F. Abate, Torpedone Trapiantati

Francesco Abate e della sua umanità “trapiantata”

di Antonio Stanca

Francesco Abate è un nome abbastanza noto nell’ambito dei programmi radiofonici, della televisione, del cinema, del giornalismo, della narrativa.

E’ nato a Cagliari nel 1964, ha cinquantaquattro anni e a quattordici ha esordito come disc jockey presso Radio Alter. Lavorerà, in seguito, presso altre Radio, gli impegni saranno di diverso genere anche se quello della musica sarà l’ambito nel quale tutti potranno rientrare. Verrà poi l’attività giornalistica ed infine, nel 1994, l’esordio nella narrativa con il racconto L’oratorio- Vietato ai minori di 14 anni. Altri racconti scriverà Abate ma anche e soprattutto romanzi che gli procureranno molti riconoscimenti e saranno tradotti in molte lingue straniere.

Scriverà alcuni romanzi in collaborazione con altri autori ma questo non ridurrà, non modificherà il tono, gli scopi che Abate scrittore si prefigge, quelli, cioè, di irrompere nella realtà, nella quotidianità e mettere in evidenza, in modo sempre diviso tra il serio e il faceto, le contraddizioni, i problemi, che ancora oggi sono rimasti senza soluzione. Fa ridere Abate e intanto fa vedere, fa sapere quanto ancora non funziona nella vita di ogni giorno. E’ la sua maniera di essere scrittore: attenta ai particolari trascurati, a quanto manca, a quanto viene omesso e capace di farne motivo d’ironia.

Così succede pure nell’ultimo romanzo Torpedone Trapiantati, pubblicato recentemente dalla Einaudi, nella serie Stile Libero Big. Non si capisce mai quanto, in ogni situazione, di ogni argomento presentato, l’autore vada in profondità o rimanga in superficie, quanto voglia far riflettere, pensare o far ridere, divertire.

Riesce, tuttavia, a costruire un ampio e vario quadro di vita attuale tramite l’idea di rappresentare la gita compiuta da due gruppi di persone che hanno avuto, ognuna a suo tempo, il trapianto di un organo. I gruppi sono abbastanza numerosi, vi partecipano anche i familiari dei “trapiantati” e due sono gli autobus necessari per trasportare tanta gente. La Sardegna, i suoi luoghi più rinomati, costituiranno le mete di una gita che non è destinata a durare molto ma che nel suo breve percorso farà sapere di stati dell’animo, di condizioni dello spirito completamente insolite perché vissute, sentite da chi insolitamente è destinato a vivere, a pensare, a fare. Chi ha accolto nel proprio corpo un organo diverso dal suo ha attraversato un’esperienza unica già dall’inizio, ha accettato di seguire regole diverse da quelle comuni, ha visto cambiati i rapporti con i familiari, è entrato in una dimensione diversa dalla normale, in un’altra vita e ognuno vive a proprio modo una simile situazione. Ci sono motivi, momenti che possono dirsi “comuni” a tutti i “trapiantati” ma sono di breve durata perché ogni “trapiantato” tende a rientrare quanto prima nei propri pensieri, nella propria vita, quella che si è fatta, si è costruita dopo il trapianto.

Che Abate sia riuscito a mostrare tante di queste persone, che le abbia messe insieme, le abbia confrontate ed abbia fatto risaltare i loro tanti modi di pensare e di fare, è da considerare un’operazione degna di merito perché ha mostrato come sia possibile vivere di sé anche quando questo sé è soltanto una malattia e poi perché ha ricavato da questi sé una varietà, un’ampiezza tale da poterli far costituire un’umanità alternativa a quella “normale”, un’umanità formata anch’essa da uomini e donne, giovani e vecchi anche se separati ognuno nel proprio mondo e tutti dal mondo degli altri.

Sono due problemi ancora senza soluzione: i “trapiantati” stanno divisi tra loro, e sono esclusi dall’esterno. Solo chi sta dall’altra parte potrebbe aiutarli a superare questi problemi. Basterebbe capire che lo scambio di un organo è simile a qualsiasi altro, che come ogni altro scambio non separa ma unisce.

Anche Abate è un “trapiantato” e non solo il suo libro ma anche la sua vita vuole essere un richiamo, un appello a non vedere, a non fare differenze tra chi è composto per intero e chi solo per parte.

Su corresponsabilità e partecipazione l’ombra della costituzione di parte civile

Su corresponsabilità e partecipazione l’ombra della costituzione di parte civile

di Cinzia Olivieri

 

La “rottura” del “patto formativo”

Tra i primi argomenti trattati dal Ministro Bussetti nel corso dell’audizione dell’11 luglio sulle linee programmatiche del dicastero “la rottura del patto formativo scuola-famiglia”, conseguenza in particolare “del clima generale di impoverimento culturale”.

L’utilizzo del termine “rottura” fa pensare a qualcosa di definitivo ed irrimediabile, ad un danneggiamento talmente grave da rendere quello strumento del tutto inservibile. Il che appare coerente alla ribadita intenzione di “verificare e valutare … la possibilità che il Ministero si costituisca parte civile nei procedimenti penali che abbiano ad oggetto episodi di violenza o anche di semplice minaccia posti in essere da studenti o dai loro genitori parenti nei confronti di docenti, dei dirigenti o del personale ausiliario”.

Per l’effetto quindi tutte le responsabilità sembrano ricadere soltanto sui genitori/studenti, tanto da pretendere esplicitamente “che gli studenti e le loro famiglie abbiano nei confronti dell’istituzione scolastica e di tutte le sue componenti un atteggiamento di rispetto”. Eppure le cronache attestano una crisi reciproca e raccontano eventi che riguardano tutte le componenti. D’altra parte l’incidenza dei gravi episodi richiamati, sebbene amplificata dai media, è decisamente poco rilevante rispetto ai milioni di alunni che frequentano le nostre scuole. Basti pensare che alcuni dati riportano che solo la procedura per le iscrizioni on line al nuovo anno avrebbe riguardato 1.455.850 studentesse e studenti dalla primaria alla secondaria di secondo grado.

Il patto si è rotto per tutti o solo per chi ha mancato di rispetto?

Dalla partecipazione alla corresponsabilità

Storicamente, con l’istituzione degli organi collegiali a livello di circolo, di istituto, distrettuale, provinciale e nazionale al fine di “realizzare la partecipazione della gestione della scuola dando ad essa il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale”(Dpr 416/74 art. 1 e art. 3 comma 1 del Dlgs 297/94) è riconosciuto l’ingresso dei genitori nella scuola.

La soluzione normativa, com’è noto, ha costituito una scelta di metodo per superare il clima turbolento della seconda metà degli anni sessanta di “contestazione generale” (e non soltanto studentesca) ad ogni autorità.

Tanto non è servito tuttavia a cambiare la considerazione della famiglia, spesso avvertita piuttosto come un intralcio, specie in un confronto di tipo progettuale e operativo.

Del resto l’interesse dei genitori ha finito per concentrarsi di frequente su iniziative di critica ovvero di controllo, anche generalizzato, sull’operato della pubblica amministrazione (in particolare sull’utilizzo delle risorse), piuttosto che in un’attività propositiva e costruttiva, mentre resta sostanzialmente sulla carta il previo ascolto delle proposte e dei pareri di organismi ed associazioni dei genitori e degli studenti prima dell’elaborazione del P(T)OF (art. 3 Dpr 275/99).

Il Dpr 567/96, nel disciplinare le iniziative progettuali complementari e integrative promosse ed attivate dalle istituzioni scolastiche, potenzia e riconosce le opportunità soprattutto del comitato studentesco (ma praticamente ignora quello dei genitori), introduce i Forum delle associazioni di studenti e genitori e le sole Consulte provinciali degli studenti. Resta la carenza territoriale e non sono comprensibili le ragioni di tale disomogeneità, specie allorquando Bolzano ha costituito invece un sistema di rappresentanza equilibrato e collegato (LP 20/1995) ed anche la provincia autonoma di Trento ha istituito la consulta provinciale dei genitori (L 10/2016).

Con l’avvento dell’autonomia ed i poteri e funzioni riconosciuti alla nuova figura dirigenziale (in particolare dal Dlgs 165/01 art. 25), mai istituiti i nuovi organi collegiali territoriali, progressivamente privati di poteri, risorse e componenti quelli esistenti (non più rinnovati), senza adeguamento delle disposizioni del Testo Unico, è diventato quindi inevitabile chiedersi se servono ancora gli organi collegiali. Il problema non è semplicemente riconoscere la loro esistenza ma conferire funzioni che diano un senso alla partecipazione e ragione al tempo che vi si dedica (a prescindere dalla possibilità di godere di permessi retribuiti).

