ASI, il Professor Roberto Battiston confermato Presidente

(Mercoledì, 09 maggio 2018) Firmato il decreto di nomina del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI): confermato alla guida dell’Ente il professor Roberto Battiston. Ordinario di Fisica Sperimentale dell’Università di Trento, Battiston si è laureato presso la Scuola Normale di Pisa. Nel corso di oltre trent’anni di attività come incaricato dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare della sezione di Perugia ha lavorato all’interno di collaborazioni scientifiche internazionali, prima nel campo della Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali agli acceleratori e più recentemente studiando i raggi cosmici dello spazio.

La procedura:
Con decreto ministeriale del 10 novembre 2017, è stato costituito il Comitato che ha il compito di definire le modalità e i termini per la presentazione delle candidature per la selezione dei Presidenti degli Enti di ricerca vigilati dal MIUR. E ha il compito di proporre al Ministro le rose di candidati ai fini delle nomine.

Il Comitato è composto da: Lamberto Maffei, professore emerito di Neurobiologia presso la Scuola Normale di Pisa e vicepresidente dell’Accademia nazionale del Lincei (Coordinatore); Fabiola Gianotti, direttore generale del Conseil européen pour la recherche nucléaire (CERN); Mauro Ferrari, esperto in nanotecnologie e bioingengeria applicate alla medicina, presidente e amministratore delegato dello Houston Methodist Research Institute e direttore dell’Institute of Academic Medicine; Lucia Votano, dirigente di ricerca presso l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN); Aldo Sandulli, professore ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Il primo febbraio scorso, in vista della scadenza del precedente mandato dell’attuale Presidente dell’ASI (prevista per il 16 maggio 2018), l’apposito Comitato di selezione ha pubblicato l’avviso di chiamata pubblica alla candidatura per la Presidenza dell’Agenzia spaziale. Il bando scadeva lo scorso 5 marzo. Il Comitato, come da decreto di istituzione, ha compiuto la propria valutazione sulle candidature pervenute garantendo prioritariamente che il profilo dei candidati rispondesse ad elevata qualificazione tecnico-scientifica, comprovata da particolari competenze professionali, acquisite anche in ambito internazionale.

Il Comitato ha terminato i propri lavori il 18 aprile scorso e ha trasmesso gli atti relativi alla procedura di selezione, inclusa la rosa di candidati selezionati con le rispettive valutazioni. Il Comitato ha effettuato la valutazione delle competenze scientifiche e dell’esperienza gestionale dei candidati. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha firmato ieri il decreto di nomina del Presidente dell’ASI, confermando Roberto Battiston. Il decreto sarà ora trasmesso alle Camere.

I servizi di emergenza siano accessibili

Redattore Sociale del 09-05-2018

“I servizi di emergenza siano accessibili”: appello al Consiglio d’Europa

Appello delle associazioni al Consiglio europeo, che propone di includere e applicare i requisiti di accessibilità ai servizi di emergenza, attualmente per lo più inaccessibili a molte persone con disabilità. Le organizzazioni: “Chiedere aiuto è un diritto”

ROMA. Chiedere aiuto è un diritto e tutti devono avere la possibilità di rivolgersi ai servizi che gestiscono le chiamate d’emergenza: per questo non può essere accolta la proposta del Consiglio d’Europa, che esclude questo tema dall’Accessibility Act. La denuncia arriva da un gruppo di organizzazioni, tra cui lo European Disability Forum, che rivolgono un appello al Consiglio, chiedendogli di includere e applicare i requisiti di accessibilità ai servizi di emergenza, attualmente per lo più inaccessibili a molte persone con disabilità.

“Diversi paesi hanno sviluppato soluzioni ad hoc, come specifiche applicazioni mobili che gli utenti devono scaricare o registrare in anticipo – spiegano i promotori dell’appello – Ciononostante, molte persone con disabilità non possono ancora contare su un sistema accessibile per contattare i servizi di emergenza (come il 112) che funzionano in tutta l’Ue. L’Accessibility Act potrebbe finalmente affrontare e risolvere questa situazione discriminatoria, che mette in pericolo milioni di vite”.

