BOICOTTATI I QUIZ INVALSI

PRIMO GIORNO DI SCIOPERO BREVE, IN MIGLIAIA DI CLASSI DELLA SCUOLA PRIMARIA BOICOTTATI I QUIZ INVALSI

Come negli scorsi anni SGB ha fornito ai lavoratori lo strumento dello sciopero delle attività legate ai quiz invalsi; uno sciopero che permette ai docenti di non interrompere le attività didattiche e, contemporaneamente, boicottare gli odiati quiz della scuola a punti, rinunciando ad un’ora di stipendio. Dai dati in nostro possesso, quest’anno l’adesione alla protesta è cresciuta in modo sorprendente. Negli scorsi giorni e nella giornata di oggi siamo stati contattati dagli insegnanti di centinaia di scuole che ci hanno comunicato l’adesione allo sciopero in tutte o molte classi dei loro istituti. La protesta si è articolata su tutto il territorio nazionale, con punte eccezionali al centro-nord, specie in Veneto, Toscana ed Emilia Romagna.

Il risultato assume maggior valore considerato che solo SGB ha organizzato lo sciopero e sarebbe stato prevedibile scontare l’assenza del resto del sindacalismo di base, nonché l’avversione dei sindacati complici, da sempre in posizione di esplicito appoggio al sistema invalsi. Abbiamo dovuto poi affrontare i soliti tentativi di alcuni dirigenti di ostacolare la protesta con pressioni e false indicazioni su una presunta illegittimità dello sciopero, senza alcun fondamento normativo.

I lavoratori hanno comunque accolto il nostro appello e reso quindi possibile la difesa del diritto ad uno sciopero che hanno sentito finalmente utile ed incisivo.

Oltre ai quiz saltati per lo sciopero, in diverse scuole la somministrazione oggi non è stata possibile a causa delle difficoltà tecniche, legate alle procedure informatiche della prova di inglese. Nonostante ciò, attendiamo il solito comunicato fotocopia dell’invalsi che vanta percentuali di riuscita improbabili.

Questa protesta incarna la doverosa opposizione al modello della scuola a quiz che tra l’altro ora, dopo l’emanazione dei decreti sugli esami di Stato, invade il lavoro dei docenti, imponendosi come unico parametro di valutazione, ben più discriminante della valutazione degli insegnanti, minacciando di fatto la fine del principio del valore legale dei titoli di studio, storico obiettivo della cultura più reazionaria e conservatrice del nostro paese.

Resta il rammarico di non essere riusciti ad organizzare forme di sciopero anche alle superiori, dove però contiamo sul senso civico degli studenti che stanno già costruendo forme di opposizione.

Lo sciopero è anche l’occasione di esprimere lo sdegno per la situazione attuale della scuola e la protesta in particolar modo contro la buona scuola, il nuovo umiliante contratto nazionale e la vergognosa vicenda del licenziamento di migliaia di maestre assunte con diploma magistrale.

La forma di questa agitazione, che si realizza scuola per scuola con la solidarietà tra docenti, si profila anche come un importante esercizio di mobilitazione contro i peggioramenti normativi attuati dalla buona scuola e quelli in arrivo con il nuovo contratto.

Lo sciopero iniziato oggi è un’altra importante tappa della lotta dei lavoratori della scuola nel percorso di riappropriazione di dignità e diritti e della costruzione anche nel settore dell’istruzione del sindacato utile, conflittuale e improntato ai soli interessi della classe lavoratrice che ancora manca nel nostro paese.

Da oggi prove Invalsi al via alle elementari

da Il Sole 24 Ore

Da oggi prove Invalsi al via alle elementari 

Dopo le scuole medie, da oggi e nelle giornate del 9 e 11 maggio sarà il turno delle prove Invalsi per le elementari. I test saranno sostenuti dalle classi seconde e quarte, dove le rilevazioni – a differenza degli altri gradi di istruzione, dove da quest’anno le prove sono online – continueranno ad essere effettuate tramite i fascicoli cartacei come gli anni scorsi.

A seguire prove anche alle superiori
Nel periodo compreso tra il 7 e il 19 maggio, poi, sarà invece la volta delle classi seconde della secondaria superiore, anch’esse – come le medie – interessate dalle novità introdotte dalla normativa per quanto riguarda la somministrazione al computer.

Mobilitazione Uds: no alle prove
Intanto l’Unione degli studenti annuncia una mobilitazione, dal 7 maggio, dentro e fuori le scuole, con la campagna ‘Se sbagli sei fuori!’ che ha l’obiettivo dichiarato di «non
compilare le prove e di cancellare l’Invalsi». «Se il Miur elogia l’innovazione di queste novità, gli studenti subiscono la repressione che questo meccanismo innesca» afferma Francesca Picci, coordinatrice Uds, spiegando che «negli scorsi anni il boicottaggio di massa dei test a crocette» ha messo «in luce la forte contrarietà della scuola nei confronti di un sistema di valutazione parziale e dannoso, che valuta solo nozioni e che riproduce le disuguaglianze tra Nord e Sud del Paese e tra scuole ‘più innovative’ e scuole ‘più arretrate’».

