Lettera aperta a Salvatore Giuliano

Lettera aperta a Salvatore Giuliano

di Maurizio Tiriticco

Caro Salvatore! Penso che questo governo “penta-legato” durerà a lungo, stante la polverizzazione delle opposizioni, anche se io, come sai, sono un uomo di sinistra da sempre! E sai anche quanto apprezzi da tempo – e non solo da ora – ciò che hai innovato nel corso degli anni nell’Istituto Tecnico “Ettore Majorana” di Brindisi. Ne fa fede il fatto che, se scorri i miei numerosi articoli, quando accenno alla necessità di processi riformatori nella scuola, scrivo sempre di te e del tuo istituto! Dove le tre C sono scomparse da tempo! Quelle tre C, la Classe, la Cattedra e la Campanella, che fin dai tempi della legge Casati, del lontano 1859/69, e della riforma Gentile, del meno lontano 1922/23, non sono mai cambiate! Si tratta di quella struttura oraria e organizzativa dura a morire! Anche nonostante il recente varo delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida, nonché di quella legge 107 che tutto sembra innovare – 202 commi!!! – ma che non tocca di un ette la struttura oraria di sempre. E che in effetti non intacca neanche – salvo casi sporadici – quel rapporto docente/alunno fondato da sempre sulla tripletta lezione, compiti per casa, interrogazione! E compiti in classe! Non meno di tre a trimestre! Sennò come si fa a calcolare una media accettabile? Nonché diario di classe e registro! Elettronico, certamente! E per sua natura altamente democratico!

Alunni, genitori, nonni e parentame tutto sono così debitamente e tempestivamente informati sul cinque o sull’otto che il nostro studente ha conseguito! Appunto! Sul cinque e sull’otto! Per non dire dei più, dei meno, dei meno meno e dei mezzi! Nonostante i numerosi dpr sulla valutazione, che da anni il ministero ci ripropone, affermino e sostengano chiaramente che la valutazione adottata dalla nostra scuola è decimale e che riguarda solo numeri interi! Pertanto, niente più, niente meno, niente mezzi! Ma gli insegnanti italiani sono più realisti del re! Dieci posizioni non sono mai sufficienti! Così la scala decimale, di fatto, diventa una scala di venti o trenta punti, se non di più! Salvo a riadattarla con le scadenze trimestrali! O bimestrali che siano!

Viene da dire: c’era una volta la docimologia! Perché di fatto è una disciplina come le altre, come la storia, la filosofia, la lingua straniera! Ma l’insegnante di storia, di filosofia o di inglese, è padrone della sua disciplina senz’altro! I nostri insegnanti sono tra i migliori in Europa E forse sanno anche come si insegna la disciplina di competenza! Ma nulla o poco sanno di come si valuta la prestazione du un alunno! O più prestazioni! Poco sanno che prima del valutare c’è il misurare e che, poi, da alcuni anni, dopo il misurare e il valutare, c’è anche il certificare! Una tripletta valutativa di tutto rispetto! Ed ecco pure la certificazione delle competenze! E in molti si chiedono, ma non lo dicono: ma che diavolo è una competenza? Perché, in effetti, non è neanche roba nostra! Se la sono inventata in Europa! Quella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006! Sono passati 12 anni 12!!! Sì! Le competenze chiave per l’apprendimento permanente! Ma che ci azzeccano queste cose con la valutazione dei miei alunni? Io voglio sapere se Antonio la prima guerra punica l’ha studiata o non l’ha studiata! Per non dire cha Laura ancora non ha capito che cosa significa quattro terzi pi greco erre tre! Eppure è campionessa di palla a volo!

Insomma, caro Salvatore! Non voglio farti perdere tempo, perché il da fare che hai di fronte è immenso! Se pensi che tutte le scuole della Repubblica debbano diventare come la tua, sai anche che hai bisogno non solo di tanta pazienza, ma anche di tempi molto lunghi! Dovrai rovesciare la nostra scuola come un pedalino! Aiutarla a superare le limitazioni indotte, anzi imposte, dalle tre C di sempre e da una legislazione che a volte ha imposto più laccioli che proposto briglie per correre! E che la nostra scuola, con te, impari a correre come un cavallo di razza! Grazie per quanto farai!

