Istruzione dei bambini sordi nel mondo, parte la “gara di buone idee”

Redattore Sociale del 11-01-2018

Istruzione dei bambini sordi nel mondo, parte la “gara di buone idee”

Si chiama “Sign on for literacy Prize” e si presenta come “una grande sfida per lo sviluppo”: è una grande competizione internazionale per innovazioni tecnologiche in grado di incrementare l’accesso alle lingue dei segni locali nel mondo. Oggi solo il 2% dei bambini sordi riceve un’educazione in lingua dei segni.

ROMA. Una vera e propria “gara di buone idee”, che siano però capaci di diventare “buone pratiche”, con un obiettivo ben preciso: promuovere l’accesso alla lingua dei segni in tutto il mondo, specialmente nelle zone più povere, favorendo così l’alfabetizzazione dei bambini sordi. E’ lo scopo e il senso della “sfida” lanciata dall’organizzazione “All children reading”, in collaborazione con la World Federation of the Deaf – Official e la Nyle DiMarco Foundation, attraverso il bando “Sign On For Literacy Prize”.

La competizione mira a trovare innovazioni basate sulla tecnologia, che siano capaci di incrementare l’accesso alle lingue dei segni e agli interventi di alfabetizzazione per i bambini non udenti in contesti con risorse limitate. Queste innovazioni aiuteranno i genitori, gli educatori, le comunità e i governi a favorire lo sviluppo della prima infanzia, migliorando l’accesso alle lingue dei segni locali e incrementando l’alfabetizzazione dei bambini non udenti.

L’80% dei bambini sordi nel mondo non ha accesso all’istruzione. Dei circa 32 milioni di bambini sordi in tutto il mondo, circa l’80% non ha accesso all’istruzione e solo il 2% riceve un’istruzione nella lingua dei segni. Ciò accade soprattutto nelle aree più povere, dove i bambini già affrontano enormi barriere economiche e sociali. “Senza un rapido accesso alla lingua – spiegano i promotori dell’iniziativa – i bambini non riescono a sviluppare abilità sociali e cognitive allo stesso ritmo dei loro coetanei: questo ostacola la loro capacità di imparare a leggere e scrivere e li isola dalla società.

Lingua dei segni “non documentata”. In alcuni paesi, la lingua dei segni locale potrebbe non essere “documentata”. Ciò non significa che non si usi un linguaggio dei segni, ma piuttosto che non ci sia un dizionario o un catalogo di segni, o un supporto che permetta di divulgarla e trasmetterla. In simili contesti, la tecnologia può svolgere un ruolo di primaria importanza, anche nel coinvolgere la comunità sorda locale nell’impegno per documentare la propria lingua e si suoi segni. Le soluzioni devono documentare la lingua locale e non importare altre lingue dei segni ampiamente utilizzate come American Sign Language. La competizione incoraggia dunque a presentare idee e soluzioni che vadano in questa direzione e diano vita a risorse per l’apprendimento della lingua dei segni in classe e a casa.

Lingua dei segni “documentata”. Anche nei paesi in cui la lingua dei segni è codificata e documentata, molte comunità hanno ancora un accesso limitato alle relative risorse. Consapevolezza familiare, strumenti educativi, impegno della comunità sono limitati o mancanti. Anche in questi contesti, dunque, è importante trovare risorse e strumenti capaci di diffondere consapevolezza e di facilitare l’accesso alla lingua dei segni.
La giovane attrice che “segna”. “Durante tutta la mia vita, sono stata fortunata ad avere il supporto di un sistema familiare e scolastico che mi hanno fatto abbracciare il linguaggio dei segni – testimonia in un video l’attrice Millicent Simmonds, la quale ha recentemente debuttato con successo in ‘Wonderstruck’ – Grazie a questo, ho beneficiato delle stesse opportunità degli altri bambini. Ma in molti luoghi, i bambini non udenti non hanno accesso alla loro lingua dei segni locale, e per questo restano indietro durante il periodo di apprendimento critico prima dei cinque anni. Di conseguenza, perdono l’opportunità di interagire con familiari e amici, di avere un’istruzione o persino trovare un lavoro. Sostengo quindi con entusiasmo questa importante iniziativa globale e incoraggio la comunità dei non udenti e tutti gli altri a presentare le loro soluzioni innovative al concorso”.