DSGA su due scuole, spetta indennità di 214 euro mensili

da Orizzontescuola

DSGA su due scuole, spetta indennità di 214 euro mensili

di redazione

L’articolo 39 del nuovo CCNL è dedicato “all’Indennità per il DSGA che copra posti comuni a più istituzioni scolastiche”, come nel caso di reggenza in altra scuola sottodimensionata.

Il predetto articolo così recita:

“In attuazione dell’art. 2, comma 4 del CCNL relativo ai direttori dei servizi generali ed amministrativi delle scuole (DSGA) sottoscritto il 10/11/2014, gli effetti del predetto CCNL sono prorogati fino al termine dell’anno scolastico nel corso del quale è adottato l’accordo in sede di conferenza unificata di cui all’art. 19, comma 5-ter del D.L. 6-7-2011 n. 98.”

In sostanza, il nuovo Contratto proroga gli effetti di quanto stabilito con il Contratto del 2014 relativo al riconoscimento dell’indennità mensile per i Direttori dei servizi generali e amministrativi in caso abbiano affidata in reggenza una scuola sottodimensionata.

Al riguardo è intervenuta l’Associazione Nazionale Quadri delle Pubbliche Amministrazioni (Anquap) che, dopo aver evidenziato quanto sopra riferito, ha affermato:

Ne consegue che a partire dal prossimo mese di maggio 2018 le competenti Ragionerie Territoriali dello Stato (appartenenti al MEF) dovranno erogare agli interessati (i DSGA assegnati in una seconda scuola) l’indennità mensile spettante, con riferimento agli incarichi svolti a partire dall’a.s. 2015/2016 (in alcuni casi anche dall’a.s. 2014/2015).

Si ricorda che la misura dell’indennità in parola – da corrispondere per dodici mensilità ed avente natura accessoria – è fissata in euro 214,00 mensili lordi, cui si aggiunge la quota dell’indennità di direzione parte variabile a carico del FIS dell’istituzione scolastica sottodimensionata (ove si è prestato l’incarico).

A fine di accelerare la procedura, l’Anquap consiglia ai DSGA interessati di inoltrare apposita istanza alle Ragionerie Territoriali competenti, allegando il provvedimento di assegnazione dei rispettivi Uffici Scolastici Regionali e l’attestazione di effettuato servizio delle Istituzioni Scolastiche coinvolte.

Sanzioni disciplinari, licenziamento: cosa prevede il nuovo CCNL

da Orizzontescuola

Sanzioni disciplinari, licenziamento: cosa prevede il nuovo CCNL

di Nino Sabella

Analizziamo l’articolo 29 del CCNL 2016-18, dedicato alla “Responsabilità disciplinare per il personale docente ed educativo”, focalizzando la nostra attenzione sui casi in cui si applica la destituzione, che consiste nella cessazione dal rapporto di lavoro (ossia nel licenziamento).

Sessione negoziale

Per il personale docente ed educativo, l’articolo 29/1 del Contratto, rinvia la definizione della tipologia delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni ad una specifica sessione negoziale, che deve concludersi entro il mese di luglio 2018.

La sessione dovrà tenere in considerazione quanto segue:

  • previsione del licenziamento nei seguenti casi:

a) atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale, riguardanti studentesse o studenti affidati alla vigilanza del personale, anche ove non sussista la gravità o la reiterazione, dei comportamenti;
b) dichiarazioni false e mendaci, che abbiano l’effetto di far conseguire un
vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale;

  • specifica sanzione in caso di condotte e comportamenti non coerenti, anche nell’uso dei canali sociali informatici, con le finalità della comunità educante, nei rapporti con gli studenti e le studentesse.

Disciplina attuale

Nelle more della sessione negoziale, in materia di “Disciplina”  resta vigente quanto stabilito dal D.lgs. n. 297/1994,  come modificato dal Contratto che così dispone (art. 29/3):

Nelle more della sessione negoziale di cui al comma 1, rimane fermo quanto stabilito dal Capo IV Disciplina, Sezione I Sanzioni Disciplinari del d.lgs. n. 297 del 1994, con le seguenti modificazioni ed integrazioni all’articolo 498 comma 1 cui sono aggiunte le seguenti lettere:

“g) per atti e comportamenti o molestie a carattere sessuale che riguardino gli studenti affidati alla vigilanza del personale, anche ove non sussista la gravità o la reiterazione;
h) per dichiarazioni false e mendaci che abbiano l’effetto di far conseguire, al personale che le ha rese, un vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale”

Il Contratto, in pratica, introduce due nuovi casi cui applicare la destituzione prevista dal succitato articolo 498, comma 1, del decreto legislativo n. 297/94.

