Autismo. Approvate le nuove linee di indirizzo per la promozione e la qualità degli interventi

Il Farmacistaonline.it del 11-05-2018

Autismo. Approvate le nuove linee di indirizzo per la promozione e la qualità degli interventi

Il documento approvato in Conferenza Unificata è una linea di indirizzo nazionale da utilizzare come supporto per la programmazione, riorganizzazione e potenziamento dei modelli assistenziali e dei servizi socio sanitari a livello regionale e locale, vista la disomogeneità e incompletezza delle precedenti linee di indirizzo. L’INTESA. 11 MAG – Intesa in Conferenza Unificata – purché il tutto sia compatibile con le risorse disponibili a livello locale – sull’aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro acustico, necessario per la disomogeneità e incompletezza delle precedenti linee di indirizzo.

Il documento approvato è una linea di indirizzo nazionale da utilizzare come supporto per la programmazione, riorganizzazione e potenziamento dei modelli assistenziali e dei servizi socio sanitari a livello regionale e locale.

Per quanto riguarda l’Italia, le uniche stime di prevalenza a oggi disponibili sull’autismo fanno riferimento alle Regioni Emilia-Romagna e Piemonte e sono basate sui sistemi informativi regionali.

In Piemonte è in vigore a partire dal 2003 un sistema informativo che raccoglie i dati delle 27 Unità Operative di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza che partecipano all’Osservatorio regionale sulla disabilità infantile. Sulla base di tali dati, la prevalenza di diagnosi di ASD nella regione Piemonte è di 3,8 per mille nella popolazione target 0-17 anni [0.74 per mille (0-2 anni), 6.2 per mille (3-5 anni), 4.2 per mille (6-10 anni), 4.1 per mille (11-13 anni), 3.2 per mille (14-17 anni)].

In Emilia­ Romagna, dove opera dal 1999 un sistema per la registrazione delle prestazioni sui soggetti presi in carico, la prevalenza totale nell’anno 2016 è del 3.9 per mille nella popolazione target 0-17 anni, 2.9 per mille (0-2 anni), 5.5 per mille (3-5 anni), 4.3 per mille (6-10 anni), 3 per mille (11-17 anni).

Sia i dati del Piemonte che quelli dell’Emilia Romagna confermano il progressivo abbassamento dell’età di prima diagnosi. Questo dato assume una particolare rilevanza alla luce del crescente corpo di evidenze scientifiche, che segnalano l’importanza della diagnosi e del trattamento precoce così come la necessità di costruire una cornice di interventi basata sull’evidenza e adattata ai bisogni della persona nello spettro autistico in tutte le diverse epoche della vita. In età adulta i dati sono ancora più scarsi ed è necessario implementarne la raccolta.

Obiettivi del documento di aggiornamento sono di individuare una serie di obiettivi e azioni prioritarie per fornire indicazioni omogenee per la programmazione, attuazione e verifica dell’attività della rete dei servizi per le persone nello spettro autistico in tutte le età della vita, favorendo il raccordo e il coordinamento tra tutte le aree operative coinvolte.
Integrazione e coordinamento delle diverse agenzie e servizi pubblici nelle aree della sanità, istruzione, sociale, lavoro, sono necessari per realizzare interventi appropriati e congrui rispetto ai bisogni delle persone nello spettro autistico in tutte le epoche di vita garantendo la continuità dei servizi dall’età evolutiva all’età adulta e lo sviluppo coerente di un percorso di vita.

INTERVENTI MIRATI DI SANITA’ PUBBLICA CON FINALITA’ STRATEGICHE. Azioni.
• Ricognizione aggiornata della normativa regionale, generale e di settore, con particolare riferimento ai piani e programmi regionali per ASD.
• Ricognizione aggiornata dell’offerta sanitaria e sociosanitaria esistente su base regionale.
• Predisposizione di un sistema informativo finalizzato a raccogliere dati provenienti dai servizi sanitari e socio-sanitari per i disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza, che consenta di evidenziare le informazioni specifiche relative ai disturbi dello spettro autistico, possibilmente da integrare con i dati provenienti dai servizi sociali e dagli Uffici Scolastici Regionali. È fondamentale predisporre un sistema informativo nell’ambito del quale sia realizzata una cartella clinica unica per l’individuo, dall’età evolutiva all’età adulta, in maniera tale da ottimizzare la continuità assistenziale anche grazie alla trasmissione aggiornata e continua delle informazioni sociosanitarie.
• Analoga valorizzazione delle informazioni riguardanti gli individui con ASD in età adulta va prevista all’interno dei sistemi informativi esistenti.

