Disabilità: nuovo presidente per il FID

Disabilità: nuovo presidente per il FID

Era un cambio previsto ed atteso quello al vertice del Forum Italiano sulla Disabilità (FID). Il FID, cui aderiscono FISH e FAND, è l’organismo che rappresenta l’Italia all’interno dell’European Disability Forum (EDF) e raccorda le politiche nazionali con quelle transnazionali, facendo sì che il contributo del movimento italiano per i diritti delle persone con disabilità venga coerentemente rappresentato, ad esempio, presso l’Unione Europea o le Nazioni Unite.

Fino a qualche settimana fa il FID era presieduto da Vincenzo Zoccano che, come noto, è stato nominato viceministro per la famiglia e le disabilità.

Alle sue dimissioni per evidenti ragioni di opportunità e compatibilità è seguita in questi giorni la nomina del nuovo presidente.

Con larghissimo consenso degli aderenti lo sostituisce Mario Barbuto, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti oltre che persona largamente nota ed apprezzata nel movimento delle persone con disabilità.

A Mario Barbuto vanno i nostri migliori auguri per l’ulteriore impegno che ha accettato di assumersi – dichiara Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Abbiamo la certezza, conoscendo bene il neopresidente, che saprà rappresentare al meglio e con competenza le organizzazioni italiane delle persone con disabilità nei contesti europei ed internazionali. Potrà contare ovviamente sulla nostra collaborazione e sul nostro operativo sostegno in ogni attività ed iniziativa che intraprenderà.”

Professioni sanitarie e Specializzazioni mediche

È stato pubblicato oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il decreto, firmato dal Ministro Marco Bussetti, con la distribuzione dei posti presso le Scuole di specializzazioni mediche finanziati con risorse statali, regionali e provenienti da altri enti pubblici e/o privati e di quelli riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

I contratti di formazione medica specialistica per il 2017/2018 sono in aumento rispetto allo scorso anno: il totale è di 6.934. Di questi, 6.200 sono finanziati con risorse statali (erano 6.105 l’anno scorso), 640 con fondi regionali (a fronte dei 499 dello scorso anno accademico), 94 con risorse di altri enti pubblici e/o privati (per il 2016/2017 erano 71).

Per quanto riguarda, invece, i posti riservati: 194 sono previsti per i medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (210 i posti dello scorso anno), 29 i posti alle esigenze del Ministero della Difesa (erano 21 nel 2016/2017) e 7 quelli a disposizione della Polizia di Stato (a fronte dei 4 dello scorso anno).

La prova nazionale per l’ammissione alle Scuole di specializzazioni mediche si terrà il prossimo 17 luglio.

Inoltre, è disponibile sul sito del MIUR anche il decreto direttoriale in cui sono stati indicati gli eventuali requisiti specifici dei contratti aggiuntivi, che i candidati dovranno comunicare, accedendo alla propria pagina personale, entro il 18 luglio 2018.


È stato pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il decreto ministeriale che definisce i posti per i corsi di laurea delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2018/2019.

In particolare quest’anno sono previsti i seguenti posti:

Infermieristica: 14.758

Ostetricia: 792

Infermieristica pediatrica: 159

Podologia: 115

Fisioterapia: 2.045

Logopedia: 756

Ortottica: 222

Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva: 337

Tecnica della riabilitazione psichiatrica: 354

Terapia occupazionale: 200

Educazione professionale: 674

Tecniche audiometriche: 60

Tecniche di laboratorio biomedico: 762

Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia: 736

Tecniche di neurofisiopatologia: 120

Tecniche ortopediche: 162

Tecniche audio protesiche: 304

Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione: 173

Igiene dentale: 659

Dietistica: 344

Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro: 679

Assistenza sanitaria: 372

Programma di sviluppo nazionale ITS

Siglato il provvedimento di ripartizione dei fondi che consentirà, nei prossimi giorni, a valle dell’espletamento delle procedure contabili e di controllo previste, di erogare complessivamente circa 23 milioni di euro per l’ampliamento dei percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) per l’anno 2018/2019. La legge di Bilancio per il 2018 (legge 205/2017) aveva incrementato, nell’anno 2018, le precedenti risorse già destinate agli ITS di ulteriori 10 milioni di euro (20 milioni di euro nel 2019 e 35 milioni di euro a decorrere dal  2020), prevedendo, tuttavia, un complesso iter per la loro erogazione che si è finalmente concluso anche con il previsto accordo in Conferenza Unificata.

