Che voto merita la scuola italiana?

In studio con Riccardo Bocca, Lorella Carimali, docente finalista nel 2017 al Global Teacher Prize; il coordinatore nazionale Rete degli studenti medi Giammarco Manfreda e l’attore comico Giovanni Vernia

La nuova puntata di “Hashtag24, l’attualità condivisa” sarà dedicata alla scuola. Quello che dovrebbe essere il punto di riferimento per la costruzione della società civile è universalmente considerata “in crisi”. Tra gli elementi che hanno contrassegnato l’anno scolastico che sta per concludersi ci sono il bullismo, il precariato, le strutture inadeguate e gli stipendi dei docenti italiani nettamente inferiori alla media del resto dell’Ue.

La trasmissione, ideata e condotta dal vicedirettore di Sky TG24, Riccardo Bocca, è trasmessa anche in diretta streaming su SkyTG24.it. Ospiti della nona puntata: Lorella Carimali, docente finalista nel 2017 al Global Teacher Prize, il coordinatore nazionale Rete degli studenti medi Giammarco Manfreda e l’attore comico Giovanni Vernia.

Domande e commenti del pubblico

Francesca Baraghini, come ogni settimana, seleziona in diretta domande e contributi dei telespettatori attraverso i principali social network: Facebook, con il Gruppo Hashtag24Twitter con l’Hashtag #H24 e Whatsapp con il numero di telefono 349-6032901. Il tema della puntata è introdotto da un servizio di Francesca Smacchia. Il coordinamento editoriale è a cura di Dario Cirrincione.

La videolettera di Riccardo Bocca

Al termine della puntata, Riccardo Bocca invierà la videolettera a uno dei protagonisti del tema trttato in studio.

“Hashtag24, l’attualità condivisa” va in onda ogni mercoledì alle 21 in diretta e in replica alle 23 su Sky TG24, canale diretto da Sarah Varetto, sui canali 100 e 500 di Sky, canale 50 del digitale terrestre e anche in streaming su SkyTG24.it.

Lettera al neoministro dell’Istruzione

Il segretario generale Francesco Sinopoli scrive al neoministro dell’Istruzione Bussetti e invia i dossier più urgenti sul tavolo
Roma, 5 giugno – Il segretario generale della FLC CCGIL, Francesco Sinopoli, ha inviato oggi una lettera al neoministro dell’Istruzione, professor Bussetti, nella quale auspica “l’instaurazione di un confronto insieme alle altre forze sociali del mondo della conoscenza, improntato all’ascolto e al rispetto delle prerogative di rappresentanza, che sono proprie delle organizzazioni sindacali. Il dossier Istruzione è uno dei più delicati e dei più importanti che il Paese si trovi oggi ad affrontare. Veniamo, infatti, da un decennio di interventi errati e negativi per il mondo dell’Istruzione”.
Il segretario generale della FLC, riassume alcuni passaggi e alcune scelte dell’ultimo decennio che hanno avuto un impatto negativo per

l’Istruzione pubblica italiana: “Un decennio inaugurato nel 2008 con il più drastico taglio di risorse umane e finanziarie che la storia repubblicana ricordi a danno della Scuola, dell’Università, degli Enti di Ricerca e dell’AFAM, e all’insegna di una espressione (di ignoranza) passata alla storia, secondo cui con la ‘cultura non si mangia’. Da quell’intervento in poi, coincidente con l’inizio di una grave crisi economica internazionale, l‘Istruzione in Italia ha fatto registrare solo riforme che, portando il segno di quella sottrazione e deprivazione del 2008 e di quella inqualificabile concezione culturale – quando invece gli altri Paesi più avanzati, al contrario, investivano massicciamente in conoscenza come strumento fondamentale e prioritario per contrastare la crisi – non hanno fatto altro che aggravare la situazione dell’intero sistema degli istituti della conoscenza in Italia”.

Sinopoli allega alla lettera per il ministro i dossier più scottanti oggi sul tavolo, divisi per settori, in cui si evidenziano “alcune urgenze da affrontare, rinviando ad un confronto che, speriamo sia prossimo, analisi e proposte più approfondite sulle tante questioni che reclamano interventi da parte del Governo. “Siamo sicuri”, scrive il Segretario generale, “che prenderà in considerazione già queste prime proposte che rispondono ad autentiche urgenze di Scuola, Università, Ricerca e AFAM”.

Sinopoli, infine, sottolinea come “il primo segnale di attenzione da prestare al personale di questo importante settore sia quello di assumere un impegno preciso rispetto allo stanziamento delle risorse per il rinnovo del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2019-21. Quello appena stipulato è già in scadenza, dato il grave ritardo con cui esso è stato sottoscritto per la colpevole condotta dei governi che non hanno stanziato le risorse necessarie e che lo hanno fatto solo dopo essere state costrette da un intervento giudiziario proposto dalla FLC CGIL”.

Esiti Esami di Stato Scuola secondaria II grado – A.S. 2016/2017

Esiti degli esami di stato nella scuola secondaria di II grado –
Anno Scolastico 2016/2017

Ufficio Statistica e Studi – MIUR

Il Premio Nazionale Inclusione 3.0

Superando.it del 05-06-2018

Il Premio Nazionale Inclusione 3.0

Ci saranno tra gli altri anche la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo) – l’alleanza di cui fa parte la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), impegnata nella cooperazione allo sviluppo delle persone con disabilità in àmbito internazionale – EducAid, l’ANFFAS di Macerata e l’Associazione Italiana Sindrome X Fragile, fra coloro che riceveranno domani, 6 giugno, il Premio Inclusione 3.0, iniziativa dell’Università di Macerata, rivolta alle realtà nazionali e internazionali che operano per attivare percorsi e progetti volti all’inclusione delle persone con disabilità.

