Archivi categoria: Governo e Parlamento

Codice Privacy e Assunzioni in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione dell’8 agosto, ha adottato provvedimenti circa il Codice della Privacy, l’accessibilità dei siti web degli Enti pubblici e l’assunzione a tempo indeterminato di personale della Scuola.


Codice della privacy

Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati) (Ministero della Giustizia – esame definitivo)

Il decreto legislativo, in attuazione dell’art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), introduce disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Dopo l’esame di una commissione appositamente costituita si è deciso, al fine di semplificare l’applicazione della norma, di agire novellando il codice della privacy esistente, nonostante il regolamento abbia di fatto cambiato la prospettiva dell’approccio alla tutela della privacy rispetto al codice introducendo il principio di dell’accountability. Si è scelto di garantire la continuità facendo salvi per un periodo transitorio i provvedimenti del Garante e le autorizzazioni, che saranno oggetto di successivo riesame, nonché i Codici deontologici vigenti. Essi restano fermi nell’attuale configurazione nelle materie di competenza degli Stati membri, mentre possono essere riassunti e modificati su iniziativa delle categorie interessate quali codici di settore. In considerazione delle esigenze di semplificazione delle micro, piccole e medie imprese, si è previsto che il Garante promuova modalità semplificate di adempimento degli obblighi del titolare del trattamento.


Accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici

Attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (Presidenza del Consiglio e Ministro per la pubblica amministrazione – esame definitivo)

Il decreto attua la direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilità, da parte di tutti i cittadini e in particolare delle persone con disabilità, dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.

In particolare, in considerazione del fatto che il principio della accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni è già sancito e attuato nell’ordinamento interno dal Codice dell’amministrazione digitale, il decreto garantisce la sussistenza dei principi ispiratori della direttiva attraverso interventi di adeguamento, principalmente in materia di “onere sproporzionato”, laddove il criterio dell’accessibilità è temperato da una valutazione di impatto e di esigibilità dal punto di vista organizzativo, tecnologico e finanziario.

Inoltre, istituisce il cosiddetto “meccanismo di feedback”, finalizzato a consentire a chiunque di notificare ai soggetti erogatori eventuali difetti dei sistemi informatici, ivi compresi i siti web e le applicazioni mobili, in termini di conformità ai principi di accessibilità e alle prescrizioni in materia di accessibilità dettate dalle linee guida, nonché di richiedere le informazioni non accessibili. La risposta a richieste legittime e ragionevoli sarà assicurata attraverso la possibilità di presentare reclami al Difensore civico digitale.


PERSONALE DELLA SCUOLA

Autorizzazione all’assunzione di personale a tempo indeterminato (decreto del Presidente della Repubblica)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria e secondo quanto illustrato dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti, ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale ATA.

Audizione Ministro nelle 7e Commissioni

L’1 agosto, alle ore 8.30, l’11 ed il 25 luglio, alle ore 14, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, interviene al Senato, davanti alle Commissioni 7ª (Istruzione pubblica, Beni culturali) del Senato e VII (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera, in sede congiunta, per l’illustrazione delle Linee programmatiche del MIUR.

DL Dignità in Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 2 luglio 2018, ha approvato un decreto-legge recante Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.


DECRETO DIGNITÀ

Misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (decreto-legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.

Il provvedimento mira, in particolare:

  • a limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato. Si riduce in tal modo il lavoro precario, riservando la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. A questo scopo, si prevede che, fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate. In presenza di una di queste condizioni già a partire dal primo contratto sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi. Al fine di indirizzare i datori di lavoro verso l’utilizzo di forme contrattuali stabili, inoltre, si prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione;

  • a salvaguardare i livelli occupazionali e contrastare la delocalizzazione delle aziende che abbiano ottenuto aiuti dallo Stato per impiantare, ampliare e sostenere le proprie attività economiche in Italia;

  • a contrastare il grave fenomeno della ludopatia, vietando la pubblicità di giochi o scommesse con vincite in denaro;

  • a introdurre misure in materia di semplificazione fiscale, attraverso la revisione dell’istituto del cosiddetto “redditometro” in chiave di contrasto all’economia sommersa, il rinvio della prossima scadenza per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto “spesometro”), nonché l’abolizione dello split payment  per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto. Le nuove norme prevedono, innanzitutto, che il decreto ministeriale che elenca gli elementi indicativi di capacità contributiva attualmente vigente (redditometro) non ha più effetto per i controlli ancora da effettuare sull’anno di imposta 2016 e successivi. Inoltre, si prevede che il Ministero dell’economia e delle finanze possa emanare un nuovo decreto in merito dopo aver sentito l’ISTAT e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori. Con specifico riferimento alle comunicazioni dei dati di fatturazione relativi al terzo trimestre del 2018, infine, si interviene prevedendo che gli stessi possono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate entro il 28 febbraio 2019, anziché entro il secondo mese successivo al trimestre.

