Leggi e contratti: facciamo chiarezza

Leggi e contratti: facciamo chiarezza

A leggere l’ipotesi di CCNL scuola colpisce  un dato di fatto: lo strumento del contratto è stato piegato a produrre effetti che c’entrano ben poco con la tutela delle condizioni di lavoro e il miglioramento della qualità del servizio.

Il personale della scuola riceve un incremento salariale simbolico, se non offensivo. Il dirigente scolastico si trova ad operare in un contesto di regole e procedure a dir poco labirintiche e bizantine.

Il contratto collettivo nazionale di lavoro è lo strumento che regola  aspetti rilevanti del rapporto di lavoro e, quindi, è teso a prevenire qualsiasi forma di contenzioso.

Questo CCNL sembra invece puntare ad un altro obiettivo: creare il contesto migliore per determinare ambiguità, oscurità interpretative e quindi contenzioso, l’esatto contrario rispetto alla vocazione naturale di un atto negoziale.

I dirigenti e tutto il personale delle scuole hanno diritto ad avere regole chiare.

Solo con previsioni univoche e realisticamente attuabili è possibile garantire l’interesse pubblico, tutelando così la collettività e non solo una parte.

Quello che stupisce maggiormente non è tanto che l’ipotesi di  CCNL sia stata sottoscritta da parte delle OO.SS., quanto che sia stata firmata della parte pubblica.

L’Amministrazione ha concesso alla parte sindacale di potersi vantare di aver scardinato la legge 107/2015 – senza che questo, peraltro, abbia un fondamento giuridico – completando un percorso avviato già con il CCNI sulla mobilità dell’anno scorso, prorogato anche per l’anno prossimo.

Oltre il danno la beffa.

Gli ultimi rimasti a difendere la legge e a tutelare l’interesse pubblico sono i dirigenti delle scuole, anche se ancora senza contratto e con una retribuzione profondamente iniqua rispetto agli altri dirigenti dell’area Istruzione e Ricerca.

ANP si riserva di approfondire le clausole più problematiche dell’accordo e di valutare iniziative finalizzate a difendere quanto previsto dalle norme imperative che per loro natura sono, appunto, inderogabili dai contratti.

Il Consiglio europeo facilita l’accesso alle opere pubblicate ai non vedenti

SuperAbile.it del 16-02-2018

Il Consiglio europeo facilita l’accesso alle opere pubblicate ai non vedenti

BRUXELLES. Il Consiglio europeo ha adottato una decisione con cui approva la ratifica del trattato di Marrakech volto a facilitare l’accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa.

“La decisione odierna consente all’Ue di ratificare il trattato di Marrakech a partire dalla prossima estate- ha detto Boil Banov, ministro bulgaro della cultura- Il trattato e’ di enorme importanza per l’Ue in quanto ci aiuta a superare gli ostacoli discriminatori all’accesso ai materiali culturali da parte delle persone con disabilità”.

Il trattato di Marrakech stabilisce una serie di norme internazionali che garantiscono la presenza di limitazioni o eccezioni alle norme in materia di diritto d’autore a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. Consente inoltre lo scambio transfrontaliero di copie di opere pubblicate realizzate in formato accessibile.

Le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa continuano a incontrare numerosi ostacoli nell’accesso ai libri e ad altro materiale stampato. La necessità di rendere disponibile un maggior numero di opere e altro materiale protetto in formati accessibili quali il braille, gli audiolibri e la stampa a grandi caratteri e’ stata riconosciuta a livello internazionale.

Il 13 settembre 2017 il Consiglio ha adottato la legislazione attuativa per introdurre nel diritto dell’Ue la nuova eccezione obbligatoria alle norme sul diritto d’autore, in linea con il trattato di Marrakech. Ciò consentirà ai beneficiari e alle organizzazioni di realizzare copie delle opere in formati accessibili e di diffonderle in tutta l’Ue e nei paesi terzi che sono parti contraenti del trattato. Il trattato, che fa parte del corpus di trattati in materia di diritto d’autore gestito dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi), e’ entrato in vigore il 30 settembre 2016 e ha una dimensione culturale, umanitaria e di sviluppo sociale.

Docenti sviliti e genitori in cattedra, il paradosso della scuola al contrario

da La Stampa

Docenti sviliti e genitori in cattedra, il paradosso della scuola al contrario

Il ruolo degli insegnanti non è più riconosciuto: il 7% di mamme e papà litiga ai colloqui. La denuncia del sindacato: «Sono troppo protettivi e vogliono che ci adeguiamo ai figli»
flavia amabile
roma

Che farebbe oggi Giovanni Pascoli o Natalino Sapegno, che un tempo insegnavano alle superiori? Come affronterebbero gli studenti e soprattutto i loro genitori? Come si troverebbero in un mestiere che ogni giorno di più diventa uno scontro (a volte anche fisico) con adulti e ragazzi?