MACERATA. «L’Università di Macerata ha già accettato da alcuni anni la sfida di strutturarsi a misura di persona con disabilità, cercando di creare un continuo rapporto tra persone con e senza disabilità e sviluppando anche tecnologie che possano essere d’aiuto a tutta la popolazione universitaria. Per questo abbiamo tra l’altro deciso di destinare il 5 per mille ai progetti specifici di inclusione, per accelerare la formazione di una cultura che spinga in questa direzione».
Lo ha dichiarato Francesco Adornato, rettore dell’Università di Macerata, presentando la seconda edizione del Premio Nazionale Inclusione 3.0, iniziativa rivolta alle realtà nazionali e internazionali che quotidianamente operano per attivare percorsi e progetti volti all’inclusione delle persone con disabilità.

Come riferisce la testata «Cronachemaceratesi.it», sono già noti i progetti premiati, che verranno presentati dai loro responsabili durante la cerimonia conclusiva, in programma per domani, 6 giugno, presso il Polo Pantaleoni dell’Ateneo marchigiano (ore 17).
L’incontro sarà aperto dal rettore Adornato e condotto da Catia Giaconi, docente di Pedagogia e Didattica Speciale e responsabile del Progetto Inclusione 3.0.
A ricevere dunque l’importante riconoscimento sarà innanzitutto la RIDS (Rete Italiana Diabilità e Sviluppo), presieduta da Giampiero Griffo, alleanza strategica avviata nel 2011 da due organizzazioni non governative – l’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) e EducAid – insieme a due organizzazioni di persone con disabilità, quali DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per occuparsi di cooperazione allo sviluppo delle persone con disabilità, in àmbito internazionale.
Per l’occasione Griffo si soffermerà in particolare sul progetto di consulenza alla pari seguito dalla RIDS nella Striscia di Gaza e della crescita di consapevolezza delle persone con disabilità coinvolte in iniziative di cooperazione.

Il premio andrà poi direttamente alla già citata EducAid, e ancora all’ANFFAS di Macerata (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), per il Progetto Mongolfiera, al Macerata Opera Festival (Progetto Accessibilità), alla Comunità San Claudio (Progetto Terremotati), all’Associazione Italiana Sindrome X Fragile (Progetto Grammatica X Fragile), al network B&B Like your Home, all’Associazione Rimini Autismo (Progetto Autism Friendly Beach) e alla Locanda Dal Barba del Trentino.

Da segnalare in conclusione che l’incontro di domani all’Università di Macerata sarà chiuso da un dialogo con Samuela Baiocco, autrice del libro Correre oltre me, con il coordinamento di Elisabetta Michetti, delegata del Rettore al Sistema Bibliotecario. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: inclusione3.0@unimc.it (Noemi Del Bianco).

Un (futuro) diplomato su tre è pentito della scelta fatta

da Il Sole 24 Ore

Un (futuro) diplomato su tre è pentito della scelta fatta 

A poche settimane dall’inizio degli esami di maturità, quanti sono i maturandi che – potendo tornare indietro – sceglierebbero nuovamente il percorso di studi che stanno per terminare?

L’indagine
Studenti.it, sito degli studenti italiani, ha raccolto online l’opinione di 11.075 tra gli utenti del proprio sito e della pagina Facebook: solo il 38% dei maturandi è convinto del percorso di studi scelto a 13/14 anni, mentre il 34%, potendo tornare indietro ai tempi della terza media, non rifarebbe la stessa scelta; il 28% invece è incerto.

Le testimonianze
«Strapentita», scrive a Studenti.it Sabrina, studentessa di un liceo Linguistico in provincia di Modena: «Se tornassi indietro farei turismo». Si definisce «super pentita» anche Angela, maturanda di un IPSIA della provincia di Napoli: «Avrei fatto il Linguistico». Come loro sono pentite anche Donata maturanda di Ragusa e Sara, studentessa di Genova, che – potendo tornare indietro – sceglierebbero il Liceo Scientifico. Gloria non rifarebbe l’errore di puntare tutto sull’Alberghiero che frequenta in Lombardia: un pensiero condiviso con Christian, dalla provincia di Monza e Giulio dalla provincia di Roma, che non rifarebbero la stessa scelta neanche «sotto tortura».

Oltre a una scelta troppo prematura, l’insoddisfazione dei maturandi potrebbe essere dovuta alla mancanza di informazioni sul loro futuro percorso di studi. Sempre secondo l’indagine di Studenti.it, i ragazzi che hanno scelto da soli la loro scuola superiore, senza l’aiuto di alcun tipo di orientamento, sono il 25%, a cui si aggiunge l’8% rappresentato da coloro che si sono lasciati guidare solo dalla famiglia: il 33% del campione totale non ha quindi usufruito di servizi di orientamento. Il 34% ha invece partecipato agli open day promossi dalle scuole, il 26% agli incontri in classe e il 7% ha svolto test di orientamento autonomamente.

