L’autonomia nel nuovo Contratto di Governo

L’autonomia nel nuovo Contratto di Governo

di Gian Carlo Sacchi

E’ stato annunciato un governo del cambiamento, facile a dirsi, mietendo numerosi consensi in campagna elettorale, ma difficile a farsi e la lunghissima crisi per la sua formazione lo dimostra. Un cambiamento a lungo promesso, capace di interpretare la difficile situazione economica e sociale, che però fatica a tradursi in una coerente proposta di governo, perché mancano le risorse, perché si rischia di incrinare i rapporti internazionali, soprattutto con l’UE, perché le forze politiche uscite vincitrici dalle urne rivelano punti di vista piuttosto discordanti e anche perché c’è chi sostiene che per loro sia meglio continuare a cavalcare la protesta piuttosto che assumersi davvero la responsabilità di governare.

Possono dunque stare insieme forze politiche che in campagna elettorale hanno inteso il cambiamento in maniera profondamente diversa ? Una più centrata sulla difesa dei diritti individuali (pensioni, fisco, ecc.) e l’altra più sulla solidarietà sociale (povertà, reddito di cittadinanza, ecc.). Cosa può tenerle unite oltre alla capacità di orientare il consenso politico ?

Mancando tra di loro un’affinità ideale hanno cercato di stendere un “contratto” che mettesse in chiaro le cose da fare; da questo però emergono più le priorità di ciascuna componente che le strategie comuni di risoluzione dei problemi e soprattutto la necessaria copertura finanziaria.

Una convivenza che si presenta difficile, sia sul piano programmatico, sia nella gestione dell’assetto governativo, in considerazione anche del nostro sistema centralistico che richiede che tutto venga deciso a livello nazionale. In altri Paesi un maggior decentramento verso sistemi di governo regionali e locali oltre a responsabilizzare maggiormente gli amministratori contribuisce a stemperare la tensione politica delocalizzando anche l’interesse dei cittadini; da noi invece anche le elezioni regionali e comunali intersecano questioni nazionali contribuendo ad innalzare il livello dello scontro, tenendo anche conto di competenze che sia sempre più necessario allocare in sede europea.

Si tratta da un lato di valorizzare le istituzioni periferiche come radicamento e sviluppo dei territori, che devono essere aiutati proprio dallo Stato ad aprirsi a dimensioni più ampie per migliorare le conoscenze e gli scambi; sarà ormai impossibile tornare a forme di protezionismo nazionalistico anche per il semplice controllo del consenso elettorale. D’altro canto il dibattito politico è sempre più influenzato dai media, anche a livello internazionale, il che amplia gli orizzonti e contribuisce non poco ad orientare l’opinione pubblica.

Nel contratto la politica scolastica resta ai margini e date le emergenze che il Paese deve affrontare rischia di subire un ulteriore periodo di stallo; in esso vi sono generici richiami alla difficile situazione dei tagli finanziari, ai docenti ed alla qualità dell’insegnamento; si invoca un cambio di rotta senza dire come si interviene, con quali risorse e strumenti organizzativi.

Un tema tuttavia degno di interesse, già affrontato nella precedente legislatura, è quello del regionalismo: trasferimento di funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni ed ai Comuni, secondo il principio di sussidiarietà, nonché l’utilizzo dei “costi standard” per i servizi locali, come già introdotti circa un decennio fa dal “federalismo fiscale”, ma non ancora attivati.

Sarà prioritaria per l’agenda di governo, si legge nel contratto, l’attribuzione per tutte le regioni che lo chiedono (sappiamo essere circa una decina quelle interessate e non solo al nord) di maggiore autonomia in attuazione dell’art. 116 della Costituzione, portando a rapida conclusione le trattative attualmente aperte, con il trasferimento delle risorse necessarie. Alla maggiore autonomia, continua il documento, dovrà infatti accompagnarsi una maggiore responsabilità sul territorio in termini di equo soddisfacimento dei servizi a garanzia dei propri cittadini e in termini di efficienza ed efficacia dell’azione svolta.

Questo percorso di rinnovamento dell’assetto istituzionale sarà in grado di interpretare al meglio sia le diverse realtà territoriali, sia la solidarietà nazionale, dando spazio alle spinte propulsive delle comunità locali. Un maggiore coinvolgimento delle regioni poi ed una loro effettiva rappresentanza potrebbe favorire percorsi di coordinamento a livello europeo, nel rafforzamento di un’Europa delle Regioni.

