Una nuova tecnica sconfigge il glaucoma

Il Giorno del 25-03-2018

Una nuova tecnica sconfigge il glaucoma

MILANO. Lo chiamano il killer silenzioso della vista perché molti non si accorgono di averlo e arrivano dall’oculista quando la situazione è fortemente compromessa. È il glaucoma, che colpisce 55 milioni di persone al mondo, un milione 200 mila solo in Italia, ma si stima che il 50 per cento di essi non sappia di soffrirne: si tratta di portatori inconsapevoli che sfuggono alla diagnosi. Sono individui che perdono autonomia e autosufficienza, senza spiegarsi il perché, e non sono più in grado di fare cose semplici, come per esempio attraversare la strada da soli. Sono soggetti a cadute nel 45 per cento dei casi, che determinano infortuni per il 33 per cento e depressione (11 per cento). Ma è una malattia che oggi si può curare con successo. Le novità nel trattamento di questa patologia sono state al centro del Congresso internazionale dell’Associazione italiana per lo studio del glaucoma (Aisg), che si è tenuto a Milano nei giorni scorsi, durante la settimana mondiale dedicata dall’Oms a questo grave problema della vista.
Ne parliamo con il professor Stefano Miglior (nella foto), direttore della Clinica Oculistica, Policlinico di Monza, università Milano Bicocca e presidente del Convegno organizzato dalla società Formazione ed Eventi guidata da Isabella Palombo.

Professor Miglior, quali sono le principali novità?
«La vera grande novità è poter curare il tipo di glaucoma ‘ad angolo chiuso’ con lo stesso intervento che si esegue per la cataratta. La tecnica è quella della facoemulsificazione, ovvero la rimozione del cristallino con la frammentazione a ultrasuoni e la sostituzione con il cristallino artificiale. Così si può gestire spesso in maniera risolutiva il glaucoma ad angolo chiuso e addirittura dire addio ai farmaci».

Che cosa è il glaucoma ad angolo chiuso?
«Si tratta di una forma particolare di glaucoma, relativamente frequente, che interessa in particolare gli occhi ipermetropi, che sono più corti e piccoli degli occhi normali. Viene provocato da cause meccaniche che determinano una chiusura dell’angolo irido-corneale, impedendo all’umore acqueo di essere eliminato dall’occhio».

Quindi?
«Quindi si verifica un blocco pupillare relativo. Infatti quando l’umore acqueo ha difficoltà ad attraversare la pupilla, si accumula nella camera posteriore dell’occhio spingendo in avanti l’iride, causando l’apposizione dell’iride alla cornea e chiudendo l’angolo irido-corneale».

Come si “rompe” questo blocco pupillare?
«Si crea una seconda “pupilla”, cioè un altro passaggio tra la camera posteriore e la camera anteriore dell’occhio per far passare l’umore acqueo con un intervento laser, l’iridotomia, che si esegue ambulatorialmente. Ma ciò che dà maggiori garanzie è la rimozione del cristallino».

Perché?
«Si è detto che il glaucoma ad angolo stretto si sviluppa quasi sempre in occhi ipermetropi, più piccoli degli altri occhi, a causa della continua crescita del cristallino, che con l’avanzare dell’età si ispessisce e ruba spazio agli altri tessuti del segmento anteriore, inducendo il blocco pupillare. Quindi un cristallino più sottile ricrea una buona profondità della camera anteriore, permette all’angolo irido-corneale di rimanere aperto e consente il deflusso dell’umore acqueo all’esterno».

Ci sono rischi nell’intervento?
«No perché è lo stesso della cataratta, anche se la preparazione di un occhio con queste caratteristiche va eseguita da professionisti esperti in materia. Si ha un notevole miglioramento della vista e si possono addirittura eliminare farmaci e colliri. Questa procedura ha avuto l’avvallo, lo scorso anno, di un’indagine multicentrica, randomizzata e controllata in trenta Paesi».

