Appello dirigenti scolastici al nuovo Governo

Al  Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti

 

Gent.mi

il nostro Paese, e con esso il nostro sistema scolastico nazionale, necessitano della stabilità di governo e di amministrazione. Ci rivolgiamo a voi nella convinzione che, sulla base del mandato ricevuto possiate agire con cura e attenzione nei confronti della scuola italiana.

In quanto Associazione professionale di Dirigenti scolastici Vi chiediamo di avviare con urgenza ogni possibile iniziativa per favorire un clima di reale alleanza educativa nel mondo della scuola, dove ogni componente ed ogni istituzione statale e non statale siano considerati parte attiva nel rinnovamento formativo, operando in modo che coloro che dirigono oggi le scuole statali e paritarie del sistema pubblico siano considerati come speciali alleati in questa impresa, cruciale per la realizzazione del  bene comune.

 

In particolare, a nome dei nostri colleghi e delle nostre comunità scolastiche, Vi chiediamo di valutare con attenzione, ciascuna secondo la propria urgenza, le seguenti necessità:

  • poiché dal prossimo anno scolastico quasi la metà delle scuole statali avranno un dirigente scolastico in reggenza di un secondo istituto scolastico oltre quello di titolarità, servono la più celere conclusione possibile del concorso a Dirigente scolastico statale, senza ulteriori lungaggini e ritardi, e l’avvio immediato di quello per i Direttori dei servizi generali (DSGA) per dare al più presto stabilità di direzione e azione a tutte le scuole individuando contestualmente una misura provvisoria che, superando l’istituto della reggenza, consenta fin dal 1 settembre 2018 la guida degli istituti scolastici privi di dirigente titolare, proprio al fine di salvaguardarne l’autonomia, principio riconosciuto dalla Costituzione stessa;

  • occorre l’avvio di una semplificazione normativa ed alleggerimento di incombenze burocratiche del sistema scolastico, in modo da giungere presto ad una vera autonomia delle scuole, per una più stretta relazione con quelle comunità locali al cui servizio vanno finalizzate;

  • è urgente il potenziamento di misure che facciano crescere una migliore preparazione dei nostri giovani al lavoro (alternanza, potenziamento dell’istruzione tecnica e professionale, investimento sulla formazione professionale, consolidamento dell’istruzione tecnica superiore);

  • l’incertezza e la svalutazione del profilo professionale attuale degli operatori della scuola rendono necessaria l’adozione per legge di un quadro giuridico certo e indipendente della dirigenza scolastica e della docenza, anticipando fin d’ora almeno l’obbligo della stabilità triennale dei docenti nella scuola di nomina;

  • serve una chiara semplificazione dell’impianto procedurale e l’avvio urgente del sistema previsto per la  formazione iniziale degli insegnanti, così da rinnovare in modo qualificato nel breve periodo la componente decisiva della nostra scuola;

  • le difficoltà ed i ritardi fisiologici rendono utile l’adozione di un sistema semplificato ed efficiente  del finanziamento a tutte le istituzioni scolastiche del sistema pubblico, sulla base di un costo standard che permetta equità istituzionale, giustizia distributiva in base alle effettive necessità ed al progetti formativi.

 

Ci auspichiamo che queste ed altre iniziative trovino la Vostra considerazione e la forza di un impegno attuativo  attraverso scelte ed  atti conseguenti, anche con il coinvolgimento delle Associazioni professionali della scuola.

 

Vi giungano, da parte di tutta l’Associazione DiSAL, l’augurio di un proficuo lavoro e la disponibilità a collaborare alle azioni ed alle iniziative utili al bene della scuola italiana.

ABROGAZIONE BUONA SCUOLA SIA PRIMO IMPEGNO

GOVERNO, DI MEGLIO A BUSSETTI: “ABROGAZIONE BUONA SCUOLA SIA PRIMO IMPEGNO”     
 
“Al neo ministro Marco Bussetti rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro auspicando che, coerentemente con gli impegni assunti dalla coalizione che lo ha espresso, si provveda in tempi rapidi ad abrogare la riforma della Buona Scuola”. È quanto dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alla nomina del nuovo responsabile dell’Istruzione.
 
“La legge 107/2015 ha inciso in maniera profondamente negativa sulla scuola – sottolinea Di Meglio – e adesso, con questo cambio del Governo, ci auguriamo di assistere finalmente alla cancellazione degli aspetti più deleteri di quello che la Gilda non ha esitato a definire sin dal primo momento un obbrobrio giuridico”.
 
“Speriamo di incontrare presto il nuovo inquilino di viale Trastevere e – conclude il coordinatore della Gilda – di instaurare un dialogo il più possibile proficuo per il bene e nell’interesse di tutto il mondo della scuola”.
 

