Riunione informale Ministri responsabili Ricerca dell’UE

MIUR, il Sottosegretario Fioramonti alla Riunione informale
dei Ministri responsabili della Ricerca dell’UE:
“Ricerca e innovazione centrali nelle politiche nazionali”

Il Sottosegretario Lorenzo Fioramonti ha preso parte nei giorni scorsi, in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alla prima Riunione informale dei Ministri responsabili della Ricerca dell’UE, sotto la Presidenza austriaca del Consiglio.

Al centro della sessione di confronto, la discussione sulla bozza preliminare del Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione in Europa 2021-2027, proposta dalla Commissione. Il documento, nei prossimi mesi, sarà soggetto all’iter di co-decisione del Parlamento e della Commissione. Tale percorso si concluderà con l’approvazione del provvedimento legislativo del programma di finanziamenti “Horizon Europe 2021 – 2027” che, con un budget di almeno 100 miliardi di euro previsti per il settennio, rappresenta il più grande fondo per la ricerca e l’innovazione in Europa.

In particolare, la delegazione italiana, guidata dal Sottosegretario Fioramonti, ha ribadito l’intenzione del Governo di mettere la Ricerca e l’Innovazione al centro delle politiche nazionali in una prospettiva che guardi almeno al prossimo decennio, che vedrà nuove sfide trasversali per i Paesi europei e per il mondo, anche alla luce degli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, dall’Accordo di Parigi sul clima e dal tema delle migrazioni e dell’integrazione. Tra queste, quelle più urgenti e trasversali riguardano nuove tecnologie, big data, energia, acqua, cibo e bio-economia.

La dilazione dei termini per la compilazione dell’inaffondabile Portfolio

La dilazione dei termini per la compilazione dell’inaffondabile Portfolio. E qualcosa d’altro

Francesco G. Nuzzaci

I. Non più il 31 luglio. E, insieme a un bel respiro di sollievo, un riconoscimento d’obbligo alla benevolenza della Direzione generale per gli ordinamenti; che, con la nota n. 12016 del 16.07.18, ha considerato i numerosi adempimenti che impegnano i dirigenti scolastici e deciso di corrispondere alle richieste pervenute – veritiere o supposte – di prorogare il termine di compilazione del portfolio al 31 agosto prossimo.

Dovendosi ragionevolmente escludere qualsivoglia interesse del 33% dei reprobi che già nel decorso anno scolastico ha respinto al mittente quell’autentico caravanserraglio per la valutazione dei dirigenti scolastici messo in piedi nel 2016 da una ministra di cui s’è persa la memoria, coloro i quali vorranno confezionare l’inaffondabile portfolio e sue implausibili appendici potranno farlo in tutta comodità sotto l’ombrellone: non importa se per convinzione o per il timore di subire azioni ritorsive o pregiudizio nello sviluppo della carriera, poiché in entrambe le ipotesi il risultato è di accettare una valutazione che tutto è tranne che dirigenziale.

Non lo è, ictu oculi, per il suo sganciamento dall’essenziale retribuzione di risultato: già attuato nell’anno scolastico 2016/17 come intervento di pronto soccorso sulle unanimemente convenute criticità del modello costruito dalla Direttiva 36/16 e reiterato per il 2017/18 in attesa che l’imminente(?) nuovo contratto, allineandosi alle norme imperative che hanno novellato sul punto il D. Lgs. 165/01, e con i vincoli quivi statuiti, regoli gli aspetti economici. Sicché, già per questo non marginale aspetto, diventa del tutto priva di senso l’inflizione ai dirigenti scolastici dell’identico dispositivo che ora si vorrebbe alleggerito di qualche incombenza cartacea, ma che è rinforzato dall’ancor più invasiva presenza tutoria di esperti – reali o presunti – chiamati ad assistere creature perennemente imberbi, e forse un po’ tonte, nel percorso di orientamento, riflessione e analisi della loro azione dirigenziale e nel loro sviluppo professionale, per il miglioramento continuo.

 

II. Certamente, la valutazione ha molteplici configurazioni e correlate funzioni, che tutte si giustificano, e giuridicamente si legittimano, ma iuxta propria principia.

Nel caso di specie, il concettuoso marchingegno facente perno sul portfolio è l’esito di un copia-incolla di sperimentazioni susseguitesi negli ultimi quindici anni, tutte puntualmente naufragate perché scientemente proposte per farle fallire. E, come i suoi antecedenti, è palesemente contra legem, se si ha cura di porre un minimo di attenzione alle disposizioni del D. Lgs. 165/01, novellate dal D. Lgs. 150/09 prima, integrabili con il D.P.R. 80/13 poi, per essere infine riprese alla lettera nel comma 93 sgg. della legge 107/15.

Nelle predette fonti di diritto positivo si legge de plano che la valutazione dirigenziale – se valutazione dirigenziale è! – vuole accertare le competenze (o i comportamenti) organizzativo-gestionali e il grado di raggiungimento degli obiettivi definititi nei provvedimenti d’incarico, unitamente alle direttive impartite dal committente pubblico nell’esercizio dei suoi poteri di indirizzo politico.

