Malattie rare: al Centro Diagnostico sono uno su due

Vita.it del 28-02-2018

Malattie rare: al Centro Diagnostico sono uno su due

Una persona su due, fra quelle trattate nel Centro Diagnostico nel 2017, ha una malattia rara. E in dieci anni queste patologie hanno segnato un balzo del 17% fra le persone seguite dalla Lega del Filo d’Oro. Le malattie rare trattate? Ben 150. Si tratta di situazioni che richiedono lavoro d’equipe e programmi riabilitativi assolutamente personalizzati.

OSIMO. «Siamo rari ma siamo tanti»: è uno degli slogan più utilizzati da chi lavora nel campo delle malattie rare, ha già qualche anno ma è sempre efficace. Tante, ma quante? Fra le 6mila e le 7mila, secondo l’OMS, ma per avere un’idea concreta basti pensare che alla Lega del Filo d’Oro, L’Associazione che si occupa del campo specifico delle pluriminorazioni psicosensoriali, sono state trattate persone con 150 malattie rare diverse. Una persona su due, fra quelle trattate nel Centro Diagnostico nel 2017, ha una malattia rara. Oggi è il 28 febbraio e si celebra proprio la Giornata Internazionale delle Malattie Rare. Questa patologie hanno visto una crescita esponenziale negli ultimi dieci anni di attività della Lega del Filo d’Oro, con un incremento del +17% e sono ormai tra le prime cause di sordocecità e pluriminorazioni psicosensoriali. La sindrome di Charge e la sindrome di Usher sono le due malattie rare più comunemente collegate alla sordocecità e alla pluriminorazione psicosensoriale. Entrambe incidono fortemente sulla qualità di vita tanto di chi ne è affetto quanto della sua famiglia. La sindrome di Charge, per cui la Lega del Filo d’Oro è punto di riferimento in Italia, è un’anomalia congenita rara che può colpire diverse parti del corpo e in particolare coinvolge la struttura dell’occhio e dell’orecchio, causa un ritardo nella crescita e nello sviluppo. La sindrome di Usher è invece una malattia congenita: chi ne è colpito nasce con disabilità uditiva e perde la vista successivamente, per un deterioramento della retina noto come “retinite pigmentosa”.

«Il Centro Diagnostico della Lega del Filo d’Oro collabora con il Centro per le Malattie rare di Ancona e con il reparto di Pediatria dell’ospedale regionale. Questo lavoro di rete è importantissimo perché permette di aiutare il paziente che arriva con una diagnosi non ancora precisa, individuando la malattia genetica e scegliendo il percorso riabilitativo più adatto», dichiara Patrizia Ceccarani, Direttore Tecnico Scientifico della Lega del Filo d’Oro. Alcune malattie rare, come la sindrome di Usher, coinvolgono sia la vista che l’udito, altre solo la vista o solo l’udito ma spesso sono accompagnate da gravi disabilità intellettive o motorie. «In questo contesto risulta fondamentale il lavoro dell’equipe interdisciplinare della Lega del Filo d’Oro, che agisce con interventi riabilitativi personalizzati e mirati al potenziamento delle abilità dell’utente».

Avere una diagnosi precisa, nel caso delle malattie rare, richiede spesso tempi lunghi. In generale si tratta di disabilità per cui non esiste un approccio riabilitativo standard. Il Centro Diagnostico della Lega del Filo d’Oro è quindi la prima tappa per accedere poi al percorso riabilitativo. Agire tempestivamente è indispensabile per prevenire gli effetti secondari della pluriminorazione psicosensoriale: per questo alla Lega del Filo d’Oro, con i bambini sotto i 4 anni si interviene attraverso il trattamento precoce, identificando e valorizzando tempestivamente le eventuali abilità residue. Un’équipe multidisciplinare, composta da medici specialisti, psicologi, educatori, terapisti e assistenti sociali, effettua un’approfondita valutazione delle abilità, delle potenzialità e delle caratteristiche della persona, mettendo a punto un programma riabilitativo personalizzato. La Lega del Filo d’Oro, infatti, individua di volta in volta, per ogni ospite, la terapia più adeguata e le modalità di comunicazione più adatte per penetrare quel muro fatto di buio e silenzio in cui vivono le persone sordocieche.

Educazione&Scuola Newsletter n. 1086


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Febbraio 2018 – XXIII Anno

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Notizie

Pensioni

Le domande di dimissioni volontarie dal servizio per i dirigenti scolastici devono essere presentate entro il 28 febbraio 2018

Concorso Dirigenti Scolastici

Il 29 maggio 2018 si svolge la prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali

M’illumino di Meno

23 febbraio 2018

Fondo investimenti in CdM

Nel Consiglio dei ministri del 22 febbraio assegnati 4,2 miliardi di euro al Miur per l’edilizia

Indicazioni nazionali e nuovi scenari

Roma, 22 febbraio 2018

Concorso abilitati scuola secondaria

Domande dal 20 febbraio al 22 marzo 2018

#PalermoChiamaItalia

Roma, 19 febbraio 2018

Osservatorio nazionale ASL

Insediato l’Osservatorio per il monitoraggio

Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza

11 febbraio 2018

Giorno del Ricordo

10 febbraio 2018

Contratto Comparto Scuola

Sottoscritto il 9 febbraio 2018 il nuovo contratto di lavoro del comparto “Istruzione e Ricerca” relativo al triennio 2016-2018

Parole a scuola

Milano, 9 febbraio 2018

Iscrizioni A.S. 2018/2019

Pubblicati i primi dati sulle iscrizioni per l’.A.S. 2018-2019

Safer Internet Day

6 febbraio 2018

Sport di Classe

15 milioni di euro per potenziare l’attività motoria e sportiva

Edilizia scolastica: 1,058 mld per antisismica

1.739 interventi nei comuni beneficiari

Calendario test corsi ad accesso programmato

Si parte il 4 settembre con Medicina

Sperimentazione Diploma quadriennale

Reso noto l’elenco delle ulteriori 92 scuole ammesse alla sperimentazione dei percorsi quadriennali

Norme

Avviso 27 febbraio 2018

Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali

Accordo CSR 22 febbraio 2018, n. 50

Documento relativo allo Standard professionale e formativo di manutentore del verde

Orientamento: chiarimenti e pubblicazione graduatorie definitive

Prot. 3500 del 22 febbraio 2018 e graduatorie

Formazione all’innovazione didattica e organizzativa: attivazione funzione “Chiusura del progetto” FSE – Costi reali

Prot. 3499 del 22 febbraio 2018

Competenze di base: pubblicato il Manuale Procedura di Avvio

Prot. 3577 del 23 febbraio 2018 e allegato

Nota 21 febbraio 2018, AOODGOSV 3066

Festival delle lingue – Terza Edizione. Rovereto 8 – 9 -10 marzo 2018 – Azioni a supporto del Piano “TRENTINO TRILINGUE”

