Scuola: spazio al tuo futuro

“Scuola: spazio al tuo futuro”, premiati al MAXXI di Roma i progetti vincitori

Progetti di coltivazioni nello spazio da sperimentare anche in ambienti terrestri estremi; app che consentono agli utenti a terra di contattare la Stazione spaziale internazionale (ISS); realtà virtuale per replicare gli effetti dell’assenza di gravità; dieta mediterranea, yoga, allenamento con dispositivi biomedicali per astronaute e astronauti. Sono alcune delle proposte che hanno determinato il successo del concorso nazionale “Scuola: spazio al tuo futuro. La ISS: Innovatio, Scientia, Sapientia”.

Le 16 classi vincitrici sono state premiate oggi presso l’auditorium del Museo Maxxi di Roma. All’evento è intervenuta la Ministra Valeria Fedeli, insieme al Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Difesa, Generale di Brigata Aerea Maurizio Cantiello; al Capo del V Reparto dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Divisione Giorgio Baldacci; ai rappresentanti dell’Agenzia spaziale italiana e di Thales Alenia Space (joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%). A presentare i lavori per la commissione selezionatrice: il cosmonauta Tenente Colonello Walter Villadei. L’evento è stato presentato dal comunicatore scientifico di Rai Cultura, Davide Coero Borga.

Obiettivo dell’iniziativa, contribuire alla formazione delle giovani generazioni nell’ambito delle discipline scientifiche ed ingegneristiche e avvicinare la scuola al mondo della ricerca spaziale e aerospaziale. Per i progetti vincitori c’è ora una possibilità straordinaria: essere proposti dall’ASI tra quelli da portare a bordo della International Space Station (ISS).

Il concorso è stato promosso dal MIUR e dal Ministero della Difesa, con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Aeronautica Militare, nell’ambito del Protocollo d’intesa “Favorire l’approfondimento della Costituzione italiana e dei principi della Dichiarazione universale dei diritti umani, in riferimento all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione”, siglato tra le due amministrazioni nel 2014.

I progetti vincitori

Area tematica “Dal quotidiano allo spazio”

1° classificato: “Spazio alla tua colazione”, ITA paritario “Salvo D’Acquisto” di Bracciano (RM), Classe IV A. Studio su come portare a bordo della Stazione spaziale la colazione mediterranea.

2° classificato: “Space Oddity”, IT tecnologico “G. Chilesotti” di Thiene (VI), studenti Nicola Azzi, Jacopo Cappozzo, Federico Pasquali, Pietro Pasqualetto della Classe IV F ITT. Progetto di una tazza termica da utilizzare sull’ISS.

3° classificato: “Il dado della vita comune”, IIS “Umberto Pomilio” di Chieti, Classi IV ASS e IV MMT. Ideazione di un gioco che aiuti la comunità sull’ISS a scegliere i valori da condividere.

Area tematica “Allenati come un astronauta”

1° classificato: “In forma nello spazio: soluzioni tecnologiche portabili”, Collegio arcivescovile “Castelli” di Saronno (VA), Classi II, III, IV LSC. Protocollo di allenamento con l’utilizzo di dispositivi biomedicali per garantire un corretto stato di salute e maggiori tempi di permanenza nello spazio.

2° classificato: “Yoga nello spazio: esercizi mirati a garantire il benessere psicofisico degli astronauti”, Liceo scientifico “Donatelli-Pascal” di Milano, studentessa Valentina Di Filippo, Classe IV C. Esercizi per migliorare la salute psicofisica delle astronaute e degli astronauti attraverso lo yoga.

3° classificato: “Gravitational rings”, IIS “Patini-Liberatore” di Castel di Sangro (AQ), Classe III A LSP. Verifica della possibilità di utilizzo di una tipologia di elastico innovativa che permetta di svolgere esercizi a bordo della ISS, allo scopo di mantenere massa e tono muscolare.

Area tematica “Sperimenta le scienze nello spazio”

1° classificato: “GEM PBR Nutrienti e ossigeno nello spazio”, Liceo scientifico “Donatelli-Pascal” di Milano, studenti Gabriele Buccheri, Francesco Farina, Marco Gigli, Luca Passerini. Progetto di una macchina per coltivare in microgravità cianobatteri in grado di sfruttare i prodotti di scarto.

2° classificato: “Universo goccia”, Liceo scientifico “Corradino D’Ascanio” di Montesilvano (PE), Classi III H e IV F. Studio del comportamento di gocce di vari liquidi su diversi materiali.

3° classificato: “CRIFYS ISS”, IIS “Leon Battista Alberti” di Abano Terme (PD), studenti Massimiliano Baldin, Filippo Bianco, Giacomo Lazzaro, Dario Marsella. Utilizzo della CRAYFIS (Cosmic RAYs Found In Smartphones) da installare su smartphones a bordo della ISS.

Area tematica “Resta collegato con un astronauta”

1° classificato: “Big brother in outer space”, Liceo “Peano-Pellico” di Cuneo, studenti Davide Fantini, Marco Olivero, Nicolò Parola, Arianna Valenza, Classe III E. Riproduzione in realtà virtuale immersiva degli effetti sugli astronauti dell’assenza di gravità e della vita nello spazio.