PREVENZIONE E INTERVENTI PRECOCI. Azioni.
• Interventi di sensibilizzazione della popolazione generale relativamente all’importanza di promuovere il benessere del bambino, il suo neurosviluppo, e di favorire la conoscenza sui segni e sintomi precoci dei disturbi.
• Attività formative specifiche rivolte alla rete sanitaria ed alla rete educativa ai fini di promuovere la conoscenza sui sintomi precoci del neurosviluppo, con particolare attenzione al disturbo dello spettro autistico. Tali attività dovrebbero rientrare in una cornice coordinata di interventi formativi condivisa a livello nazionale e regionale.
• Istituzione di raccordi formalizzati tra i pediatri di libera scelta e i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza per garantire una precoce formulazione del sospetto di ASD da parte del Pediatra di Libera Scelta nell’ambito dei bilanci di salute seguito dall’invio tempestivo alle équipe specialistiche per ASD dei Servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva.
• Interventi finalizzati a promuovere il coinvolgimento attivo della famiglia durante il percorso diagnostico e nella fase di costruzione del progetto terapeutico.
• Interventi precoci basati sull’evidenza.

Potenziamento della rete dei servizi per la diagnosi, la cura e la presa in carico globale della persona nello spettro autistico

Per questo aspetto è prevista, tra le altre attività, la promozione di un’azione programmatica regionale che preveda il monitoraggio dello sviluppo dei bambini ad alto rischio per ASD (ad esempio fratellini di bambini con ASD, nati prematuri, nati piccoli per età gestazionale) ed è auspicabile un livello di monitoraggio nazionale per l’implementazione di questa azione secondo criteri condivisi e standardizzati.

Va poi Individuato un percorso uniforme sul territorio regionale per l’assistenza alle persone nello spettro autistico, minori e adulti, mediante la definizione di procedure e modalità unitarie per l’accesso ai servizi sanitari e sociali, la presa in carico della persona e della famiglia, la valutazione multidimensionale dei bisogni e definiti a livello regionale percorsi e strumenti di valutazione diagnostica e funzionale (di tipo multidimensionale), clinico-biologica, appropriati e basati sulle evidenze scientifiche, preferibilmente con protocolli diagnostici che includano strumenti standardizzati e prevedano anche i necessari accertamenti laboratoristici e strumentali.

Sono anche da individuare équipe specialistiche multidisciplinari dedicate nell’ambito dei servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva; analoghe equipe devono essere previste per l’età adulta, con la garanzia della govemance clinica da parte del Dipartimenti di salute mentale, e dei servizi di salute mentale per l’età adulta che formulino la diagnosi e definiscano il progetto individualizzato abilitativo e di assistenza, ne valutino l’andamento attraverso l’analisi di un profilo di indicatori e svolgano anche attività di consulenza nei diversi contesti di vita della persona. Nella definizione del progetto e nella valutazione degli esiti le équipe multidisciplinari devono considerare le caratteristiche individuali della persona, le sue aspettative e preferenze, il contesto in cui vive la persona e la sua famiglia nell’ottica del miglioramento della qualità della vita.

Le Regioni dovranno definire il fabbisogno di assistenza ambulatoriale, domiciliare, residenziale e semiresidenziale sul proprio territorio,distinguendo l’offerta in modo da garantire differenti livelli di intensità assistenziale dei trattamenti terapeutici, abilitativi/riabilitativi in relazione ai differenti bisogni sanitari, sociali ed educativi e ai diversi gradi di compromissione del funzionamento personale e sociale della persona nello spettro autistico. Le Regioni, in particolare, identificano le modalità organizzative anche attraverso la formulazione di raccomandazioni e la adozione di PDTA per l’età evolutiva e per l’età adulta che individuino procedure e modalità di lavoro in rete.