Scuola, in Italia i docenti meno pagati. “Per un maestro italiano servono 455 euro in più”

da la Repubblica

Scuola, in Italia i docenti meno pagati. “Per un maestro italiano servono 455 euro in più”

Dossier della Flc Cgil: “Per raggiungere i livelli europei necessario un aumento di 363 euro per un professore delle medie e 439 euro per le superiori”. Piano in 14 punti per colmare le distanze. La Camusso: “Apriamo il dibattito in tutto il Paese”

di CORRADO ZUNINO

ROMA – Per guadagnare quanto un collega d’Europa un insegnate di infanzia ed elementari dovrebbe avere – domani – un aumento in busta paga di 455 euro il mese. Un professore delle medie dovrebbe veder crescere lo stipendio di 363 euro, il collega delle superiori di 439 euro. Servirebbero, solo per questo, 6,8 miliardi. La Cgil, ramo Federazione dei lavoratori della Conoscenza, a convegno all’Auditorium di via Rieti ha illustrato la sua idea di scuola, “La scuola che verrà” appunto: perno del Paese e sua proiezione sul futuro. Lo ha fatto partendo dallo staus quo. Della docenza, in particolare.

Seguendo il Conto annuale 2016 redatto dalla Pubblica amministrazione, si vede come la scuola è passata da un milione e 128 mila occupati nel 2008 (docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo) a un milione e 13 mila nel 2012 (115 mila persone espulse) per risalire a un milione e 116 mila nella stagione 2016 recuperando nelle ultime quattro stagioni quasi tutte le uscite delle precedenti quattro (il saldo negativo è di 12 mila unità). A otto anni di distanza la “Buona scuola” ha quasi fermato l’emorragia aperta dai tagli della Legge Gelmini: le forti assunzioni di docenti, però, non sono state seguite da un piano di stabilizzazione degli amministrativi. Le segreterie, oggi, sono l’area di crisi degli istituti scolastici italiani. A otto anni di distanza il taglio sui numeri del personale è del 10,6 per cento. Su un piano finanziario si è passati da un costo di 46,5 miliardi l’anno nel 2008 a 41,6 nel 2016: cinque miliardi di euro in meno per la scuola che rappresentano un saldo negativo del 10,7 per cento. In linea con la diminuzione degli occupati.

Il dato più importante, che discende dai primi due, lo abbiamo visto: il calo degli stipendi dei docenti italiani. E l’impietoso paragone con il resto dell’Europa avanzata. Solo nel 2009, penultimo contratto appena firmato, la retribuzione media del comparto era pari a 30.570 euro lordi. Nei sette anni successivi è scesa (con due piccoli recuperi nel 2011 e nel 2015) fino a toccare il pavimento nel 2016, ultimo anno rilevato: 28.403 euro lordi. Una perdita di 2.167 euro, il 7,1 per cento. Quest’anno, febbraio 2018, è arrivato il rinnovo del contratto del comparto e ha consentito una leggera crescita delle buste paga: 96 euro l’aumento medio per un docente, 84,5 euro per un amministrativo. Sono però le comparazioni successive, queste tratte da “Education at glance” dell’Ocse, a lasciare addosso alla scuola italiana l’idea del disinteresse collettivo. Nei tre blocchi di carriera di un professore di scuola secondaria di primo grado (stipendio iniziale, dopo 15 anni di attività, al massimo dell’anzianità) l’Italia è sotto la media Ocse (i Paesi industrializzati) e sotto la media Ue (22 Paesi europei): nel salario d’ingresso siamo diciannovesimi dietro l’Irlanda (prima nazione è, nettamente, il Lussemburgo, quindi Svizzera e Germania, quinta la Spagna). Nella progressione della carriera ci superano altri dieci Paesi (Giappone e Corea, ma anche Costa Rica e Colombia). La situazione statistica andrà aggiornata comprendendo nell’analisi sia il rinnovo del contratto 2018 che i tentativi di premio al merito inseriti dalla Legge 107 da luglio 2015. In generale, in molti Paesi le carriere sono decisamente più dinamiche, gli incrementi più consistenti.