2° classificato: “Firma energetica ambientale”, ISS “Pitagora” di Pozzuoli (NA), Classi V Liceo scientifico e V ITI. Studio che permettere di conoscere l’impatto ambientale in termini di consumi energetici ed emissioni inquinanti; confronto con l’ambiente dell’astronauta per riflettere sul risparmio energetico e il contenimento dei consumi.

3° classificato: “ISS app”, Liceo scientifico “Antonio Meucci” di Ronciglione (VT), studenti Sabrina Alliu e Leonardo Saraconi, Classe IV B. Applicazione che permette ad un qualsiasi utente di entrare in contatto con un astronauta della ISS.

Area tematica “Robot, satelliti e astronauti alla conquista dell’universo”

1° classificato: “Space surveyor”, IISS “Augusto Righi” di Taranto, Classi III AA e III CA. Progetto di un piccolo modulo con un sistema di controllo remoto che possa sostituire gli astronauti durante le ispezioni esterne della Stazione spaziale.

2° classificato: “Philae e Rover Exomars alla conquista dello spazio profondo”, ITIS “Pietro Paleocapa” di Bergamo, Classe V ECN. Realizzazione di una copia scala 1:1 di Philae e di Rover Exomars con integrazione di una app per il controllo remoto dei due prototipi, con particolare attenzione alla trasmissione di segnali a lunga distanza (time lag).

Area tematica “Coltiva nello spazio per coltivare meglio sulla Terra”

1° classificato: “AE Space Herbs”, IS “Enrico Fermi” di Mantova, Classe IV C CH. Prototipo per effettuare coltivazioni idroponiche e aeroponiche nella Stazione spaziale utilizzabili anche in ambienti terrestri estremi.

2° classificato: “Project Scenedesmus”, Liceo “Don Milani” di Romano di Lombardia (BG), studenti Claudia Avizzano, Anita Ghislandi,  Adam Lafqih

Claudio Minelli, Salvatore Scigliano, Stefano Spolti, Clara Toffetti. Studio di alcuni ceppi algali per capire i loro adattamenti a diverse condizioni ambientali (in condizioni extraterrestri o all’interno di basi spaziali). Tecnologie simili potrebbero essere impiegate sulla Terra in ambienti estremi.

3° classificato: “Pollice Verde”, Liceo “Publio Virgilio Marone” di Meta (NA), Classi III A, IV B, V B. Il progetto prevede di coltivare nello spazio alcuni degli elementi costituenti la dieta mediterranea per migliorare le tecniche di coltivazione a terra e assicurare alle astronaute e agli astronauti una dieta alimentare di qualità. In particolare vengono affrontate tematiche relative alla conservazione nello spazio di cibi mediante l’uso di olio extra-vergine, valutando i migliori contenitori.

Persone con sindrome di Down, un valore aggiunto per la societa’

Redattore Sociale del 14-03-2018

Persone con sindrome di Down, un valore aggiunto per la societa’

Attraverso il tema scelto per il 2018 (“Il mio contributo alla società”) si vuole evidenziare il valore aggiunto che le persone con sindrome di Down portano nel mondo della scuola, del lavoro, del tempo libero e combattere i pregiudizi che le vedono ancora solo come persone da assistere. Aipd: “Molto c’è da fare”.

ROMA. Il 21 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata della sindrome di Down, una giornata che ha l’obiettivo di sfatare stereotipi e pregiudizi sulle persone che hanno questa sindrome approfondendone la conoscenza. La giornata, riconosciuta dalle Nazioni unite nel 2012, è stata istituita nel I° giorno di primavera per ricordare la caratteristica genetica alla base di tale sindrome (trisomia della coppia cromosomica 21).La sindrome di Down (sdD) è una condizione genetica, ancora di causa sconosciuta, diffusa in tutto il mondo. Attraverso il tema scelto per il 2018, “il mio contributo alla società”, (#WhatIBringToMyCommunity #WDSD18) si vuole evidenziare il valore aggiunto che le persone con sdD portano nel mondo della scuola, del lavoro, del tempo libero e combattere i pregiudizi che le vedono ancora solo come persone da assistere.

Negli ultimi 40 anni in Italia ci sono stati molti cambiamenti, si è allungata l’aspettativa di vita, tutti i bambini con sdD frequentano la scuola di tutti, è cresciuto il loro livello di autonomia e circa il 12% degli adulti ha un lavoro, grazie all’impegno di queste persone, delle loro famiglie e delle associazioni. E’ cresciuta anche la capacità di auto rappresentazione delle persone con sdD come è ben testimoniato dal recente film “Diritto ai diritti” prodotto da Aipd (2016 regia C. Angeli). Ancora molto però c’è da fare.