La Commissione europea ha pubblicato la sua proposta di legge europea sull’accessibilità (EAA) alla fine del 2015. Una volta adottata, la legge stabilirà i requisiti di accessibilità per diversi prodotti e servizi, compresi appunto i servizi di emergenza. E’ un’attenzione che la proposta della Commissione ha avuto, prevedendo di applicare a questi servizi i requisiti di accessibilità già previsti in molti settori della comunicazione: comunicazione vocale, testo (inclusi testo in tempo reale e comunicazione video), da soli o in combinazione, per venire incontro alle esigenze delle persone che non possono comunicare oralmente, alle persone sorde, ipoudenti e sordocieche. Questi requisiti di accessibilità vengono dettati, nella proposta di legge, a tutti gli operatori economici. Le stesse modalità dovrebbero dunque essere applicate ai servizi di risposta alle richieste di emergenza, i cosiddetti “Public Safety Answering Points”, per renderli capaci di ricevere, rispondere e gestire adeguatamente tali comunicazioni. “Questo è tecnicamente fattibile – precisano i promotori – Sfortunatamente però – denunciano – il Consiglio ha deciso di escludere tutti i requisiti per i Psap, nella sua relazione sull’Accessibility Act”.

Di qui l’appello delle organizzazioni: “Esortiamo gli Stati membri a riconsiderare questa posizione. Non ha senso richiedere ai produttori di smartphone e agli operatori di rete di supportare mezzi di comunicazione accessibili nei servizi di emergenza, se non è previsto anche che i Psap siano attrezzati per gestire e rispondere ad essi. Escludere questa possibilità significherebbe rompere catena di comunicazione, letteralmente vitale”. La richiesta è che dunque siano accolti gli emendamenti 187, 292 e 300 alla legge presentati dal Parlamento europeo. Tuttavia, se ciò non fosse possibile, sosterremmo una soluzione simile a quella presentata dalla presidenza maltese dell’Ue, che stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di designare uno o più Psap addetti a ricevere, rispondere e gestire queste comunicazioni”.

Se queste richieste non saranno accolte, “le vite di coloro che non possono comunicare verbalmente e di oltre 52 milioni di cittadini sordi, sordomuti e sordociechi continueranno a essere a rischio. Innumerevoli altre persone sono indirettamente interessate, perché tutti possono trovarsi in una situazione in cui non sono in grado di chiamare i servizi di emergenza utilizzando la comunicazione verbale. In breve, tutti gli europei trarranno enormi benefici da modalità più accessibili per contattare i servizi di emergenza. Invitiamo pertanto le istituzioni dell’Ue, in particolare il Consiglio, ad adottare il nostro emendamento all’Accessibility Act, per garantire l’accessibilità dei servizi di emergenza. Questo salverà letteralmente vite umane”. (cl)

LetsApp

Samsung e MIUR presentano la seconda edizione di LetsApp

Quest’anno l’iniziativa rivolta agli studenti delle scuole secondarie italiane si focalizza sulla progettazione di App dedicate al tema della sicurezza

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto il coinvolgimento di oltre 30 mila studenti di tutta Italia, riparte la seconda edizione di LetsApp, il progetto di Samsung e MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) rivolto a tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado italiane, pensato per avvicinare i ragazzi al mondo delle applicazioni per dispositivi mobili, attraverso un corso di formazione online che offre la possibilità di acquisire capacità nello sviluppo di applicazioni Android.

LetsApp si concretizza in un programma di mentoring e avvicinamento alle nuove tecnologie dedicato agli studenti italiani i quali, attraverso una piattaforma di e-learning, hanno la possibilità di acquisire competenze di base sulla programmazione, facendo leva sull’ambiente di sviluppo MIT App Inventor 2 con l’obiettivo, alla fine del percorso, di realizzare un’applicazione per smartphone su piattaforma Android.

LetsApp si propone di stimolare gli studenti a confrontarsi con le proprie capacità di programmazione e di problem-solving offrendo, anche a coloro che non hanno familiarità con i linguaggi e le nozioni di programmazione, di cimentarsi in una sfida creativa e in un contesto stimolante e altamente qualificante.

Diviso in 4 fasi, il corso è strutturato in 10 diversi moduli – per una durata totale di circa 25 ore – che alternano nozioni teoriche a demo pratiche; ogni modulo si conclude con un test. LetsApp 2018 propone agli studenti di progettare applicazioni utili sul tema della sicurezza e, più nello specifico, che abbiano la potenzialità di prevenire i rischi in determinati ambienti/situazioni.