Il successivo rapporto Ocse, illustrato dalla Flc Cgil, dice ancora che tra il 2010 e il 2015 in Italia – lo abbiamo visto – gli stipendi di un docente (scuola secondaria di primo grado con 15 anni di servizio) sono diminuiti e dice poi che in Francia, Giappone e Belgio hanno avuto una perdita meno consistente, mentre in Gran Bretagna, Scozia, Austria, nella mitica Finlandia, ovviamente in Grecia sono decresciuti maggiormente. Ci sono nazioni che hanno continuato a investire, anche durante la crisi economica, sulla loro classe docente: in Ungheria (straordinariamente), quindi in Israele, Turchia, Portogallo, Germania, in Corea, Danimarca, Norvegia e Spagna.

In Italia un docente di scuola primaria con 15 anni di servizio guadagna un terzo esatto in meno di un laureato in altro settore. Un professore delle medie inferiori guadagna il 72 per cento, uno delle superiori il 76 per cento. In Germania il rapporto è uno a uno, in Spagna il livello medio delle retribuzioni scolastiche è lievemente superiore alla media degli altri laureati. Per arrivare agli stipendi Ue (a 22 Paesi) un docente d’infanzia ed elementari di una scuola italiana dovrebbe conoscere un aumento di 455 euro (il 20,50 per cento in più), un professore di medie dovrebbe veder crescere la busta paga di 363 euro (più 14,90 per cento) e uno delle superiori di 439 euro (più 17,60 per cento). Servirebbero, solo per questo, 6,8 miliardi (la Buona scuola, tra il 2015 e il 2017, ne ha investiti quattro).

D’altro canto – è questa è l’aliquota più preoccupante e segnale di miopia politica – la percentuale di spesa per la scuola rispetto all’intero comparto della spesa pubblica in otto anni (2005-2013) è sceso dall’8,1 per cento al 7,3: quattro punti percentuali sotto la media Ocse, due punti e mezzo sotto la media Ue. La spesa per studente in Italia (dalla scuola primaria alla secondaria) è pari a 8.926 dollari quando la media europea è di 795 dollari superiore.

La Cgil propone uno schema di finanziamento progressivo per i prossimi sei anni (2019-2024) costruito su quattordici punti: prevede (solo per queste voci) un impiego che parte da 3,5 miliardi per arrivare a 20,6 miliardi nel 2024. Tra le voci, va ricordato, ci sono: l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, la generalizzazione della scuola dell’infanzia, il ripristino del tempo pieno (e dei moduli) nella scuola primaria, il ritorno del tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado, laboratori nella scuola secondaria e “revisione radicale” dell’attuale modello di alternanza scuola lavoro, quindi riduzione degli alunni per classe e un investimento massiccio sull’istruzione per gli adulti. Per gli ordinamenti scolastici servono, dice il dossier del Dipartimento contrattazione scuola, 4.531 miliardi di euro, per la valorizzazione del personale 8.000 miliardi, per l’edilizia scolastica 8.100 miliardi.

Susanna Camusso, segretaria nazionale Cgil, dice: “Discutere della scuola che verrà significa discutere del futuro che immaginiamo. La nostra sfida è alta. Apriamo nel Paese un dibattito sull’istruzione”. Il segretario della Federazione lavoratori della conoscenza, Francesco Sinopoli, aggiunge: “Lo studio, la scuola e l’università sono parte di un riscatto sociale, strumenti indispensabili per la comprensione del mondo. Ma la scuola da sola non può colmare il più grande divario territoriale d’Europa e non può assolvere alla sua missione senza un grande progetto nazionale mirato a superare i differenziali degli stessi sistemi territoriali. Si deve rivedere l’autonomia e investire davvero. Sulla scuola apriamo un’assemblea costituente”.

Vacanze di Pasqua: tutte le date regionali

da Orizzontescuola

Vacanze di Pasqua: tutte le date regionali

di redazione

La prossima settimana sarà una settimana breve, sono in arrivo infatti le vacanze di Pasqua, ultimo stop didattico lungo prima del rush finale, che ci porterà all’ultimo giorno di scuola.

Pasqua quest’anno cade di domenica 1 aprile:  per tutti gli studenti, le vacanze pasquali 2016 avranno inizio giovedì 29 marzo. Per quanto riguarda il rientro, per la maggioranza sarà mercoledì 4 aprile, tranne a Trento dove si ritorna martedì 3 aprile.

