F. Bocca, L’emozione in ogni passo

La Bocca scrive di donne

di Antonio Stanca

Fioly Bocca nel 2015 scrisse il romanzo Ovunque tu sarai: era il suo esordio e fu un successo del passaparola. Fu tradotto in cinque lingue straniere ed ancora oggi è un’opera che suscita interesse. Nel 2016 fu la volta del romanzo L’emozione in ogni passo e nel 2017 quella del romanzo Un luogo a cui tornare.

La Bocca vive, con la famiglia, sulle colline del Monferrato, si è laureata in Lettere presso l’Università di Torino e si è specializzata in redazione editoriale. Sembra che sia diventata scrittrice per caso visto che niente lo lasciava supporre fino a qualche anno fa. E siccome nelle sue opere si dice di situazioni sentimentali piuttosto travagliate, di vicende affettive molto complicate, si potrebbe dedurre che siano il riflesso di quanto è successo nella vita sentimentale della Bocca, che sia stata questa a muoverla verso la scrittura. Che, del resto, non è particolarmente elaborata ma spontanea, immediata, veloce come di chi, appunto, abbia urgenza di dire quanto gli è successo o gli sta succedendo. Altro motivo che farebbe pensare ad una Bocca diventata scrittrice per dire di sé sono le figure femminili sempre protagoniste delle storie rappresentate, sempre capaci di attirare l’attenzione della scrittrice, d’indurla a soffermarsi su di esse in modo particolare.

Così succede in Ovunque tu sarai, dove Anita, che assiste da anni la madre malata e che da anni ha un fidanzato che non mostra alcuna intenzione di sposarla, si metterà con Arun, un giovane che ha conosciuto casualmente e che le farà pensare di liberarla da una condizione che ormai era diventata la sua pena.

Molto studiato, molto osservato risulterà il personaggio di Anita, sarà il motivo principale dell’opera. Niente verrà trascurato di quanto avviene nella sua interiorità, tutto, intorno a lei, diventerà meno importante.

Un caso sarà anche quello che in Un luogo a cui tornare farà incontrare Argea e Zeligo, un rifugiato, un senzatetto, col quale la donna crederà di poter risolvere il travaglio che da tempo la perseguita. E importante era stato il caso anche in L’emozione in ogni passo, il secondo romanzo che a Giugno di quest’anno la casa editrice Giunti, Firenze-Milano, ha pubblicato nella prima edizione tascabile. Qui ci sono due donne, Alma e Frida, che s’incontrano, si conoscono, fanno insieme il Cammino per Santiago de Compostela, nella Galizia spagnola, diventato da anni, da secoli il Cammino che tante, tantissime persone di ogni parte del mondo compiono in ogni periodo per liberarsi dai tormenti che le assillano, per purgarsi da quelle che credono siano state le loro colpe, per pregare i santi della maestosa, leggendaria cattedrale, per chiedere aiuto, sollievo alle sofferenze del loro corpo, del loro spirito.

Per compiere il Cammino Alma ha chiuso la sua libreria a Bologna, Frida il suo studio psichiatrico a Torino. Entrambe soffrono un dramma: Alma è stata lasciata da Bruno, l’uomo nel quale aveva riposto tutte le sue speranze, Frida ha perso Manuel, il marito medico del quale era tanto innamorata e che è morto in una delle missioni che aveva compiuto per Medici senza frontiere. Niente sembra possa colmare il vuoto che nelle due donne hanno lasciato queste perdite. Niente sembra possa sollevarle dalla loro pena e penseranno al Cammino come ad una possibilità di salvezza. Non sarà così, i problemi rimarranno, si aggraveranno, diventeranno la loro condanna a morte. Dei loro problemi le due parleranno per tutto il tempo del viaggio di andata e ritorno: non ci sarà piega del loro animo che la scrittrice non farà emergere, tutto dirà della loro interiorità, sarà la voce del loro spirito, farà delle due donne due esempi, due simboli di quell’umanità destinata a diventare e rimanere per sempre vittima.

Due storie che possono accadere a tante persone sono quelle di Alma e Frida, due storie che possono rientrare nella realtà quotidiana e la scrittrice ha saputo far loro assumere un significato così importante da renderle uniche, da farle valere per tutti, per sempre, da procurare loro una dimensione superiore.

E’ una scrittura quella della Bocca che coinvolge, appassiona, emoziona, una scrittura che arriva subito a chi legge e lo muove a continuare ché sempre altro sembra promettergli. Molti, tanti sono gli aspetti dei quali ogni volta, ad ogni argomento si dice, niente viene tralasciato.

E’ la maniera di essere scrittrice per la Bocca, è la maniera che l’ha fatta conoscere e ammirare!