E una valutazione dirigenziale è semplicemente preordinata alla retribuzione di risultato ovvero, in caso di esito negativo, collegata alle conseguenze sanzionatorie graduate nell’art. 21 del cennato D. Lgs. 165/01: come per ogni soggetto di qualifica dirigenziale.

Precisamente, la valutazione dirigenziale apprezza la performance individuale e il contributo recato alla performance della struttura organizzativa (e tale è ogni istituzione scolastica): come per tutta la dirigenza pubblica, inclusi i dirigenti scolastici, atteso che le deroghe (recte: gli adattamenti) riguardano la Presidenza del Consiglio, la dirigenza medica, la dirigenza in alcune amministrazioni di piccole dimensioni e, testuale, il personale docente della scuola e delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, nonché i tecnologi e i ricercatori degli enti di ricerca (art. 74, comma 4, D. Lgs. 150/09).

All’opposto, sempre il Legislatore, neanche nell’ultima norma speciale (art. 1, comma 93, legge 107/15), ha inteso attribuire alla valutazione dei dirigenti scolastici l’esclusiva finalizzazione al miglioramento professionale e un loro maggior protagonismo, come vorrebbe l’Amministrazione insieme alle anime belle di qualche associazione professionale. Perché – i dirigenti scolastici – hanno vinto un concorso pubblico, si sono sottoposti al canonico corso di formazione, hanno superato il prescritto periodo di prova e sono sempre tenuti a seguire specifiche iniziative istituzionali di formazione su nuove tematiche e/o di aggiornamento.

La valutazione dirigenziale e la valutazione definibile, in senso lato, formativa (di affiancamento e supporto lungo l’intero percorso professionale, per il c.d. miglioramento continuo), ancora una volta imposta a chi sembra essere destinato a fungere perennemente – e gratuitamente! – da cavia per giustificare ruoli e funzioni altrui, sono fattispecie diverse e ben distinte – sebbene correlabili – sotto il profilo concettuale e, più ancora, per gli esiti cui mettono capo: strutturalmente dura e classificatoria la prima, prosaicamente proiettata su benefici economici e sviluppi di carriera; amicale e priva ex se di incidenza sulla sfera giuridica soggettiva la seconda.

Lo stesso D.P.R. 80/13, Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, nell’ambito della generale valutazione collaborativa delle istituzioni scolastiche prevede un distinto capitolo – dunque, da non confondere – per l’individuazione di indicatori per la valutazione del dirigente (art. 3, comma 1, lett. d), che l’INVALSI – in luogo di disegnare scenari privi di base legale – avrebbe già dovuto produrre entro il 31 dicembre 2014,tesi ad evidenziare … le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche direttamente (a lui) riconducibili ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale (art. 6, comma 4): passaggi richiamati – giova ripeterlo – dal comma 93 della legge 107, che ne conferma l’obbligata coerenza con le disposizioni contenute nel decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.

Se ciò è vero – e, sino a prova di smentita, lo è – il Portfolio e suoi ammennicoli può dirsi, come minimo, inconferente, mentre può essere utile strumento per i soggetti in anno di formazione e prova, ovvero per implementare innovazioni normative attraverso un percorso di riflessione partecipata e conseguenti azioni sul campo.

 

III. Per contro, un modello di valutazione dirigenziale rispettoso dei vincoli di legge – e che funziona – è quello impiegato dallo stesso MIUR per i propri dirigenti amministrativi e tecnici, contenuto nel D.M. n. 971 del 23.11.13, recante ricognizione di indicazioni e criteri per l’attribuzione del trattamento accessorio al personale dirigenziale e delle Aree per gli anni 2012 e 2013.

Consta di una premessa che, tra le altre disposizioni normative, richiama quelle che hanno introdotto importanti modifiche in materia, ad opera della legge 135/12, di conversione del decreto legge 95/12, delineante il processo di valutazione del personale nelle more dei rinnovi contrattuali, di cui all’art. 6 della legge 141/11. Rinnovi contrattuali che potranno solo definire il quantum della retribuzione di risultato, rispettando la norma imperativa che esige un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici, collegata ad una significativa differenziazione dei giudizi, ai sensi dell’art. 19 del D. Lgs. 150/09, come rivisitato dal D. Lgs. 74/17.

Seguono cinque articoli – di cui uno riguarda il personale non dirigente – che, per la valutazione dirigenziale, prescrivono:

  • che per i dirigenti di seconda fascia sia effettuata dal Capo di gabinetto se in servizio negli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dal Capodipartimento per quelli operanti nei suoi uffici di supporto;

  • che avvenga tramite un’apposita allegata scheda SOR (scheda degli obiettivi e dei risultati), che consente di valutare sia il conseguimento degli obiettivi assegnati e il contributo dato alla performance complessiva dell’amministrazione, che il comportamento organizzativo, ivi compresa la capacità di valutazione dei propri collaboratori. Gli obiettivi sono desunti dal Piano della performance e possono dar luogo all’attribuzione di un punteggio massimo di 100;

  • che il comportamento organizzativo, cui potranno essere attribuiti non più di 10 punti, andrà valutato con riguardo a analisi e programmazione; gestione e realizzazione; relazione, coordinamento e capacità di valutazione dei propri collaboratori;

