Dati Scrutini 2017-2018


Scuola, i dati degli scrutini: alla secondaria di II grado il 22,4% degli studenti deve recuperare almeno un’insufficienza. Nel I grado aumentano i promossi

(Lunedì, 20 agosto 2018) Meno bocciati agli scrutini di giugno nella scuola secondaria di II grado, ma aumentano studentesse e studenti che devono recuperare almeno una insufficienza per essere ammessi alla classe successiva. In crescita i promossi nel l primo ciclo. È la fotografia che emerge dalle rilevazioni sugli esiti degli scrutini finali delle scuole secondarie di I e II grado e degli Esami conclusivi del I ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2017/2018.

La secondaria di I grado
Promossi in aumento: gli ammessi alla classe successiva sono il 98,1%, contro il 97,7% del 2016/2017. A livello regionale, il tasso di ammissione alla classe successiva più elevato si registra in Basilicata (99,1%) e, a seguire, in Puglia e nel Molise (entrambe con il 98,7%). Aumentano anche gli ammessi all’Esame di Stato: negli scrutini di giugno sono stati il 98,4%, contro il 98% di un anno fa. In calo, invece, studentesse e studenti che hanno conseguito la licenza: sono il 99,5% quest’anno, contro il 99,8% del 2016-2017.

La secondaria di II grado
Nelle scuole secondarie di II grado il 7,1% delle studentesse e degli studenti dovrà ripetere l’anno scolastico. Una lieve flessione rispetto all’anno scolastico passato, il 2016/2017, quando i non ammessi alla classe successiva sono stati il 7,5%. Il calo è pressoché omogeneo tra tutti i percorsi di studio, anche se resta confermato il maggior picco di ripetenze negli Istituti professionali (con l’11,9% dei non ammessi) e negli Istituti tecnici (con il 9,5%). Il primo anno di corso è quello che sembra presentare le maggiori criticità con la percentuale più alta di non ammessi alla classe successiva (l’11,2%).

Gli scrutini di fine anno nella secondaria di II grado fanno emergere anche un incremento delle sospensioni di giudizio: alunne e alunni che devono recuperare almeno un’insufficienza sono il 22,4%, contro il 21,7% del 2016/2017. Sardegna e Lombardia, rispettivamente con il 28,6 e il 26,2% di studentesse e studenti con giudizio sospeso, sono le regioni con le percentuali più alte. Puglia e Calabria quelle con le più basse (con 16 e 16,8%). Negli Istituti tecnici la percentuale maggiore di alunne e alunni con insufficienze da recuperare (il 26,8), subito dietro gli Istituti professionali (con il 24%) e quindi i Licei (con il 19,2%).

Risultano al momento ammessi alle classi successive (in attesa delle verifiche finali per chi ha un giudizio sospeso) il 70,5% delle studentesse e degli studenti. Nei Licei il picco dei promossi, con il 76,7% del totale degli alunni. Una percentuale che è del 64,1% negli Istituti professionali e del 63,7 negli Istituti tecnici. Umbria (con il 78,2%), Calabria (con il 77,6%) e Puglia (77,3%) risultano essere le regioni con la più alta percentuale di alunni che hanno superato l’anno scolastico. Sardegna e Lombardia quelle con la più bassa.

Se i test Invalsi bocciano i «100 e lode» al Sud

da Il Sole 24 Ore

Se i test Invalsi bocciano i «100 e lode» al Sud

di Giorgio Allulli

Secondo i risultati degli esami di maturità gli studenti del Sud sarebbero molto più bravi degli studenti del Nord; in Puglia il 10,8% dei ragazzi ha preso 100 o 100 e lode agli esami, in Calabria il 10,7%, in Campania l’8,4%, Al contrario in Veneto solo il 6% ha ottenuto questi risultati, in Piemonte il 5,3%, in Lombardia il 4,3%.

Complimenti a questi studenti. Peccato che da molti anni a questa parte i risultati delle prove standardizzate nazionali distribuite dall’Invalsi indichino esattamente il contrario.

Cioè esiste un forte divario di competenze linguistiche e matematiche, ma a favore degli studenti delle scuole del Nord, e del Nord-est in particolare. Indicazioni che sono puntualmente confermate anche dagli esiti delle prove standardizzate distribuite dalle organizzazioni internazionali come l’Ocse e la Iea.