Maturità, in arrivo nomi dei commissari. Sul web impazza il toto-temi

da Il Sole 24 Ore

Maturità, in arrivo nomi dei commissari. Sul web impazza il toto-temi
di Alessia Tripodi
L’attesa è finita: oggi gli oltre 500mila maturandi potranno conoscere i nomi dei commissari d’esame che si troveranno di fronte a partire dal 20 giugno, data d’inizio della maturità 2018. Le liste dei componenti delle commissioni – formate da 3 membri esterni, 3 interni e un presidente esterno -potranno essere consultate a partire dalle ore 12 sul sito del ministero dell’Istruzione . Lo ha annunciato oggi lo stesso Miur, che come negli anni scorsi metterà a disposizione degli studenti un motore di ricerca: basterà inserire il nome e l’indirizzo della propria scuola per scoprire i nomi dei commissari, oppure digitare il nome dell’insegnante designato per sapere in quale commissione è stato inserito. Le nuove commissioni si riuniranno per la prima volta il 18 giugno.

Intanto, in vista del 20 giugno, data in cui si svolgerà la prima prova, ovvero il tema di italiano, sui social e sul Web è partito il “toto-tracce”: al momento, secondo un sondaggio, i temi più quotati sarebbero quelli su Pirandello, il caso Moro e la Costituzione. E nei giorni scorsi il ministero dell’Istruzione ha pubblicato la circolare con le regole che i maturandi dovranno rispettare durante le prove: niente tablet, pc e cellulari, sì al vocabolario e alle calcolatrici (ma non quelle wireless).

Il calendario delle prove
La prima prova scritta, il tema di italiano, si svolgerà mercoledì 20 giugno 2018 alle ore 8.30, per una durata massima di 6 ore. La seconda prova è in calendario per giovedì 21 giugno alle ore 8.30. La durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore, tranne che per alcuni indirizzi, come i Licei musicali, coreutici e artistici, dove la prova può svolgersi in due o più giorni. La terza prova, assegnata da ciascuna commissione d’esame,è fissata per lunedì 25 giugno, a partire dalle ore 8.30. Infine la quarta prova, che si svolge nei licei sperimentali di doppio diploma italo-francese Esabac ed Esabac Techno e nei Licei con sezioni spagnola, tedesca e cinese, è programmata per giovedì 28 giugno, sempre alle 8.30.

Le materie
Le materie della seconda prova scritta scelte per l’esame 2018 sono greco per il liceo classico e matematica per lo scientifico. E poi, scienze umane per il liceo delle Scienze umane, economia aziendale per l’indirizzo Amministrazione, finanza e marketing degli istituti tecnici, scienza e cultura dell’alimentazione per l’indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera degli istituti professionali.

Il toto temi
Secondo un sondaggio condotto dA Skuola.net su 3.500 maturandi, per il tema di italiano crescono ulteriormente le quotazioni di Luigi Pirandello, in pole position per il 18% degli studenti. Al secondo posto c’è Italo Svevo (11%), mentre in terza Dante Aligheri (10%). Ad affiancare Svevo, stavolta, è Giuseppe Ungaretti – uscito già nel 2001 e nel 2006 – anche lui con l’11% dei consensi.
Poco credito alle donne: tra le autrici proposte dal sondaggio – Alda Merini, Elsa Morante, Grazia Deledda e Oriana Fallaci – nessuna supera la quota del 4%. Più facile, per i maturandi, che si riaffacci un nome poco noto ai più, come avvenuto con Giorgio Caproni nel 2017 e Claudio Magris nel 2013: il 50% dei votanti lo ritiene più che probabile e un altro 38% possibile, mentre solo il 12% pensa che il Miur tornerà a un autore ‘classico’. I 40 anni dal caso Moro, poi, convincono quasi 1 maturando su 4 a considerarlo tra gli argomenti più probabili, così come i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana, che per il 21% – 1 su 5 – è quasi una certezza. E per il tema di attualità la rosa delle scelte appare ristretta a quattro opzioni: la morte di Stephen Hawking, bullismo e cyberbullismo, la violenza sulle donne, l’immigrazione.

Vocabolario sì, tablet no: la mappa dei divieti
Il Miur ha confermato il divieto tassativo di utilizzare durante le prove scritte cellulari, smartphone, Pc e qualsiasi altra apparecchiatura elettronica in grado di accedere alla rete o riprodurre file e immagini. I trasgressori rischiano l’esclusione dall’esame. Semaforo verde invece per le calcolatrici scientifiche e grafiche, ma solo se rientrano nella lista dei modelli ammissibili diffusa nei mesi scorsi dal Miur. In ogni caso, chi vorrà usarle dovrà consegnarle il giorno della prima prova scritta, per consentire alla commissione d’esame i necessari controlli. Vietati, poi, anche i libri di testo, mentre è ammesso l’uso del vocabolario. L’accesso a Internet sarà consentito ai soli pc usati dal dirigente scolastico o da un suo referente.

Scritti e orali: come si assegnano i voti
Per la valutazione delle tre prove scritte i commissari hanno a disposizione un totale di 45 punti. Per ogni prova il voto varia da 1 a 15, con 10 a rappresentare la sufficienza. Per i colloqui orali, invece, il voto è compresa tra 1 e 30, con la sufficienza che si raggiunge a 20. Il voto finale minimo per superare l’esame è di 60/100, il massimo è di 100/100, al quale la commissione può aggiungere la lode.