“Gli ITS  in questi anni hanno permesso, in sinergia con le imprese, con gli istituti di istruzione superiore, le università e le Regioni, di garantire un’offerta formativa altamente qualificata, capace di promuovere elevate competenze tecniche e sviluppare processi di innovazione e di valorizzazione delle filiere territoriali in contesti ad alto tasso di tecnologia – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti – . In un’ottica di apprendimento permanente, gli ITS si pongono come naturale raccordo tra il mondo della scuola, delle università e del lavoro. Per questo intendiamo dare più visibilità e attenzione al settore, comunicando maggiormente all’esterno gli aspetti di questo segmento che incidono positivamente sulla formazione dei nostri studenti. Puntiamo a raggiungere i livelli di adesione e partecipazione che hanno anche in altre nazioni. L’erogazione di queste risorse sarà il punto di partenza per un complessivo piano di rilancio e potenziamento. Gli ITS generano professionalità utili al mondo produttivo e lo fanno lavorando a stretto contatto con i territori”.

Per gli ITS parte dunque, ora, un Programma di sviluppo nazionale che servirà a qualificare l’offerta formativa e a rafforzarne il ruolo nella promozione dell’innovazione. Le azioni indicate dal Programma di sviluppo sono finalizzate a far acquisire un’alta specializzazione tecnologica ad almeno 20.000 giovani entro il 2020.

Gli ITS sono percorsi post diploma altamente innovativi e rappresentano la formazione terziaria professionalizzante. Sono nati nel 2010 e vogliono essere la risposta alla domanda delle imprese, attraverso un’offerta formativa altamente qualificata, di nuove ed elevate competenze tecniche per promuovere i processi di innovazione e trasferimento tecnologico.

Attualmente sono presenti in tutta Italia 95 ITS con 429 percorsi attivi e oltre 2.000 soggetti partner coinvolti. Nell’ultimo anno, il 2017/2018, sono stati quasi 11.000 i giovani che hanno scelto di frequentare questi percorsi formativi.

ABOLIRE LA CHIAMATA DIRETTA

GILDA: ABOLIRE LA CHIAMATA DIRETTA

 

Abbiamo ascoltato con interesse l’intervento del Ministro Bussetti alle commissioni istruzione riunite di Camera e Senato nel corso del quale ha toccato i numerosi problemi irrisolti della scuola italiana, dall’edilizia alla sovrapposizione, talvolta confusa, di riforme succedutesi negli ultimi anni.

Mentre riteniamo apprezzabile che il Ministro non abbia annunciato nuove riforme epocali, nello stesso tempo ci saremmo aspettati una maggior incisività nel presentare gli interventi legislativi sulle negatività della legge 107/15, a partire dall’abolizione della chiamata diretta e del bonus merito. Impegni dichiarati nel “contratto di governo”.

 

I principi enunciati sul rispetto e la valorizzazione dei docenti sono sicuramente condivisibili, ma vanno concretizzati a partire da un nuovo contratto di lavoro che riduca la differenza non tanto rispetto alle retribuzioni europee, ma almeno dagli altri pubblici dipendenti.

Ci auguriamo che nelle prossime settimane il Ministro apra un confronto al quale parteciperemo con le nostre proposte

Tetto ai bambini stranieri nelle classi

Monfalcone, tetto ai bambini stranieri nelle classi: la nostra condanna è netta

La vicenda di alcuni bambini di Monfalcone, esclusi dalle scuole dell’infanzia perché non italofoni a seguito di un patto scellerato fra il sindaco (esponente della Lega) ed i dirigenti scolastici degli Istituti “Giaicich” e “Randaccio”, non deve solo indignare ma esige chiarezza.

Rispolverando una contestatissima nota della ministra Gelmini, il sindaco di Monfalcone, comune nella provincia di Gorizia, dunque bilingue (sloveno!), preoccupato per il presunto esodo degli italofoni, ha posto un tetto in percentuale agli alunni stranieri, per lo più figli degli operai di Fincantieri, alla quale è stata addossata ogni responsabilità sociale.