Per la Lega si tratta di un vecchio cavallo di battaglia ripreso anche su sollecitazione delle due regioni, Veneto e Lombardia che hanno sottoscritto una pre-intesa con il governo Gentiloni. Al centro diverse materie tra le quali molto spazio occupano l’istruzione, la formazione professionale, superiore e la ricerca, che dovrebbero essere affrontate mediante la compartecipazione alle entrate fiscali nazionali, per far emergere le amministrazioni virtuose.

Una questione affrontata da governi regionali ispirati da altre forze politiche: Emilia Romagna, Piemonte, Campania, Puglia, Marche e Umbria, ma anche Liguria, che fanno riferimento alla riforma costituzionale approvata dal centro-sinistra nel 2001.  Un’autonomia “differenziata” che potrebbe riprendere la questione del regionalismo in termini di riorganizzazione complessiva del nostro Stato, abbandonata dopo il referendum del 2016, anche per una migliore collocazione in Europa, senza arretramenti di tipo nazionalista.

Il cammino di Governo e Parlamento dunque è già tracciato, in Veneto si attendono risultati a breve ed in Lombardia di recente c’è stato un voto unanime del Consiglio Regionale in quella direzione; si stanno muovendo anche le regioni a statuto speciale: Friuli VG, Sicilia e Sardegna.

Il M5S aderisce all’applicazione delle norme costituzionali vigenti trasferendo alle Regioni e agli EELL tutte le funzioni amministrative che possono essere meglio gestite al loro livello territoriale, con una parte delle entrate fiscali dello Stato. C’è tuttavia chi ritiene che il Movimento tenda a raffreddare tale percorso per l’impatto negativo che nel breve periodo avrebbe sulle regioni meridionali, per la scarsa capacità fiscale di queste ultime, rispetto alla spesa storica. Solo attraverso una maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali sarà sostenibile nel medio periodo una diversa ripartizione delle risorse. Nelle intenzioni del Movimento, se ne parla nel programma elettorale, c’è la riduzione degli apparati burocratici dello stato, facendo delle regioni gli enti di raccordo con i comuni per quanto riguarda le politiche pubbliche.

Come si vede anche su questo tema non siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda: più autonomia per l’art. 116 della Costituzione significa per la regione una posizione di governo del territorio, mentre non è ben chiaro se la funzione di raccordo faccia invece parte di una visione amministrativa, delegata dallo Stato. E’ ovvio che il peso politico di questi organismi avranno una ricaduta sulla loro elettività, così come non si è ancora risolto il problema delle province.

Entro questo contesto tuttavia, assieme al riordino della governance, sarà necessario affrontare la  realizzazione dell’autonomia scolastica per renderne pienamente efficace la presenza nella Costituzione.

Il tempo di vita

Il tempo di vita: Paolo Manzelli –Cluster Egocreanet 2018- egocreanet2016@gmail.com

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Il tempo e lo spazio sono rappresentazioni delle energia che si trasforma; pertanto lo scenario dello “spazio / tempo cambia per contenere una complessita’ di trasformazione piu’ coerente con l’ avanzamento delle conoscenze sulla interazione tra le forme di energia.

 

Pertanto nella fisica classica il tempo e lo spazio sono stati ritenuti indipendenti e rappresentati da uno Scenario Euclideo ( X,Y,Z,T) dove tempo e spazio sono entita’ assolute, poiche’ la forma prevalente della energia è stata considerata solo quella del movimento cosi che la reversibilita’ del moto viene considerata nelle tre diverse direzioni ortogonali dello spazio e dove il tempo fluisce linearmente.

 

In tal modo il “Tempo del MOTO” indica la unica direzione dello sviluppo di un sistema , e di conseguenza le equazioni del moto della Fisica Classica, sia quella della formula newtoniana (F=ma ) che quella relativistica di Einstein ( E= mC2) risultano perfettamente reversibili rispetto al Tempo, considerato lineare e misurato da una convenzione rappresentata della successione numerica dell’Orologio.