In tutte le recenti legislature sono stati presentati (ed anche discussi) progetti di riforma che prevedono una “riduzione” della rappresentanza, sia dal punto di vista delle competenze che degli organi e del numero dei rappresentanti. Anche attualmente risulta presentato il DDL S155 in VII Commissione Senato ed il PDL 697 in VII Commissione Camera (di cui ancora non si conosce il testo). Comunque una simile riforma sulla governance difficilmente può influire sulla gestione dei rapporti.

Il rapporto scuola famiglia

Sicuramente il rapporto scuola famiglia non ha tratto giovamento, tanto che la situazione contingente e le urgenze sociali conseguenti a ricorrenti fatti di cronaca, hanno determinato nel 2007 le modifiche al DPR 249/1998 introdotte con il DPR n. 235/07, che insieme ad un inasprimento del sistema sanzionatorio ha previsto il Patto educativo (art. 5-bis), che i genitori (e gli studenti) sono chiamati a sottoscrivere all’iscrizione, “finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie”, nella pratica entrambi rimedi di scarsa efficacia dissuasiva e pedagogica. Nonostante le dichiarazioni di principio anziché il principio della corresponsabilità educativa tra famiglia e scuola spesso prevale il reciproco discarico delle responsabilità..

Può parlarsi di un patto esistente e condiviso per il solo fatto della sua previsione, elaborazione (non ampiamente condivisa) e mera sottoscrizione (formale o materiale) senza tuttavia costruire alcun reale percorso di corresponsabilità?

Dopo oltre quarant’anni dai decreti delegati non soltanto deve ribadirsi che difetta una cultura della partecipazione, che faccia del dialogo tra le parti (e non della semplice comunicazione) una prassi quotidiana, ma occorre chiedersi se tale partecipazione ancora interessi ovvero costituisca un valore da difendere. Intanto da decenni gli omnicomprensivi restano senza consigli di istituto e sono progressivamente praticamente scomparsi i vari coordinamenti, anche di comitati genitori e di presidenti, mentre giungono segnali contraddittori quali la proposta di introdurre telecamere nella scuola dell’infanzia a salvaguardia dei minori e nel contempo nei successivi ordini e gradi come deterrente invece alle aggressioni dei docenti; l’attesa di una pronuncia delle Giurisdizioni superiori in merito al pasto da casa, allorquando sarebbe bastato il buon senso; la necessità di una norma inserita in legge di bilancio per risolvere il problema delle liberatorie per l’uscita autonoma degli studenti infraquattordicenni (non imputabili) che tuttavia sono ritenuti poi sufficientemente responsabili e consapevoli da essere sanzionati con una bocciatura… ed ora il rapporto scuola famiglia si risolve nella costituzione di parte civile dell’amministrazione?!

Quale partecipazione

Il regolamento appena approvato  dal Consiglio del II Municipio di Roma riconosce ai genitori la possibilità di “Sistemare una tapparella di un’aula, curare il verde, aggiustare una serratura”, così dal prossimo anno scolastico “potranno contribuire a riqualificare gli istituti frequentati dai figli”. Insomma meglio manutentori che rappresentanti?

Da tempo si sono indagate le ragioni del “fallimento” partecipativo, si conosce lo stato dell’arte, ci si è profusi in svariate considerazioni e si sono proposte reiteratamente iniziative: formazione, informazione, incontri, collegamento. Ora forse però non basta più formare/informare soltanto rappresentanti che i genitori neanche riconoscono e votano…preferendo agire autonomamente e persino nei casi più gravi passare alle “vie di fatto”, ma occorrono azioni sistemiche.

Intanto appare esservi un rinnovato interesse per la partecipazione in quanto il DM 851/2017  nel definire i criteri ed i parametri per l’assegnazione delle risorse a valere sulle autorizzazioni di spesa di cui alla legge 440/1997, e 296/2006, anche in coerenza con la L 107/2015, ha individuato una serie di azioni da realizzare riferite a tre aree prioritarie: a) “Inclusione e successo formativo” b)  “Innovazioni a supporto dell’autonomia scolastica” c)  “Infrastrutture”. Per ciascuna di queste sono previsti numerosi piani di intervento per i quali sono stati regolarmente pubblicati altrettanti bandi. Tra le 21 ipotesi di intervento dell’area Inclusione è il Piano Nazionale per la Promozione della Partecipazione delle studentesse, degli studenti e dei genitori. Destinatarie della selezione le istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado, singole o organizzate in reti di scuole, le quali ovviamente possono scegliere a quale iniziativa partecipare. È contemplata l’individuazione di scuole polo a livello nazionale e regionale.

A questa opportunità si aggiunge quella del decreto dipartimentale n.528 del 30-03-2018, che ha definito le regole e le modalità di assegnazione dei fondi finalizzati alla concessione dei contributi per promuovere la Partecipazione dei genitori e degli studenti alla vita scolastica per la realizzazione di attività inerenti la partecipazione, nonché di informazione e divulgazione di modelli innovativi, attraverso il coinvolgimento delle Associazioni Studentesche e dei Genitori maggiormente rappresentative, di cui al D.P.R. n. 301/2005.

Ebbene, tralasciando qualunque sterile critica, in un’ottica propositiva, giacché è da intendersi che auspicabilmente i primi interventi possano avviarsi da settembre e prima delle operazioni di rinnovo della rappresentanza, l’attuale situazione di emergenza, effetto soprattutto di un problema culturale, richiede evidentemente interventi strutturali e di ampia portata che favoriscano il maggiore coinvolgimento dei genitori, anche a prescindere dal loro ruolo specifico, oltre che di docenti e dirigenti, coordinando le azioni a livello regionale e nazionale. Peraltro è auspicabile superare controproducenti contrapposizioni in una realtà in cui sempre più in pochi appaiono interessati alla questione.

E se quel patto è rotto o mai esistito allora dovrebbe pensarsi ad uno nuovo davvero condiviso che la scuola costruisca con le famiglie, ad azioni sinergiche univoche sul piano nazionale e rispondenti altresì alle specifiche esigenze a livello regionale.

A chi scrive piace pensare che vi sia una parte non detta e non scritta di quella frase: Un nuovo patto per costruire un rinnovato modello partecipativo.

Scuola, 67 mila assunzioni ma le supplenze continuano

da Il Messaggero

Scuola, 67 mila assunzioni ma le supplenze continuano

Da qui al 31 agosto il Ministero dell’istruzione dovrà riuscire a incastrare tutti i tasselli di un puzzle decisamente complicato

Un’infornata di assunzioni come non si vedeva da anni nella scuola, con quasi 70mila nuove immissioni in ruolo, che non riesce però a debellare l’incubo delle supplenze e dei posti vacanti. Restano scoperte infatti decine di migliaia di cattedre per il sostegno, migliaia di uffici di presidenza e di posti da direttore amministrativo. Oltre ai vecchi problemi legati alle classi di concorso esaurite, come matematica o lingua spagnola, per cui risultano introvabili i docenti da assumere. Anche quei posti potrebbero andare a supplenza tra coloro che, pur avendo l’abilitazione, restano nelle graduatorie di istituto e non possono essere assunti. Da qui al 31 agosto il Ministero dell’istruzione dovrà riuscire a incastrare tutti i tasselli di un puzzle decisamente complicato.