Destituzione dall’impiego

Allo stato attuale, stando all’articolo 498 del D.lgs. 297/94 e alle nuove disposizioni del CCNL, al personale docente si applica la destituzione, ossia la cessazione dal rapporto di impiego, nei seguenti casi:

a) per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;

b) per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie;

c) per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza;

d) per gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell’esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi;

e) per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;

f) per gravi abusi di autorità;

“g) per atti e comportamenti o molestie a carattere sessuale che riguardino gli studenti affidati alla vigilanza del personale, anche ove non sussista la gravità o la reiterazione;

h) per dichiarazioni false e mendaci che abbiano l’effetto di far conseguire, al personale che le ha rese, un vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale”.

Il Contratto, dunque, introduce (sin da subito) la sanzione della destituzione anche nei casi di molestie e comportamenti a carattere sessuale nei confronti degli studenti e di false dichiarazione nelle procedure di mobilità.

Da sottolineare che le due nuove fattispecie, per cui è prevista la cessazione dal rapporto di impiego, sono le medesime che devono essere previste anche nel prossimo codice disciplinare del personale docente, che sarà oggetto della sessione negoziale di cui sopra.

Il testo del Contratto

Decreto Legislativo n. 297/94

Rinnovo contratto, sanzioni disciplinari a docenti se si usano social non per scopo educativo

Dichiarazione precompilata 2018: si può inviare anche dal self-service NoiPA

da La Tecnica della Scuola

Dichiarazione precompilata 2018: si può inviare anche dal self-service NoiPA

Formazione neo-assunti: apre il percorso sperimentale di professional vision

da La Tecnica della Scuola

Formazione neo-assunti: apre il percorso sperimentale di professional vision

Le nuove classi di concorso

da La Tecnica della Scuola

Le nuove classi di concorso

Leggi e normativa per la scuola secondaria

da La Tecnica della Scuola

Leggi e normativa per la scuola secondaria

Come avverranno le immissioni in ruolo nella scuola secondaria

da La Tecnica della Scuola

Come avverranno le immissioni in ruolo nella scuola secondaria

Dispersione scolastica: Sardegna e Sicilia con i più alti tassi di abbandono in Europa

da Tuttoscuola

Dispersione scolastica: Sardegna e Sicilia con i più alti tassi di abbandono in Europa

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi: nel sistema di istruzione/formazione italiano, l’indicatore equivale alla percentuale della popolazione in età 18-24 anni che non ha titoli scolastici superiori alla licenza media (il titolo di scuola secondaria di primo grado), non è in possesso di qualifiche professionali ottenute in corsi con durata di almeno 2 anni e non frequenta né corsi scolastici né attività formative (indicatore “early school leavers”). In Europa – come risulta da “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, pubblicato dall’Istat – la percentuale di questi giovani “dispersi” nel 2016 è stata del 10,7% (di cui 12,2% uomini e 9,2% donne).

In Italia nello stesso anno la percentuale è stata del 13,8% (ma nel 2017 è già risalita al 14%), con le gli uomini al 16,1% e le donne all’11,3%. In Europa, peggio dell’Italia soltanto Malta, Spagna, Romania e Portogallo, mentre quasi tutti i Paesi dell’Unione hanno ormai raggiunto l’obiettivo del 10% fissato per il 2020.

In Italia, dove nel 2017 la percentuale degli abbandoni precoci è stata del 14%, può consolare il fatto che, rispetto al 2004, quando la percentuale degli abbandoni viaggiava al 23,1%, si sono registrati notevoli miglioramenti, anche se, per qualche regione l’obiettivo finale del 10% fissato dall’Europa (Lisbona 2020) sembra ancora lontano.

È il caso, ad esempio, della Sardegna ferma al 21,2% e della Sicilia al 20,9%, oppure della Campania al 19,1%.

Per contro, la provincia di Trento con la percentuale del 7,3% è tranquillamente già in Europa, mentre l’Abruzzo ha raggiunto nel 2017 il 7,4%.

Sono già scese sotto il 10% anche l’Umbria con il 9,3% e l’Emilia Romagna con il 9,9%.

