Attacco hacker, il MIUR precisa

Attacco hacker, il MIUR precisa: dati pubblicati non sono riconducibili a componenti dei sistemi informatici del Ministero

(Giovedì, 08 marzo 2018) In riferimento all’attacco informatico di ieri attuato dal gruppo hacker LulzSecITA e alla relativa pubblicazione di centinaia di indirizzi di posta elettronica di scuole e insegnanti, in seguito alle verifiche effettuate dagli uffici competenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si precisa quanto segue:

I dati pubblicati non sono riconducibili a componenti dei sistemi informatici del MIUR, gestiti dalle società Almaviva-Fastweb e DXC-Leonardo. In particolare, non sono stati trafugati dati dai sistemi che gestiscono l’accesso alle caselle del dominio @istruzione.it.

Da un controllo effettuato sugli indirizzi @istruzione.it presenti nei dati pubblicati risulta che su 6.163 indirizzi email: 4.565 non sono attivi; 1.598 sono attivi.
Tuttavia, le password pubblicate associate alle suddette email non sono quelle necessarie per accedere alle caselle di posta. Infatti, confrontando il dato pubblicato relativo alle password (non si tratta in effetti di password vere e proprie, ma di “hash”, ossia dati derivati dalla password attraverso un’operazione matematica), risulta che tali dati non sono compatibili con quelli memorizzati sui sistemi MIUR e non consentono quindi di accedere alle caselle di posta.
È molto probabile che gli indirizzi email @istruzione.it, così come quelli appartenenti ad altri domini, siano stati utilizzati dagli utenti per registrarsi/iscriversi ad un sito esterno, che è stato oggetto di attacco. Pertanto, le credenziali di accesso pubblicate sono relative non al servizio di posta @istruzione.it, ma al sito esterno hackerato. Non è possibile escludere che tali utenti abbiano utilizzato la stessa password per registrarsi sui siti hackerati. Pertanto, in via di estrema tutela, il MIUR invierà un’email agli utenti degli indirizzi attivi suggerendo di cambiare la password della casella di posta @istruzione.it.

Inoltre, i database e i dataset hackerati non provengono in alcun modo dai sistemi informatici del MIUR e molti dei dati riportati (ad esempio l’elenco dei referenti universitari del Ministero e dei direttori degli uffici scolatici regionali) risultano obsoleti.

Nell’attività di verifica degli effetti dell’attacco informatico, gli uffici del Miur hanno preso contatti anche con l’Indire e con il Cineca. Quest’ultimo ha precisato quanto segue:

a) riguardo all’attacco avvenuto ieri, i dati trafugati non riguardano i sistemi del Cineca (né nel Centro di Elaborazione Dati di Bologna né in quello di Roma-via Carcani)

b) quanto all’attacco del 2 marzo, invece, i dati pubblicati sono effettivamente presenti all’interno di sistemi gestiti dal Cineca presso la sede di via Carcani, che sono stati isolati già dalle ore 20 del 2 marzo e sui quali le e verifiche sono tuttora in corso.

Prove Invalsi 2018: una breve guida per le famiglie degli alunni con disabilita’ e DSA

Disabili.com del 08-03-2018

Prove Invalsi 2018: una breve guida per le famiglie degli alunni con disabilita’ e DSA

Diverse saranno le novità nelle prove Invalsi di quest’anno, dall’Inglese alla Primaria alla prova al computer. Per gli alunni con disabilità non mancano le criticità.

Le recenti norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze, vale a dire il D.Lgs.62/2017 e poi il DM n. 741/17 sull’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione e il DM n. 742/17 sulla finalità della certificazione delle competenze hanno portato ad introdurre alcune novità riguardanti le prove Invalsi. Con la nota n. 1865/17 n. 1865/17 il Miur ha poi fornito, tra le altre cose, importanti indicazioni sulla principali novità riguardanti tali prove.

Nella Scuola Primaria, come abbiamo già evidenziato, la novità più importante sarà la somministrazione della prova di inglese, finalizzata a verificare le competenze ricettive relative alla comprensione della lettura e dell’ascolto. Non è però l’unica novità. Vi sarà anche una prova preliminare di lettura per le classi campione.

SOMMINISTRAZIONE PROVE SCUOLA PRIMARIA.
– 3 maggio 2018: prova d’Inglese per la V primaria
– 9 maggio 2018: prova di Italiano per II e V primaria e prova preliminare di lettura. Quest’anno, la prova di lettura sarà svolta solo dalle classi campione della II primaria).
– 11 maggio 2018: prova di Matematica per II e V primaria.