Il Sottosegretario Giuliano incontra il Presidente dell’ANP Giannelli

Si è tenuto nel pomeriggio del 4 luglio, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’incontro tra il Sottosegretario di Stato Salvatore Giuliano e il Presidente dell’Associazione azionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (ANP), Antonello Giannelli. Nell’occasione, sono stati affrontati i principali temi della scuola italiana e, in particolare, quelli connessi al ruolo dei dirigenti scolastici all’interno del sistema di istruzione.

“Con il Ministro Marco Bussetti – ha dichiarato il Sottosegretario Giuliano – conosciamo molto bene le tante difficoltà e le sfide che quotidianamente i dirigenti scolastici devono affrontare nella gestione degli istituti. Da parte del Ministero c’è l’intenzione di creare un clima di piena collaborazione con tutti gli attori in campo, nella convinzione che le scelte non debbano essere ‘calate’ dall’alto ma sostenute da tutti coloro che vivono nel mondo della scuola”.

“Sono soddisfatto del tono disteso dell’incontro e della volontà del MIUR di affrontare con coraggio tutte le difficoltà con cui devono confrontarsi quotidianamente i colleghi – ha detto il Presidente Giannelli – riconoscendo loro, finalmente, quel ruolo strategico che è necessario per affrontare le sfide della modernità e per ipotizzare un vero miglioramento del nostro sistema educativo”.

DISDETTA CCNL

FGU PRESENTA DISDETTA CCNL E INVIA PIATTAFORMA CONTRATTUALE ALL’ARAN
La Federazione Gilda-Unams scalda i motori in vista del prossimo rinnovo contrattuale. Con una comunicazione ufficiale inviata al Dipartimento della Funzione Pubblica, al presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini, e al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, il coordinatore nazionale della FGU, Rino Di Meglio, ha presentato disdetta formale del CCNL 2016/2018 sottoscritto il 19 aprile scorso e in scadenza alla fine dell’anno.
In attesa della convocazione del tavolo, prossimamente la FGU invierà all’Aran la piattaforma che presenterà in sede di contrattazione e i cui punti principali sono: difesa della libertà di insegnamento, lotta all’impiegatizzazione e alla burocratizzazione della professione docente, istituzione di un’area contrattuale separata, incremento delle risorse da destinare all’aumento stipendiale ed equiparazione di tutti i diritti dei docenti assunti a tempo determinato con quelli di ruolo.  

SOLUZIONE POLITICA PER I DIPLOMATI MAGISTRALI

LO SNALS CHIEDE UNA SOLUZIONE POLITICA PER LE PROBLEMATICHE DEI DIPLOMATI MAGISTRALI ANTE 2001/02, DEI LAUREATI IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA E DI TUTTI COLORO INSERITI A PIENO TITOLO IN GAE

Da un comunicato stampa del MIUR si apprende che nell’ambito del “Decreto Dignità” sarebbe inserita una norma tendente a rinviare di quattro mesi gli effetti delle sentenze di merito in materia. Questa soluzione porterebbe a mantenere in ruolo o in GAE gli interessati confermando eventualmente le supplenze annuali dal mese di settembre. Evidentemente il problema si porrà alla scadenza dei quattro mesi anche se circolano ipotesi di ulteriori deroghe.

Lo SNALS-CONFSAL ritiene inaccettabile il metodo e cioè che la materia non sia stata oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali e assolutamente inadeguata l’ipotesi prospettata tendente a prendere tempo e a differire la soluzione di un grave problema che ormai si trascina da molto tempo tra illusioni e speranze deluse, anche in riferimento a tre pronunciamenti favorevoli del Consiglio di Stato smentiti successivamente dalle sezioni riunite in seduta plenaria.

La situazione già caotica rischia di aggravarsi ulteriormente perché i 120 giorni per ottemperare alle sentenze del TAR avranno decorrenze diverse a seconda delle date dei provvedimenti giurisdizionali.

