioni di sopravvenienze fattuali o giuridiche. Nello stesso senso, è stato sempre costante l’orientamento dei Tribunali amministrativi in forza del quale le sopravvenute difficoltà finanziarie della stazione appaltante oppure la carenza ab origine della necessaria copertura finanziaria, costituiscono una valida ragione per disporre la revoca di un affidamento di servizi, e ciò addirittura dopo l’avvenuta stipulazione del contratto; a fortiori, pertanto, tali principi debbono trovare applicazione nei casi in cui il contratto non è stato ancora stipulato, posto che neanche l’aggiudicazione definitiva equivale ad accettazione dell’offerta.

L’approfondimento
Nel caso deciso con la pronuncia in rassegna, l’impresa ricorrente aveva eccepito l’irragionevolezza della revoca in quanto il servizio oggetto di affidamento sarebbe stato talmente essenziale da impedire la sussistenza di qualsiasi motivo di interesse pubblico a non effettuare lo stesso; la rinuncia al servizio di trasporto degli alunni disabili presso gli istituti superiori posti al di fuori del territorio comunale, in particolare, si porrebbe in contrasto con l’articolo 38 della Costituzione, così come confermato dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 275 del 2016 nella quale è stata ribadita la natura fondamentale del diritto all’istruzione dei disabili, tutelato anche a livello internazionale dall’articolo 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Il Tar ha tuttavia ritenuta infondata anche tale censura, evidenziando che, nel caso di specie, la gara era in espletamento per l’affidamento del servizio di trasporto degli alunni nelle scuole del Comune e, solo marginalmente, per il trasporto dei disabili anche presso istituti collocati fuori dal Comune: il valore della gara, infatti, era stimato in una base d’asta di oltre tre milioni di euro e, di questa somma, solo una parte marginale sarebbe stata destinata al servizio di trasporto dei disabili.
Il Giudice amministrativo sottolinea che, in ogni caso, la predetta sentenza n. 275 del 2016 della Corte costituzionale (che mira a delimitare la discrezionalità del legislatore regionale che non può trascurare la regolamentazione del servizio di trasporto degli alunni disabili), non può comunque essere interpretata nel senso di obbligare qualsiasi amministrazione comunale a garantire il servizio indipendentemente dalle risorse finanziarie disponibili, in quanto tutti i servizi alla persona richiedono comunque un impegno finanziario e, pertanto, risultano inevitabilmente condizionati dalla situazione finanziaria dell’Ente erogante. Con ciò – prosegue il Tar Lazio – non si vuol negare che il diritto all’istruzione degli alunni disabili, per essere efficacemente garantito, richieda l’adempimento di un adeguato servizio di trasporto; nella fattispecie concreta, peraltro, la grave situazione finanziaria dell’Ente comunale, affetto da uno squilibrio di bilancio stimato in quattro milioni di euro per ciascuna annualità, ha richiesto innanzitutto il commissariamento del Comune e, successivamente, l’adozione di gravi decisioni da parte del Commissario straordinario che hanno comportato la cancellazione dal bilancio annuale dei fondi per il servizio di trasporto scolastico.

Conclusioni
In conclusione, la pronuncia in rassegna evidenzia che l’azzeramento dei fondi per il servizio di trasporto scolastico non può essere automaticamente considerato come una violazione del diritto costituzionale all’istruzione degli alunni disabili, posto che, nel caso concreto, l’amministrazione comunale, pur nella ristrettezza finanziaria in cui si è trovata ad operare, era comunque riuscita a garantire, almeno fino alla fine dell’anno 2017, il servizio di trasporto per gli alunni disabili, impegnando le residue e le sia pur scarse disponibilità finanziarie a tal fine reperite.

La sentenza:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=MWQOCIP2FAXWOYTLPC2XMSLAN4&q=

Studio e sport, oltre 1.300 giovani atleti nel programma didattico Miur-Coni

da Il Sole 24 Ore 

Studio e sport, oltre 1.300 giovani atleti nel programma didattico Miur-Coni

di Alessia Tripodi

Oltre 1.300 studenti-atleti coinvolti in programmi che conciliano studio e agonismo, con la supervisione di quasi 600 tutor scolastici e più di 720 tutor sportivi. Sono i numeri forniti dal Miur in occasione della presentazione della nuova edizione di “Studenti-atleti”, il programma di sperimentazione didattica introdotto dalla legge sulla Buona Scuola – e realizzato in collaborazione con Coni, Lega Serie A e Comitato Italiano Paralimpico (Cip) – che permette ai giovani impegnati nello sport agonistico di non rimanere indietro negli studi.

I numeri
Nell’anno scolastico 2017/2018 le attività coinvolgono 1.309 studenti-atleti (+191% rispetto al 2016/2017) iscritti in 356 scuole di 18 Regioni. I ragazzi provengono soprattutto dai licei scientifici (44% del totale delle scuole partecipanti), seguiti dagli istituti tecnici (21%), dai licei sportivi (18%), e dagli istituti professionali (3%). In totale quest’anno, spiega il Miur, le scuole partecipanti sono il 90% in più rispetto all’anno scorso. Il 30% dei giovani sportivi frequenta il programma in modalità avanzata, il 70% in modalità base, seguiti da 596 tutor scolastici e 721 tutor sportivi. Tra le oltre 70 discipline sportive praticate dagli studenti atleti le più rappresentate sono il calcio (22% dei giovani), sport acquatici (14%), atletica e basket (tutte e due all’8%). Grazie ad un approccio didattico «altamente innovativo», spiega il Miur, che unisce il digitale alle lezioni frontali e ad attività di formazione dei docenti, le scuole che aderiscono al progetto riescono a garantire ai ragazzi che praticano sport ad alto livello la possibilità di proseguire il loro percorso formativo senza rinunciare all’agonismo.

La nuova edizione
La sperimentazione per l’anno scolastico 2017/2018 coinvolgerà atleti coinvolti nella preparazione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici estivi ed invernali, anche giovanili nel Quadriennio 2017-2020, gli studenti riconosciuti “atleti di interesse nazionale” dalla federazione o lega professionista di riferimento, atleti nei primi 24 posti della classifica nazionale di categoria, giocatori di calcio (serie A, B, C; Primavera e Berretti serie A,B,C, Under 17 serie A e B), pallacanestro (serie A1, A2, B under 20, Eccellenza, Under 18 Eccellenza), sempre con attestazione rilasciata dalla federazione e, infine, atleti di sport non professionistici di squadra che partecipano a campionati di Serie A e B maschile e A1, A2 e B1 femminile.

Invalsi, le prove Computer Based per la II secondaria di II grado

da La Tecnica della Scuola

Invalsi, le prove Computer Based per la II secondaria di II grado

Niente vaccini ancora per migliaia di bambini, Lorenzin: situazione pericolosa

da La Tecnica della Scuola

Niente vaccini ancora per migliaia di bambini, Lorenzin: situazione pericolosa

Sanzioni disciplinari dirigenti scolastici, tutto quello che c’è da sapere

da La Tecnica della Scuola

Sanzioni disciplinari dirigenti scolastici, tutto quello che c’è da sapere