Nella Scuola Secondaria di 1° grado la sostanziale novità sarà la modalità di somministrazione delle prove Computer Based (CBT) di Italiano, Matematica e Inglese, per le classi III, che si svolgeranno on line e in più sessioni organizzate autonomamente dalle scuole, a eccezione delle classi campione in cui le prove INVALSI 2018 saranno somministrate, sempre CBT, in una data precisa indicata da INVALSI, nei primi giorni dell’arco temporale previsto. I contenuti della prova d’italiano e di matematica saranno in continuità con quelli delle prove degli anni passati, mentre quelli della prova d’inglese saranno in linea con quanto previsto dal Quadro comune europeo di riferimento delle lingue (Qcer), livello A1 e A2.

SOMMINISTRAZIONE PROVE SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
– tra il 4 aprile 2018 e il 21 aprile 2018.
La partecipazione alla prova costituisce requisito d’ammissione all’esame di Stato, ma non influisce su voto finale. Per gli alunni con disabilità il consiglio di classe può prevedere adeguati strumenti compensativi e/o misure dispensative e, ove non fossero sufficienti, predisporre specifici adattamenti della prova ovvero l’esonero da una o più prove. Per gli alunni con DSA sono previsti strumenti compensativi, se indicati nel PDP e abitualmente utilizzati. Se la certificazione prevede la dispensa dalla prova scritta relativa alle lingue straniere, ovvero l’esonero dall’insegnamento delle lingue straniere, la prova INVALSI di lingua inglese non sarà sostenuta.

La nota n. 2936/18 ha fornito precise indicazioni relative alla somministrazione CBT, prevedendo, come stabilito dal D. Lgs. n.62/17, strumenti compensativi e/o le misure dispensative soltanto agli alunni con disabilità certificata o con disturbi specifici di apprendimento certificati. Sia agli alunni dispensati dalle prove INVALSI sia a coloro che sosterranno prove differenziate in forma cartacea, non verrà rilasciata la certificazione delle competenze da parte di INVALSI. In questi casi, in sede di scrutinio finale, sarà il Consiglio di classe a dover integrare la certificazione delle competenze. Esempi delle tipologie di prove CBT sono consultabili sul sito dell’Invalsi.
Si evidenziano problemi di accessibilità per gli alunni ciechi ed ipovedenti e per i sordi. I ragazzi ciechi, infatti non potranno sostenere le prove al computer con display Braille, come in compagni, ma dovranno sostenerle in formato cartaceo, in Braille. Per gli ipovedenti che non usano il Braille è previsto ingrandimento ma non a tutto schermo e non per i pulsanti di navigazione. Non è prevista la versione cartacea ingrandita. Non va meglio ai ragazzi sordi, che saranno esonerati dalla prova di ascolto di Inglese. L’Invalsi non rilascerà, anche in tutti, questi casi la certificazione delle competenze. Scompare. ogni riferimento agli alunni con altri Bisogni Educativi Speciali (BES) non certificati. L’attenzione a tali bisogni, del resto, non è più presente già nei decreti attuativi della Buona Scuola.
Anche le prove Invalsi per i ragazzi di Scuola Secondaria di 2° grado si svolgeranno con modalità CBT. Riguarderanno la classe 2^ e le discipline di Italiano e Matematica, comprensive del questionario studente. Si attendono indicazioni più dettagliate per le procedure.

SOMMINISTRAZIONE PROVE SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO
– tra il 7 maggio 2018 ed il 19 maggio 2018.
Le misure di tipo compensativo e/o dispensativo previste per gli alunni con disabilità e con Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono eterogenee e relative a quanto previsto nel PEI e nel PDP. Nelle prossime settimane ne approfondiremo gli aspetti principali riguardanti i diversi ordini e gradi.

APPROFONDIMENTI
Nota Invalsi
Presentazione Prove Invalsi
Prove Computer Based Scuola Secondarie di Primo Grado
Prove Computer Based Scuole Secondarie di Secondo Grado
Italiano e matematica
Inglese Primaria
Inglese Secondaria

di Tina Naccarato

Le Madri della Costituzione

8 marzo, Mattarella e Fedeli premiano le scuole vincitrici del concorso “Le Madri della Costituzione”

(Giovedì, 08 marzo 2018) Sono 16 le scuole vincitrici del concorso “Le Madri della Costituzione” che questa mattina sono state premiate al Quirinale in occasione della Giornata Internazionale della Donna. A consegnare i riconoscimenti alle delegazioni delle studentesse e degli studenti di ciascun istituto sono stati il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

“Ringrazio tutte e tutti voi – ha detto la Ministra Fedeli alle studentesse e agli studenti premiati – per la passione e il talento con cui avete risposto a questa iniziativa. Le Madri della Costituzione, di cui quest’anno celebriamo i 70 anni, furono 21. Erano donne tra loro molto diverse per provenienza sociale, estrazione culturale, opinioni politiche. Ma qualcosa di grande le univa: la volontà di ricostruire un Paese in macerie su nuove basi di uguaglianza e libertà; la fede ferma, incrollabile, nella democrazia; la speciale attenzione ai problemi sociali e alle richieste delle donne. I vostri lavori – ha concluso -, quelli che oggi abbiamo premiato, hanno perciò un grande significato. Perché creano un ponte tra il nostro passato e il nostro futuro, un futuro di speranza e di giustizia per tutte e tutti”.