 

La freccia del Tempo, intesa come Tempo di Trasformazione e’ stata successivamente presa in considerazione per i sistemi Termodinamici in relazione della trasformazione di ENERGIA IN MOVIMENTO delle macchine.

 

Pertanto oltre alla Energia intesa come moto, la Termodinamica prende in considerazione il cambiamento della energia che avviene nella transizione tra sistemi ordinati ( a piu bassa Entropia) a sistemi piu’ probabili a piu’ alta dispersione di energia ( come ad es quando gas si espande e genera moto nel motore ) producendo maggior Entropia (in vero: inquinamento) nell’ ambiente. (1)

 

(1)- Maxmilian Caligiuri: http://www.scienzaeconoscenza.it/blog/fisica-dell-incredibile/la-freccia-del-tempo-prima-parte

 

I sistemi viventi in vero “NON” sono concepibili come sistemi termodinamici perche si auto-riproducono assumendo energia e materia dall’ ambiente. La vita pertanto è un sistema altamente improbabile poiche’ anziche’ aumentare la entropia agisce come un sistema “neg-entropico” ( a “entropia negativa”).

 

Tale inversione “neg-entropica” è resa possibile mediante la complessa integrazione sinergica tra informazione (genetica ed epigenetica) le quali vengono processate in forma quantizzata della Luce e del Suono (biofotoni e biofononi) ,al fine di attivare i processi ciclici/circadiani di trasformazione della materia (Acqua e Cibo ed Ossigeno) . (2)

 

(2) – Biologia Quantica : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=100607

 

Il “Tempo della Vita”, a differenza della freccia del tempo dei sistemi termodinamici, assume quindi una dimensione “circolare” che puo essere definita dalla composizione bidimensionale simultanea dei due Tempi : ) il Tempo del Moto , e b) il Tempo della trasformazione.

 

Pertanto la evoluzione del tempo nei Sistemi Viventi assume una forma di una trasizione elicoidale evolutiva (simile alla morfogenesi assunta dal DNA) cosi che il “Tempo della Vita” viene ad essere “irreversibile” in quanto procede unicamente verso la direzione del “ Futuro” .

 

<La Forma del Tempo>.

 

Il matematico Hermann Minkowski 1864 – Göttingen, 12 gennaio 1909), ha delineato la forma della relativita’ dello spazio-tempo quadridimensionale suddivisa in Passato , Presente ed iFuturo.(3)

 

(3)https://argomentidifisica.wordpress.com/2011/03/30/lo-spaziotempo-di-minkowski/
Nella concezione di EGOCREANET, la evoluzione la struttura del tempo di Minkowski viene reinterpretata in quanto le relazioni relative tra “tempo e spazio”, assumono la forma dettata dall’ avanzamento delle conoscenze sulle interazioni di trasformazione tra le principali forme di energia. (4)

 

(4)- Ei /Ev//EM : http://www.caosmanagement.it/n62/art62_04.html

 

Pertanto il Passato è rappresentato dalla struttura del mondo Euclideo in coordinate cartesiane (X,Y,Z,T) . mentre il Presente è rappresentato da un “ologramma” che deriva dalla proiezione del Passato sul piano bidimensionale nello spazio e nel tempo del Presente ( in coordinate : X,Y, T1,T2) , mentre il Futuro è rappresentato da il “Cono di Luce” dove, rispetto al modo Euclideo, le coordinate di spazio e tempo generano una completa inversione della Matrice dello Spazio Tempo. ( X,T1,T2,T3). (5)

 

(5) http://www.academia.edu/10205028/QUANTUM_SPACE_TIME_MATRIX_THIRD_REVIEW_

http://venezian.altervista.org/Scienzarte/48__Quantum_Space_Time_Matrix.pdf

http://www.caosmanagement.it/218-quantum-space-time-matrix

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In conclusione la trasformazione evolutiva della vita , si basa sul “TEMPO DI VITA” , che similmente allo scenario di Minkowski, viene rappresentata da un cono costruito elicoidalmente che parte da un punto olografico del Presente e quindi si apre nella direzione del Futuro, ampliando la area di probabilita’ di sviluppo e di differenziazione del sistema vivente e della sua biodiversita.