Aria nuova in viale Trastevere

Aria nuova in viale Trastevere

Comunicato dell’Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante

Hoc erat in votis. Finalmente quello che AESPI aveva da sempre auspicato si realizza: un insegnante al Ministero dell’istruzione. In altre ma equivalenti parole: un uomo di scuola al Ministero della scuola. Sembra un miracolo, dopo il susseguirsi sullo scranno di Gentile di persone provenienti da tutt’altre esperienze, fino all’ apoteosi costituita dal Ministro uscente, donna di corti studi ma di lungo curriculum. Marco Bussetti è stato anche dirigente del MIUR, ma confidiamo che la lunga sosta nelle ovattate stanze non gli abbia fatto cadere dalle falde della giacca la povere del gesso. Lo giudicheremo alla prova. Nel frattempo, salutiamo il collega di lungo corso, e salutiamo, insieme al ritorno del principio di competenza, quello del suo fratello maggiore il principio di realtà.Bussetti ha davanti a sé un compito non facile. Chi frequenta le aule scolastiche conosce le problematicità  dell’istituzione e su quali direttrici operare. Ci limitiamo qui a indicarle in estrema sintesi: centralità della lezione,  sburocratizzazione, valorizzazione dei docenti, abbandono delle suggestioni della scuola-azienda e della scuola-progettificio, fermi limiti alla medicalizzazione di massa di studenti svogliati o incapaci. Ci rendiamo conto che, così enunciate, queste linee guida possono significare tutto e niente. Ma indicano, se non un percorso, almeno una prospettiva. Ogni passo, anche piccolo, in questa direzione, sarà dopo il lungo vaneggiare un ristoratore bagno di saggezza.

 

Il Presidente Prof. Angelo Ruggiero

Il responsabile della Comunicazione Alfonso Indelicato

Dall’Isef al modello «lombardo»: ecco chi è il nuovo ministro dell’Istruzione

da Il Sole 24 Ore

Dall’Isef al modello «lombardo»: ecco chi è il nuovo ministro dell’Istruzione

di Eugenio Bruno

Di professori a viale Trastevere se ne sono succeduti tanti. Ma mai di educazione fisica. La prima volta ci sarà oggi quando Marco Bussetti giurerà al Quirinale da ministro dell’Istruzione. Prendendo il posto di Valeria Fedeli.

Dal diploma Isef all’Usr Lombardia
Cinquantaseienne, diplomato all’Isef e laureato in Scienze e tecniche delle attività motorie con 110 e lode alla Cattolica di Milano, dirigente scolastico, Marco Bussetti inizia la sua avventura nel mondo della scuola da docente di educazione fisica. Vince il concorso nel 1984 e nel 2001 diventa coordinatore di Educazione fisica e sportiva dell’allora Provveditorato agli studi di Varese. Seguito dal salto alla dirigenza che lo porta alla guida dell’istituto comprensivo Corbetta di Milano. Da lì all’Ufficio X dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia è un attimo. Ed è lì che Bussetti entra in contatto – da leghista – con il modello lombardo di istruzione voluto dall’ex assessora regionale, la forzista Valentina Aprea. Un sistema che punta tutto sul binomio alternanza-autonomia scolastica e che, molto probabilmente, costituirà la base della sua avventura da ministro.

Si parte da concorsi regionali e sanatoria dei precari
L’arrivo al ministero dell’Istruzione di un tecnico di area leghista anziché di un esponente pentastellato potrebbe riservare alla Buona Scuola un semplice “tagliando”. Al posto della cancellazione più volta sbandierata in campagna elettorale dal M5S. Una conferma ulteriore arriva dalla lettura del contratto per il “governo del cambiamento” messo a punto la settimana scorsa. Che scommette sulla formazione obbligatoria dei docenti e annuncia un perfezionamento dell’alternanza scuola-lavoro. Magari differenziando le ore in base ai diversi indirizzi. Tra i primi atti del nuovo esecutivo molto probabilmente ci sarà l’attuazione dei concorsi regionali già previsti dalla legge 107 e più volte indicati dal Carroccio come priorità del nostro sistema scolastico. Altro dossier urgente: la sorte delle 55mila maestre magistrali che, senza un correttivo di legge, da settembre potranno avere solo incarichi a tempo determinato.

Il nodo università e ricerca
Chi ci ha lavorato in questi anni lo descrive come un profondo conoscitore del mondo della scuola, da sempre vicino al centrodestra, dotato di buone doti operative e umane. Dando per buona questa descrizione resta da capire come si rapporterà alle altre due gambe del Miur: l’università e la ricerca. Dal curriculum di Bussetti i rapporti con l’accademia si limitano ai corsi di legislazione scolastica tenuti alla Cattolica di Milano e all’università di Pavia. Un po’ poco forse per chi si troverà a gestire circa 9 miliardi di risorse tra Fondo di finanziamento ordinario degli atenei e degli enti di ricerca. Con una grana non da poco già sul tavolo: lo sciopero dei docenti universitari che inizierà con gli appelli di giugno e che gli studenti chiedono a gran voce di scongiurare.

Maturità: sì al vocabolario, vietati tablet e cellulari

da Il Sole 24 Ore

Maturità: sì al vocabolario, vietati tablet e cellulari

di Alessia Tripodi

Niente Internet, tablet, smartphone e calcolatrici wireless. E, soprattutto, niente panico. A poco più di 20 giorni dall’inizio degli esami di maturità arriva la circolare del Miur con le indicazioni per gli oltre 500mila studenti iscritti all’esame. Ai quali Viale Trastevere ricorda le regole da rispettare durante le prove scritte (la prima, il tema di italiano, fissata per il 20 giugno), offrendo anche assistenza e consigli anti stress sui social con l’hashtag #nopanic.