Flop iscritti agli ITS. Ministero a caccia di studenti

da Il Messaggero

Flop iscritti agli ITS. Ministero a caccia di studenti

Il ministero dell’istruzione ha stanziato 10 milioni di euro per aumentare il numero di iscritti del 20% in pochi mesi

 Oltre otto studenti su dieci, a un anno dal diploma, hanno già un impiego. E la richiesta da parte del mercato del lavoro è talmente alta che la percentuale d’occupazione è destinata a crescere, da qui a due anni, ancora di più. Si tratta degli Its, gli istituti tecnici superiori post diploma, che sfornano ogni anno professionalità altamente specializzate dall’artigianato al settore manifatturiero passando per il digitale, pronte per essere inserite nel mondo del lavoro.

L’ORIZZONTEUna formazione all’insegna dell’innovazione. Ed è proprio su questo fronte, quello dell’impresa 4.0, che le aziende vogliono investire richiedendo sempre più spesso figure qualificate da assumere e inserire nell’organico. Nel 2016, ad esempio, l’82,5% dei diplomati negli Istituti Tecnici Superiori ha trovato lavoro entro un anno dal diploma.
Non solo, nell’87,3% dei casi il lavoro trovato fa parte di un settore coerente con il percorso di studi svolto. Significa quindi che i corsi sono legati al territorio, alla richiesta delle imprese presenti e al fabbisogno di personale. E la qualità del lavoro resta alta, visto che un diplomato su tre viene assunto a tempo indeterminato.
Si tratta quindi di una formazione professionalizzante che ottiene i suoi risultati: nel 47,45% dei casi si tratta di contratti a tempo determinato o di lavoro autonomo in regime agevolato, nel  29,89% di contratti a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e nel 22,65% di contratti di apprendistato.

L’INIZIATIVA

Una formazione sul campo, quindi, che punta ad affermarsi nei prossimi anni e nelle aspettative degli studenti come una reale alternativa agli studi universitari. Tanto che il ministero dell’istruzione ha stanziato 10 milioni di euro per aumentare il numero di iscritti del 20% in pochi mesi. Ad oggi infatti, nell’anno scolastico 2017-2018, sono 10500 i ragazzi che frequentano uno dei 93 Istituti tecnici superiori in tutta Italia. Nell’anno in corso sono stati attivati 370 corsi.
Ma gli iscritti sono ancora troppo pochi. Lo stanziamento di 10milioni di euro serve proprio per far crescere gli studenti che scelgono un percorso di Its con un incremento che deve essere almeno di 2mila studenti in più.

I FONDI

Ma i fondi non andranno a tutti. Le risorse infatti verranno distribuite agli Istituti tecnici superiori che sono stati destinatari di fondi premiali dopo le valutazioni di qualità effettuate nel 2017 e nel 2018. Come si valuta la qualità di un istituto? Dal numero di diplomati e, trattandosi di istituti che puntano a trovare lavoro, dal tasso di occupazione a 12 mesi di distanza dalla fine degli studi.
I percorsi formativi con i migliori esiti hanno avuto accesso ai 13,3 milioni di euro del Fondo nazionale 2017, aumentati dalla Legge di bilancio 2018 con 10 milioni in più per il 2018, 20 milioni per il 2019 e 35 milioni per il 2020. Le risorse premiali devono essere impiegate dagli Its per realizzare un percorso formativo aggiuntivo, per offrire agli studenti competenze legate al Piano nazionale Impresa 4.0 e conquistare il mondo del lavoro.

LE AREE

Dall’ultimo monitoraggio ministeriale emerge che, in base ai premi raggiunti, l’area con il maggior numero di successi è quella delle Nuove tecnologie per il Made in Italy, soprattutto nell’ambito del Sistema meccanica. Subito dopo c’è l’area Mobilità sostenibile. Gli istituti superiori non ottengono gli stessi risultati in tutta Italia: le regioni con il maggior numero di premi sono il Veneto con 13 percorsi premiati, la Lombardia con 11 percorsi e l’Emilia Romagna con 7 percorsi. La maggior parte si trova quindi al Nord, spetterà al potenziamento in atto offrire le stesse opportunità in tutta Italia.
Una strada da seguire per il neo ministro Bussetti. «Per me è una grande soddisfazione vedere i risultati conseguiti dagli ITS in questi anni di lavoro – ha commentato l’ex Sottosegretario Gabriele Toccafondi, che ha sempre creduto nel percorso professionalizzante – i percorsi sono aumentati più del 40% dal 2013, gli iscritti sono triplicati e ad oggi sono più di 10.000.

L’INNOVAZIONE

Si è voluto investire ancora per incrementare e migliorare i numeri, aumentando corsi ed iscritti, e soprattutto per potenziare lo sviluppo di quegli strumenti di innovazione tecnologica legati anche a Impresa 4.0. Abbiamo pensato ai nostri studenti e alle nostre imprese: questa è una vittoria del Paese. Anche in Italia, finalmente, c’è un sistema non accademico professionalizzante: l’Istruzione Tecnica Superiore».
Lorena Loiacono

Il silenzio degli in-docenti

da Corriere della sera

Il silenzio degli in-docenti

di Alessandro D’Avenia

«Frequento la quinta superiore e la scuola mi ha delusa profondamente! Molti dei miei professori sono spesso assenti e ci ritroviamo a guardare la lavagna. Mi sveglio e spero di trascorrere un giorno con tutti i professori presenti! Torno a casa demoralizzata. Ho una docente che non ha voglia di far nulla. Abbiamo saltato moltissimi capitoli, a pochi mesi dalla maturità siamo indietro e abbiamo svolto un solo compito scritto. Il preside ci ha definiti “polemici” e ha detto che dobbiamo arrangiarci, perché ha le mani legate. Ci sentiamo presi in giro. So che posso studiare autonomamente, ma avere dei professori che facciano il loro lavoro non è forse un diritto? Non ce la faccio più, vorrei solo imparare!».