 

Firenze 29/05/2018

 

Paolo Manzelli – Considerazioni sul TEMPO della VITA 31/05/2018

 

Cari amici nel precedente mio scritto ho voluto trattare la questione della irreversibilita’ del tempo proponendo la successione di modelli di Tempo che storicamente conducono ad una re-intepretazione divulgativa del modello “locale” relativistico di MINKOWSKI che ho recentemente trattato (1)

(1)- Il Tempo di Vita : https://dabpensiero.wordpress.com/2018/05/29/il-tempo-di-vita/

Tale trattazione e importante perche sulla interpretazione dl tempo , sono fallite tutte le concezioni scientifiche derivate dal paradigma Meccanico della scienza ivi compreso il tentativo di trattare la Termodinamica come sistema aperto a scambi di energia e materia correlandoli alla irreversibilita del tempo .

 

La termodinamica del” non equilibrio” è una estensione della termodinamica e consiste nello studio di sistemi termodinamici dipendenti dal tempo, e cioe’ delle trasformazioni irreversibili di sistemi aperti a scambi di energia .

La termodinamica del ” non equilibrio “, in confronto con la termodinamica classica, che è relativa a stati stazionari privi di variazioni di tempo, ha pertanto tentato di estendersi a fenomeni dinamici dominati dalla irreversibilita del tempo, applicata a fluttuazioni di grandi sistemi fisici ma solo per piccole deviazioni dall’equilibrio.

Uno dei piu noti sistemi termodinamici di non-equilibrio ad essere studiato in “chimica” prevede scambi, non solo di energia ma anche di materia, è stato l’oscillatore armonico delle reazioni di Belousov-Zhabotinsky e sugli anelli su gel messi in evidenza dal Fotografo Liesegang.

 

Il tentativo di interpretare con la temodinamica dei processi di non equilibrio di Progogine è stato basato sul concetto di “struttura dissipativa” ovvero di un sistema termodinamico di non-equilibrio in grado di scambiare energia e materia con l’esterno per far emergere l’ordine dal disordine. Tale crezione di ordine contrasta con il secondo principio della termodinamica che prevede per ogni sistema “ isolato “ un progressivo degrado verso uno stato di maggiore disordine molecolare (e quindi di maggiore entropia).Tale tentativo di Prigogine di estendere i risultati ottenuti nei sistemi termodinamici lontani dall’equilibrio a tutti i sistemi complessi, il cui comportamento è stocastico, di fatto è risultato aleatorio, perche affidato a troppi parametri per poter essere previsto a priori.

Pertanto, proprio partendo dalla necessità di revisione dei modelli scientifici, Ilya Prigogine assieme alla filosofa Isabelle Stengers , riprese quanto scrisse Erwin Schrodingher : “la materia vivente si alimenta di entropia negativa” (1 – pp. 74/75), ponendosi il problema di capire nel quadro di un superamento di ogni concezione termodinamica , il significato fisico del ricambio metabolico, che permette di “scambiare” energia e materia producendo Negantropia. .(2)

(2) Erwin Schodinger “Che cos’è la vita”, Sansoni Firenze 1988

Pertanto la moderna integrazione tra Scienza e Umanesino non puo’ prescindere dall’ divenire della freccia temporale orientata verso il cambiamento del futuro modello scientifico non piu Meccanico , estesa sia a livello microscopico che macroscopico nel quale la irreversibilita di trasformazione diviene una necessaria dimensione fondamentale della evoluzione delle relazioni tra epigenetica e genetica che permettono e sostengono la vita nel nostro Pianeta. (3)

(3)- http://www.einaudi.it/libri/libro/ilya-prigogine-isabelle-stengers/la-nuova-alleanza/978880615304

Pur conoscendo lo sviluppo del modelli dello spazio/tempo ancora oggi mi domando cosa significa la distanza ? Cosi ad esempio mi domando se il vedere le stelle è un problema del moto di uno sciame di fotoni originati da una stella lontana 5 milioni di anni fa che arrivano a bruciare la rodopsina dei miei occhi dopo una cosi grande distanza nel tempo scandito dalla velocita della luce ?