Dopo l’ordinanza del 2 maggio , con la quale il ministero ha fornito le indicazioni operative per le commissioni, dando ufficialmente il via alla macchina operativa della maturità 2018, la circolare diffusa ieri spiega quello che si può e non si può fare mentre sono in corso gli esami.

Stop ai cellulari, paletti per le calcolatrici
Il ministero conferma il divieto tassativo – pena l’esclusione dall’esame – di utilizzare durante le prove scritte cellulari, smartphone, Pc e qualsiasi altra apparecchiatura elettronica in grado di accedere alla rete o riprodurre file e immagini. Per quanto riguarda le calcolatrici, il Miur ricorda che quelle ammissibili sono elencate in una circolare pubblicata a marzo e chi vorrà usarle dovrà consegnarle il giorno della prima prova scritta, per consentire alla commissione d’esame i necessari controlli. Resta poi, ovviamente, il divieto di consultare libri di testo, mentre è ammesso l’uso del vocabolario e di attrezzature informatiche e di laboratorio (se previste).

Niente Web
Nei giorni della prima, della seconda e dell’eventuale quarta prova scritta – quelle inviate con plico telematico – fino all’avvenuta stampa delle tracce l’accesso a internet sarà riservato ai soli computer utilizzati dal dirigente, dal direttore dei servizi generali e amministrativi (se autorizzato dal dirigente), dal referente o dai referenti di sede. In ogni caso, precisa il ministero, sono previste modalità speciali per l’invio, mediante plico telematico o, in via eccezionale, cartaceo, delle prove per candidate e candidati con disabilità visive e per coloro che sostengono l’esame presso sezioni carcerarie od ospedaliere.

Dalle commissioni alle prove: il calendario
Il Miur ricorda anche tutti i numeri di questa edizione degli esami: ad oggi sono 509.307 gli studenti iscritti all’esame, di cui 492.698 candidati interni. Sono 25.606 sono le classi coinvolte nell’esame, 12.865 le commissioni.
La prima riunione plenaria delle commissioni è fissata per lunedì 18 giugno, alle ore 8.30. La prima prova scritta, quella di italiano, si terrà mercoledì 20 giugno 2018 alle ore 8.30, per una durata massima di 6 ore. La seconda giovedì 21 giugno, sempre alle ore 8.30, mentre la terza prova, assegnata da ciascuna commissione d’esame, è in calendario lunedì 25 giugno, dalle ore 8.30.
Infine la quarta prova, che si svolge nei licei sperimentali di doppio diploma italo-francese Esabac ed Esabac Techno e nei Licei con sezioni spagnola, tedesca e cinese, è programmata per giovedì 28 giugno, sempre alle 8.30.

Scuola e nuova privacy: tutto il personale deve essere incaricato al trattamento dei dati personali

da Orizzontescuola

Scuola e nuova privacy: tutto il personale deve essere incaricato al trattamento dei dati personali

di Avv. Marco Barone

Come è noto è entrato in vigore il nuovo Regolamento in materia di tutela dei dati personali. Il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016. E tante incombenze sussistono nei confronti delle scuole.

Nell’attesa di avere indicazioni certe da parte del MIUR, ogni istituzione si è mossa autonomamente. Quando sarebbe stato utile avere delle chiare linee guida, e fac simile standard per tutte le scuole. Molte delle disposizione da ottemperare a dire il vero altro non sono che una conferma di quelle esistenti, solo che in passato, probabilmente, non vi è stata una mera applicazione rigorosa della norma.

Ad esempio già con il pregresso Dlgs 196/03 il titolare dei dati del trattamento dei dati personali, quale il DS, aveva l’obbligo ai sensi degli art. 29 e 30 del Testo Unico in materia di trattamento dei dati personali D.lgs 196/03; tenendo conto dell’operato svolto dal personale scolastico, a partire da quello dei docenti, stante il fatto che nell’ambito di tale funzione, veniva realizzate operazioni di trattamento dei dati personali nel rispetto delle norme previste in materia dalla regolamentazione citata, visti anche i regolamenti recante identificazione dei dati sensibili e giudiziari trattati e delle relative operazioni effettuate dal Ministero della Pubblica Istruzione emanato con Decreto Ministeriale n.305 del 7.12.2006, nonché gli eventuali documenti programmatici della sicurezza adottati dalla scuola, di nominare il personale scolastico incaricato dei dati. Doveva essere consegnata la lettera d’incarico, questa andava sottoscritta dall’interessato/a e doveva ricevere tutta l’informativa e le istruzioni formative del caso. Quante volte è accaduto?

Se prima si poteva non essere in regola, ora non ci sono più scusanti. Con il nuovo regolamento gli adempimenti vanno a titolo di sicurezza e per evitare contenziosi spiacevoli ottemperati. Anche perché senza l’incarico non si possono trattare i dati personali degli studenti, ad esempio, ciò significherebbe il rischio del blocco dell’attività scolastica. Ed è da valutare se sarà necessaria una dovuta formazione per tutto il personale scolastico in materia.

L’articolo 24 del detto Regolamento prescrive che tenuto conto della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, nonché dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà delle persone fisiche, il titolare del trattamento mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire, ed essere in grado di dimostrare, che il trattamento è effettuato conformemente al presente regolamento.