FORMAZIONE. Azioni.
• Attivazione di un tavolo permanente di collaborazione con il ministero dell’Universitàper aggiornare e adeguare, nei programmi universitari e post universitari, i contenuti formativi relativi ai disturbi dello spettro autistico in linea con l’evoluzione delle evidenze scientifiche. L’aggiornamento dei programmi universitari e post universitari dovrebbe essere rivolto a tutte le professioni potenzialmente implicate nella diagnosi, cura e presa in carico globale della persona nello spettro autistico.
• Attivazione a livello nazionale, regionale e locale, di progetti formativi, anche nell’ambito ECM, per l’aggiornamento, preferibilmente con modalità integrate, di tutte le figure professionali sanitarie, sociali ed educative, sia dell’età evolutiva che dell’età adulta.
• Attivazione a livello nazionale, regionale e locale di attività formative specificatamente rivolte ai familiari delle persone nello spettro autistico includendo attività formative relative al ruolo del familiare come partner attivo dalla fase del percorso diagnostico a quello dell’intervento.
• Attivazione e/o potenziamento nel settore scolastico di attività formative e di supporto alle scuole per garantire un efficace intervento psicoeducativo, valorizzando le professionalità degli insegnanti e degli educatori.
• Promozione a livello nazionale, regionale e locale di attività formative rivolte alla popolazione generale al fine di promuovere la sensibilizzazione e il rispetto della dignità e della piena inclusione delle persone nello spettro autistico .
• Valorizzazione di attività formative finalizzate alla promozione della vita autonoma, di integrazione con il tessuto sociale circostante e di work experience.

Accesso ai corsi accademici di I livello

AFAM, firmato il decreto sui percorsi propedeutici per l’accesso ai corsi accademici di I livello

Emanato l’11 maggio 2018 il decreto che prevede la possibilità per gli Istituti Superiori di studi musicali e coreutici previsti dalla legge 508/1999 e dal dpr 212/2005 di organizzare corsi propedeutici per la preparazione delle prove per l’accesso ai corsi di studio accademici di primo livello dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Una formazione di altissimo livello che punta a intercettare e valorizzare, fin dalla scuola secondaria di II grado, i talenti di studentesse e studenti, rafforzando il rapporto fra il sistema dell’istruzione e quello dell’AFAM. Il decreto si inserisce nell’ambito di un più complessivo piano di rilancio della promozione dell’arte e della cultura umanistica nel sistema scolastico e di istruzione superiore previsto dalla legge 107 del 2015 e ha avuto ieri il via libera in Conferenza Unificata.

Fra i criteri indicati per l’organizzazione dei corsi ci sono la durata (che per gli Istituti musicali non potrà superare il triennio e per la danza gli 8 anni), la compatibilità con la frequenza della scuola secondaria, l’obbligo del rilascio, al termine del percorso formativo e a richiesta dell’interessato, di una certificazione attestante il programma di studio svolto, gli obiettivi formativi raggiunti e la durata del corso propedeutico.

Per armonizzare l’attività e l’offerta formativa delle Istituzioni AFAM sono stati predisposti, in appositi allegati al decreto, i requisiti di accesso per ciascun corso propedeutico e gli obiettivi formativi e i livelli tecnici previsti per l’ammissione al relativo triennio accademico. Sono state definite, inoltre, le competenze e la preparazione necessarie ai fini dell’ammissione al primo anno della sezione musicale dei Licei musicali e coreutici.

Maestre e diplomate, ecco quante diranno addio al posto fisso

da Repubblica

Maestre e diplomate, ecco quante diranno addio al posto fisso

Il ministero dell’Istruzione ha i numeri: 5.655 perderanno la cattedra, 43.500 torneranno alle supplenze. La ministra Fedeli: nessun decreto, deciderà il Parlamento. La laureate (24 mila) contrattaccano: “Per avere la cattedra devono passare per un concorso”

di CORRADO ZUNINO

ROMA – Ora, sulla dilaniante questione delle diplomate magistrali, e delle storiche maestre dell’infanzia in fila nelle Graduatorie a esaurimento, ci sono i numeri. I ragionamenti, e gli scontri tra precari, possono poggiare su una base di dati offerta dal ministero dell’Istruzione. Oggi nelle Graduatorie Gae, quelle che consentono l’accesso al ruolo di docenza, ci sono 67.312 maestre (la predominanza delle donne in questo settore è assoluta) che possono insegnare alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Rappresentano il numero più consistente degli iscritti in Gae: per loro, e solo per loro, la Legge 107 detta “La buona scuola” non ha previsto arruolamento speciale. È proprio la presenza delle aspiranti maestre che non consente alle storiche Graduatorie a esaurimento di esaurirsi, come più volte vaticinato da Matteo Renzi quando era al governo. Per le cattedre della scuola media e delle superiori, infatti, sono rimasti in Graduatoria solo 9.823 docenti: 1481 sul primo grado e 8.342 sul secondo.
 
