Chi tace acconsente…

Turi: “Gli unici meritevoli erano gli amici del preside”

Chi tace acconsente….

 

L’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici nel leggere con sorpresa le dichiarazioni del Segretario Generale Scuola UIL (https://www.tecnicadellascuola.it/lattacco-della-uil-scuola-gli-unici-meritevoli-gli-amici-del-preside-carta-del-docente-situazioni-truffaldine) vuole intervenire per fare chiarezza su una frase – ove non fosse smentita – che considera demagogica, qualunquista e fuorviante.

Premesso che ANCODIS ritiene necessaria e fondamentale la presenza del Sindacato per il ruolo assolto nella storia di questo paese sia nel settore pubblico che privato, queste dichiarazioni – se non smentite – favoriscono quelle illazioni su alcune componenti di docenti che certamente non fanno bene al sistema scolastico italiano.

ANCODIS le contesta perché le ritiene ingenerose e denigranti verso il lavoro di chi si impegna quotidianamente con fatica e determinazione nella propria Istituzione Scolastica ed, in particolare, verso i Collaboratori dei DS che assolvono con grande spirito di servizio il loro compito senza un riconoscimento né giuridico né contrattuale.

Non possiamo continuare ad andare avanti sulla strada del pregiudizio con affermazioni che ledono la dignità, la fatica ed il lavoro (di docenza, di collaborazione, di coordinamento) dei cosiddetti docenti meritevoli ai sensi dei commi 126, 127 e 128 della Legge 107!

Il merito e la conseguente premialità – lo sanno bene i sindacalisti – si fonda su criteri deliberati dal Comitato di Valutazione ai sensi del comma 129 della 107/2015. Esso è costituito dal DS, tre docenti dell’istituzione scolastica (due eletti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto), due rappresentanti dei genitori (uno per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione), un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori eletti dal consiglio di istituto (per il secondo ciclo di istruzione), un componente esterno individuato dall’ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici.

A questi criteri il DS deve attenersi con un’assunzione di responsabilità etica, morale e professionale!

E’ il caso di ricordare, inoltre, che ai sensi del comma 130, gli uffici scolastici regionali dovranno inviare al MIUR una relazione sui criteri adottati dalle istituzioni scolastiche e, sulla base delle relazioni ricevute, un apposito Comitato tecnico-scientifico – previo confronto con le parti sociali e le rappresentanze professionali – predispone le linee guida per la valutazione del merito dei docenti a livello nazionale in modo da avere un format nazionale sul quale adattare i criteri deliberati in autonomia dai Comitati di valutazione delle I.S..

Ciò detto, dalle parole di Turi sembra emergere una posizione “politica” che guarda ad una scuola del secolo scorso, ancorata a procedure generaliste ed omologanti che rendono tutti indistinti nei ruoli, nelle competenze, nella formazione, nella carriera.

Piuttosto, chiediamo al Sindacato di guardare all’interesse generale del sistema scolastico assumendo iniziative contrattuali moderne, efficaci ed efficienti.

Noi di ANCODIS siamo per la valutazione di sistema. Ma prima occorre procedere al riconoscimento giuridico di quanti concorrono ai risultati – positivi o negativi – in ogni I.S..

In attesa di questa innovazione giuridica e contrattuale, resta in campo una valutazione di merito per TUTTI i docenti che non sono assolutamente gli “amici dei presidi” ma professionisti della scuola (nella didattica, nella innovazione e nella governance).

I Collaboratori dei DS che vivono la scuola in questi tre aspetti non possono accettare in alcun modo l’equazione PREMIATO=AMICO del DS!! Non ci stiamo!

E siamo i primi a dire che non temiamo alcuna forma di valutazione fondata su criteri condivisi (in attesa delle Linee guida del MIUR) e misurabili come avviene nel resto dell’Europa.

Siamo convinti che è una strada che deve continuare fermo restando che laddove si siano verificate storture o abusi non dobbiamo temere di denunciare e correggere.

Per queste ragioni non possiamo tacere e chiediamo alle altre Associazioni di categoria di fare altrettanto.

Almeno che ……. Chi tace acconsente!