Per settembre infatti il Miur ha chiesto al ministero dell’Economia 57.322 assunzioni per i docenti, tra questi circa 44mila dovrebbero essere destinati ai posti cosiddetti comuni e i restanti 13mila circa andrebbero al sostegno. Entro la fine del mese dovrebbe arrivare il decreto e la ripartizione dei contingenti per regione, per provincia e per insegnamento. A questi si aggiungono 9.838 posti per gli ausiliari, tecnici e amministrativi e 212 posti per i dirigenti scolastici. Per un totale di 67.372 nuove assunzioni: un numero assolutamente corposo di immissioni in ruolo, superato solo dagli oltre 90mila del piano straordinario di assunzioni del 2015. Ma nonostante i grandi numeri, anche quest’anno arriveranno in cattedra decine di migliaia di supplenti. «A cominciare dal sostegno spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – i posti sono molti di più dei 13 mila che si andranno a coprire, sono almeno il triplo visto che le deroghe superano quota 40 mila. Con pesanti conseguenze non solo per i docenti ma anche per gli studenti: viene a saltare infatti ogni anno la continuità didattica a discapito di quei ragazzi che più di altri ne hanno bisogno».
IL TURN OVERAnche sui posti comuni i supplenti saranno decine di migliaia: considerando che quest’anno andranno in pensione circa 35mila docenti, delle 57mila assunzioni ne restano quindi 22mila destinate a nuove cattedre di ruolo ma, ogni anno, le cattedre date a supplenza sono quasi 100mila. Restano quindi scoperti ancora 80mila posti. Come verranno assunti i precari? Le assunzioni dei 57mila riguarderanno per il 50% i docenti delle graduatorie di merito e per il 50% quelli ad esaurimento: se nelle graduatorie non ci sono i docenti necessari per le specifiche classi di concorso, si andrà a chiamare i candidati dalle nuove liste di merito del concorso regionale riservato ai docenti abilitati della scuola superiore ma solo se le liste saranno pronte entro il 31 agosto. A rischio quindi le cattedre cosiddette introvabili come matematica e lingua spagnola, e non solo per motivi di tempo: al concorso regionale per abilitati, infatti, hanno aderito solo 40mila dei 100mila docenti abilitati non di ruolo. Non è certo, quindi, che tra questi ci siano proprio le classi di concorso che servono di più. Se non ci sono da assumere, si daranno in supplenza. Resta poi in piedi il problema dei presidi reggenti: le 212 assunzioni in programma non possono sanare quel buco di 1800 presidi mancanti: nell’anno scolastico 2017-2018 sono state infatti 1800 le scuole date in reggenza, a cui mancava un preside, per un totale di 3600 scuole con un dirigente a metà. La soluzione arriverà per l’anno scolastico 2019-2020 visto che lunedì partirà l’atteso concorso per 2.452 posti da preside. Ancora in attesa di un concorso, sono invece i direttori dei servizi generali amministrativi: nell’anno scolastico 2017-2018 i posti vacanti e disponibili per i Dsga erano ben 1.700, su un totale di poco più di 8mila scuole. Ma da settembre l’emergenza è destinata a crescere raggiungendo quota 2.400: uno su tre resta vacante.
Lorena Loiacono

Aumento stipendi dirigenti scolastici, 24 luglio sindacati all’Aran per rinnovo Contratto

da Orizzontescuola

Aumento stipendi dirigenti scolastici, 24 luglio sindacati all’Aran per rinnovo Contratto

di redazione

Nella giornata di ieri, abbiamo riferito che i sindacati sarebbero stati a breve convocati per la ripresa del negoziato sul rinnovo del contratto dei dirigenti scolatici.

Contratto dirigenti scolastici, negoziato prima della pausa estiva. Facciamo il punto

Convocazione

Comunichiamo che l’Aran ha convocato i sindacati per il 24 luglio alle ore 10.00.

Aumenti stipendiali

Tra i vari aspetti da affrontare, nell’ambito del negoziato, quello degli aumenti stipendiali, relativamente ai quali sono state già stanziate apposite risorse nella legge di Bilancio (n. 205/2017):

  • 7 milioni di euro per il 2018
  • 41 mln di euro per il 2019
  • 96 a regime dal 2020

L’aumento, che riguarderà circa 8mila dirigenti scolastici,  sarà a pioggia, dato che ad essere interessata è la retribuzione di posizione parte fissa.

Concorso dirigenti scolastici, ecco i nomi della Commissione per l’ammissione al corso di formazione

da Orizzontescuola

Concorso dirigenti scolastici, ecco i nomi della Commissione per l’ammissione al corso di formazione

di redazione

Il corso concorso per diventare dirigente scolastico è ormai ai nastri di partenza, con la prova pre-selettiva che si svolgerà il prossimo 23 luglio.

Articolazione concorso

Il corso-concorso, com’è noto, si articola in tre fasi:

  • prova preselettiva;
  • concorso, consistente in una prova orale e una scritta, per l’accesso al corso dirigenziale di formazione e tirocinio;
  • corso dirigenziale di formazione e tirocinio.

Commissioni

La predetta articolazione determina la costituzione di due Commissioni:

  1. commissione per il concorso di ammissione al corso di formazione;
  2. commissione per il corso di formazione e tirocinio.

Nomina commissione per il concorso di ammissione al corso di formazione

Il Miur ha pubblicato il Decreto del Direttore del dipartimento per
il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per il personale scolastico, con il quale è stata nominata la Commissione per il concorso finalizzato all’ammissione al corso di formazione e tirocinio.

Ecco i nominativi:

Presidente: dott. Daniele Bertuzzi, Consigliere della Corte dei Conti.
Componente: dott.ssa Marisa Oglio, dirigente scolastica.
Componente: dott. Mario Carmelo Maviglia, dirigente tecnico in quiescenza
dall’1/1/2018.
Componente aggregato esperto di lingua inglese: dott.ssa Silvana Albani, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado (Inglese).
Componente aggregato esperto di lingua francese: dott.ssa Patrizia De Monte, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso
Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado (Francese).
Componente aggregato esperto di lingua spagnola: dott.ssa Antonia Paldera, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado (Spagnolo).
Componente aggregato esperto di lingua tedesca: dott.ssa Assunta Mattei,
docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di IIgrado (Tedesco).
Nel decreto anche in nominativi dei supplenti

Concorso ATA CO.CO.CO, pubblicata graduatoria definitiva

da Orizzontescuola

Concorso ATA CO.CO.CO, pubblicata graduatoria definitiva

di redazione

La legge di Bilancio (legge n. 205/2017) ha previsto un concorso per la stabilizzazione del personale operante nelle scuole in qualità di assistente amministrativo e tecnico, con contratti CO.CO.CO, concorso che è stato già espletato.

Il Miur ha pubblicato la graduatorie definitiva, che alleghiamo di seguito.

Avverso la succitata graduatoria è ammesso solo:

  • ricorso al T.A.R. territorialmente competente entro 60 giorni dalla pubblicazione sul sito del Miur;
  • ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla pubblicazione sul sito del Miur.

Graduatoria e decreto Miur

Mobilità ATA 2018, pubblicati i movimenti

da La Tecnica della Scuola

Mobilità ATA 2018, pubblicati i movimenti

Valutazione dei Dirigenti scolastici

A.S. 2017-2018

Con Nota 16 luglio 2018, AOODGOSV 12106, la scadenza per la chiusura delle funzioni per la compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico è stata prorogata dal 31 luglio al 31 agosto 2018.


A partire dal 20 aprile 2018 sul Portale del Sistema nazionale Area Dirigenti – Portfolio DS – Accedi ai servizi di valutazione (raggiungibile all indirizzo https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico.

Cronoprogramma procedimento di valutazione DS – A.S. 2017/18


A.S. 2016-2017

Come previsto dalla Nota 27 aprile 2017, AOODGOSV 4555, a partire dal giorno 27 aprile 2017 e fino al 30 giugno 2017 (prorogato al 31 luglio 2017 dalla Nota 8 giugno 2017, AOODPIT 1182) sul Portale del Sistema nazionale di valutazione (Area Dirigenti – Portfolio DS) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico, strumento alla base del procedimento di valutazione, previsto dalle Linee guida di attuazione della Direttiva 18 agosto 2016, AOOUFGAB 36 (vd. Nota esplicativa n. 2).

Non saranno svolte visite da parte dei Nuclei nell’a.s. 2016/17; la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione e la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.

La Direttiva ministeriale n. 239, firmata il 21 aprile 2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici“,  prevede che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per l’anno scolastico 2016/17, ma a partire dall’anno scolastico 2017/18.
I riscontri e le osservazioni degli Uffici scolastici regionali sulla procedura di valutazione  saranno inviati ad un Osservatorio (previsto dall’art. 12 della Direttiva), in via di definizione con specifico decreto ministeriale.


Come previsto dalla Nota 11 luglio 2017, AOODGOSV 8603, dal 14 luglio al 31 agosto 2017, sul Portale del Sistema nazionale di valutazione, sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio per i Dirigenti scolastici con incarichi presso l’Amministrazione centrale e periferica del MIUR, altra amministrazione dello Stato, enti pubblici o privati, con retribuzione a carico dell’Amministrazione scolastica.




Faq – Domande Frequenti

IL PORTFOLIO E LA SUA COMPILAZIONE

Parte prima del Portfolio – Anagrafe professionale

  1. Che rilievo assume la parte prima del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La prima parte del Portfolio ha l’obiettivo specifico di illustrare e descrivere la “storia” professionale del Dirigente adottando un modello unico di riferimento a livello nazionale e perciò comparabile. L’anagrafe professionale intende raccogliere tutte le informazioni professionali più rilevanti e sarà aggiornabile annualmente. Ogni Dirigente avrà la possibilità di integrare l’anagrafe allegando il proprio curriculum vitae e alcuni documenti che attestino aspetti particolarmente significativi della propria professionalità. Il contenuto dell’anagrafe professionale non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione, ma permette ad essi di poter focalizzare con immediatezza gli elementi informativi più rilevanti sul Dirigente da valutare.