Queste sono le date dei calendari scolastici regionali pubblicate dal Miur:
Emilia Romagna: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Piemonte: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Friuli Venezia Giulia: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Lazio: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Liguria: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Lombardia: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Marche: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Provincia di Bolzano: dal 29 marzo 2018 al 3 aprile 2018
Provincia di Trento: dal 29 marzo al 2 aprile 2018
Valle D’Aosta: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Veneto: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Toscana: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Basilicata: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Calabria: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Puglia: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Sicilia: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Sardegna: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Molise: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Abruzzo: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Campania: dal 29 marzo al 3 aprile 2018
Umbria: dal 29 marzo al 3 aprile 2018

calendario scolastico

Organici, 27 marzo incontro al Ministero. Aumento posti in organico di diritto: come avverrà?

da Orizzontescuola

Organici, 27 marzo incontro al Ministero. Aumento posti in organico di diritto: come avverrà?

di redazione

I sindacati, come già riferito, sono stati convocati al Miur per il 27 marzo p.v., per un’informativa sugli organici 2018/19.

Organici, 27 marzo incontro al Miur. Potenziamento infanzia tra le novità

Tra i temi dell’incontro, come anticipato dalla nostra redazione, il potenziamento degli organici, attraverso la stabilizzazione dei posti in organico di diritto grazie alle risorse stanziate dalla legge di Bilancio.

Così la Flc Cgil:

Sarà questa l’occasione per conoscere come il MIUR intende potenziare l’autonomia scolastica, attraverso la trasformazione dei posti dell’organico di fatto in organico di diritto (così come previsto in legge di bilancio) per dare risposta alle esigenze delle scuole di ampliamento e rafforzamento dell’offerta formativa.

Contratto, firma definitiva probabilmente per la seconda metà di aprile

da Orizzontescuola

Contratto, firma definitiva probabilmente per la seconda metà di aprile

di redazione

Il CCNL 2016-2018, come riferito nella giornata di ieri, ha ottenuto il via libera del Consiglio dei Ministri.

Sì a nuovo contratto ed aumento stipendi a docenti ed ATA da parte del Consiglio dei Ministri

Adesso si attende il passaggio alla Corte dei Conti, per poi procedere alla sottoscrizione definitiva, con conseguente entrata in vigore e liquidazione degli arretrati.

L’esame della Corte dei Conti, secondo diverse fonti sindacali, dovrebbe concludersi in un paio di settimane.

Se la succitata tempistica dovesse essere rispettata, la firma definitiva del contratto, come riferito anche dalla Flc Cgil, potrebbe arrivare nella seconda metà del mese di aprile.

Tutto sul Contratto

Mobilità 2018, disposizioni generali sui passaggi di ruolo e di cattedra

da La Tecnica della Scuola

Mobilità 2018, disposizioni generali sui passaggi di ruolo e di cattedra

Emanata l’ordinanza ministeriale che fissa scadenze e modalità applicative della mobilità del personale docente, ATA e educativo per l’a.s. 2018/19.

Le “finestre” temporali per la presentazione delle domande, gestite on line per tutti i profili (salvo limitate eccezioni), sono le seguenti:

personale docente

  • dal 3 aprile al 26 aprile 2018

personale ATA

  • dal 23 aprile al 14 maggio 2018

personale educativo

  • dal 3 maggio al 28 maggio 2018.

OM Mobilità 2018 2019

Articolo 14 – Disposizioni generali sui passaggi di ruolo e di cattedra

1. Il passaggio di ruolo può essere richiesto per un solo grado di scuola (dell’infanzia, primaria, scuola secondaria di I grado, scuola secondaria di II grado) anche per più province. Nell’ambito del singolo ruolo, il passaggio può essere richiesto per più classi di concorso appartenenti allo stesso ordine e grado di scuola. Nel caso di presentazione di domande di trasferimento, di passaggio di cattedra e di passaggio di ruolo, il conseguimento del passaggio di ruolo rende inefficace la domanda di trasferimento e/o di passaggio di cattedra o il trasferimento o passaggio di cattedra eventualmente già disposto. L’ottenimento del passaggio di ruolo o di cattedra nelle discipline specifiche dei licei musicali comporta l’annullamento di tutte le altre eventuali domande di mobilità territoriale o professionale presentate. L’ottenimento del passaggio ai sensi del comma 9 dell’art 4 del CCNI annulla la domanda presentata ai sensi del comma IO del medesimo articolo. Ogni singola domanda di passaggio di ruolo viene formulata indicando esplicitamente, per ciascuna classe di concorso, l’ordine di preferenza di una domanda rispetto alle altre. A tal fine l’ottenimento del passaggio va comunicato dall’Ufficio competente all’Ufficio territoriale di titolarità del docente in tempo utile per queste operazioni.