Il concorso “Le Madri della Costituzione” è stato promosso dal MIUR e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale -, con l’Alto Patrocinio della Corte Costituzionale. Alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado sono stati richiesti lo studio e la realizzazione di elaborati sulla vita e sull’operato delle 21 Madri Costituenti. Con il voto a suffragio universale del 2 giugno 1946, e con l’esercizio dell’elettorato passivo, per la prima volta in Parlamento sono entrate anche le donne. Si votava per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea Costituente che si riunì in prima seduta il 25 giugno 1946, a Palazzo Montecitorio. Su un totale di 556 deputati, furono 21 le donne elette. Un lavoro non facile il loro, in un contesto non ancora abituato a considerare le donne adatte al lavoro politico.

Alle studentesse e agli studenti che hanno partecipato al concorso con la guida delle loro insegnanti e dei loro insegnanti è stato proposto di “adottare” una Madre Costituente nel corso dell’anno scolastico, approfondendone la vicenda umana e pubblica, ed elaborando poi una ricerca sulla sua attività professionale e politica e sul ruolo avuto nel panorama pubblico italiano prima, durante e dopo i lavori dell’Assemblea.

L’elenco delle scuole premiate:

Scuole secondarie di I grado

Abruzzo – I.C. “Salvo D’Acquisto” di San Salvo (CH).
Titolo dell’opera: “L’archetipo della politica rosa”.

Basilicata – I.C. “Giovanni Pascoli” di Matera.
Titolo dell’opera: “Voci della Pascoli – Le grandi donne che hanno fatto la storia”.

Calabria – I. C. “Sabatini Borgia” di Catanzaro.
Titolo dell’opera: “Dedica a colori: lettera aperta a Angela Maria Guidi Cingolani”.

Campania – I.C. “Ferrajolo Siani” di Acerra (NA).
Titolo dell’opera: “Teresa Mattei madre di… una buona idea che sa di libertà”.

Lazio – I.C. Frosinone 3.
Titolo dell’opera: “Eterna primavera”. Il mio contributo per creare un mondo di eterna primavera. Storia di Bianca Bianchi”.

Liguria – I.C. scolastico “De Toni Sturla” di Genova.
Titolo dell’opera: “Teresa Mattei un impegno generoso. Dalla lotta partigiana alla Costituente, alle battaglie al servizio dei più deboli”.

Lombardia – I.C. “Martin Luther King” di Castel Covati (BS).
Titolo dell’opera: “Socialmente pericolosissima”.

Marche – I.C. Camerano (AN).
Titolo dell’opera: “Tessere di Palazzo per tessere equità – una scelta femminile”.

Puglia – Scuola media “Padre Pio” di Torremaggiore (FG).
Titolo dell’opera: “Intervista impossibile. Nadia Gallico Spano”.

Sicilia – Istituto Salesiano “Don Bosco Villa Ranchibile” di Palermo.
Titolo dell’opera: “Elisabetta Conci”.

Umbria – I.C. “Montone e Pietralunga” di Umbertide (PG).
Titolo dell’opera: “La guerriera dai capelli d’oro”.

Scuole Secondarie di II grado

Abruzzo – Liceo coreutico “M. Delfico” di Teramo.
Titolo dell’opera: “Intervista all’onorevole Angiola Minnella”.

Friuli-Venezia Giulia – Istituto di istruzione superiore “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento (PN).
Titolo dell’opera: “Rita Montagnana Togliatti rivoluzionaria per passione: dalla lotta delle sartine all’Assemblea Costituente”.

Lazio – Istituto professionale commerciale “G. Colasanti” di Civita Castellana (VT).
Titolo dell’opera: “Bianca Bianchi. La libertà fatta realtà”.

Molise – Istituto scolastico “Bojano” di Bojano (CB).
Titolo dell’opera: “Una molisana d’adozione”.

Puglia – Liceo artistico musicale “Simone Durano” di Brindisi.
Titolo dell’opera: “Nadia Gallico Spano: Le parole di una Madre costituente”.


Il massacro degli innocenti

Il massacro degli innocenti

di Vincenzo Andraous

 

Le televisioni, le radio, i giornali, srotolano filippiche nazional popolari sulla drammaticità degli eventi che vedono come protagonisti destinati al macero, donne, vecchi e bambini.

Accadimenti che ci vengono raccontati come fossero eventi critici partoriti da una società che non può farne a meno, perché sangue integrante della propria tradizione.