  • che il valutatore potrà tener conto degli eventuali elementi di difficoltà riscontrati nell’attività gestionale e indicati dal valutato nell’apposita scheda EDE (elementi di difficoltà evidenziati, così predefiniti: mutamento obiettivi programmati, insufficiente consistenza del personale, non adeguata preparazione professionale del personale coinvolto, non adeguate risorse strumentali, non sufficienti risorse finanziarie, difficoltà di coordinamento con altre strutture dell’amministrazione; il tutto semplicemente crociando le voci nelle apposite caselle del SI, ovvero aggiungendo Altro, da specificare nei successivi righi, unitamente a ulteriori osservazioni del valutato;

  • che il valutatore, relativamente ai dirigenti di seconda fascia, dovrà assicurare che il punteggio massimo venga attribuito a non più del 30% del personale in servizio.

Ben si vede che non ci sono visite di Nuclei, né interlocuzioni in loco o nell’Ufficio scolastico regionale, né assistenze tutoriali. E sono del tutto estranei portofolii o consimili scartoffie da compilare, essendo lasciata alla libertà dei singoli interessati l’allegazione documentale a loro giudizio significativa per comprovare quanto asseritamente realizzato. Dunque, una procedura gentile, sostanzialmente un’autovalutazione, con il punteggio che ognuno si attribuisce e che il valutatore di ultima istanza potrà poi confermare o correggere.

 

IV. La sua adozione per la dirigenza scolastica la si stima però problematica, scontrandosi con i ricorrenti mantra della sua specificità e dei grandi numeri. Ma sono obiezioni facilmente smontabili.

Circa la specificità, essa può tranquillamente essere rilevata, valutata e rendicontata da quello che è un modello neutro, con alcuni adattamenti sia per il comportamento organizzativo che per gli obiettivi da perseguire.

In primo luogo si tratterebbe di riferire la valutazione ai criteri/parametri del pluricitato comma 93 della legge 107/15 (norma imperativa, occorre ricordarlo), incluso l’apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale, naturalmente avendosi cura di ponderarne il peso e di predisporre idonei accorgimenti per tenersi il più possibile sotto controllo gli effetti distorsivi.

Allo stesso modo, previo puntuale e sistematico raccordo tra l’Amministrazione centrale e gli Uffici scolastici regionali, dovrebbero definirsi gli obiettivi: anch’essi pochi e ben selezionati, che possano armonizzarsi reciprocamente e con gli obiettivi (non più di due) figuranti nel Piano di miglioramento dell’istituzione scolastica: tutti compendiati nel provvedimento d’incarico e figuranti nella scheda SOR. Obiettivi, che siano nella diretta disponibilità del soggetto valutato; non ridondanti declaratorie di profilo, estrapolate in copia conforme dalle eterogenee e sedimentate norme che delineano, semplicemente, il perimetro dell’oggetto dell’incarico e che, per definizione, non sono perseguibili!

Andrebbe solo invertito il peso attribuito al primo – il comportamento organizzativo – e ai secondi – gli obiettivi – per corrispondere alla peculiarità delle istituzioni scolastiche, non assimilabili ad un ufficio amministrativo siccome strutturalmente contrassegnato da procedure in larga prevalenza standardizzate. Ragion per cui qui la prevalenza non può essere quella dei risultati, attingibili con strumenti quantitativi (valutazione di prodotto), bensì dei comportamenti organizzativi, essenzialmente deducibili con un sistema di indicatori e descrittori e la cui frequenza e intensità siano convenzionalmente ravvisati significativi, in termini di causalità adeguata, salvo verifica e loro consequenziale rimessa a punto (valutazione di processo).

La seconda obiezione – quella dei grandi numeri – sembra più solida, ma è anch’essa inconsistente.

Sì è vero, un capodipartimento valuta un numero di direttori generali che non sempre superano le dita di una mano, dei quali ha conoscenza diretta in forza di un quotidiano rapporto di prossimità (e sarebbe interessante svilupparne le implicazioni, in termini di supposta maggiore garanzia di oggettività per i valutati: che peraltro risulta essere un problema mai posto e mai oggetto di ricorsi seriali) . E, a cascata, un direttore generale valuta i dirigenti del proprio ufficio, che non di rado alle dita di una mano neanche ci arrivano.

E’ certo ben diverso quando il direttore generale di un ufficio scolastico regionale deve concludere una valutazione, in media, di 450-500 dirigenti scolastici, sparsi sul territorio ed esercitanti la funzione non già in un omogeneo ufficio amministrativo strutturato su livelli gerarchici, bensì – con ben più ampia libertà – in più complessi enti-organi dotati di soggettività giuridica nell’agire doverosamente la propria autonomia funzionale; e in cui sono incardinati soggetti – individuali e collettivi – attributari di facoltà decisionali addirittura garantite dalla Costituzione.