2. Qualora vengano presentate domande in violazione delle disposizioni contenute nel comma precedente la nullità di una di esse si estende a tutte le altre.

3. Può chiedere il passaggio di ruolo il personale in possesso dei titoli di studio, delle abilitazioni o delle idoneità previste dal contratto sulla mobilità e che abbia superato il periodo di prova nel ruolo di appartenenza.

4. I passaggi di ruolo o di cattedra verso i posti degli insegnamenti specifici dei licei musicali vengono gestiti autonomamente dagli Uffici territoriali competenti per i singoli licei.

5. I docenti che aspirano al passaggio di ruolo o di cattedra ai sensi dell’art. 4 comma 9 del CCNI lettere a) e b) sulle discipline caratterizzanti i licei musicali e sono attualmente utilizzati su più di una di tali discipline nello stesso liceo possono richiedere il passaggio di ruolo o di cattedra per ciascuna di esse, indicando l’ordine di preferenza tra le due o più discipline.

6. I docenti che aspirano al passaggio di ruolo o di cattedra sulle discipline caratterizzante i licei musicali ai sensi dell’art. 4 comma 9 del CCNI lettere a) e b) e sono attualmente utilizzati su più di un liceo possono richiedere il passaggio di ruolo o di cattedra per ciascuno di essi, anche di diversa provincia, indicando l’ordine di preferenza tra le scuole e inviando le domande, in caso di licei collocati in diverse province, ad entrambe le province di competenza.

7. Ai fini del comma 9 dell’art. 4 del CCNI il computo degli anni di servizio utili per il passaggio di ruolo o di cattedra in ciascun liceo musicale di attuale servizio viene calcolato per tutti gli anni prestati nel medesimo a prescindere dallo stato giuridico posseduto nel periodo di servizio considerato.

8. Ai fini del comma 10 dell’art. 4 del CCNI sono calcolati tutti gli anni prestati nei licei musicali per ciascuna disciplina specifica nelle rispettive graduatorie a prescindere dallo stato giuridico posseduto nel periodo di servizio considerato.

9. A tal proposito, ai fini della mobilità professionale verso gli insegnamenti specifici dei licei musicali, può tenersi conto, ai fini del conteggio degli anni di servizio, anche dell’anno in corso relativo ai posti per cui si è utilizzati, per quanto riguarda invece il computo del servizio ai fini della Tabella B non viene conteggiato come per tutti gli altri casi.

10. Il personale in possesso delle previste abilitazioni può chiedere il passaggio di cattedra o di ruolo per ciascuna delle classi di concorso comprese negli ambiti disciplinari di cui al D.M. 93 del 23 febbraio 2016. Il passaggio di cattedra o di ruolo verso la nuova classe di concorso A023 è consentito unicamente al personale in possesso alla data della presente O.M. dei titoli di cui al D.M. 92 del 23 febbraio 2016.

Furbetti, in un anno licenziati 71 docenti e Ata per assenze ingiustificate e scorrettezze gravi

da La Tecnica della Scuola

Furbetti, in un anno licenziati 71 docenti e Ata per assenze ingiustificate e scorrettezze gravi

Dopo quello dei Comuni, è la Scuola il comparto pubblico dove si licenzia di più per assenze ingiustificate o comportamenti scorretti reiterati: in un anno licenziati 71 docenti e Ata “furbetti”, per assenze ingiustificate e scorrettezze gravi.

In tutto, ammonta a 324 il numero di lavoratori pubblici licenziati nel 2017. I dati, raccolti dal ministero della Pubblica Amministrazione, non sembrano confermare il cambio di tendenza sperato dagli ultimi governi: è vero che i licenziati della PA sono venti in meno rispetto al 2016 (-6%), , ma, commenta l’Ansa, sono “molti di più a paragone con gli anni precedenti, quando il bilancio non oltrepassava mai la soglia dei trecento”.