Dette misure sono riesaminate e aggiornate qualora necessario. In base all’articolo 28 il Responsabile del trattamento qualora un trattamento debba essere effettuato per conto del titolare del trattamento, quest’ultimo ricorre unicamente a responsabili del trattamento che presentino garanzie sufficienti per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate in modo tale che il trattamento soddisfi i requisiti del presente regolamento e garantisca la tutela dei diritti dell’interessato. Il responsabile del trattamento non ricorre a un altro responsabile senza previa autorizzazione scritta, specifica o generale, del titolare del trattamento. Nel caso di autorizzazione scritta generale, il responsabile del trattamento informa il titolare del trattamento di eventuali modifiche previste riguardanti l’aggiunta o la sostituzione di altri responsabili del trattamento, dando così al titolare del trattamento l’opportunità di opporsi a tali modifiche.

E sarà necessario dunque apposito atto scritto.

I trattamenti da parte di un responsabile del trattamento sono disciplinati da un contratto o da altro atto giuridico a norma del diritto dell’Unione o degli Stati membri, che vincoli il responsabile del trattamento al titolare del trattamento e che stipuli la materia disciplinata e la durata del trattamento, la natura e la finalità del trattamento, il tipo di dati personali e le categorie di interessati, gli obblighi e i diritti del titolare del trattamento. Il contratto o altro atto giuridico prevede, in particolare, che il responsabile del trattamento: a) tratti i dati personali soltanto su istruzione documentata del titolare del trattamento (…) b) garantisca che le persone autorizzate al trattamento dei dati personali si siano impegnate alla riservatezza o abbiano un adeguato obbligo legale di riservatezza; c) adotti tutte le misure richieste ai sensi dell’articolo 32.

In base all’articolo 29 il responsabile del trattamento, o chiunque agisca sotto la sua autorità o sotto quella del titolare del trattamento, che abbia accesso a dati personali non può trattare tali dati se non è istruito in tal senso dal titolare del trattamento, salvo che lo richieda il diritto

dell’Unione o degli Stati membri. Ed andranno osservate le misure prescrittive di cui all’articolo 32 ben tenendo conto che il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento fanno sì che chiunque agisca sotto la loro autorità e abbia accesso a dati personali non tratti tali dati se non è istruito in tal senso dal titolare del trattamento, salvo che lo richieda il diritto dell’Unione o degli Stati membri. Senza dimenticare la dovuta informativa ai sensi dell’articolo 13 del detto Regolamento che dovrà essere fornita all’utenza della scuola.

Mobilità docenti 2018/19, oggi esiti scuola primaria. Dove controllare

da Orizzontescuola

Mobilità docenti 2018/19, oggi esiti scuola primaria. Dove controllare

di redazione

Saranno pubblicati oggi i risultati dei trasferimenti per la scuola primaria, che in precedenza erano stati indicati per il 31 di maggio. Lo slittamento delle date è stato causato dalla proroga dei termini per l’inserimento delle domande di pensionamento.

Dove controllare

Gli uffici scolastici pubblicheranno nel corso della giornata i tabulati con i risultati. Il docente deve controllare il sito dell’Ufficio scolastico della provincia in cui ha fatto domanda.

Su Istanze online ci sarà la notifica se il trasferimento è andato a buon fine.

La mail arriverà nella casella di posta elettronica indicata su istanze online per ricevere le comunicazioni MIUR.

Esame di maturità, niente tablet né cellulari: emanata la circolare sugli adempimenti tecnici

da Orizzontescuola

Esame di maturità, niente tablet né cellulari: emanata la circolare sugli adempimenti tecnici

di redazione

comunicato MIUR – Prosegue la fase organizzativa della #Maturità2018, già entrata nel vivo con l’emanazione dell’Ordinanza annuale lo scorso 2 maggio che rappresenta una sorta di ‘manuale operativo’ per le commissioni.

Oggi un nuovo passaggio: il MIUR ha diffuso la circolare relativa agli adempimenti di carattere operativo e organizzativo per lo svolgimento delle prove di giugno. Vale a dire, tutto quello che c’è da sapere su cosa si può fare e cosa non si può fare mentre sono in corso gli Esami.

La circolare è stata emanata oggi, in concomitanza con la Conferenza Nazionale dei Dirigenti Tecnici e dei componenti le task-force regionali che gestiranno tutte le fasi della Maturità.

Confermato il divieto tassativo per maturande e maturandi, nei giorni delle prove scritte, di utilizzare cellulari, smartphone, PC e qualsiasi altra apparecchiatura elettronica in grado di accedere alla rete o riprodurre file e immagini, pena l’esclusione dall’Esame. Dallo scorso anno, come ricordato anche nell’Ordinanza del 2 maggio, vengono fornite indicazioni sull’uso delle calcolatrici scientifiche e/o grafiche nella seconda prova. Quelle ammissibili sono state rese note con una circolare di marzo e chi vorrà usarle dovrà consegnarle il giorno della prima prova scritta per consentire alla commissione d’esame i necessari controlli.

