A LICENZIAMENTO POLITICO SI RISPONDE CON RESISTENZA A OLTRANZA

A LICENZIAMENTO POLITICO SI RISPONDE CON RESISTENZA A OLTRANZA

Nazionale – mercoledì, 13 giugno 2018
Nella giornata di ieri è arrivata alla maestra Cassaro di Torino la lettera di licenziamento. La collega che in piazza, quindi non in orario di servizio, aveva contestato Casa Pound all’interno di una manifestazione antifascista, subisce dopo il linciaggio mediatico anche il licenziamento in tronco dall’Ufficio Scolastico Regionale. Non ci risultano provvedimenti simili per insegnanti come il docente di Carrara che si dedica nella sua vita privata a una continua esaltazione del fascismo accompagnato da delirio xenofobo. La pervicacia e l’atteggiamento vessatorio verso la maestra Cassaro non sono solo frutto di coincidenza, non sono solo misure sproporzionate rispetto al comportamento tenuto in piazza dalla collega Cassaro; il licenziamento è un provvedimento politico che sapevamo sarebbe arrivato. La maestra “estremista”, la “cattiva maestra”, l’insegnante “contrastiva” è stata punita. L’eccitazione di chi pensa che la democrazia di questo paese debba essere imbrigliata da disciplina e obbedienza è evidente, così come è chiara l’intenzione di avallare e legittimare il comportamento di chi in piazza, con autorizzazione delle questure o delle prefetture, inneggia all’apologia del fascismo, nonostante ciò sia considerato reato dalla nostra Costituzione.

Non si può assistere in silenzio al succedersi di questi eventi. La vita dei lavoratori della scuola al di fuori del posto di lavoro non può essere soggetta alla discrezionalità dell’istituzione scolastica. La maestra Cassaro quando non è a scuola in servizio è una libera cittadina che esprime liberamente il proprio dissenso critico perché in Italia non esiste il reato d’opinione. La difesa della collega Cassaro, alla quale continua ad andare tutta la nostra solidarietà, non può e non deve passare dall’argomentazione su quanto sia più o meno sproporzionata la pena che il suo datore di lavoro le vuole comminare. I nostri doveri connessi con la funzione educativa si esauriscono con l’orario di servizio. Immaginiamo cosa accadrebbe se tutti i lavoratori fossero minacciati dal ricatto di perdere il proprio lavoro in caso di partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese. Si comprende molto bene, quindi, quali siano le finalità politiche di questo decreto di licenziamento che ci riguarda tutti, perché al di fuori delle mura scolastiche i lavoratori sono cittadini che vogliono rimanere attivi, non vogliono arrendersi e non staranno a guardare lo smantellamento dei diritti democratici sanciti dalla Costituzione antifascista nata dalla Resistenza.

Unione Sindacale di Base

L.G. Luccone, Questione di virgole

“Punteggiatura e ortografia sono l’abito che fa il monaco, sono il condimento che fa il primo piatto, sono una vasta parte dell’essenziale. Se la sintassi è quella porzione della lingua che incatena il contenuto al pensiero e lo rende organicamente espresso, la punteggiatura rappresenta il segno del comando; e l’ortografia è la capacità di stare al mondo. Il contenuto deve fluire liscio, senza rumore, senza subire disturbi. Una cattiva punteggiatura rende un testo come una strada accidentata. Certo che la si può percorrere, specie se si ha un fuoristrada, ma perché sobbalzare a ogni buca? Perché procedere con il rischio di rimanere in panne?”

“Dimenticatevi vita natural durante che la virgola possa travestirsi da punto e da punto e virgola. Facciamogli fare la virgola, che è già gravoso come officio. Chiamo ‘virgole cannibali’, o più bonariamente ‘virgole mangione’, quelle virgole che s’appropriano del mestiere altrui. Ci sono scrittori che amano segmentare tanto e prevalentemente con le virgole. Ci divertiremo con una gragnola di esempi autorevoli. Speriamo, però, che non li legga D’Annunzio, che non doveva amare particolarmente questo modo di procedere, visto che col suo stile smargiasso s’è spinto a dire: ‘Costrutto molto virgolato è costrutto molto bacato’.”

“Il punto e virgola è il nostro grigio sulla tavolozza del bianco e nero. Anzi è tutti i grigi. Per questo lo vogliono far fuori, perché è pieno di gente che non ama le mezzetinte.”