Al di là degli aspetti tecnici di un simile accordo (non risulta che si siano espressi gli organi collegiali degli Istituti), ci preoccupa e ci indigna la posizione politica del sindaco e dei due dirigenti scolastici: porre dei tetti, stabilire delle quote, sul diritto allo studio di bambini e di ragazzi è una sconfitta per il ruolo della scuola e per il valore umano di chi la gestisce. Significa che la Scuola in quel territorio non riesce ad assolvere al suo compito educativo.

Sono invece necessari investimenti in risorse per garantire a tutti i bambini l’inizio del loro percorso scolastico, ma sono altrettanto doverose massicce dosi di investimenti culturali: la Scuola è l’unico veicolo alla cittadinanza attiva, all’integrazione, all’inclusione nella vita sociale.

La nostra condanna è netta: episodi come questi alimentano il progetto di una Scuola al di fuori della Costituzione, di una Scuola della paura, della Scuola della solitudine, dove non c’è confronto, non c’è crescita, ci sono solo discriminazione ed ignoranza.

Non è sufficiente da parte del Ministro affermare a mezzo stampa che gli uffici scolastici regionali e territoriali competenti non ne erano al corrente: è un atto vergognoso che coinvolge due dirigenti scolastici nella loro funzione di rappresentanti territoriali dell’amministrazione scolastica. Per questo chiederemo chiarimenti al Ministro stesso auspicando che quello di Monfalcone sia solo un deplorevole sbaglio da correggere immediatamente.

La FLC CGIL, attraverso la struttura territoriale, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e nel frattempo invita dirigenti scolastici e consigli di istituto, a cui la legge attribuisce il compito di individuare i criteri di ammissione, a ignorare indicazioni di questo tenore continuando a fare della Scuola/Comunità educante un luogo di accoglienza per tutti e solidarietà verso chi ne ha più bisogno.

LINEE GUIDA BUSSETTI: SLOGAN E NESSUN IMPEGNO CONCRETO

RETE STUDENTI E UDU_ LINEE GUIDA BUSSETTI: SLOGAN E NESSUN IMPEGNO CONCRETO / SCUOLA E UNIVERSITA’ ANCORA IN FONDO ALLE PRIORITA’ DEL GOVERNO

Ieri il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha presentato al Senato le linee programmatiche di intervento per la legislatura corrente.

 

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: ”Nell’intervento del neo-Ministro Marco Bussetti al Senato dobbiamo purtroppo notare come sia ancora completamente assente il tema del diritto allo studio e pensiamo sia imbarazzante l’assenza di riferimenti al quadro preoccupante che hanno delineato i risultati delle prove invalsi. Oggi avremmo voluto sentire che tra i primi obiettivi da porre in agenda ci fosse un investimento reale nella delega per il diritto allo studio e il welfare studentesco approvata nella legislatura passata, avremmo voluto notare un impegno reale a garantire a tutte e tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza, l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione, avremmo voluto che si ponesse un’attenzione forte al sistema di servizi di base come libri di testo e mobilità che costano alle famiglie una spesa eccessivamente alta. Al contrario, abbiamo potuto ascoltare un insieme di obiettivi fumosi e poco chiari che non ci lasciano ben sperare. Sull’edilizia scolastica si parla di un’attenzione particolare e un investimento forte per garantire agli studenti sicurezza e salubrità dei luoghi dell’istruzione ma non si parla di come il Ministero intende affrontare il problema di un’anagrafe nazionale che non funziona e di più di 4 miliardi dei 9 stanziati nel corso della precedente stagione di Governo stanziati ma non ancora utilizzati. Sul tema dell’alternanza scuola lavoro possiamo certamente dire che sembra esserci unità di intenti in ottica di porre un freno ai progetti non in linea con i percorsi formativi ma se in prima istanza sembra essere uno degli aspetti più positivi dobbiamo sottolineare come le parole del Ministro lascino intendere una visione del suddetto strumento come un avvicinamento sempre più pericoloso e di subordinazione del mondo della scuola a quello del lavoro, senza far assolutamente cenno per di più alla necessità di investire sulla formazione dei tutor interni ed esterni. Si è parlato tanto e giustamente di misure per incentivare l’inclusione degli studenti con disabilità e di quelli con Bisogni Educativi Speciali ma non una parola è stata spesa per comprendere come vuole essere affrontata una grande esigenza come quella dell’inclusione degli studenti migranti di prima e seconda generazione che tutti i giorni vivono la scuola insieme a noi”.