Pochi però sembrano scandalizzarsi per il fatto che il nostro sistema scolastico gratifica gli studenti che ottengono risultati peggiori nelle prove standardizzate rilasciando loro votazioni più alte. E questo a danno futuro (negli eventuali concorsi pubblici) degli studenti che ottengono risultati migliori. E per il fatto che in questo modo gli studenti del Sud non vengono stimolati ad ottenere prestazioni simili ai colleghi del Nord, perché un buon voto lo ottengono anche con una preparazione più bassa. Creando dunque per questi ragazzi un danno immediato in termini di preparazione realmente acquisita, mascherata da un voto fasullo. E per il fatto che l’esame di maturità, così come è concepito e messo in pratica, perde ancora di più il suo significato di verifica effettiva della preparazione dei ragazzi.

Un esito così iniquo, per gli studenti sia del Nord che del Sud, passa regolarmente, o quasi, sotto silenzio. Questa difformità di giudizi su base locale dimostra che non abbiamo un sistema scolastico omogeneo, che i criteri di valutazione differiscono su base locale e che dunque anche gli standard di insegnamento e le prestazioni dei ragazzi attese da parte dei docenti sono più bassi al Sud. Con tanti saluti all’equità del sistema. Questa ipotesi è inquietante, perché significa che abbiamo un sistema scolastico meridionale che non solo produce risultati peggiori, ma che è anche destinato a riprodursi ad un regime più basso di quello settentrionale, a tutto danno degli stessi ragazzi, perché le aspettative dei docenti nei loro confronti sono più basse.

Si tratta di squilibri gravi, che vanno ad incidere sugli stessi diritti di cittadinanza, che non sono equamente garantiti su tutto il territorio nazionale, come vorrebbe la Costituzione. Favorire una maggiore uniformità del sistema, e dei criteri di valutazione, non sarebbe difficile; basterebbe fare come in Francia e in Inghilterra, dove le prove scritte degli esami finali del ciclo secondario (Baccalaureat e A level) sono corrette a livello centrale; anche l’introduzione di almeno una prova standardizzata all’interno dell’esame finale favorirebbe un giudizio più equo.

La sperimentazione, da parte dell’Invalsi, della somministrazione informatizzata delle prove, che ha dato un esito tutto sommato positivo, dimostra la fattibilità di un percorso simile. La direzione intrapresa dal nostro sistema scolastico è invece quella esattamente opposta: a partire dal prossimo anno verrà aumentato il peso del curriculum scolastico precedente all’interno del voto finale dell’esame di maturità ed espunta dall’esame la prova standardizzata, che verrà somministrata in un momento diverso, dando luogo a una certificazione autonoma; si otterrà così il risultato di aumentare l’autoreferenzialità del voto finale rilasciato dalla scuola e di produrre due certificazioni diverse del livello di apprendimenti raggiunto dallo studente.

Lo Stato finirebbe dunque per certificare un doppio esito scolastico, molto probabilmente discordante al suo interno, creando confusione tra chi (sistema universitario e sistema produttivo) dovrebbe utilizzare i risultati scolastici come importante riferimento per le proprie strategie di reclutamento, e tra gli stessi studenti, il cui reale valore accademico resterebbe sfocato.

In Puglia a scuola da giovedì 20 settembre. A Bolzano si parte il 5

da Il Sole 24 Ore

In Puglia a scuola da giovedì 20 settembre. A Bolzano si parte il 5

di Enrico Bronzo

I primi a rientrare in classe saranno gli studenti di Bolzano, il 5 settembre. A Roma e il Lazio si andrà a scuola dal 17 settembre. L’ultima sarà la Puglia dove le lezioni inizieranno il 20 settembre (ma poi con l’autonomia scolastica può essere scelta una data diversa a patto di rispettare il numero di giorni di lezione).

Festività e ponti
Questo l’elenco delle festività e dei ponti fissato per il 2019:
– tutte le domeniche;
– 1° novembre
– 8 dicembre
– 25 dicembre
– 26 dicembre
– 1° gennaio
– 6 gennaio
– 21 aprile – Pasqua
– 22 aprile, lunedì dell’Angelo
– 25 Aprile, festa della Liberazione
– 1° maggio, festa del Lavoro
– 2 giugno, Festa della Repubblica
– Festa del santo patrono.
Le vacanze di  Natale inizieranno il 24 dicembre 2018 e termineranno il 5 gennaio 2019 (l’Epifania cade di domenica).