Possiamo solo immaginare il loro disorientamento così come assistiamo alle enormi difficoltà che incontrano gli insegnanti contemporanei. Le aggressioni per un brutto voto, un rimprovero, un no sono sempre più frequenti. Nei casi più gravi diventano un caso di cronaca come è capitato non solo ieri ma anche sabato scorso quando un genitore ha aggredito un vicepreside che aveva rimproverato il figlio. E dieci giorni fa, quando una professoressa era stata accoltellata da un alunno e qualche settimana fa quando un dirigente scolastico era stato minacciato dal padre di un altro.

Molto più spesso le aggressioni restano insulti o molestie senza conseguenze penali – dunque non escono dalle mura scolastiche -, ma non per questo non esistono o creano problemi. Anzi, sono un motivo di sempre maggiore tensione e sono in costante aumento, come sostengono tutti coloro che hanno a che fare con il mondo della scuola.

 

Gli unici dati aggiornati e rappresentativi sono quelli raccolti dal sito Skuola.net. Tra coloro i cui genitori hanno partecipato ai colloqui (la stragrande maggioranza, 8 su 10), il 7% riporta un litigio tra uno dei prof e il proprio genitore. Questi fenomeni sono più presenti al Nord (12%) e nelle scuole professionali (20%). Nella metà dei casi il litigio si limita a insulti o comunque si ferma alle parole. Nell’altra metà dei casi, invece, diventa violenza fisica che può partire sia dai genitori che dai docenti.

È cambiato il rapporto tra genitori e scuola, vanno ripetendo da tempo insegnanti e dirigenti. Roberta Fanfarillo rappresenta i dirigenti scolastici della Flc-Cgil. Dalle sue parole emerge la «crescente difficoltà di fare da cuscinetto tra le richieste delle famiglie sempre più personali e quelle delle scuole che invece devono tener conto degli interessi di un gruppo». Secondo Fanfarillo, il rapporto si è rovesciato: «Le famiglie sono sempre più protettive nei confronti dei figli e chiedono alle scuole di adattarsi alle esigenze degli alunni, mentre un tempo era l’alunno a doversi adattare alle regole delle scuole. Un esempio è la richiesta – che prima non esisteva in questi termini – di mandare via dalle classi delle scuole primarie alunni con disturbi di apprendimento. Negli ultimi tempi iniziano ad arrivare lettere ufficiali di gruppi di genitori firmate da avvocati. Tutto questo crea un clima teso che ha serie ripercussioni sulla classe».

È stato svilito il ruolo dei professori, non hanno più l’autorevolezza di un tempo. A sostenerlo non sono i professori, i dirigenti o comunque qualcuno del mondo degli adulti, ma gli stessi ragazzi. Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della rete degli studenti medi (vale a dire gli studenti delle scuole superiori): «Il fenomeno dei genitori aggressivi esiste. D’altra parte dopo tutti questi anni in cui le istituzioni hanno messo in discussione il ruolo e il valore sociale dei professori è anche inevitabile che possa accadere. La violenza è sempre di più nelle nostre vite, basta vedere quello che accade nella politica. Ed è entrata anche nelle scuole». Anche fra i ragazzi? «Purtroppo molto spesso le scuole non riescono più ad aprire canali di comunicazione con gli studenti, soprattutto con quelli che hanno maggiori difficoltà», risponde Manfreda.

Oppure Daniele Grassucci, di Skuola.net: «Basta leggere i Rav, i documenti di autovalutazione delle scuole, per comprendere il disagio sempre più diffuso di un rapporto con i genitori che, come denunciano gli istituti, delegittima la funzione istituzionale delle scuole e ostacola la crescita serena e consapevole dei ragazzi».

I genitori dell’Age (Associazione Italiana Genitori) non nascondono le responsabilità di madri e padri ma chiedono «strumenti concreti per accompagnare i genitori all’interno della scuola e nell’educazione dei figli, e rivalutare il ruolo e la funzione sociale dei docenti all’interno della scuola», afferma la presidente Rosaria D’Anna.

Angela Mambretti Nava, presidente del Coordinamento Genitori Democratici, invece, chiede l’intervento del Miur «che ha più filo da tessere» perché «sembra quasi che con questa crisi che investe l’immagine della scuola pubblica ci si senta autorizzati a comportarsi male nei confronti della stessa» ed è come se tra scuola e famiglia «si fossero create due corporazioni contrapposte, non in grado di comunicare fra loro. Inoltre va ricordato che nonostante studi e concorsi i professori non vengono formati a comunicare con le famiglie». E non risulta che di questo si sia mai nemmeno per sbaglio parlato durante la trattativa del rinnovo del contratto di queste ultime settimane.