Un bottone rosso cancellerà lo sfruttamento scuola-lavoro

da il manifesto

Un bottone rosso cancellerà lo sfruttamento scuola-lavoro

Si sono svolti a Roma gli «Stati generali dell’alternanza scuola lavoro». La risposta agli episodi di sfruttamento è un tasto su una piattaforma digitale per denunciare gli abusi. Anche al Miur si diffondono le illusioni del «soluzionismo tecnologico». Presentata una «carta dei diritti e dei doveri degli studenti». La protesta degli studenti: «Risposte insufficienti». La mobilitazione continua. Camusso (Cgil): «C’è ancora confusione tra alternanza e idea che sia uno strumento del mercato del lavoro. Ci vuole chiarezza»

Roberto Ciccarelli

L’alternanza scuola-lavoro non è ancora «perfetta» ma presto sul portale del ministero dell’Istruzione (Miur) spunterà un «bottone rosso». Agli studenti coinvolti in episodi di sfruttamento, violenze, abusi di ogni tipo basterà premerlo su una piattaforma digitale per denunciare il malfunzionamento di un sistema che la ministra Valeria Fedeli è tornata ieri a definire «innovativo» nel corso degli «Stati generali dell’alternanza scuola-lavoro» organizzati al ministero in viale Trastevere a Roma. Alla Ministra gli studenti hanno consegnato una tuta blu. Per loro rappresenta un «simbolo» sia dello sfruttamento che dell’emancipazione. Fedeli ha apprezzato: «Sono orgogliosa di ricevere una tuta blu – ha detto – il lavoro in fabbrica è dignitoso».

DAVANTI AL MINISTERO si è svolto un flash mob durante il quale gli studenti si sono fatti riprendere con le tute blu e incatenati. Ci si chiede dove sia la liberazione. In un’alternanza «di qualità»? E quale? Nel rifiuto dell’obbligo dell’alternanza? Nella rivendicazione di un «reddito di formazione» per ogni studente, indipendentemente dal fatto che faccia o meno l’alternanza? Qualche tempo fa gli studenti ne parlavano. Dov’è finito? Forse qualcosa dell’ immaginario attuale andrebbe rivisto.

IL «BOTTONE ROSSO» è una metafora. La fede in quello che Evgenj Morozov chiama «soluzionismo tecnologico» è diffusa anche al Miur che ha già sperimentato un algoritmo sulla pelle dei docenti precari trasferiti da Sud a Nord in maniera irrazionale e ingiusta. Nel caso dell’alternanza scuola-lavoro obbligatoria per 1,5 milioni di studenti nell’ultimo triennio delle superiori l’automazione digitale regala un’altra illusione: basterà cliccare sul «bottone» e, magicamente, lo sfruttamento sparirà. Invece le anomalie dovute all’impreparazione delle imprese e alle incertezze costitutive dell’alternanza cresceranno e saranno parte integrante di un’alternanza che «non è uno stage, un tirocinio, un apprendistato», ha ribadito ieri Fedeli.

L’ALTERNANZA non prepara gli studenti a un mestiere specifico tranne forse negli istituti tecnico-professionali. Li prepara al lavoro dei precari di ultima generazione: quello di cercare un lavoro, all’essere «occupabili». Li addestra alla disponibilità del lavoratore ad attivarsi e accettare un lavoro purchessia: dal cottimo al «lavoretto» nella promessa di un lavoro «vero». Le 400 o 200 ore di alternanza saranno gratuite. Contro il «lavoro gratuito» di chi può anche essere usato per sostituire i lavoratori retribuiti sono schierati la Rete degli studenti medi, l’Uds, il Fronte della Gioventù Comunista.

A DUE ANNI dall’istituzione dell’alternanza è stata presentata la «Carta dei diritti e dei doveri degli studenti», un documento che gli interessati trovano lacunoso. La loro mobilitazione continuerà. Annunciata la costituzione di una «task force» di oltre 100 docenti e dieci «esperti» a sostegno delle «criticità». Confermato l’avvio delle attività dei mille tutor «esterni» o «territoriali» individuati dall’agenzia delle politiche attive Anpal per aiutare le scuole nella scelta dei soggetti «ospitanti» i ragazzi. Nessuna variazione alle ore obbligatorie, né certezze sulla gratuità dei percorsi orientati alle esigenze del mercato del lavoro. Per Susanna Camusso (Cgil), intervenuta agli «stati generali», c’è «ancora confusione tra alternanza e idea che sia uno strumento del mercato del lavoro. Ci vuole chiarezza». La Cgil presenterà le «linee guida sulla contrattazione» perché ritiene «utile diventare un soggetto contrattuale della rete territoriale».