“A scuola, l’abbiamo ricordato, con la punteggiatura non ci si spezza certo la schiena, non si va a fondo e gli studenti escono dal liceo confusi. Più di un ragazzo ha ammesso: ‘Non so mai quando devo usarlo». Il punto e virgola è circondato da una nebbiolina d’incertezza’.”

Libri di testo, carta o digitale? Indire lancia un sondaggio tra i prof

da Il Sole 24 Ore

Libri di testo, carta o digitale? Indire lancia un sondaggio tra i prof

di Alessia Tripodi

Qual è il rapporto che gli insegnanti hanno con i libri di testo? A che punto è il processo di integrazione tra contenuti cartacei e digitali? Qual è il ruolo che il libro nell’attività didattica? Come si è evoluto? A queste e altre domande cerca di rispondere Indire con un questionario on line sull’utilizzo dei libri di testo, che chiama a raccolta i prof italiani per capire a che punto è la “transizione digitale” nelle scuole. Al sondaggio si può partecipare fino al prossimo 30 settembre, in forma completamente anonima, cliccando qui .

Libro 2.0
Il questionario Indire nasce per fare il punto sulle trasformazioni in atto nella didattica anche alla luce della legge 128/2013 e dal Dm 781/2013 , che hanno introdotto la versione digitale del libro di testo e la possibilità di affiancare ad esso altre risorse reperibili online o autoprodotte dalla scuola. Il libro di testo, sottolinea Indire, è infatti ancora oggi un «supporto fondamentale per l’apprendimento», non solo perchè costituisce un «punto di riferimento per l’applicazione delle indicazioni nazionali dei piani di studio», ma anche perchè è «una fonte validata di informazioni» e fa «da supporto al docente nell’organizzazione dei contenuti educativi».
L’indagine, spiega ancora l’istituto di ricerca del Miur, vuole anche raccogliere informazioni utili alla riflessione sull’innovazione di strumenti e metodologie didattiche portate avanti dal Movimento Avanguardie Educative costituito nel 2014 da Indire e da 22 scuole capofila.

Chiamata diretta in stand-by

da ItaliaOggi

Chiamata diretta in stand-by

Nelle more di una riforma del governo, annunciata nel programma, si va verso il rinnovo

Marco Nobilio

Chiamata diretta in stand-by. Gli esiti della mobilità a domanda della scuola primaria sono stati resi noti il 1° giugno e quelli della scuola dell’infanzia sono stati pubblicati oggi. Ma il ministero dell’istruzione non ha ancora convocato il tavolo negoziale per il rinnovo del contratto integrativo concernente il passaggio da ambito territoriale a scuola per l’anno scolastico 2018/2019. Oltre tutto nel contratto di governo sottoscritto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega c’è scritto che il governo cancellerà questo istituto dall’ordinamento (si veda ItaliaOggi di martedì scorso). Ma allo stato attuale non vi è ancora traccia di alcuna proposta di legge in al senso.

L’istituto è regolato dall’articolo 1, commi 79 e seguenti, della legge 107/2015 ed è stato in parte contrattualizzato (si veda la nota 16977 del 19 aprile 2017 e l’ipotesi di contratto integrativo allegato). La procedura consiste nell’inserimento del curriculum nello spazio web individuale di istanze on line, al quale si accede con le credenziali utilizzate per la domanda di trasferimento. E si conclude con lo scambio tra l’eventuale proposta di un dirigente scolastico e la relativa accettazione da parte del docente interessato. In caso di più proposte, il docente ha facoltà di scegliere quella di proprio gradimento.

L’interessato, se lo ritiene opportuno e fermo restando l’obbligo di inserire il curriculum a sistema (in istanze on line) può anche inviare il proprio curriculum ai dirigenti delle scuole che ritiene di proprio interesse. Qualora l’insegnante abbia ritenuto di non accettare alcuna proposta oppure non ne abbia ricevute, l’amministrazione scolastica provvede d’ufficio ad assegnare una sede tra quelle rimaste vacanti o disponibili. All’atto della presa di servizio il docente riceverà un incarico triennale rinnovabile dal dirigente della scuola di assegnazione.

Resta il fatto, però, che allo stato attuale, l’amministrazione non ha ancora convocato il tavolo negoziale per il rinnovo del contratto integrativo sulla chiamata diretta e, quindi, per conoscere termini e procedure bisognerà attendere l’esito delle trattative. E siccome il tempo stringe, probabilmente, nelle more di eventuali modifiche legislative, l’amministrazione dovrà comunque reiterare le procedure di chiamata diretta per assegnare i docenti alle scuole.