Pur tuttavia, il Legislatore la soluzione l’ha indicata nell’articolo 25 del D. Lgs. 165/01, statuendo che i dirigenti scolastici – nel rispondere, agli effetti dell’articolo 21 (norma-base per tutta la dirigenza pubblica) dei risultati (estensivamente: dei comportamenti organizzativi, del raggiungimento degli obiettivi, nonché dell’osservanza delle direttive degli organi d’indirizzo) – si relazionano in via previa con un nucleo di valutazione istituito presso l’amministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente e composto da esperti anche non appartenenti all’amministrazione stessa, in ragione – evidentemente – della specificità delle funzioni (ante) svolte dai valutandi.

Le disposizioni di cui è parola nel comma 94 della legge 107/15 hanno previsto, nell’ambito della dotazione organica dei dirigenti tecnici del MIUR, l’attribuzione temporanea di incarichi di livello dirigenziale non generale, di durata non superiore a tre anni, per le funzioni ispettive, impiegabili per la costituzione dei nuclei di cui all’art. 25 del D. Lgs. 165/01 (che possono ora essere articolati con una diversa composizione in relazione al procedimento e agli oggetti di valutazione), data l’indifferibile esigenza di assicurare la valutazione dei dirigenti scolastici; per la realizzazione del sistema nazionale di valutazione, di cui al D.P.R. 80/13; infine per garantire le indispensabili azioni di supporto alle scuole alle scuole, non ai dirigenti! impegnate nell’attuazione delle presente legge.

Non sembrano perciò sussistere particolari difficoltà a che i nuclei esaminino con tempi sufficientemente distesi di tre-quattro mesi (come peraltro previsto nella Bozza dell’Amministrazione) le due schede (dei comportamenti organizzativi, degli obiettivi assegnati e delle eventuali difficoltà evidenziate) dei 150-200 soggetti valutati, unitamente all’essenziale documentazione a corredo. Ed è, di sicuro, un compito meno impegnativo di quello esigito dal replicato armamentario.

Eventuali visite dovrebbero essere limitate ai casi in cui l’Amministrazione, in corso d’anno, sia venuta a conoscenza di fatti e circostanze che lascino ragionevolmente presumere un giudizio negativo, o gravemente negativo, per il dirigente scolastico.

Il Nucleo, quindi, per ogni dirigente scolastico assegnatogli, formulerebbe un giudizio adeguatamente motivato e definirebbe la collocazione nei previsti livelli.

Ben si potrà, e si dovrà, assicurare un’uniformità territoriale e la qualità professionale dei suoi componenti, oltre che mettere a punto un adeguato protocollo standard e un metodo riguardo gli esiti della valutazione, differenziati ex lege: purché si guadagni l’onesta consapevolezza – dopo vent’anni! – della necessità di un punto d’ arresto.

Il direttore generale dell’USR potrà infine confermare il giudizio nell’adozione del provvedimento formale oppure potrà assumere, parimenti motivandola, una decisione diversa.

 

V. La procedura fin qui illustrata, con i correttivi suggeriti, sembra, oltre che pienamente fattibile, abbondantemente garantista: di sicuro non meno di quella riguardante i dirigenti amministrativi e tecnici, atteso che l’eliminazione della dimensione soggettiva nella valutazione è, per definizione, impossibile.

Sarebbe cosa buona e giusta che il nuovo ministro, espresso da un Governo del cambiamento, ne prendesse pronta cognizione, dando finalmente una degna sepoltura ad un cadavere ormai putrefatto.

Scuola, Bussetti chiede 57 mila nuovi docenti. I sindacati: “Non bastano”

da Repubblica

Scuola, Bussetti chiede 57 mila nuovi docenti. I sindacati: “Non bastano”

Sono cinquemila in più del 2017, trentaseimila in meno rispetto al 2015 della Buona scuola. Entro metà agosto la risposta delle Finanze. Lunedì la prova selettiva per il concorso per presidi. Via al bando per 2004 direttori amministrativi

di CORRADO ZUNINO

ROMA – Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha chiesto al ministero delle Finanze 57.322 nuove assunzioni di docenti per l’anno scolastico 2018-2019, tredicimila delle quali saranno per posti sul sostegno degli alunni disabilli. Sono invece 9.838 gli amministrativi, Ata appunto, richiesti dal Miur. Entro metà agosto arriverà la risposta del Mef. Il sindacato – Cgil e Anief, in particolare – già dicono che le assunzioni sono poche. Un confronto con le richieste avanzate dal ministero dell’Istruzione negli ultimi tre anni può far capire come il governo giallo-verde si stia muovendo sulla scuola.

L’anno scorso, con due settimane di anticipo (era il 4 Luglio), la ministra Valeria Fedeli – ricordando la complessità del lavoro di arruolamento, iscrizioni, composizione degli organici, mobilità del personale, assunzioni in ruolo, assegnazioni provvisorie, supplenze – annunciò 52 mila posti disponibili per le assunzioni, “compresi i 15.100 in più previsti dalla Legge di Bilancio grazie alla trasformazione di una parte dell’organico di fatto in organico di diritto”. Fu la ministra Fedeli, in quella stagione, ad anticipare di un mese le procedure per le assunzioni.