 

Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo

Renato Marino, Presidente ANCODIS Siracusa

Silvia Zuffanelli, Presidente ANCODIS Firenze

Cristina Picchi, Presidente ANCODIS Pisa

Mara Degiorgis, Presidente ANCODIS Cuneo

Antonella D’Agostino, Presidente ANCODIS Catania

Carla Federica Spoleti, Presidente ANCODIS Roma

 

Accademie e Conservatori, anche per l’AFAM va a regime il 3+2

Accademie e Conservatori, anche per l’AFAM va a regime il 3+2

Fedeli: “Provvedimento atteso, ora offerta formativa più ricca”

Il 3+2 va a regime anche per Accademie e Conservatori. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che rende finalmente ordinamentali, portandoli fuori dalla fase sperimentale in atto dal 2005, i bienni specializzanti delle istituzioni dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e che equipara definitivamente i titoli finali con quelli universitari, garantendo un quadro chiaro delle equipollenze.

“Si tratta di una novità attesa – spiega Fedeli – che ci mette in linea con il quadro europeo per la riconoscibilità dei titoli e che consentirà finalmente alle istituzioni AFAM di garantire un’offerta formativa più ricca e flessibile. Dal 2012, infatti, non era possibile fare variazioni: l’offerta formativa, in attesa della messa a regime dei bienni specialistici, era stata congelata. Questo sblocco consentirà a istituzioni che costituiscono un tassello importante e di grande pregio del nostro sistema di istruzione di qualificare ulteriormente l’offerta, garantendo opportunità formative in linea con i tempi alle iscritte e agli iscritti. Sull’AFAM stiamo convintamente portando avanti tutte le azioni necessarie per dare ad un settore che il mondo ci invidia le risorse e gli strumenti di cui ha bisogno per operare ai massimi livelli. Dopo la riforma del 1999 per troppo tempo l’AFAM è rimasta in balia di ritardi e rinvii – prosegue Fedeli -. Negli ultimi mesi abbiamo operato un’accelerazione importante per la valorizzazione di questo settore. Ricordo, ad esempio, le misure contenute nella legge di bilancio per la stabilizzazione del personale precario e per rendere definitivo il processo di statizzazione. Abbiamo poi incrementato le risorse e stiamo procedendo sul piano dell’offerta formativa con due operazioni fondamentali attuate dal Ministero. Abbiamo già proceduto alla modifica o attivazione di corsi dei Conservatori, degli Istituti superiori musicali, degli ISIA, delle Accademie statali e legalmente riconosciute per oltre 3.500 piani di studio triennali: erano quattro anni che queste richieste giacevano inevase. Con il decreto firmato oggi completiamo la messa ad ordinamento di tutti i corsi biennali sperimentali di secondo livello, che era prevista dalla legge finanziaria per il 2013. Si tratta di azioni e investimenti seri, concreti, con cui diamo una risposta alle legittime richieste del settore, rimaste inevase, va ripetuto, per troppo tempo”.

Con il provvedimento firmato dalla Ministra sui corsi biennali di II livello si chiude un percorso che va avanti dai primi anni 2000. Con l’emanazione del Regolamento  (D.P.R.) 212 del 2005, infatti, l’attivazione dei corsi accademici biennali nei Conservatori di Musica, nelle Accademie di Belle Arti, negli ISIA, nell’Accademia nazionale di Arte drammatica e nell’Accademia Nazionale di Danza è stata possibile solo in via sperimentale. Una provvisorietà che si è protratta a lungo, tanto che con la legge 228 del 2012 (Finanziaria 2013) si è intervenuti per accelerare il processo di chiusura della fase sperimentale. Da allora l’offerta è però rimasta ‘congelata’.

Ora si giunge ad un punto fermo. Sarà finalmente possibile attivare corsi biennali ordinamentali, con il via libera anche al rinnovamento dell’offerta formativa. E si potrà anche procedere alla conversione dei titoli già rilasciati, sia a seguito dei percorsi  sperimentali sia a seguito di quelli del vecchio ordinamento, come richiesto anche da studentesse e studenti che, in questo modo, avranno finalmente riconosciuto pieno valore, anche a livello europeo, al titolo di studio faticosamente conseguito.