«Sono un diciassettenne sempre più consapevole di quanto sia difficile per i ragazzi curiosi accettare la scuola italiana. Ogni giorno è sempre lo stesso copione. Voglio solo avere la cultura garantita dalla nostra Costituzione. Perché devo lottare con professori che minano la mia curiosità? Voglio imparare ed essere ripagato per i sacrifici che ho fatto, faccio e farò per studiare. Voglio una società in cui il merito conti qualcosa, ma quotidianamente ricevo delusioni. Devo rassegnarmi? Ho voglia di andar via».
Ricevo decine di lettere simili. All’inizio pensavo fossero esagerazioni tipiche della frustrazione adolescenziale di fronte alla durezza della vita, poi però sono diventate troppe.

Di recente è apparso sui muri di una nota scuola milanese un manifesto di protesta gentile che riassume in poche parole il contenuto di tutte queste lettere: «Quando entriamo a scuola siamo pervasi da una sensazione di noia o di vacuità che ci rende insofferenti e polemici: alla nostra vita così come alla scuola chiediamo di generare senso». Per fortuna ci sono centinaia di insegnanti che riescono a generare senso e ne abbiamo incontrato almeno uno sul nostro cammino. Ne ricordiamo il modo di vestire, incedere, spiegare, e i tesori che ci ha affidato. Vorrei che quel docente diventasse la normalità, invece di una scuola in cui non è garantita la presenza continuativa dello stesso insegnante.

Sono le conseguenze di un sistema da riformare, come mostra il recente rigoroso studio della sociologa Maddalena Colombo, Gli insegnanti in Italia – Radiografia di una professione, che esordisce così: «Gli insegnanti italiani sono tra i più anziani d’Europa, a causa del basso turn over e della lunga trafila del precariato che i giovani devono affrontare. La carriera è «orizzontale», ossia manca un percorso di distinzione gerarchica (basato su incentivi e premi) che possa stimolare insegnanti capaci e impegnati al continuo miglioramento. Riguardo al trattamento economico, lo stipendio dei docenti italiani è tra i più bassi d’Europa».

Le tre macro-criticità, combinate con peculiarità sociali e culturali, conducono i docenti alla frustrazione tipica dei lavori senza adeguato riconoscimento, il burn-out è infatti assai frequente. È un sistema che genera quelli che chiamo «in-docenti», coloro che, pur potendo essere ottimi insegnanti, vengono silenziosamente sacrificati da un contesto che neutralizza o addirittura umilia. Docente viene dalla stessa radice di «dire», che in origine significava «indicare». Il docente è colui che indica ciò che vale all’interno dei saperi teorici e pratici e, attraverso questo, rende gli studenti critici, autonomi e capaci di scegliere come continuare l’esplorazione. L’in-docente al contrario non indica perché, persa la stima professionale e personale, non crede di dover e poter segnalare più nulla se non la propria frustrazione, che si riflette nello specchio impietoso della protesta dei ragazzi. Perché?

In Italia per il 2017-18 sono state 850 mila le cattedre disponibili nelle scuole statali per quasi 8 milioni di ragazzi, 90 mila nelle paritarie (scuole che danno lo stesso titolo legale delle statali) per 900 mila studenti. I posti statali sono stati coperti da insegnanti a tempo indeterminato (730 mila) e da quelli a tempo determinato (i supplenti/precari: 120 mila). Se escludiamo i docenti assunti dalle paritarie, restano a spasso i precari storici (delle graduatorie a esaurimento) o recenti (abilitati, vincitori di concorso, non abilitati che però insegnano da anni) non ancora assunti: decine e decine di migliaia di persone. Il numero di precari (tutti i contratti a tempo determinato) è talmente alto che Bruxelles ci ha recentemente richiamato definendo la situazione contrattuale dei nostri docenti «non degna di uno Stato dell’Ue». Il personale Amministrativo Tecnico Ausiliario ammonta a 205 mila unità, 8.000 sono i dirigenti. Ogni anno lo Stato spende per la scuola statale 49,5 miliardi di euro, per la paritaria 0,5: uno studente della statale costa più di 6 mila euro l’anno, 500 euro nella paritaria. I dati confortano: i docenti ci sono (la media — tra le migliori in Ue — è di un docente ogni 10 studenti) e l’investimento per alunno è cospicuo. Però la qualità del servizio e delle sedi non sembra corrispondere, perché l’organizzazione è farraginosa e il denaro si disperde in un apparato parascolastico eccessivo.