Parte seconda del Portfolio – Autovalutazione e bilancio delle competenze

  1. Che scopo ha la parte seconda del Portfolio?

L’autovalutazione intende tracciare un profilo professionale organico del Dirigente scolastico ed è strutturata prendendo in considerazione le cinque dimensioni professionali riprese dai criteri del comma 93 (citate sotto ogni definizione delle cinque sezioni), dall’esperienza professionale e dalla letteratura nazionale e internazionale sulla leadership. L’obiettivo della compilazione della parte relativa all’autovalutazione è “consentire al Dirigente scolastico una riflessione sul suo ruolo e sui suoi punti di forza/debolezza, nell’ottica dello sviluppo e del miglioramento della professionalità” (Portfolio, p. 8). L’autovalutazione è dunque uno strumento di utile riflessione sul proprio lavoro e sulla coerenza tra le azioni dirigenziali “quotidiane” e gli obiettivi strategici. Non è necessario che il Dirigente scolastico alleghi documentazione a conforto dei livelli che egli stesso si attribuisce, avendo comunque la possibilità di motivare la scelta nell’apposito campo libero.

  1. Che rilievo assume l’autovalutazione nel procedimento di valutazione?

L’autovalutazione non è elemento di valutazione e non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione. Il procedimento di valutazione non prevede che i Nuclei debbano procedere ad una conferma o meno dell’autovalutazione del Dirigente scolastico. Ciò dovrebbe essere ancora più chiaro se si riflette sul fatto che la compilazione della parte seconda del Portfolio è facoltativa. Sia nelle rubriche di autovalutazione sia nelle rubriche di valutazione vengono utilizzati i medesimi descrittori, quantunque raggruppati diversamente, con lo scopo di permettere al Dirigente di compiere un’autovalutazione che prenda in considerazione tutti gli aspetti oggetto di valutazione della sua azione professionale complessiva.

  1. È opportuno compilare il campo “Elementi di contesto”?

La descrizione del livello di complessità del contesto in cui il Dirigente scolastico opera può risultare sicuramente utile per comprendere vincoli e opportunità che impattano sulla sua azione professionale. Molte scelte strategiche del Dirigente scolastico sono orientate, e a volte condizionate, dal contesto nel quale si trova ad operare. Una sintetica ma significativa descrizione del contesto può perciò servire al Dirigente scolastico per meglio motivare le scelte concernenti gli obiettivi e le azioni professionali, e sarà anche di fondamentale importanza per il Nucleo di valutazione, al fine di poter comprendere meglio il contributo del Dirigente scolastico al processo di miglioramento.

Parte terza del Portfolio – Obiettivi e azioni professionali

  1. Che rilievo assume la parte terza del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La parte terza del Portfolio assume un rilievo fondamentale tra le fonti da cui il Nucleo di valutazione trae elementi utili per la formulazione del giudizio complessivo per ognuna delle tre aree, in quanto grazie ad essa si può evincere specificatamente “il contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione” (Portfolio, p. 22).

  1. È opportuno che il Dirigente scolastico nella parte terza del Portfolio indichi tutte le azioni professionali svolte per la realizzazione degli obiettivi di processo indicati nel RAV?

È opportuno che il Dirigente scolastico si concentri, a propria scelta, sulla base delle risultanze del RAV e degli obiettivi inseriti nella lettera di incarico, su alcune azioni professionali significative (indicativamente due o tre) e descriva brevemente le azioni realizzate, documentando anche i processi più significativi avviati per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola, con la possibilità di allegare file con dati ed evidenze, se non già contenuti nella documentazione inserita in piattaforma. In particolare il Dirigente scolastico, nella parte terza, dovrebbe riportare quelle azioni che evidenziano il valore aggiunto del proprio specifico professionale nella scuola.

  1. Perché la parte terza del Portfolio è strutturata su otto aree?

Le prime sette aree di processo non sono altro che le “le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative direttamente riconducibili al dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale, secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e dal contratto collettivo nazionale di lavoro”, ai sensi dell’art. 6 comma 2, punto 2 del D.P.R. 80/2013. Inoltre, sono le aree all’interno delle quali si riconducono gli obiettivi di processo del RAV, interni al Piano di miglioramento, cui si collegano le più significative azioni professionali messe in atto dal Dirigente scolastico per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola inseriti nella lettera di incarico (Portfolio, p. 15). Ad ogni modo il Dirigente scolastico nella compilazione della parte terza del Portfolio può decidere di non riferirsi esclusivamente alle azioni collegate con le sette aree degli obiettivi di processo, ma può inserire anche le azioni per il perseguimento degli obiettivi nazionali e regionali (tutti gli obiettivi presenti nella lettera di incarico saranno infatti riportati proprio all’inizio della parte terza). A tale scopo è presente l’area di processo “Altro”. In sostanza ciò che si chiede al Dirigente scolastico è di fare una selezione mirata delle azioni più significative che permettano al Nucleo di rilevare lo specifico della sua azione professionale.

  1. Quale è la funzione della parte terza del Portfolio rispetto alla compilazione delle rubriche di valutazione da parte del Nucleo di valutazione?

La parte terza del Portfolio è ineludibile nel processo di valutazione: in essa il Dirigente scolastico deve riportare e documentare cosa secondo lui è significativo e specifico della sua professionalità. Al Nucleo spetta valutare il contributo al perseguimento dei risultati di miglioramento previsti nel RAV (così come previsto dal comma 93 dell’art. 1 della L. 107/2015), facendo riferimento a diverse fonti ed evidenze, fra cui sicuramente la parte terza del Portfolio, ma anche ad altri documenti e la stessa visita e/o interlocuzione diretta (Portfolio, p. 23). La valutazione del Nucleo, quindi, deve tener opportunamente conto delle azioni professionali indicate dal Dirigente scolastico nella parte terza, ma deve anche rilevare tutti gli aspetti interni ai criteri del comma 93.

  1. Non sussiste il rischio che l’esplicita connessione delle azioni del Dirigente scolastico soltanto con gli obiettivi desunti dal RAV porti a sottovalutare aspetti rilevanti dell’azione del Dirigente scolastico non contemplate nel RAV?

Tale rischio potenzialmente non sussiste, in quanto il procedimento di valutazione del Dirigente scolastico è rivolto a tutta la sua azione professionale, che deve essere letta in modo globale e unitario, e il Nucleo di valutazione, proprio per valutare gli aspetti più generali dell’azione dirigenziale collegati con i criteri del comma 93 dell’art. 1 della Legge 107/2015, deve prendere in considerazione tutta una serie di documenti specificamente indicati nel Portfolio. È ovvio che nella sua quotidianità professionale il Dirigente scolastico svolge molte azioni, ma all’interno del procedimento di valutazione i passaggi ineludibili in cui si può riscontrare la pertinenza e la coerenza dell’azione dirigenziale volta al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico sono le azioni legate agli obiettivi di processo interni al Piano di miglioramento.

  1. Considerato che ad oggi non è stato definito un modello specifico di RAV per i CPIA e pertanto per i Dirigenti scolastici dei Centri non è stato possibile definire degli obiettivi da inserire all’interno del nuovo incarico o ad integrazione dell’incarico in essere a partire dal RAV, il perseguimento di quali obiettivi il Dirigente è tenuto a documentare?

Tutti i CPIA hanno definito all’interno del proprio PTOF le priorità di miglioramento per il prossimo triennio. Il MIUR ha chiesto ai CPIA la trasmissione del PTOF e lo stralcio degli obiettivi di miglioramento ove inseriti nel Piano Triennale deliberato. Tali obiettivi, a seguito di verifica da parte del Direttore USR, sono stati utilizzati per la definizione dell’incarico dei Dirigenti scolastici in quanto a tutti gli effetti obiettivi di miglioramento della scuola.

  1. Che funzione svolge il Repertorio del Dirigente scolastico? È obbligatorio che il Dirigente scolastico vi faccia riferimento?

Il Repertorio è da intendersi come puro e semplice strumento di orientamento professionale, messo a disposizione del Dirigente scolastico esclusivamente al fine di supportarlo nella compilazione della parte terza del Portfolio: di conseguenza, non è obbligatorio che vi si faccia riferimento.

Parte terza del Portfolio – Sezione di caricamento dei documenti

  1. Quali documenti devono essere caricati obbligatoriamente nella sezione riservata presente nella parte terza del Portfolio?

Il Dirigente scolastico avrà cura di provvedere al caricamento dei documenti indicati nell’Allegato n. 1, la cui consultazione è ineludibile da parte del Nucleo di valutazione. Il Dirigente scolastico potrà nella stessa sezione caricare pochi e significativi altri documenti che riterrà strettamente necessari per fornire al Nucleo elementi particolarmente utili per la valutazione relativamente ai criteri generali indicati dalla L. 107/2015.

IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI PER L’A.S. 2016/17

  1. Cosa determinano le modifiche alla Direttiva 36 sul procedimento di valutazione dei Ds?

La Direttiva ministeriale n. 239 del 21/04/2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici” ed in corso di registrazione, ha stabilito che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato a partire dall’anno scolastico 2017/2018. Di conseguenza nel corrente anno scolastico, 2016/2017, il procedimento verrà attuato ma senza produrre effetti sulla retribuzione di risultato, che sarà determinata, come negli anni precedenti, in relazione alla fascia di complessità dell’istituzione scolastica per la quale è stato conferito l’incarico dirigenziale

  1. I Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 saranno oggetto di valutazione?

Le modifiche apportate dalla Direttiva ministeriale 239 del 21/04/2017 comportano di fatto l’esclusione dal procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018, in quanto la loro retribuzione di risultato non sarà determinata dalla valutazione e gli stessi consigli di miglioramento interni al procedimento di valutazione non saranno ovviamente attuabili nei prossimi anni. I Direttori degli USR comunicheranno ai Dirigenti scolastici che saranno posti in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 l’esclusione dal procedimento di valutazione e dalla richiesta di compilazione del Portfolio.

  1. Per il corrente anno scolastico sono previste le visite presso le istituzioni scolastiche?

In considerazione del fatto che quest’anno i Nuclei di valutazione potranno iniziare a operare con l’inizio di giugno e che i mesi di giugno-luglio-agosto sono densi di impegni, è diventato inevitabile, per questo anno scolastico, sospendere le visite. Sono confermati, invece, i contatti a distanza: tutti i Dirigenti scolastici verranno contattati dai Nuclei entro novembre per approfondimenti sul Portfolio e sulla documentazione allegata.


Scuola, on line il portfolio del dirigente scolastico
Strumento chiave per lo sviluppo professionale e la valutazione

La valutazione delle e dei dirigenti scolastici entra nel vivo: è disponibile da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la versione elettronica del portfolio del dirigente scolastico che conterrà informazioni che vanno dal curriculum, al bilancio delle competenze, agli obiettivi e alle azioni professionali.

Il portfolio consentirà alle dirigenti e ai dirigenti di analizzare i loro compiti e le loro competenze, di fare il punto sugli obiettivi di miglioramento. Sarà quindi uno strumento di supporto per il loro sviluppo professionale, ma anche uno strumento chiave per il processo di autovalutazione e di valutazione.

Il portfolio si compone di quattro parti. La prima (anagrafe professionale) raccoglierà informazioni professionali, dal titolo di studio agli incarichi ricoperti, sarà compilata dalle e dai dirigenti e sarà resa pubblica. La seconda parte riguarderà l’autovalutazione e il bilancio delle competenze: ogni dirigente potrà compilarla (non è obbligatorio) analizzando la propria capacità di gestione, di valorizzazione del personale, di promozione della partecipazione, di monitoraggio e rendicontazione. Questa parte consentirà a ciascuna e ciascun dirigente di riflettere sui propri punti di forza e debolezza, nell’ottica del miglioramento della propria professionalità. La terza parte, particolarmente rilevante ai fini della valutazione, sarà dedicata agli obiettivi e alle azioni professionali, sarà obbligatoria e pubblica, sarà compilata dalle e dai dirigenti che dovranno descrivere le azioni realizzate per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano di miglioramento della loro scuola. Infine la quarta parte sarà dedicata alla  valutazione e agli eventuali consigli di miglioramento, sarà riservata al Nucleo di Valutazione, al Direttore dell’USR e al Dirigente scolastico.

Un primo video tutorial  introduce ed illustra l’utilizzo del portfolio. Ci sarà tempo, per la compilazione, fino al 30 giugno. Le dirigenti e i dirigenti hanno già avuto, l’8 febbraio scorso, una versione cartacea del portfolio per poter familiarizzare con lo strumento. La versione on line, intuitiva e di facile utilizzo, facilita la compilazione, che non richiede un investimento di tempo gravoso: si tratta di fare sintesi di informazioni e documenti già in possesso e soprattutto di evidenziare il proprio specifico professionale per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola. La valutazione delle dirigenti e dei dirigenti ha preso il via ufficialmente con la direttiva numero 36 dello scorso agosto.

Nel frattempo sono stati adottati e pubblicati i Piani regionali di valutazione da parte degli Uffici scolastici. Tra febbraio e marzo le dirigenti e i dirigenti sono stati abbinati ai nuclei di valutazione, nei cui confronti sono state svolte  attività di informazione e formazione, che continueranno anche nei prossimi mesi. Fino a giugno si procederà con la compilazione del portfolio. Fra l’estate e l’autunno ci sarà da parte dei nuclei la vera e propria fase di valutazione  a partire dalla documentazione interna al  portfolio. Dall’anno scolastico 2017/2018 la retribuzione di risultato delle e dei dirigenti sarà legata al processo di valutazione.


Pubblicate le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36, del 18 agosto 2016, sulla valutazione dei dirigenti scolastici

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Valutazione dei dirigenti scolastici, pubblicate le Linee Guida

Giannini: “Processo atteso da 15 anni, aiuterà il miglioramento del sistema scolastico”

Sono disponibili da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca le Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici. Il documento rende operativa la direttiva firmata nei mesi scorsi dal Ministro Stefania Giannini.
“Si tratta di un processo atteso da 15 anni che ha lo scopo di investire sul miglioramento della professionalità dei nostri dirigenti, figure chiave dell’autonomia scolastica – sottolinea il Ministro -. Il sistema di valutazione a cui abbiamo lavorato è un sistema leggero, che si basa sui documenti e gli strumenti di pianificazione e programmazione che le scuole già utilizzano. Nessun appesantimento burocratico. Si parte dall’autovalutazione dei dirigenti che saranno poi accompagnati nel miglioramento del loro lavoro. La valutazione che parte oggi è un processo di supporto a tutto il sistema scolastico”.

Il documento

  • Le Linee guida individuano la tempistica del processo, i documenti e le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, le dimensioni professionali che avranno un peso nel giudizio formulato dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali attraverso la valutazione elaborata dai Nuclei preposti.
    Prima scadenza, gli obiettivi da assegnare ai presidi: già in questi giorni i Direttori degli USR li stanno definendo ed assegnando ai dirigenti scolastici. Gli obiettivi da raggiungere, coerenti con il Rapporto di autovalutazione e il Piano di miglioramento e formativo delle scuole, saranno validi per tre anni. Entro dicembre saranno formulati i Piani regionali per la valutazione. Mentre fra gennaio e maggio i dirigenti scolastici saranno coinvolti in un processo di autovalutazione attraverso una piattaforma on line simile a quella utilizzata per la produzione del Rapporto di autovalutazione da parte delle scuole.
    Cosa faranno i dirigenti? Scatteranno la fotografia del loro operato. Dovranno evidenziare, fra l’altro, le modalità organizzative messe in atto nella loro scuola, le modalità di gestione del personale, le azioni messe in campo per promuovere la partecipazione della comunità scolastica e il rapporto con le realtà del territorio e come hanno promosso il raggiungimento degli obiettivi che hanno ricevuto.
    Entro agosto 2017 ci sarà una valutazione di prima istanza da parte del Nucleo regionale con possibili visite nelle scuole. Successivamente arriverà la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR. La restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore avverrà entro dicembre 2017.
    L’azione del Dirigente sarà valutata su tre diverse dimensioni professionali:
  • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (a quest’area viene attribuito un peso pari al 60% nel risultato finale);
  • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (avrà un peso del 30%);
  • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (avrà un peso del 10%).

La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.


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Martedì 28 giugno, alle ore 10.30, presso la Sala Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in Viale Trastevere 76/a, sono presentate la Direttiva e la prima nota applicativa sul Sistema di Valutazione dei Dirigenti Scolastici.


Valutazione dei dirigenti scolastici, firmata la direttiva
Giannini: “Da oggi abbiamo uno strumento in più per
il miglioramento del sistema”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato stamattina la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici. “Dopo 15 anni di incertezze, attese e sperimentazioni, oggi siamo nelle condizioni di realizzare pienamente la valutazione dei dirigenti scolastici. Questo grazie ad un rinnovato quadro normativo, allo stanziamento di specifiche risorse economiche e alla presenza di risorse umane aggiuntive fra gli ispettori. Tutti effetti della legge 107, la Buona Scuola”, ha commentato Giannini, presentando il documento a Viale Trastevere alla presenza dei direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali.