 

Elisa Marchetti, Coordinatrice Nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: ”Il Ministro relega il diritto allo studio universitario ad un tema del tutto marginale. Il tempo dedicato ad affrontare questa tematica così ampia è brevissimo e le parole spese sono approssimative e sommarie, come per la appena citata estensione della no-tax area a una più ampia platea di studenti. Si tratta di fatto di una replica sterile delle poche righe contenute nel contratto di governo. Parole, che nelle poche occasioni di attuazione concreta hanno già mostrato il vero significato. Dal Governo infatti non c’è stata una parola sui prestiti d’onore, così come nessuna smentita sulla nomina del relatore della legge Gelmini, Valditara, a capo dipartimento dell’Università. Anzi, nel riportare le linee guida sul diritto allo studio, si parla di una stabilizzazione del Fondo Integrativo Statale per le borse di studio invece che di un suo aumento, necessario come mostra l’esistenza degli idonei non beneficiari, e si ribadisce la volontà di utilizzare test attitudinali come prove di accesso ai corsi universitari. Bussetti mette sul piatto un non meglio specificato aumento dell’organico complessivo e parla inoltre di una generica necessità di investire in ricerca e di sviluppare la terza missione, ma anche in questo caso proponendo ricette vecchie e limitative come l’implementazione dei dottorati industriali. In sintesi, oggi ci è stata data ancora una volta la conferma che università e ricerca non sono campi di interesse del Governo.”

 

Concludono Marchetti e Manfreda:” Siamo complessivamente molto preoccupati dell’idea d’istruzione che emerge dall’intervento del Ministro Bussetti. Si continua a perpetrare una cultura errata in cui lo studente non viene considerato come parte attiva del sistema educativo e quindi visto come semplice ospite di un contesto a lui estraneo, dove sembra avere solo doveri e pochissimi diritti. Saremo pronti a tornare nelle piazze e a rivendicare un sistema che veda scuola e università come strumenti di ascensione sociale, liberi gratuiti e aperti a tutte e tutti.

Diplomati magistrali, Bussetti spegne le speranze di migliaia di docenti: “Le sentenze vanno rispettate. No eccezioni”

da Il Fatto Quotidiano

Diplomati magistrali, Bussetti spegne le speranze di migliaia di docenti: “Le sentenze vanno rispettate. No eccezioni”

Audizione del ministro davanti alle commissioni Istruzione di Camera e Senato: “Rispettare le sentenze”. Lo scorso anno il Consiglio di Stato aveva stabilito che il titolo di studio conseguito entro il 2001-2002 non fosse sufficiente per entrare nelle graduatorie a esaurimento. In bilico 5600 insegnanti con cattedra a tempo indeterminato e altri 45mila già nelle gae

Bussetti promette un piano per prof e ricercatori e più merito nel reclutamento

da Il Sole 24 Ore

Bussetti promette un piano per prof e ricercatori e più merito nel reclutamento

«Serve un piano pluriennale per l’università e la ricerca. Innanzitutto occorre riflettere per migliorare il sistema di reclutamento in termini meritocratici, di trasparenza e di esigenza degli atenei». Così il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, ieri in Parlamento per l’illustrazione delle Linee programmatiche del Miur.