Il 10 agosto 2016, ancora, il Consiglio dei ministri varò l’assunzione di 32.419 docenti e 10.294 Ata (oltreché 285 dirigenti scolastici). “Continua l’investimento sulla scuola”, disse Stefania Giannini, allora alla guida del Miur.

L’estate precedente, 2015, fu quella rivoluzionaria della “Buona scuola” del Governo Renzi. Il 2 Settembre 2015, in un’attesa conferenza stampa, la ministra Giannini annunciò i risultati concreti della Legge 107 approvata due mesi prima: 38 mila docenti a settembre più 55 mila per il potenziamento a Novembre. Un totale di 93 mila nuove assunzioni.

Come si vede, i cinquantasettemila maestri e professori richiesti da Bussetti sono cinquemila in più rispetto all’anno precedente (Fedeli), quasi venticinquemila in più rispetto al 2016, anno che però scontava l’assunzione di massa del 2015: 93 mila ingressi. Quindi, rispetto al 2015 oggi si chiedono 36 mila neo docenti a tempo indeterminato in meno. In media nelle ultime quattro stagioni sono entrati 58.685 nuovi insegnanti l’anno. La metà dei docenti, come da prassi, entrerà per metà dalle Graduatorie di merito (coloro che sono risultati idonei dopo il concorso 2016 e non sono stati ancora assunti) e per metà dalle Graduatorie a esaurimento (Gae). I vincitori del concorso 2018 rientreranno nelle discipline rimaste libere dopo l’assunzione dei vincitori del concorso di due stagioni prima.

La Federazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil ha così commentato l’ultima indicazione del Miur, peraltro comunicata direttamente ai sindacati: “Le immissioni in ruolo di 57 mila docenti e 10 mila Ata non bastano per dare efficienza, serenità, stabilità e continuità didattica nelle scuole. Oggi ci sono le condizioni per trasformare in organico di diritto i 15 mila posti che di anno in anno vengono concessi in organico, cosiddetto, di fatto. E ben 43 mila posti di sostegno, oggi dati in deroga, possono diventare a tempo indeterminato. Sarebbero ben altri numeri”. Sul fronte degli amministrativi, “bisogna rivedere i parametri dell’organico” immaginando “un assistente tecnico anche nelle scuole del primo ciclo, istituti aperti, lotta alla dispersione”. Dentro questa operazione, dice la Cgil, “devono rientrare i posti dei diplomati magistrali e dei laureati in Scienze della formazione che hanno maturato il diritto all’immissione in ruolo, così come devono essere incluse le stabilizzazioni del personale educativo dei convitti e degli educandati”.

Anief, rispetto ai 57 mila docenti richiesti, parla di minimo sindacale: “Il contingente è sempre sottodimensionato, il Miur deve realizzare la ricognizione di posti realmente liberi, in modo da avere una lettura realistica di quelli oggi sovradimensionati sull’organico di fatto. La trasformazione di quei posti diventa ancora più rilevante dal momento in cui allo Stato e ai governi di turno non conviene più precarizzare i suoi insegnanti, in virtù della posizione della Cassazione che ha aperto gli scatti di anzianità anche ai supplenti”.

Con un secondo decreto il ministro Bussetti ha inviato al ministero per la Pubblica amministrazione la richiesta di bandire il concorso da 2.004 posti per Direttori dei servizi generali amministrativi. Infine, lunedì, con la prova preselettiva, parte il concorso da 2.452 posti per dirigenti scolastici. Per temperare la crisi dell’anno scolastico 2018-2019 sarà richiesta l’assunzione di 212 dirigenti dalle graduatorie di precedenti concorsi.

Da 22 a 49 euro: aggiornati i prezzi dei libri di testo per le elementari

da Il Sole 24 Ore

Da 22 a 49 euro: aggiornati i prezzi dei libri di testo per le elementari 

I libri di testo per le elementari costeranno l’1,7% in più. A tanto ammonta l’inflazione programmata di cui il Miur deve tenere conto nel fissare annualmente il tetto di spesa per le primarie. Per effetto del decerto ministeriale pubblicato nei giorni scorsi si andrà da un importo minimo di 22 euro in prima elementare (11,81 euro per il libro della prima classe; 7,25 per religione e 3,57 per la lingua straniera) ai circa 49 della quinta.

Sanzioni disciplinari, no dei sindacati a sospensione da parte del Dirigente fino a 10 giorni

da Orizzontescuola

Sanzioni disciplinari, no dei sindacati a sospensione da parte del Dirigente fino a 10 giorni

di redazione

UIL – Cisl- FLC CGIL – Si è svolta oggi, 18 luglio, presso l’Aran la trattativa concernente la sequenza contrattuale sulla responsabilità disciplinare dei docenti, così come previsto dall’art. 29 del CCNL del 19.04.2018.

La materia infatti, durante la trattativa per il rinnovo del Ccnl, era stata rinviata a sequenza contrattuale stante l’impossibilità di trovare in quel momento una soluzione condivisa tra Aran e Organizzazioni sindacali, sulla base delle norme di riferimento normativo, contraddittorie e di difficile interpretazione.