Nomina Sottosegretari in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 12 giugno, ha nominato 45 Sottosegretari di Stato.

Di seguito la lista delle nomine:

Presidenza del Consiglio dei ministri

  • on. Guido GUIDESI, sen. dott. Vincenzo SANTANGELO,
    on. Simone VALENTE (Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta);
  • on. dott. Mattia FANTINATI (Pubblica amministrazione);
  • on. Stefano BUFFAGNI (Affari regionali e autonomie);
  • on. dott.ssa Giuseppina CASTIELLO (Sud);
  • sig. Vincenzo ZOCCANO (Famiglia e disabilità);
  • pres. Luciano BARRA CARACCIOLO (Affari europei);
  • sen. Vito Claudio CRIMI (Editoria);
  • on. Vincenzo SPADAFORA (Pari opportunità e giovani);

Affari esteri e cooperazione internazionale

  • on. dott. Emanuela Claudia DEL RE
  • on. dott. Manlio DI STEFANO
  • sen. dott. Ricardo Antonio MERLO
  • on. dott. Guglielmo PICCHI

Interno

  • sen. Stefano CANDIANI
  • dott. Luigi GAETTI
  • on. dott.Nicola MOLTENI
  • on. dott. Carlo SIBILIA

Giustizia

  • on. dott. Vittorio FERRARESI
  • on. avv.Jacopo MORRONE

Difesa

  • on. dott Angelo TOFALO
  • on. Raffaele VOLPI

Economia e finanze

  • on. dott Massimo BITONCI
  • on. dott.ssa Laura CASTELLI
  • on dott. Massimo GARAVAGLIA
  • on. dott Alessio Mattia VILLAROSA

Sviluppo Economico

  • sen. dott Andrea CIOFFI
  • on. Davide CRIPPA
  • on. dott Dario GALLI
  • prof. Michele GERACI

Politiche Agricole alimentari e forestali

  • on. dott. Franco MANZATO
  • dott.ssa Alessandra PESCE

Ambiente, tutela del territorio e del mare

  • on. Vannia GAVA
  • on. Salvatore MICILLO

Infrastrutture e Trasporti

  • sig. Michele DELL’ORCO
  • on dott. Edoardo RIXI
  • sen Armando SIRI

Lavoro e le politiche sociali

  • on. Claudio COMINARDI
  • on. Claudio DURIGON

Istruzione, Università e Ricerca

  • prof. on. Lorenzo FIORAMONTI
  • prof. Salvatore GIULIANO

Beni e attività Culturali e il turismo

  • sen. dott.ssa Lucia BORGONZONI
  • on. dott. Gianluca VACCA

Salute

  • prof. Armando BARTOLAZZI
  • on.  dott .Maurizio FUGATTI

Inizio XVIII Legislatura

Il 6 giugno il Governo ottiene la fiducia alla Camera (favorevoli 350, contrari 236, astenuti 35).

Il 5 giugno il Governo ottiene la fiducia al Senato (favorevoli 171, contrari 117, astenuti 25).


Il giuramento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei componenti il nuovo Governo ha luogo al Palazzo del Quirinale il 1° giugno, alle ore 16:00.


Il 31 maggio Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il professor Giuseppe Conte al quale ha conferito l’incarico di formare il governo.
Il professor Conte ha accettato l’incarico e ha presentato al Presidente della Repubblica la lista dei Ministri, ai sensi dell’articolo 92 della Costituzione.

Lista dei ministri:

  • Presidente del Consiglio – Giuseppe Conte
  • Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Lavoro – Luigi Di Maio
  • Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno – Matteo Salvini
  • Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta – Riccardo Fraccaro
  • Pubblica Amministrazione – Giulia Bongiorno
  • Affari Regionali e Autonomie – Enrica Stefani
  • Ministro per il Sud – Senatrice Barbara Lezzi
  • Ministro per la disabilità – Lorenzo Fontana
  • Ministro affari esteri – Moavero Milanesi
  • Ministro della Giustizia – Alfonso Bonafede
  • Ministro della Difesa – Elisabetta Trenta
  • Ministro dell’Economia – Giovanni Tria
  • Ministro delle politiche agricole – Gianmarco Centinaio
  • Ministro Infrastrutture – Mauro Contorti
  • Ministro dell’Istruzione – Marco Bussetti
  • Ministro dei Beni Culturali e Turismo – Alberto Bonisolidi
  • Ministro della Salute – Giulia Grillo
  • Ministro delle Politiche comunitarie – Paolo Savona
  • Sottosegretario Presidente del Consiglio – Giancarlo Giorgetti

Il 31 maggio il Presidente del Consiglio incaricato, dott. Carlo Cottarelli, rimette l’incarico di formare il Governo

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il proprio ringraziamento al dottor Carlo Cottarelli per la serietà, il senso delle istituzioni e la costante attenzione all’interesse nazionale che hanno caratterizzato l’impegno svolto nell’espletamento dell’incarico affidatogli.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 29 ed il 30 maggio riceve, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio incaricato, dott. Carlo Cottarelli.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto il 28 maggio 2018 al Palazzo del Quirinale il dottor Carlo Cottarelli, al quale ha conferito l’incarico di formare il governo. Il dottor Cottarelli si è riservato di accettare.


Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine del colloquio con il professor Giuseppe Conte

(Palazzo del Quirinale, 27.05.2018) Dopo aver sperimentato, nei primi due mesi, senza esito, tutte le possibili soluzioni, si è manifestata – com’è noto – una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega che, pur contrapposti alle elezioni, hanno raggiunto un’intesa, dopo un ampio lavoro programmatico.

Ne ho agevolato, in ogni modo, il tentativo di dar vita a un governo.

Ho atteso i tempi da loro richiesti per giungere a un accordo di programma e per farlo approvare dalle rispettive basi di militanti, pur consapevole che questo mi avrebbe attirato osservazioni critiche.

Ho accolto la proposta per l’incarico di Presidente del Consiglio, superando ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento. E ne ho accompagnato, con piena attenzione, il lavoro per formare il governo.

Nessuno può, dunque, sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento. Al contrario, ho accompagnato, con grande collaborazione, questo tentativo; com’ è del resto mio dovere in presenza di una maggioranza parlamentare; nel rispetto delle regole della Costituzione.

Avevo fatto presente, sia ai rappresentanti dei due partiti, sia al presidente incaricato, senza ricevere obiezioni, che, per alcuni ministeri, avrei esercitato un’attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere.

Questo pomeriggio il professor Conte – che apprezzo e che ringrazio – mi ha presentato le sue proposte per i decreti di nomina dei ministri che, come dispone la Costituzione, io devo firmare, assumendomene la responsabilità istituzionale.

In questo caso il Presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia, che non ha mai subito, né può subire, imposizioni.

Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri, tranne quella del ministro dell’Economia.

La designazione del ministro dell’Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari.

Ho chiesto, per quel ministero, l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con l’accordo di programma. Un esponente che – al di là della stima e della considerazione per la persona – non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell’Italia dall’euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell’ambito dell’Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano.

A fronte di questa mia sollecitazione, ho registrato – con rammarico – indisponibilità a ogni altra soluzione, e il Presidente del Consiglio incaricato ha rimesso il mandato.

L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. L’impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali.
Le perdite in borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito. E configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane.

Occorre fare attenzione anche al pericolo di forti aumenti degli interessi per i mutui, e per i finanziamenti alle aziende. In tanti ricordiamo quando – prima dell’Unione Monetaria Europea – gli interessi bancari sfioravano il 20 per cento.

È mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri – che mi affida la Costituzione – essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani.

In questo modo, si riafferma, concretamente, la sovranità italiana. Mentre vanno respinte al mittente inaccettabili e grotteschi giudizi sull’Italia, apparsi su organi di stampa di un paese europeo.

L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione europea, e ne è protagonista.

Non faccio le affermazioni di questa sera a cuor leggero. Anche perché ho fatto tutto il possibile per far nascere un governo politico.

Nel fare queste affermazioni antepongo, a qualunque altro aspetto, la difesa della Costituzione e dell’interesse della nostra comunità nazionale.

Quella dell’adesione all’Euro è una scelta di importanza fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani: se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento. Anche perché si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale.

Sono stato informato di richieste di forze politiche di andare a elezioni ravvicinate. Si tratta di una decisione che mi riservo di prendere, doverosamente, sulla base di quanto avverrà in Parlamento.

Nelle prossime ore assumerò un’iniziativa.


Il Presidente della Repubblica ha ricevuto nel pomeriggio del 27 maggio al Palazzo del Quirinale il professor Giuseppe Conte, il quale, sciogliendo la riserva formulata, gli ha rimesso l’incarico di formare il Governo, conferitogli il 23 maggio scorso.


CALENDARIO CONSULTAZIONI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI INCARICATO PROF. GIUSEPPE CONTE
SALA DEI BUSTI – PALAZZO MONTECITORIO
GIOVEDI’ 24 MAGGIO 2018