Bussetti ha ricordato che purtroppo l’età media dei docenti negli atenei italiani è tra le più alte d’Europa. Anche il numero dei dottorandi e un terzo di quelli tedeschi e si sta riducendo dal 2008 di circa il 25% in meno. «La carriera universitaria non è più particolarmente attraente, gli stipendi non sono particolarmente attrattivi – ha sottolineato Bussetti – non ho timore dalla fuga dei cervelli, però: la ricerca è internazionale, parla tutte le lingue del mondo; è fisiologico che un nostro dottorando senta l’esigenza di lavorare per un periodo all’estero. La questione non è la partenza ma il mancato ritorno, questo sì è un depauperamento. Bisogna fare sì che i giovani studiosi possano rientrare in Italia disponendo di infrastrutture attrezzate in cui poter continuare a sviluppare la loro attività scientifica. Abbiamo bisogno di accrescere il numero dei ricercatori e dei professori aumentando globalmente la dotazione organica». «Bisogna creare le condizioni affinché – ha aggiunto il ministro -, dopo un periodo più o meno lungo, i giovani talenti possano rientrare in Italia: riallineando il salario a quello degli altri principali centri di ricerca e dando loro la possibilità di sviluppare un percorso di carriera, di disporre di infrastrutture fisiche e tecnologiche (ad esempio, laboratori attrezzati) adeguate e finanziate in maniera costante, nelle quali poter continuare a sviluppare l’attività scientifica». Dall’altro – continua ancora Bussetti – dovremo riuscire ad attirare le menti più brillanti, junior o senior, dall’Europa e dal mondo, attività questa in cui siamo deboli».

«Il fatto che le nostre Università compaiano un po’ troppo a margine dei ranking mondiali, va ascritto al ridotto numero dei ricercatori e dei professori e ad una purtroppo scarsa propensione all’internazionalizzazione rispetto alla gran parte degli atenei dei Paesi più avanzati», ha fatto notare il ministro, il quale ha aggiunto che «siamo in fondo alla classifica dei Paesi Ocse per numero di professori universitari e ricercatori in rapporto agli studenti. Abbiamo quindi bisogno di accrescere in modo significativo il numero dei ricercatori e dei professori, non solo consentendo la sostituzione di ogni professore pensionando ma anche creando le condizioni affinché, dopo un periodo più o meno lungo, i giovani talenti possano rientrare in Italia: riallineando il salario a quello degli altri principali centri di ricerca e dare loro la possibilità di sviluppare un percorso di carriera, di disporre di infrastrutture fisiche e tecnologiche (ad esempio, laboratori attrezzati) adeguate e finanziate in maniera costante, nelle quali poter continuare a sviluppare l’attività scientifica». Un intervento importante dovrà riguardare poi l’innovazione didattica ed in particolare quella digitale. Sarà incentivata l’offerta formativa on line e telematica delle università statali – ha assicurato Bussetti – attraverso finanziamenti finalizzati, nonché meglio regolamentata l’offerta formativa delle università telematiche private.

«Preoccupante, senza idee né progettualità per università e ricerca», questo il giudizio del senatore Francesco Verducci del Pd in merito all’intervento del ministro Bussetti in Parlamento. «L’niversità ha grandi problemi aperti: scarsità di immatricolati e laureati, scarsità e precariato dei ricercatori, divario territoriale. Ma in 45 minuti di intervento il ministro non ha mai citato né il tema dell’accesso, né il tema della precarietà, nè quello degli squilibri territoriali. E questo è molto grave. Ancor più grave e inquietante è che il ministro non abbia mai citato il diritto allo studio universitario». «Negli anni scorsi i Governi del Pd hanno quasi raddoppiato i fondi per il diritto allo studio, introdotto risorse per la norma rivoluzionaria sulla no tax area, varato un piano massiccio di reclutamento e stabilizzazione dei ricercatori. Faremo il massimo – conclude Verducci – per impedire che il Governo Lega-M5S mandi al macero quanto fatto e volti le spalle alle aspettative del Paese e delle nuove generazioni».

Graduatorie di Istituto 2017/2020, iscrizione elenchi aggiuntivi II fascia entro il 3 agosto

da Orizzontescuola

Graduatorie di Istituto 2017/2020, iscrizione elenchi aggiuntivi II fascia entro il 3 agosto

di redazione

Il Miur ha pubblicato il DDG n. 1069 dell’11/07/2018, avente per oggetto l’integrazione del graduatorie di istituto del personale docente 2017/2020, tramite la cosiddetta seconda finestra temporale.

Finestre temporali

Ricordiamo che il DM n. 326/2015 dispone che, nel periodo di vigenza delle graduatorie di istituto di II fascia (nel nostro caso 2017-2020), siano previste due finestre annuali, per permettere ai docenti che conseguono l’abilitazione di poter entrare in un elenco aggiuntivo alla medesima II fascia.