Samsung contribuisce da oltre 26 anni all’evoluzione digitale dell’Italia impegnandosi a diffondere la cultura dell’innovazione attraverso la nostra tecnologia avanzata, ma soprattutto grazie a progetti come LetsApp in grado di offrire a tutti gli studenti competenze evolute che contribuiranno a renderli professionisti qualificati e competitivi e ad alimentare l’innovazione nel nostro Paese”, ha dichiarato Mario Levratto, head of Marketing and External Relations Samsung Electronics ItaliaQuest’anno abbiamo deciso di focalizzare i progetti su un tema, quello  della sicurezza, molto caro a Samsung, poiché crediamo che la cultura del digitale debba portare con sé anche una cultura della sicurezza sempre più necessaria in un mondo che vede crescere le competenze digitali (e i rischi a queste legate) in maniera esponenziale di anno in anno».

“LetsApp è stato ideato per offrire agli studenti un’occasione di crescita e di confronto, incoraggiandoli ad intraprendere attività ed esperienze nell’ambito della digitalizzazione, per  valorizzarne lo spirito creativo e l’attitudine alla progettualità. Il successo è nei  numeri della passata edizione, ma soprattutto  nella qualità dei lavori presentati, e nella  stretta interconnessione tra scuola e impresa per la condivisione del sapere e delle tecnologie. L’intento è  rendere gli studenti italiani dei digital-makers, in grado di trasformare un’idea, una passione, un’intuizione in un progetto per la collettività”, sottolineaGiuseppe Pierro, dirigente Ufficio II – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR.

La partecipazione al programma è anche un’occasione per acquisire competenze e maggiore consapevolezza delle proprie attitudini, grazie al confronto con i concetti di progettualità e di learn by doing. Parte integrante della formazione sono le cosiddette “Soft Skills”, competenze trasversali essenziali per un inserimento efficace nel mondo del lavoro, sempre più apprezzate e richieste perché consentono alle aziende di avere risorse in grado di adattarsi con flessibilità e velocità ai cambiamenti del mercato. Obiettivo non secondario del progetto è quello di fornire agli studenti delle conoscenze di base sull’imprenditorialità, sul marketing e sulla comunicazione e di offrire una panoramica su come la tecnologia produca innovazione creativa. In questa nuova edizione verranno coinvolti maggiormente anche gli insegnanti attraverso un’apposita area dedicata in modo da poter approfondire gli argomenti anche durante le normali ore di lezione.

Tutti gli studenti che completeranno con successo il corso riceveranno dal proprio istituto di appartenenza un certificato di frequenza, che potrà essere utilizzato per il riconoscimento dei relativi crediti formativi da parte del Consiglio di classe.

La prima edizione dell’iniziativa ha ottenuto un notevole successo:

• oltre 30.000 iscrizioni pervenute da novembre 2016 al 31 marzo 2017 da parte di studenti e insegnanti di tutta Italia (contro una aspettativa iniziale di circa 10.000)

• più di 23.000 utenti uniciattivi (21.541 studenti e 1.502 insegnanti) su base giornaliera per un totale di 5.968 corsi completati dai cosiddetti LetsApp Champions (gli iscritti che hanno completato tutti i 10 moduli del percorso)

• 551 project work (app già sviluppate o in via sviluppo) da tutta Italia presentati sulla piattaforma per l’Hackathon finale del 30 maggio 2017 a Milano

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha riconosciuto negli obiettivi del progetto un allineamento con l’impegno di evolvere le modalità di apprendimento attraverso le nuove tecnologie. Inoltre, LetsApp rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra il mondo aziendale e quello istituzionale, in grado di promuovere competenze avanzate, sempre più richieste dal mercato, e sviluppare attitudini che offrono ai giovani italiani un vantaggio competitivo durante il percorso scolastico e, in futuro, professionale.

La piattaforma LetsApp è disponibile al seguente link: www.letsapp.it La partecipazione è aperta a tutti gli studenti iscritti a una scuola secondaria di secondo grado di qualsiasi tipologia e indirizzo, previa registrazione sul sito Internet dove occorre indicare la scuola di appartenenza, il nome del dirigente scolastico e i dati della Carta dello Studente.