Ore 12
Componente del Gruppo Misto Camera
“Europa-Centro Democratico”
Componente del Gruppo Misto Senato
“Più Europa con Emma Bonino”
Ore 12.20
Componente del Gruppo Misto Camera
“Civica Popolare –AP-PSI-Area Civica”
Ore 12.40
La componente del Gruppo Misto Camera “Minoranze Linguistiche” ha optato per la consultazione congiunta con il Gruppo per le Autonomie del Senato
Ore 13
Componente del Gruppo Misto Camera
“Noi con l’Italia – USEI”
Ore 13.20
Componente del Gruppo Misto Camera
“MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero
Componente del Gruppo Misto Senato
“PSI-MAIE”
Ore 13.40
Gruppo Misto del Senato della Repubblica
Ore 15
Gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT,UV)” del Senato della Repubblica
Componente del Gruppo Misto Camera
“Minoranze Linguistiche”
Ore 15.40
Gruppo “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati
Senatori Gruppo Misto Senato “Liberi e Uguali”
Ore 16.20
Gruppi “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Ore 17
Gruppi “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Ore 17.40
Gruppi “Forza Italia-Berlusconi Presidente” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Ore 18.20
Gruppi “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Ore 19
Gruppi “Movimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio del 23 maggio al Palazzo del Quirinale il professor Giuseppe Conte, al quale ha conferito l’incarico di formare il governo. Il professor Conte si è riservato di accettare.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve il 22 maggio, al Quirinale, alle ore 11.00 il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e alle ore 12.00 il Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprende il 21 maggio le consultazioni con il seguente calendario:
– 17.30 Sen. Danilo TONINELLI e On. Dott.ssa Giulia GRILLO, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, accompagnati dall’On. Luigi DI MAIO, Capo della forza politica “MoVimento 5 Stelle”.
– 18.00 Sen. Gian Marco CENTINAIO e On. Dott. Giancarlo GIORGETTI, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, accompagnati dal Sen. Matteo SALVINI, Segretario Federale del partito “Lega – Salvini Premier”.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprende il 14 maggio le consultazioni con il seguente calendario:

  • ore 16.30 Sen. Danilo TONINELLI e On. Dott.ssa Giulia GRILLO, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, accompagnati dall’On. Luigi DI MAIO, Capo della forza politica “MoVimento 5 Stelle”.
  • ore 18.00 Sen. Gian Marco CENTINAIO e On. Dott. Giancarlo GIORGETTI, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, accompagnati dal Sen. Matteo SALVINI, Segretario Federale del partito “Lega – Salvini Premier”.

Il 9 maggio il MoVimento 5 Stelle e la Lega hanno informato la Presidenza della Repubblica che è in corso un confronto per pervenire ad un possibile accordo di governo e che per sviluppare questo confronto hanno bisogno di 24 ore.


Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni del 7 maggio 2018 per la formazione del nuovo governo

(Palazzo del Quirinale, 07.05.18) Nel corso delle settimane scorse ho svolto – anche con la collaborazione dei Presidenti delle Camere, che ringrazio molto – una verifica concreta, attenta e puntuale di tutte le possibili soluzioni in un Parlamento contrassegnato, com’è noto, da tre schieramenti principali, nessuno dei quali dispone della maggioranza. Condizione questa che richiede, necessariamente, che due di essi trovino un’intesa per governare.

Non è riuscito il tentativo di dar vita a una maggioranza tra il Centrodestra e il Movimento Cinque Stelle. Non ha avuto esito la proposta del Movimento Cinque Stelle di formare una maggioranza con la sola Lega. Si è rivelata impraticabile una maggioranza tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico.

È stata sempre affermata, da entrambe le parti, l’impossibilità di un’intesa tra il Centrodestra e il Partito Democratico. Tutte queste indisponibilità mi sono state confermate questa mattina.

Nel corso dei colloqui di oggi ho chiesto alle varie forze politiche, particolarmente a quelle più consistenti, se fossero emerse nuove possibilità d’intesa, registrando che non ve ne sono.

Com’è evidente, non vi è alcuna possibilità di formare un governo sorretto da una maggioranza nata da un accordo politico.

Sin dall’inizio delle consultazioni ho escluso che si potesse dar vita a un governo politico di minoranza.

Vi era stata, questa mattina, una richiesta in tal senso che sembra sia già venuta meno.

Un governo di minoranza condurrebbe alle elezioni e ritengo, in queste condizioni, che sia più rispettoso della logica democratica che a portare alle elezioni sia un governo non di parte.

In ogni caso, il governo presieduto dall’onorevole Gentiloni – che ringrazio per il lavoro che ha svolto e sta ulteriormente svolgendo in questa situazione anomala, con le forti limitazioni di un governo dimissionario – ha esaurito la sua funzione e non può ulteriormente essere prorogato in quanto espresso, nel Parlamento precedente, da una maggioranza parlamentare che non c’è più.

Quali che siano le decisioni che assumeranno i partiti è, quindi, doveroso dar vita a un nuovo governo.

Non si può attendere oltre.

Continuo ad auspicare, naturalmente, un governo con pienezza di funzioni che possa amministrare il nostro Paese senza i limiti operativi di un governo dimissionario; che metta in condizione il Parlamento di svolgere appieno la sua attività; che abbia titolo pieno per rappresentare l’Italia nelle imminenti e importanti scadenze nella Unione Europea, dove in giugno si assumeranno decisioni che riguardano gli immigrati, il bilancio dei prossimi sette anni, la moneta comune.