Mentre in Europa i concorsi sono annuali, da noi dovrebbero essere, per legge, triennali (biennali dal prossimo concorso), ma sono stati troppo spesso congelati in relazione alle necessità di Bilancio e al non assorbimento dei precari. Così la scuola diventa un correttivo economico ai conti statali (la spesa diminuisce da anni) o la promessa di posti di lavoro non rispondenti al bisogno reale. Per questo i docenti italiani hanno l’età media (52 anni) più alta d’Europa: il 57% supera i 50 anni (36% in Ue), il 18% i 60 (8% in Ue). L’esperienza è un bene solo se bilanciata dal normale scambio e ricambio generazionale. Di recente i già laureati sono stati costretti a sostenere nuovi esami per partecipare al concorso di accesso al nuovo tirocinio triennale per entrare in ruolo. Un lavoro segnato da immobilità e precariato respinge i giovani: «sarai un morto di fame» è la minaccia nota a ogni aspirante.

Più dell’80% dei docenti italiani sono donne. La cifra, come l’OCSE ha rilevato, denota un Paese in cui l’insegnamento, con sprezzo delle numerose battaglie per la parità di possibilità e salari, è purtroppo definito lavoro «da donne». A parità di titoli d’istruzione una docente riceve il 90% dello stipendio di donne che lavorano in altri ambiti pubblici, si scende al 70% per un uomo. La Colombo parla di «segregazione occupazionale»: insegnare non conviene agli uomini e lo stile educativo, soprattutto in alcuni contesti sociali, necessita di maggior equilibrio. La carriera scolastica finisce per essere identificata con scarse aspirazioni, assimilata a una sorta di occupazione di ripiego, dal salario ben al di sotto dei principali Paesi europei (la media Ue a inizio carriera è di 26 mila euro lordi, da noi 21 mila: un’ora è retribuita circa 16 euro), appetibile solo per chi può, deve o vuole accontentarsi. A essere svalutata è, di conseguenza, proprio la professionalità femminile.

Rispetto ai sistemi europei la mobilità retributiva è assente: non ci sono incentivi premianti se non il rigido scatto di anzianità. Da ultimo, se al fatto che un posto su sette è affidato a supplenze aggiungiamo che, ogni anno, un docente su quattro cambia sede, gli effetti sulla didattica sono deleteri. Questi fenomeni combinati insieme mortificano le capacità personali e professionali: perché facciamo le pulci al curriculum dei politici e quello dei docenti non conta quasi nulla per differenziarne le carriere? I sistemi che ignorano o non valorizzano la storia personale, l’impegno, il contesto, la materia, deresponsabilizzano e appiattiscono verso il basso. Le «mani legate» del dirigente, di fronte alla palese inefficienza della docente di cui si racconta nella lettera, rendono inutile la richiesta di normale qualità. A 50 anni dal ‘68 ci vorrebbe una discontinuità creativa e coraggiosa ma di segno diverso: professionalità al potere! Immaginate uno scenario in cui la scuola è diventata così importante che il presidente della Repubblica blocca la formazione del governo per il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca proposto: fanta-politica.

Il letto da rifare oggi è accogliere proteste accorate come quelle riportate sopra, che mi ricordano i versi delle Supplici di Euripide: «Come può essere salda una città/quando si strappano via i giovani coraggiosi/come spighe nei campi a primavera?». Occupati a rilanciare l’economia agendo su produzione e finanza, da troppo tempo trascuriamo l’essenziale slancio economico proveniente dal vivaio di un Paese che — in coda all’Ue nella spesa pubblica per l’istruzione — necessita di docenti messi in condizione di fare della scuola il luogo per coniugare la qualità della trasmissione dei saperi con l’orientamento e la cura delle vocazioni personali. Solo così fronteggiamo le nostre attuali cifre di abbandono scolastico (15%) e disoccupazione giovanile (33%), dati percentuali assordanti e complementari al lugubre silenzio degli in-docenti.

Ps: usando l’hashtag #supplici racconta la tua storia

Concorso riservato docenti non abilitati, requisiti e calcolo tre anni di servizio

da Orizzontescuola

Concorso riservato docenti non abilitati, requisiti e calcolo tre anni di servizio

di redazione

L’articola 4, comma 1, della bozza di Regolamento dei concorsi pubblico (per laureati con 24 CFU) e riservato (ai docenti non abilitati con tre anni di servizio), indica i requisiti per partecipare a quest’ultima procedura.

Requisiti procedura riservata

Nel succitato articolo 4 leggiamo che possono partecipare alla procedura riservata coloro i quali abbiano svolto, entro il termine di presentazione della domanda di partecipazione (al concorso) 3 anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 8 precedenti, pari a quello di cui all’articolo 489 del D.lgs. 297/94.

Come si calcolano i tre anni di servizio

L’articolo 489 – comma 1 – così recita: “Ai fini del riconoscimento di cui ai precedenti articoli il servizio di insegnamento è da considerarsi come anno scolastico intero se ha avuto la durata prevista agli effetti della validità dell’anno dall’ordinamento scolastico vigente al momento della prestazione”.

L’articolo 11 – comma 14 – della legge n. 124/99 indica cosa si debba intendere con la previsione del summenzionato articolo 489:

“Il comma 1 dell’articolo 489 del testo unico è da intendere nel senso che il servizio di insegnamento non di ruolo prestato a decorrere dall’anno scolastico 1974-1975 è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.”

Per anno scolastico intero (o anno di servizio), dunque, si intende il servizio prestato per almeno 180 giorni o il servizio prestato ininterrottamente dal 1° febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio.