Per candidare la propria proposta, c’è tempo fino al 16 febbraio. Sul sito dedicato, si trovano tutte le istruzioni su modalità e premi. (cl)

UN CONTRATTO AL RIBASSO

SCUOLA/LO SNALS-CONFSAL NON FIRMERA’ UN CONTRATTO AL RIBASSO

Roma, 11 gennaio. Nell’incontro di oggi all’Aran sulla scuola il presidente Gasparrini, dopo aver presentato un articolato solo sulla parte normativa – tra l’altro peggiorativo delle attuali norme -, ha fatto alle organizzazioni sindacali un annuncio che ha destato perplessità, proponendo di discutere un testo in assenza di un atto d’indirizzo definitivo. Un testo che pertanto risulta “non coerente”.

Lo Snals-Confsal ha dichiarato impossibile valutare in soli 30 minuti un testo così ampiamente modificato.

In ogni caso, per lo Snals non c’è ancora chiarezza nel testo tra le norme pattizie e le norme di legge. Pertanto ha chiesto la stesura di un nuovo testo unico facile da comprendere e da applicare.

La delegazione Snals ha dichiarato “Non accetteremo nessun arretramento sul piano giuridico dei diritti dei lavoratori, così come non abbiamo nessun interesse a firmare un contratto se non sarà un buon contratto”.

in definitiva, lo Snals – su mandato dal recente congresso nazionale, ribadito ieri dal consiglio nazionale – ritiene indispensabile che vengano stabilite corrette relazioni sindacali e che il governo trovi “vere” risorse economiche, essendo insufficienti anche le cifre della legge 107 per bonus e formazione.

Fact checking all’obbligo dei vaccini a scuola: tassi di copertura aumentati

da Il Sole 24 Ore

Fact checking all’obbligo dei vaccini a scuola: tassi di copertura aumentati

di Barbara Gobbi

Dopo la bordata sul Jobs Act lanciata da Silvio Berlusconi, l’attacco del leader leghista Matteo Salvini punta dritto contro un altro provvedimento-chiave del governo in carica: la legge sull’obbligo vaccinale, fortemente voluta dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che già a partire dall’anno scolastico in vigore ha reintrodotto il vincolo di 10 profilassi da zero a sedici anni, per l’iscrizione a nidi, materne, elementari e per i primi due anni delle superiori. L’obiettivo dichiarato è riportare i tassi di copertura – scesi in maniera drammatica soprattutto per il morbillo, che in questi giorni ha fatto registrare il quinto decesso dall’inizio dell’epidemia che è ripartita in Italia – al di sopra della soglia minima indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità, ripristinando in Italia un obbligo che dal 1999 era di fatto decaduto.

Oggi, l’annuncio di Salvini via tweet: «Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì obbligo no. E via la tassa assurda sulle sigarette elettroniche». Immediata la risposta della ministra della Salute, che proprio ieri ha presentato il simbolo della sua lista Civica popolare: «Salvini propone esattamente le stesse cose dei no-vax e del Movimento5Stelle, mettendo seriamente a rischio la salute dei nostri figli e dei cittadini italiani. Questo è un modo estremamente rischioso di fare la campagna elettorale».

I primi risultati della legge
La legge sui vaccini, frutto della conversione a fine luglio del decreto legge varato dal governo a maggio scorso, è ancora in fase di rodaggio, e soprattutto di monitoraggio dei risultati. Proprio per verificarne con maggiore tempestività gli effetti, il check del ministero della Salute sui dati regionali è diventato da annuale a “intensivo”: la commissione per il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza rileva ogni due mesi i dati per Regione sui nuovi bambini vaccinati. L’analisi riguarda tutte le profilassi per cui è stato reintrodotto l’obbligo (che di fatto erano già presenti nel calendario vaccinale) tranne la varicella, diventata obbligatoria solo a partire dalla coorte 2017 e perciò non ancora rilevabile.