Nota 3 maggio 2018, AOODGOSV 7647

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai Presidenti delle Regioni
LORO SEDI
Ai Presidenti delle Province
LORO SEDI
Ai Sindaci dei Comuni
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle d’Aosta
AOSTA
Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola delle località ladine
BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia
TRENTO
Agli Uffici Territoriali degli UU.SS.RR.
LORO SEDI
Ai Dirigenti Scolastici dei CPIA
LORO SEDI
Ai Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche
sedi dei percorsi di istruzione degli adulti di secondo livello
LORO SEDI
e p.c. Al Gabinetto del Ministro
SEDE
All’Ufficio Legislativo
SEDE
Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo
di istruzione e formazione
SEDE
Al Capo del Dipartimento per la Programmazione e
la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
SEDE
Al Coordinamento tecnico della IX Commissione della Conferenza delle Regioni
Via Parigi
ROMA
All’Ufficio Stampa

Nota 3 maggio 2018, AOODGOSV 7647

Oggetto: Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2018/2019.

Progetto Edustrada

Giovedì 3 maggio dalle ore 11.00, presso la Sala della Comunicazione del MIUR, in viale Trastevere 76/a, il Sottosegretario Gabriele Toccafondi, insieme al Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, presenta l’andamento dei progetti di Educazione stradale avviati nelle scuole nell’a.s. 2017/18; tracciato un bilancio sul tema, a un anno dall’avvio di Edustrada, la prima piattaforma nazionale sull’Educazione stradale del MIUR.

Intervengono: Giovanni Busacca, Direttore del Servizio Polizia Stradale; Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione Ania; Vincenzo Leanza, Direttore per l’ Educazione stradale, la Mobilità e il Turismo ACI, per approfondire i temi di sicurezza stradale, prevenzione incidenti, rispetto delle norme di sicurezza e mobilità sostenibile.


L’Educazione stradale nelle scuole, il progetto “Edustrada” continua a crescere

Il Sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, ha illustrato questa mattina l’andamento dei progetti di educazione stradale avviati nelle scuole nell’a.s. 2017/18, gli obiettivi e i risultati attesi ad un anno dall’avvio dell’offerta formativa, presente su “Edustrada”, la prima Piattaforma Nazionale sull’Educazione Stradale del MIUR. Dopo il saluto di Rosa De Pasquale, Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione del MIUR, sono intervenuti Riccardo Nencini, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giovanni Busacca, Direttore del Servizio Polizia Stradale, Umberto Guidoni, Segretario Generale Fondazione ANIA, Vincenzo Leanza, Responsabile Educazione Stradale ACI, per approfondire temi di sicurezza stradale, prevenzione incidenti, rispetto delle norme di sicurezza e mobilità sostenibile.

Il portale “Edustrada” rientra tra le iniziative messe in campo dal MIUR, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), la Polizia Stradale, ACI, Fondazione ANIA, Federazione Italiana Motociclisti, Federazione Ciclistica Italiana e l’Associazione Guarnieri. A partire dal 2016, le scuole hanno a disposizione un contenitore tematico su materiali, concorsi, iniziative e progetti didattici. L’offerta formativa è programmata in collaborazione con i partner ed è disponibile dai primi mesi dall’avvio dell’anno scolastico. Le scuole esprimono preferenze sui progetti direttamente online. Con queste nuove metodologie, il MIUR ha effettuato monitoraggi sempre più dettagliati su progetti territoriali e nazionali per programmare in maniera ancora più mirata iniziative e progetti di prevenzione ed educazione stradale.

Nel primo semestre 2017 le stime preliminari confermano una riduzione sia del numero di incidenti stradali sia di quello dei feriti, con flessioni del 4 e 5% in media rispetto ai dati consolidati dello stesso periodo del 2016. Si registra un’inversione di tendenza per le vittime, che tornano a crescere, con incrementi compresi tra il 6,7 e l’8,2%. In questo scenario appare sempre più fondamentale e decisivo il lavoro preventivo ed educativo da fare nelle scuole. Il MIUR, in collaborazione con i partner, ha offerto per l’a.s. 2017/18 ben 22 progetti. Si sono registrate 1.443 adesioni per circa 800 scuole su tutto il territorio nazionale. Il numero maggiore di scuole aderenti ai progetti sul portale “Edustrada” si è registrato al Sud per il 50%, segue il Nord al 30% e il Centro al 20%. L’analisi dei progetti svolti in questi anni ha registrato un costante incremento del numero delle scuole impegnate in attività di educazione stradale.