Penso in vero per capire la distanza della nostra percezione sia ancora necessario modificare le nostre concezioni dello spazio-tempo , per capire come si realizzi la “non-localita coerente” del Biocampo di energia biologica,, cosi che tale nuova dimensione della simultaneita’, permettera’ anche di comprendere ed apprendere la portanza di fenomeni simultanei correlati alla non localita coerente del bio-campo, come la telepatia, la empatia e la telecinesi ecc.. che nel modello tradizionale dello spazio-tempo rimangono una incognita.

 

Dal 2004 ( anno in cui sono in pensione , con EGOCREANET e collaboratori ho tentato di ristrutturale tali concezioni innovative allo scopo di impostare un effettivo cambiamento scientifico e culturale della nostra epoca di transizione sociale ed economica. Paolo Manzelli <egocreanet2016@gmail.com>

 


Egocreanet alcune premesse sul tema : Biblio ON Line:

Caos, CAOS, COSMOS e CRONOS: idee per l’ epoca digitale , http://www.psychomedia.it/pm/science/nonlin/manzelli.htm

Meeting “AI MARGINI DEL CAOS: FENOMENI DI AUTORGANIZZAZIONE IN SCIENZA, ARTE E UMANESIMO”,giorni 20-21 novembre 2008 a Firenze http://ibiocat2.blogspot.com/2008/11/di-catalisi-di-paolo-manzelli.html

Tempo di Catalisi: http://www.edscuola.it/archivio/lre/tempo_di_catalisi.htm

Catalisi ed Informazione : http://www.edscuola.it/archivio/lre/catalisi_ed_informazione.htm

Reazioni chimiche e cosmologia NOV. 2004 : http://www.zoomedia.it/Firenze/cultura/scienze/on_ns/approfondimenti.html

Maturità 2018, 4 giugno le commissioni esterne. Dove consultarle, foglio nomina, domanda messa a disposizione

da Orizzontescuola

Maturità 2018, 4 giugno le commissioni esterne. Dove consultarle, foglio nomina, domanda messa a disposizione

di redazione

Esami di Stato secondaria II grado: c’è la data per la pubblicazione dei tabulati relativi agli insegnanti designati come commissari esterni e Presidenti. Il 4 giugno verranno diffusi gli esiti. I docenti impossibilitati ad accettare la nomina dovranno immediatamente comunicarlo al Dirigente scolastico. Scattano le domande di messa a disposizione.

Dove consultare le commissioni

I tabulati saranno pubblicati sul sito dell’ufficio Scolastico, ma attraverso il SIDI la segreteria potrà controllare il nome di ciascun insegnante.

Foglio di nomina

La nomina verrà consegnata all’interessato dalla scuola di servizio, che la porterà con sè il giorno dell’insediamento della commissione (18 giugno).

Impedimento ad espletare l’incarico

L’impedimento a espletare l’incarico, da parte dei commissari esterni, deve essere comunicato immediatamente al proprio dirigente scolastico, il quale dispone immediati accertamenti in ordine ai motivi addotti a giustificazione dell’impedimento e al competente Direttore generale o dirigente preposto all’Ufficio Scolastico Regionale il quale ne dispone l’immediata sostituzione.

La documentazione comprovante i motivi dell’impedimento deve essere prodotta dai dirigenti scolastici e dai docenti, rispettivamente, al Direttore generale o dirigente preposto all’Ufficio Scolastico Regionale e al proprio dirigente scolastico, entro tre giorni dall’insorgenza dell’impedimento stesso.

Esame di maturità 2018: commissioni devono essere complete, come sostituire assenti.

Domande di messa a disposizione

I docenti precari che non abbiano avuto l’obbligo (o che non si siano avvalsi della facoltà) di presentare domanda per gli Esami di Stato della scuola secondaria II grado per l’a.s. 2017/18, possono presentare domanda di messa a disposizione per la sostituzione di commissari che, dopo la nomina, saranno rinunciatari o assenti. Gli Uffici Scolastici pubblicano appositi modelli di domanda. Le indicazioni degli Uffici Scolastici

Esami di Stato 2018, domanda di messa a disposizione. Chi può presentarla, quanto si guadagna.