“Ora – ha proseguito – abbiamo in mano uno strumento in più per ottenere un obiettivo importante: il miglioramento del sistema scolastico”. Tre i criteri in base ai quali saranno valutati i dirigenti: “La capacità di indirizzo e di gestione della scuola peserà per il 60% sulla valutazione complessiva – ha spiegato il Ministro -. La capacità di valorizzare le risorse umane, il personale della scuola tutto (docente, amministrativo, tecnico e ausiliario) peserà per il 30%. Il restante 10% si baserà sull’apprezzamento dell’operato del dirigente da parte della comunità scolastica, di coloro che vivono e lavorano nella scuola”. I criteri sono contenuti nelle Linee Guida che saranno abbinate alla direttiva.

Cosa accade ora, in concreto? Ad agosto i dirigenti, oltre 7.000 in tutto il Paese, firmeranno il loro incarico all’interno del quale, per la prima volta, saranno inseriti obiettivi di miglioramento di tre tipi: obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici collegati alla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che, dallo scorso anno, le scuole hanno cominciato a compilare per darsi un ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti. Quattro i ‘gradi’ di valutazione previsti dalla direttiva: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi, pieno raggiungimento degli obiettivi. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. Niente più fondi a pioggia, come accade oggi. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi il dirigente potrà essere assegnato, in prima battuta, ad altra scuola. Se la valutazione negativa si ripeterà, sarà messo a disposizione dell’Ufficio Scolastico per svolgere altre mansioni. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale a partire dal mese di settembre.



Illustrata alle OO.SS., il 6 maggio, la direttiva sulla valutazione dei Dirigenti scolastici

Come previsto dall’art. 1, cc. 93-94, della Legge 107/15, la valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata dal Nucleo per la Valutazione dei Dirigenti scolastici (art. 25, c. 1, D.Lvo 165/01) ed è

  • coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale,
  • connessa alla retribuzione di risultato.

Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto

  • del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel RAV (DPR 80/13), in coerenza con le disposizioni contenute nel D.Lvo 150/09,
  • dei seguenti criteri generali:

a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;
b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;
c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale;
d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;
e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

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Al via la valutazione dei dirigenti scolastici

Giannini: “Finalmente un sistema per valorizzarli e incentivare il miglioramento”

Le competenze gestionali e amministrative, la capacità di valorizzare il personale scolastico, l’apprezzamento del loro operato da parte della comunità scolastica. Sono alcuni dei criteri in base ai quali, a partire da settembre, saranno valutati i dirigenti scolastici.

“Dopo anni di attese, rinvii e sperimentazioni finalmente si parte. Con la Buona Scuola abbiamo messo i dirigenti scolastici al centro di un preciso progetto culturale che valorizza l’autonomia scolastica. Abbiamo dato a quelli che una volta si chiamavano presidi più strumenti per poter lavorare e più responsabilità. Per questo è necessario attivare un sistema oggettivo e trasparente di valutazione del loro operato che preveda incentivi crescenti per chi raggiunge gli obiettivi di miglioramento della propria scuola”, spiega il Ministro Stefania Giannini.

Oggi la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici è stata illustrata al Miur alle Organizzazioni Sindacali e sarà firmata nei prossimi giorni dal Ministro dell’Istruzione dopo il vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di valutazione dei dirigenti si parla dal 2000, sono state fatte alcune sperimentazioni negli anni successivi, ma il sistema non è mai concretamente partito.
Cosa accadrà con la nuova direttiva? Quando firmeranno il loro contratto, in agosto, i dirigenti scolastici troveranno inseriti in questo documento gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi: ci saranno obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che dal 2015 le scuole compilano per darsi una ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti con un esito che potrà andare dal mancato raggiungimento degli obiettivi al completo raggiungimento che corrisponderà ad una valutazione ‘eccellente’. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale. In caso di valutazione negativa il dirigente sarà supportato dall’Usr nel miglioramento del proprio lavoro. Sono previsti casi di non rinnovo del contratto presso la scuola affidata al dirigente solo in caso di responsabilità dirigenziali gravi, come già stabilito dal decreto legislativo 165 del 2001.
“La valutazione dei dirigenti ha come obiettivo principale – conclude il Ministro – la loro crescita professionale e, di conseguenza, il miglioramento della comunità scolastica in cui operano. È la prima volta che il nostro Paese affronta concretamente tale percorso che, secondo gli obiettivi di questo Governo, porterà ad una vera attuazione dell’autonomia scolastica, per troppo tempo attesa e mai realizzata fino in fondo”.

Mobilità 2018-2019

Calendario Mobilità

a cura di Dario Cillo


Mobilità

Tipo di personale Termine presentazione domande Termine acquisizione domande Diffusione risultati
Docenti Scuola Infanzia (1)
3  – 26 aprile 11 maggio 12 giugno
Docenti Scuola Primaria (1)
3  – 26 aprile 11 maggio 1 giugno
Docenti Scuola Secondaria I grado (2)
3  – 26 aprile 9 giugno 27 giugno
Docenti Scuola Secondaria II grado (2)
3  – 26 aprile 27 giugno 13 luglio
Docenti Discipline spec. Licei Musicali
3  – 26 aprile 8 maggio 28 maggio

4 giugno

Personale Educativo (3)
3  – 28 maggio 28 giugno 16 luglio
Personale ATA (4) 23 aprile – 14 maggio 28 giugno 20 luglio
Personale IRC (5) 13 aprile – 16 maggio 18 giugno 30 giugno

NB: Sono indicate in rosso le date che hanno subito variazioni

Come previsto dalla Nota 27 giugno 2018, AOODGPER 29748, “i docenti trasferiti su ambito – tramite la funzione resa disponibile su Istanze on line – indicheranno nell’apposita sezione, l’istituzione scolastica di partenza, necessaria per la successiva assegnazione delle sedi di competenza di codesti Uffici Scolastici. Qualora il docente non esprima la scuola di prima preferenza verrà considerata come prima preferenza la scuola capofila di ambito.
Entro i termini sopra riportati, l’Ufficio scolastico competente per territorio provvede ad assegnare prioritariamente alle scuole i docenti titolari su ambito, beneficiari delle precedenze di legge previste dal CCNI mobilità del 7 marzo 2018, articolo 13.
Successivamente i suddetti Uffici provvederanno, utilizzando l’apposita procedura informatica, al l’assegnazione della sede ai restanti docenti provenienti dalle operazioni di mobilità e titolari su ambito. A tal fine, l’Ufficio scolastico procede in ordine di graduatoria secondo il punteggio con cui si è conseguita la mobilità su ambito.
I dirigenti scolastici nell’attribuzione dell’incarico triennale al docente loro assegnato avranno cura di verificare, nell’eventualità della presenza di cattedre ad orario esterno, che i docenti già titolari siano riassorbiti sulla cattedra interna ai sensi dell’articolo 11 del CCNI Mobilità.
Successivamente alla pubblicazione dei trasferimenti per la scuola secondaria di secondo grado , sarà possibile procedere alla determinazione dei contingenti, ripartiti per provincia, classe di
concorso/tipo posto, da destinare alle nomine in ruolo.


(1) Il dirigente scolastico competente provvede, entro i 15 giorni successivi al termine fissato dall’O.M. per la presentazione delle domande di mobilità, alla formazione e pubblicazione all’albo dell’istituzione scolastica delle graduatorie comprendenti sia agli insegnanti titolari su scuola, sia i docenti titolari di incarico triennale. (art. 19, c. 4, CCNI)

(2) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e affiggono all’Albo le graduatorie per l’individuazione dei soprannumerari comprendenti sia i docenti titolari su scuola sia i docenti con incarico triennale. (art. 21, c. 3, CCNI)

(3) Il dirigente scolastico competente, provvede – entro 10 giorni dalla data di pubblicazione della tabella organica – alla formazione e pubblicazione all’albo della direzione delle graduatorie relative al personale educativo interessato al fenomeno delle soppressioni. (art. 31, c. 4, CCNI)

(4) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e affiggono all’albo le graduatorie per l’individuazione dei perdenti posto. (art. 45, c. 5, CCNI)

(5) Gli insegnanti di religione cattolica che si vengano a trovare in posizione di soprannumero rispetto alle dotazioni organiche di ogni singola diocesi sono individuati sulla base della graduatoria articolata per ambiti territoriali diocesani, predisposta dall’Ufficio scolastico regionale competente. (art. 27, c. 7, CCNI)


Utilizzazioni e Assegnazioni provvisorie

Tipo di personale Termine presentazione domande
Personale Docente
Scuola Infanzia e Primaria
13 – 23 luglio
Personale Docente
Scuola Secondaria I e II Grado
16 – 25 luglio
Personale Educativo 16 – 25 luglio
Personale IRC 16 – 25 luglio
Personale ATA 23 luglio – 3 agosto

Si informa che le domande, in formato cartaceo, relative alle utilizzazioni nei licei musicali, alle assegnazioni provvisorie e utilizzazioni del personale docente di Religione Cattolica e del personale educativo andranno inviate, all’Ufficio territorialmente competente per la provincia e/o l’Istituzione scolastica presso la quale si intende chiedere la mobilità annuale secondo la seguente tempistica:

  • dal 16 luglio al 25 luglio personale utilizzato nelle discipline specifiche dei licei musicali;
  • dal 16 luglio al 25 luglio personale educativo e docenti di religione cattolica.