In conclusione, i docenti non abilitati, per calcolare il servizio prestato e verificare se rientrano nelle misure previste dal decreto, devono accertarsi di aver svolto, negli ultimi otto anni, 3 anni di servizio anche non continuativi. Nei tre anni scolastici considerati devono aver prestato, per ciascun anno, 180 giorni di servizio (anche non continuativo) oppure un servizio ininterrotto dal 1° febbraio alle operazioni di scrutinio.

Sottolineiamo che non è possibile sommare servizi appartenenti ad anni scolastici differenti, per cui i 180 giorni vanno riferiti ad un solo anno scolastico.

Scarica il decreto in anteprima

Organici ATA: nessun soprannumerario, i tagli di 500 posti divisi tra tutte le regioni

da Orizzontescuola

Organici ATA: nessun soprannumerario, i tagli di 500 posti divisi tra tutte le regioni

di redazione

Oggi 4 giugno si è svolto al MIUR l’incontro di informazione per la determinazione dell’organico ATA. Ne parla la FLC CGIL.

L’a.s. 2018/2019 è l’ultimo del blocco dell’organico: ci saranno 21.000 alunni circa in meno, ma non ci saranno soprannumerari né tagli perché saranno attuate compensazioni fra regioni, in questo modo si lascerà invariato il numero dell’organico.

Il dato sui numeri dei DSGA si saprà dopo la ricognizione delle scuole normodimensionate, entro il 12 giugno.

Il taglio di circa 500 posti, previsto dall’applicazione del DM 119/2009 per la diminuzione degli alunni, sarà bilanciato fra tutte le regioni, per non gravare troppo sulle regioni che perdono il maggior numero di studenti.

Nei prossimi giorni il MIUR invierà ai sindacati la bozza di circolare prima di essere mandata agli USR e UST.

Maturità 2018 “Plico Telematico”, faq e indicazioni Miur: dalle attività propedeutiche al download

da Orizzontescuola

Maturità 2018 “Plico Telematico”, faq e indicazioni Miur: dalle attività propedeutiche al download

di redazione

Il Miur ha dedicato un’apposita sezione della pagina degli Esami di Stato di II grado al “Plico Telematico”, fornendo tutte le informazioni necessarie che porteranno al download dello stesso i giorni delle prove.

Riportiamo di seguito la scheda informativa del Ministero.

Plico Telematico

Cos’è
Il “Plico telematico” è la procedura per la trasmissione telematica dei plichi contenenti le prove scritte degli esami di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria di II grado.

Con tale procedura, i testi della prima, seconda ed eventuale quarta prova arriveranno alle scuole via web, criptati e protetti da ogni tentativo di accesso fino all’ora d’inizio dell’esame di Stato.
Ogni scuola sede di esame individuerà al suo interno, per ciascuna sede d’esame, un responsabile, chiamato Referente di sede che seguirà l’intero processo e darà supporto ai presidenti delle commissioni esaminatrici.

Destinatari

  • Uffici periferici USR e UST
  • Dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado (o analoghe figure per le scuole paritarie)
  • Referenti di sede

Sessione ordinaria

Attività propedeutiche – Entro il 12 Giugno

Eliminare il file Plico telematico (codice_istituto.exe), usato durante la sessione d’Esame 2016-17 o in precedenza da tutte le postazioni di lavoro sulle quali è stato installato. Verificare ed eventualmente aggiornare su Rete scolastica (per le scuole non statali su Anagrafe scuole non statali) i recapiti telefonici della scuola, e l’indirizzo di posta e-mail ai fini di essere contattati velocemente, in caso di necessità, dai nuclei di supporto, dal service-desk e dalla task-force.

  • Assicurarsi che le postazioni di lavoro su cui scaricare il Plico telematico siano protette da password e collocate all’interno di locali sicuri e affidabili i cui accessi siano muniti di serrature e chiavi perfettamente funzionanti.
  • Verificare che i referenti di sede accedano correttamente al SIDI e all’area Esami di Stato.
  • Verificare le impostazioni della stampante: formato A4, zoom al 100%, orientamento verticale (portrait). Qualunque altra impostazione potrebbe generare stampe incomplete e quindi non corrette.
  • Verificare la presenza sulla postazione di lavoro dell’apposita tecnologia, qualora debba essere scaricata una prova speciale che non deve essere stampata ma fruita in altro modo.
  • Completare quanto prima, dove fosse necessario, le attività di profilatura dei referenti di sede e verificare che essi accedano correttamente al SIDI e all’area Esami di Stato.
  • Nel caso si voglia utilizzare il canale dell’APP per ricevere la chiave ministeriale il giorno delle prove scritte, scaricare sul proprio Smartphone l’APP del Plico Telematico “MIUR Plico Telematico 2.0” nella versione Android/iOS.