Abbiamo notizie che nelle Marche l’Ufficio Scolastico Regionale ha dato disposizioni fin dal 5 giugno di depennare dalle GAE i diplomati magistrali in applicazione delle sentenze di merito.

Sulle problematiche del presente comunicato lo SNALS CONFSAL ha già chiesto un incontro al Ministro dell’Istruzione e della Ricerca e alle Commissioni Parlamentari competenti nell’intento di trovare una soluzione politica tale da poter contemperare le aspettative dei diplomati non prevaricando i legittimi diritti dei laureati in scienze della Formazione Primaria e di coloro già inseriti a pieno titolo nelle graduatorie permanenti.

Ecco perché chiediamo una soluzione politica del problema.

Diplomati, soluzione a tempo

da ItaliaOggi

Diplomati, soluzione a tempo

Il ministro prova a tamponare in attesa di un ddl organico sul nuovo reclutamento

Alessandra Ricciardi

Tamponare le emergenze e lavorare agli interventi a regime con calma. Sembra essere questa la strategia che si sta delineando a viale Trastevere. Che si tratti di chiamata diretta, dove si è imboccata la soluzione contrattuale in attesa di una modifica legislativa della 107 (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di martedì scorso), ma anche di trasferimenti, dove sempre per via contrattuale hanno provato con le assegnazioni a facilitare il rientro a casa di circa 2500 docenti dal Nord al Sud in vista di una riforma del reclutamento.

Lo stesso discorso dovrebbe valere per i diplomati magistrali, in servizio con contratto a tempo indeterminato in base a sentenze di primo grado che hanno riconosciuto come valido il titolo del diploma i fini dell’abilitazione, salvo poi un ripensamento del Consiglio di stato. Orientamento quest’ultimo che sta portando tutte le sentenze di merito dei tribunali a disporre il licenziamento degli interessati. Una serie copiosa di decisioni in tal senso è attesa per l’11 luglio.

L’intervento d’urgenza che il ministero guidato da Marco Bussetti ha predisposto prevede che gli effetti delle sentenze siano congelati al fine di garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico, con lo slittamento dunque di un anno del licenziamento. Già ieri al preconsiglio dei ministri il Miur ha provato a inserire la norma nel decreto legge sulla dignità nel lavoro, ma con esiti che a ieri sera sembravano incerti vista la difformità di materia tra gli interventi prospettati. L’alternativa è un decreto di proroga termini, anch’esso in ballo per le prossime settimane.

Se la norma dovesse entrare, gli effetti sospensivi si avrebbero anche per le supplenze assegnate, che verrebbero prorogate al pari dei contratti a tempo indeterminato per tutto il prossimo anno. In attesa di un provvedimento, come si diceva, sul nuovo reclutamento in cui inserire tutte le varie fasi transitorie che interessano categorie diverse, compresa quella dei 36 mesi.

La parola d’ordine al momento è nessuna stabilizzazione, ma una fase nuova di ingresso dopo selezione. Del resto Bussetti ha confermato l’intenzione di rinviare all’autunno il bando per l’assunzione degli aspiranti docenti con più di 36 mesi di servizio e i semplici laureati con 24 Cfu nelle discipline di interesse. Un modo anche questo per prendere tempo e rivisitare la materia con un ddl organico in cui entrerebbero le nuove regole sulla regionalizzazione degli accessi alla scuola attraverso il requisito del domicilio professionale, uno dei cavalli di battaglia della Lega. Potrebbe essere quella la sede dunque per sbrogliare la matassa dei diplomati magistrali, il cui ingresso è come fumo negli occhi dagli aspiranti docenti della formazione primaria. Interessi contrapposti per i quali va trovato il punto di equilibrio.