L’Associazione italiana persone Down e le sue 51 sedi distribuite sul territorio celebrano in vario modo la giornata sulle piazze, nei convegni, nei parchi, nei teatri. A sottolineare l’importanza dell’educazione all’autonomia di queste persone e per raccogliere fondi per tali progetti, verrà offerta sulle piazze una piantina di girasoli perché “Con i girasoli , giriamo soli! ”. Verrà inoltre presentata alle Nazioni Unite a New York nel convegno mondiale indetto per la giornata, l’esperienza di inserimento lavorativo realizzata in Italia e in Europa attraverso il progetto Valueable.

Dice Serena, una giovane donna con sdD: “Una persona Down ha la trisomia 21, cioè ha un cromosoma in più rispetto alle persone normali, ma la differenza secondo me non è poi così tanta. Io, dicendo questo ho capito di essere Down, ma mi considero una persona normale anche se mi ci vuole tempo a capire e a fare le cose. Io vorrei essere una farfalla per volare in alto e non fermarmi mai e andare sempre avanti per la mia strada che sarà molto scoscesa e ripida”.

Intervista a Paolino Marotta

Intervista a Paolino Marotta nuovo Presidente dell’ANDiS, Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici

di Maurizio Tiriticco

Fare il presidente di una associazione come l’Andis è certamente impegnativo: ma è più faticoso o più entusiasmante?

La fiducia che ha voluto accordarmi il Congresso rieleggendomi alla presidenza con il 75% dei voti mi impegna a proseguire l’azione già avviata nei riguardi della politica rispetto ad alcune proposte di modifica del quadro normativo riguardante la dirigenza scolastica. Si tratta senza dubbio di un incarico di grande responsabilità, certamente faticoso se consideriamo la dimensione e l’articolazione territoriale della nostra associazione e soprattutto il particolare momento di problematicità che attraversa la scuola e l’amministrazione all’interno di uno scenario a dir poco confuso e preoccupante. Penso di dover fare appello ancora una volta alla mia capacità di resilienza, ma ancor più alla collaborazione forte e competente di tanti colleghi che mi sono vicini, i componenti del direttivo nazionale uscente, il nuovo direttivo, i presidenti delle sezioni territoriali e i tanti amici esperti che ci supportano nell’elaborazione culturale e professionale e nelle attività di formazione. Ci metterò ancora passione e dedizione, perché sento molto la responsabilità di rappresentare un’associazione davvero importante. Come abbiamo affermato nel logo celebrativo del trentennale si tratterà ancora una volta di “appassionato impegno”.

Quali sono a suo parere le tre emergenze più serie che oggi la scuola deve affrontare?

Le indagini sugli apprendimenti (sia nazionali che internazionali) segnalano da tempo un sensibile ritardo del sistema scolastico italiano nel raggiungimento degli obiettivi educativi indicati dall’U.E., insieme ad altre importanti criticità come gli alti tassi di dispersione e di abbandono e la forte variabilità territoriale dei risultati di apprendimento tra Nord e Sud. Questo scenario dovrebbe spronare i decisori politici a realizzare un serio riassetto del nostro sistema di istruzione perché diventi più efficace, equo ed inclusivo. Bisognerebbe in ogni caso partire dal miglioramento della didattica (come sostiene l’INDIRE), favorire un approccio all’istruzione e alla formazione fondato su strategie capaci di rendere l’insegnamento maggiormente personalizzato e di collocare realmente lo studente al centro del processo educativo. La scommessa è quella di investire su una nuova figura di insegnante che sappia essere educatore attento ai modi di essere e di apprendere dei ragazzi del nostro tempo, ma anche capace di trasformare la lezione in una grande e continua attività laboratoriale. A fronte delle vecchie e nuove emergenze educative le politiche pubbliche dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi decenni non hanno fatto molto per affermare la centralità del ruolo della scuola né tanto meno per sostenere la dignità e il lavoro degli insegnanti, a partire dalla loro formazione e dal riconoscimento di un loro più elevato status socio-economico. Credo che sia proprio questa l’emergenza più grave, la mancanza di una visione sul futuro della scuola da parte dell’intera classe politica italiana.

Qual è la posizione dell’Andis sulla legge 107 e su come essa è stata attuata in questi due anni e mezzo?

Inizialmente l’ANDIS aveva accolto con favore l’impegno del Governo di rilanciare l’autonomia scolastica con un cospicuo stanziamento di risorse finanziarie ed un piano straordinario di immissioni in ruolo. Nel corso della formazione della legge 107, poi, ma ancor più nei primi due anni di attuazione, abbiamo dovuto rivedere questo giudizio segnalando a più riprese alcune carenze dell’impianto normativo e soprattutto le enormi criticità insorte in sede di applicazione. L’Associazione ha chiesto più volte al Ministero di garantire tempistiche sostenibili e di fornire alle istituzioni scolastiche indicazioni più coerenti e tempestive, suggerendo tra l’altro di organizzare sistematiche conferenze di servizio come occasione di diffusione di informazioni univoche e momenti di confronto tra i dirigenti scolastici e l’amministrazione.

Ci sono forze politiche che, non da oggi, parlano di cancellazione della legge. Ma la scuola ce la fa a reggere questi continui cambiamenti?