Monitoraggio in corso
Proprio in questi giorni è in corso la terza tranche di monitoraggio, sui dati al 31 dicembre 2017. «Contiamo di registrare un aumento», annuncia dal ministero della Salute Stefania Iannazzo, tra gli autori di un articolo sull’obbligatorietà vaccinale pubblicato nei giorni scorsi dalla rivista Lancet, in cui sono stati anticipati i primi effetti del provvedimento. Nelle cinque Regioni per cui sono già disponibili i dati preliminari, grazie anche all’attivazione delle anagrafi vaccinali, in media il 29,8% dei bambini non vaccinati nati dal 2011 al 2015 è stato sottoposto alla profilassi da quando è entrata in vigore la nuova legge. Rispetto al 2016, riporta ancora Lancet, questo «recupero» ha comportato un aumento della copertura vaccinale da giugno a ottobre 2017 dell’1% per il vaccino esavalente contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, haemophylus influenzae di tipo b ed epatite B. E un aumento del 2,9% dei vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia. Nelle coorti dal 2001 al 2015, in media, la copertura per il morbillo è cresciuta del 2,3%: questo forse è il dato più indicativo, se si considera che l’ultima rilevazione 2016 parlava di un crollo delle coperture vaccinali contro questa malattia all’87,3%, a fronte di un tasso ottimale del 95%.

«Sebbene nell’interpretazione dei dati si tenga conto della probabilità di una migliore registrazione delle vaccinazioni e dell’immunizzazione, questi risultati appaiono incoraggianti», argomentano ancora gli esperti di Lancet. Che però aggiungono: «Naturalmente, il dibattito etico e scientifico sulle vaccinazioni obbligatorie non si limita al monitoraggio dei tassi di copertura».

Dispersione scolastica in calo: lo dice il documento finale della Cabina di regia

da La Tecnica della Scuola

Dispersione scolastica in calo: lo dice il documento finale della Cabina di regia

PON laboratori didattici innovativi: differimento termini e chiarimenti

da La Tecnica della Scuola

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Snals-Confsal, Elvira Serafini eletta segretario generale

da La Tecnica della Scuola

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Certificazione competenze primo ciclo, le Linee guida per la redazione dei modelli

da La Tecnica della Scuola

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Alternanza S-L, protocollo di Intesa Miur-Croce Rossa

da La Tecnica della Scuola

Alternanza S-L, protocollo di Intesa Miur-Croce Rossa

Dispersione scolastica in calo: presentato il documento finale della Cabina di regia

da Tuttoscuola

Dispersione scolastica in calo: presentato il documento finale della Cabina di regia

Cala la dispersione scolastica, con un tasso del 13,8% di coloro che abbandonano precocemente gli studi (dato 2016) contro il 20,8% di dieci anni fa. L’Italia si avvicina dunque all’obiettivo Europa 2020, al raggiungimento del livello del 10%. Ma restano forti gli squilibri territoriali, con Sicilia, Campania, Sardegna sopra la media nazionale. I maschi sono più coinvolti delle femmine, così come percentuali più alte si registrano fra studentesse e studenti di cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia e fra coloro che partono da condizioni economiche e sociali meno vantaggiose. In Italia ci sono infatti oltre 1 milione di persone in crescita (fra i 3 e i 18 anni) e in età scolare che vivono in condizione di povertà assoluta. Lo fa sapere il Miur attraverso un comunicato stampa.

Sono i dati da cui è partito il lavoro della Cabina di regia sulla dispersione scolastica e la povertà educativa istituita dalla Ministra Valeria Fedeli e guidata da Marco Rossi Doria, ex Sottosegretario all’Istruzione ed esperto del tema. Il gruppo, istituito a maggio del 2017, ha lavorato in questi mesi partendo dal quadro dei dati disponibili, nazionali ed europei, dalla documentazione già prodotta in sedi istituzionali quali il Consiglio dell’Unione europea, l’Onu, il Parlamento italiano, dall’analisi delle buone pratiche già presenti nel nostro Paese, mettendo a punto un documento che offre, oltre ad una panoramica completa sul fenomeno, una serie di raccomandazioni sulle azioni da mettere in campo nel prossimo quinquennio per continuare a contrastare con forza la dispersione e le povertà educative, passando attraverso “un piano nazionale di contrasto”.