Nel triennio (2017-2020) si vengono a formare tanti elenchi aggiuntivi quante sono le finestre semestrali disposte.

La prima finestra, ossia il primo elenco aggiuntivo alle graduatorie di istituto del triennio 2017-2020, ha incluso i docenti che hanno conseguito l’abilitazione o specializzazione dopo il 24 giugno 2017 ed entro il 1° febbraio 2018; la seconda, ossia la presente, include coloro i quali conseguono l’abilitazione o specializzazione dopo il 1° febbraio 2018 ed entro il 1° agosto 2018.

Il Decreto

Il decreto, dunque, riguarda coloro i quali acquisiscono il titolo di abilitazione e/o specializzazione su sostegno entro il 1° agosto 2018.

Riguarda anche coloro i quali conseguono l’abilitazione dopo il 1° agosto, che potranno presentare domanda per la priorità nell’attribuzione delle supplenze dalla III fascia.

Inserimento elenchi aggiuntivi II fascia

I docenti, che hanno acquisito il titolo di abilitazione entro il 1° agosto 2018 (e dopo dunque il termine ultimo di aggiornamento triennale delle graduatorie di istituto, ossia il 24 giugno 2017), possono presentare domanda di inclusione nella II fascia delle relative graduatorie di istituto.

I suddetti docenti sono collocati in un ulteriore elenco aggiuntivo alla graduatoria di inizio triennio, ordinata secondo la finestra semestrale di riferimento (questa è la seconda).

Le domande vanno presentate utilizzando il modello A3 e  inviate, entro il  3 agosto 2018, tramite raccomandata A/R, PEC o consegna a mano con rilascio di ricevuta, a:

  • una scuola della provincia prescelta, nel caso di docenti non già inseriti nelle graduatorie;
  • alla stessa scuola destinataria della domanda di inclusione (quindi quella a cui è stata inoltrata l’istanza entro il 24/06/2017), nel caso di docenti già inseriti nelle graduatorie.

Scelta sedi

Gli insegnanti, già presenti per altri insegnamenti nelle graduatorie di I, II, e III fascia,  che chiedono l’inserimento negli elenchi aggiuntivi, possono sostituire, nella stessa provincia di iscrizione, una o più scuole già espresse all’atto della domanda di inserimento/aggiornamento.

Le nuove scuole si possono richiedere soltanto per i nuovi insegnamenti, per i  quali si chiede l’inserimento nell’elenco aggiuntivo relativo alla finestra del 1° agosto 2018, mentre non è consentito cambiare sedi qualora nelle stesse tali insegnamenti siano già impartiti.

La richiesta di nuove scuole va effettuata tramite Istanze Online, compilando il modello B dal 20 agosto 2018 al 10 settembre 2018 (entro le ore 14,00).

Inserimento negli elenchi aggiuntivi di sostegno

I docenti, che conseguono il titolo di specializzazione su sostegno entro il 1° agosto 2018 (e dopo dunque il termine ultimo di aggiornamento triennale delle graduatorie di istituto, ossia il 24 giugno 2017), possono inserirlo nelle graduatorie di istituto ove sono presenti per l’attribuzione
delle relative supplenze. 

Le domande vanno presentate tramite Istanze Online, compilando il modello A5 dal 20 agosto al 10 settembre (entro le ore 14.00).

Non devono compilare il modello A5 i docenti appartenenti ad una delle due seguenti  categorie:

  • docenti di I° fascia che hanno già presentato domanda di inserimento negli elenchi aggiuntivi di sostegno delle GaE, i quali vengono automaticamente trasposti in graduatoria (l’aggiornamento annuale GaE è avvenuto da poco);
  • docenti che chiedono anche l’inserimento negli elenchi aggiuntivi di II fascia con il modello A3, i quali possono dichiarare il titolo di specializzazione nel medesimo modello.