18 milioni di euro per i dottorati innovativi a caratterizzazione industriale

Università, 18 milioni di euro per i dottorati innovativi a caratterizzazione industriale. Presentazione delle domande dal 15 maggio

(Mercoledì, 09 maggio 2018) Risorse per 18 milioni di euro per accrescere l’attrattività dei percorsi di dottorato degli Atenei statali e non statali delle otto Regioni del Mezzogiorno, in collaborazione con imprese e soggetti internazionali di eccellenza.
Il MIUR ha emanato il bando per l’attuazione delle misure per il sostegno del capitale umano previste all’interno del Programma Operativo Nazionale FSE-FESR “Ricerca e Innovazione 2014-2020”, ricompreso nel Programma Nazionale della Ricerca 2015-2020 approvato dal Governo nella seduta straordinaria del CIPE dell’1 maggio 2016.
Attraverso questo decreto, le Università potranno proporre dottorati la cui frequenza dovrà svolgersi obbligatoriamente all’estero (da un minimo di 6 a un massimo di 18 mesi) e presso le imprese (anche qui, da 6 a 18 mesi). Questo per consentire alle dottorande e ai dottorandi di qualificare “in senso industriale” le proprie esperienze formative e di ricerca, migliorando così la propria occupabilità e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo dei territori interessati dal programma: le Regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e le Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna).

Nello specifico, il nuovo Bando Azione I.1 “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale” finanzia le borse di dottorato relative ai corsi accreditati dall’Anvur nell’ambito della programmazione dei Corsi di Dottorato XXXIV Ciclo – Anno Accademico 2018/2019. Con un’importante dotazione finanziaria (18 milioni di euro circa), il decreto prosegue il percorso avviato con i precedenti Avvisi del Bando PON R&I “Dottorati Innovativi con Caratterizzazione Industriale”, basati su nuove modalità di collaborazione con il mondo imprenditoriale e sulla promozione e il rafforzamento dell’alta formazione e della specializzazione post laurea di livello dottorale, in coerenza con i bisogni del sistema produttivo nazionale.

A tale proposito, il nuovo bando (che consente la presentazione di 3 domande per corso) include anche gli specifici fabbisogni relativi alla strategia di trasformazione del manifatturiero di Industria 4.0 e al settore dei big data, per le aree disciplinari a forte vocazione scientifico-tecnologica.
Le domande dovranno pervenire nelle modalità indicate dal bando e potranno essere presentate, a partire dal 15 maggio 2018 ed entro e non oltre le ore 15.00 del 15 giugno 2018, sul sito CINECA, all’indirizzo http://dottorati.miur.it.

La logica di una geometria variabile…

La logica di una geometria variabile

di Cristina Del Bel Belluz

“Nelle Linee Guida per l’attuazione della Direttiva n.36 del 18/08/2016 sulla valutazione dei dirigenti scolastici e nella più recente Nota esplicativa n.3 prot. n. 6844 del 19 aprile 2018 Il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2017/2018 sono elencati alcuni possibili documenti da inserire nel Portfolio del dirigente, con l’intento di promuovere una visione organica e completa dei processi che si intrecciano in una istituzione scolastica. I documenti sono infatti collegati tra loro con interconnessioni che si realizzano su piani diversi. La visione d’insieme, che si è cercato di riprodurre attraverso la mappa più sotto rinvenibile, crea un intreccio piuttosto complesso che funziona nella sua logica d’insieme come un grande puzzle dove solo la giusta collocazione dei singoli pezzi permette di apprezzare il contributo di ciascuno al quadro finale. (…)”

