Certificare come…

Certificare come…

di Maurizio Tiriticco

…e perché! Che bello quando a scuola gli insegnanti assegnavano compiti per casa o da svolgere in aula, (non in classe, perché la classe indica la “classe di età” degli alunni! Ma la confusione semantica impera da sempre), poi interrogavano, correggevano, “mettevano i voti” sul registro… sempre senza farsi vedere! Il mistero regnava sovrano, rotto soltanto da quei colloqui con le famiglie, quando finalmente i registri venivano aperti e i voti comunicati, sì, ma solo ai genitori, in quanto responsabili dello sviluppo/crescita e dell’EDUCAZIONE dei figli! Alla scuola spettava soltanto, e rigorosamente, l’ISTRUZIONE! E il ministero è, appunto, il Ministero dell’ISTRUZIONE! Solo con il fascismo era stato rinominato ”Ministero dell’EDUCAZIONE Nazionale”! Il Duce non scherzava! Il regime non poteva limitarsi ad ISTRUIRE soltanto! Doveva anche EDUCARE ai valori, ovviamente a quelli del fascismo e del regime che aveva instaurato nel Paese.

Io quel periodo me lo sono “sorbito” tutto, come si suol dire! Ecco uno dei temi che ero tenuto a svolgere: “Leggi attentamente il brano del discorso che il Duce ha tenuto il 5 settembre 1935, anno XIII dell’Era Fascista, e rielabora il contenuto con parole tue, dopo un confronto con i tuoi compagni di classe. Oggi, poiché nella scuola passano tutti gli Italiani, è necessario che essa, in tutti i suoi gradi, sia intonata a quelle che sono le esigenze spirituali, militari ed economiche del Regime. Bisogna che la scuola, non soltanto nella forma, ma soprattutto nello spirito, che è il motore dell’universo e la forza primordiale dell’umanità, sia profondamente fascista in tutte le sue manifestazioni”. In effetti, il tema era già… svolto!!! E l’alunno, o meglio il bravo balilla, non doveva fare altro che replicare all’infinito le indicazioni del tema.

Tanta acqua, fortunatamente, è passata sotto i ponti ed oggi la scuola non solo è tenuta ad istruire – compito prioritario – ma anche ad adoperarsi perché gli studenti non si limitino ad “imparare”, ma raggiungano anche e soprattutto determinate competenze! E’ un impegno che abbiamo assunto con quel dpr 275/99, quando abbiamo varato l’autonomia delle istituzioni scolastiche, Al comma 2 dell’articolo 1 leggiamo: “L’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di EDUCAZIONE, FORMAZIONE e ISTRUZIONE mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il SUCCESSO FORMATIVO, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”.

Alla scuola spetta quindi non solo il compito di ISTRUIRE in ordine a date discipline, ma anche di FORMARE la persona ed EDUCARE il cittadino. Un compito complesso, quindi, le cui finalità non sono solo la padronanza disciplinare (l’istruzione), ma anche la progressiva maturazione della persona (la formazione) e la responsabilità civica (l’educazione). In tale scenario – nuovo, rispetto a ciò che la scuola da sempre si prefigge – anche il processo valutativo si è arricchito. I voti attribuiti alle singole discipline e le medie conseguite a fine trimestre costituiscono solo un fattore, ovviamente fondante, ma non più esclusivo e determinante ai fini delle decisioni valutative che un insegnamento collegiale è tenuto ad adottare

Le conoscenze vanno utilizzate e presumono date abilità, sostenute da capacità mirate. Un esempio banale, ma calzante: un neonato ha le gambe, quindi ha la possibilità o CAPACITA’ di camminare, ma la relativa ABILITA’ la conseguirà solo intorno ad un anno di età! Rimanendo nell’esempio, se il nostro bambino, una volta cresciuto, corre i 100 metri in 10 secondi o poco più, potremmo dire che è addirittura COMPETENTE.

Ma quanto detto che cosa c’entra con la scuola, che oggi si deve cimentare non solo con le CONOSCENZE, ma anche con le ABILITA’ e perfino con le COMPETENZE? La competenza, quindi, consiste in un uso mirato, originale e produttivo di un dato corredo di conoscenze e abilità, più spesso pluridisciplinari che disciplinari. E potremmo anche dire che le conoscenze SI MISURANO, le abilità SI VALUTANO; le competenze SI CERTIFICANO. La cosiddetta conta degli errori è sempre l’esito di un’indagine misurativa ed ha un carattere oggettivo. La valutazione va oltre la conta degli errori. Un esempio banale: Antonio ha scritto un tema di mezza paginetta con dieci errori grammaticali; Luisa ha scritto un romanzo bellissimo con dieci errori grammaticali; l’esito della misurazione è il medesimo, ma la valutazione, ovviamente, no! E potremmo anche dire che Luisa è COMPETENTE in materia di produzione linguistica! Ma in matematica è una frana! Assolutamente incompetente!