“Grazie al lavoro attento fatto dalla Cabina di regia in questi mesi, offriamo oggi al Paese una fotografia chiara del fenomeno e un piano d’azione per intervenire in maniera efficace e sistemica nella direzione del contrasto del fallimento formativo che, voglio dirlo chiaramente, non è semplicemente uno dei problemi della scuola italiana. È il problema. Della scuola, del Paese intero – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Combattere la povertà educativa deve essere la priorità nazionale, perché questa è la base per combattere le altre povertà: da qui partono le disuguaglianze, così come le opportunità. L’abbandono e la dispersione hanno conseguenze negative non solo sulle vite dei singoli, arrecano danno complessivo alla società, comportano una perdita economica per l’intero Paese in termini di Pil, minano la coesione territoriale e sociale. Si tratta di fenomeni che vanno contrastati con forza, perché dove la dispersione è alta vuol dire che non sono garantite a sufficienza pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi. E questo va contro uno dei più importanti principi costituzionali, quello che ritroviamo all’interno dell’articolo 3 della nostra Costituzione, che ci ricorda che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
Il documento presentato oggi offre “soluzioni di lungo termine alla questione. Soluzioni orientate al bene delle nuove generazioni e del nostro Paese. Soluzioni condivisibili, al di là di appartenenze politiche e scadenze elettorali”, sottolinea Fedeli. “Agire sulla dispersione scolastica, sull’insuccesso formativo e sulla povertà educativa è un’azione che richiede un intervento strutturato da parte di tutti gli attori in campo: Ministero, enti territoriali, realtà associative. La scuola ha un ruolo centrale, ma la scuola è società e l’impegno su questi temi è quindi responsabilità di tutte e di tutti. È molto importante agire ‘in verticale’, non solo nel periodo scolastico e non solo all’interno della scuola, investire anche sull’acquisizione di competenze lungo tutto l’arco della vita e aiutare le ragazze e i ragazzi, soprattutto chi è in condizione di svantaggio, ad affrontare al meglio la transizione dalla scuola agli studi successivi o nel mondo del lavoro”.

“La Cabina di regia per il contrasto della dispersione scolastica in questi mesi ha fatto tesoro dei dati dettagliati del Miur e ha raccolto le esperienze delle scuole, esaminato decine di buone prassi di ogni parte d’Italia e in particolare il lavoro in rete tra le scuole e le altre realtà educative: centri sportivi, terzo settore, parrocchie, volontariato – sottolinea Marco Rossi Doria -. Ha recepito indicazioni da regioni, enti locali e parti sociali. Ha tenuto conto delle tante buone pratiche che sono già in atto, dei documenti prodotti in diverse sedi istituzionali. Oggi offriamo uno strumento di lavoro che propone articolate linee di indirizzo e raccomandazioni sulle azioni da mettere in campo. La riduzione delle diseguaglianze è un diritto da garantire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi. Su questo fronte servono interventi sistemici e di lungo termine, una metodologia d’azione condivisa e partecipata con un forte coinvolgimento dal basso che metta al centro le studentesse e gli studenti, le docenti e i docenti, le famiglie. Abbiamo il dovere di contrastare la dispersione e creare opportunità per chi abbandona i percorsi di istruzione”.

Fra gli obiettivi prefissati dal documento, l’abbattimento dei tassi di abbandono al di sotto del 10% (che è il limite europeo) in tutte le aree del Paese e l’aumento degli investimenti per elevare il livello delle conoscenze e competenze di base e di cittadinanza.

Obiettivi da raggiungere mettendo in campo:

  • Una governance unitaria affidata al governo, con l’accordo di Regioni e Comuni, sotto il controllo del Parlamento per coordinare azioni e interventi, fare una ricognizione degli strumenti già in campo, concretizzare nuove proposte;
  • Un piano di azioni nazionale delle misure anti-dispersione;
  • L’individuazione di aree di educazione prioritaria su cui concentrare gli interventi (a partire dal rafforzamento del passaggio fra scuola primaria e secondaria);
  • L’allocazione di risorse sulla base dei risultati di apprendimento e dei tassi di dispersione;
  • L’estensione dei servizi per la prima infanzia;
  • Il rafforzamento delle reti territoriali per la valorizzazione delle buone pratiche;
  • L’attivazione di interventi per fare in modo che città e quartieri entrino sempre più in relazione con le comunità educanti;
  • Il rafforzamento della base di dati.

A livello scolastico, suggerisce il documento, vanno studiate modalità specifiche di composizione delle classi, va rafforzata e favorita la didattica laboratoriale con una gestione più flessibile e aperta delle classi stesse, va ricostruito il patto fra scuola e famiglie. Il contrasto alla dispersione e alla povertà educativa, prosegue il documento, va promosso, in concreto, anche attraverso un’edilizia scolastica di qualità, l’estensione del tempo pieno, la promozione di attività che vadano oltre l’orario scolastico, il sostegno all’innovazione digitale e ai laboratori, la formazione dei docenti.