Le ipotesi plausibili sono essenzialmente due. La prima è che l’amministrazione convochi a breve i sindacati per rinnovare il contratto integrativo e poi proceda ad attivare relative procedure. La seconda è che rimanga inerte optando per l’emanazione di un’ordinanza.

Sempre in caso di inerzia, l’amministrazione potrebbe anche procedere all’assegnazione delle sedi d’ufficio, bypassando le procedure di chiamata diretta. Ipotesi questa che, sebbene in via residuale, è espressamente prevista anche dalla legge 107/2015. Tanto più che, negli anni scorsi, alcuni dirigenti scolastici hanno omesso di attivare le relative procedure senza incorrere nella responsabilità disciplinare.

L’istituto della chiamata diretta, peraltro, è uno degli aspetti più contestati della legge 107/2015. Perché cancella il diritto alla titolarità della sede per i docenti esponendoli all’alea del gradimento dei dirigenti scolastici. Le assegnazioni, infatti, avvengono con contratti di durata triennale il cui rinnovo rientra nella disponibilità dei dirigenti scolastici stessi. Fatto questo che espone i presidi al rischio di incorrere in responsabilità anche in sede penale.

Decreto legge magistrali e poi pausa Chinè nuovo capo di gabinetto Miur

da ItaliaOggi

Decreto legge magistrali e poi pausa Chinè nuovo capo di gabinetto Miur

Il ministro Bussetti conferma: nessuna controriforma

Alessandra Ricciardi

Nessuna controriforma in arrivo. Alle sue prime uscite pubbliche, il ministro Marco Bussetti conferma quanto emergeva dal programma di governo Lega-M5s: nessuna abolizione della Buona scuola, ma miglioramenti. «Ci stiamo organizzando per verificare tutti gli aspetti e apportare i miglioramenti necessari», ha detto Bussetti ieri a margine dell’evento alla Banca d’Italia per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis, «approfitteremo del periodo di stasi didattica per essere pronti a settembre», ha aggiunto. Salvo emergenze, come i diplomati magistrali a rischio licenziamento per cui si prospetta un decreto legge. Vicenda sulla quale ieri si è tenuto il primo faccia a faccia tra il ministro e il nuovo capo di gabinetto del Miur, Giuseppe Chinè, consigliere del Tar Lazio, con una lunga esperienza ai vertici ministeriali, già capo ufficio legislativo al ministero della salute con Beatrice Lorenzin e prima ancora al ministero dell’economia, considerato vicino al sottosegretario alla presidenza del consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti. Chinè prende il posto di Sabrina Bono.

Il decreto dovrebbe far confluire i docenti a rischio licenziamento in una graduatoria pre ruolo dove inserire anche i laureati in Scienze della formazione primaria e a cui attingere per le nuove assunzioni.

Slittamento poi di qualche giorno per completare la squadra ministeriale, con viceministro e sottosegretari. La partita si è fatta più complessa perché andranno contemporaneamente definite anche le presidenze delle commissioni parlamentari e le nomine sulle società partecipate che sono in scadenza. Intanto i segretari di Flc-Cgil, Cisl scuola e Uil scuola, rispettivamente Francesco Sinopoli, Lena Gissi e Pino Turi, hanno chiesto al ministro un incontro per confrontarsi sulle priorità. Nel memorandum, al primo posto, il rinnovo del contratto, in scadenza a fine anno, e poi i diplomati magistrali. La Buona scuola ormai è stata derubricata dal confronto-scontro anche sindacale.

Il Cspi chiede di rivedere il concorso: illogiche due prove orali

da ItaliaOggi

Il Cspi chiede di rivedere il concorso: illogiche due prove orali

Il dossier sul nuovo reclutamento delineato dalla legge 107/2015 sul tavolo del ministro