Eppure anche in questo caso, anche in questo frangente in cui l’animo umano sprofonda nella più indegna delle reazioni, viene da pensare che non è vero che siamo uguali, che siamo alla pari, che uomo e donna sono talmente complementari da fondersi.

Assolutamente no.

Infatti quando si verificano tragedie così devastanti, è sempre l’uomo a improvvisarsi eliminatore, è sempre la follia maschile a schiantarsi su donne e bambini, è sempre l’animo umano al maschile a fare vittime innocenti della violenza più bieca e definitiva.

La donna nell’impazzimento della propria gelosia non sopprime la propria creatura, e se ciò accade sono rare e disgraziate volte.

L’uomo nella sua contorta e potente gelosia, che null’altro è che l’ossessione della possessività, disgrega e annienta tutto ciò che ha il valore più grande, la propria famiglia.

La donna non giunge mai a uccidere il proprio uomo, la propria figlia, nell’esplosione rabbiosa del proprio fallimento o della propria fiducia tradita, potrebbe arrivare al punto di non ritorno di “tagliartelo” mentre dormi, quello si, ma compiere una strage come fosse la risultanza di un’abitudine, assolutamente no.

Se la differenza tra i due sessi è così palesemente contorta e disperante, forse c’è necessità di fare chiarezza e mettere da parte le solite parole d’ordine, con cui licenziare l’evento con qualche lacrima o silenzio di circostanza.

Forse è più urgente ridefinire il valore e il significato delle parole, la sostanza che sta alla base della realtà che viviamo, che stiamo vivendo, che stiamo radicalizzando nei confronti della donna.

Alla radice di ogni parola spesa male, o peggio, non spesa per niente, per proteggere uno status quo a dir poco criminale. Si tratta per molti versi di in-cultura, per altri ancora di sottocultura, la resistenza di un asse di coordinamento sociale fraudolento che invece sarebbe ora spostare verso posizioni meno ingiuste e violente nei riguardi della donna, di tutte le donne.

Quando c’è di mezzo il tentativo neppure tanto celato di rendere inconsistente ciò che è giusto dallo sbagliato, il bene dal male, a seconda del gioco infame delle parti che s’accaparrano attenuanti e giustificazioni, la cultura che sta a radice di ogni possibile verità, è sottaciuta, peggio, relegata nei salotti buoni, dove parlare equivale a fare terreno fertile alle scontate prossime tragedie, soprattutto a fare passare come inevitabili le violenze sui bambini e sulle donne.

Prossimo Ministro Istruzione

MARIASTELLA GELMINI E SALVATORE GIULIANO: DUE SCELTE EQUIVALENTI
 
I nomi sono diversi, la filosofia la medesima. Il movimento 5 stelle propone quale candidato alla direzione del Miur il preside Salvatore Giuliano  che – al netto della preparazione e serietà personale che nessuno gli nega – presenta due difetti irredimibili: è per l’appunto un preside e “crede” (usiamo apposta il termine fideistico) nella renziana legge 107 dallo stesso Renzi definita “buona scuola”. Forza Italia, dal canto suo, evoca il “perseverare diabolicum” riproponendo l’ex ministra Mariastella Gelmini la quale – al netto della preparazione e serietà personale che nessuno le nega – presenta due difetti irredimibili: non è persona di scuola e “crede” anch’essa nella 107.
Qualcuno dirà: ma almeno il preside Giuliano ha esperienza di scuola. Sì, ma della scuola vista dalla specola della presidenza, vale a dire da una postazione essenzialmente differente da quella di chi le difficoltà della scuola odierna – che sono difficoltà di gestire la disciplina, di capire cosa puoi e non puoi insegnare nella situazione concreta, di come insegnarlo trapanando un muro di collosa indifferenza, di sopravvivere alla tracimante mole di adempimenti burocratici  – le vive sulla propria carne lacerata. Tutto ciò mentre la ministra uscente, in luogo di mettere mano a tutto questo, si balocca con il linguaggio di genere disponendo che la maschilistica locuzione “Collegio dei docenti” venga sostituita dalla più inclusiva “Collegio docenti”. Come se la scuola non fosse già, e da tempo, in regime di matriarcato.
D’altro canto Maria Stella Gelmini viene dalla scuola delle “tre i” (magari i colleghi più giovani non le ricordano: “Impresa – Inglese – Internet”). Mai uno slogan era riuscito a scavare un fossato più profondo tra una classe politica e una categoria professionale e sociale. Mai uno slogan era riuscito tanto chiaramente a far intendere a una categoria professionale che  la classe politica al governo si trovava su una lunghezza d’onda totalmente differente rispetto alle radici profonde della propria scelta di essere ciò che erano. Da quella esperienza di governo della scuola sono passati anni: sarà cambiato il modo di vedere dell’On.le Gelmini? Mah.
Perché nessun partito – ribadisco nessuno – ha finora compreso la semplice verità che il proprio candidato ministro dovrebbe provenire dagli insegnanti-peones, dalla carne da cannone, dagli umili fantaccini  che scendono  in trincea e affrontano scolaresche sempre più ingestibili?  Da coloro i quali semplicemente vorrebbero fare il lavoro per cui hanno studiato: non riempire moduli, non stendere complicati piani di lavoro, non improvvisarsi tutor-educatore-psicologo, ma spiegare con competenza e passione le proprie discipline seguendo con partecipazione e speranza i progressi dei loro alunni?    
Ecco, è in questa massa dannata che andrebbe cercata la persona capace di portare negli ambulacri di viale Trastevere un’aria nuova e insieme antica,  quella che manca alla scuola  in questo tempo di velleitarie sperimentazioni, di desolanti semplificazioni, di manciate  di incenso bruciato sull’altare delle trite parole e del pensiero standardizzato. AESPI attende un partito che si esprima in questo senso, e gli dirà bravo.
 