Il bonus resta, ma va negoziato

da ItaliaOggi

Il bonus resta, ma va negoziato

I 111 milioni di euro della Buona scuola nel fondo di istituto. Premiati anche i precari

Marco Nobilio

I fondi del merito saranno contrattati dal dirigente scolastico con la Rsu di scuola. E saranno destinati alla valorizzazione del personale docente, a prescindere dal fatto che si tratti di insegnanti di ruolo o precari. È l’effetto dell’intesa siglata dai rappresentanti del ministero dell’istruzione e dei sindacati Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Gilda-Unmas il 25 giugno scorso. L’accordo «con effetto immediato affida alla contrattazione integrativa di istituto l’individuazione dei criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale». Pertanto, i 111 milioni di euro, che residuano dai 200 milioni fissati dall’articolo 1, comma 127 della legge 107/2015, andranno a impinguare il fondo di istituto di ogni scuola. E potranno essere utilizzati anche per retribuire i progetti didattici e gli incarichi già a carico del fondo di istituto, secondo quanto previsto dall’articolo 88 del contratto del 2007, tuttora vigente per effetto del rinvio operato dall’articolo 1, comma 10, del nuovo contratto.Dei 200 milioni di euro previsti dalla legge 107/2015 sono disponibili solo 111 milioni perché 70 milioni sono stati destinati in modo permanente a finanziare gli incrementi retributivi introdotti dal nuovo contratto. E altri 19 sono stati tagliati per effetto dell’ultima Finanziaria, che ha disposto la riduzione delle spese di tutti i ministeri.

L’intesa modifica anche i criteri di calcolo e di attribuzione alle scuole di tali fondi. Fino all’anno scorso, infatti, le risorse erano destinate solo al personale docente con contratto a tempo indeterminato e venivano calcolate in organico di diritto tenendo presente solo il personale in servizio (si veda il decreto ministeriale 159/2016). Adesso, invece, il calcolo sarà effettuato tenendo presente il numero di cattedre e posti previsto nell’organico di diritto: non più sul numero dei docenti di ruolo in servizio. Per superare le vecchie norme sarà emanato a breve un nuovo decreto. Fermo restando, però, che le risorse sono state contrattualizzate definitivamente, mentre, nel regime precedente, venivano poste nelle disponibilità del dirigente scolastico che, di fatto, decideva unilateralmente come distribuirle, a chi assegnarle e i relativi importi.

Quanto ai criteri di calcolo, l’intesa prevede che l’80% sarà calcolato in proporzione al numero dei posti relativi alla dotazione organica del personale docente di ogni scuola e, per il restante 20%, sulla base di «fattori di complessità delle istituzioni scolastiche e delle aree soggette a maggior rischio educativo». In particolare, l’attribuzione del 20% delle risorse avverrà tenendo presente la percentuale di alunni con disabilità, la percentuale di alunni stranieri, il numero medio di alunni per classe e la percentuale di sedi scolastiche ubicate in aree totalmente montane o in piccole isole.

Resta da vedere quali saranno i margini negoziali della contrattazione di istituto in tema di «individuazione dei criteri generali per la determinazione dei compensi ». Per la piena contrattualizzazione, infatti, sarebbe necessario un intervento legislativo innovativo rispetto a quanto previsto dalla legge 107/2015. Che in assenza di tale intervento resta in piedi e continua a dispiegare effetti. Le disposizioni di riferimento sono contenute nei commi 126 e seguenti dell’articolo 1 e dispongono che le somme debbano essere assegnate annualmente al personale docente «sulla base di motivata valutazione». E i criteri di tale valutazione devono essere fissati dal comitato di valutazione della scuola di riferimento. L’individuazione dei docenti aventi titolo, dunque, resta nella discrezionalità del dirigente scolastico, con il vincolo di procedere facendo riferimento ai criteri fissati dal comitato di valutazione.

Lo spazio destinato alla contrattazione integrativa di istituto, dunque, sembrerebbe limitato alla determinazione delle somme e alla definizione di eventuali fasce a cui il dirigente dovrà attenersi per indicare gli importi delle somme da attribuire.

Non di meno, la contrattualizzazione dei criteri di determinazione delle somme consentirà alle delegazioni sindacali (compresi i responsabili territoriali dei sindacati firmatari del nuovo contratto: Cgil, Cisl, Uil e Snals) di accedere anche all’informazione e, se del caso, anche al confronto sulle decisioni che il dirigente scolastico intenderà adottare al termine del processo di attuazione dell’assegnazione dei fondi per il merito ai singoli docenti.