Il calendario regione per regione
* VALLE D’AOSTA
Ritorno a scuola: 12 settembre 2018
Termine lezioni: 12 giugno 2019
* TRENTO
Ritorno a scuola: 12 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* BOLZANO
Ritorno a scuola: 5 settembre 2018
Termine lezioni: 15 giugno 2019
Vacanze invernali: dal 4 al 10 marzo
* VENETO
Ritorno a scuola: 12 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* FRIULI VENEZIA GIULIA
Ritorno a scuola: 10 settembre 2018
Termine lezioni: 12 giugno 2019
* PIEMONTE
Ritorno a scuola: 10 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* LOMBARDIA
Ritorno a scuola: 12 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* LIGURIA
Ritorno a scuola: 17 settembre 2018
Termine lezioni: 11 giugno 2019
* EMILIA ROMAGNA
Ritorno a scuola: 17 settembre 2018
Termine lezioni: 7 giugno 2019
* TOSCANA
Ritorno a scuola: 17 settembre 2018
Termine lezioni: 10 giugno 2019
* UMBRIA
Ritorno a scuola: 12 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* LAZIO
Ritorno a scuola: 17 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* ABRUZZO
Ritorno a scuola: 10 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* MARCHE
Ritorno a scuola: 17 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* CAMPANIA
Ritorno a scuola: 12 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* MOLISE
Ritorno a scuola: 13 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* BASILICATA
Ritorno a scuola: 10 settembre 2018
Termine lezioni: 12 giugno 2019
* CALABRIA
Ritorno a scuola: 17 settembre 2018
Termine lezioni: 8 giugno 2019
* PUGLIA
Ritorno a scuola: 20 settembre 2018
Termine lezioni: 12 giugno 2019
* SICILIA
Ritorno a scuola: 12 settembre 2018
Termine lezioni: 11 giugno 2019
* SARDEGNA
Ritorno a scuola: 17 settembre 2018

* A Bolzano è prevista una settimana di vacanze invernali dal 4 al 10 marzo .

Concorsi docenti non abilitati, solo al nord e solo per alcune materie

da Orizzontescuola

Concorsi docenti non abilitati, solo al nord e solo per alcune materie

di redazione

Lo staff del Ministro dell’istruzione Bussetti è al lavoro per l’indizione dei concorsi destinati ai docenti non in possesso di abilitazione.

Quali concorsi ordinari sono previsti

Si tratta dei due concorsi previsti dal decreto legislativo n. 59 del 13 aprile 2017:

  • concorsi per docenti con 3 anni di servizio negli ultimi otto
  • concorsi per laureati con 24 CFU in disciplineantropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche

I concorsi, presumibilmente, non potranno essere banditi prima del 2019, numerosi sono infatti i passaggi necessari per la stesura di Regolamento, decreto e bando. C’è quindi ancora tempo per cumulare il servizio necessario per accedere al primo dei concorsi.

In quali regioni e per quali province

Scrive Corrado Zunino su Repubblica Lo staff del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sta lavorando a un possibile concorso ordinario realizzato nel 2019 solo nelle province che necessitano di nuovi docenti (quelle lombarde, per esempio) e per le materie ancora scoperte (quelle scientifiche). Le graduatorie al Sud, invece, sono tutte ampiamente riempite e questo ministero non è intenzionato a bandire altri concorsi in quelle aree

Bussetti aveva già anticipato la volontà di riformare il sistema parlando di concorsi per docenti su base regionale a partire dal 2019. “ Significa – ha affermato – che prima di fissare le prove spiegheremo a tutti i candidati quanti posti sono disponibili in una regione e su quali discipline. Devono essere consapevoli prima di partecipare “.

La seconda novità dei concorsi dovrebbe essere di vincoli di permanenza nella stessa provincia, senza la possibilità di richiedere né trasferimento né assegnazione provvisoria.

Edilizia scolastica, Giorgetti: a settembre piano del Governo per rendere sicure le scuole

da Orizzontescuola

Edilizia scolastica, Giorgetti: a settembre piano del Governo per rendere sicure le scuole

di redazione

Nei giorni scorsi, abbiamo riferito sulle risorse stanziate ma non spese per l’edilizia scolastica, a causa di lentezze burocratiche e mancata progettazione degli enti responsabili.

Edilizia scolastica, speso un decimo delle risorse a disposizione

Sul tema dell’edilizia scolastica, come riferisce rainews.it, è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, il quale ha annunciato un piano del Governo per mettere in sicurezza strade e scuole.

L’esecutivo, ha dichiarato Giorgetti, “è determinato a varare a settembre una grande operazione di messa in sicurezza infrastrutturale del Paese. Un piano che non riguarderà solo la rete autostradale, i ponti, i viadotti, gli acquedotti, ma anche le scuole e le situazioni di rischio causate dal dissesto idrogeologico

Nota 20 agosto 2018, AOODGPER 36820

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico – Ufficio III
Reclutamento del personale docente ed educativo

Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Agli Ambiti Territoriali Provinciali
LORO SEDI
Alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
LORO SEDI

Nota 20 agosto 2018, AOODGPER 36820

OGGETTO: Graduatorie di istituto personale docente ed educativo. D.D.G. 11/07/2018 n. 1069. Apertura funzioni POLIS per l’inserimento del titolo di specializzazione per il sostegno e per la scelta delle sedi (mod. B).