Alfonso Indelicato

Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante

Mobilità scuola: domande a partire dal 3 aprile

È stata sottoscritta, mercoledì 7 marzo, la proroga del CCNI dello scorso anno che rimarrà vigente in materia di mobilità del personale docente, educativo e ATA anche per l’anno scolastico 2018/2019.

Vengono confermate le date inizialmente comunicate per la presentazione delle domande:

  • personale docente: dal 3 aprile al 26 aprile
  • personale ATA: dal 23 aprile al 14 maggio
  • personale educativo: dal 3 maggio al 28 maggio.

Riguardo alle ultime notizie sollevate da riviste di settore circa il blocco triennale per coloro che, a domanda volontaria, risultassero soddisfatti nella preferenza su scuola, come prevede l’ipotesi di CCNL 2016/2018, è bene far chiarezza: non esiste alcun aggiornamento forzato del testo del CCNI che rimane, pertanto, in piena validità e la materia sarà interamente oggetto di contrattazione nel prossimo rinnovo. Dunque, nessun blocco triennale per chi ottiene il trasferimento su scuola per il 2018/2019.

ATA: 10.000 assunzioni possibili nell’a.s. 2018/19. I profili più richiesti

da Orizzontescuola

ATA: 10.000 assunzioni possibili nell’a.s. 2018/19. I profili più richiesti

di redazione

Il dato è pubblicato da Italia Oggi, con un calcolo che tiene conto da un lato dei numerosi pensionamenti, dall’altro del numero dei posti vacanti, finora ricoperti con supplenze annuali.

Il numero delle autorizzazioni – scrive Italia Oggi – non dovrebbe essere inferiore alle 10mila unità, costituite soprattutto da assistenti amministrativi e collaboratori scolastici.

Sono quasi 8.000 le unità che si libereranno dal 1° settembre 2018, cui vanno aggiunti i posti già vacanti. Ma gli aspiranti inseriti nelle graduatorie potrebbero raggiungere il numero di 25.000, anche se per avere il dato definitivo dovremo attendere ancora qualche mese, e cioè la pubblicazione delle graduatorie permanenti (ATA 24 mesi), da cui si attinge per le immissioni in ruolo. ATA 24 mesi. Entro il 20 marzo bandi degli USR, anche per chi ha chiesto inserimento in nuova provincia. Nota Miur

Ad essere importante poi sarà la distribuzione territoriale, determinante per capire se il ruolo potrà arrivare quest’anno o toccherà attendere ancora.

Mobilità 2018/19: firmato il contratto. Domande dal 3 aprile, presto l’Ordinanza Ministeriale

da Orizzontescuola

Mobilità 2018/19: firmato il contratto. Domande dal 3 aprile, presto l’Ordinanza Ministeriale

di redazione

Firmato oggi al Miur il contratto – ponte per la mobilità del personale docente, Ata ed educativo per l’a.s. 2018/19.

Si attende adesso l’Ordinanza Ministeriale che indicherà le date per la presentazione delle istanze.