Bene, in questo blocco – una sala d’attesa per il posto fisso – le maestre magistrali sono la maggior parte: 43.534, il 65 per cento. Sono entrate nelle ultime tre stagioni grazie a decine di sentenze dei Tribunali amministrativi regionali e otto decisioni del Consiglio di Stato che parificavano la laurea al diploma. Va ricordato che ci sono migliaia di diplomate sistemate in Seconda e Terza fascia che non si sono rivolte ai Tar per avere il posto: si affidano ai concorsi pubblici.
 
Le diplomate magistrali sono state iscritte alle Gae “con riserva”, dopo ricorso appunto. E oggi questa “riserva” – che è sempre stata ricordata anche nei contratti di assunzione – pesa. La sentenza del Consiglio di Stato a sezioni riunite depositata il 20 dicembre scorso – “il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale” – ha attivato un meccanismo per cui con l’arrivo delle sentenze di merito gradualmente le diplomate in Gae (luogo di accesso a una cattedra) saranno spostate in seconda fascia (luogo di accesso solo alle supplenze).
 
Di più, c’è un numero di maestre che dovranno tornare al precariato nonostante abbia già ottenuto il ruolo. Sono 5.665, assunte, appunto, “con clausola risolutoria”. Molte sono entrate nell’anno scolastico 2016-2017, l’ottanta per cento di queste al Nord. “Il licenziamento di massa”, definizione coniata dall’avvocato Michele Bonetti, in verità si può applicare solo a queste cinquemila maestre retrocesse: perderanno certezze e le tredici mensilità. Ci sono, ancora, 1.814 “diplomate” che hanno mantenuto la cattedra poiché avevano firmato un contratto “senza clausole”: continueranno a insegnare a stipendio fisso.
 
In generale 49.199 maestre dell’infanzia e delle scuole elementari resteranno o torneranno al ruolo di precarie. “Se vogliono prendere il posto devono fare un concorso”, è il mantra delle Gae infanzia storiche rilanciato nelle chat di settore. Alcune attendono il ruolo da 15-20 anni e non fanno sconti alle colleghe diplomate. La replica è: “Per insegnare conta anche l’esperienza”. Cosa vera per le diplomate che sono rimaste nel tempo nel mondo della scuola e in diversi casi, poi, si sono laureate, ma le “immissioni a pettine” avvenute per volontà dei Tar e di otto sentenze del Consiglio di Stato nelle stagioni 2015-2017 hanno tirato dentro precari che si erano dedicati ad altre professioni: tassisti, assicuratori, free lance vari. Diversi di questi avevano partecipato al concorso pubblico del 2015, senza superarlo. Ora chiedono l’assunzione via ricorso. Un problema, questo, per la qualità dell’insegnamento.
 
Nella Graduatoria ad esaurimento ci sono ancora 23.778 precari che hanno vinto un concorso o hanno fatto il passaggio post-diploma delle Scienze della formazione primaria (quattro anni, vecchio ordinamento): aveva valore concorsuale. Ecco, si è formata una terza categoria di aspiranti maestre (intorno a quattromila) oggi alloggiate nelle Gae: hanno passato Scienze della formazione primaria, corso di livello universitario, ma non hanno partecipato a un concorso pubblico. Radunate in un coordinamento rappresentativo, non chiedono l’assunzione come fanno le diplomate magistrali, solo concorsi regolari. Ogni due anni.
 