Nessuna delle forze politiche che hanno partecipato alle recenti elezioni ha sostenuto la cancellazione dell’intera legge. Il programma elettorale della coalizione di centro destra propone di abolire solo alcune parti della legge 107, come l’Alternanza. Il programma del Movimento 5 Stelle prevede dal canto suo l’abrogazione delle norme relative alla chiamata diretta dei docenti, agli ambiti territoriali, alla obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro. Aspettiamo intanto di vedere se nasce un governo e con quali prospettive. In ogni caso non ritengo che il prossimo Esecutivo, chiamato a rispondere a mille emergenze del Paese, abbia interesse a mettere mano all’impianto che la legge 107 ha così faticosamente implementato negli ultimi tre anni. Credo che non se lo augurino le scuole, e forse nemmeno gli insegnanti, che hanno tanto protestato contro le innovazioni introdotte dalla 107. Auspico che il nuovo Ministro dell’Istruzione voglia confrontarsi con le organizzazioni sociali che rappresentano le diverse categorie del personale della scuola, perché le soluzioni ai problemi sul tappeto ed eventuali correzioni dell’impianto esistente possano essere ricercate insieme, nell’interesse del bene comune, lasciando da parte logiche di bottega.

L’Andis è una associazione di dirigenti scolastici. La prospettiva di diventare anche un sindacato è del tutto assente oppure ogni tanto ci pensate?

Nei trent’anni di vita dell’associazione la questione è stata posta in diversi congressi, ma ogni volta la maggioranza dei delegati ha deciso che l’ANDIS dovesse conservare la sua natura associativa. Siamo stati sempre convinti di voler essere l’organismo professionale e culturale disegnato dal nostro Statuto per “sostenere e promuovere la modernizzazione della scuola della Repubblica e la qualità della sua offerta formativa; rappresentare e tutelare adeguatamente, nelle sedi opportune e nelle forme consone alla sua natura, gli interessi legittimi, la professionalità, la funzione e il prestigio dei dirigenti scolastici”. L’ANDIS ha sempre nutrito l’ambizione di poter essere la “casa comune” dei dirigenti scolastici, il luogo del confronto libero e democratico sui temi di natura culturale e professionale che attengono al dirigere le scuole. Siamo fermamente convinti che mai come oggi alla categoria vada presentato il valore dell’associazionismo professionale come alternativa all’isolamento ed anche alle diverse appartenenze sindacali, che spesso fanno perno sulla differenziazione delle posizioni piuttosto che sulla possibilità di condividere traguardi unitari nell’interesse della dirigenza scolastica.

Aggiornamento graduatorie d’istituto della terza fascia ATA. Da oggi presentazione delle domande per la scelta delle scuole

da Orizzontescuola

Aggiornamento graduatorie d’istituto della terza fascia ATA. Da oggi presentazione delle domande per la scelta delle scuole

di redazione

Oggi comincia il periodo per la presentazione del modulo D3 per la scelta delle 30 scuole per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto della  terza fascia ATA .

La scelta delle sedi è possibile solo per coloro che hanno presentato domanda di inserimento o aggiornamento per il triennio 2018/21 entro il 30 ottobre 2017.

NUMERO DI SCUOLE DA INSERIRE

E’ possibile inserire sino a 30 scuole della stessa e unica provincia cui è stato inviato il modello di domanda di inserimento/aggiornamento.

Nell’ambito delle 30 scuole è possibile inserire o meno la scuola destinataria del modello di domanda inviato precedentemente (la cosiddetta scuola capofila). Non c’è obbligo ad inserire la scuola capofila.

ASPIRANTI GIÀ INSERITI

Gli aspiranti, già inseriti nelle graduatorie di III fascia ATA, devono presentare una nuova domanda di scelta delle istituzioni scolastiche, anche in caso di conferma delle sedi già scelte nel precedente triennio.

MANCATO INVIO MODELLO SCELTA SEDI

Qualora il candidato non invii il modello di scelta delle sedi, tramite Istanze Online, sarà presente soltanto nelle graduatorie della scuola destinatari del modulo cartaceo di inserimento/aggiornamento.

ATA III fascia: dal 14 marzo al 13 aprile modello D3 scelta delle scuole, come iscriversi a Istanze Online. Nota Miur

Registro elettronico, a breve bando Miur per scuola primaria. Saranno stanziati 15 mln

da Orizzontescuola

Registro elettronico, a breve bando Miur per scuola primaria. Saranno stanziati 15 mln

di redazione

Sarà pubblicato a breve il bando Miur finalizzato ad introdurre in tutte le scuole primarie il registro elettronico.

Ne parla ItaliaOggi in un articolo pubblicato in data odierna (Foglio 1- pag. 53).

Il Bando è finanziato con le risorse dei fondi strutturali PON-FESR, che ammontano a 15 milioni.

Evidenziamo che il registro elettronico ha suscitato non poche polemiche, in quanto molte istituzioni scolastiche sono sono prive di connessione e/o di computer e tablet da fornire ai docenti, ai quali viene anche chiesto l’utilizzo di quelli personali.