Di seguito le date di presentazione delle domande di mobilità, di comunicazione al SIDI e di pubblicazione dei movimenti

PRESENTAZIONE DOMANDE

  • Personale docente: dal 3 al 26 aprile 2018
  • Personale educativo: dal 3 al 28 maggio
  • ATA: dal 23 aprile al 14 maggio 2018

COMUNICAZIONE AL SIDI

  • Scuola dell’Infanzia: 11 maggio 2018
  • Scuola Primaria:  11 maggio 2018
  • Scuola secondaria I grado: 5 giugno 2018
  • Scuola secondaria II grado: 22 giugno 2018
  • Personale educativo: 22 maggio 2018
  • Personale ATA: 22 giugno 2018

PUBBLICAZIONE MOVIMENTI

  • Scuola dell’Infanzia: 8 giugno 2018
  • Scuola Primaria: 30 maggio 2018
  • Scuola secondaria I grado: 25 giugno 2018
  • Scuola secondaria II grado: 10 luglio 2018
  • Personale educativo: 22 giugno 2018
  • Personale ATA: 16 luglio 2018

MOBILITA’ PROFESSIONALE VERSO LICEI MUSICALI

Comunicazione al SIDI:  8 maggio 2018

La pubblicazione dei movimenti dovrebbe avvenire in due step: prima per il personale di cui all’articolo 4 comma 9 e poi per quello di cui all’articolo 4 comma 10 del CCNI:

28 maggio 2018:

  • per il personale che ha insegnato per almeno dieci anni continuativi nella specifica disciplina nei soli istituti dove erano già attivate le sperimentazioni di ordinamento di liceo musicale;
  • per il personale che ha insegnato, nella specifica disciplina e nella medesima sede dei licei musicali istituti a partire dall’ a.s. 2010/11(4).

4 giugno:

  • per il restante personale aspirante al passaggio di cattedra o di ruolo.

Donne ancora avanti negli studi ma indietro sul lavoro

da Il Sole 24 Ore

Donne ancora avanti negli studi ma indietro sul lavoro

di Eugenio Bruno

C’è uno spettro che continua ad aggirarsi per l’Italia: lo squilibrio di genere che caratterizza il mondo dell’istruzione e del lavoro. E che è racchiuso in una domanda: come è possibile che le ragazze, nonostante una carriera scolastica e universitaria migliore dei ragazzi, continuino a essere penalizzate sia in termini di sbocchi occupazionali sia dal punto di vista retributivo? Un paradosso soltanto apparente visti i (pochi) miglioramenti registrati dal nostro sistema di Welfare e i (pochissimi) impegni presi in campagna elettorale dalle varie forze politiche. A rilanciare il tema ci pensano AlmaLaurea e AlmaDiploma con un focus pubblicato alla vigilia dell’8 marzo.

Lo squilibrio nasce tra i banchi…
È sin dalle medie che le studentesse dimostrano di essere più preparate degli studenti. Se è vero che il 35% le conclude con la media del 9 contro il 26% dei coetanei. Un trend che prosegue e si rafforza alle superiori. Al punto che le ragazze si dimostrano «più regolari» (il 91% non fa ripetenze contro l’85% dei maschi), raggiungono voti più alti (si diplomano in media con 78,6 contro 75,1 dei ragazzi), portano a termine più esperienze internazionali (in un rapporto di 39% a 26). E, come se non bastasse, si impegnano di più nel sociale. sono maggiori consumatrici di cultura e imparano meglio le lingue straniere.

…e aumenta all’università
Già nelle scelte di proseguire gli studi le donne hanno la meglio sugli uomini. Si iscrive all’università il 77% delle prime contro il 63% dei secondi. E la forbice al momento della laurea si allarga ancora considerando che nel 2016 le laureate sono state il 59% del totale. Per di più registrando tassi minori di fuori corso e ottenendo un punteggio medio più alto (103,4 contro 101,3). E ciò nonostante condizioni familiari di partenza più disagiate per le ragazze.

Nel mondo del lavoro il rapporto si ribalta
Fino agli stage e ai tirocini la presenza femminile resta superiore a quella maschile. Ma quando si passa al lavoro vero e proprio i rapporti di forza cambiano.E la piramide si rovescia. Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali, a cinque anni dal titolo, è pari all’81% per le donne e all’89% per gli uomini. Stesso discorso per la tipologia di contratto. Il tempo indeterminato è appannaggio infatti del 61% degli uomini e il 52% delle donne. Che hanno la peggio anche dal punto di vista retributivo: a parità di ogni altra condizione guadagnano in media 159 euro netti mensili in meno dei maschi. In tutti i settori disciplinari.

Il gender gap non risparmia le Stem
Dal divario di genere non sono esenti le discipline Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Qui il maggior numero di laureati (59%) è uomo. Ma le performances migliori arrivano dalle donne: hanno un voto finale più alto (103,5 su 110, contro 101,4 degli uomini) e una migliore riuscita in termini di regolarità negli studi (il 44% delle donne li ha conclusi in tempo contro il 41% degli uomini).E lo scenario non cambia se si passa ad analizzare i tassi dioccupabilità (91% a 82 per gli uomini). Con una retribuzione media di 1.662 euro per la forza lavoro femminile contro i 1.349 euro di quella femminil.