Resta confermata la tempistica per le domande della scuola secondaria di primo e secondo grado dal 16 al 25 luglio.

Contratto Area dirigenziale Istruzione e Ricerca

Il 24 luglio 2018 le OO.SS. sono invitate presso l’ARAN per la seconda riunione del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2016-2018.


Il 14 maggio 2018 le OO.SS. sono invitate presso l’ARAN per l’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2016-2018.

Concorso Dirigenti Scolastici


La prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, si svolge il 23 luglio 2018 alle ore 10:00 nelle sedi individuate dagli Uffici scolastici regionali e pubblicate sul sito internet del Ministero entro il 6 luglio 2018.

“Per consultare gli elenchi relativi agli abbinamenti candidati/aule selezionare l’Ufficio scolastico della propria regione di residenza. I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella regione Lazio. I candidati residenti nelle province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella regione Veneto”


Pubblicati il 27 giugno 2018 i quesiti relativi al corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, indetto con D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017 e pubblicato per avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 90 del 24 novembre 2017.

Pubblicata la banca dati dei quesiti per la prova preselettiva del corso concorso per dirigenti scolastici

(Mercoledì, 27 giugno 2018) Si comunica che, ai sensi dell’articolo 6 comma 4 del Bando di corso concorso dirigenti scolastici di cui al Decreto direttoriale 1259 del 23 novembre 2017, è stata pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti per la prova preselettiva. Sono altresì pubblicati i quadri di riferimento per la prova preselettiva previsti dall’articolo 13 comma 1 lettera c) del Decreto ministeriale 138 del 2017.


La Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719  fornisce agli Uffici scolastici regionali le indicazioni relative allo svolgimento della prova preselettiva del Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento dei dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali, di cui al D.D.G. n. 1259, del 23/11/2017.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.33 del 24-04-2018 il Rinvio della pubblicazione dei quesiti e del diario della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le nuove scadenze previste:

  • 27 giugno 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 6 luglio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati e le ulteriori istruzioni operative
  • 23 luglio 2018, alle ore 10,00: prova preselettiva

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.17 del 27-2-2018 il Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le scadenze previste:

  • 8 maggio 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 14 maggio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati
  • 29 maggio 2018, ore 10,00: prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali

Di ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso, nonchè di una eventuale modifica delle suddette date, verrà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del 24 aprile 2018.


Concorso dirigenti scolastici: il 29 maggio la prova preselettiva, la data pubblicata in GU

(Martedì, 27 febbraio 2018) La prova preselettiva del corso-concorso per dirigenti scolastici si terrà il prossimo 29 maggio 2018 alle ore 10.00. La data è stata pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, insieme ad alcune altre date utili ai partecipanti alla prova.

L’8 maggio sul sito internet del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (www.miur.gov.it), sarà pubblicata poi la banca dati dei 4.000 quiz da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva e la pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.

Il 14 maggio, tramite avviso pubblicato sul sito internet del MIUR (www.miur.gov.it), sarà pubblicato l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione. Per esigenze organizzative, i candidati saranno distribuiti, ove possibile, secondo la regione di residenza in ordine alfabetico. Oltre all’elenco saranno fornite le ulteriori istruzioni operative.

Infine, il prossimo 24 aprile, sempre in GU, sarà pubblicata ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso ed eventuali modifiche delle suddette date.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

Complessivamente sono state 35.044 le domande di partecipazione al corso-concorso inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.


Si sono concluse il 29 dicembre 2017, alle ore 14:00, con 39.264 domande presentate, di cui 35.044 effettivamente inoltrate, le iscrizioni al concorso per dirigenti scolastici bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca lo scorso novembre. Si tratta del primo concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici dopo oltre sei anni: l’ultimo risale al 2011.

Delle 35.044 domande inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.

“Si tratta di un concorso atteso e molto diverso dal passato, che darà una risposta effettiva al problema delle reggenze – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. Abbiamo un cronoprogramma di lavoro serrato e abbiamo previsto una modalità di selezione che tiene conto dei cambiamenti intervenuti in questi anni nella professione del dirigente scolastico. Non a caso, il nuovo concorso avrà una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che sarà fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati. La figura del dirigente è una figura centrale per la comunità scolastica. Ne siamo convinti. Anche per questo, con l’ultima legge di bilancio, abbiamo deciso di intervenire, anche qui dopo anni di attese e promesse, per armonizzare la retribuzione di chi dirige le nostre scuole con quella degli altri dirigenti della PA”.

Il calendario della prova preselettiva del concorso, comprensivo del giorno e dell’ora dello svolgimento della prova stessa, sarà reso noto sul numero del 27 febbraio 2018 della 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, della Gazzetta Ufficiale. Su quello stesso numero della Gazzetta sarà resa nota anche la data di pubblicazione dell’archivio di 4.000 domande da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva. La banca dati dei quiz sarà comunque pubblicata sul sito del Miur almeno venti giorni prima dell’inizio della prova. L’elenco delle sedi della prova preselettiva e le ulteriori istruzioni operative saranno comunicati almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle prove, tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare). Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene. Nel frattempo, nel corrente anno scolastico, sono stati assunti 58 dirigenti scolastici idonei ancora presenti nelle graduatorie dell’ultimo concorso bandito nel 2011: di questi 52 sono stati assegnati a scuole della Campania e 6 a istituti dell’Abruzzo. A seguito di queste assunzioni, la graduatoria dell’Abruzzo risulta esaurita. Sono state inoltre autorizzate 36 richieste di trattenimento in servizio. In attesa dell’avvio delle prove concorsuali, sono state introdotte misure dedicate ai dirigenti scolastici nella legge di bilancio per l’anno 2018: è stata introdotta la possibilità di estendere al massimo per tre anni (erano due) la possibilità di trattenimento in servizio retribuito per chi è “impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera”.

Il regolamento del concorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 settembre, prevede tre fasi: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
–    cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
–    due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.
Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 90 del 24 novembre 2017 il Bando del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Sono 2.425 (9 per il Friuli Venezia Giulia) i posti disponibili.
Le istanze potranno essere presentate on line tramite la piattaforma Polis dal 29 novembre al 29 dicembre 2017.
La data della prova preselettiva (100 quesiti a cui rispondere in 100 minuti) sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2018.

http://www.istruzione.it/concorso_ds/domanda_online.shtml


Scuola, in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso da 2.425 posti per i dirigenti scolastici. Domande per la partecipazione dal 29 novembre al 29 dicembre. Fedeli: “Da bando risposta importante per abbattimento delle reggenze”

(Venerdì, 24 novembre 2017) Pubblicato il nuovo bando di concorso da 2.425 posti per dirigenti scolastici, di cui 9 destinati al concorso Friuli Venezia Giulia. Il bando è oggi in Gazzetta Ufficiale. Le domande per accedere al concorso si potranno effettuare dalle 9.00 del 29 novembre alle 14.00 del 29 dicembre prossimi, tramite la piattaforma del MIUR Polis. Nei prossimi giorni il Ministero attiverà un’apposita pagina web con tutta la documentazione relativa al concorso.

Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare).
Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

“I numeri del bando garantiscono una risposta importante e adeguata a scuole, ragazze e ragazzi e famiglie, garantendo l’abbattimento delle reggenze”, spiega la Ministra Valeria Fedeli. “Il ruolo della dirigenza – ricorda – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è un punto di riferimento. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema”. Il concorso sarà innovativo sotto il profilo della selezione. “Sarà un corso-concorso, con una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”, chiude Fedeli.

Le modalità del concorso
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. È utile anche il servizio precedente al ruolo. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.
La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
– cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
– due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n° 220 del 20-09-2017, il Decreto Ministeriale 3 agosto 2017, n. 138, Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.


Dirigenti scolastici, in Gazzetta Ufficiale il Regolamento del nuovo concorso. Fedeli: “Selezione di qualità. Sarà abbattuto il fenomeno delle reggenze”

(Mercoledì, 20 settembre 2017) È in Gazzetta Ufficiale il Regolamento che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento delle e dei dirigenti scolastici. Dopo l’ultimo concorso del 2011 ripartono, infatti, le procedure di assunzione che consentiranno di abbattere il fenomeno delle reggenze. Oggi sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

Il Regolamento pubblicato oggi, al quale farà seguito il bando di concorso che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Istruzione, prevede un corso-concorso in tre fasi, che ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021.