“Comunicare efficacemente l’educazione stradale nelle scuole è il nostro obiettivo, occorre un lavoro di squadra – ha spiegato il Sottosegretario Toccafondi –. È un impegno costante che abbiamo preso in primo luogo con i ragazzi, veri protagonisti del futuro, per salvaguardarli dai rischi e dai pericoli della strada. Il percorso che conduce alla consapevolezza e all’interiorizzazione della normativa sulla sicurezza stradale da parte dei giovani – ha aggiunto il Sottosegretario – è lungo e complesso e necessita di un’attenzione costante da parte di tutti. In sinergia con MIT, Polizia Stradale, Fondazione ANIA, ACI, FCI (Federazione ciclistica italiana), FMI (Federazione Motociclistica Italiana) e il contributo dell’Associazione Guarnieri, siamo riusciti a predisporre un coordinamento organizzativo per l’educazione stradale, operando un monitoraggio costante del numero di scuole ed alunni che hanno aderito e completato ciascun programma educativo. Consentire ai nostri ragazzi di muoversi in sicurezza nelle città va ben oltre l’obiettivo politico, esprime la nostra volontà di renderli cittadini attivi e consapevoli per una convivenza civile”, ha concluso Toccafondi.

“Questo Governo ha fatto della sicurezza stradale una priorità. Guidare con consapevolezza e dunque ‘educare’ ad un corretto comportamento sulla strada è ciò su cui abbiamo puntato. Per questo credo che il progetto ‘Edustrada’ sia stato un grande successo che continuerà ad avere ricadute positive sulla riduzione dei pericoli per gli utenti della strada. Partire dalla scuola era la cosa giusta da fare. Da anni mettiamo in campo, in collaborazione con il MIUR, Polizia Stradale e non solo, i nostri progetti di educazione stradale e i risultati seguitano a vedersi ”. È quanto ha affermato il Viceministro uscente alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini.

“Ad un anno dall’avvio dell’iniziativa la formazione ha coinvolto circa 400 insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria nelle regioni Lazio, Abruzzo, Campania, Veneto e Puglia oltre ad alcuni insegnanti della scuola secondaria di secondo grado di Roma per il progetto”, ha spiegato Nencini. “Un impegno significativo che integra e completa il lavoro fatto in questi anni sulla riqualificazione delle infrastrutture che abbiamo portato a termine al MIT”.

“I giovani rappresentano i primi destinatari della comunicazione in materia di sicurezza stradale – ha dichiarato il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giovanni Busacca – e costante è l’impegno della Polizia Stradale in questo settore. L’attività di sensibilizzazione alla sicurezza stradale rivolta agli studenti di tutta Italia prosegue anche nell’anno in corso, con Icaro 18, la più importante campagna di sicurezza stradale della Polizia di Stato in collaborazione con il MIUR, con il Dipartimento di Psicologia-Università di Roma ‘La Sapienza’, il MIT, il Moige, la Fondazione ANIA, il Gruppo autostradale Astm-Sias, l’A22 Autostrada del Brennero, la Federazione Ciclistica Italiana, Enel Green Power S.p.a.; quest’anno ha come tema la distrazione e gli utenti vulnerabili e sarà rivolta alle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutte le province italiane. Prosegue inoltre l’impegno rivolto a rendere quanto più sicuri possibile i viaggi di istruzione dei nostri ragazzi: ‘Gite scolastiche in sicurezza’ è un esempio virtuoso della collaborazione istituzionale tra la Polizia di Stato ed il MIUR ed è una delle iniziative, tra quelle che portiamo avanti, della quale vediamo maggiormente i frutti e che ha consentito di raggiungere risultati davvero molto positivi, sia in termini di controlli che di informazione e sensibilizzazione, in un settore così delicato come è quello del trasporto scolastico”.

“Per combattere l’incidentalità stradale nel nostro Paese – ha spiegato il Segretario Generale della Fondazione ANIA, Umberto Guidoni – è fondamentale fare rete. È un concetto sul quale abbiamo basato la nostra azione negli anni e, alla luce dei risultati positivi ottenuti in termini di riduzione del numero e della gravità degli incidenti tra i giovani, possiamo dire che la strada è quella giusta. Un progetto come ‘Edustrada’ rappresenta la perfetta sintesi della sinergia che ci deve essere tra settore pubblico e settore privato, un’azione coordinata nella quale ognuno fa la propria parte: associazioni, istituzioni, scuole, famiglie e forze dell’ordine. La sensibilizzazione dei ragazzi delle scuole è fondamentale per orientarli verso il rispetto delle regole della strada. È una ferma convinzione anche del settore assicurativo che, proprio per questo, attraverso la Fondazione ANIA, continua ad investire in progetti come ‘Edustrada’ che, dallo scorso novembre ad oggi, ci ha consentito di avviare importanti attività nelle scuole coinvolgendo oltre 3mila ragazzi in varie città d’Italia: 2mila nel tour che si è svolto a dicembre dedicato alla guida sicura in auto e oltre mille nel tour che parte proprio oggi da Cosenza e che sarà dedicato alla sicurezza su motocicli e ciclomotori”.