Dai partiti, fino a pochi giorni fa, è venuta più volte la richiesta di tempo per raggiungere intese. Può essere utile che si prendano ancora del tempo per approfondire il confronto fra di essi e per far maturare, se possibile, un’intesa politica per formare una maggioranza di governo.

Ma nel frattempo, in mancanza di accordi, consentano, attraverso il voto di fiducia, che nasca un governo neutrale, di servizio.

Un governo neutrale rispetto alle forze politiche.

Laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare, questo governo si dimetterebbe, con immediatezza, per lasciare campo libero a un governo politico.

Laddove, invece, tra i partiti, in Parlamento, non si raggiungesse alcuna intesa, quel governo, neutrale, dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre, approvata la manovra finanziaria per andare subito dopo a nuove elezioni.

Un governo di garanzia. Appunto per questo chiederò ai suoi componenti l’impegno a non candidarsi alle elezioni.

L’ipotesi alternativa è quella di indire nuove elezioni subito, appena possibile, gestite dal nuovo governo.

Non vi sono i tempi per un voto entro giugno. Sarebbe possibile svolgerle in piena estate, ma, sinora, si è sempre evitato di farlo perché questo renderebbe difficile l’esercizio del voto agli elettori. Si potrebbe, quindi, fissarle per l’inizio di autunno.

Rispetto a quest’ultima ipotesi, a me compete far presente alcune preoccupazioni. Che non vi sia, dopo il voto, il tempo per elaborare e approvare la manovra finanziaria e il bilancio dello Stato per il prossimo anno. Con il conseguente, inevitabile, aumento dell’Iva e con gli effetti recessivi che l’aumento di questa tassa provocherebbe. Va considerato anche il rischio ulteriore di esporre la nostra situazione economica a manovre e a offensive della speculazione finanziaria sui mercati internazionali.

Vi è inoltre il timore che, a legge elettorale invariata, in Parlamento si riproduca la stessa condizione attuale, o non dissimile da questa, con tre schieramenti, nessuno dei quali con la necessaria maggioranza.

Schieramenti resi probabilmente meno disponibili alla collaborazione da una campagna elettorale verosimilmente aspra e polemica.

Va tenuto anche in debito conto il bisogno di tempi minimi per assicurare la possibilità di partecipazione alla competizione elettorale.

Mi auguro che dalle varie forze politiche giunga una risposta positiva, nel senso dell’assunzione di responsabilità nell’interesse dell’Italia, tutelando, in questo modo, il voto espresso dai cittadini il 4 marzo.

Laddove questo non avvenisse, il nuovo governo, politicamente neutrale, resterebbe, come ho detto, in carica per le elezioni, da svolgere o in piena estate, ovvero in autunno, con i rischi che ho ricordato prima.

Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza neppure essere avviata. La prima volta che il voto popolare non viene utilizzato e non produce alcun effetto.

Scelgano i partiti, con il loro libero comportamento, nella sede propria, il Parlamento, tra queste soluzioni alternative: dare pienezza di funzioni a un governo che stia in carica finché, fra di loro, non si raggiunga un’intesa per una maggioranza politica e, comunque, non oltre la fine dell’anno. Oppure nuove elezioni subito, nel mese di luglio, ovvero in autunno.

Grazie. Buon lavoro.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprende lunedì 7 maggio le consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

Di seguito il calendario:
10.00 “Movimento 5 Stelle”.
11.00 “Fratelli d’Italia”.
“Forza Italia – Berlusconi Presidente”.
“Lega – Salvini Premier”.
12.00 “Partito Democratico”.
16.00 “Liberi e Uguali”.
16.20 Gruppo Parlamentare per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato della Repubblica, Partito SVP (Südtiroler Volkspartei) e (UV – Union Valdôtain).
16.40 Gruppo Misto del Senato della Repubblica.
17.00 Gruppo Misto della Camera dei Deputati.
17.30 On. Dott. Roberto FICO,
Presidente della Camera dei Deputati.
18.00 Sen. Avv. Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI,
Presidente del Senato della Repubblica.


Dichiarazione del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

(Palazzo del Quirinale 26/04/2018 ore 17:10) Buon pomeriggio a tutti. Il mandato esplorativo che mi ha affidato il Presidente della Repubblica ha avuto un esito positivo. Si conclude qui, oggi, con esito positivo; ovvero il dialogo tra il Movimento Cinque stelle e il Partito Democratico è un dialogo avviato.

In questi giorni ci sarà anche dialogo all’interno del Partito Democratico, quindi in seno alle forze politiche, aspettando anche la direzione del Partito Democratico che si terrà la settimana prossima.

Il concetto fondamentale è che c’è un dialogo avviato.

Io credo che sia importante, ragionevole e responsabile rimanere sui temi, rimanere sui programmi, che sono il centro vero del cambiamento del Paese e degli interessi di tutti i cittadini italiani.