Emanuela Micucci
«Senza poter esaminare congiuntamente il decreto ministeriale che ne regolerà aspetti fondamentale quali le modalità di gestione delle procedure concorsuali, i criteri di valutazione, nonché l’elenco dei titoli valutabili e il loro punteggio» è difficile esprimere «una valutazione completa e organica» del decreto del presidente della repubblica (Dpr) sul concorso per l’accesso ai ruoli di docente nella scuola superiore. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi) lo scrive subito in premessa al parere favorevole con osservazioni, espresso il 29 maggio sullo schema Dpr sulle procedure concorsuali l’accesso al percorso formativo iniziale, tirocinio e inserimento per l’accesso alla professione di docente (Fit) su posto comuni e di sostegno alle superiori, che attua il decreto legislativo n.59/2917.Una posizione, quella del parlamentino della scuola, che si aggiunge alla richieste di modifica che stanno piovendo copiose in queste settimane sulla riforma. Nel merito dell’articolato, si evidenziano anche errori e imprecisioni. Come la necessità di specificare che il percorso biennale Fit riguarda il I e III anno o quella di togliere il riferimento per gli insegnati tecnico-pratici alla scuola media, «che non annovera negli organici insegnati tecnico pratici». È soprattutto sulle prove orali (art. 7) che il Cspi ha evidenziato le proprie riserve. Soprattutto rispetto alla differenziazione delle prove orali tra il percorso riservato e quello pubblico con particolare riferimento alla conduzione delle stesse. Infatti, «appare contrario ai principi della logica giuridica», «poiché siamo di fronte ad un unico regolamento concorsuale».

«La prova orale del concorso pubblico, così come prevista nella bozza in esame», allora, appare una «inutile ripetizione di accertamento dei contenuti disciplinari e metodologici già oggetto di verifica nelle due prove scritte superate, oltre al requisito di accesso al concorso dei 24 cfu. (crediti formativi universitari, n.d.r.)». Il Consiglio Superiore presieduto da Francesco Scrima rileva come «la lezione simulata sia da richiedere in entrambi i percorsi, riservato e pubblico, in quanto unica modalità idonea a verificare il possesso delle metodologie didattiche e tecnologiche richieste dalla procedura concorsuale», oltre ad essere già stata sperimentata nei precedenti concorsi pubblici con esiti positivi riconosciuti.

Infatti la lezione simulata, della durata massima di 35 minuti, valuta la capacità di trasmissione e di progettazione didattica, anche con riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. E per i posti di sostegno anche la competenza del candidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volte all’apprendimento curricolare.

Invalsi secondaria I e II grado, 5 luglio pubblicazione risultati. Le altre date

da Orizzontescuola

Invalsi secondaria I e II grado, 5 luglio pubblicazione risultati. Le altre date

di redazione

L’Invalsi ha reso noti i documenti (report, presentazioni e altre pubblicazioni), che saranno pubblicati relativamente agli esiti delle prove Invalsi 2018.

Per ciascuno dei documenti è indicata la data di pubblicazione.

Di seguito documenti e date:

1. Somministrazione computer based (CBT) delle prove INVALSI:

2. I livelli INVALSI (III secondaria di primo grado):

3.  I risultati delle prove INVALSI 2018:

Esami di Stato 2018, insegnanti a disposizione fino al 30 giugno. Come ci si organizza

da Orizzontescuola

Esami di Stato 2018, insegnanti a disposizione fino al 30 giugno. Come ci si organizza

di redazione

La scorsa settimana gli Uffici Scolastici hanno diramato i responsi delle nomine di commissari esterni e Presidenti nominati per l’a.s. 2017/18.

Nei prossimi giorni e in particolare da lunedì 18, giorno dell’insediamento della commissione, si potranno ancora verificare delle sostituzioni.

Docenti a disposizione fino al 30 giugno

La circolare n. 5 del 26 febbraio 2015 afferma

” Al di fuori delle ipotesi di esonero, il personale dirigente e docente non utilizzato nelle operazioni di esame deve rimanere a disposizione della scuola di servizio fino al 30 giugno 2018, assicurando comunque la presenza in servizio nei giorni delle prove scritte.

I Direttori generali o dirigenti preposti agli Uffici Scolastici Regionali e i dirigenti scolastici devono acquisire l’effettivo recapito rispettivamente di tale personale dirigente e docente con riferimento a tutto il periodo di svolgimento delle operazioni stesse”

Quindi anche il personale non direttamente coinvolto negli esami deve rimanere a disposizione fino al 30 giugno (non rientra quindi il personale con supplenza fino al termine delle lezioni).

Vigilanza Esami di Stato

Puntualmente, ogni anno, si ripropone il quesito sulla necessità che tutti gli insegnanti non direttamente coinvolti nelle scuole siano a scuola in servizio per tutta la durata delle prove scritte (minimo 3 giorni, dalle 6 alle 8 ore per ciascuna).