“La tradizionale collaborazione tra ACI e MIUR – dichiara Enzo Leanza, Direttore dell’Automobile Club d’Italia per l’Educazione Stradale, la Mobilità e il Turismo – trova nell’opportunità offerta dal portale ‘Edustrada’ la modalità digitale più efficace per portare a conoscenza di tutte le scuole i programmi info-formativi di ACI, realizzati negli ultimi anni e in costante aggiornamento per rispondere al meglio alle sempre nuove esigenze di studenti e docenti. Fare sistema è la migliore strategia per raggiungere il maggior numero di giovani con attività formative realizzate in sinergia da tutti i partner istituzionali. L’ACI e gli Automobile Club che operano sul territorio confermano il proprio impegno quotidiano in questo programma condiviso di educazione alla sicurezza stradale, finalizzato a rendere i ragazzi sempre più informati e consapevoli dei rischi della strada”.


Diplomati magistrali

Il 3 maggio si svolge una prima riunione tecnica di approfondimento con le Organizzazioni sindacali.


Diplomati magistrali, Fedeli: “Sospendere sciopero, lavorare per soluzione in Parlamento”

(Domenica, 29 aprile 2018) “Chiedo alle e ai docenti diplomati magistrali che stanno manifestando in questi giorni di sospendere lo sciopero della fame, perché si fanno un danno personale e anche fisico e io questo non lo voglio. Abbiamo detto loro e alla sigla sindacale che li sostiene, e che è venuta al confronto organizzato in questi giorni dal Ministero dell’Istruzione, di rivolgersi ai capigruppo dei partiti presenti in Parlamento e ai rappresentanti che sono nella commissione speciale di Camera e Senato. Commissione che sta affrontando i temi urgenti e non rinviabili”, così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli si appella ai diplomati magistrali.

Il Ministero, assicura, “darà tutto il supporto tecnico per determinare scelte che vanno, a mio avviso, fatte rapidamente. E che vanno effettuate, però, in sede parlamentare. Con soluzioni di lungo periodo, strutturali, nell’ottica di quella qualità dell’insegnamento e di quel diritto alla continuità didattica che dobbiamo garantire alle nostre studentesse e ai nostri studenti. Servono soluzioni durature che guardino alla qualità del sistema e che possano contemperare le aspettative di chi è coinvolto nei ricorsi, senza dimenticare i diritti di coloro che si sono laureati in scienze della formazione primaria, che sono controinteressati dalle sentenze e che sono purtroppo rimasti fuori dal dibattito che si sta sviluppando attorno a questa vicenda”.

Prosegue Fedeli: “Va scelto il metodo del confronto, della condivisione, per mettere in campo soluzioni che si possano poi realmente attuare, evitando nuovi futuri contraccolpi e contenziosi. Questa vicenda, ripeto, va risolta in Parlamento, perché è il Parlamento che può modificare norme precedenti. Se il Parlamento non interviene, la soluzione non c’è. Voglio poi ricordare – prosegue la Ministra – che il Ministero, in questi mesi, ha agito con serietà, con rispetto e con celerità. Subito dopo la sentenza del Consiglio di Stato, abbiamo chiesto un parere all’Avvocatura che consentisse successive interpretazioni uniformi nelle sentenze di merito dei giudici. Lo scorso 20 aprile, dopo aver ricevuto il parere dell’Avvocatura, sono stati ricevuti i sindacati di categoria e, nei giorni a seguire, le associazioni degli interessati e dei controinteressati. Abbiamo cominciato ad analizzare possibili proposte eque e giuste nei confronti di tutti gli interessati. Il 3 maggio ci sarà un ulteriore approfondimento tecnico. Il Miur è a disposizione delle forze politiche per il necessario lavoro istruttorio. Ricordo che parliamo, infatti, di una questione aperta dal 2000, una storia molto complessa che però va risolta. E al Ministero vogliamo risolverla e per questo ce ne siamo occupati e ce ne occuperemo. Supportando il Parlamento”.

Chiude Fedeli: “Chiedo perciò uno stop dello sciopero della fame e un lavoro di tutte e tutti per dare una svolta a questa vicenda che metta al centro le ragazze e i ragazzi e la scuola che vogliamo per loro. Noi siamo già al lavoro”.


Si è svolto il 20 aprile al MIUR un incontro con le Organizzazioni sindacali rappresentative riguardo alla questione dei diplomati magistrali, a seguito del sopraggiunto parere dell’Avvocatura dello Stato chiesto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in merito alla sentenza n. 11 del 2017 pubblicata il 20 dicembre scorso dal Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria. Per la parte politica era presente il Sottosegretario Vito De Filippo.