Precedenza attribuzione supplenze da III fascia

I docenti, che conseguono l’abilitazione dopo il 1° agosto 2018 e comunque al di fuori delle finestre semestrali e dell’aggiornamento triennale, possono presentare domanda di precedenza assoluta, nell’attribuzione delle supplenze dalla III fascia per le corrispettive classi di concorso

Le domande di precedenza vanno presentate, tramite Istanze Online, alla medesima scuola destinataria della domanda (presentata entro il 24 giugno 2017) di inclusione nelle graduatorie di istituto 2017-2020.

Le funzioni di Istanze Online per l’inoltro della domanda sono disponibili per tutto il triennio di validità delle graduatorie.

Decreto, nota trasmissione e modelli domanda

Alternanza scuola-lavoro, Bussetti: finalizzata all’orientamento, necessaria coerenza con percorso di studio

da Orizzontescuola

Alternanza scuola-lavoro, Bussetti: finalizzata all’orientamento, necessaria coerenza con percorso di studio

di redazione

Il Ministro Bussetti, come riferito, ha illustrato in Senato le linee programmatiche del suo Dicastero.

Diversi i temi affrontati, tra cui non poteva mancare uno dei capisaldi della Buona Scuola, ossia l’alternanza scuola – lavoro.

Conferma

Il Ministro, come già affermato in altre occasione, ha ribadito che l’alternanza non va archiviata, semmai migliorata.

Finalità

L’alternanza, secondo il Ministro, è necessaria ai nostri studenti per orientarsi verso un lavoro, qualunque esso sia, completando così il percorso di studi che non può basarsi solo sul trasferimento di conoscenze.

Cosa va migliorato

Il Ministro ha affermato che non è tollerabile far svolgere agli studenti percorsi non di qualità e che non rispondano agli standard di sicurezza.

Altro aspetto da migliorare la coerenza tra percorso di studio ed esperienza di alternanza.

Su tali aspetti, ha concluso il ministro, stiamo già lavorando per apportare le opportune correzioni al fine di liberare le piene potenzialità di uno strumento in cui, ripeto, credo molto.

Bussetti, formazione docenti sarà continua su lingue straniere e nuove tecnologie

da Orizzontescuola

Bussetti, formazione docenti sarà continua su lingue straniere e nuove tecnologie

di redazione

Oggi, il Ministro Bussetti è intervenuto al Senato presentando le linee programmatiche del suo Dicastero. Tra gli argomenti affrontati quello della formazione dei docenti

L’argomento “tecnologie” è stato al centro di parte dell’intervento di oggi del Ministro Bussetti relativamente sia agli studenti che ai docenti

Studenti e tecnologie

Secondo il Ministro, gli studenti dovranno essere messi in grado di imparare le potenzialità di tecnologiche e supporti digital “in un mondo in evoluzione.”

Inoltre, “dovranno imparare ad imparare in modo continuativo”, pertanto “sarà necessario un confronto con coetanei a livello europeo e mondiale.”

La scuola dovrà, quindi, “fornire strumenti sin dall’infanzia per interiorizzare il concetto di imparare con consapevolezza.”

Docenti e tecnologie

“Il docente – ha detto Bussetti – è uno dei cardini fondanti del sistema scolastico, pertanto è importante una formazione permanente”

“In un mondo in cui la tecnologia cambia velocemente, – ha detto – il corpo docente si deve adeguare al cambiamento attraverso un percorso  formativo continuo”

Oltre all’ambito tecnologico, il Ministro ha anche parlato della  necessità delle lingue straniere che devono far parte del naturale bagaglio formativo del docente.

Bussetti: sì ad avvio corsi specializzazione sostegno, su diplomati stiamo lavorando

da Orizzontescuola

Bussetti: sì ad avvio corsi specializzazione sostegno, su diplomati stiamo lavorando

di Elisabetta Tonni

Intervenendo al programma La Radio Ne Parla, il ministro dell’Istruzione Bussetti ha fatto una rapida panoramica sugli argomenti di cronaca.

Edilizia scolastica

Sul tema dell’edilizia scolastica, Bussetti ha assicurato che la settimana prossima sarà pubblicata una relazione sullo stato dell’arte degli edifici, ma non mancheranno le risorse per la messa in sicurezza delle scuole. Ci sono situazioni fra le più varie, compresi per esempio istituti scolastici all’interno di proprietà private, quindi è necessario avere il quadro chiaro che è atteso – appunto – per i prossimi giorni.