Nota 19 febbraio 2018, AOODPIT 404

Nota 18 febbraio 2018, AOOOPIT 118

Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili – XIII edizione “M’illumino di meno” – 23 febbraio 2018

Decreto Dipartimentale 16 febbraio 2018, AOODPIT 173

Proroga termine presentazione candidature per la realizzazione e diffusione delle misure di accompagnamento ai nuovi percorsi di istruzione professionale art. 31 del DM 851/2017

Nota 15 febbraio 2018, AOODGOSV 2623

Manifestazione “Fare Turismo Italia” – VI edizione – Roma, 14 – 15 – 16 marzo 2018. Invito per gli Istituti tecnici, gli Istituti professionali e gli Istituti Tecnici Superiori

Alternanza scuola-lavoro: pubblicata la tempistica per l’attuazione dei progetti di alternanza scuola lavoro nell’ambito del PON

Prot. 2241 del 15 febbraio 2018

Nota 15 febbraio 2018, AOODGOSV 2622

XVI Premio annuale delle professioni Turistiche Alberghiere “Pandolfo-Roscioli”. Bando di concorso per l’edizione dell’anno scolastico 2017-2018

Nota 15 febbraio 2018, AOODGOSV 2595

XXVII Concorso Nazionale di Poesia “Città di Manfredonia”

Edilizia scolastica: posticipazione orario chiusura piattaforma informatica per la presentazione e l’inoltro delle candidature

Prot. 1543 del 12 febbraio 2018

Nota 12 febbraio 2018, AOODGOSV 2388

Proroga del termine per le candidature di tre scuole polo nazionali ai sensi dell’articolo 30 del DM 851/2017 – Implementazione delle Indicazioni Nazionali primo e secondo ciclo

Determinazione AgID 12 febbraio 2018, n. 36

Riorganizzazione del dominio di secondo livello (sld) “.gov.it”

Ipotesi CCNL (ARAN, 9.2.18)

Personale del comparto Istruzione e Ricerca – Triennio 2016/2018

PONKit: Pubblicate le disposizioni e istruzioni per l’attuazione delle iniziative cofinanziate dai Fondi Strutturali Europei 2014 – 2020

Prot. 1498 del 09 febbraio 2018

Nota 8 febbraio 2018, AOODGSIP 684

Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2018

Nota 8 febbraio 2018, AOODGCASIS 314

Iscrizioni a.s. 2018/2019 – adempimenti delle scuole al termine delle iscrizioni on line

“Sport di Classe”: pubblicato l’avviso per la scuola primaria

Prot. 1047 del 5 febbraio 2018

Nota 2 febbraio 2018, AOODGOSV 1850

Concorso “YouPack… Imballaggio sostenibile del futuro? Non chiederlo a noi, inventalo tu” rivolto agli studenti degli Istituti Tecnici e Professionali – settore grafica

Decreto Dipartimentale 2 febbraio 2018, AOODPIT 103

Elenco delle ulteriori 92 istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, ammesse, dall’anno scolastico 2018/2019, alla sperimentazione di un percorso di studi quadriennale …

Nota 1 febbraio 2018

VII Edizione del “Certamen Europense” – a. s. 2017/18

Decreto Dipartimentale 1 febbraio 2018, AOODPIT 85

Concorso di cui all’articolo 17, comma 2, lettera b), e commi 3, 4, 5 6, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente nella scuola secondaria …

Rubriche

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

 

in Famiglie

Sportello Genitori Studenti e Scuola

a cura di Cinzia Olivieri

Comunicazione e Social

di Cinzia Olivieri

 

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

Didattica del latino e dislessia: che fare?

di Marco Ricucci

FAQ Handicap e Scuola – 61

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

Il “cervello autistico”

di Immacolata Lagreca

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Normale anormalità

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

BIOLOGIA QUANTICA: BIOFOTONI E BIOFONONI

di Paolo Manzelli

Le Tracce mnesiche

di Paolo Manzelli

Energia elettromagnetica nella medicina energetica e per la biologia quantica

di Paolo Manzelli

in Psicologia

Quando l’alfabeto non funziona più

di Giovanni Fioravanti

Il “cervello autistico”

di Immacolata Lagreca

Baby gang

di Gennaro Iasevoli

in Recensioni

P. Di Paolo, Vite che sono la tua

di Antonio Stanca

T. Montefusco, Competenze chiave europee e RAV

Quali sono, come si valutano, con quali rubriche

A. D’Avenia, Ciò che inferno non è

di Mario Coviello

AA.VV., Educare alle immagini e ai media

Manuale per un uso consapevole da 0 a 11 anni

J. Tweet e K. Lewis, Mia nonna era un Pesce

Il mio primo libro sull’evoluzione

G. Duby e R. Mandrou, Storia della civiltà francese

di Giovanni Ferrari

AA.VV., Educazione linguistica e apprendimento/insegnamento delle discipline matematico-scientifiche

a cura di Francesco De Renzo, Maria Emanuela Piemontese

in Scuola&Territorio di Gian Carlo Sacchi

Per l’apprendimento permanente

di Gian Carlo Sacchi

in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

Sulle nuove tecnologie per i testi di scienze

di Dario Cillo e Annarita Miglietta

in Statististiche

Personale sistema universitario italiano – a.a 2016/2017

MIUR

Resoconto azioni MIUR 2017

Istruzione, Università, Ricerca, AFAM, – azioni realizzate dal MIUR nel 2017

La transizione dai percorsi scolastici al mondo del lavoro per i diplomati degli istituti tecnici professionali

Report della Fondazione Agnelli e del CRISP – Università di Milano Bicocca

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Insegnare matematica nella scuola media

di Patricia Tozzi

Una scuola da ripensare

di Maurizio Tiriticco

Il liceo… mon amour!

di Maurizio Tiriticco

La grammatica si fa…

di Maurizio Tiriticco

Il greco perché

di Maurizio Tiriticco

I tormentoni della 107

di Maurizio Tiriticco

Rassegne

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

 

Per il 46% degli studenti la lingua straniera è una marcia in più

da Il Sole 24 Ore

Per il 46% degli studenti la lingua straniera è una marcia in più

Conoscere le lingue è un asset fondamentale per avere successo e soddisfazioni: lo afferma il 46% degli adolescenti italiani (14-19 anni): il 10% tra questi indica spontaneamente il cinese subito dopo l’inglese e prima dello spagnolo (7%) e del tedesco (6%). E’ quanto emerge da una ricerca realizzata da Ipsos per la Fondazione Intercultura che proprio in questi giorni lancia la propria offerta estiva: 13 destinazioni e tre scadenze per presentare la domanda.
«Sono tante le destinazioni possibili, pensate su misura – sottolinea la onlus – per le diverse esigenze: per chi si sente più propenso a conoscere luoghi lontani, i programmi di 4 settimane in Argentina, Cina, Giappone, India, Russia, Tunisia combinano l’incontro con culture diverse alla possibilità di imparare una nuova lingua; per chi invece è più interessato a rafforzare l’inglese, è possibile esplorare i programmi in Regno Unito (Inghilterra e Galles), Irlanda, Canada e Usa. Infine, i programmi in Danimarca, Finlandia e Spagna sono a disposizione per chi vuole un’esperienza di carattere europeo».