La problematica, di cui sopra, è stata evidenziata nel succitata articolo anche dall’ANP, che ritiene necessario supportare l’introduzione del registro elettronico con risorse, infrastrutture e strumenti.

Scuole sempre aperte, nuova gara

da ItaliaOggi

Scuole sempre aperte, nuova gara

La Fedeli lancia due bandi Pon: 6.650 istituti si contendono 280 milioni aggiuntivi

Alessandra Ricciardi

Da Fioroni a Gelmini. E poi Carrozza e Fedeli. Le scuole sempre aperte sono state, con diverse denominazioni, uno dei cavalli di battaglia dei vari governi, di centrodestra e centrosinistra, per rilanciare il ruolo propulsivo della scuola come centro sociale ed educativo anche in ambito non prettamente scolastico. Operazione finanziariamente agevolata dalla possibilità di agganciare fondi europei e di sottoscrivere accordi di partnership con il privato. E che richiede però alle scuole lo sforzo della pianificazione e progettazione, che non sempre riesce, anche per la carenza a volte di risorse e competenze interne. Tanto che lo scorso anno su 6mila scuole potenziali vincitrici dei fondi Pon di «Scuole al centro» hanno risposto all’appello in 4.633. Il ministero dell’istruzione ci riprova ora con due bandi Pon dal valore complessivo di 280 milioni di euro, che dovrebbero raggiungere 6.550 scuole. I due avvisi Pon «Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento» 2014-2020 sono dedicati rispettivamente a progetti di inclusione sociale e lotta al disagio, 130 milioni di euro le risorse stanziate, e a progetti di potenziamento delle competenze di base in chiave innovativa, con risorse pari a 150 milioni di euro.

Con il primo avviso, le scuole statali di ogni ordine e grado, di tutte le Regioni italiane ad eccezione della Valle d’Aosta e della provincia autonoma di Trento destinatarie di un avviso specifico, potranno presentare progetti per attività extracurricolari per un monte totale di 220 ore (6 ore a settimana in più) che consentano di tenere gli istituti scolastici aperti nel pomeriggio, il sabato, nei tempi di vacanza, a luglio oppure a settembre. I progetti potranno riguardare laboratori di creatività, musica, arte, scrittura, teatro, educazione alimentare, ma anche le iniziative per il contrasto alla violenza nei contesti scolastici e quelle per la parità di genere e per la lotta al bullismo e alla discriminazione. Oppure rivolgersi ai genitori e alle famiglie (per questa tipologia si potrà tenere un solo corso).

Le scuole fino a mille studenti potranno ricevere finanziamenti fino a 40mila euro, quelle con più di mille studenti potranno ricevere fino a 45mila euro. Obiettivo: raggiungere 3mila istituti. Le domande di partecipazione, con i relativi progetti, potranno essere presentate dal 21 marzo al 9 maggio prossimi.

Il secondo avviso mette a disposizione 150 milioni di euro per il potenziamento delle competenze di base per tutte le scuole del primo e del secondo ciclo, con moduli da 30 o 60 ore. È però possibile realizzare moduli di durata inferiore anche nelle scuole dell’infanzia, al massimo di 30 ore. Sarà possibile attivare moduli di italiano, italiano per stranieri L2, lingua straniera, matematica, scienze. Nelle scuole dell’infanzia sarà possibile realizzare anche corsi di musica, sport ed espressione creativa.

I finanziamenti andranno da un minimo di 20 mila euro per le scuole dell’infanzia a un massimo di 45 mila euro per le scuole del primo e del secondo ciclo. Complessivamente i progetti consentiranno agli istituti un monte di ore aggiuntivo pari a 210 (circa 6 ore in più a settimana). Gli istituti comprensivi con sezioni dell’infanzia, quelli omnicomprensivi e i convitti nazionali potranno presentare due diversi progetti. Obiettivo in questo caso è coinvolgere circa 3.550 istituti. I progetti potranno essere presentati dal 19 marzo all’11 maggio.

I progetti devono essere deliberati dal collegio dei docenti e poi dal consiglio di istituto e provenire da istituti statali i cui conti dell’ultima annualità siano stati approvati dai revisori contabili. I progetti saranno valutati da una apposita commissione in base a criteri e punteggi prefissati.

Fa punteggio per esempio lo status socio-economico delle famiglie e il tasso di abbandono degli studenti.

Poi le graduatorie finali e l’aggiudicazione delle risorse.