Supplenze, cosa succede in caso di abbandono del servizio?

da La Tecnica della Scuola

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Ocse: troppe nozioni e poche competenze. Così la scuola di oggi “fabbrica” i prossimi disoccupati

da La Tecnica della Scuola

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Mila Spicola: “Sull’alternanza scuola-lavoro gli studenti hanno ragione”

da La Tecnica della Scuola

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Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro, dalla Piattaforma alla Task Force nazionale: tutte le novità

da Tuttoscuola

Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro, dalla Piattaforma alla Task Force nazionale: tutte le novità

Sono numerose le novità presentate dalla ministra Valeria Fedeli nel suo intervento di apertura degli Stati Generali sull’Alternanza scuola-lavoro. Nell’ordine:

la Carta dei Diritti e dei Doveri delle studentesse e degli Studenti in Alternanza, «scritta assieme alle rappresentanze studentesche», ha sottolineato Fedeli, che «garantirà l’accesso a una formazione di qualità, personalizzata e coerente con il piano di studi, da svolgere in un ambiente di qualità, con obiettivi di apprendimento chiari; un’informazione completa sul progetto, che deve prevedere un tutor scolastico ed uno nella struttura ospitante, per seguire studentesse e studenti passo dopo passo; la formazione sulla normativa sanitaria e sulla sicurezza sul lavoro; il diritto ad esprimere un giudizio sull’efficacia e sulla coerenza del percorso»;

– la Piattaforma on-line per l’Alternanza, già attiva «uno strumento che semplifica la gestione quotidiana, il monitoraggio e la valutazione dell’alternanza da parte di studentesse e studenti, scuole e strutture ospitanti. Una piazza virtuale che favorisce l’incontro tra domanda e offerta di Alternanza, che grazie al collegamento con il Registro dell’Alternanza Scuola-Lavoro sviluppato con Unioncamere permette di conoscere meglio il partner con cui si co-progetta l’Alternanza. Dove studentesse e studenti potranno fare la formazione sulla sicurezza generale (e nei prossimi mesi specifica a rischi bassi) gratuitamente, che permetterà alle scuole di stipulare convenzioni, co-progettare con le strutture ospitanti i percorsi e solleverà le segreterie delle scuole dall’onere del monitoraggio annuale».

– il Bottone Rosso, una funzione importante della piattaforma, «che permetterà a studentesse e studenti di segnalare le criticità che impediscono il corretto svolgimento dei percorsi di Alternanza. Grazie a questo bottone il Ministero potrà seguire le segnalazioni, monitorarne i percorsi e garantirti risposte rapide. Tutto il processo sarà tracciato, trasparente e con tempi chiari, di modo da fornire un supporto alle scuole nella gestione delle esperienze e uno strumento di tutela per i ragazzi a fronte di irregolarità e criticità».

– la Task Force nazionale per l’Alternanza, che sarà composta da 110 docenti comandati e dirigenti dell’amministrazione, attivi presso gli USR (100) e la struttura centrale del Ministero, per gestire e risolvere le segnalazioni di studentesse e studenti attraverso il bottone rosso.

– il modulo di formazione sui Diritti dei Lavoratori e delle Lavoratrici «che a breve sarà predisposto dal MIUR in collaborazione col Ministero del Lavoro e messo a disposizione sulla Piattaforma per l’Alternanza di Qualità, come elemento di formazione obbligatoria».

–  il modulo di formazione con Inail sulla sicurezza sul lavoro, disponibile sulla piattaforma.

– i 1000 tutor ANPAL che sosterranno le scuole nella costruzione di reti territoriali per l’Alternanza, di cui 250 saranno operativi con gennaio e gli altri si aggiungeranno via via.

– La clausola di integrità che dovranno sottoscrivere le strutture ospitanti per poter attivare le Convenzioni con le scuole, garantendo il rispetto della normativa fiscale e anticorruzione.

– Il rafforzamento della formazione per i docenti che svolgono le funzioni di tutor dedicati all’alternanza, perché offrano percorsi e assistenza sempre migliori a studentesse e studenti.

Tutte queste misure costituiscono, ha affermato la Ministra, un «sistema di accompagnamento e facilitazione dell’Alternanza, che ha come obiettivo complessivo quello di supportare il grande lavoro delle scuole, dei dirigenti scolastici e dei tutor, come anche quello delle strutture ospitanti, nella progettazione e nella gestione dei progetti, in modo da offrire a studentesse e studenti tutte le garanzie verso un sistema con più qualità, trasparenza e responsabilità da parte di ognuno».

Sarà anche costituito presso il MIUR un Osservatorio Nazionale per l’Alternanza scuola-lavoro di qualità che avrà il compito di «monitorare l’evoluzione qualitativa dei percorsi di alternanza, così come il funzionamento dei nuovi strumenti, ma anche di produrre un rapporto semestrale, il primo sarà a Giugno, sull’Alternanza Scuola-Lavoro e di fornire al Ministero proposte di ulteriori interventi».

L’Osservatorio, nel quale siederanno tutti i soggetti coinvolti, «diventerà il laboratorio in cui, nelle prossime settimane, si lavorerà alla ridefinizione delle Linee Guida per l’Alternanza Scuola-Lavoro, alla revisione del contenuto di tutti i protocolli nazionali e regionali per l’alternanza e al monitoraggio, condiviso e trasparente, degli strumenti messi in campo».