E anche in questo caso si tratta di una novità rispetto al passato. La giurisprudenza, peraltro, non è concorde sull’accessibilità dei compensi riferiti ai singoli docenti.

Alcuni giudici, infatti, ritengono che i dati siano da considerarsi sempre accessibili compresi i nominativi e le relative somme percepite. Altri giudici, invece, sostengono che i dati possano essere accessibili solo in forma aggregata. E cioè senza la specificazione dei nominativi e delle singole somme e con la mera indicazione delle somme complessive collegate ai criteri.

In G.U. il contratto sbagliato Snals: non abbiamo firmato

da ItaliaOggi

In G.U. il contratto sbagliato Snals: non abbiamo firmato

Il giallo della firma del sindacato autonomo

È durato 48 ore il giallo sulla presunta sottoscrizione anche da parte del sindacato Snals Confsal del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto istruzione e ricerca valido per il triennio 2016-2018. A fare esplodere il giallo e mettere in subbuglio le organizzazioni sindacali del comparto scuola, i dirigenti scolastici e lo stesso ministero dell’istruzione è stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 141 del 20 giugno 2018 – Suppl. Ordinario n. 33- del testo del contratto collettivo nazionale unitamente all’elenco nominativo delle organizzazioni sindacali che lo avrebbero sottoscritto nel corso della riunione tenutasi presso l’Aran nella giornata di giovedì 19 aprile 2018: oltre al presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini, tutti i rappresentanti sindacali presenti al tavolo della riunione ( Flc Cgil, Cisl Scuola, Fed. Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Fed. Gilda Unams) e anche le rispettive Condeferazioni ivi compresa la Confsal. Le inevitabili proteste della dirigenza dello Snals, che fin dal 19 aprile aveva sostenuto che non aveva sottoscritto il Ccnl perché non lo condivideva in molte parti, sono rientrate dopo che nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 143 del 22 giugno 2018 è stato pubblicata una Errata-Corrigedal seguente tenore e contenuto: Nel contratto citato in epigrafe – appunto il Ccnl- triennio 2016/2018 – alla pagina 1, prima colonna, dove è scritto «Snals Confsal: firmato, Confsal: firmato, leggasi: Sanls Confasl: non firmato, Confsal: non firmato».

La confermata non sottoscrizione del contratto impedirà allo Snals, fino a quando non avrà deciso diversamente, di accedere alle relazioni sindacali di cui agli articoli da 4 a 9 del contratto.

Diplomati magistrale, Miur: 4 mesi per eseguire le sentenze. Chi riguarda

da Orizzontescuola

Diplomati magistrale, Miur: 4 mesi per eseguire le sentenze. Chi riguarda

di redazione

Il Miur comunica qual è stata la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri per i diplomati magistrale ieri sera in seno al Decreto Dignità.

Esecuzione sentenze solo entro 120 giorni

“Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dovrà procedere con l’esecuzione delle sentenze di merito, che presumibilmente arriveranno fra luglio e agosto. ”

Questo è un assunto che il Ministro Bussetti non ha mai fatto mistero di voler rispettare .

“Con il decreto approvato ieri, viene esteso al caso dei diplomati magistrali quanto già previsto dal decreto legge 669/1996, che concede alle amministrazioni dello Stato di ottemperare all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali entro 120 giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo.”

In pratica, la sentenza non è immediatamente esecutiva ma lo diventa entro 120 giorni, e verosimilmente nel caso dei diplomati magistrale l’ultimo giorno utile.

Chi riguarda il provvedimento

Se ne deduce che il provvedimento riguarda tutti i diplomati magistrale che in ruolo con riserva o inseriti nelle Graduatorie ad esauriemnto con riserva riceveranno, individualmente, la sentenza di merito.