Studenti a caccia di informazioni sugli insegnanti scelti come commissari esterni. Maturità 2018, su Instagram studenti “spiano” profilo degli insegnanti commissari esterni

Aumento stipendio insegnanti e ATA. Fedeli a Bussetti: trovare risorse per il 2019/21

da Orizzontescuola

Aumento stipendio insegnanti e ATA. Fedeli a Bussetti: trovare risorse per il 2019/21

di redazione

Il contratto del settore Istruzione e Ricerca, rinnovato con firma definitiva ad aprile, è valido fino al 31 dicembre 2018. Dal 1° gennaio 2019 si aprono una serie di problematiche, che potrebbero portare alcuni dipendenti a perdere parte degli aumenti. Una situazione paradossale, alla quale il nuovo Governo è chiamato a trovare una soluzione.

Aumento stipendio: l’elemento perequativo

Ad essere in bilico è il cosiddetto “elemento perequativo, ossia quelle risorse reperite per rendere equo (85 euro in media) l’aumento per tutti i dipendenti statali. Il meccanismo infatti prevede un incremento generalizzato del 3,48%, ma per la scuola ciò si sarebbe potuto garantire soltanto a coloro i quali percepiscono stipendi alti. Tali risorse scadono a dicembre 2018.

Il problema, adesso, sta nel fatto che le risorse “mancanti” sono state stanziate per il solo 2018. Pertanto, se nella prossima legge di Bilancio tali risorse non dovessero essere ancora stanziate, gli stipendi si abbasserebbero nuovamente.

Gli insegnanti con minor anzianità di servizio, ad esempio, potrebbero perdere, nel 2019, intorno a 20 euro al mese, pari al 25% circa dell’aumento ottenuto nel 2018.

Se ne rende conto la Fedeli, che nel dossier inviato a Marco Bussetti precisa quali sono le priorità

“rinnovo del contratto del comparto del settore ‘Istruzione e Università’, rinnovo che abbiamo ottenuto a febbraio di quest’anno per 1,2 milioni di dipendenti dopo oltre 8 anni di attesa, bisognerà lavorare nell’ottica di trovare risorse finanziare sufficienti per il triennio 2019-2021, così da non interrompere il percorso virtuoso e doveroso che il governo di cui ho fatto parte ha intrapreso per dare il giusto riconoscimento professionale alle docenti e ai docenti e assicurare continuità e qualità didattica alle nuove generazioni”.

Fedeli: a Bussetti un dossier con le questioni da affrontare. Diplomati magistrale in primis

Ricostruzione di carriera sempre possibile, diritto non va in prescrizione dopo 10 anni

da Orizzontescuola

Ricostruzione di carriera sempre possibile, diritto non va in prescrizione dopo 10 anni

di redazione

Una docente ha vinto un ricorso contro l’Amministrazione che riteneva prescritto il diritto alla ricostruzione di carriera trascorso il periodo di 10 anni dall’immissione in ruolo e inoltre non risultava neanche che l’interessata avesse mai presentato domanda.

A cosa serve la ricostruzione di carriera

La ricostruzione di carriera serve per far valutare il servizio pre-ruolo, sia che esso provenga da rapporti di lavoro a tempo determinato, sia che sia stato svolto in altro ruolo. In questo modo l’insegnante assunto a tempo indeterminato può vantare un’ “anzianità di carriera” che gli permetterà di inserirsi nella fascia stipendiale che gli spetta in base al Contratto Nazionale in vigore.

Prescrizione diritto a ricostruzione carriera

Secondo la normativa vigente

il diritto alla ricostruzione di carriera va in prescrizione se non viene esercitato entro il termine di 10 anni previsto dall’art. 2946 del Codice Civile.
La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere – art. 2935 del Codice Civile (data della conferma in ruolo)
Il diritto a percepire eventuali arretrati spettanti sulla base di una ricostruzione avvenuta a seguito di una domanda tardiva, si prescrive, invece, a decorrere dai 5 anni che precedono la data della domanda presentata.

Il giudice: non può esserci prescrizione

Secondo il Tribunale di Macerata “l’anzianità di servizio del lavoratore, presupposto per il conseguimento di determinati diritti quali gli scatti di anzianità, configura un mero fatto giuridico, che non ricade sotto il regime della prescrizione, con la conseguenza che anche nell’ipotesi di prescrizione dell’aumento retributivo derivante da uno o più scatti retributivi, il lavoratore ha comunque diritto che gli aumenti retributivi commisurati agli scatti successivi vengano liquidati come se gli scatti precedenti fossero stati corrisposti.” Il ricorso è stato seguito dalla FLCGIL.