Lega: elementari e medie vanno unite M5S: basta Invalsi e fondi alle paritarie

da ItaliaOggi

Lega: elementari e medie vanno unite M5S: basta Invalsi e fondi alle paritarie

I programmi, e le contraddizioni, dei due vincitori elettorali

Emanuela Micucci

Al nido a un anno e gratis, si potrà restare un anno in più alla materna. Un unico ciclo tra primaria e media con maestro e prof prevalenti. Pensa a una riforma dei cicli scolastici la Lega più che ad abolire la Buona Scuola. Nel programma elettorale di Matteo Salvini, infatti, non si parla di abrogazione della L.10 di Matteo Renzi. E neppure in quello del Movimento Cinque Stelle, che propone il «superamento della cosiddetta Buona Scuola» indicando tre priorità: piano assunzioni razionale in base al fabbisogno delle scuole, incremento della spesa pubblica per l’istruzione scolastica ed abolizione del precariato. ItaliaOggi ha confrontato i programmi dei due partiti usciti vincitori dalle elezioni.

Presupposto del modello educativo della Lega: rispettare tutte le fase evolutive del bambino. «Per questo occorre la modifica della legge in vigore consentendo oltre all’anticipo dell’età scolare deroghe sull’entrata ritardata», sottolinea Poiché c’è una «profonda differenza di disponibilità di accogliere l’insegnamento» tra bambini nati nella prima e nella seconda parte dell’anno. Alla scuola dell’infanzia, inoltre, si dovrà favorire l’accesso del bimbo al patrimonio culturale del territorio e, attraverso il gioco, inserire un primo approccio con le lingue straniere.

«La suddivisione tra scuole elementari e medie è superata e viene introdotta un’unica sessione scolastica», in cui ha particolare importanza la figura del «professore responsabile», con doti di educatore prevalente e chiaramente identificabile. Alle medie sarà «uno solo» e seguirà la classe per tutta la durata degli studi, affiancato dagli insegnanti delle materie specifiche. Si dovrà occupare delle materie principali. Si scopre così che per la Lega le discipline principali sono italiano, storia, geografia e scienze. Non matematica né inglese, che rientrano tra quelle specifiche al pari di discipline sportive, discipline artistiche musica e delle altre. «Dopo aver studiato alle elementari, alle medie e in un istituto superiore», sostiene il partito di Salvini, «qualunque giovane deve già essere in grado di operare correttamente all’interno di una professione». Così, la scuola superiore «smette quindi di rappresentare una fase di passaggio in attesa della formazione universitaria, e diviene invece una porta reale verso il mondo lavorativo e l’espressione di un talento», senza «cercare la laurea a tutti i costi».

L’alternanza scuola-lavoro di qualità e «sul modello tedesco soprattutto per gli istituti tecnici e professionali». La riforma dei cicli scolastici parte, però, con l’asilo nido, il Giardino dell’infanzia per i bimbi tra i 12 e i 36 mesi, gratuito. Qui però la Lega si contraddice. La frequenza gratuita è subordinata al reddito, che prima è fissato fino a 60 mila euro poi sotto i 50 mila lordi, e la priorità di accesso è prima data alle mamme che lavorano e che sono residenti nel comune da più di 5 anni e dopo all’occupazione di entrambi i genitori, mentre il requisito dei 5 anni riguarda solo la residenza in Italia delle mamme straniere.

A regime e in base a misure progressive, un buono scuola di 7 mila euro affidato ai genitori «affinché possano scegliere la migliore struttura formativa per i figli». Contro bullismo e cyberbullismo arriveranno sanzioni amministrative nei regolamenti scolastici, premialità sotto forma di borse di studio per gli studenti che denunciano i bulli e videocamere. Nel capitolo sul rapporto con gli islamici, la Lega parla di «bocciatura per gli studenti che rifiutano di partecipare a determinate materie obbligatorie o che rifiutano il dovuto rispetto per i superiori di sesso femminile».

La scuola made in M5S, invece, prevede una revisione degli enti formativi dell’istruzione professionale secondaria (IeFp) e degli istituti tecnici superiori (Its). Luigi di Maio punta a massimo 22 alunni per classe (20 in presenza di un alunno disabile), a ripristinare e potenziare il tempo pieno, le compresenze e la programmazione in team, a promuovere la didattica innovativa e interdisciplinare e progetti educativi curricolari ed extracurricolari che valorizzano gli aspetti applicativi e le competenze pratiche, le attività espressive e sportive. Per le sfide dei cittadini di domani «saranno fondamentali l’educazione civica, ambientale, alimentare e l’educazione alle emozioni, all’affettività, alla parità di genere e alla sessualità consapevole». Su queste incentrerà la formazione iniziale dei docenti. L’alternanza scuola-lavoro non sarà più obbligatoria, ma si promuoveranno «percorsi formativi più ampi, configurati come un’azione di apprendimento nel territorio».

Il partito guidato da Luigi Di Maio promette di modificare la Legge 62/2000 sulla parità scolastica e abolirà i finanziamenti alle paritarie, facendo però «salvi i finanziamenti per asili nido e scuola dell’infanzia nonché per istituzioni private in ossequio alla sussidiarietà orizzontale, di cui all’articolo 118, comma 4 della Costituzione».

Saranno eliminate le prove Invalsi dagli esami e revisionato loro ruolo e natura degli altri test. Stop al voto numerico, sarà estesa la valutazione per competenze attraverso una loro certificazione annuale.