Nell’incontro di oggi abbiamo ribadito la totale indisponibilità a definire la materia qualora dovesse permanere il vincolo della legge Madia, previsto peraltro solo nel comparto scuola, che assegna al Dirigente Scolastico la competenza a irrogare la sanzione della sospensione fino a 10 giorni, mentre in tutti gli altri comparti pubblici l’irrogazione di tale sanzione è affidata a un apposito ufficio per i procedimenti disciplinari. Da tutto ciò deriva l’inopportunità di definire un codice disciplinare che, in assenza di un’auspicata e opportuna modifica del quadro normativo, non potrebbe tener conto debitamente della particolarità e specificità del lavoro docente, a cui va garantita pienamente la libertà di insegnamento. A questo proposito abbiamo proposto alle controparti di predisporre in sede di conversione in legge del “Decreto Dignità” le necessarie modifiche alla Legge Madia.

In assenza di un quadro normativo di riferimento coerente con il profilo della docenza, rimane la nostra indisponibilità alla definizione di una norma contrattuale che non dia ampie garanzie di libertà didattica – educativa a chi esercita la funzione docente.~

Con l’occasione, abbiamo chiesto di avviare con la massima urgenza la trattativa per il rinnovo del CCNL dei dirigenti scolatici, non essendo giustificati, né tollerabili ulteriori ritardi, e di convocare le Commissioni – previste dal CCNL Istruzione e Ricerca – per la revisione degli ordinamenti professionali delle diverse sezioni (Scuola, Università e Ricerca).

In conclusione l’Aran, prendendo atto delle posizioni espresse, ha rilevato la difficoltà a procedere nella trattativa stante le richieste sindacali e in assenza di una preventiva modifica del quadro normativo che consenta di intervenire sulla procedura disciplinare oltre che sulla tipologia delle infrazioni e relative sanzioni. Ne consegue pertanto che per il momento per i docenti in materia di sanzioni disciplinari resta in vigore quanto previsto dal D. Lgs. n.297/1994 così come indicato all’art. 29 del CCNL/2018.

Per quanto riguarda le altre richieste, l’Aran ha comunicato che il tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici sarà convocato prima della pausa estiva e che per quanto riguarda la costituzione e convocazione delle diverse Commissioni previste dal contratto si procederà al più tardi entro i primi giorni di settembre.

Valutazione dirigenti scolastici, compilazione Porfolio prorogata al 31 agosto

da Orizzontescuola

Valutazione dirigenti scolastici, compilazione Porfolio prorogata al 31 agosto

di redazione

Uno degli strumenti di valutazione dei dirigenti scolastici, com’è noto, è costituito dal Portfolio, la cui compilazione doveva avvenire, secondo le indicazioni Miur del 19 aprile u.s., entro il 31 luglio.

Valutazione dirigenti scolastici: time line, interlocuzione con il NEV, legame con la retribuzione. Compilazione Portfolio sino al 31 luglio

Proroga

L’Amministrazione, con nota n. 12106 del 16 luglio 2018, ha prorogato il suddetto termine ultimo.

I dirigenti, pertanto, avranno tempo per compilare il Portfolio sino al 31 agosto 2018.

La proroga è giustificata dai numerosi adempimenti che i dirigenti scolastici devono svolgere al termine dell’anno scolastico.

Valutazione e retribuzione

Anche per il 2017/18, come anticipato dalla nostra redazione, la retribuzione di risultato dei dirigenti non sarà legata alla valutazione, secondo quanto previsto dalla legge n. 107/15 e dalla successiva direttiva Miur n. 36/2016.

nota Miur

Nell’articolo sopra riportato tutte le info sulla compilazione del Portfolio

Concorso Dirigenti prova preselettiva, istruzioni 23 luglio: inizio ore 8, quali documenti portare

da Orizzontescuola

Concorso Dirigenti prova preselettiva, istruzioni 23 luglio: inizio ore 8, quali documenti portare

di redazione

Le istruzioni del Miur per la prova preselettiva del concorso Dirigenti Scolastici, che si svolgerà il 23 luglio nelle sedi indicate dal Miur, a partire dalle ore 8:00.

Inizio ore 8, i documenti

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 8:00.

I candidati dovranno presentarsi nelle rispettive sedi d’esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale nonché di copia della ricevuta del versamento dei diritti di segreteria da esibire al momento delle operazioni di riconoscimento.

Si ricorda che la mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, comunque giustificata e a qualsiasi causa dovuta, comporta l’esclusione dal corsoconcorso.

No cellulari

E’ vietato introdurre in aula cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, tablet, fotocamere/videocamere e ogni strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati. Se eventualmente detenuti, devono essere spenti e depositati prima dell’ingresso in aula, pena l’esclusione dal concorso di chi ne venga trovato in possesso.

È vietato introdurre pen-drive, manuali, testi, appunti di qualsiasi natura che devono essere lasciati fuori dall’aula, pena l’esclusione dal concorso di chi ne venga trovato in possesso. È vietato avvalersi di supporti cartacei per lo svolgimento delle prove. Una volta entrati, occorre lasciare le borse e/o le cartelle ecc., lontano dalle postazioni. I candidati vengono fatti accedere all’aula uno alla volta e ne viene annotata la presenza sul registro d’aula.