Nei giorni della prima, della seconda e dell’eventuale quarta prova scritta, quelle inviate con plico telematico, fino all’avvenuta stampa delle tracce, l’accesso a internet sarà riservato ai computer utilizzati dal dirigente scolastico o da chi ne fa le veci, dal direttore dei servizi generali e amministrativi (se autorizzato dal dirigente), dal referente o dai referenti di sede. Sono previste modalità speciali per l’invio, mediante plico telematico o, in via eccezionale, cartaceo, delle prove per candidate e candidati con disabilità visive e per coloro che sostengono l’esame presso sezioni carcerarie od ospedaliere.

Ad oggi sono 509.307 le studentesse e gli studenti iscritti all’Esame, fatti salvi gli esiti degli scrutini finali. Di questi, 492.698 sono candidati interni. Sono 25.606 sono le classi coinvolte nell’Esame, 12.865 le commissioni.

La prima riunione plenaria delle commissioni è fissata per lunedì 18 giugno, alle ore 8.30. La prima prova scritta, italiano, avrà luogo mercoledì 20 giugno 2018 alle ore 8.30, per una durata massima di 6 ore. La seconda prova è in calendario giovedì 21 giugno alle ore 8.30. La durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore, tranne che per alcuni indirizzi, come i Licei musicali, coreutici e artistici, dove la prova può svolgersi in due o più giorni. La terza prova, assegnata da ciascuna commissione d’esame, è in calendario lunedì 25 giugno, a partire dalle ore 8.30.

La quarta prova, che si effettua nei Licei e negli Istituti tecnici presso i quali sono presenti i progetti sperimentali di doppio diploma italo-francese Esabac ed Esabac Techno e nei Licei con sezioni ad opzione internazionale spagnola, tedesca e cinese, è programmata per giovedì 28 giugno alle 8.30. Le studentesse e gli studenti candidati per gli indirizzi di studio Esabac sono 7.688, tutti interni, seguiti da 283 commissioni. Per gli indirizzi di studio Esabac Techno le candidate e i candidati sono 327, tutti interni, seguiti da 20 commissioni.

Scarica Cricolare

Valutazione classi primo ciclo: chi partecipa agli scrutini

da Orizzontescuola

Valutazione classi primo ciclo: chi partecipa agli scrutini

di redazione

Venanzio Marinelli, ex dirigente tecnico MIUR presenta un approfondimento sulla valutazione alla luce del D.Lgs n. 62/2017: consigli di classe, scrutini, composizione e la delega del Dirigente Scolastico. Confronto con il DPR n. 122/2009 e con la normativa precedente.

Dalla lettura e confronto del D.lgs 62/2017 con il precedente DPR 122/2009 (Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia), e con alcune disposizioni contenute nella legge 53/2003 e D.lgs 59/2004 si possono evidenziare importanti momenti di riflessione riguardanti:

A) La partecipazione del Dirigente scolastico alle operazioni di scrutinio nella scuola primaria;
B) La composizione del consiglio di classe;
C) La delega del Dirigente scolastico
.

A) La partecipazione del Dirigente scolastico alle operazioni di scrutinio nella scuola primaria.

Secondo alcuni, dalla lettura combinata della legge 53/2003 (Legge Moratti) e del successivo Decreto legislativo (D.lgs 59/2004) si poteva ritenere che le operazioni di scrutinio e di valutazione potessero, anzi dovessero essere effettuate dai soli docenti senza la presenza del Dirigente scolastico, con particolare riferimento alla scuola primaria.
Tale interpretazione derivava dal fatto che, nella scuola primaria:
a) La legge 53/2003 prevedeva, all’art. 3, quanto segue: “ la valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e del comportamento e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidate ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione; agli stessi docenti è affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo”…

b) Anche il successivo decreto applicativo D.l.gs 59/2004 prevedeva, all’art. 8 che:
“La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio personalizzati; agli stessi è affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo…

Secondo lo scrivente, la norma non voleva escludere la presenza e Presidenza del Dirigente scolastico, ma aveva solo voluto indicare, genericamente, che la valutazione spettasse alla componente docente.

Infatti, per escludere, in modo tassativo, la partecipazione del dirigente scolastico, la norma avrebbe dovuto riportare puntuale indicazione, come: “ai soli docenti è affidata la valutazione…”

Inoltre, nello stesso D.lgs 59/2004, anche per la scuola secondaria di primo grado, (dove notoriamente è prevista la presidenza del Dirigente nei consigli di classe, venivano utilizzate analoghe frasi:

Art. 11 Valutazione, scrutini ed esami (scuola secondaria di primo grado) 2. La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli allievi e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidate ai docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche previsti dai piani di studio personalizzati.

Anche in riferimento alle scuole secondarie di secondo grado, venivano riportate analoghe espressioni:

Art. 13 del D.lgs 226/2005 (scuole secondarie di secondo grado) 2. La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli allievi e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidate ai docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche previsti dai piani di studio personalizzati

Pertanto, la norma che gli scrutini, nelle scuole di ogni ordine e grado dovessero essere presieduti dal Dirigente scolastico, era cosa evidente.