Con «Green-Labs» la chimica entra in classe: coinvolti 45 istituti tecnici

da Il Sole 24 Ore

Con «Green-Labs» la chimica entra in classe: coinvolti 45 istituti tecnici

La chimica entra in classe. Saranno 45 istituti superiori ad indirizzo tecnico-scientifico, dislocati su tutto il territorio nazionale, a dar vita a Green-Labs, il progetto promosso dal Consiglio nazionale dei chimici (Cnc) e approvato dal ministero dell’Istruzione che punta a diffondere tra i ragazzi di quarta e quinta superiore alcune attività collegate alla chimica. Ad esempio creare biocombustibile o produrre birra.

I laboratori didattici
Il progetto durerà 20 mesi a partire da gennaio 2018 e coinvolgerà gli studenti, ma anche le loro famiglie e rappresentanti della comunità scientifica, nella partecipazione di seminari e workshop, mirati alla costruzione di una nuova forma di pensiero e a un nuovo approccio verso la costruzione di una cultura scientifica condivisa. Ai ragazzi verrà innanzitutto somministrato un test di valutazione sulla consapevolezza scientifica. Seguiranno due laboratori a tema, dove gli alunni, utilizzando solo materiali di recupero, in un’ottica sempre di sostenibilità, dovranno realizzare un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biocombustibili e un impianto di coltura idroponica di bilanciamento del ciclo dell’azoto per la produzione ittica/vegetale. Un’altra fase del programma vedrà coinvolti 10 studenti, selezionati dal Cnc in base a determinati criteri di valutazione, che parteciperanno a un workshop residenziale di una settimana, presso la Rno Bosco d’Alcamo, in provincia di Trapani, dove apprenderanno il processo produttivo della birra, attraverso l’uso di metodologie proponibili per la diffusione della cultura scientifica.

Lo sviluppo ecosostenibile
Gli studenti del IV e V anno degli istituti selezionati, affiancati dai chimici e dagli insegnanti, impareranno ad usare gli strumenti della chimica di base, per il controllo di alcuni processi determinanti per lo sviluppo sostenibile. Tutte le altre scuole non selezionate, potranno comunque aderire al progetto, ma con il supporto tecnico e scientifico a distanza. Nel presentare l’iniziativa la presidente del Cnc, Nausicaa Orlandi sottolinea: «È un progetto che parla alle ragazze e ai ragazzi e li coinvolge attivamente attraverso laboratori e attività pratiche. Impareranno, sperimentando in prima persona, come produrre biocombustibili, costruire un micro birrificio e un laboratorio di acquaponica. Grazie a queste attività potranno capire come funziona la chimica e quanto sia fondamentale per creare i presupposti di un futuro sostenibile».

Religione cattolica, si attende il bando di concorso per 4 mila docenti: le info utili

da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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Orientamento post diploma, l’Educational Tour ai nastri di partenza

da La Tecnica della Scuola

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Decreto Dipartimentale 16 febbraio 2018, AOODPIT 173

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 27 ottobre 2017, n. 851, che all’articolo 31 destina la somma di € 1.300.000,00 (unmilionetrecentomila/00) per la realizzazione di misure di supporto relative all’attuazione del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61, concernente la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, attraverso l’individuazione di 11 scuole polo nazionali, capofila di reti per ogni specifico indirizzo di studi;

VISTO il decreto del Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione prot. AOODPIT n. 61 del 25 gennaio 2018 che ha emanato l’Avviso con il quale ha definito le procedure selettive per l’individuazione delle 11 scuole polo nazionali, oltre alle finalità attese, i requisiti e le specifiche richieste dai progetti;

VISTO in particolare, l’articolo 3 del suddetto Avviso che ha stabilito come termine ultimo per la presentazione delle candidature da parte delle scuole capofila di reti il giorno 20 febbraio 2018, alle ore 12,00;

VISTE le istanze presentate a questa Direzione Generale da parte delle reti scuole, nelle quali, al fine di favorire la definizione delle complesse progettualità richieste, si chiede la proroga del termine per la presentazione delle candidature da parte delle scuole capofila di reti;

CONSIDERATA l’opportunità di concedere la proroga dei suddetti termini, dettata dalla complessità delle misure di accompagnamento previste e dalla necessità di elaborare efficaci azioni progettuali in collaborazione con qualificati partner e adeguato supporto tecnico e scientifico

DECRETA

1. Il termine per la presentazione delle candidature da parte delle scuole capofila di rete previsto dall’articolo 3, comma 1, dell’Avviso di cui al decreto del Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione prot. AOODPIT n. 61 del 25 gennaio 2018 è prorogato alle ore 12,00 del 5 marzo 2018.
2. Restano invariate le altre disposizioni previste dal citato Avviso.

IL DIRETTORE GENERALE
Maria Assunta Palermo