“EPIGENETICA” QUALE FATTORE DI ALTERAZIONE DELLA FUNZIONALITA DEL FARMACO

“EPIGENETICA” QUALE FATTORE DI ALTERAZIONE DELLA FUNZIONALITA DEL FARMACO
di Paolo Manzelli , egocreanet2016@gmail.com
La Industria Farmaceutica ha sempre maggiori difficolta’ nel’ individuare nuovi principi attivi nella dei farmaci molecolari , cosi che oggi risulta problematico il definire l’area terapeutica di interesse, la quale viene a modificarsi a per ragioni” epigenetiche”, le quali modulano le patologie specifiche “personalizzandone” ogni probabile rapporto tra efficacia terapeutica e relativa tossicita’ del farmaco, cio’ proprio in seguito al degrado ambientale che agisce pesantemente sul cambiamento delle funzionalita farmacologiche che modificano il percorso della malattia.
“Drug Descovery Functions & Synthesis of Molecular Modelling ”(1)
Questa situazione di cambiamento “epigenetico” delle potenzialita’ farmacologiche mette in netta crisi gli studi tradizionali di modellazione molecolare delle relazioni lineari di concezione “meccanica” tra modelli di struttura molecolare e le attivita terapeutiche per alcune patologie specifiche .
Di conseguenza il cambiamento “epigenetico” degli effetti curativi delle medicine, inducono la attenzione della industria del Farmaco, verso un superamento progressivo delle strategie di sintesi molecolare , indirizzate a trovare nuove modalita’ di cura, come conseguenza del dover prendere in considerazione molteplici fattori concomitanti di natura “epigenetica”.
In questa situazione di cambiamento delle condizioni epigenetiche che incidono sulle strategie terapeutiche del farmaci, si affacciano con evidenza le potenzialita delle concezioni “olistiche” a sostegno della complessa attivita’ “biologica e mentale” che nell’ insieme sono capaci di armonizzare le funzionalita vitali di prevenzione e cura della salute .
In particolare il “Cluster Egocreanet” agendo nel favorire un processo di revisione “epigenetica” delle potenzialita terapeutiche di un moderno biovitalismo Olistico , inizia con il mettere in evidenza come la farmacologia ufficiale , ad oggi non abbia preso in considerazione le relazioni di integrazione tra “mente e materia” le quali incidono efficacemente sulle modificazioni del sistema cerebrale che conducono ad ottenere notevoli effetti psico-terapeutici, attraverso la efficacia di processi elettromagnetici quantici di informazione biologica. (2)
Questa moderna impostazione dove la Epigenesi rappresenta un ponte tra le attivita della mente e quelle della cura verra’ vista in relazione al cambiamento della funzionalita tradizionale del farmaco con l’ obiettivo di individuare la moderna riconversione epistemlogica delle metodologie di rivitalizazione bioquantica /olisica della salute.
Quanto sopra detto verra discusso al convegno del 24 maggio 2018 a Firenze sul tema : Acqua, Luce e Suono nella programmazione epigenetica del benessere , (4) .
Biblio on Line :
(1) – Farmacologia Principi attivi:
(2)- BIOQUANTICA : www.bioquanica.org
(3) NB: il termine “epigenetica” è stato coniato per la prima volta da C. H. Waddington nella metà degli anni ’50 per indicare lo studio delle interazioni tra fattori genetici e sviluppo embriologico. Attualmente, la ricerca sull’ Epigenoma si occupa di studiare le variazioni della potenziale espressione genica durante lo sviluppo di cellule e tessuti biologici che hanno coprono un ruolo estremamente importante durante la vita adulta e l’ invecchiamento per effetto dell’ambiente

(4)- Egocreanet / Cluster : programma in : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=101516  ; http://www.egocrea.net


PAOLO  MANZELLI
Director of LRE/EGO-CreaNet – University of Florence
EGOCREANET- VALIDATED EUROPEAN -PIC = 959882416
c/o BUSINESS INCUBATOR  ,
POLO SCIENTIFICO UNIVERSITA’ di FIRENZE
50019 -SESTO F.no– 50019 Firenze-
Via Madonna dl Piano ,06
-room: d.132: Phone: +39/055-4574662 Fax: +39/055 2756219
Mobile: +39/335-6760004; SKIPE “manzelli3”

Esempi di II prova scritta Esami di Stato 2017/18

Esempi di II prova scritta Esami di Stato 2017/18

  • Istituti Tecnici
    ITAT – elettronica ed elettrotecnica;
    ITBA – chimica materiali e biotecnologie;
    ITEC – elettronica ed elettrotecnica – tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici;
    ITET – elettronica ed elettrotecnica – sistemi automatici
    ITEN – meccanica, meccatronica ed energia

 

Elezioni a luglio? Fedeli: scuole superiori non saranno sede di seggio

da Orizzontescuola

Elezioni a luglio? Fedeli: scuole superiori non saranno sede di seggio

di redazione

Nella giornata di ieri, com’è noto, considerato che i partiti non hanno trovato un accordo per la formazione del Governo, è stata prospettata l’ipotesi di svolgere le elezioni nel prossimo mese di luglio, quindi durante lo svolgimento degli esami di Maturità.