Fino al 30 aprile, con scadenze diverse in base al programma offerto, sono ancora disponibili – ricorda Intercultura – circa 400 posti per studenti dai 14 ai 18 anni per iscriversi ai corsi di lingua all’estero direttamente dal sito. Per tutti sarà poi possibile seguire i corsi di formazione con i volontari della propria zona, compreso il campo finale a Roma immediatamente prima della partenza dove gli studenti parteciperanno a un incontro di preparazione al soggiorno all’estero insieme agli altri partecipanti provenienti da tutta Italia.

Prof stressati, la scuola ha il suo psicologo

da Il Messaggero

Prof stressati, la scuola ha il suo psicologo

Spesso gli psicologi sono nelle scuole con sportelli di ascolto per i ragazzi, bulli o vittime di bullismo, ma sempre più frequentemente la loro presenza è di aiuto soprattutto per i docenti.

Stressati e insoddisfatti, messi continuamente alla prova, in preda al burn out e spesso in cerca di un aiuto: sono i docenti cosiddetti bruciati, per i quali è sempre più frequente l’arrivo di uno psicologo a scuola. Una figura professionale che sappia cogliere i disturbi e i campanelli di allarme di una situazione emotiva al limite. Spesso gli psicologi sono nelle scuole con sportelli di ascolto per i ragazzi, bulli o vittime di bullismo, ma sempre più frequentemente la loro presenza è di aiuto soprattutto per i docenti. Sia nelle gestione della classe, sia nel sostegno per i disturbi legati alla professione.
Quali sono i disagi più frequenti? Si va dallo stress alla stanchezza psicofisica, dai docenti demotivati sul lavoro a quelli pressati dalle famiglie, dalla frustrazione all’apatia nei confronti di un lavoro per i quali si sono impegnati per anni ma che, ora, non riescono più a riconoscere. Molti affrontano i problemi superandoli, altri non ce la fanno. E vanno in crisi. Sono sempre di più e le motivazioni sono strettamente legate al rapporto con la classe, con le famiglie e con un lavoro che, cambiando di giorno in giorno, diventa sempre più complicato da gestire.

LA RICERCA

Sette docenti su 10 sentono che il loro impegno non viene riconosciuto. Secondo l’indagine Valori costituzionali e comportamenti professionali condotta dal Centro di iniziativa democratica degli insegnanti su un campione di 2.300 docenti, i principali motivi di insoddisfazione degli insegnanti sono infatti da cercare nello scarso riconoscimento sociale, posto come primo problema dal 69,4% degli intervistati e, a seguire, dalla mancata possibilità di una progressione economica sul lavoro. Un elemento importante per la carriera, riconosciuto dal 52,7% dei docenti interpellati.

IL RISVOLTO

Anche gli esperti dell’Inail si sono occupati del burn out nell’insegnamento cercando fattori di rischio e strategie per controllare il fenomeno, tra cui emerge la necessità di una rete di supporto. Una ricerca dell’Ordine degli psicologi del Lazio, in collaborazione con Doxa, su un campione di 1.500 docenti di scuole di ogni ordine e grado, spiega che il 70% degli istituti ha usufruito o usufruisce di uno sportello psicologico. «Si tratta di percorsi avviati o di semplici iniziative spot – spiega la psicoterapeuta Maria Caccetta del Gruppo di lavoro Scuola per l’Ordine degli psicologi del Lazio – e il dato rilevante è che nel 40% dei casi lo psicologo è di aiuto ai docenti, non agli studenti. I docenti lamentano infatti la mancanza di riconoscimento del loro lavoro e la scarsa auto-efficacia personale, presentano il logorio psicofisico, il rischio depressivo e la mancanza di un supporto in classi sempre più numerose con ragazzi dal tessuto sociale differente, con disturbi di apprendimento differenti e con diverse strategie di intervento da applicare. Serve quindi nelle scuole una regola, un progetto di prevenzione, non di emergenza».
A ottobre è stato presentato un disegno di legge dalla senatrice del Pd, Laura Fasiolo, ma non ha avuto seguito. «La figura dello psicologo – spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e del Lazio – è presente in centinaia di scuole nel Lazio. Purtroppo però si tratta di iniziative autonome dei singoli istituti, a pagamento. Ritengo invece opportuno che si torni a parlare del problema per regolamentare la presenza dello psicologo a scuola, visto che oggi il servizio erogato dipende dall’onestà professionale dei singoli esperti che vengono coinvolti. Eppure si parla del problema da almeno 20 anni. Con l’allora ministro Tullio De Mauro venne anche istituita una commissione apposita e venne stilato un codice deontologico. Non se ne fece nulla ma credo che oggi quel codice e quella regolamentazione siano più che mai necessari».
Lorena Loiacono

Tanti nodi per il nuovo governo

da ItaliaOggi

Tanti nodi per il nuovo governo

L’agenda delle priorità per chi salirà a viale Trastevere dopo il voto del 4 marzo è già scritta

Alessandra Ricciardi

Docenti diplomati magistrali che avevano creduto nell’assunzione e che rischiano a fine anno scolastico di perderla, anche se hanno già firmato un contratto: riguarda circa 50 mila persone. Precari già abilitati di seconda fascia, quelli non abilitati di terza: per i primi c’è un concorso da mandare avanti, per i secondi una selezione da organizzare di sana pianta. Per non parlare del nuovo percorso di reclutamento delineato dalla Buona scuola per i neo laureati: va scritto il regolamento del cosiddetto Fit.

E ancora, la carriera dei docenti, su cui è prevista, entro giungo, una apposita sessione contrattuale. Andando di qualche mese avanti, c’è anche il nuovo contratto di tutto il comparto scuola-università-ricerca da rinnovare: quello firmato poche settimane fa, e che non ha ancora ultimato i controlli di rito per la firma finale, scade nel 2018, e i sindacati già scaldano i motori in vista delle prossime rivendicazioni.

L’agenda delle priorità per il governo e il parlamento che usciranno dalle urne del 4 marzo è fitta. Che ci sia o meno un vincitore certo e un governo a stretto giro, per circa un mese dal 5 di marzo la macchina di viale Trastevere continuerà a funzionare nella versione messa a punto con l’esecutivo Gentiloni. Almeno per quanto riguarda gli atti amministrativi in senso stretto, dunque, non ci sarà nessuna vacatio.