Dunque, salvi al momento i ruoli. I quasi 6.000 interessati il 1° settembre potranno riprendere regolarmente servizio, in attesa dell’ottemperanza. Per quanto riguarda i supplenti, rimarranno nelle GaE fino alla sentenza di merito e quando arriverà ci saranno anche per loro i 120 giorni utili per ottemperare. Non c’è stata invece la riconferma tout court delle supplenze nelle quali gli interessati speravano come risarcimento per il diritto negato all’abilitazione per tanti anni.

Avvio ordinato anno scolastico 2018/19

“Questo provvedimento – afferma il Miur – sarà utile per consentire l’ordinato avvio del nuovo anno scolastico.

In sede di conversione del decreto in Parlamento, sarà poi completato il quadro normativo disciplinando procedure di reclutamento, nel rispetto della legislazione vigente.”

Cosa accadrà dopo i 4 mesi, cioè in pieno anno scolastico? Questo è un altro capitolo, ancora non scritto, della vicenda.

Diplomati Magistrali, “congelate” maestre, 4 mesi per soluzione politica

Pensioni, dopo quota 100: opzione donna estesa anche agli uomini

da Orizzontescuola

Pensioni, dopo quota 100: opzione donna estesa anche agli uomini

di Elisabetta Tonni

Sulle pensioni potrebbe esserci un’altra novità. Secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe che Fratelli d’Italia non disdegnerebbe di ispirarsi al principio della discriminazione di genere per estendere anche agli uomini i vantaggi per l’accesso alla pensione previsti nell’opzione donna.

Il Governo è impegnato, come promesso in campagna elettorale e ribadito nel contratto, a superare la legge Fornero. Per raggiungere questo obiettivo, viene ipotizzato il ritorno a quota 100 (somma dell’età del lavoratore e anni di versamenti contributivi). Secondo alcune stime, considerando la decurtazione sull’assegno del lavoratore, questa misura costerebbe alle casse dello Stato circa 5 miliardi di euro l’anno.

Che cosa prevede l’opzione donna

La riforma in cantiere prevede anche l’opzione donna. Alle lavoratrici sarebbe infatti riservato una sorta di “sconto” sia sull’età, sia sugli anni di contributi. Per loro, la possibilità di uscire dal mondo del lavoro potrebbe concretizzarsi già a 57/58 anni di età, sempre che abbiano raggiunto i 35 anni di versamenti previdenziali. L’agevolazione non sarebbe però a costo zero per le lavoratrici, perché in questo caso si vedrebbero consegnare un assegno con un importo calcolato esclusivamente con il metodo contributivo. In termini economici si tratta di un abbassamento che potrebbe andare dal 25 al 35% dell’importo previsto.

La ratio dell’opzione donna

I benefici per le donne sono sempre stati introdotti sul principio di un maggiore affaticamento per quelle mansioni svolte nella vita familiare che non vengono riconosciute come lavoro perché non retribuite. Con il regime sperimentale, le lavoratrici potrebbero maturare requisiti più favorevoli di quelli già in vigore dal 1 gennaio 2018 per maturare la pensione di anzianità. Il Governo starebbe pensando di ripetere l’esperimento non prorogato per il 2018, estendendolo fino al 2019. In questo modo si includerebbero le lavoratrici che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre dell’anno prossimo, con l’obiettivo di far uscire dal mercato del lavoro le donne già a 57 anni. Se si considerano gli ultimi dati Istat, l’occupazione femminile ha registrato il livello più alto mai registrato dall’inizio delle serie storiche, con una crescita dello 0,2% su base congiunturale, toccando quota 49,7%.

L’dea di FdI

Se è vero che il mondo è cambiato e se è vero che si lotta per la parità di genere, questo deve valere su tutti i campi. E’ probabilmente questo il principio ispiratore del partito di Giorgia Meloni che vuole presentare una risoluzione, cioè un atto con valore procedurale di indirizzo del Governo, per estendere i benefici finora pensati per le donne anche agli uomini.

I costi di un simile provvedimento non sono trapelati, ma è noto che l’uscita dal mercato del lavoro contribuisce a aprire spazi ai giovani. L’occupazione ha fatto registrare un sensibile aumento, con una crescita di 114mila unità rispetto ad aprile (+0,5%) e di 457mila su base annua (+2,0%). Molti di questi sono però a tempo determinato; non va dimenticato che proprio nel 2018 scade il triennio di agevolazioni fiscali pensate per incentivare, nel 2015, le imprese a stipulare contratti di lavoro dipendente.