Più espulsioni per avere passato il badge al tornello e poi a casa

“Se però si guarda alla causa, aumentano a 55 gli espulsi per avere passato il badge al tornello per poi andarsene a casa, o a fare shopping o ancora sport, come raccontano le cronache degli ultimi tempi. D’altra parte nel frattempo, da metà 2016, è partita la stretta Madia per i furbetti colti in flagrante. La prova schiacciante, come una ripresa video, permette di percorrere una via accelerata, da chiudere entro un mese. Ecco che, secondo il conto aggiornato dal dipartimento della funzione pubblica, da quando sono entrate in vigore le nuove regole i licenziamenti lampo sarebbero stati 40”.

Si commettono meno “reati” sul lavoro

Lo scorso anno, “a collezionare più licenziamenti sono stati i comuni (77), seguiti a poca distanza da scuola (71), ministeri e agenzie (68) e Asl (64)”.

L’alto numero della scuola non deve comunque ingannare: il comparto, infatti, detiene di gran lunga il numero maggiori di dipendenti (quasi un milione e 200mila), quindi in proporzione il numero di licenziati, nella categoria docenti e Ata, si può ritenere tutto sommato più basso che in altri settori.

Sui motivi del licenziamento, rispetto al 2016 si triplicano quelli per ‘doppio lavoro’ (da 6 a 18). Invece, scendono tutte le altre tipologie, soprattutto per via dei reati, passati da 117 a 80.

“Un po’ in calo anche i ‘cartellini rossi’ per cattiva condotta (72). E lo stesso vale per i travet mandati via dopo assenze ingiustificate (99) ma, sommando questi casi alle ‘false presenze’, dietro sempre assenteisti ci sono, ecco che la somma sale a 154 (dieci in più rispetto al 2016)”.

In calo le sospensioni, più controlli

Complessivamente, “i procedimenti disciplinari avviati, che possono finire con il semplice richiamo o, come conseguenza estrema, con la cessazione del rapporto di lavoro, sono stati 8.576. Quelli già conclusi sono il 66% (1.300 sono partiti solo a dicembre). Di questi il 26% si sono tradotti in punizioni di peso, tra cui le sospensioni dal servizio, che calano in maniera netta, di oltre un terzo. Non sempre però a una contrazione delle sospensioni corrisponde una diminuzione dei licenziamenti, accade così per i furbetti del cartellino e per chi svolge un lavoro extra non autorizzato. Segnale che o gli episodi sono stati più clamorosi del passato o la censura più stringente”.

Intanto, la “stretta” contenuta nella riforma Madia sta producendo i primi effetti: di recente, è stato stretto un accordo con la Guardia di Finanza per effettuare controlli a campione. I furbetti sono avvisati.

Mobilità 2018, posti dell’organico nella scuola primaria. Le info utili

da La Tecnica della Scuola

Mobilità 2018, posti dell’organico nella scuola primaria. Le info utili

Emanata l’ordinanza ministeriale che fissa scadenze e modalità applicative della mobilità del personale docente, ATA e educativo per l’a.s. 2018/19.

Le “finestre” temporali per la presentazione delle domande, gestite on line per tutti i profili (salvo limitate eccezioni), sono le seguenti:

personale docente

  • dal 3 aprile al 26 aprile 2018

personale ATA

  • dal 23 aprile al 14 maggio 2018

personale educativo

  • dal 3 maggio al 28 maggio 2018.