La richiesta di parere all’Avvocatura si era resa necessaria vista l’eterogeneità delle situazioni che si sono venute a determinare a seguito della sentenza di dicembre e la complessità giuridica di molte di queste. Anche sulla base del sopraggiunto parere dell’Avvocatura, il MIUR ha ribadito che restano fermi i diritti acquisiti di coloro che sono risultati destinatari di una sentenza già passata in giudicato. In tutti gli altri casi la decisione di dicembre non ha comunque effetti immediati. Occorrerà infatti attendere le sentenze di merito che, con ogni probabilità, si uniformeranno alla decisione del Consiglio di Stato.

In vista delle prossime sentenze e della necessità di garantire un ordinato avvio del prossimo anno scolastico, le Organizzazioni sindacali hanno espresso l’esigenza di un urgente intervento in sede parlamentare. Un’iniziativa legislativa tesa a salvaguardare, innanzitutto, il diritto delle studentesse e degli studenti alla continuità didattica e a un insegnamento di qualità e che possa contemperare le attese dei diplomati magistrali coinvolti dalle sentenze con quelle dei laureati in Scienze della formazione primaria.

Il MIUR si è dichiarato favorevole a una soluzione di tipo legislativo in sede parlamentare, nel rispetto dei diritti di tutte e tutti, a partire da quelli delle studentesse e degli studenti, e si è messo a disposizione per il supporto tecnico-amministrativo necessario. In questo senso è già stata programmata una prima riunione tecnica di approfondimento con le Organizzazioni sindacali che si terrà il prossimo 3 maggio.

Nel frattempo, già da lunedì, proseguirà il confronto con i gruppi e le organizzazioni che nei mesi passati erano stati ricevuti dal MIUR a seguito della sentenza di dicembre.


Le OO.SS. sono riconvocate al MIUR per martedì 16 gennaio 2018, alle ore 10.

Il 4 gennaio 2018 si è svolto al Miur un incontro con le Organizzazioni sindacali in merito alla questione dei diplomati magistrali, a seguito alla sentenza n. 11 del 2017 pubblicata il 20 dicembre scorso dal Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria.


Diplomati magistrali, ulteriori chiarimenti: nessun effetto immediato, chiesto parere ad Avvocatura

A fronte delle numerose richieste di chiarimento che stanno giungendo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sulla questione dei diplomati magistrali, si precisa che, come spiegato anche nel verbale dell’incontro che si è svolto con le Organizzazioni sindacali, la decisione assunta in Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 11/2017 non ha effetti immediati su tutte le situazioni giuridiche soggettive dei diplomati magistrali o dei controinteressati. La decisione ha bensì la funzione di assicurare che i giudici amministrativi interpretino in maniera uniforme la normativa, in occasione delle future sentenze e tenuto conto che in passato vi erano stati diversi orientamenti giurisprudenziali.

In attesa dei nuovi giudizi di merito, che si uniformeranno necessariamente alla decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, il Ministero, per poter ottemperare correttamente alla sentenza, ha innanzitutto analizzato tutte le situazioni giuridiche e di fatto esistenti e consolidate. Con particolare riferimento alla concreta gestione delle graduatorie e dei rapporti di lavoro che nel frattempo si sono instaurati con le e i docenti già inseriti (seppure con riserva) nelle GAE (Graduatorie ad esaurimento). Inoltre, per poter agire al meglio, nel rispetto di quanto stabilito dal Consiglio di Stato, il MIUR, come specificato ieri ai Sindacati e come riportato nel verbale dell’incontro, ha chiesto immediatamente, già il 22 dicembre scorso (la sentenza è stata pubblicata il 20) un parere all’Avvocatura Generale dello Stato sulle corrette modalità di esecuzione della sentenza, considerate le diverse fattispecie in campo e con l’obiettivo di garantire l’uniformità di attuazione sul territorio nazionale e, nel frattempo, anche la continuità didattica a tutela di studentesse e studenti.

Il MIUR precisa, inoltre, che la sentenza n. 11 del 2017 del Consiglio di Stato riguarda i diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002, che non risultavano inseriti nelle Graduatorie permanenti all’atto della loro trasformazione in Graduatorie ad esaurimento nel 2007 e che recentemente hanno proposto ricorsi per ottenere comunque l’inserimento nelle citate GAE. Il Consiglio di Stato ha deciso, con la sentenza pubblicata il 20 dicembre, che tale richiesta tardiva di inserimento nelle GAE non ha fondamento giuridico. La sentenza non ha invece alcun impatto, né immediato né futuro, sui diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle GAE, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge n. 296 del 2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento. Questi ultimi, infatti, per essere inclusi nelle GAE, avevano dovuto conseguire o l’idoneità in un concorso pubblico per titoli ed esami o frequentare e superare un corso straordinario organizzato dal MIUR finalizzato al conseguimento dell’idoneità per la scuola elementare o dell’abilitazione per la scuola materna, corso destinato esclusivamente a coloro che erano in possesso del diploma magistrale o di scuola magistrale e di determinati requisiti di servizio.