Questo significa che su alcuni provvedimenti, come il decreto sull’organico 2018/2019, si andrà avanti anche con l’uscente ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli: il decreto a cui stanno lavorando a viale Trastevere punta a spostare 800 cattedre di potenziamento, al massimo mille, dalle secondarie all’infanzia, recuperando i posti lì dove decurtati con un incremento dell’organico di fatto trasformato in diritto.

Ci sono poi nodi più politici che richiedono invece un ministro dell’istruzione nella pienezza del proprio mandato. Ed è questo il caso dei diplomati magistrali, per i quali probabilmente sarà necessario un passaggio legislativo, ma anche della carriera dei docenti. I primi banchi di prova di come il nuovo esecutivo intenderà lavorare sul mondo della scuola.

Le scuole dovranno cancellare il proprio indirizzo gov.it Il contrordine digitale che manda su tutte le furie le segreterie

da ItaliaOggi

Le scuole dovranno cancellare il proprio indirizzo gov.it Il contrordine digitale che manda su tutte le furie le segreterie

L’Agid ha fissato il termine per il cambio di dominio al 30 giugno: nuovi standard internazionali

Giovanni Scancariello

Gli istituti perdono il dominio di secondo livello. Le scuole che si erano dotate del nome di dominio gov.it per gli indirizzi dei propri siti Internet avranno un anno di tempo per cancellare la denominazione governativa. Gov.it sarà riservato soltanto alle amministrazioni centrali mentre le Regioni, Province, Comuni e scuole dovranno abbandonarlo entro il 30 giugno 2018. Lo stabilisce la determinazione dirigenziale 36/2018 dell’agenzia per l’Italia digitale (Agid) che così decide per ragioni di allineamento a standard internazionali. Il nome a dominio gov.it, noto anche come dominio di secondo livello, era stato fortemente voluto da Renato Brunetta che lo rese obbligatorio nel 2009 per tutte le pubbliche amministrazioni, scuole comprese.

Le scuole infatti fanno parte dell’indice delle pubbliche amministrazioni (Ipa) e la registrazione dei loro nomi a dominio gov.it venne loro riservata, in quanto riconosciute come enti pubblici dall’art. 1 comma 2 del dlgs 165/2001. Fatto sta che oggi dei 10 mila nomi a dominio di secondo livello nella pa, le scuole costituiscono la maggioranza con più di 8 mila nomi gov.it.

Ma nonostante questo, il piano piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione adottato con Dpcm del maggio 2017 riserva i nomi gov.it per le sole amministrazioni centrali, data l’esigenza di riorganizzarli con una segmentazione corrispondente a criteri internazionali, atta a di realizzare macroraggruppamenti dei siti delle amministrazioni centrali.

Oltre ad essere indice di riaccentramento di potere rispetto al decentramento amministrativo avviato con le riforme di fine novecento, la decisione Agid sta mandando su tutte le furie le segreterie e le direzioni delle scuole, a cui ancora scotta la fatica fatta per la migrazione dai precedenti nomi di dominio verso quelli di secondo livello. Scuole che rischiano di avvertire quest’ultimo provvedimento come l’ennesima molestia burocratica in un momento in cui, tra l’altro, si ritrovano, oggi, con organici di segreteria tagliati rispetto a quando si dovettero dotare del gov.it Non è dato ancora sapere come dovranno regolarsi le scuole, su dove appoggiare i nuovi indirizzi e quali debbano essere i nuovi indirizzi, ma si parla di imminenti faq e istruzioni che potranno pervenire dall’Agid che, comunque già fornisce una guida on line sui domini .gov sul sito digitPa una guida (il vademecum2011 sull’assegnazione dei nomi a dominio gov.it).

Ma c’è anche da dire che forse molte scuole avranno un problema in più. Già, perché molti dei servizi Google che avevano attivato sull’onda del piano nazionale scuola digitale, sono appoggiati ai domini gov.it.

Si infervora la campagna per le Rsu, ultimi giorni per le liste

da ItaliaOggi

Si infervora la campagna per le Rsu, ultimi giorni per le liste

Si vota dal 17 al 19 aprile in tutte le scuole, In palio anche la rappresentatività nazionale dei sindacati

Marco Nobilio

Ultimi giorni per presentare le liste dei candidati alle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) nelle scuole. Il termine ultimo per effettuare i relativi adempimenti è stato fissato al 9 marzo prossimo (si veda il protocollo del 9 gennaio scorso reperibile sul sito: arangenzia.it). Per presentare validamente una lista la normativa di settore prevede che l’elenco debba essere sottoscritto almeno dal 2% dei lavoratori in servizio presso l’istituzione scolastica di riferimento. Ciò vuol dire che bastano 2 firme se l’organico non supere i 100 lavoratori, 3 firme se non è superiore a 150, 4 firme se non superiore a 200 ecc.

Le firme devono essere autenticate dal dirigente sindacale presentatore della lista. E la firma del presentatore deve essere a sua volta autenticata in uno qualsiasi dei modi previsti dalla legge. Per esempio dal notaio o da un cancelliere di tribunale. La raccolta delle firme è iniziata il 14 febbraio scorso e il termine ultimo per questo adempimento scadrà contestualmente al decorso del termine per la presentazione delle liste: il 9 marzo.

I lavoratori in servizio nell’istituzione scolastica hanno diritto a sottoscrivere una sola lista. Qualora ne sottoscrivano più di una, l’effetto sarà quella di rendere nulle tutte le firme che abbiano apposto. Per candidarsi non è necessaria l’accettazione della candidatura e non è necessario nemmeno sottoscrivere la lista recante la propria candidatura. Pertanto, qualora un candidato abbia sottoscritto una lista diversa, la candidatura resta valida.

L’affissione all’albo della scuola delle liste dei candidati avverrà il 5 aprile e le votazioni si terranno in tutte le istituzioni scolastiche il 17, 18 e 19 aprile prossimi. Possono partecipare alla competizione elettorale tutti i sindacati che abbiano aderito all’accordo quadro per la costituzione delle Rsu. L’adesione all’accordo comporta la perdita del diritto a costituire Rsa (rappresentanze sindacali aziendali). E cioè del diritto dei sindacati di designare per cooptazione rappresentanti sindacali presso le istituzioni scolastiche. Che però non hanno titolo a far parte della delegazione sindacale abilitata a partecipare alla contrattazione di istituto. La delegazione sindacale di scuola, peraltro, oltre a essere costituita dai rappresentanti sindacali eletti nella Rsu, è integrata con i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl). Non basta, dunque, che il sindacato sia rappresentativo. Per avere titolo ad accedere alla delegazione è necessario che il sindacati rappresentativo abbia anche firmato il contratto di lavoro nazionale.

Allo stato attuale, non essendo ancora stato sottoscritto in via definitiva il ccnl, ha ancora efficacia il vecchio contratto. Pertanto, nelle more della sottoscrizione definitiva, i sindacati che hanno titolo a partecipare alla contrattazione di istituto con i propri rappresentanti territoriali, sono quelli che hanno sottoscritto il contratto del 2007: Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams.