Contratto, il Mef ha detto sì

da ItaliaOggi

Contratto, il Mef ha detto sì

Ora si attende il varo del Consiglio dei ministri e della Corte dei conti. Poi la firma finale

Marco Nobilio

Il ministero dell’economia ha dato l’ok all’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola. Si attende a breve il placet del Consiglio dei ministri e della corte dei conti e, dopo la sottoscrizione definitiva da parte dell’Aran e dei sindacati rappresentativi del comparto (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams), il ministero dell’economia procederà con un’emissione speciale che dovrebbe consentire a docenti e Ata di incassare gli aumenti e gli arretrati ad aprile. Emissioni che sono quasi pronte, così da non perdere ulteriore tempo quando il contratto sarà operativo. L’ipotesi è stata siglata solo da Cgil, Cisl e Uil. Ma anche se Snals e Gilda-Unams dovessero rifiutare di firmare pure il contratto definitivo, l’accordo dispiegherà regolarmente i suoi effetti.

Il decreto legislativo 165/2001, infatti, prevede che, affinché il contratto possa essere considerato valido, è sufficiente che i sindacati firmatari, tutti insieme, vantino un tasso di rappresentatività superiore al 50% +1. Ed è proprio il caso di Cgil, Cisl e Uil, che, sommati insieme, superano largamente tale soglia. Dunque, è giunto alle battute finali l’iter di approvazione del nuovo contratto della scuola. Che peraltro conferma l’impianto normativo del precedente contratto modificando solo alcune parti relative alle relazioni sindacali e della mobilità. E che si configura sostanzialmente come un contratto di natura meramente economica.

L’accordo prevedeun aumento netto medio di circa 50 euro, a cui si aggiugnono gli 80 euro del bonus per i redditi medi, e lascia intatte le regole sulla prestazione e sui permessi e le assenze. Quanto alle novità sulle relazioni sindacali introdotte dal nuovo contratto, va segnalata anzitutto la triennalizzazione della contrattazione integrativa sulla mobilità. Che fino ad ora è sempre avvenuta con cadenza annuale. Ogni contratto sulla mobilità a domanda, dunque, avrà validità triennale.

Nessuna modifica, invece, per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni. Un altro cambiamento importante è costituito dalla contrattualizzazione dei criteri per l’assegnazione dei soldi del cosiddetto merito, previsti dalla legge 107/2015, che avverrà a livello di contrattazione di istituto.

E infine, una novità assoluta è costituita dal confronto: una nuova forma di relazione sindacale espressamente prevista dall’articolo 6 dell’ipotesi dei contratto. Secondo l’intenzione delle parti, il confronto dovrebbe essere la modalità attraverso la quale dovrebbe instaurarsi un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’amministrazione intende adottare.

Il confronto si avvierà mediante l’invio ai soggetti sindacali degli elementi conoscitivi sulle misure da adottare. A seguito della trasmissione delle informazioni, amministrazione e sindacati si incontreranno, ma solo se, entro 5 giorni dall’informazione, il confronto sarà richiesto da questi ultimi, anche singolarmente o dall’amministrazione.

La regolazione delle sanzioni disciplinari dei docenti avverrà, invece, in un’apposita sequenza contrattuale che si terrà entro il prossimo mese di luglio. Durante la sessione negoziale che ha portato alla firma dell’ipotesi di contratto il 9 febbraio scorso, infatti, parti hanno preso atto che la materia è troppo delicata e complessa per essere definita in una trattativa lampo, come è stata quella dell’ultimo rinnovo, e hanno deciso di definirne i tratti in occasione di una sessione negoziale a parte. E lo hanno messo nero su bianco nell’articolo 29 dell’ipotesi di contratto del 9 marzo.

La sequenza contrattuale riguarderà solo i docenti della scuola statale (e non quelli delle accademie e dei conservatori). E sarà finalizzata alla definizione «della tipologia delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni, nonché l’individuazione di una procedura di conciliazione non obbligatoria». L’articolo 29 contiene, inoltre, una raccomandazione a non ledere il principio della libertà di insegnamento.

La compilazione del regolamento delle sanzioni, infatti, dovrà tenere conto del fatto che «il soggetto responsabile del procedimento disciplinare deve in ogni caso assicurare che l’esercizio del potere disciplinare», recita l’art. 29, «sia effettivamente rivolto alla repressione di condotte antidoverose dell’insegnante e non a sindacare, neppure indirettamente, la libertà di insegnamento».

Infine, l’ultima novità da segnalare riguarda la mobilità a domanda. Il nuovo contratto prevede che i docenti che otterranno il trasferimento o il passaggio nella sede richiesta, acquisendone la titolarità, non potranno presentare domanda di trasferimento o passaggio per i tre anni successivi. La preclusione non vale per i titolari su ambito che abbiano ottenuto un incarico triennale su sede, che potranno continuare a partecipare, anno per anno, alla mobilità a domanda ai fini dell’attribuzione di una sede di titolarità. Ma quando la otterranno, dovranno rimanere in tale sede per 3 anni prima di riacquisire il diritto a partecipare alla mobilità a domanda (trasferimenti e passaggi).