In ogni caso,

se ai sensi dell’art. 2 del DPR 122/2009 era possibile ancora una duplice interpretazione nella scuola primaria, ossia se la valutazione periodica e finale dovesse essere effettuata dai soli docenti contitolari della classe e, solo nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe presieduto dal dirigente scolastico o suo delegato: infatti la norma recitava:

“la valutazione periodica e finale degli apprendimenti è effettuata, dal docente ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe e, nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza, ’ art. 2, comma 3 del D.lgs 62/2017 precisa, in modo inequivocabile, che le operazioni di scrutinio sono SEMPRE presiedute dal dirigente scolastico o da suo delegato:

Art. 2 – Valutazione nel primo ciclo
comma 3. Le operazioni di scrutinio sono presiedute dal dirigente scolastico o da suo delegato.

Viene risolto definitivamente quanto ritenuto da alcuni che, nella scuola primaria, la valutazione fosse affidata esclusivamente ai docenti contitolari della classe e che quindi gli scrutini non dovessero essere presieduti dal dirigente scolastico o suo delegato.

B) La composizione del consiglio di classe

Dal confronto del D.lgs 62/2017 con il D.P.R.122/2009 si evidenzia la novità della piena partecipazione alle operazioni di scrutinio dei docenti incaricati delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica.

Infatti, mentre precedentemente (art.2 comma 5 DPR 122/2009) la norma prevedeva:

. Il personale docente esterno e gli esperti di cui si avvale la scuola, che svolgono attivita’ o insegnamenti per l’ampliamento e il potenziamento dell’offerta formativa, ivi compresi i docenti incaricati delle attivita’ alternative all’insegnamento della religione cattolica, forniscono preventivamente ai docenti della classe elementi conoscitivi sull’interesse manifestato e il profitto raggiunto da ciascun alunno.

Il recente D. lgs 62 /2017 prevede:

Art. 2 comma 3. Valutazione nel primo ciclo

La valutazione è effettuata collegialmente dai docenti contitolari della classe ovvero dal consiglio di classe. I docenti che svolgono insegnamenti curricolari per gruppi di alunne e di alunni, i docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica e di attivita’ alternative all’insegnamento della religione cattolica partecipano alla valutazione delle alunne e degli alunni che si avvalgono dei suddetti insegnamenti. .

I docenti, anche di altro grado scolastico, che svolgono attivita’ e insegnamenti per tutte le alunne e tutti gli alunni o per gruppi degli stessi, finalizzati all’ampliamento e all’arricchimento dell’offerta formativa, forniscono elementi conoscitivi sull’interesse manifestato e sul profitto conseguito da ciascun alunno.

C) La delega del dirigente scolastico

Nel testo unico, D. lgs 297/94, all’art. 5 – Consiglio di intersezione, di interclasse e di classe è previsto che:
comma 8. I consigli di intersezione, di interclasse e di classe sono presieduti rispettivamente dal direttore didattico e dal preside oppure da un docente, membro del consiglio, loro delegato.

L’interpretazione diffusa era quindi che la delega potesse essere conferita solo ad un docente facente parte del consiglio di classe.

Anche la CM 263/1975 chiariva (ai sensi dell’art. 3 del DPR 416/74) che per la sostituzione del preside nella presidenza del consiglio di classe, occorreva sia apposita delega scritta da parte del preside, sia che il docente delegato fosse membro del consiglio di classe.

Secondo il DPR 122/2009 , art. 2, Valutazione degli alunni nel primo ciclo di istruzione, l’espressione non riporta più quanto precisato nel Testo unico, ossia si parla genericamente di delega:

Art. 2. Valutazione degli alunni nel primo ciclo di istruzione
1. La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata ella scuola primaria dal docente ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe e, nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.

Così ancora nel comma 6 dello stesso articolo:
6. L’ammissione o la non ammissione alla classe successiva, in sede di scrutinio conclusivo dell’anno scolastico, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, è deliberata secondo le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge

Analogo lessico per quanto riguarda la valutazione della scuola secondaria di secondo grado.

Art. 4 Valutazione degli alunni nella scuola secondaria di secondo grado
1. La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell’articolo 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza

Non essendo stato espressamente abrogato l’art. 5, comma 8, del T.U. D.lgs 297/94 molti ritengono vigente tale disposizione, nel senso che sia vietato delegare il collaboratore che non sia membro del consiglio di classe.

Il D.lgs 62/2017 riporta le stessa frase contenuta nel DPR 122/2009

Art. 2 Valutazione nel primo ciclo
Comma 3. Le operazioni di scrutinio sono presiedute dal dirigente scolastico o da suo delegato.

A parere dello scrivente il dirigente scolastico può delegare un suo collaboratore, anche se non fa parte del consiglio di classe, per una serie di considerazioni:

a) Innanzitutto sia il testo unico che la recente normativa sulla valutazione, hanno identica gerarchia come fonti di diritto di primo livello (decreti legislativi) ed il secondo è successivo al primo, quindi con i relativi poteri di interpretazione, coordinamento, adeguamento ecc.
b) Inoltre, ai sensi del D. lgs 165/2001, in generale, spettano ai dirigenti i poteri di organizzazione e di gestione delle risorse umane.
c) In particolare, l’affidare la delega ad un docente collaboratore rientra nei poteri organizzativi del dirigente scolastico, sia ai sensi dell’art, 25 dello stesso D.lgs 165/2001, sia ai sensi dei commi 4 e 5, dove è espressamente previsto che il dirigente scolastico, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative, può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, per cui si ritiene che non possa essere limitato il suo potere organizzativo, prevedendo ad esempio la delega solo a collaborati membri del consiglio, come avveniva precedentemente.
d) Da un punto di vista di metodo e di coordinamento, con particolare riferimento al rispetto delle uniformità dei criteri di valutazione stabiliti dal collegio dei docenti, si ritiene che un collaboratore, che affianca ed è vicino al dirigente nei suoi compiti istituzionali, possa meglio esercitare i compiti relativi ad una valutazione super partes, analogamente a quanto potrebbe fare il dirigente scolastico stesso.