La posta in palio per elezioni delle Rsu, oltre ai posti nella delegazione Rsu, è anche e soprattutto la rappresentatività sindacale. Che si raggiunge quando il sindacato di riferimento sia in grado di vantare un tasso di rappresentatività pari almeno al 5%. La percentuale si calcola per metà facendo riferimento al numero degli iscritti e, per l’altra metà, avuto riguardo al numero dei voti ottenuti alle elezioni delle Rsu. Alle Rsu elette spettano specifici permessi per partecipare alla contrattazione di istituto e per lo svolgimento del proprio mandato,

Ma alle Rsu di scuola non si applica l’inamovibilità d’ufficio, senza il previo assenso dell’organizzazione sindacale di appartenenza, prevista dallo Stato dei lavoratori (legge 300/70). Tanto prevede l’articolo 18, comma 4 bis del contratto collettivo nazionale quadro del 7 agosto 1998. Tale disposizione, però è stata recentemente disapplicata dal giudice del lavoro di Lagonegro, il quale ha ritenuto che lo Statuto dei lavoratori non possa essere derogato contrattualmente (si veda il decreto n. 7652 del 2 novembre 2017).

Gli attuali tassi di rappresentatività dei sindacati sono i seguenti: la Flc Cgil è al 26,81%, la Cisl al 24.02%; la Uil al 15,19%, lo Snals al 14,72% e la Gilda all’8,60%. I dati vengono aggiornati ogni tre anni secondo la frequenza con la quale vengono indette le elezioni delle Rsu. I dati attuali, peraltro, sono stati resi noti con forte ritardo perché, nel frattempo, le regole del gioco sono in gran parte mutate. Il legislatore, infatti, ha disposto la riduzione del numero dei comparti di contrattazione. E ciò ha determinato l’accorpamento dei comparti scuola, Afam (conservatori, accademie e istituti superiori delle industrie artistiche), università e ricerca in un comparto unico. L’accorpamento ha determinato la necessità di adeguare il contratto quadro sulle prerogative sindacali alla nuova situazione. E le trattative sono durate più di due anni.

Lingue straniere “pass pour tout” per trovare lavoro, i giovani lo sanno: Cinese in crescita

da La Tecnica della Scuola

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Torna Nontiscordardimé-Operazione scuole pulite di Legambiente

da La Tecnica della Scuola

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Concorso DS, il 29 maggio la prova di preselezione: tutto quello che bisogna sapere

da Tuttoscuola

Concorso DS, il 29 maggio la prova di preselezione: tutto quello che bisogna sapere

Comunicata la data della prova preselettiva del concorso DS: sarà il prossimo 29 maggio. L’8 maggio invece verranno pubblicati i quesiti sul sito del Miur.

In molti concorsi pubblici, per concludere le procedure concorsuali nei tempi programmati, si ricorre a prove di preselezione per disporre di una quantità prefissata di candidati. Anche il concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici non sfugge a questa logica, e il bando prevede la prova di preselezione, quantificando in  8.700 candidati ammessi alla prova scritta il numero finale dei candidati che usciranno dalla preselezione. Per superare la preselezione occorre, quindi, collocarsi nei primi 8.700.

In vista della prova preselettiva, Tuttoscuola propone un percorso formativo di qualità, in grado di accompagnarti passo dopo passo, per tutta la durata della prima parte del concorso DS. I webinar che realizzeremo approfondiranno specifiche tematiche del programma del concorso su cui verteranno i 100 quesiti della preselezione.

Clicca qui e scopri la struttura e il programma del nostro servizio di accompagnamento al concorso DS

Concorso DS: quando la prova di preselezione?

La prova di preselezione si svolgera quindi il 29 maggio 2018. 

Il bando ha provveduto a determinare i tempi della prova, disponendo che nella Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2018  e sul sito internet del Ministero dell’Istruzione, siano rese note data e ora di svolgimento della prova preselettiva. E cosi e stato. Nello stesso avviso e stata anche data comunicazione sulla pubblicazione della banca dati contenente i quesiti da cui verranno estratti quelli della prova, che sarà il prossimo 8 maggio.

Concorso DS: dove la prova di preselezione?

Anche se il concorso è nazionale, le prove si svolgono, di norma, nella regione di residenza del candidato. Le sedi della prova vengono individuate dall’USR.

Quindici giorni prima della prova sul sito internet del Ministero dell’Istruzione verrà pubblicato l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati, distribuiti nella regione di residenza in ordine alfabetico.

I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati,sosterranno la prova nella regione Lazio. Nel giorno prefissato è importante arrivare per tempo nella sede assegnata per lo svolgimento della prova.  Un ritardo, anche se giustificato, può comportare l’esclusione dalla prova e dal concorso.

Concorso DS: come si svolge la prova di preselezione?

Lo svolgimento della prova preselettiva è computerizzato; i candidati avranno a disposizione una postazione informatica individuale, a cui potranno accedere tramite un codice di identificazione personale che sarà loro fornito il giorno della prova.

La prova consiste in un test articolato in 100 quesiti a risposta multipla, estratti da una banca dati, resa pubblica sul sito del Miur, almeno venti giorni prima dello svolgimento della prova.

La banca dati comprende 4 mila quesiti con relative risposte in cui dovrebbero essere evidenziate, per ciascun quesito, quella esatta e tre errate. Ciascuno dei 100 quesiti estratti per la prova contiene, dunque, quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta (ovviamente non evidenziata). L’ordine dei 100 quesiti somministrati sarà diversificato per ciascun candidato.

Il candidato avrà 100 minuti di tempo per scegliere a computer le risposte esatte dei 100 quesiti. Prima della chiusura delle funzioni potrà correggere le opzioni effettuate. Al termine esatto dei 100 minuti di tempo assegnati, le funzioni si interrompono e il sistema acquisisce automaticamente le risposte fornite fino a quel momento.

Ricordiamo che per ogni risposta esatta ai 100 quesiti viene attribuito 1 punto; per nessuna risposta, nessun punto; per risposta errata vengono detratti 0,3 punti.

Nel precedente concorso DS del 2012 non era prevista la detrazione di punti per la risposta errata; la mancata risposta e la risposta sbagliata erano trattate allo stesso modo con zero punti.

Il risultato della prova verrà evidenziato subito dopo la chiusura delle funzioni. La graduatoria degli 8.700 candidati che saranno ammessi allo scritto sarà resa pubblica secondo modalità che verranno fornite dal Miur.

Nel precedente concorso del 2012 i candidati che ottenevano il punteggio minimo di almeno 80 punti su 100 venivano ammessi allo scritto; raggiunsero il punteggio minimo 9.113 candidati, cioè il 27% dei 33.531 presenti alla prova.