Il rischio paventato è che le scuole interessate possano essere sede di seggio. Tale preoccupazione non avrebbe senso di esistere, secondo le parole del Ministro Fedeli, come riferito dall’Ansa:

Anche se le elezioni dovessero tenersi nel mese di luglio “non ci saranno problemi per gli studenti che affronteranno gli esami di maturità” .

E ancora:  “Qualunque sia la data che deciderà il presidente della Repubblica si lavorerà per far fare gli esami. Non toccheremo gli edifici degli istituti superiori dove si svolgeranno le prove della maturità. Ci attrezzeremo per
garantire agli studenti di poter fare gli esami”.

Nel caso di elezioni a luglio, dunque, non dovrebbero esserci problemi per lo svolgimento degli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione.

DPO: nasce il Data Protection Officer, la nuova figura professionale richiesta a scuola e in ufficio

da Orizzontescuola

DPO: nasce il Data Protection Officer, la nuova figura professionale richiesta a scuola e in ufficio

di redazione

PubbliRedazionale – Il Data Protection Officer, detto anche DPO, è una nuova figura professionale che si è imposta a tutti gli enti pubblici o privati, dopo l’introduzione del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali n.679/2016 General Data Protection Regulation (GDPR).

Dal 25 maggio 2018 il DPO sarà obbligatorio per tutti i 28 Stati dell’Unione Europea, venendo così a rappresentare, anche in Italia, un elemento essenziale per la tutela dei dati personali.

Il DPO in realtà è l’evoluzione del “privacy officer”. Il DPO quindi è un consulente esperto, che va ad affiancare il titolare nella gestione delle problematiche del trattamento dei dati personali; in tal modo si garantisce che un soggetto qualificato si occupi in maniera esclusiva della materia della protezione dei dati personali, aggiornandosi sui rischi e le misure di sicurezza, in considerazione della crescente importanza e complessità del settore.

Questa legge è trasversale e si applica a qualsiasi azienda che abbia nei suoi database informazioni sensibili di cittadini europei.

È una figura richiesta con urgenza nelle aziende e che offre forti sbocchi occupazionali in ambienti lavorativi trasversali.
I rischi di una mancata presenza all’interno dell’azienda oltre ai problemi gestionali dei dati possono ricadere nel penale con multe anche molto onerose.

La figura del DPO nelle scuole

Si è in attesa delle direttive Miur sull’applicazione alle scuole della normativa europea e delle linee guida del Garante, perché nelle scuole di ogni ordine e grado vengono trattate ogni giorno tantissime informazioni riguardanti gli studenti, le famiglie, la loro situazione sociale, accertamenti delle disabilità.

Una non corretta comunicazione che contenga dati sensibili su un minore, un riferimento inopportuno al suo rendimento scolastico, la pubblicazione di foto e filmati sul sito web della scuola, potrebbero costituire una violazione delle norme sulla privacy e della riservatezza dei dati, con conseguenti sanzioni per i Dirigenti scolastici e dei DSGA, rispettivamente titolari e responsabili del trattamento dei dati.

Come si diventa DPO?

Il corso DPO online per Data Protection Officer abilita questa nuova figura professionale e prevede una formazione sia sui compiti previsti sia sulle nuove norme di gestione dei dati.

Quali sono i compiti del DPO

Il DPO deve godere di autonomia e come qualsiasi lavoro altamente specializzato deve rimanere aggiornato sulle normative vigenti riguardo la protezione dei da

ti e la gestione degli stessi.

Attraverso il corso verranno quindi affrontate tutte le dinamiche dell’archiviazione, i diritti dell’individuo e la posizione del data protection officer stesso all’interno delle strutture.

La Certificazione DPO

La certificazione DPO è un titolo internazionale, valido per concorsi e pubbliche amministrazioni.
Il titolo rilasciato oltre ad essere un importante riconoscimento curriculare è un tassello fondamentale per ricoprire l’incarico di Data Protection Officer all’interno delle Amministrazioni Pubbliche.