Contratto scuola, c’è il via libera del MEF: aumenti ed arretrati ad aprile

da La Tecnica della Scuola

Contratto scuola, c’è il via libera del MEF: aumenti ed arretrati ad aprile

Seconda edizione del programma “Scuole Innovative”

da La Tecnica della Scuola

Seconda edizione del programma “Scuole Innovative”

I tempi lunghi del concorso DS

da Tuttoscuola

I tempi lunghi del concorso DS

Tra meno di due mesi, dunque, il Miur dovrebbe pubblicare la batteria di quesiti (4 mila) da cui saranno estratti i cento da utilizzare per selezionare il 29 maggio 8.700 candidati che accederanno alla prova scritta del concorso per l’assunzione di nuovi dirigenti scolastici. Il condizionale è d’obbligo in assenza di informazioni sullo stato dei lavori del Comitato incaricato di elaborare la batteria di quesiti.

Se non vi saranno nuovi rinvii (ci si aspettava la pubblicazione in questi giorni) a quella data saranno trascorsi quasi sei mesi dall’uscita del bando che prevede, appunto, la prova preselettiva.

Un ritardo che potrebbe avere conseguenze sull’intera tempistica del concorso DS.

A questo punto non si può non ritornare a poco meno di un anno fa, quando nella seconda tornata di pareri, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) aveva espresso parere contrario all’introduzione di una batteria di quesiti per la preselezione (non prevista l’anno precedente nella prima versione del regolamento per il concorso).

Il parere contrario era motivato dalla negativa esperienza di contenziosi che avevano accompagnato altre procedure concorsuali. Il CSPI aveva, quindi, proposto di soprassedere alla predisposizione e pubblicazione della batteria di quesiti per la prova e di passare direttamente all’adozione dei 100 quesiti proposti contemporaneamente a tutti i candidati.

Era una proposta di buon senso che, tuttavia, il Miur aveva ignorato, ottenendo l’approvazione del Consiglio di Stato che aveva condiviso la giustificazione del Ministero, secondo cui “la proposta non consente di assicurare la contemporaneità della prova in caso di un numero di candidati superiore alle postazioni disponibili per l’espletamento della prova medesima”.

Si era trattato di una strana giustificazione che oggi mostra le conseguenze negative di una procedura che tarda troppo a decollare.

PiGreco Day

PiGreco Day, centinaia le scuole pronte a sfidarsi on line. Il 14 marzo festa con numeri e formule anche al Miur

Il MIUR di nuovo in festa con la matematica! Ritorna il PiGreco Day, la giornata dedicata alla costante matematica più famosa del mondo. Anche quest’anno sono centinaia le scuole di tutta Italia, dalla primaria alla secondaria di II grado, che si sfideranno in diretta s

treaming il 14 marzo, a partire dalle 9.30. Una sfida che si terrà in contemporanea anche al MIUR dove una delegazione di studentesse e studenti sarà impegnata a rispondere ai quiz nel minor tempo possibile.

Il 14 marzo è ormai una data simbolo con iniziative promosse in tutto il mondo per rendere omaggio al Pi Greco che indica il rapporto tra la circonferenza e il diametro del cerchio. Una data che è stata scelta dalla combinazione anglosassone di anteporre il mese al giorno: il 3 per indicare marzo, e il 14 per indicare il giorno. Due numeri che letti in sequenza corrispondono al Pi Greco approssimato.
L’iniziativa al MIUR, che si terrà presso il Salone della Comunicazione, è alla sua seconda edizione e vuole essere l’occasione per avvicinare tutte le ragazze e i ragazzi alla matematica. Il PiGreco Day è promosso dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici con il contributo organizzativo di “Spettacoli di Matematica APS”, in collaborazione con Redooc.

Alla sfida possono partecipare tutte le scuole. Una circolare del MIUR è stata inviata agli istituti con le indicazioni per l’iscrizione e le gare.

Presso il Salone della Comunicazione saranno presenti 12 scuole campione che si sfideranno in un gioco a colpi di matematica con squadre di quattro alunne e alunni per istituto. Le altre scuole italiane, on line, organizzate in classi di max 30 studentesse e studenti, giocheranno a risolvere nell’arco della giornata il maggior numero di quesiti per conquistare il punteggio più alto possibile. A fine giornata vinceranno un premio le tre scuole (primaria, media e superiore) che, appunto, avranno totalizzato più punti.

Per il PiGreco day al MIUR non mancheranno le sorprese: ci sarà la presentazione ufficiale del film “La Direzione del Tempo”, la pellicola è coprodotta dalla Rai e sarà da marzo in distribuzione in tutte le scuole secondarie di II grado. Nel corso della mattinata, sempre al Miur, interverrà con un video saluto anche la professoressa Lorella Carimali che proprio il 14 marzo partirà per Dubai in rappresentanza dell’Italia tra i 50 docenti migliori al mondo scelti tra più di 40mila candidati di 173 Paesi, per il Global Teacher Prize .