Che succederà adesso? La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha detto a tutti – i sindacati sono molto attivi in questi giorni – che non farà sanatorie né decreti d’urgenza e che una soluzione può essere trovata solo in Parlamento. Non sarà cosa breve, neppure questa. La Cisl ha proposto la creazione di una quarta fascia alla quale attingere per le assunzioni seguendo sempre criteri di ordine per punteggi. Chi è in prima fascia da anni – le Gae storiche – fa però notare che prima bisognerebbe occuparsi di loro. Forza Italia, con una proposta del senatore Lucio Malan, chiede di aprire le Graduatorie ad esaurimento a tutti i diplomati magistrali. Parla di una nuova fase transitoria, invece, Simona Malpezzi, senatrice del Pd: “Dobbiamo regolare in modo ordinato le prossime fasi del reclutamento garantendo il più possibile la continuità didattica e tenendo conto delle legittime aspettative di tutti gli insegnanti, i diplomati, i precari, i laureati in Scienze della formazione”.

ATA Mobilità: a chi va inviata la domanda entro il 14 maggio

da Orizzontescuola

ATA Mobilità: a chi va inviata la domanda entro il 14 maggio

di redazione

Può presentare domanda di trasferimento il personale a tempo indeterminato che intende cambiare scuola, provincia o profilo di appartenenza.

Tra gli interessati anche coloro i quali non hanno ancora una sede definitiva o hanno perso la titolarità, che dovranno presentare domanda volontaria o attendere le operazioni d’ufficio.

Dove va inviata la domanda

La risposta è contenuta all’art. 28 dell’OM per l’a.s. 2018/19 “Per quanto concerne il personale ATA le domande devono essere compilate on line e trasmesse alla scuola via web. Le istituzioni scolastiche, verificata la congruità degli allegati dichiarati e delle certificazioni allegate ove necessarie, inviano le domande via web e trasmettono le certificazioni cartacee all’Ufficio territorialmente competente.”

Pertanto, compilazione on line, invio alla scuola, trasmissione da parte della scuola all’Ufficio scolastico.

Queste indicazioni valgono per tutti, neoimmessi o personale con più anni di servizio.

Mobilità ATA, domande sino al 14 maggio. Preferenze esprimibili, trasferimento provinciale e interprovinciale. Scheda di sintesi

Assegnazioni provvisorie 2018/19, probabile proroga del Contratto 2017/18 con modifiche. Ecco quali

da Orizzontescuola

Assegnazioni provvisorie 2018/19, probabile proroga del Contratto 2017/18 con modifiche. Ecco quali

di redazione

Nella giornata di  ieri, come già riferito, Miur e sindacati si sono incontrati in merito al prossimo CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.

Assegnazioni provvisorie su sostegno anche senza titolo, la risposta il 22 maggio

Il Contratto integrativo, sulla base del nuovo CCNL 2016-18, dovrebbe essere triennale, tuttavia le parti sembrano essere orientate verso una proroga del Contratto 2017/18 con alcune modifiche relative alle principali criticità evidenziate lo scorso anno.

Proroga CCNI 2017/18

La proroga del Contratto, scrive la Cisl,  è una scelta che si pone in analogia e continuità con quella fatta a suo tempo, quando si è stabilito di prorogare il contratto integrativo sulla mobilità dello scorso anno, attraverso un accordo ponte.

Modifiche

Le modifiche proposte dai sindacati, come riportato dalla Cisl, sono le seguenti (alcune le abbiamo riferite ieri nel sopra riportato articolo):

  • eliminare l’obbligo di convivenza con il genitore in caso di ricongiungimento
  • ricomprendere i parenti o affini conviventi tra le persone alle quali può essere chiesto il ricongiungimento
  • consentire la richiesta di assegnazione provvisoria nell’ambito della nuova provincia acquisita per trasferimento, al fine di ottenere una scuola del comune di ricongiungimento (l’anno scorso questa possibilità era consentita esclusivamente per coloro che avevano ottenuto il trasferimento beneficiando delle precedenze)
  • chiarire che è sufficiente l’indicazione tra le preferenze esprimibili di una scuola del comune prima di richiedere scuole di comuni diversi (precisazione contenuta in una FAQ inviata dal MIUR direttamente agli Uffici Periferici nel mese di agosto dello scorso anno, ma di cui solo alcuni di questi hanno tenuto conto)
  • consentire la possibilità di richiedere l’assegnazione provvisoria interprovinciale ai docenti privi di titolo di specializzazione sul sostegno, limitando comunque le operazioni ai soli posti in deroga concessi entro una determinata data

Assegno nucelo familiare sospeso dal 1° luglio se non si presenta nuova domanda su NoiPA. Il modello

da Orizzontescuola

Assegno nucelo familiare sospeso dal 1° luglio se non si presenta nuova domanda su NoiPA. Il modello

di redazione

L’assegno per il nucleo familiare viene sospeso automaticamente a decorrere dal 1° luglio 2018 da parte della Ragioneria Provinciale dello Stato. Per evitare l’interruzione bisogna presentare nuovamente domanda.