Si ritiene poi, ma questa è una considerazione personale, che, mentre lo stesso Regio Decreto, all’art. 77 prevedeva la presidenza da parte del preside o suo delegato, senza nessuna ulteriore precisazione,

Art. 77 del R.D. n. 653/1925 (modificato dall’art. 2 del R.D. n. 1929/204) “Alla fine dei due primi trimestri e al termine delle lezioni i consigli di classe si adunano sotto la presidenza del preside o di un suo delegato per l’assegnazione dei voti”;
lo stesso art. 5 del T.U. si riferiva al Titolo I (Organi collegiali) e non alla parte relativa agli scrutini ed esami, come se avesse voluto indicare, genericamente, la composizione dell’organo collegiale, dove era corretto, che, normalmente, fosse presieduto dal preside o suo delegato facente parte del consiglio di classe.

Nelle operazioni di scrutinio invece, altre considerazioni andavano fatte, come quelle relative alla composizione del collegio perfetto o altro che, nel caso di delega a docente della classe, avrebbe comportato la diminuzione di un membro (preside), con disparità di trattamento, nelle votazioni, in casi analoghi e diversamente da quanto previsto nel citato art. 77 del R.D.

Organici ATA, i sindacati convocati al Miur il 4 giugno

da La Tecnica della Scuola

Organici ATA, i sindacati convocati al Miur il 4 giugno

Certificazione competenze secondarie di I grado: materiale informativo Invalsi

da La Tecnica della Scuola

Certificazione competenze secondarie di I grado: materiale informativo Invalsi

Dipendenti pubblici, sospensione cautelare: gli obblighi del datore del lavoro

da La Tecnica della Scuola

Dipendenti pubblici, sospensione cautelare: gli obblighi del datore del lavoro

Marco Bussetti: chi è il nuovo ministro dell’Istruzione del governo Conte

da Tuttoscuola

Marco Bussetti: chi è il nuovo ministro dell’Istruzione del governo Conte

Confermato il nome fatto da Matteo Salvini e Luigi Di Maio per la presidenza del Consiglio: è Giuseppe Conte, che dopo la rinuncia di Carlo Cottarelli a formare un governo tecnico è stato richiamato al Quirinale dal presidente Mattarella essendosi create le condizioni per la formazione di un governo politico. Conte ha accettato il nuovo incarico senza riserva e ha subito  presentato la sua squadra di governo. A Salvini il dicastero degli Interni e la Vicepresidenze del Consiglio, a Di Maio il Ministero del Lavoro e l’altra vicepresidenza del Consiglio. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio il leghista Giancarlo Giorgetti. Il personaggio al contro delle polemiche di questi ultimi giorni, Paolo Savona, andrà agli Affari Europei, mentre all’Economia  ci sarà Giovanni Tria. Enzo Moavero Milanesi andrà invece al Ministero degli Esteri, Giulia Bongiorno alla Pubblica Amministrazione e Alfonso Bonafede alla Giustizia. Alla Difesa andrà Elisabetta Trenta, alle Politiche Agricole Gianmarco Centinaio e alle Infrastrutture Danilo Toninelli. Confermato al Ministero dell’Istruzione Marco Bussetti, il cui nome era comparso già nella lista dei ministri presentata da Giuseppe Conte al termine  del suo primo tentativo di formare un governo. La guida del Miur, che sembrava destinata al candidato ministro del M5S, il dirigente scolastico Salvatore Giuliano, è stata alla fine assegnata a un dirigente tecnico come Bussetti, sostenuto dalla Lega di Salvini.

Chi è Marco Bussetti

Del dottor Bussetti, attualmente responsabile dell’ambito X (Milano) dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, si sa poco: la fonte principale delle notizie che lo riguardano è il curriculum vitae pubblicato nel sito dell’USR Lombardia, dal quale si desume che si tratta di un dirigente tecnico con un passato di dirigente scolastico, laureato in scienze motorie, in servizio presso l’IC di Corbetta fino al 2011, e poi nominato (con decreti del Direttore generale dell’USR Lombardia) dirigente di vari uffici periferici, e dal 2015 dell’ambito X. Come Ministro si colloca al vertice di un’amministrazione che al di sopra della sua attuale posizione prevede almeno altri due livelli organizzativi: quello dei direttori centrali e degli USR e quello dei capi dipartimento, per non parlare del capo di gabinetto.