Codice personale

Il candidato è tenuto a verificare l’esattezza dei propri dati personali e a firmare il registro. A ciascun candidato verrà fatto estrarre un modulo contenente il codice personale anonimo, che gli sarà quindi consegnato.

Ogni candidato viene fatto accomodare in una delle postazioni disponibili dove troverà visualizzata la schermata di benvenuto. Il candidato inserisce il codice personale anonimo per sbloccare la postazione. Il candidato restituisce, all’incaricato della raccolta, il codice personale, dopo avervi apposto nome, cognome e firma. L’incaricato della raccolta inserisce i codici in una unica busta A4 internografata.

Successivamente il responsabile d’aula comunica la “parola chiave di accesso/inizio della prova” che i candidati dovranno inserire nell’apposita schermata. Una volta inserita la “parola chiave di accesso/inizio della prova” il candidato ha 3 minuti di tempo per leggere le istruzioni; allo scadere dei 3 minuti, oppure cliccando il pulsante inizia il test, il candidato avvierà la prova. Ogni quesito è presentato in una schermata che è possibile eventualmente scorrere utilizzando la barra laterale.

Come si svolge il test

E’ importante ricordare che delle quattro opzioni di risposta solo una è corretta e solo una può essere selezionata. Pertanto il candidato potrà selezionare solo una delle opzioni di risposta. Una volta selezionata la risposta è necessario confermarla cliccando sul pulsante “Conferma e Procedi”. In questo modo il sistema acquisirà la risposta e visualizzerà la domanda successiva. Per l’ultima domanda, cliccando sul pulsante “Conferma e Procedi”, si procederà alla visualizzazione della pagina di riepilogo. Si deve cliccare su “Conferma e Procedi” per tutte le risposte compresa l’ultima.

Sarà sempre possibile tornare alla domanda precedente tramite il tasto “torna alla domanda precedente”. Se si cambia la risposta occorre confermare la modifica tramite il bottone “Conferma e Procedi”.

Durante lo svolgimento della prova sarà sempre possibile accedere alla pagina di riepilogo cliccando sul bottone vai alla pagina di riepilogo.

Nella pagina di riepilogo sono visualizzate tutte le domande. Per ogni domanda è visualizzato un pulsante che sarà o di colore rosso o di colore azzurro. Il pulsante di colore rosso indica che il candidato ha già risposto alla domanda. Il pulsante di colore azzurro indica che il candidato non ha ancora risposto alla domanda. Cliccando su qualsiasi pulsante sarà possibile accedere alla relativa domanda ed eventualmente modificare la risposta. Quando il candidato avrà risposto a tutte le domande dovrà attendere che il tempo previsto per la prova sia terminato.

Si ricorda che nella parte superiore della pagina è sempre possibile tenere sotto controllo il tempo mancante alla fine della prova.

Al termine della prova il candidato è tenuto a non lasciare la propria postazione e ad attendere lo sblocco della postazione da parte del responsabile tecnico d’aula per visualizzare il punteggio ottenuto a seguito della correzione automatica e anonima del proprio elaborato eseguita dall’applicazione. Al termine della prova quindi il responsabile tecnico d’aula si reca su ogni singola postazione e procede a visualizzare il punteggio ottenuto sul monitor del candidato.

Il candidato alla presenza del responsabile tecnico d’aula è tenuto ad inserire il proprio codice fiscale nell’apposito modulo presentato dall’applicazione. Dopo che tutti i risultati di tutti i candidati saranno stati raccolti e caricati verrà prodotto l’elenco dei candidati contenente cognome, nome, data di nascita ed il punteggio da loro ottenuto. Questo elenco sarà stampato ed affisso fuori dall’aula. Successivamente i candidati controfirmeranno il registro cartaceo d’aula per attestare l’uscita e potranno quindi allontanarsi dall’aula.

Le istruzioni

Concorso Dirigenti Scolastici, quali sedi per i candidati. Avviso Miur

Dirigenti scolastici, 212 assunzioni. Restano le reggenze, parte il corso concorso

da Orizzontescuola

Dirigenti scolastici, 212 assunzioni. Restano le reggenze, parte il corso concorso

di Elisabetta Tonni

L’anno scolastico 2018/9 si aprirà con numerose scuole ancora affidate in reggenza. Nel frattempo si svolgerà il nuovo concorso per dirigenti scolastici, ma per arrivare al 2019/20 occorrerà probabilmente semplificare il percorso.

La carenza di dirigenti scolastici sul territorio è stata risolta finora affidando a uno stesso dirigente più scuole (le reggenze), oltre a quella in cui risulta titolare. Dal 1° settembre 2018 ci saranno ancora 1.700 dirigenti reggenti di una o più scuole

Il nuovo concorso indetto dal Miur selezionerà 2.425 nuovi presidi che però entreranno in ruolo solo dall’anno scolastico 2019/20

Le date del concorso

A conti fatti, però i tempi sono troppo stretti e c’è chi teme che neanche la scadenza del 2019/20 potrà essere rispettata. 