Ancora più penalizzate dopo la nascita di un figlio
Il forte divario in termini occupazionali, contrattuali e retributivi riassunto da AlmaLaurea aumenta in presenza di figli. E lo fa in maniera esponenziale. A cinque anni dalla laurea il 90% dei papà lavora mentre per le mamme tale quota scende al 61. A fronte dell’80% registrato dalle laureate senza prole. E, come se non bastasse, a risentirne sono sia la stabilità dei contratti che le differenze salariali. Pari al 27%, sempre a favore degli uomini. Numeri che parlano da soli e che rendono ancora più assordante il silenzio dei partiti. Sia prima che dopo il voto.

Da «capo dipartimenta» a «gli/le alunni/e». Il Miur cambia il linguaggio degli atti amministrativi

da Il Sole 24 Ore

Da «capo dipartimenta» a «gli/le alunni/e». Il Miur cambia il linguaggio degli atti amministrativi

di Cl. T.

«Il linguaggio è il mezzo con cui possiamo sia confermare gli stereotipi basati sul sesso, sia metterli in discussione. Se non cominciamo a dire la direttrice generale o la ministra quando è una donna a svolgere questi incarichi, sarà molto difficile superare il pregiudizio per cui
si tratta di incarichi prettamente maschili».

Le linee guida
La ministra dell’Istruzione uscente, Valeria Fedeli, presenta le linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo varate ieri dal Miur, il primo ministero ad adottarle. Linee guida – precisa – che «non hanno nulla dell’imposizione dall’alto, perché richiedono semplicemente di applicare in modo corretto e senza pregiudizi le regole della
grammatica italiana».

Esempi
Il documento sarà diffuso capillarmente negli uffici, anche tramite la realizzazione di uno specifico progetto formativo da rivolgere all’intera amministrazione. Entrando nel concreto, una delle premesse del documento è che «non c’è nessuna ragione di tipo linguistico per riservare ai nomi di professione e di ruoli istituzionali un trattamento diverso». E dunque è perfettamente legittimo scrivere architetta, chirurga, sindaca come anche la capo dipartimento o la caporedattrice. Le espressioni contenenti due termini di genere diverso coordinati dalla congiunzione copulativa “e”, possono essere abbreviate tramite una barra obliqua: gli alunni e le alunne possono quindi diventare gli/le alunni/e. L’eventuale accordo di aggettivi, participi e pronomi è di norma al maschile plurale secondo la norma grammaticale che permette di evitare il loro raddoppiamento attraverso una sorta
di “economia linguistica”; in questi casi si suggerisce, per ragioni di contiguità sintattica e di eufonia, l’ordine “forma femminile+forma maschile”, affinché l’aggettivo, il participio o il pronome al maschile risultino collocati accanto al termine maschile: «La professoressa Paola Verdi e il professor Andrea Bianchi sono stati premiati».

Ma si può adottare anche la strategia dell’oscuramento: usare cioè termini o perifrasi che includano espressioni prive di referenza di genere (persona, individuo, soggetto), riformulazione con nomi collettivi o che si riferiscono al servizio o alla carica (personale dipendente, magistratura, corpo docente), riformulazione con pronomi relativi e indefiniti (“chiunque” arrivi in ritardo). Anche la forma passiva permette di oscurare il genere grammaticale: «i cittadini e le cittadine devono presentare la domanda» può diventare «la domanda deve essere presentata».

Vaccini, in nidi e materne della Toscana sospesi bimbi non in regola

da Il Sole 24 Ore

Vaccini, in nidi e materne della Toscana sospesi bimbi non in regola

In Toscana saranno sospesi da nidi e scuole materne i bambini non in regola con l’obbligo vaccinale: lo annuncia la Regione, spiegando che dopo il 10 marzo sarà inviato un avviso alle famiglie, invitate a presentare alla scuola la documentazione relativa all’avvenuta vaccinazione, o alla prenotazione di un colloquio. Se genitori, tutori o affidatari non avranno presentato la documentazione, i bambini saranno sospesi, pur rimanendo iscritti, e otranno
essere riammessi solo dopo la presentazione della documentazione. La regione Toscana fa anche sapere di aver “recuperato” tra gennaio e febbraio quasi 8mila minori in linea con le vaccinazioni obbligatorie.

In regola anche con la prenotazione del colloquio
Per coloro che frequentano la scuola dell’obbligo (7-16 anni), si legge in una nota della Regione, la mancata presentazione della documentazione non determinerà il divieto di accesso né impedirà la partecipazione agli esami. In un secondo tempo verranno decise le sanzioni per gli inadempienti. Entro il 30 aprile, le scuole dovranno segnalare alle Asl i bambini che non sono in regola ai fini degli adempimenti di loro competenza. Entro il 10 marzo le Asl toscane invieranno alle scuole l’elenco dei bambini non in regola con l’obbligo vaccinale: secondo una circolare inviata dalla Regione, le famiglie non dovranno fare nulla entro tale data. Dopo, le scuole faranno una comunicazione scritta alle famiglie: entro 10 giorni dal ricevimento dell’avviso dovranno mettere in regola i figli e presentare alla scuola la documentazione relativa all’avvenuta vaccinazione. Saranno considerati in regola anche chi ha preso appuntamento non per la somministrazione del vaccino, ma per un colloquio propedeutico.