Marco Bussetti, il curriculum vitae

Al di là delle ragioni di natura politica che hanno portato la coalizione giallo-verde alla scelta di assegnare la guida del mondo dell’istruzione, ma anche dell’università e della ricerca, a Marco Bussetti, si deve ritenere che si sia deciso di puntare su di lui in quanto esperto di questioni del personale scolastico. Mettiamo comunque a disposizione dei lettori il link al suo C.V.: http://milano.istruzione.lombardia.gov.it/wp-content/uploads/2017/05/cvbussetti.pdf

Maturità 2018, niente tablet né cellulari: ecco la lista dei divieti

da Tuttoscuola

Maturità 2018, niente tablet né cellulari: ecco la lista dei divieti

Prosegue la fase organizzativa della Maturità 2018: il MIUR ha diffuso la circolare relativa agli adempimenti di carattere operativo e organizzativo per lo svolgimento delle prove di giugno. Vale a dire, tutto quello che c’è da sapere su cosa si può fare e cosa non si può fare mentre sono in corso gli Esami.

La circolare è stata emanata oggi, in concomitanza con la Conferenza Nazionale dei Dirigenti Tecnici e dei componenti le task-force regionali che gestiranno tutte le fasi della Maturità.

Confermato il divieto tassativo per maturande e maturandi, nei giorni delle prove scritte, di utilizzare cellulari, smartphone, PC e qualsiasi altra apparecchiatura elettronica in grado di accedere alla rete o riprodurre file e immagini, pena l’esclusione dall’Esame. Dallo scorso anno, come ricordato anche nell’Ordinanza dello scorso 2 maggio, vengono fornite indicazioni sull’uso delle calcolatrici scientifiche e/o grafiche nella seconda prova. Quelle ammissibili sono state rese note con una circolare di marzo e chi vorrà usarle dovrà consegnarle il giorno della prima prova scritta per consentire alla commissione d’esame i necessari controlli.

Nei giorni della prima, della seconda e dell’eventuale quarta prova scritta, quelle inviate con plico telematico, fino all’avvenuta stampa delle tracce, l’accesso a internet sarà riservato ai computer utilizzati dal dirigente scolastico o da chi ne fa le veci, dal direttore dei servizi generali e amministrativi (se autorizzato dal dirigente), dal referente o dai referenti di sede. Sono previste modalità speciali per l’invio, mediante plico telematico o, in via eccezionale, cartaceo, delle prove per candidate e candidati con disabilità visive e per coloro che sostengono l’esame presso sezioni carcerarie od ospedaliere.

Ad oggi sono 509.307 le studentesse e gli studenti iscritti all’Esame, fatti salvi gli esiti degli scrutini finali. Di questi, 492.698 sono candidati interni. Sono 25.606 sono le classi coinvolte nell’Esame, 12.865 le commissioni.

La prima riunione plenaria delle commissioni è fissata per lunedì 18 giugno, alle ore 8.30. La prima prova scritta, italiano, avrà luogo mercoledì 20 giugno 2018 alle ore 8.30, per una durata massima di 6 ore. La seconda prova è in calendario giovedì 21 giugno alle ore 8.30. La durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore, tranne che per alcuni indirizzi, come i Licei musicali, coreutici e artistici, dove la prova può svolgersi in due o più giorni. La terza prova, assegnata da ciascuna commissione d’esame, è in calendario lunedì 25 giugno, a partire dalle ore 8.30.

La quarta prova, che si effettua nei Licei e negli Istituti tecnici presso i quali sono presenti i progetti sperimentali di doppio diploma italo-francese Esabac ed Esabac Techno e nei Licei con sezioni ad opzione internazionale spagnola, tedesca e cinese, è programmata per giovedì 28 giugno alle 8.30. Le studentesse e gli studenti candidati per gli indirizzi di studio Esabac sono 7.688, tutti interni, seguiti da 283 commissioni. Per gli indirizzi di studio Esabac Techno le candidate e i candidati sono 327, tutti interni, seguiti da 20 commissioni.

Arrivano i descrittori della certificazione delle competenze

da Tuttoscuola

Arrivano i descrittori della certificazione delle competenze

Il modello nazionale della certificazione delle competenze al termine del I ciclo d’istruzione – pubblicato in allegato al decreto ministeriale 742/2017 applicativo del decreto legislativo 62/2017 sulla valutazione – prevede che i descrittori dei livelli di competenza conseguiti nelle prove nazionali dell’aprile scorso dagli alunni delle terze classi di scuola secondaria di I grado siano definiti dall’Invalsi.

Dal 30 maggio sul sito dell’Istituto (www.invalsi-areaprove) sono riportati i descrittori di livello di risultato e i descrittori analitici dei livelli di competenza per Italiano, Matematica e Inglese (Lettura e ascolto).

Grazie ai descrittori sarà facilitata la compilazione della certificazione delle competenze da parte delle scuole interessate all’esame di licenza.

Successivamente, come rende noto l’istituto, verranno anche pubblicati esempi di domande per ciascun livello di competenza per le tre discipline oggetto della rilevazione nazionale.

Da quest’anno, come è noto, le prove nazionali da cui sono ora ricavati anche i livelli di competenza conseguiti (e i relativi descrittori) non si svolgono più all’interno dell’esame di licenza e non concorrono alla determinazione del voto finale, ma il parteciparvi costituisce per gli alunni un obbligo per l’ammissione all’esame.