Il Miur è stato condanato ad emanare il decreto di ricostruzione di carriera della docente e a riconoscere le differenze stipendiali per il periodo pregresso nei limiti della prescrizione quinquennale.

Riconoscimento arretrati

Ricordiamo anche che il 16 ottobre 2017 la Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato una circolare in cui mette in evidenza che il diritto a ricevere gli arretrati non va in prescrizione se la domanda è stata presentata nei tempi e il decreto di ricostruzione invece è stato tardivo.
Pertanto, “si consente alla corresponsione di tutti gli arretrati dovuti a decorrere dai 5 anni antecedenti alla presentazione della domanda stessa, a nulla rilevando il ritardo con cui è stato emanato il provvedimento.”

tutto sulla ricostruzione carriera

Alternanza scuola-lavoro, CSPI: ne è responsabile la scuola e non va valutata

da Orizzontescuola

Alternanza scuola-lavoro, CSPI: ne è responsabile la scuola e non va valutata. Testo del decreto e del parere

di redazione

Il decreto legislativo n. 62/2017 ha dettato nuove norme anche in materia di esami di Stato di II grado, che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico.

Tra le novità introdotte dal decreto ricordiamo il nuovo requisito di ammissione all’esame di Maturità, ossia lo svolgimento dell’Alternanza scuola-lavoro.

Il Miur ha presentato al CSPI, per il relativo parere, il decreto che dovrà definire i “Criteri per lo svolgimento dell’Alternanza Scuola Lavoro per i candidati interni ed esterni agli esami di Stato per il secondo ciclo di istruzione”.

Il parere è stato espresso nella seduta del 29 maggio 2018.

Premessa

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, in premessa, così scrive:

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha già affrontato il tema dell’Alternanza Scuola Lavoro nel parere espresso sulla Carta dei diritti e dei doveri degli Studenti in Alternanza (D.I. 195/2017).In quell’occasione, considerate le implicazioni sulla dimensione didattica e organizzativa connessa alla definizione dei diritti e doveri delle studentesse e degli studenti, il Consiglio ha sollecitato il Ministro “a valutare ed affrontare la forte ricaduta sull’organizzazione delle istituzioni scolastiche”. 

Si ritiene che quelle indicazioni possano essere ancora valide e che sia perciò necessario promuovere nella comunità educante una riflessione ancora più ampia sul tema dell’Alternanza Scuola Lavoro.

A prescindere dalla suddetta riflessione di carattere generale, il CSPI ha ritenuto opportuno rilevare alcune criticità del decreto presentato.

Rilievi CSPI

Tra i rilievi più importanti quello relativo al fatto che la responsabilità dei percorsi di alternanza è della scuola, mentre ai soggetti ospitanti spetta, insieme all’istituzione scolastica, definire i percorsi:

È necessario attribuire alla scuola la responsabilità esclusiva della progettazione dell’alternanza scuola lavoro, dal momento che essa è inserita nel PTOF e nel Patto di Corresponsabilità. La collaborazione con i soggetti ospitanti sarà pertanto riservata alla definizione dei percorsi personalizzati.

Un’altra osservazione del Consiglio riguarda la valutazione del percorso. Secondo il CSPI, essendo l’alternanza una metodologia  afferente a più discipline del curricolo, l’esperienza non deve essere oggetto di  specifica valutazione ma dovrebbe essere valorizzata ai fini della valutazione degli studenti spettante al consiglio di classe:

Si ritiene che, trattandosi di una metodologia afferente a più discipline del
curricolo, il percorso di Alternanza Scuola Lavoro non debba essere oggetto di una specifica valutazione ma possa piuttosto essere valorizzato ai fini della valutazione degli studenti, di competenza esclusiva del consiglio di classe.

Testo decreto e osservazioni CSPI

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da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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da La Tecnica della Scuola

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Lingue straniere, ecco la nuova raccomandazione europea

da Tuttoscuola

Lingue straniere, ecco la nuova raccomandazione europea

“Le competenze linguistiche sono il cuore dell’ambizioso progetto di creare un’area comune d’insegnamento europeo”. Comincia con queste parole la proposta di una nuova raccomandazione europea sull’apprendimento delle lingue straniere. Un traguardo ancora lontano visto che, si legge nel documento – reperibile a questo link – recenti studi hanno evidenziato come all’interno dei confini europei, gli stati membri non stiano facendo grandi progressi nel progetto di portare ciascun cittadino europeo all’obiettivo di conoscere almeno due lingue straniere fin dalla più tenera età.