Caso Monfalcone

Sulla storia dei bambini di origine bengalese esclusi da una scuola di Monfalcone, il Ministro ha assicurato che si sta lavorando per attivare due classi in più e far rientrare la percentuale dei bambini stranieri nella soglia prevista dalla legge. Il Ministro non ha dato certezza se l’attivazione delle due classi aggiuntive potrà avvenire già dal prossimo anno.

Diplomati magistrali

Estrema riservatezza, invece, sulla questione dei diplomati magistrale ante 2002, il cui accesso al ruolo è ostacolato dalla sentenza plenaria del Consiglio di Stato. Il Ministro non ha voluto anticipare alcunché sulle misure in programma, proprio perché queste sono in fase di elaborazione. Ha solo rassicurato sul fatto che si sta lavorando per sistemare una volta per tutte la situazione.

Sostegno e scuola dell’inclusione

Secondo il ministro Bussetti, è ancora troppa alta la carenza di docenti di sostegno. Un rimedio potrebbe arrivare da un percorso formativo da avviare anche all’interno dell’Università in modo da avere insegnanti di sostengo preparati.

Dirigenti scolastici

Non è possibile per un preside gestire più scuole contemporaneamente. Bussetti ribadisce l’importanza di mettere un dirigente scolastico in grado di fare bene il suo lavoro. Il concorso che partirà a fine luglio dovrebbe servire proprio per questo.

Stipendi

Sul tema delle retribuzioni, infine, il Ministro ha espressamente glissato l’argomento: “E’ un tema che eviterei. Ma tutti noi riconosciamo il valore e l’opera importante svolta dai docenti nelle nostre scuole“.

eTwinning seleziona 4 dirigenti scolastici per la conferenza europea 2018

da La Tecnica della Scuola

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L’Anp scende in campo: aggiustate le scuole

da La Tecnica della Scuola

L’Anp scende in campo: aggiustate le scuole

Buio dopo la maturità, il dilemma dei neo diplomati: 1 su 2 non sa che fare

da Tuttoscuola

Buio dopo la maturità, il dilemma dei neo diplomati: 1 su 2 non sa che fare

Maturità, t’avessi preso prima, cantava Venditti. Altri tempi. perché oggi, pure se “t’avessi preso prima”, non sarebbe cambiato un granché, visto che i maturi, a quanto pare per parecchio tempo, navigano a vista. Lo rivela il nuovo sondaggio di skuola.net su un campione di 1500 studenti, secondo cui solo il 48% dei neo diplomati ha deciso cosa fare dopo la scuola. Idee più chiare per i liceali – la percentuale qui sale al 58% del totale – per i quali la prima opzione resta l’università, mentre di sicuro 1 su 10 prenderà il cosiddetto anno sabbatico e un altro 10% fuggirà all’estero per studiare o lavorare. L’anno scorso invece due su tre dopo la maturità sapevano cosa fare del proprio futuro.

Tornando all’oggi, il 60% dei ragazzi sceglierà l’università (il 76% nel caso di liceali). In testa ci sono le facoltà medico-sanitarie e umanistiche/linguistiche, per entrambe nel 18% delle aspiranti matricole. Subito dopo le facolta’ ingegneristiche (14%), a seguire le altre.

L’alternativa preferita è il lavoro: il 15% dei neodiplomati pensa di cercare subito un’occupazione. Per l’8% invece l’opzione è il trasferimento all’estero (per studio o per lavoro). Il 9% infine vuole prendere tempo per decidere: l ‘anno sabbatico appunto.

Quale che sia la scelta, continua il sondaggio, questa è stata favorita da vari elementi: le proprie inclinazioni naturali per Il 53%; le prospettive occupazionali future per il il 22%; i consigli  dei familiari per il 25%. Pochi dicono che ha influito l’orientamento svolto nella scuola di provenienza: il 36% dice che l’istituto non ne ha organizzate affatto; per gli altri che ne hanno potuto approfittare, comunque le attività sono servite solo nel 25% dei casi. Meglio gli open day organizzati dagli atenei, utili per il 75% dei diplomati che si immatricoleranno.