VERBALE INCONTRO 4 GENNAIO 2018

Il giorno 4 gennaio 2018, presso il MIUR, il Sottosegretario Vito De Filippo, il Capo di Gabinetto, il Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione e il Direttore generale per il personale scolastico hanno incontrato i segretari generali delle Organizzazioni Sindacali rappresentative per il comparto Istruzione e Ricerca, presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in merito alla sentenza n. 11 del 2017 resa dal Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria.

La sentenza riguarda l’utilità del titolo di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 ai fini dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, successivamente alla loro costituzione a partire dalle ex graduatorie permanenti.

La legge n. 341 del 1990 (articolo 3, comma 2) ha previsto per la prima volta che il diploma di laurea costituisse titolo necessario per l’accesso ai concorsi nella scuola dell’infanzia e primaria, e quindi anche per l’inserimento nelle graduatorie prima permanenti, poi ad esaurimento, che danno accesso al ruolo. Precedentemente, il titolo previsto per la partecipazione ai concorsi era invece quello di diploma magistrale.

I predetti corsi di laurea furono però attivati solo a partire dall’anno accademico 1999/2000. Perciò, con il decreto interministeriale 10 marzo 1997 fu previsto un regime transitorio, che conservò ai diplomi magistrali conseguiti entro l’a.s. 2001/2002 il valore di titolo idoneo a consentire la partecipazione alle sessioni riservate di abilitazione all’insegnamento finalizzate alla inclusione nelle graduatorie permanenti o ai concorsi per titoli ed esami a posti di insegnamento.

Negli anni si è instaurato un corposo contenzioso dinanzi soprattutto ai giudici amministrativi, col quale numerosi diplomati magistrali (con titolo conseguito entro il 2001/2002) non iscritti nelle ex graduatorie permanenti, hanno vantato l’ulteriore utilità del loro titolo di studio anche al fine dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento.

A seguito della sentenza in adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 11 del 2017, tali richieste sono state dichiarate infondate giuridicamente. Al riguardo, si sottolinea che la decisione assunta in adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha la funzione di assicurare che i giudici amministrativi interpretino in maniera uniforme la normativa, in occasione delle future sentenze, tenuto conto che in passato vi erano stati diversi orientamenti giurisprudenziali.

Il Sottosegretario De Filippo, richiamata brevemente la predetta complessa situazione giuridica risalente a numerosi anni addietro, informa le Organizzazioni Sindacali che la presenza di diritti e interessi contrapposti, tra i diplomati magistrali e gli altri abilitati all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria, impone la massima attenzione nella doverosa esecuzione della sentenza e delle successive sentenze di merito da parte dell’autorità amministrativa. In attesa dei nuovi giudizi di merito, il Ministero, al fine di poter ottemperare correttamente alla predetta decisione, ha analizzato tutte le diverse situazioni giuridiche e di fatto esistenti e/o consolidate, con particolare riferimento alla concreta gestione delle graduatorie e dei rapporti di lavoro nelle more instauratisi con i soggetti già inseriti (seppure con riserva) nelle GAE.

Proprio per questo, l’Amministrazione il 22 dicembre 2017 ha tempestivamente coinvolto l’Avvocatura Generale dello Stato, chiedendo un parere sui tempi e sulla corretta modalità di esecuzione della suddetta decisione considerate le diverse fattispecie ed al fine di garantire l’uniformità di attuazione sul territorio nazionale.

Il Direttore generale per il personale scolastico ha, quindi, fornito i dati principali in merito al numero di soggetti coinvolti. I diplomati magistrali iscritti nelle GAE a seguito dei contenziosi di cui trattasi sono più di 43.000, mentre sono più di 6.000 quelli che sono stati assunti in ruolo, pur se con riserva non essendo destinatari di sentenze passate in giudicato. Questi ultimi sono concentrati per lo più nelle regioni del Nord.

Le OO.SS., prendendo atto della posizione dell’Amministrazione, hanno rappresentato l’esigenza di una soluzione complessiva della questione.

Al termine del confronto le Parti hanno convenuto di riconvocare il tavolo politico non appena intervenuto il parere dell’Avvocatura dello Stato, tenuto conto della esigenza condivisa di una ordinata conclusione dell’anno scolastico in corso e convenendo tra l’altro sulla necessità di una riflessione generale sul meccanismo di reclutamento da utilizzare per la scuola dell’infanzia e primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per la scuola secondaria.

Nelle more di tale riconvocazione, le Parti si impegnano a monitorare congiuntamente e costantemente, in un apposito tavolo tecnico, l’evolversi della situazione.