Potremmo allora concludere che le conoscenze si misurano, le abilità si valutano e le competenze si certificano! In un crescendo che vanno dal primo all’ultimo giorno di scuola, come si suol dire!

Sì a nuovo contratto ed aumento stipendi a docenti ed ATA da parte del Consiglio dei Ministri

da Orizzontescuola

Sì a nuovo contratto ed aumento stipendi a docenti ed ATA da parte del Consiglio dei Ministri

di redazione

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via all’ipotesi di contratto firmato da Ministero dell’istruzione e sindacati. Adesso il testo passa alla Corte dei Conti per il via definitivo. La Ministra l’ha definito un “atto di responsabilità nei confronti di oltre un milionedi dipendenti dei settori della conoscenza”

Dopo il via libera di oggi in Consiglio dei Ministri, il contratto del comparto del settore ‘Istruzione e Università’, rinnovato lo scorso febbraio dopo oltre otto anni di attesa, può essere ora trasmesso alla Corte dei Conti per la validazione definitiva, preliminare alla sua concreta applicazione. Ancora una volta abbiamo agito con profondo senso di responsabilità per riconoscere professionalmente ed economicamente il lavoro di oltre un milione di dipendenti impegnati ogni giorno nei settori della conoscenza, fianco a fianco con le nostre giovani e i nostri giovani, centro della loro azione”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

Il nuovo contratto, siglato lo scorso 9 febbraio, si riferisce agli anni 2016, 2017 e 2018 e coinvolge 1.191.694 dipendenti, oltre un milione nella sola scuola, 53.000 nelle Università (esclusi le docenti e i docenti universitari), 24.000 negli Enti di ricerca e 9.500 nell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Tra le novità previste, incrementi stipendiali, ma anche regole innovative per migliorare l’organizzazione del lavoro e le relazioni sindacali e tutelare e riconoscere l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori.

Questo nuovo contratto apre una nuova era di valorizzazione del ruolo di chi opera nei settori della conoscenza. Ma è un punto di partenza, non un traguardo raggiunto e da archiviare. Bisogna continuare a impegnarsi per garantire continuità didattica alle nuove generazioni, stabilità, riconoscimento professionale e condizioni di lavoro dignitose alle dipendenti e ai dipendenti. In una società e in un’economia della conoscenza, come sono quelle in cui viviamo, l’investimento sul sapere è fondamentale per garantire alle giovani, ai giovani e al Paese un futuro di qualità”, ha concluso la Ministra.

Paritarie, assegnati 493,5 milioni

da Il Sole 24 Ore

Paritarie, assegnati 493,5 milioni

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto per l’assegnazione delle risorse destinate alle scuole paritarie, che ammontano quest’anno a 493.562.302 euro. Al contempo il Miur sta portando avanti il lavoro tecnico che consentirà alle scuole paritarie di accedere ai fondi del Programma Operativo Nazionale Pon Istruzione, in attuazione della legge di stabilità per il 2017 che, all’articolo 1, prevede l’accesso al Pon sia per le scuole statali che, appunto, per le paritarie. Il primo passo è stato già fatto a luglio del 2017, con la proposta di modifica dell’accordo di partenariato in sede europea. Modifica perfezionata dalla Commissione Ue lo scorso 8 febbraio. Soddisfatto il sottosegretario, Gabriele Toccafondi: «Bene, abbiamo invertito rotta. Il nostro governo ha creduto molto nel sistema scolastico paritario. L’auspicio è che il prossimo governo prosegua su questa strada».

Le altre novità
Nel frattempo, come previsto dalla procedura, la modifica dell’Accordo di Partenariato e del Programma operativo è stata illustrata nell’incontro con le parti sociali del 14 marzo scorso. La proposta di modifica del Pon da parte del ministero è stata discussa il giorno successivo, 15 marzo, nella riunione del Gruppo Istruzione della Commissione Europea e potrà essere attuata e approvata in sede di Comitato di Sorveglianza nella prossima seduta. Intanto tutti gli Avvisi finora emanati dopo l’approvazione della norma di legge (dal 1° gennaio 2017), incluso l’avviso prot. n. 4395 del 9 marzo 2018 «Scuola al centro», prevedono, in attesa delle modifiche necessarie, la riserva di una quota di risorse per le scuole paritarie (pari alla percentuale del numero di studentesse e studenti delle scuole paritarie).