In due mesi 8mila minori “recuperati”
In una nota la regione spiega che degli 8mila minori “recuperati”, circa 2.400 sono della fascia 0-6 anni. Dal 7 giugno 2017 al 28 febbraio 2018 sono stati 38.296 i bambini e ragazzi in tutte le fasce di età, da zero a 16 anni, che si sono messi in regola con le vaccinazioni obbligatorie (19.493 nella fascia 0-6). Il numero di bambini e ragazzi inadempienti, che cioè non hanno fatto almeno una delle vaccinazioni obbligatorie, è sceso dunque a 120.258, di cui 13.434 nella fascia di età 0-6. Tra i ragazzi più grandi circa un terzo risultano inadempienti, secondo la Regione, perché non hanno fatto la quinta dose di vaccino antipolio, che è stata introdotta solo di recente, dall’ultimo Piano vaccinale nazionale, e si può fare fino a 18 anni,e che però rientra tra quelle dell’obbligo. «In questo caso – spiega la Regione – non si tratta quindi di ragazzi che rifiutano la vaccinazione, ma che semplicemente non hanno avuto il tempo di effettuare l’ultima dose di antipolio».

Shoah, all’Italia la presidenza 2018 dell’Ihra (International holocaust remembrance alliance)

da Il Sole 24 Ore

Shoah, all’Italia la presidenza 2018 dell’Ihra (International holocaust remembrance alliance)

Con il passaggio di consegne dall’ambasciatore svizzero Benno Bättig all’ambasciatore italiano Sandro De Bernardin, capo delegazione per l’Italia presso la International holocaust remembrance alliance (Ihra), avvenuto martedì scorso presso l’ambasciata italiana a Berlino, è iniziato l’anno di presidenza italiana dell’Ihra.
Obiettivo dell’Ihra è fare in modo che i leader politici e sociali dei 31 Paesi membri rispondano alle esigenze di istruzione, memoria e ricerca sulla Shoah a livello nazionale e internazionale. L’Italia ne è membro dal 1999, la sua delegazione è stata rinnovata nel 2016 ed è incardinata presso il Miur.

Alla cerimonia erano presenti l’ambasciatore italiano in Germania Pietro Benassi, gli ambasciatori di Slovenia, Serbia, Lussemburgo, Romania, Slovacchia, Lituania, Svizzera, Lettonia, Paesi membri dell’Ihra, l’ambasciatore Felix Klein, capo della delegazione tedesca dell’Ihra e inviato speciale del ministro degli Esteri tedesco Gabriel per le questioni relative all’antisemitismo, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, la coordinatrice dell’Ufficio studi e rapporti istituzionali alla Presidenza del Consiglio dei ministri Anna Nardini e Giuseppe Pierro, della Direzione generale per lo studente del Miur.

«L’obiettivo delle presidenza italiana dell’Ihra – ha commentato il capo delegazione italiana, ambasciatore Sandro De Bernardin – è di aumentare la visibilità e la conoscenza del grande lavoro portato avanti dall’Ihra, a partire dall’Italia. Il 2018 segna gli 80 anni dalla Conferenza di Evian, dell’Accordo di Monaco e dall’adozione delle leggi razziali in Italia. Una dimostrazione di come la comunità internazionale di allora non sia stata capace di riconoscere i segnali premonitori di ciò che sarebbe accaduto. Dobbiamo essere vigili, anche adesso. Qualche settimana fa – ha poi ricordato – alla vigilia della Giornata internazionale della Memoria della Shoah, che ricorre il 27 di gennaio, l’ottantatreenne Liliana Segre – una dei pochissimi bambini sopravvissuti ai campi di sterminio – è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si è trattato di una decisione applaudita sia dai partiti di destra che da quelli di sinistra, confermando così l’esistenza in Italia di un sostegno bipartisan per quanto riguarda il dovere del ricordo della Shoah».

Nel corso della cerimonia, Giuseppe Pierro, della Direzione generale per lo studente del Miur, ha introdotto i lavori vincitori del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah” esposti nelle sale dell’ambasciata, e mostrato in anteprima il trailer dell’animazione dedicata alla storia delle sorelle Bucci, sopravvissute alla Shoah che ogni anno accompagnano il viaggio ad Auschwitz organizzato dal Miur. Il cartone animato, intitolato “La stella di Andra e Tati”, è un progetto congiunto Miur, Rai e Larcadarte.

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