Pensioni: quota 100 dal 2019, dal 2020 quota 41

da La Tecnica della Scuola

Pensioni: quota 100 dal 2019, dal 2020 quota 41

di redazione

Come più volte riferito dalla nostra redazione, in tema di pensioni il primo provvedimento del Governo dovrebbe essere la cosiddetta quota 100 e successivamente la quota 41.

Quota 100

La quota 100, come riferito anche da “adnkronos.com“, dovrebbe essere introdotta dal 2019 con la prossima legge di Bilancio.

La suddetta quota permetterebbe di andare in pensione sommando età anagrafica e contributi, con almeno 64 anni di età e 36 di contributi.

Quota 41

La quota 41 dovrebbe essere introdotta dal 2020, permettendo di andare in pensione al raggiungimento di 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica.

Pensione dal 2019

Intanto, dal 2019 vi sarà un incremento dei requisiti per uscire dal mondo del lavoro, come previsto dalla legge Fornero che lega requisiti e speranza di vita. Ne abbiamo parlato in Pensione, andarci nel 2019. L’infografica

Assegnazioni provvisorie, le domande dal 13 luglio. Tutte le date

da La Tecnica della Scuola

Assegnazioni provvisorie, le domande dal 13 luglio. Tutte le date

di redazione

Le date per la presentazione delle domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria non state ancora comunicate ufficialmente, sebbene sia noto che le operazioni dovranno concludersi entro il 31 agosto 2018.

Assegnazioni provvisorie: non ci sono ancora le date, ma operazioni da concludere entro il 31 agosto

La Gilda Venezia ha ipotizzato che le domande saranno presentate nel mese di luglio, secondo il seguente calendario:

  • 13 luglio – 23 luglio per i docenti della scuola dell´infanzia e primaria;
  • 16 luglio – 25 luglio per i docenti delle medie e delle superiori, cioè per i docenti della scuola secondaria.

Non appena le date saranno rese note ufficialmente, ve ne daremo conferma o comunicheremo le nuove date.

Concorso dirigente scolastico, preselettiva: istruzioni per candidati con provvedimento giudiziario

da La Tecnica della Scuola

Concorso dirigente scolastico, preselettiva: istruzioni per candidati con provvedimento giudiziario

di redazione

La prova preselettiva del corso-concorso per dirigente scolastico si svolgerà il 23 luglio p.v.

Prova preselettiva concorso dirigente scolastico, confermato il 23 luglio. Bussetti ai docenti “studiate di pomeriggio”. La batteria dei test

Elenco sedi/candidati

L’elenco delle sedi della prova con la loro esatta ubicazione e l’indicazione della destinazione dei candidati, distribuiti nella regione di residenza in ordine alfabetico, sarà comunicato entro il 6 luglio 2018 tramite avviso sul sito del Miur.

Il 5 di luglio, il predetto elenco sarà pubblicato sui siti regionali.

Candidati ammessi alla prova

Sono ammessi a sostenere la prova preselettiva i candidati che:

  • sono presenti negli elenchi degli aspiranti che hanno presentato regolare domanda di partecipazione;
  • sono muniti di ordinanze o di decreti cautelari dei giudici amministrativi loro favorevoli.

Candidati ammessi alla prova in seguito ad ordinanze o decreti cautelari

I candidati, ammessi prova in seguito ad ordinanze o decreti cautelari, devono:

  • presentarsi all’USR della regione di residenza che comunicherà l’aula a cui verranno associati;
  • presentarsi, il giorno della prova, presso l’aula indicata muniti di provvedimento cautelare, di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale e di copia della ricevuta del pagamento della tassa di concorso.

In caso di candidati, che ottengano delle ordinanze o decreti cautelari a loro favorevoli, nelle ore precedenti la prova, gli stessi devono recarsi nelle aule dedicate che verranno indicate all’uopo dagli Uffici Scolastici Regionali competenti per territorio.