Per questo motivo è allo studio un percorso semplificato, anticipato dal Sen. Pittoni (Lega) Concorso Dirigenti Scolastici, Pittoni “percorso semplificato per assumere i nuovi Presidi dal 2019/20”

Assunzioni per l’a.s. 2018/19

Nel frattempo il Miur ha richiesto l’assunzione di 212 dirigenti dalle liste dei concorsi precedenti 

UDIR: mantenere in servizio chi vuole

La proposta di UDIR è di ovviare alle reggenze mantenendo in servizio, su base volontaria, i Dirigenti Scolastici che dovrebbero andare in pensione dal 1° settembre 2018.

Popsophia

POPSOPHIA – FESTIVAL DEL CONTEMPORANEO

“I sogni sono la mia realtà”

CIVITANOVA ALTA – 2/5 Agosto

La serata di sabato 28 luglio al Lido Cluana, dedicata alle sognanti canzoni d’amore di Lucio Battisti, con la presenza di Mogol, apre il Festival nazionale di Popsophia, che dal 2 al 5 agosto si trasferirà nel bellissimo centro storico della città alta.

Dalla Piazza della Libertà al Chiostro di Sant’Agostino, dall’ex Pescheria alla Chiesa di San Francesco, la città sarà invasa da mostre, installazioni, performance, inediti spettacoli filosofico-musicali, laboratori per ragazzi, video conferenze e degustazioni a cura di chef stellati.

“Dreams are my reality, i sogni sono la mia realtà” è il tema che unirà gli appuntamenti delle giornate di Popsophia che si svolgeranno nelle strade e nelle piazze all’interno dell’antica cinta muraria.

Un programma ricco di appuntamenti che, dal pomeriggio a notte inoltrata, coinvolgeranno numerosi ospiti di fama nazionale; dalla eccezionale partecipazione dello scrittore e regista Niccolò Ammaniti alla brillante attrice Lella Costa, dall’eclettico critico d’arte Philippe Daverio al giornalista Leo Turrini, dal critico musicale Paolo Talanca alla scrittrice Eleonora Caruso, dalla sportiva Elisa Di Francisca al divulgatore Riccardo Dal Ferro. E, per combattersi a colpi di classici della filosofia e di fenomeni pop, arriveranno a Civitanova Alta tanti nomi della filosofia italiana – Alessandro Alfieri, Tommaso Ariemma, Leonardo Caffo, Umberto Curi, Massimo Donà, Adriano Fabris, Salvatore Patriarca, Simone Regazzoni, Marcello Veneziani – per entrare nel labile confine che separa il sogno e la veglia, la fantasia dalla realtà.

“Popsophia gioca con il pensiero costruendo contaminazioni inedite e creative – ha dichiarato la direttrice artistica Lucrezia Ercoli – Attraverso scrittori, giornalisti, musicisti e artisti la città storica diventa il laboratorio per indagare e costruire l’immaginario onirico della contemporaneità unendo piacere e conoscenza, godimento e ragionamento”.

“Popsophia – aggiunge l’assessore Maika Gabellieri – è un’eccellenza culturale che contribuisce a rendere Civitanova un centro importante del dibattito nazionale, con la sua originale capacità di entrare nella battaglia delle idee che si svolge oltre i confini regionali”.

“L’amministrazione comunale accoglie con entusiasmo il ritorno a Civitanova Alta di Popsophia che aveva tenuto a battesimo fin dagli esordi – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica – In nessun altro festival la filosofia racconta il presente in forma così originale ed intrigante e per questo noi continuiamo a credere in questo progetto nel comune obiettivo di una fruizione consapevole e partecipata della cultura”.

La partecipazione alle giornate del Festival ha valore di formazione e rientra nelle attività riconosciute dall’Ufficio Regionale Scolastico come valide ai fini dell’aggiornamento docenti.

Nota ARAN 19 luglio 2018, prot.n. 13929

ARAN
Direzione Contrattazione l
UO Settori conoscenza

AI Dirigente scolastico
Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
“Epifanio Ferdinando”
Via Eschilo
72023 Mesagne (BR)
PEC: brisOllOOc@pec.istruzione.it

Nota ARAN 19 luglio 2018, prot.n. 13929

Risposta a nota del 7/6/2018
Prot. ARAN E n 0012344/2018

Oggetto: Contrattazione integrativa sui criteri generali per la determinazione del c.d. “bonus merito” – soggetti e contenuto.

Sport di Classe: approvazione e pubblicazione graduatoria

Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020. Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE). Obiettivo Specifico 10.2 – “Miglioramento delle competenze chiave degli allievi” – Azione 10.2.2 – Azioni di integrazione e potenziamento delle aree disciplinari di base (lingua italiana, lingue straniere, matematica, scienze, nuove tecnologie e nuovi linguaggi, ecc.) con particolare riferimento al primo ciclo e al secondo ciclo e anche tramite percorsi on-line. Avviso pubblico per il potenziamento del progetto nazionale“Sport di Classe” per la scuola primaria – Prot. n. AOODGEFID/ 1047 del 05/02/2018.
Approvazione e pubblicazione graduatoria.

Prot. 23477 del 19 luglio 2018

Educazione&Scuola©

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