Concorso DS: i consigli per affrontare la prova di preselezione

Datevi una strategia per utilizzare al meglio il tempo disponibile. Ad esempio, scorrete tutti i 100 quesiti e segnate subito le risposte che ritenete esatte.  Non perdete troppo tempo su un singolo quesito che ritenete difficile: passate oltre.

Ricordate: se non siete sicuri, meglio zero punti per risposta mancata, piuttosto che meno 0,3 per risposta errata.

Concorso DS: i quesiti e i contenuti della prova di preselezione

I 100 quesiti riguarderanno queste 9 aree tematiche (le stesse della prova scritta):

  • normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;
  • modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali;
  • processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione del Piano triennale dell’offerta formativa, all’elaborazione del Rapporto di autovalutazione e del Piano di miglioramento, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
  • organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’inclusione scolastica, all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica;
  • organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico;
  • valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;
  • elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica amministrazione e in danno di minorenni;
  • contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;
  • sistemi educativi dei Paesi dell’Unione europea.

Si può stimare chei quesiti in ciascuna area tematica siano 10-15.

In attesa di conoscere la banca dati dei 4 mila quesiti (e di tuffarvi nella ricognizione delle risposte esatte, cercando anche di mandarle a memoria), è possibile familiarizzare con questo tipo di prova, scorrendo i quesiti pubblicati in occasione del precedente concorso del 2011.

Il link di accesso, sotto riportato, consente anche di individuare alcune aree tematiche uguali o simili a quelle riportate nell’attuale bando: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/23d24fa1-2bd3-4ed5-a0de-4d47faf13ff5/batteria_quesiti_ddg130711.zip

Un consiglio: anziché cercare di memorizzare le risposte esatte dei 4 mila quesiti (!), è forse meglio approfondire la conoscenza dei contenuti delle nove aree tematiche.

Lo ripetiamo ancora una volta: avete tre o quattro mesi di tempo per prepararvi sui contenuti della prova. Fatene buon uso e non aspettate l’ultimo momento!

Attenzione! Quattro cose importanti da ricordare.

1) I candidati si devono presentare nelle sedi d’esame muniti di un valido documento di riconoscimento, del codice fiscale e della ricevuta di versamento attestante l’avvenuto pagamento dei diritti di segreteria.

2) Cosa ricordare. Non portare con sé carta da scrivere, appunti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, telefoni cellulari e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati. Si rischia l’immediata esclusione dalla prova (e dal concorso).

3) La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, anche se giustificata e a qualsiasi causa dovuta, comporta l’esclusione dal corso-concorso. Partite per tempo da casa.

4) Cosa ricordare. Allo scadere dei 100 minuti assegnati per la prova il sistema interrompe la procedura e acquisisce definitivamente le risposte fornite dal candidato fino a quel momento. Prima dello scoccare dell’ora fatale, il candidato può correggere le risposte già date.

Elezioni 2018: permessi e assenze, ecco come funzionano

da Tuttoscuola

Elezioni 2018: permessi e assenze, ecco come funzionano

Assenze per funzioni presso gli uffici elettorali

Le assenze o, se si preferisce, i permessi  spettanti ai  dipendenti pubblici e privati  chiamati a svolgere funzioni presso gli uffici elettorali,  più comunemente,  seggi elettorali); permessi “considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa”, sono disciplinati dalle seguenti disposizioni primarie:

– dall’art. 119 del T.U. n. 361 del 1957, come sostituito dall’art. 11 della legge n. 53/1990;
– dall’art. 1, comma 1, della legge n. 69/1992.

Secondo tali disposizioni,  il personale titolato ad assentarsi dal posto di lavoro,  in occasione di “tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica o delle Regioni”, è quello impegnato nei seggi e individuabile ne:

  • i presidenti e i vice presidenti dei seggi,
  • i segretari dei seggi,
  • gli scrutatori,
  • i rappresentanti di lista,
  • i rappresentanti dei partiti o gruppi politici,
  • i rappresentanti dei promotori del referendum ( nel solo caso di consultazioni referendarie).

Le assenze dal servizio, ancorché direttamente correlate alla durata delle “relative operazioni  elettorali”, necessitano di ulteriori specificazioni in ordine all’inizio e al  termine delle “operazioni” stesse.

Per quanto riguarda l’inizio (l’ora e il giorno) esso risulta chiaramente indicato nelle Istruzioni emanate dal Ministero dell’Interno e, nel caso di specie, ovvero in occasione delle prossime elezioni politiche, è fissato per le ore 16,00 di sabato 3 marzo 2018 e concerne l’intera giornata. Vale a dire, il datore di lavoro non può richiedere o pretendere dal dipendente interessato alcuna prestazione di servizio nella prima parte di detta giornata destinata, in toto, all’assolvimento di una pubblica funzione.

Per quanto riguarda, invece, il termine esso è determinato in sede di verbalizzazione delle operazioni di chiusura dei singoli seggi elettorali ed ha natura variabile. Ci si riferisce alla ipotesi, tutt’altro che inconsueta, in cui la chiusura avvenga nelle prime ore (quindi, notturne) di un determinato giorno, normalmente, del martedì. In tale situazione, con il termine del lavori oltre la mezzanotte del lunedì – come risultante dal verbale di chiusura del seggio – l’assenza del dipendente non potrà che protrarsi, legittimamente, anche per l’intera giornata in questione, ovvero del martedì.

L’assenza del dipendente , oltre ad interessare i giorni di effettivo impegno elettorale, concerne anche il recupero – aggiuntivo – della giornata festiva della domenica. Soccorre in tema la Corte Costituzionale (sentenza n. 452 del 1991) che, dopo avere richiamato – ex art. 119, comma 2, del T.U. n. 361 del 1957 – la equiparazione tra  i giorni di assenza per lo svolgimento delle funzioni elettorali e l’attività lavorativa, deduce per “ il diritto del lavoratore al recupero immediato del riposo festivo”. Il che significa: ove i lavori del seggio abbiano avuto termine entro la mezzanotte di lunedì, la giornata di martedì è deputata – per il dipendente – a compensare obbligatoriamente il mancato riposo domenicale.

Un ulteriore recupero è previsto per la giornata di sabato – giusta la chiarificazione del Dipartimento della Funzione Pubblica, che così si è espressa al riguardo: “… dipendenti che, at sensi vigenti disposizioni normative, fruiscono orario servizio distribuito cinque giorni settimanali, esclusa pertanto giornata sabato, dipendenti medesimi, qualora sunt impegnati tale giornata per espletamento funzioni anzidette,  habent titolo recupero, con altro giorno lavorativo che amministrazioni appartenenza determineranno in rapporto esigenze servizio” ( nr. 50556/10.0.235 dell’8 maggio 1990). La citata nota telegrafica della Funzione pubblica, trasmessa con circolare del Ministero della P.I. 14.06.1990, n. 160, interessa ed è applicabile anche al personale della scuola e, in particolare, a coloro che, nella giornata di sabato, fruiscono del c.d. “giorno libero”. Il recupero di detto giorno, naturalmente, dovrà avvenire d’intesa con il dirigente scolastico ed in funzione di rilevate esigenze di servizio.       