OM Mobilità 2018 2019

 Articolo 12 – Posti dell’organico nella scuola primaria

1. I posti per l’insegnamento della lingua inglese istituiti nell’ambito dell’organico dell’autonomia sono richiedi bili dagli insegnanti in possesso del prescritto titolo previsto dal contratto sulla mobilità, attraverso l’espressione del codice e della dizione in chiaro del plesso sede di organico. Il docente interessato deve compilare l’apposita sezione del modulo domanda indicando se intende partecipare esclusivamente al trasferimento per ottenere la titolarità sui posti per l’insegnamento della lingua inglese nell’ambito dell’organico dell’autonomia richiesto ovvero se intende partecipare al trasferimento per ottenere anche altri posti dell’organico dell’autonomia richiesto. In tale seconda eventualità ciascuna preferenza viene esaminata secondo l’ordine di priorità espresso nella domanda; in assenza di quest’ultima indicazione ciascuna preferenza viene esaminata prioritariamente in relazione ai posti per la lingua inglese e successivamente in relazione agli altri posti dell’organico eventualmente vacanti e disponibili. L’aspirante al trasferimento può chiedere anche i posti per l’insegnamento della lingua inglese istituiti nell’organico dell’autonomia; in tal caso, tra le preferenze espresse deve indicare il codice della sede di titolarità, ovviamente previa compilazione della sezione riguardante i posti per l’insegnamento della lingua inglese. Il trasferimento a domanda tra i posti dell’organico dell’autonomia (da comune a lingua inglese o viceversa) nella propria scuola avviene con le modalità previste dall’allegato l del contratto sulla mobilità anche per i titolari di incarico triennale nella stessa scuola.

2. L’organico assegnato agli istituti comprensivi – ivi compresi i posti per l’insegnamento della lingua inglese – è richiedibile mediante l’indicazione del plesso al quale è amministrativamente assegnato l’organico medesimo ovvero mediante l’indicazione della preferenza sintetica provincia, che comprenda tale plesso.

3. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche al personale che chiede il passaggio di ruolo sui posti dell’organico sede, ivi compresi i posti per l’insegnamento della lingua inglese.

4. Nelle preferenze per ambito o nella preferenza sintetica provinciale i posti speciali presenti negli ambiti sono assegnabili solo a quanti avranno indicato il titolo ad insegnare sui medesimi. In questo caso andrà inoltre indicato l’ordine di preferenza tra posto comune, posto di sostegno e posto speciale.

5. I posti delle sezioni ospedaliere sono richiedi bili mediante indicazione di disponibilità ad insegnare sui medesimi, il personale che avrà espresso la propria disponibilità all’insegnamento su detti posti, potrà essere assegnato agli ambiti territoriali che li comprendono anche con punteggio inferiore a quanti non abbiano espresso tale disponibilità. In caso di trasferimento avvenuto attraverso tale precedenza il personale è tenuto ad accettare la proposta di incarico per detti posti. Qualora il trasferimento sia avvenuto per punteggio il docente non ha vincolo ad accettare tali proposte.

6. I posti di insegnamento per adulti CPIA sono indicati mediante preferenza puntuale di sede di organico (ex Ctp) o mediante indicazione di disponibilità in caso di preferenza di ambito o di provincia. In caso di CPIA interprovinciali il docente titolare su una sede di organico partecipa al movimento della provincia dove si trova la propria sede di organico, nel caso intenda partecipare al movimento per la provincia nella quale ha sede il CPIA le preferenze espresse vengono considerate nel movimento interprovinciale.

7. I posti delle sedi carcerarie sono assegnati direttamente dagli Uffici territorialmente competenti previa pubblicazione all’albo della relativa graduatoria. Al fine di rendere disponibili tutti i posti vacanti per le assunzioni in ruolo, prima delle operazioni di mobilità gli uffici scolastici territorialmente competenti procedono, su domanda degli interessati, ad assegnare la titolarità sulle sedi carcerarie vacanti e disponibili dopo le operazioni 2017/2018 ai docenti già utilizzati da almeno due anni sulle predette sedi. I docenti eventualmente assunti in ruolo con decorrenza 1 settembre 2017, privi del titolo richiesto per il ruolo speciale delle sedi carcerarie, sono riassegnati prima dei movimenti 2018/19 su posti comuni lasciati liberi a seguito della predetta assegnazione di titolarità dei docenti in utilizzazione da almeno due anni.

8. Il trasferimento sui posti di diversa tipologia di sostegno all’interno della medesima sede di organico per il docente in soprannumero in una delle tipologie avviene con precedenza rispetto agli altri aspiranti.

Novità in materia di pagamenti nella Pa

da La Tecnica della Scuola

Novità in materia di pagamenti nella Pa