Proseguono il 26 aprile gi i incontri con le forze politiche del Presidente della Camera dei deputati in seguito al mandato esplorativo conferito dal Capo dello Stato:

  • ore 11.00 delegazione del Pd

  • ore 13.00 delegazione del M5s


Si svolgono il 24 aprile gli incontri del Presidente della Camera dei deputati in seguito al mandato esplorativo conferito dal Capo dello Stato:

  • ore 14.30 delegazione del Pd

  • ore 18.00 delegazione del M5s


Il 23 aprile il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e gli ha affidato il compito di verificare la possibilità di un’intesa di maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle ed il Partito Democratico per costituire il Governo. Il Presidente della Repubblica ha chiesto al Presidente della Camera di riferire entro il 26 aprile.


Il 20 aprile il Presidente della Repubblica riceve alle ore 12.00 al Palazzo del Quirinale la Presidente del Senato.


La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha fissato per il 19 aprile il secondo giro di incontri con i partiti, come da mandato esplorativo conferitole dal Capo dello Stato, che si terranno oggi con il seguente calendario:
Ore 14.30, Coalizione di centrodestra.
Ore 17.30, Movimento 5 Stelle.
Gli incontri saranno a Palazzo Giustiniani, dove verrà allestita la Sala stampa a partire dalle ore 13.30.

La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, inizia nel pomeriggio del 18 aprile a Palazzo Giustiniani gli incontri con i partiti, come da mandato esplorativo conferitole dal Capo dello Stato.
Di seguito il calendario:
ore 16.30, Movimento Cinque Stelle
ore 17.30, Lega
ore 18.30, Forza Italia
ore 19.30, Fratelli d’Italia


Il 18 aprile il Presidente della Repubblica ha affidato alla Presidente del Senato, che rirerirà entro il 20 aprile,  il compito di verificare l’esistenza di una maggioranza parlamentare

(Roma, 18 aprile 2018) Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale la Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, e le ha affidato il compito di verificare l’esistenza di una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione di Centrodestra e il Movimento Cinque Stelle e di un’indicazione condivisa per il conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio per costituire il Governo. Il Presidente della Repubblica ha chiesto alla Presidente del Senato di riferire entro la giornata di venerdì.


Dichiarazione del Presidente Mattarella al termine delle consultazioni del 12 e 13 aprile

(Roma, 13 aprile 2018) «Buongiorno. Dall’andamento delle consultazioni di questi giorni emerge con evidenza che il confronto tra i partiti politici per dar vita in Parlamento a una maggioranza che sostenga un governo non ha fatto progressi.

Ho fatto presente alle varie forze politiche la necessità per il nostro Paese di avere un governo nella pienezza delle sue funzioni.

Le attese dei nostri concittadini, i contrasti nel commercio internazionale, le scadenze importanti e imminenti nell’Unione Europea, l’acuirsi delle tensioni internazionali in aree non lontano dall’Italia richiedono con urgenza che si sviluppi e si concluda positivamente un confronto tra i partiti, per raggiungere l’obiettivo di avere un governo nella pienezza delle sue funzioni.

Attenderò alcuni giorni, trascorsi i quali valuterò in che modo procedere per uscire dallo stallo che si registra.

Buon lavoro».


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprende il 12 aprile le consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

Qui di seguito il calendario:

Giovedì 12 aprile 2018

ORE 10.00 Gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica

ORE 10.30 Gruppo Misto del Senato della Repubblica

ORE 11.00 Gruppo Misto della Camera dei deputati

ORE 11.30 Gruppo “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati

ORE 16.30 Gruppi “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

ORE 17.30 Gruppi “Lega-Salvini Premier”, “Forza Italia-Berlusconi Presidente” e “Fratelli d’Italia”, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

ORE 18.30 Gruppi “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Venerdì 13 aprile 2018

ORE 10.30 Presidente Emerito della Repubblica: Sen. Dott. Giorgio Napolitano

ORE 11.15 Presidente della Camera dei Deputati: On. Roberto Fico

ORE 12.00 Presidente del Senato della Repubblica: Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati


Dichiarazione del Presidente Mattarella al termine delle consultazioni del 4 e 5 aprile

(Roma, 5 aprile 2018)«Desidero ringraziarvi per il lavoro che avete svolto e che state svolgendo per informare i nostri concittadini dell’andamento delle consultazioni.

Le consultazioni, come è noto, hanno lo scopo di individuare, di fare emergere, in base agli articoli 92 e 94 della nostra Costituzione, una composizione di un governo che abbia il sostegno della maggioranza del Parlamento.

Le elezioni che abbiamo celebrato un mese fa hanno visto un ampio aumento di consenso per due partiti – uno dei quali alleato con altri – ma non hanno assegnato a nessuna parte politica la maggioranza dei seggi in Parlamento, né alla Camera né al Senato, dove sono presenti tre schieramenti politici.