Attività di Download – Dal 14 al 18 Giugno:

  • Scaricare dal SIDI (“Gestione Anno Scolastico > Esami di Stato > Esami di Stato e di Abilitazione alla Libera Professione >Plico Telematico > Download”) il nuovo pacchetto Plico telematico <codice_istituto.exe> contenente i temi della sessione ordinaria 2018 Si ricorda di cliccare sul pulsante “Salva” per salvare in locale l’applicazione. Si prega di annotare la Password che sarà necessaria ad ogni esecuzione del plico e cliccare sul pulsante “Conferma download”, dopo avere completato il salvataggio in locale.
  • Effettuare il test della postazione di lavoro, al fine di verificare il corretto funzionamento della postazione di lavoro ed essere pronti per i giorni delle prove scritte. Premere il bottone “Test” nella finestra principale dell’applicazione e seguire le istruzioni indicate nei pop-up. Comunicare al SIDI l’esito del test.
  • Controllare “l’elenco delle prove destinate alle commissioni”, presente nella sezione Informazioni, dove sono riportate tutte le prove contenute nel plico telematico.
  • Chiudere l’applicazione dopo aver concluso con successo la fase di test e di stampa del pdf di test.

Prove scritte – I giorni 20, 21, 28 (solo per le scuole con indirizzi Internazionali ed ESABAC) Giugno:

  • Lanciare l’applicativo Plico telematico <codice_istituto.exe> dalla postazione di lavoro dedicata.
  • Inserire la password ottenuta al momento del download
  • Sscegliere la prova d’esame prevista nella giornata ed inserire la Chiave Ministero che verrà comunicata alle ore 8:30 del giorno stabilito per quella prova, tramite i seguenti canali:
    • sito internet www.miur.gov.it
    • portale SIDI (homepage e area dedicata Plico telematico)
    • service desk al numero verde 800 903080
    • e-mail all’indirizzo di posta elettronica delle scuole
    • App Android e iOS (MIUR Plico Telematico 2.0)

Sessione Suppletiva

Ai fini dell’espletamento della sessione suppletiva degli Esami di Stato le scuole interessate sono chiamate a seguire le stesse indicazioni della sessione Ordinaria. Di seguito la tempistica delle attività.

Attività propedeutiche – Entro il 28 Giugno:

Attività di Download – Dal 29 Giugno al 2 Luglio :

Attenzione Verificare “l’elenco delle prove destinate alle commissioni”, presente nella sezione Informazioni, dove sono riportate tutte le prove richieste e contenute nel plico telematico. In particolare si precisa che in tutti i Plichi della sessione suppletiva è inserita la PRIMA PROVA anche se non espressamente richiesta. Qualora non sia necessaria si prega di ignorarne la presenza.

Prove scritte – I giorni 4 e 5 e 10 (solo per le scuole con indirizzi Internazionali ed ESABAC) Luglio verrà comunicata alle ore 8,30 la Chiave Ministero.

A chi rivolgersi in caso di necessità:

  • Nuclei di supporto – presso ciascun Ufficio Scolastico Regionale è attivo un Nucleo di supporto che aiuterà i referenti delle scuole della propria area di competenza. Nominativi e recapiti telefonici dei Nuclei di supporto sono disponibili nell’area SIDI riservata: “Procedimenti Amministrativi > Esami di Stato >Nuclei di supporto”. Si consiglia di fare una stampa e averla sempre con sé.
  • Service desk – per problematiche di carattere puramente tecnico è possibile contattare il service desk al numero verde 800 903080.
  • Struttura tecnica esami di Stato – da contattare ai numeri 06/58492116, 06/58494400, 06/58492607, fax 06/58492901 nel caso in cui il plico telematico fosse mancante di una prova perché la scuola non ha comunicato correttamente il suo fabbisogno plichi. In questo caso la struttura è l’unica in grado di fornire la prova mancante corretta.

Le faq Miur

La nostra Guida

Concorsi a 253 posti di funzionario amministrativo e 5 posti di dirigente amministrativo: le date delle prove

da Orizzontescuola

Concorsi a 253 posti di funzionario amministrativo e 5 posti di dirigente amministrativo: le date delle prove

di redazione

In G.U. pubblicati i diari delle prove preselettive del concorso a 253 posti di funzionario e dei 5 posti di funzionario amministrativo del MIUR.

Diario delle prove preselettive del concorso pubblico, per esami, a duecentocinquantatre’ posti per l’accesso al profilo professionale di funzionario amministrativo-giuridico-contabile, area III, posizione economica F1, per gli uffici dell’Amministrazione centrale e periferica.

Le prove preselettive di cui all’art. 11 del bando di concorso pubblico, per esami, a duecentocinquantatre’ posti per l’accesso al profilo professionale di funzionario amministrativo-giuridico-contabile, area III, posizione economica F1, del ruolo del personale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per gli uffici dell’Amministrazione centrale e periferica, approvato con decreto del direttore generale per le risorse umane e finanziarie n. 282 del 19 marzo 2018 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 25 del 27 marzo 2018, avranno luogo il giorno 27 settembre 2018.

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» del 4 settembre 2018, si dara’ comunicazione delle sedi ove i candidati svolgeranno le prove o del loro eventuale rinvio.

Diario delle prove scritte del concorso pubblico, per esami, a cinque posti per l’accesso al profilo professionale di dirigente amministrativo di seconda fascia.

Le prove scritte di cui all’art. 10 del bando di concorso pubblico, per esami, a cinque posti per l’accesso al profilo professionale di dirigente amministrativo di seconda fascia nel ruolo del personale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, approvato con decreto del direttore generale per le risorse umane e finanziarie n. 283 del 19 marzo 2018 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 25 del 27 marzo 2018, avranno luogo a Roma nei giorni 19 e 20 luglio 2018.

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» del 26 giugno 2018, si dara’ comunicazione delle sedi e dell’orario in cui si svolgeranno le prove o del loro eventuale rinvio.

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