“Abbiamo già cominciato ad investire su questi temi – ricorda Fedeli – a partire dagli 840 milioni di euro di fondi PON che abbiamo messo a disposizione per una scuola più aperta, inclusiva, innovativa. Un grande investimento che riguarda le competenze delle studentesse e degli studenti, pensato nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Stiamo investendo sull’edilizia scolastica, parliamo di oltre 9 miliardi di euro, perché siamo convinti che migliorare le infrastrutture non è solo una questione, fondamentale, di sicurezza ma un importante fattore abilitante di un’esperienza didattica moderna e al passo con i tempi. Abbiamo messo oltre 1 miliardo, con la riforma della scuola, sul Piano Nazionale Scuola Digitale per costruire una didattica nuova nelle diverse discipline, più attrattiva. Abbiamo investito sull’Alternanza Scuola-Lavoro, una scelta coraggiosa che apre alle studentesse e agli studenti l’opportunità di fare una esperienza nel mondo del lavoro, di capirne l’organizzazione, di vivere in un ambiente diverso da quello scolastico e sviluppare competenze differenti da quelle tradizionalmente scolastiche. E stiamo rafforzando i servizi per l’infanzia grazie alla creazione, per la prima volta, di un sistema nazionale integrato da 0 a 6 anni. Infine, approvando il reddito di inclusione abbiamo stabilito che l’erogazione dei sussidi alle famiglie venga vincolata alla effettiva frequenza scolastica di ragazze e ragazzi. La strada è tracciata. Questo documento è un ulteriore tassello per portare avanti un’azione di sistema che metta al centro il miglioramento della qualità dell’istruzione davvero per tutte e per tutti”.

Nota 11 gennaio 2018, AOODGOSV 497

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio VI

Ai Direttori
degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per
la Provincia Autonoma di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per
la Provincia Autonoma di Bolzano
Al Sovrintendente agli Studi
per la Regione Autonoma della Valle d’Aosta
LORO SEDI
Al Presidente
dell’INDIRE – FIRENZE
Al Presidente
dell’INVALSI – ROMA
Al Presidente
dell’INAPP – Roma
Al Dirigente Ufficio IX
N.D.G.
Ai Dirigenti Scolastici del
CPIA Teramo
CPIA Catanzaro
CPIA Napoli Città 2
CPIA 2 Metropolitano di Bologna
CPIA Pordenone
CPIA 5 interprovinciale Viterbo/Roma
CPIA La Spezia
CPIA n. 2 di Milano
CPIA sede di Ancona
CPIA Campobasso
CPIA 3 Torino
CPIA Lecce
CPIA n.1 di Cagliari
CPIA Caltanissetta-Enna
CPIA n. 1 Grosseto
CPIA 1 Perugia
CPIA Verona
e, p.c. Al Dipartimento per il sistema educativo
di istruzione e formazione
SEDE
All’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia
BARI
Al Dirigente Tecnico
Coordinatore Gruppo Nazionale PAIDEIA
C/o U.S.R per il Lazio – ROMA

Nota 11 gennaio 2018, AOODGOSV 497

OGGETTO: Open Meeting – Gallipoli (LE) 16-19 gennaio 2018.

Avviso 11 gennaio 2018, AOOUFGAB 1076

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Ufficio di Gabinetto

AVVISO PER LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

OGGETTO: Elezioni rappresentanze sindacali unitarie 17-18-19 aprile 2018 – Comparto Istruzione e Ricerca

In riferimento al Protocollo del 4 dicembre 2017 (disponibile https://www.aranagenzia.it/comunicati/8676-elezioni-rsu-sottoscritto-il-protocollo-per-la-definizione-del-calendario-delle-votazioni-per-il-rinnovo-delle-rsu-del-personale-dei-comparti.html) sottoscritto dall’ARAN e dalle Confederazioni sindacali per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie del personale dei comparti, ed in considerazione della dichiarazione congiunta relativa alla individuazione delle sedi di elezione presso le Istituzioni scolastiche presenti sul territorio nazionale, si riporta in allegato l’elenco delle scuole interessate.
In merito al citato elenco, le Organizzazioni sindacali interessate possono inoltrare richiesta di eventuali chiarimenti all’indirizzo di posta elettronica gabmin.relazionisindacali@istruzione.it.

IL VICE CAPO DI GABINETTO
Rocco Pinneri