Scuola, al Sud nove maestre su dieci senza cattedra. Anche se hanno vinto il concorso

da la Repubblica

Scuola, al Sud nove maestre su dieci senza cattedra. Anche se hanno vinto il concorso

Primarie e infanzia non riescono ad assumere nelle regioni meridionali: sono gli iscritti (quasi tutte donne) nelle graduatorie di merito. Gli stabilizzati oscillano tra il 9 e il 17 per cento. E accusano: “Il nostro posto preso dalle immigrate di ritorno e dalle diplomate magistrali”

ROMA – La scuola dell’infanzia e quella elementare non riescono ad assumere al Sud. Nella fase di docenza più critica per il sistema italiano, con alunni dai tre ai dieci anni, si riaffaccia una terza categoria di “senza lavoro”, nonostante gli obblighi di legge a carico dello Stato. Sono gli iscritti (nella quasi totalità donne) alle Graduatorie di merito, le Gm. Con un documento prodotto dal Conavincos che li rappresenta – è il Coordinamento nazionale vincitori del concorso scuola 2016 – a due anni dai decreti concorsuali la situazione delle cattedre assegnate per l’infanzia e la primaria è desolante: su 6.228 vincitori, ci sono 5.463 non assunti. L’88 per cento.

Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, gli stabilizzati (dati 2017) sono il 17,55 per cento in Campania, il 12,82 per cento in Puglia, il 15,21 per cento in Calabria e addirittura il 10,91 per cento in Sicilia (49 assunti su 449 vincitori). Per gli insegnanti delle scuole elementari i dati sono ancora peggiori. In Campania è stato assunto l’11,10 per cento di chi ha vinto il bando, in Puglia si scende al 9,34, in Sicilia è l’11,71 per cento e in Calabria l’11,72.

La situazione si ripropone identica a quella delle Gm 2012, il concorso scuola del ministro Profumo: vincitori di gara eppure senza cattedra. Allora, tutto, era ulteriormente ingolfato dalla presenza degli idonei non vincitori. La situazione resta pericolosa: per legge le graduatorie di merito si rinnovano a ogni nuovo concorso e le precedenti decadono. Il successivo bando nazionale – superati quelli mirati su alcune categorie, da realizzare quest’anno – è previsto nel 2019. E la prossima stagione 5.463 maestre e maestri potrebbero ritrovarsi senza un lavoro certo e senza la possibilità di ottenerlo.

Gli iscritti al Conavincos hanno un moto di stizza nei confronti della corsa al rientro nelle sedi di insegnamento meridionali: “Gli assunti in ruolo con la Legge 107 del 2015, trasferiti al Nord, ricorrono per ritornare al Sud andando ad occupare i nostri posti messi a bando”, scrivono. Più forte ancora è il risentimento nei confronti dei diplomati magistrali “che hanno invaso le Graduatorie a esaurimento grazie ai Tar” e oggi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, “denunciano un fittizio licenziamento quando non hanno vinto alcun concorso. Molti sono senza l’abilitazione della laurea in Scienze della Formazione primaria, altri hanno sfoderato dal cassetto un diploma senza essere mai entrati nella scuola e non vogliono spiegare che per ottenere il ruolo hanno firmato una clausola rescissoria legata proprio al giudizio dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato”.

Ecco, le categorie dei non assunti delle scuole iniziali – o assunti e pronti a essere spinti nuovamente nel girone delle supplenze – sono di nuovo tre: gli storici iscritti alle Graduatorie Gae tenuti fuori dalle assunzioni straordinarie della Buona scuola, le Gae infanzia appunto, quindi i diplomati magistrali e ora, cinque anni dopo, nuovamente le Gm, iscritte alle graduatorie di merito.

Il programma della Lega per il rientro al Sud e la ricongiunzione familiare per tutti i maestri emigrati sembra un enunciato senza possibilità. Dicono al Conavincos: “Siamo nel pieno diritto della cattedra, insieme agli iscritti nelle Gae, eppure siamo ancora disoccupati. Molti di noi sono a casa, senza supplenze. Ci sembra palese la volontà del ministero dell’Istruzione di non assegnare il ruolo ai vincitori di concorso entro i tre anni previsti”. Le Gm 2016 continuano a mobilitarsi: “Bloccheremo ogni azione politica interessata a danneggiare i nostri diritti. Non siamo noi a creare la guerra tra poveri, siamo noi stessi i poveri, coloro che continuano a subire un grave sopruso”.