Nessun partito, né schieramento politico dispone, quindi, da solo, dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo. È indispensabile, quindi – in base alle regole della nostra democrazia – che vi siano delle intese tra più parti politiche per formare una coalizione che possa avere la maggioranza in Parlamento e quindi far nascere e sostenere un governo.

Nelle consultazioni di questi due giorni non è ancora emersa questa condizione.

Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata durante i colloqui da molte parti politiche.

Sarà utile a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni che i vari partiti mi hanno prospettato.

Sarà utile anche a loro per valutare, responsabilmente, la situazione, le convergenze programmatiche e le possibili soluzioni per dar vita a un governo.

Nella corso della prossima settimana avvierò, quindi, un nuovo ciclo di consultazioni per ascoltare le opinioni dei partiti e verificare se è maturata qualche possibilità che oggi non si registra.

Buon lavoro».


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inizia il 4 aprile le consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

Qui di seguito il calendario:

Mercoledì 4 aprile 2018

  • 10,30 Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati
  • 11,30 Presidente della Camera dei deputati, On. Roberto Fico
  • 12,30 Presidente emerito, senatore di diritto e a vita, Giorgio Napolitano
  • 16,00 Gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica
  • 16,45 Gruppo Misto del Senato della Repubblica
  • 17,30 Gruppo Misto della Camera dei deputati
  • 18,30 Gruppi “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Giovedì 5 aprile 2018

  • 10,00 Gruppi “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
  • 11,00 Gruppi “Forza Italia – Berlusconi Presidente” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
  • 12,00 Gruppi “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
  • 16,30 Gruppi “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Il Senato e la Camera eleggono, rispettivamente il 28 ed il 29 marzo, Vicepresidenti, Questori e Segretari.


Il 24 marzo 2018 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri on. Paolo Gentiloni, il quale, in seguito all’insediamento del nuovo Parlamento, ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto.
Il Presidente della Repubblica ha invitato il Presidente del Consiglio dei Ministri a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.


Il 24 marzo 2018 le Camere hanno eletto i rispettivi Presidenti: Maria Elisabetta Alberti per il Senato della Repubblica e Roberto Fico per la Camera dei deputati.


Il 23 marzo 2018, rispettivamente alle ore 10,30 ed 11,00, sono convocati in 1ª seduta pubblica il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati, per la costituzione dell’Ufficio di Presidenza provvisorio e  della Giunta provvisoria, la proclamazione dei subentranti e l’elezione dei Presidenti delle due Camere.

DEF 2018 in Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 26 aprile, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2018


DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2018

Documento di economia e finanza 2018, a norma dell’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2018, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).

Il DEF si compone di tre sezioni:

▪ Sezione I: Programma di Stabilità dell’Italia

▪ Sezione II: Analisi e tendenze di finanza pubblica

▪ Sezione III: Programma Nazionale di Riforma (PNR)

Il Documento è completato da alcuni allegati.

In ragione dell’attuale momento di transizione caratterizzato dall’avvio dei lavori della XVIII legislatura, il DEF approvato oggi non contempla alcun impegno per il futuro, bensì si limita alla descrizione dell’evoluzione economico-finanziaria internazionale, all’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l’Italia e del quadro di finanza pubblica tendenziale che ne consegue. Il Parlamento trova quindi nel Documento un quadro aggiornato della situazione economica e finanziaria quale base per la valutazione delle politiche economiche e dei programmi di riforma che il prossimo Esecutivo vorrà adottare.

Il DEF consente comunque di apprezzare il percorso di risanamento delle finanze pubbliche operato nel corso della passata legislatura: il debito pubblico in rapporto al PIL è stato stabilizzato a partire dal 2015 dopo sette anni di incrementi consecutivi (dal 99,8% del 2007 al 131,8% del 2014), mentre il deficit è sceso costantemente dal 3,0% del PIL al 2,3% del 2017 (1,9% al netto degli interventi straordinari a tutela del risparmio e del credito). Al tempo stesso, è possibile rilevare un sostegno costante alla crescita, grazie al quale il Paese è uscito dalla recessione, registrando quattro anni consecutivi di progressi del PIL dallo 0,1% del 2014 all’1,5% del 2017.

Il tasso di disoccupazione è sceso dal picco del novembre 2013 (13,0%) all’11,2 del 2017, mentre il numero di occupati è aumentato di quasi 1 milione di unità dal punto più basso della crisi nel settembre 2013, di cui oltre la metà con contratti a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda il periodo di previsione preso in considerazione nel DEF, le stime macroeconomiche contemplano una crescita del Prodotto interno lordo rispetto all’anno precedente pari a 1,5% nel 2018 e 1,4% nel 2019 e una riduzione del tasso di disoccupazione rispettivamente al 10,7% nel 2018 e al 10,2% nel 2019.