“Con il nuovo concorso affronteremo la carenza strutturale di personale dirigente nelle scuole che ha fatto crescere, di anno in anno, il fenomeno delle reggenze, fino a renderlo patologico – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. I numeri del bando rappresenteranno una risposta importante, che terrà conto delle necessità attuali e del turn over dei prossimi anni. Il ruolo della dirigenza – prosegue la Ministra – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è anche un punto di riferimento per le famiglie. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema. Il concorso sarà poi innovativo sotto il profilo della selezione: sarà un corso-concorso, con una fase importante di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”.

Le fasi della selezione
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:

  • cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.

  • due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.

Risultati Esami di Stato 2018

Pubblicati i primi dati sui risultati degli Esami di Stato della scuola secondaria di II grado


Sono disponibili dal 21 luglio i primi risultati relativi agli Esami di Stato della scuola secondaria di II grado che emergono dalle rilevazioni effettuate dal MIUR.

Aumentano lievemente studentesse e studenti diplomati con 100 e 100 e lode. Cresce la percentuale dei promossi con una votazione superiore a 70/100: sono il 64,4% rispetto al 62,5% dello scorso anno.

Nel dettaglio, quest’anno all’Esame è stato ammesso il 96% dei candidati scrutinati. Nel 2017 gli ammessi erano stati il 96,2%. Il 99,6% dei maturandi è stato promosso, contro il 99,5% di un anno fa.

Lieve aumento per le lodi: sono l’1,3%, un anno fa erano l’1,2%. I 100 salgono al 5,7%, rispetto al 5,3% dell’anno scorso. Le ragazze e i ragazzi con un voto fra 91 e 99 sono il 9%, nel 2017 erano all’8,5%. Il 19,6% delle studentesse e degli studenti ha conseguito una votazione tra 81 e 90, rispetto al 18,9% dello scorso anno. In leggero aumento i 71-80: salgono al 28,8% dal 28,6% di un anno fa.

In diminuzione i punteggi sotto il 70: il 27,8% delle maturande e dei maturandi ha conseguito una votazione tra il 61 e il 70, fascia di voto che nel 2017 era stata conseguita dal 29%. I 60 scendono al 7,8%, rispetto all’8,5% del 2017.

In tutto, i 100 e lode in Italia sono 6.004. In termini di dati assoluti, le Regioni con il più alto numero di lodi sono Puglia (1.066), Campania (860) e Lazio (574). Guardando al rapporto percentuale tra diplomati con lode e popolazione scolastica territoriale, in Puglia ha conseguito il voto massimo il 3% delle maturande e dei maturandi, in Umbria il 2,2%, nelle Marche il 2,1% (in allegato la tabella completa).

Le votazioni nei Licei si confermano mediamente più alte: il 2,2% consegue la lode, l’8% ha avuto 100, l’11,4% tra 91 e 99, il 22,9% tra 81 e 90. Nei Tecnici e nei Professionali aumentano i 100 e lode. Nei Licei, a primeggiare tra le votazioni più alte è, ancora una volta, il Classico.

Come ti taglio gli artigli del preside-sceriffo!

Dopo il ripristino della mobilità selvaggia e l’affondamento del bonus premiale, ora la neutralizzazione delle sanzioni disciplinari. Ovvero, come ti taglio gli artigli del preside-sceriffo!

 

Nessuna sorpresa per un copione abbondantemente preannunciato, messo in scena il 18 luglio da CGIL-CISL-UIL nel primo incontro all’ARAN, di avvio della sequenza contrattuale sulla responsabilità disciplinare dei docenti, furbescamente dilazionato fin quasi a ridosso della sua scadenza tra poco più di dieci giorni.

Lo scopo di prendere, e perdere, tempo era già ben leggibile tra le righe dell’art. 29 CCNL del 19.04.18 ed è stato ora esplicitato senza alcuna ipocrisia più o meno ammantata da giri di parole: La Triplice – perché al momento orfana della quarta gamba dello SNALS, che il giorno prima si è visto confermare dal Giudice del lavoro di Roma la propria esclusione in quanto non firmatario del contratto nazionale – ha infatti ribadito in via pregiudiziale la totale indisponibilità a definire la materia qualora dovesse permanere il vincolo della legge Madia (id est: art. 55-bis, comma 9-quater del D. Lgs. 165/01, come novellato dal D. Lgs. 75/17), previsto peraltro solo nel comparto scuola, che assegna al Dirigente Scolastico la competenza a irrogare la sanzione disciplinare fino a 10 giorni, mentre in tutti gli altri comparti pubblici l’irrogazione di tale sanzione è affidata a un apposito ufficio per i procedimenti disciplinari.

Più che giusto! Perché la nuova scuola della Comunità educante è in contrapposizione con quella burocratica e dirigista; e pertanto limita il potere dei dirigenti scolastici, essendo le decisioni collegiali.

Al massimo, pare di comprendere, ad un satrapo può benevolmente concedersi la facoltà di comminare ai docenti l’indolore rimprovero verbale, dato che rimane pur sempre l’unico responsabile, in termini giuridicamente esigibili, delle democratiche decisioni di questa amena comunità – ultimo conio, e a prescindere, di un tavolo negoziale – quand’anche si determinasse sovranamente ad agire in proprio, deliberando il boicottaggio di leggi votate dal Parlamento della Repubblica, perché frutto di una deteriore visione autoritaria e tecnocratica, e menandone pure vanto.

Ne deriva l’inopportunità di definire un codice disciplinare che, in assenza di un’auspicata e opportuna modifica del quadro normativo, non potrebbe tener conto debitamente delle particolarità e specificità del lavoro docente, a cui va garantita pienamente la libertà d’insegnamento.

Indubbiamente, era andata un po’ meglio negli accordi politici stipulati con l’accondiscendente neo-ministro del cambiamento; che, in attesa del primo provvedimento utile da presentare alle Camere per la modifica di contrastanti norme imperative a tutt’oggi vigenti, ha prima congelato la chiamata diretta per competenze e poi ridotto a un ectoplasma il bonus per il merito: siccome entrambi connotati da eccessiva discrezionalità e da profili di inefficienza.

Ora l’ARAN, che organo politico non è, ha dovuto necessariamente prender atto di posizioni diverse, non potendo far altro che rinviare le trattative ad una preventiva modifica del quadro normativo – magari da infilare nella legge di conversione del Decreto dignità, Mattarella (non) permettendo. Di modo che sia poi possibile intervenire sull’addomesticata procedura disciplinare oltre che sulla tipologia delle infrazioni e relative sanzioni.

Nel frattempo, un tempo che potrebbe durare all’infinito, resta – resterebbe – la vetusta disciplina del D. Lgs. 297/94, a sua volta risalente al preistorico D.P.R. 417 del 1974.

E un prezioso supporto al suo mantenimento potrebbe continuare ad essere assicurato da quella stravagante giurisprudenza giuslavoristica alimentatasi di pigre sentenze in copia conforme, che con notevole probabilità riterrebbe sempre precluso al dirigente scolastico il potere sulle sanzioni superiori alla censura, poiché la nuova aborrita fattispecie legale – la sospensione dei docenti dal servizio e dallo stipendio fino a 10 giorni – difetterebbe del consustanziale codice disciplinare che correli tipizzati comportamenti antidoverosi al numero preciso e differenziato dei giorni in concreto irrogabili. Che, ovviamente, CGIL-CISL-UIL non avrebbero alcun interesse a firmare!

Sicché, se il dirigente scolastico stimerà di dover concludere un procedimento disciplinare con una sanzione superiore alla censura fino a 10 giorni di sospensione potrà vedersi rigettato il provvedimento dal giudice del lavoro; oppure, se valuterà di dover rimettere gli atti all’Ufficio per i procedimenti disciplinari, quasi sicuramente se li vedrà restituire perché provveda lui. E’ il classico cane che si morde la coda, mentre potranno tranquillamente rimanere impuniti quei docenti – pochi, per fortuna – assenteisti cronici o irredimibili lavativi o acclarati incompetenti o adusi ad espressioni scurrili o che manifestano comportamenti violenti, potendo essi sempre opporre la garanzia piena della libertà d’insegnamento!

Potrà però consolarsi per il fatto che, con l’occasione, le tre sigle sindacali, all’unisono, hanno solennemente promesso – dopo averne tagliato gli artigli – di non essere più disposte a giustificare e tollerare ulteriori ritardi per il rinnovo del contratto della loro dichiarata controparte datoriale.