Concorso docenti abilitati, 180 giorni di servizio validi fino al 22 marzo

da La Tecnica della Scuola

Concorso docenti abilitati, 180 giorni di servizio validi fino al 22 marzo

Concorso docenti abilitati 2018: prorogata la scadenza per l’invio delle domande

da Tuttoscuola

Concorso docenti abilitati 2018: prorogata la scadenza per l’invio delle domande 

Alla fine il Miur ha ceduto e, proprio a causa dell’alta concentrazione di domande arrivate per partecipare al concorso docenti abilitati 2018, ha prorogato i termini per l’invio. Non più il 22 marzo alle 23.59 quindi: il nuovo termine è fissato per il 26 marzo alle 14.00. Ne ha dato notizia lo stesso Ministero dell’Istruzione con una nota inviata nella serata dello scorso 20 marzo.

Concorso docenti 2018: leggi di seguito l’avviso del Miur

Ad aver richiesto la proroga per l’invio delle domande per partecipare al concorso docenti abilitati 2018 sono stati nei giorni scorsi docenti e sindacati. Il problema pare che stia nella difficoltà riscontrata da molti al momento di caricare la domanda su Istanze OnLine. Un problema serio, perché ad intasare il sistema contribuirebbe pure il fatto che i docenti che vogliono partecipare al concorso non sono gli unici che stanno utilizzando il portale. Con loro anche gli aspiranti supplenti ATA che stanno effettuando in questi giorni la scelta delle scuole con il modello D3 e che pare stiano riscontrando gli stessi problemi con un’unica differenza: per loro il termine per l’invio del modello D3 è fissato al 13 aprile.

 

Giornata Mondiale dell’Acqua

Otto tra studentesse e studenti, rappresentanti di altrettante scuole del nostro Paese, partecipano all’ottavo Forum Mondiale dell’Acqua, il più grande evento internazionale dedicato alle risorse idriche, in programma a Brasilia dal 18 al 23 marzo 2018.

Si tratta delle vincitrici e dei vincitori di “WATER-HACK”, il primo hackathon della scuola italiana interamente dedicato a questo tema, organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a settembre 2017, nell’ambito dell’evento “Rules of Water, Rules for Life”.

A Brasilia, le nostre studentesse e i nostri studenti sono stati protagonisti dello Youth Forum, un appuntamento interamente dedicato alle giovani e ai giovani e al tema dell’Acqua come elemento chiave dello sviluppo. Partendo dagli obiettivi dell’Agenda Globale 2030 per lo sviluppo sostenibile, le nostre delegate e i nostri delegati hanno lavorato e collaborato, per oltre due giorni, con oltre 50 giovani, rappresentanti di 20 Paesi e di oltre 30 organizzazioni giovanili impegnate nel settore. Hanno avuto inoltre la possibilità di confrontarsi con mentori ed esperti internazionali di risorse idriche delle principali organizzazioni internazionali.

Le studentesse e gli studenti italiani hanno così partecipato, da protagonisti, a tutte le fasi di stesura dello Youth Statement, la Dichiarazione ufficiale dei Giovani sull’Acqua, presentata al successivo incontro ministeriale del Forum, davanti a comunità e decisori politici di tutto il mondo.

L’obiettivo della Dichiarazione è rafforzare e comunicare il punto di vista delle ragazze e dei ragazzi sulle priorità relative alla gestione dell’Acqua a livello locale, regionale e globale e suggerire soluzioni per rispondere alle sfide che minacciano le risorse idriche del nostro pianeta.
Grazie alla presenza all’interno della delegazione del MIUR di un rappresentate del centro UNESCO per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali (WWAP), le nostre studentesse e i nostri studenti hanno assistito al lancio e alla presentazione dell’edizione 2018 del Rapporto sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali, intitolato “Soluzioni basate sulla Natura per l’Acqua”, la voce dell’ONU su questo tema cruciale.

Il 21 marzo la delegazione del MIUR è stata ricevuta, presso la nostra ambasciata, dall’Ambasciatore Italiano in Brasile Antonio Bernardini, ulteriore testimonianza del ruolo attivo svolto dalle nostre ragazze e dai nostri ragazzi in questa intensa missione sudamericana.

Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico: approvazione e pubblicazione graduatorie regionali delle proposte progettuali degli Istituti scolastici

Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020.
Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE) – Obiettivo specifico – 10.2 – “Miglioramento delle competenze chiave degli allievi” – Azione 10.2.5 – Azioni volte allo sviluppo delle competenze trasversali con particolare attenzione a quelle volte alla diffusione della cultura imprenditoriale, concernente il potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico – Prot. n. AOODGEFID/4427 del 02.05.2017.
Approvazione e pubblicazione graduatorie regionali delle proposte progettuali degli Istituti scolastici.

Prot. 7665 del 22 marzo 2018