Un’ultima considerazione merita il personale chiamato a svolgere le funzioni elettorali presso seggi ubicati in comuni distanti dalla sede di servizio. Per tali situazioni è da tener presente e da applicare quanto disposto dal Decreto del Ministero del Tesoro 5 marzo 1992, ovvero la concessione del tempo necessario per il viaggio di andata e ritorno, così determinato:

  • un giorno per le distante da 350 a 700 chilometri;
  • due giorni per le distanze oltre 700 chilometri o per spostamenti da e per le isole.

Volendo, ora, rapportare l’astratta previsione normativa ad una fattispecie concreta, ipotizziamo la seguente situazione: quante giornate sono dovute a  un docente in servizio in una istituzione scolastica di Reggio Emilia chiamato, quale scrutatore, ad operare  in un seggio elettorale di Reggio Calabria, in occasione delle elezioni politiche del prossimo 3 marzo ?

La risposta:

  • in primis, compete la giornata di venerdì 2 marzo per il viaggio di andata, attesa la distanza tra la città di servizio e quella di svolgimento delle funzioni elettorali;
  • poi competono le giornate del 3,  4  e 5 marzo,  relative all’espletamento delle dirette funzioni elettorali, ipotizzando, comunque,  che la chiusura del seggio non ecceda la mezzanotte del lunedì;
  • il martedì 6 marzo spetta per il recupero immediato del mancato riposo domenicale;
  • Il mercoledì 7 marzo tocca per il viaggio di ritorno;
  • Il giovedì 8 marzo ripresa dell’attività lavorativa presso la scuola di servizio.

Resta da recuperare, eventualmente, la giornata di sabato ove risulti “giorno libero”; recupero da concordare – come evidenziato –  con il dirigente scolastico.

Tutta la normativa richiamata è da applicare, senza operare alcuna distinzione, tanto al personale a tempo indeterminato che al personale a tempo determinato.

Assenze e permessi per l’esercizio del voto elettorale

L’art. 118 della D.P.R. n. 361/1957 e la circolare  della Ragioneria Generale dello Stato 10.03.1992, n. 23, regolamentano le situazioni dei dipendenti pubblici e privati che intendono  recarsi a votare in Comuni diversi da quelli in cui  svolgono la loro ordinaria attività lavorativa.  In particolare, l’articolo della norma dianzi citata prevede la concessione di permessi retribuiti solo ed unicamente ai dipendenti che, nel termine di 20 giorni dal momento dell’avvenuto trasferimento o della assegnazione della sede di servizio –  abbiano chiesto e non ottenuto l’iscrizione nelle liste elettorali del Comune in cui soggiornano per esigenze di lavoro.

Nei casi in cui i dipendenti non abbiano provveduto in tal senso, vale a dire non abbiano richiesto il trasferimento anagrafico nel Comune di servizio e, di conseguenza, non risultano inseriti nelle liste elettorali dello stesso, non hanno titolo alcuno alla fruizione/concessione dei permessi retribuiti. Per contro, attesa la valenza costituzionale della espressione di voto –   possono richiedere, in via alternativa, di fruire di  permessi non retribuiti.

La predetta situazione necessita, però,  per il personale della scuola, di maggiori puntualizzazioni.

Il personale scolastico con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato potrà – per recarsi a votare nel Comune presso cui ha mantenuto la propria residenza anagrafica – utilizzare i permessi retribuiti previsti dall’art. 15 del vigente Ccnl, entro i limiti temporali ( uno o due giorni ) concernenti il viaggio di andata e ritorno, come stabiliti dal  già richiamato D.M. del Tesoro 5 marzo 1992.

Per il personale con contratto individuale di lavoro a tempo determinato, invece, non potrà che operare la previsione di cui all’art. 19, comma 9, del vigente Ccnl, ovvero la fruizione di permessi non retribuiti, sempre nel rispetto dei limiti temporali prescritti dal  D.M. di cui innanzi.

Bullismo, i segnali per capire se tuo figlio è una vittima

da Tuttoscuola

Bullismo, i segnali per capire se tuo figlio è una vittima

Bullismo e cyberbullismo, le cronache degli ultimi anni raccontano decine di casi di ragazzi vittime di coetanei. Tutte quelle storie di adolescenti presi di mira dal branco – e non solo – raccontano l’urgenza di mettere mano al fenomeno anche da un punto di vista normativo, tenendo a mente che tutti i soprusi e le vessazioni di cui i nostri figli possono divenire vittime o carnefici vengono ampliate a dismisura da internet e dai social network.

Importante anche per i genitori e per gli insegnanti avere a disposizione gli strumenti per comprendere il bullismo, soprattutto capire quando dinamiche di quel tipo riguardano i ragazzi. Per questo è nata la guida del Telefono Azzurro “A prova di bullo”, sviluppata grazie al lavoro di ENABLE – European network against bullying in learning and leisure environments.

Al primo punto fra gli obiettivi, proprio quello di comprendere meglio cos’è il bullismo e riconoscerne i segnali. “Con il termine bullismo – si legge nel documento – si fa riferimento ad un comportamento volutamente violento, perpetrato nel tempo da parte di un individuo o un gruppo nei confronti di un altro individuo o gruppo. Il fenomeno è caratterizzato da uno squilibrio di potere – sia esso fisico o psicologico – tra chi compie l’azione e chi la subisce“.

Bullismo: i campanelli di allarme

Esistono dei segnali d’allarme da non sottovalutare che talvolta indicano che il ragazzo è vittima di episodi di bullismo:

• stress emotivo e senso di impotenza nell’affrontare la situazione e tentare di mettervi fine;
• maggior rischio di sviluppare disturbi mentali, come ansia o depressione;
• manifestazione di tendenze autolesioniste, o persino suicide;
• calo del rendimento scolastico e difficoltà a socializzare.

Le ripercussioni di simili episodi secondo gli studiosi si manifestano a lungo termine anche in età adulta. Una ricerca recente – il progetto EU NET ADB realizzato interpellando un campione rappresentativo di giovani europei di età compresa tra i 14 e i 17 anni – rivela che il 21,9% degli intervistati è stato vittima dei bulli.

Insomma, una vera e propria emergenza della quale anche Tuttoscuola ha deciso di occuparsi, diffondendo il messaggio di Telefono Azzurro e fornendo quindi una sorta di vademecum per genitori e docenti. Come capire se un ragazzo è vittima, come se è diventato carnefice, come insegnare ai ragazzi a navigare su internet in sicurezza.