A rigore l’ordinanza afferma così, ma anche per evitare inutili confusioni (statisticamente non avviene che tutta la commisione si assenti in blocco), le scuole si organizzano in maniera più razionale: in alcune vengono istituiti dei turni di vigilanza attraverso i quali i docenti cooperano al corretto svolgimento delle prove, in altre è sufficiente lasciare il proprio recapito (se diverso da quello usuale acquisito dalla scuola) con l’assicurazione di poter assicurare la propria presenza a scuola entro un termine stabilito, in caso di necessità di sostituzione.

In alcune scuole è invece richiesta la presenza di tutti i docenti solo all’orario di insediamento della commissione durante le prove scritte, per verificare eventuali assenze e avere la possibilità di poter effettuare le sostituzioni in maniera celere.

Durante le prove scritte infatti potrebbe essere necessaria la sorveglianza, qualora si verificasse l’assenza improvvisa di uno dei componenti della commissione.

Chiamata diretta a.s. 2018/19, docenti coinvolti. Quali regole seguire?

da Orizzontescuola

Chiamata diretta a.s. 2018/19, docenti coinvolti. Quali regole seguire?

di redazione

Pubblicati i trasferimenti della scuola dell’infanzia e primaria, si attendono ancora istruzioni in merito alla chiamata diretta. I docenti che hanno ottenuto e otterranno (per la scuola secondaria) il trasferimento su ambito saranno oggetto della chiamata diretta, così come i neoassunti.

Qui tutte le date di pubblicazione dei trasferimenti

Chiamata diretta a.s. 2017/18

Lo scorso anno scolastico, Miur e Sindacati hanno siglato un apposito contratto, stipulato contestualmente al CCNI relativo ai trasferimenti, che ha attenuato la portata della legge 107/2015 e delineato il percorso da seguire per giungere alla proposta di incarico:

1) formulazione proposta di passaggio da ambito a scuola da parte del dirigente scolastico in coerenza con il PTOF;

2) pubblicazione avviso per la presentazione della candidatura;

3) esame comparativo delle candidature e individuazione del docente cui effettuare la proposta;

4) formalizzazione della proposta.

1) Formulazione proposta di passaggio da ambito a scuola

Il dirigente scolastico individua sino ad un massimo di 6 titoli ed esperienze professionali, tra quelli indicati dal Miur nell’Allegato A (all’accordo), per ciascun posto vacante e disponibile o per gruppi di posti, in coerenza con il PTOF e il Piano di Miglioramento della Scuola, e li sottopone al vaglio del Collegio dei docenti. Qualora il Collegio non si esprima entro sette giorni dalla data prevista, il dirigente scolastico procede comunque all’individuazione delle predette competenze e alla pubblicazione dell’avviso, nel rispetto dei termini previsti a livello nazionale.

2) Pubblicazione Avviso

Individuate le competenze professionali e ottenuta la delibera del Collegio dei docenti, il dirigente scolastico pubblica l’avviso per la presentazione delle candidature da parte dei docenti, secondo la tempistica stabilita a livello nazionale.

3) Esame candidature e individuazione docente cui effettuare la proposta

Il dirigente scolastico, sulla base dei criteri oggettivi indicati nell’avviso, procede ad un esame comparativo delle candidature e individua il docente cui effettuare la proposta. Se il docente sceglie un’altra scuola, il dirigente effettua la proposta ad altro docente, sulla base di uno stesso esame comparativo.

4) Formalizzazione della proposta di incarico

Individuato il docente, il dirigente formalizza la medesima mediante il sistema informatico di gestione del personale.

Quanto detto sin qui, è stato stabilito tramite il succitato accordo, volto a disciplinare la chiamata diretta per l’a.s. 2017/18 e che ha introdotto delle novità, rispetto a quanto previsto nella legge 107/15, quale il ruolo del Collegio dei docenti.

Chiamata diretta a.s. 2018/19

Per il corrente anno scolastico, il Miur non ha ancora fornito alcuna indicazioni e l’accordo, che ha prorogato il CCNI sulla mobilità dello scorso anno scolastico,  non fa riferimento alcuno alla chiamata diretta.

Si applicherà alla lettera quanto previsto dalla 107/15 o si seguiranno le regole del succitato contratto specifico?  A tal fine, si dovrebbe avviare un’apposita sessione negoziale che, almeno sino ad oggi, non è stata presa nemmeno in considerazione.

Non resta che attendere indicazioni dal nuovo Ministro.

Tempistica

Quanto alla tempistica, possiamo affermare che si è in ritardo. Lo scorso anno scolastico, infatti, il Miur ha pubblicato la tempistica relativa alle diverse fasi della chiamata diretta già nel mese di aprile.