Il personale interessato ha ricevuto o riceverà un apposito messaggio nell’area riservata di NoiPA con l’invito al rinnovo della domanda.

La nuova domanda riguarderà l’assegno per il nucleo familiare per il periodo 01 luglio 2018 – 30 giugno 2019.

Nella domanda bisognerà indicare

1) il reddito familiare complessivo, percepito nell’anno 2017, desumibile dalla dichiarazione dei redditi 2018;

2) i redditi a tassazione separata, indicati nella Certificazione Unica 2018 ;

Alla domanda andrà altresì allegata, copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente e del coniuge

lI modulo per la richiesta dell’assegno nucleo familiare potrà essere scaricato dal Portale NOI PA accedendo dal menù: →DOCUMENTAZIONE → MODULISTICA →PERSONE→ MODELLO 2018 REDDITI 2017.

Se il modello non dovesse ancora essere disponibile, sarà caricato a breve. C’è tempo fino al 30 giugno per presentare la domanda.

Ape volontaria: quali requisiti e come presentare la domanda

da La Tecnica della Scuola

Ape volontaria: quali requisiti e come presentare la domanda

Avanguardie Educative, individuazione di Scuole polo: scadenza 7 giugno

da La Tecnica della Scuola

Avanguardie Educative, individuazione di Scuole polo: scadenza 7 giugno

Mobilità 2018: tutte le prossime scadenze

da La Tecnica della Scuola

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Certificazione delle competenze, le nuove Linee guida

da La Tecnica della Scuola

Certificazione delle competenze, le nuove Linee guida

Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche

Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche, a Pavia la premiazione delle vincitrici e dei vincitori. In corsa per il podio 151 ragazze e ragazzi da tutta Italia

(Venerdì, 11 maggio 2018) Si è tenuta questa mattina, al Collegio Borromeo di Pavia, la cerimonia di premiazione delle vincitrici e dei vincitori della settima edizione delle Olimpiadi Nazionali di Lingue e Civiltà Classiche. In corsa per la conquista del titolo, 151 ragazze e ragazzi da tutta Italia dei Licei Classici e Scientifici. Le finaliste e i finalisti hanno affrontato la prova per il podio dopo essere stati selezionati tramite le gare regionali e i Certamina accreditati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Le Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche sono promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione.
La sfida finale si è tenuta mercoledì, sempre presso l’Almo Collegio Borromeo.

Tre le sezioni di gara: Lingua Latina (77 le ragazze e i ragazzi in competizione), Lingua Greca (47 aspiranti al podio) e Civiltà Classiche (la meno “affollata”, con 27 concorrenti).

I riconoscimenti assegnati:

Sezione Lingua Latina
1. Francesco PAMBIANCO – Liceo classico “Tacito”, Terni
2. Maria NIMIS – Liceo classico “Iacopo Stellini”, Udine
3. Fabiana MOCELLA – Liceo classico “Pietro Colletta”, Avellino

Menzione di merito:
Roberto MAURI – Liceo classico “Paolo Sarpi”, Bergamo
Alessandro PARABÒ – Liceo classico “Jacopo Stellini”, Udine

Sezione Lingua Greca
1. Lorenzo GARGELLI – Liceo classico “Virgilio”, Empoli (FI)
2. Cecilia DE BERNARDI – Centro salesiano “Don Bosco”, Treviglio (BG)
3. Tommaso BRUSASCA – Istituto di istruzione superiore “Cesare Balbo”, Casale Monferrato (AL)

Menzione di merito:
Martina ROTONDO – Liceo classico e musicale “G. Palmieri”, Lecce
Althea Rosa Ludovica SOVANI – Liceo classico “G. Berchet”, Milano