Avviso 28 febbraio 2018, AOOUFGAB 6682

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Ufficio di Gabinetto

AVVISO PER LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

Oggetto: Elezioni rappresentanza sindacali unitario 17-18-19 aprile 2018 – Integrazione Elenco sedi istituzioni scolastiche sedi elezione

Facendo seguito all’Avviso AOOUFGAB 1076 del giorno 11 gennaio 2018, la mappatura delle sedi di elezione è integrata con la seguente Istituzione educativa:

REGIONE Sicilia
PROVINCIA Trapani
SIGLA PROVINCIA TP
CODICE MECCANOGRAFICO TPVC020008
DENOMINAZIONE Istituto Educativo dello Stato per Audiofonolesi
INDIRIZZO VIA GROTTA DEL TORO, 21
COMUNE Marsala
CODICE COMUNE E974
CAP 91025
NUMERO TELEFONO (09) 2398-9455
NUMERO FAX (09) 2371-2955
E-MAIL tpvc020008@istruzione.it
PEC tpvc020008@pec.istruzione.it

Il Vice Capo di Gabinetto
– Rocco Pinneri –

Decreto Direttivo 28 febbraio 2018, AOODGRUF 209

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie

Decreto Direttivo 28 febbraio 2018, AOODGRUF 209

PROCEDURA SELETTIVA PER TITOLI E COLLOQUIO, AI SENSI DELL’ART. 1 COMMI 619-621 DELLA LEGGE 27 DICEMBRE 2017, N. 205, FINALIZZATA ALL’IMMISSIONE IN RUOLO DEL PERSONALE TITOLARE DI CONTRATTI DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA STIPULATI CON LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI AI SENSI DEI DECRETI ATTUATIVI DELL’ARTICOLO 8 DELLA LEGGE 3 MAGGIO 1999, N. 124, PER LO SVOLGIMENTO DI COMPITI E DI FUNZIONI ASSIMILABILI A QUELLI PROPRI DEGLI ASSISTENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI.

Reclutamento Ricercatori

Ricerca, Fedeli: “Al via piano per il reclutamento di 2.200 ricercatori nel 2018”

Firmati i decreti attuativi della legge di bilancio

Pubblicato bando PON per il Sud

Al via il Piano straordinario di reclutamento per ricercatrici e ricercatori previsto dalla legge di bilancio per il 2018: si tratta di 1.305 posti di ricercatori di tipo B destinati alle Università e di altri 308 posti a tempo indeterminato per gli Enti per la ricerca vigilati dal MIUR. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato i decreti attuativi, disponibili da oggi sul sito www.miur.gov.it. Oggi è stato anche pubblicato il bando PON da 110 milioni che consentirà di attivare altri 600 posti di ricercatore di tipo A (triennali) per gli Atenei meridionali. Gli interventi messi in campo riguarderanno, dunque, nel complesso, oltre 2.200 fra ricercatrici e ricercatori.

“Per la ricerca il governo ha fatto scelte importanti che mirano tutte a un rafforzamento del sistema – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Con l’ultima legge di bilancio abbiamo infatti deciso di investire sulle giovani ricercatrici e i giovani ricercatori con un piano straordinario di reclutamento che ci consentirà di immettere nuove risorse nel sistema, di innalzare ulteriormente la qualità della ricerca nel nostro Paese, di ringiovanire i ruoli. È una decisione strategica, che guarda al futuro, alla nostra capacità di competere nello scenario internazionale. A questa misura si somma la decisione, condivisa con il Ministro De Vincenti, di rafforzare gli investimenti sul Sud con un bando da 110 milioni di fondi PON del MIUR. Lo scopo è di favorire l’attrazione e il rientro delle giovani ricercatrici e dei giovani ricercatori dall’estero. In una società della conoscenza, come quella in cui viviamo, fare investimenti in ricerca è fondamentale. Lo abbiamo ribadito in più occasioni, ma abbiamo anche agito in modo concreto stanziando risorse consistenti. Garantendo peraltro, per la prima volta, un finanziamento da 400 milioni, il più alto di sempre, per la ricerca di base. Si tratta di fatti, e non di parole, che hanno consentito una vera inversione di tendenza. È stato avviato un lavoro importante che mi auguro possa proseguire anche nei prossimi anni. Non possiamo permetterci nessuna marcia indietro”.

Il decreto per le Università prevede 12 milioni di stanziamento per il 2018 e altri 76,5 a partire dal 2019 per il reclutamento di ricercatori di tipo B e per il loro consolidamento alla fine del contratto triennale, una volta ottenuta l’abilitazione scientifica nazionale nella posizione di professore di seconda fascia. I posti finanziati sono 1.305; consentiranno di riequilibrare la presenza di ricercatori e ricercatrici sul territorio e di innalzare i livelli della ricerca nelle diverse aree disciplinari. I posti saranno così ripartiti: una quota fissa fra 2 e 10 ricercatori sarà assicurata a ciascun Ateneo sulla base delle sue dimensioni; una ulteriore quota di 2 ricercatori sarà attribuita a ciascuno dei 172 dipartimenti che hanno partecipato alla selezione per i dipartimenti di eccellenza 2018-2022 ma che non sono risultati fra i 180 beneficiari del Fondo messo a bando; 327 posti saranno ripartiti sulla base della valutazione della qualità della ricerca (VQR 2011-2014) e 326 posti, infine, saranno distribuiti in modo da riequilibrare la presenza di ricercatori tra gli Atenei considerando sia la quantità di ricercatori già in servizio, sia la loro percentuale rispetto al resto della docenza.

Il decreto relativo agli Enti Pubblici di ricerca prevede 2 milioni per l’anno 2018 e 13,5 a partire dal 2019. La determinazione delle somme spettanti a ciascun Ente è stata effettuata tenendo conto della distribuzione ordinaria e premiale del FOE (il Fondo ordinario di finanziamento) negli ultimi 3 anni. Si potranno assumere ricercatori e tecnologi a tempo indeterminato.

Il bando PON, infine, mette a disposizione 110 milioni per due linee di intervento che guardano alla mobilità e all’attrazione di giovani ricercatori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La Linea 1, mobilità dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, come ricercatrici e ricercatori, con durata del contratto pari a 36 mesi, di dottori di ricerca con titolo conseguito da non più di quattro anni, da indirizzare alla mobilità internazionale (con un periodo da 6 a 15 mesi da trascorrere all’estero). La Linea 2, attrazione dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, con durata del contratto pari a 36 mesi, di giovani  dottori di ricerca, che operano attualmente fuori dalle regioni obiettivo del PON 2014-2020, con un titolo conseguito da non più di otto anni e che abbiano già avuto un’esperienza almeno biennale presso altri atenei/enti di ricerca/imprese con sede operativa all’estero. Tutti i dettagli si possono trovare sul sito del MIUR. Le domande dovranno essere presentate tramite i servizi dello sportello telematico (http://aim.cineca.it), a partire dalle ore 15.00 del 23 aprile 2018 fino alle ore 15.00 del 31 maggio 2018, sulla base della modulistica presente sul sito.