Perché conseguire una certificazione DPO

Il corso per diventare DPO è una soluzione per chi vuole mantenere efficace e produttiva la propria struttura aziendale, ma anche per chi cerca nuovi sbocchi professionali, o è in cerca di un impiego e desidera specializzarsi con un profilo professionale già molto richiesto.

L’iscrizione gratuita all’Albo DPO

Chi si iscrive al corso DPO, ottenendo quindi l’attestato riconosciuto a livello internazionale, ha la possibilità di inserire la propria candidatura come “Esperto Data Protection Officer” nell’albo DPO ed essere così selezionato dalle aziende interessate ad assumere questa figura professionale.

Ogni attività commerciale, ente pubblico o privato e libero professionista alla ricerca di tale esperto potrà selezionare dalla lista qualificata di Data Protection Officer il proprio esperto certificato DPO per la propria azienda.

Al momento l’unico modo per inserire la propria candidatura come “Esperto Data Protection Officer” è attraverso la certificazione DPO rilasciata dal sito soloformazione.it

Certifica subito le tue competenze e accedi gratis all’Albo dei DPO

Per informazioni e iscrizioni chiama lo 02 87199126

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Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2018/2019

da La Tecnica della Scuola

Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2018/2019

Scrutini ed esami, reclami e contenziosi: corretta gestione della documentazione

da La Tecnica della Scuola

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Piano annuale per inclusione (PAI): le indicazioni prima della scadenza del 30 giugno e il modello Miur

da La Tecnica della Scuola

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Nuovo Regolamento Ue privacy, le scuole non sanno cosa fare

da La Tecnica della Scuola

Nuovo Regolamento Ue privacy, le scuole non sanno cosa fare

2.400 posti vacanti di Dsga

da La Tecnica della Scuola

2.400 posti vacanti di Dsga

Maturità 2018: come aggirare la non ammissione all’esame grazie al Consiglio di Stato

da Tuttoscuola

Maturità 2018: come aggirare la non ammissione all’esame grazie al Consiglio di Stato

Tra un mese circa l’ultimo appello per l’ammissione alla classe successiva e agli esami di terza media con la novità delle nuove regole sulla valutazione per gli studenti del primo ciclo, che prevede criteri meno severi rispetto al passato.

Per gli studenti del secondo ciclo le regole sono ancora quelle precedenti, e per l’ammissione all’esame di maturità nulla è cambiato. Ma proprio per l’ammissione all’esame le vecchie regole potrebbero inguaiare più di uno studente, in quanto, come si sa, non basta la media del sei per essere ammessi, ma occorre avere la sufficienza in tutte le materie, nonché un voto di comportamento non inferiore a sei decimi.

Tra i non ammessi all’esame di maturità, però, ogni anno aumenta il numero di coloro che riescono ad aggirare l’ostacolo della non ammissione, presentandosi all’esame e conseguendo il diploma.

Come? Presentando ricorso al Tar e sfruttando una sentenza del Consiglio di Stato che ormai fa da massima giurisprudenziale.

Con il ricorso al Tar (che ha un costo, ma per le famiglie abbienti non costituisce un problema) si riesce sempre ad ottenere un’ordinanza cautelare fumus boni iurisper possibile danno immediato ed avere l’ammissione alla maturità con riserva.

Grazie anche al fatto che le bocciature alla maturità sono sempre più rare, lo studente, pur ammesso con riserva, può superare le prove. A questo punto cosa succede?

Come ribadito dalla sentenza n. 1892/2009 del Consiglio di Stato, il superamento degli esami di maturità assorbe il giudizio negativo di idoneità espresso dal Consiglio di classe, sospeso in sede giurisdizionale con l’ammissione con riserva del candidato agli esami stessi.

Più precisamente, il Consiglio di Stato ha affermato che l’esame di maturità, pur vertendo, all’epoca del giudizio, su di un numero di materie più limitato di quelle prese in considerazione dal Consiglio di classe, ha comportato ugualmente una valutazione globale dello studente, con l’apprezzamento anche del curriculum di questi, ivi inclusi i giudizi negativi manifestati dallo stesso Consiglio di classe nella fase precedente”. Pertanto, la verifica positiva intervenuta all’esito dell’esame (quale che sia il modo con cui a tale verifica il candidato sia pervenuto), assume, appunto, carattere assorbente della fase di giudizio precedente”.

I consigli di classe sono avvertiti. Un’altra picconata alla serietà della scuola.