Sezione Civiltà Classiche
1. Tommaso NIGRA – Liceo classico “N. Spedalieri”, Catania
2. Carmelo LO FARO – Liceo scientifico “Galileo Galilei”, Catania
3. Giulia BRONZI – Liceo classico “Giacomo Leopardi”, Macerata

Menzione di merito:
Roberto GIGLIO – Liceo classico “Pasquale Galluppi”, Catanzaro
Iacopo MILITELLO – Liceo classico “Primo Levi”, San Donato Milanese (MI)


Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche, sono 151 le alunne e gli alunni in corsa per il podio. A Pavia le gare per la finale

(Mercoledì, 09 maggio 2018) Al via da questa mattina le competizioni per la finale delle Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche con 151 alunne e alunni in gara. Le Olimpiadi, quest’anno alla settimana edizione, sono la conclusione di un percorso di selezione che ha visto le studentesse e gli studenti dei Licei Classici e Scientifici protagonisti attraverso le gare regionali e i Certamina accreditati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Le selezioni per il podio si tengono a Pavia presso l’Almo Collegio Borromeo. Venerdì la cerimonia con la proclamazione delle vincitrici e dei vincitori a partire dalle 9.30 (sempre presso l’Almo Collegio Borromeo).

Tre le sezioni di gara: Lingua Latina, Lingua Greca e Civiltà Classiche. La sezione Lingua Latina è la più “affollata” con 77 aspiranti al titolo. A seguire la sezione in Lingua Greca con 47 ragazze e ragazzi iscritti e quella di Lingue e Civiltà Classiche con 27 concorrenti. Per la sezioni Lingua Greca e Lingua Latina le concorrenti e i concorrenti dovranno affrontare la traduzione di un testo in prosa nella rispettiva lingua di gara, accompagnato da un commento strutturato. Per la sezione Civiltà Classiche, alle ragazze e ai ragazzi in corsa per il titolo viene chiesto un lavoro di interpretazione, analisi e commento di testimonianze di civiltà a scelta tra quella latina e quella greco-latina. Per tutte le tre sezioni il tempo a disposizione per la prova è di quattro ore.

Nota 11 maggio 2018, AOODGOSV 7985

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio 9°
Valutazione del sistema nazionale di istruzione e formazione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici
delle Istituzioni scolastiche
statali e paritarie di ogni ordine e grado
LORO SEDI
e p.c. Al Capo di Gabinetto
Al Capo Dipartimento per il sistema
educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per la programmazione
e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Al Capo Ufficio stampa
LORO SEDI

Nota 11 maggio 2018, AOODGOSV 7985

Oggetto: Riapertura del Rapporto di autovalutazione per l’a.s. 2017/2018

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, AOOUFGAB 382

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Ufficio del Gabinetto del MIUR

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, AOOUFGAB 382

Armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale adottato ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n.60

Parità di genere

Parità di genere nelle Università e negli Enti di ricerca, evento al Miur

Arriva il documento dedicato

Venerdì 11 maggio, alle ore 11 presso la Sala Aldo Moro (ex Sala della Comunicazione) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca la Ministra Valeria Fedeli parteciperà alla presentazione delle “Indicazioni per azioni positive del MIUR sui temi di genere nell’Università e nella Ricerca”.

Dal bilanciamento delle presenze femminili e maschili nei ruoli apicali e nella ricerca, alla valorizzazione del genere come contenuto e indice delle ricerche scientifiche, all’introduzione nelle università del bilancio di genere al fine di monitorare i loro progressi verso gli obiettivi di parità. Sono solo alcune delle dieci raccomandazioni finali del documento, elaborato dal Gruppo di lavoro “Genere e Ricerca”, che saranno illustrate durante l’incontro e potranno essere tradotte in possibili provvedimenti o note d’indirizzo per gli atenei e gli Enti di ricerca vigilati dal MIUR in tema di parità di genere.

Ne discuteranno il Capo Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca Marco Mancini, la coordinatrice del Gruppo di lavoro “Genere e Ricerca” Elisabetta Addis, la Presidente del CUN (Consiglio Universitario Nazionale) Carla Barbati, il Presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) Gaetano Manfredi, il Presidente dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) Paolo Miccoli, la Presidente del CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) Anna Azzalin e il Presidente del COPER (Conferenza dei Presidenti degli Enti pubblici di ricerca) Massimo Inguscio.