Il sostegno alla crescita economica è atteso dall’impulso agli investimenti privati – in crescita grazie al miglioramento del clima di fiducia, della funzionalità dell’ambiente economico e delle agevolazioni fiscali – dall’accelerazione dei consumi privati, da un recupero degli investimenti pubblici in valore assoluto e in misura minore dalle esportazioni nette. Il ripristino di condizioni di credito più favorevoli a consumi e investimenti contribuisce alla ripresa economica, dopo gli interventi degli anni scorsi che hanno migliorato la governance nel settore bancario e risolto crisi specifiche.

Per quanto riguarda la finanza pubblica, il quadro tendenziale prevede una riduzione del deficit all’1,6% del PIL nel 2018 e allo 0,8% nel 2019, con l’avanzo primario in crescita rispettivamente all’1,9% e al 2,7%. Il debito pubblico è previsto scendere al 130,8% del PIL nell’anno in corso e al 128% l’anno prossimo.

Dopo l’esercizio sperimentale dello scorso anno, il DEF 2018 è corredato dagli “Indicatori di benessere equo e sostenibile”: si tratta di 12 indicatori di diverse aree che caratterizzano la qualità della vita dei cittadini relative a disuguaglianza, istruzione, salute, ambiente, sicurezza, etc. In esito alla sperimentazione relativa a 4 indicatori, a partire dal 2018 l’Italia è il primo paese dell’Unione europea e dei G7 a dotarsi di un set di indicatori di benessere in base ai quali misurare l’impatto delle politiche pubbliche, abitualmente valutato su pochi indicatori macroeconomici e di finanza pubblica, in primis il PIL.

Il quadro economico-finanziario prospettato nel DEF, non avendo come già evidenziato natura programmatica, contempla l’aumento delle imposte indirette nel 2019 e, in minor misura, nel 2020, previsto dalle clausole di salvaguardia in vigore. Come già avvenuto negli anni scorsi, tale aumento potrà essere sostituito da misure alternative con futuri interventi legislativi che potranno essere valutati dal prossimo Governo.

Codice della Privacy in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 21 marzo 2018, approva, in esame preliminare, un decreto legislativo recante il Regolamento generale sulla protezione dei dati.


CODICE DELLA PRIVACY

Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati)(decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione dell’art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), introduce disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.

A far data dal 25 maggio 2018, data in cui le disposizioni di diritto europeo acquisteranno efficacia, il vigente Codice in materia di protezione dei dai personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sarà abrogato e la nuova disciplina in materia sarà rappresentata principalmente dalle disposizioni del suddetto Regolamento immediatamente applicabili e da quelle recate dallo schema di decreto volte ad armonizzare l’ordinamento interno al nuovo quadro normativo dell’Unione Europea in tema di tutela della privacy.

Fondo investimenti in CdM

Nel Consiglio dei Ministri del 22 febbraio, il Presidente Paolo Gentiloni e il Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan hanno riferito sul decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che definisce la ripartizione del “fondo per gli investimenti” da 36 miliardi di euro disposta dalla legge di bilancio per il 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205).


Fondi per oltre 4 miliardi di euro sono stati assegnati oggi al Miur per l’edilizia scolastica e universitaria e per la ricerca. Lo annuncia la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto per la ripartizione delle risorse del Fondo investimenti, rifinanziato dalla legge di bilancio per il 2018, con 36,117 miliardi di euro. Di questi, 4,2 miliardi sono destinati al MIUR “con un aumento di 1,6 miliardi di euro rispetto alle risorse avute nel 2017 attraverso lo stesso Fondo”, sottolinea la Ministra Valeria Fedeli.

“Si tratta di un investimento molto consistente. Investire sulla qualità e la sicurezza delle scuole e delle residenze universitarie, portare risorse al sistema della ricerca significa investire sul futuro – aggiunge la Ministra -. Una scelta che abbiamo fatto con chiarezza fin dall’inizio del nostro mandato e che abbiamo portato avanti in questi mesi, dedicando particolare attenzione all’intera filiera del sapere. Il decreto approvato oggi dimostra ancora una volta che per noi istruzione e ricerca sono settori prioritari. Lo sono per la formazione delle nuove generazioni, ma anche per assicurare all’intero Paese uno sviluppo sostenibile e la capacità di affrontare con successo le continue sfide che il mondo globalizzato di oggi ci pone di fronte”.

In particolare, vengono stanziati 2,9 miliardi per l’edilizia scolastica e circa 200 milioni per quella universitaria. I fondi saranno destinati all’adeguamento antisismico e antincendio delle scuole, alla messa in sicurezza degli istituti con criticità rilevate da indagini diagnostiche, alla realizzazione e alla riqualificazione di posti nelle residenze universitarie.

Alla ricerca vanno poi risorse per 1,1 miliardi, da destinare al FIRST (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica), al FISR (Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca), allo sviluppo delle politiche scientifiche del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), ai progetti Cherenkov telescope array e Square kilometer array, all’infrastruttura di calcolo scientifico dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).