Concorso Dirigenti Scolastici, Bussetti conferma preselettiva a luglio

da Orizzontescuola

Concorso Dirigenti Scolastici, Bussetti conferma preselettiva a luglio

di redazione

Il concorso Dirigenti Scolastici sarà avviato a luglio, con la preselettiva già fissata per giorno 23. Il 27 giugno sarà pubblicata una banca dati di 4000 quesiti, da cui poi saranno estratte le domande.

Ciascuno dei 100 quesiti avrà quattro opzioni di risposta , di cui una sola corretta.

L’ordine dei quesiti somministrati sarà diverso per ciascun candidato.

Per tutti i particolari sulla prova clicca qui

Reggenze

Il prossimo anno scolastico dunque sarà ancora caratterizzate dalle numerose reggenze.

  1. le scuole affidate a reggenza (sottodimensionate e normodimensionate) in questo a.s. sono ben 1.748 (fonte ANP). In queste condizioni, la metà delle scuole italiane ha avuto un dirigente scolastico responsabile di almeno due scuole (con quanti plessi? In quanti comuni?);
  2. in considerazione dei prossimi pensionamenti/aspettative/altri incarichi (utilizzati all’estero, distaccati al MIUR o negli URS con incarichi temporanei di dirigente tecnico o amministrativo, con esonero parlamentare, amministrativo o sindacale) la previsione è che per il prossimo a.s. le scuole senza DS arriveranno a circa 2500 (fonte UDIR);
  3. per rappresentare in modo sicuramente parziale il fenomeno si riportano i dati relativi al numero delle reggenze in alcune regioni nell’a.s. 2017-2018 (fonte ANCODIS):
  • Piemonte 167
  • Lombardia 242
  • Friuli Venezia Giulia 61
  • Emilia Romagna 173
  • Lazio 147
  • Campania 59
  • Calabria 80
  • Sardegna 59
  • Sicilia 116

Partecipano anche i neoimmessi in ruolo e i precari

Il TAR Lazio, su istanza del sindacato Anief, con un provvedimento d’urgenza ha sospeso l’efficacia del bando di concorso nella parte in cui esclude i docenti di ruolo che ancora non avevano superato l’anno di prova dalla selezione per diventare Dirigenti e ammette i ricorrenti. Lo stesso per i precari con cinque anni di servizio.

Dove si svolgerà

La prova, come leggiamo nell’articolo 6 comma 1 del bando, si svolge nelle sedi individuate dall’USR competente per territorio , articolandosi anche in più sessioni, in base al numero di aspiranti dirigenti che hanno presentato domanda di partecipazione.

Il comma 10 del medesimo articolo 6 prevede che il Miur pubblichi l’elenco delle sedi della prova con l’indicazione della destinazione dei  candidati, distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative, nella regione di residenza in ordine alfabetico .

I candidati, in linea generale, svolgeranno la prova nella regione di residenza.

Bussetti: dobbiamo lavorare per migliorare la situazione

Consapevole della situazione difficile, il Ministro Bussetti in una intervista al Messaggero ha dichiarato ” Sono ben consapevole della situazione dei Dirigenti Scolastici, La reggenza è solo una soluzione tampone, da superare. A breve, nel prossimo mese di luglio partirà il concorso e avremo nuovi presidi. Dobbiamo lavorare perché la situazione vada via via migliorando“.

Mobilità 2018/19 insegnanti infanzia, pubblicati i trasferimenti. Ecco dove consultarli

da Orizzontescuola

Mobilità 2018/19 insegnanti infanzia, pubblicati i trasferimenti. Ecco dove consultarli

di redazione

Stanno pubblicando su istanze on line gli esiti della mobilità per la scuola d’infanzia  per l’a.s. 2018/19.

Nessun ritardo dunque, data confermata e gli Uffici Scolastici pubblicheranno a breve  anche i bollettini con tutti i nominativi.

Si riceve la notifica anche per email (quest’ultima potrebbe arrivare anche dopo qualche ora o addirittura nei prossimi giorni).

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Fioramonti e Giuliano sottosegretari al Miur

da La Tecnica della Scuola

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Scrutini ed esami: al via le rilevazioni degli esiti finali

da La Tecnica della Scuola

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DSA, chi sono e quali obiettivi raggiungere per la gestione in classe

da La Tecnica della Scuola

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Chiamata diretta, rinnovo o cancellazione? La parola al Governo

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