Esistono grandi differenze fra i diversi stati membri, questo è noto, eppure qualcosa deve essere fatto per far sì che il multilinguismo diventi un vero asset dell’Unione Europa. Di qui la raccomandazione: incrementare la conoscenza delle lingue attraverso il raggiungimento di obiettivi specifici entro la fine del periodo dell’istruzione dell’obbligo; introdurre il concetto di consapevolezza linguistica; assicurare che il maggior numero possibile di insegnanti di lingua possa beneficiare della possibilità di studiare e specializzarsi all’estero; infine promuovere modelli educativi innovativi e multilinguistici anche utilizzando strumenti e piattaforme come la School Education Gateway e eTwinning.
Essere in grado di parlare le lingue straniere non è solo una competenza necessaria per studiare fuori del proprio paese o per aumentare il mercato internazionale del lavoro – si legge nella raccomandazione – È soprattutto un modo di aprire nuove prospettive scoprendo nuove culture”.

La raccomandazione proposta mira a:

  • potenziare l’apprendimento delle lingue concentrandosi sul raggiungimento di specifici livelli di competenza, sulla base del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue del Consiglio d’Europa, entro la fine dell’istruzione obbligatoria;
  • introdurre il concetto di consapevolezza della lingua nell’istruzione e nella formazione, che fornisce un quadro inclusivo per l’apprendimento delle lingue, tenendo conto della varietà delle competenze linguistiche degli studenti;
  • assicurare che più insegnanti di lingue traggano vantaggio dalle opportunità di apprendere e studiare all’estero;
  • identificare e promuovere pedagogie innovative, inclusive e multilingue, utilizzando strumenti e piattaforme europee come la School Education Gateway
    e eTwinning

Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione

Saranno assegnati sabato 2 giugno i riconoscimenti  alle scuole che hanno realizzato i migliori lavori nell’ambito del progetto “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione”. La cerimonia di premiazione si terrà dalle ore 15.00, presso l’Aula di Palazzo Montecitorio, in occasione della Festa della Repubblica. A consegnare le targhe alle alunne e agli alunni saranno la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il Presidente della Camera, Roberto Fico. La premiazione sarà trasmessa in diretta televisiva su Rai 2, sul canale satellitare della Camera e sulla web tv di Montecitorio.

L’iniziativa “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione”, giunta quest’anno alla sua 11esima edizione, nasce dalla collaborazione fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Il progetto – che è rivolto a tutte le scuole di istruzione secondaria di secondo grado – vuole offrire alle e agli insegnanti uno strumento per la progettazione e la riflessione, all’interno dei percorsi didattici curricolari, sui principi e l’attualità della Carta costituzionale.

Sono 120 i progetti presentati per l’edizione di quest’anno. I migliori saranno premiati appunto alla Camera.Sempreper questa edizione, in occasione del 70esimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, un premio speciale sarà dato alla scuola che ha realizzato un elaborato volto a illustrare donne e uomini che, a livello politico, economico e sociale, hanno contribuito alla affermazione dei principi costituzionali dal 1948 ad oggi.

Per partecipare al progetto le scuole dovevano produrre un lavoro di ricerca originale approfondendo il significato e l’applicazione nel loro territorio di uno dei principi della Costituzione. “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione” rientra tra le iniziative a favore dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.

La giornata di premiazione alla Camera sarà preceduta da un evento di apertura che si terrà domani, venerdì 1 giugno, al MIUR, presso la Sala Aldo Moro, a partire dalle ore 15.30. Interverranno: le senatrici Michela Montevecchi e Simona Flavia Malpezzi, il senatore Mario Pittoni e il direttore generale del MIUR Giovanna Boda. Nel corso del pomeriggio le ragazze e i ragazzi potranno ascoltare anche la lectio magistralis tenuta da Massimo Siclari, professore ordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi Roma Tre, dal titolo: “I 70 anni della Costituzione repubblicana”.