Procedura

Per i succitati candidati ammessi alla prova, in seguito ad ordinanze o decreti cautelari, la procedura è la medesima di coloro i quali sono stati regolarmente registrati.

Le uniche sostanziali sono quelle di seguito descritte:

  • il registro cartaceo non è precompilato ma deve essere compilato a mano;
  • il registro elettronico non è precompilato, ma deve essere compilato dal
    responsabile tecnico d’aula.

Indicazioni Miur

Diplomati magistrale: sentenze in stand by. Concorsi in arrivo

da La Tecnica della Scuola

Diplomati magistrale: sentenze in stand by. Concorsi in arrivo

Diplomati magistrali: via libera in Consiglio dei Ministri a primo intervento con dl dignità

da Tuttoscuola

Diplomati magistrali: via libera in Consiglio dei Ministri a primo intervento con dl dignità

Via libera in Consiglio dei Ministri, nel decreto legge dignità, al primo intervento sui diplomati magistrali. Lo fa sapere il Miur in un comunicato stampa.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dovrà procedere con l’esecuzione delle sentenze di merito, che presumibilmente arriveranno fra luglio e agosto. Con il decreto approvato ieri, viene esteso al caso dei diplomati magistrali quanto già previsto dal decreto legge 669/1996, che concede alle amministrazioni dello Stato di ottemperare all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali entro 120 giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo.

Tale intervento sarà utile per consentire l’ordinato avvio del nuovo anno scolastico.

In sede di conversione del decreto in Parlamento, sarà poi completato il quadro normativo disciplinando procedure di reclutamento, nel rispetto della legislazione vigente.

Competenza digitale, come educare all’informazione?

da Tuttoscuola

Competenza digitale, come educare all’informazione?

Aumentano sempre di più le fake news e sempre di più aumentano i tentativi mediatici di insinuare il dubbio che un episodio realmente accaduto sia una ricostruzione artificiale, un fotomontaggio, una bugia. Perché? Quali le ricadute sulle nuove generazioni? Come provvedere? Incentivare click per aumentare il profitto, incapacità di comprendere i reali messaggi nella comunicazione moderna, educare all’informazione: queste le risposte.

Se ieri il docente sottoponeva i propri studenti alla lettura di articoli dedicati alla stessa notizia, ma pubblicati su testate giornalistiche diverse per aiutarli ad avere una visione più completa e oggettiva delle vicende politiche, di cronaca e di attualità, oggi al docente viene richiesto uno sforzo maggiore, perché innumerevoli e sempre diversi sono i meccanismi con cui viene prodotta l’informazione.

Per correre ai ripari e per salvare il salvabile in un mondo cui l’ingegneria sociale fa da padrona e tutto può essere detto e pubblicato è necessario che l’insegnate si attivi il più possibile per rendere consapevoli i propri studenti e salvaguardare il futuro.

Sarebbe già qualcosa, quindi, se alla frase “Ho letto su facebook” l’insegnante chiedesse allo studente: “Hai letto un post o hai letto un contenuto condiviso su facebook?” giusto per sollecitare lo spirito critico e porre l’attenzione sulla differenza tra un pensiero pubblicato su una bacheca e una pagina web condivisa. Sarebbe già qualcosa se venissero analizzate le fonti condivise sui social per saper poi distinguere un blog, da una testata giornalistica e da un sito. Sarebbe veramente molto se gli studenti, dopo aver letto un contenuto web – il 90% delle volte leggono solo il titolo – fossero in grado di categorizzarlo.

Ultimamente la proposta e/o il divieto di usare gli smartphone a scuola ha generato non poche polemiche spaccando in due la comunità educante: i favorevoli e i contrari. Se sia giusto o sia sbagliato ad oggi non è dato sapersi, certo è che, mentre se ne discute, milioni di bambini e adolescenti continuano ad accedere a qualsiasi contenuto web senza avere quei mezzi di difesa – competenza digitale – che la scuola dovrebbe, senza se e senza ma, offrire.