Restituire dignità alla direzione delle scuole

Restituire dignità alla direzione delle scuole

E’ apparsa sul quotidiano “La Repubblica” del 18.09.2018 la lettera di una dirigente scolastica veneta nella quale annuncia di aver fatto ricorso al giudice del lavoro nei confronti della Amministrazione scolastica rispetto all’assegnazione di un’altra scuola in reggenza, a circa 60 km rispetto alla sua principale sede di titolarità.

 

Che un dirigente scolastico, oltre a presentare ricorso in merito all’assegnazione di una reggenza in dissenso con l’Amministrazione, esponendosi alle conseguenze di un giudizio, renda nota pubblicamente la sua posizione è indice della gravità della condizione di lavoro dei dirigenti scolastici.

 

La collega con coraggio si espone rispetto alla comune condizione  di altri 1748 dirigenti scolastici impegnati in questo a.s. in una o due scuole in reggenza oltre quella di titolarità: una situazione che, su circa 8290 scuole statali, vede quasi la metà delle scuole italiane rette, oggi, da un preside ‘condiviso’.

 

Colpisce della lettera la ragione che è a fondamento del ricorso: non tanto le distanze tra le scuole, il numero dei plessi, la fatica connessa al doppio incarico, ma la tutela della propria dignità, umana e professionale, lesa dalla attribuzione plurima di scuole, seppur legittima dal punto di vista contrattuale. «L’ho fatto – scrive la dirigente – per impossibilità a fare bene il lavoro di cura, di gestione, di governo che mi viene affidato. E l’ho fatto per la dignità. La dignità di tutti i presidi che amano il proprio lavoro».

Un appello, consapevole e chiaro, attuato per la via giurisdizionale, in difesa del valore del proprio compito direttivo e la richiesta di essere messa nella condizione di poterlo agire: il compito di esercitare una direzione autenticamente formativa, oltre che gestionale ed organizzativa, a fronte della evidente emergenza educativa in atto.

 

Una direzione delle scuole che continua, anche quest’anno, ad essere in forte sofferenza a causa di ritardi e scelte non funzionali.

E questo non è, appunto, dignitoso.

 

Riteniamo, per questo, necessario che il Governo italiano affronti le seguenti scelte:

  • disporre subito l’esonero totale dal servizio ai docenti vicari dei dirigenti titolari nelle scuole di reggenza, come ha recentemente annunciato il Ministro Bussetti;

  • introdurre, non oltre la fine di novembre, una modifica legislativa delle procedure del Concorso per dirigenti scolastici in corso di svolgimento, in modo da concludere con certezza le nomine nell’agosto 2019;

  • predisporre gli atti formali per bandire un nuovo concorso per i posti di dirigente scolastico che  saranno necessari  già dal settembre 2019 e nel seguente anno;

  • reintrodurre l’istituto dell’incarico annuale di direzione scolastica a docenti esperti sulle sedi vacanti, all’interno di un processo normativo di revisione del ruolo e dei compiti della dirigenza scolastica;

  • garantire a livello territoriale dimensionamenti delle istituzioni scolastiche con numeri mai superiori a mille alunni, così da renderle funzionali alla creazione di adeguate comunità di apprendimento.

 

La dignità, dei presidi, dei docenti e degli studenti, è un bene  troppo prezioso!

Continuità didattica dei docenti per il sostegno

Continuità didattica dei docenti per il sostegno

L’Osservatorio Scolastico AIPD ricorda che la legge n° 107/15 della “buona scuola”, al comma 181 lett. c) punto 2, ha espresso il principio di garantire la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione.

In verità l’art. 14 del D.Lgs. n° 66/17, applicativo di tale legge, non ha soddisfatto in pieno questo principio, in quanto non può ancora garantirsi in concreto la continuità di un docente da un anno al successivo, mancando un decreto ministeriale che regolamenti questa possibilità.

Però, il comma 4 dell’art. 14 garantisce da subito almeno la continuità di un solo docente nel corso dello stesso anno scolastico, richiamando espressamente l’articolo 461 del Testo Unico (D.Lgs. n° 297/94) che recita testualmente:

“1. Non si dà luogo a spostamenti di personale dopo il ventesimo giorno dall’inizio dell’anno scolastico (1 settembre, n.d.r.), anche se riguardano movimenti limitati all’anno scolastico medesimo e anche se concernenti personale delle dotazioni organiche aggiuntive.
2. I provvedimenti che comportino movimenti di personale già in attività di insegnamento, adottati dopo il ventesimo giorno dall’inizio dell’anno scolastico, salvi gli effetti giuridici, sono eseguiti, per quanto riguarda il raggiungimento della nuova sede, dopo l’inizio dell’anno scolastico successivo.”

Ciò significa che i docenti di sostegno che hanno iniziato ad insegnare in una scuola non possono essere spostati in altra sede dopo il 20 settembre.
Questa norma evita l’avvicendarsi di più di un docente di sostegno nel corso dello stesso anno scolastico, cosa che invece avviene in maniera frequente, specie nei primi mesi di ogni anno scolastico.

Si raccomanda alle associazioni di ricordare e diffondere questa norma tra le famiglie, le scuole e gli Uffici Scolastici Regionali, in modo da far valere il diritto alla continuità almeno durante lo stesso anno scolastico.

Sicurezza, Bussetti: pronti 3,6 milioni per istituti in Molise colpiti dal sisma

da Il Sole 24 Ore

Sicurezza, Bussetti: pronti 3,6 milioni per istituti in Molise colpiti dal sisma

«La sicurezza delle nostre scuole rappresenta una priorità. E voglio dimostrarlo con i fatti. Ho firmato in queste ore un decreto che stanzia 3,6 milioni per mettere in sicurezza gli edifici di tre istituti scolastici dichiarati inagibili dopo le scosse di terremoto che hanno il colpito il Molise ad agosto». Lo ha annunciato su Facebook il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.Le risorse stanziate provengono dal cosiddetto Fondo emergenze (decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 28 agosto 2018, n. 603). L’assegnazione è avvenuta su richiesta della Regione Molise, a seguito delle verifiche della Protezione civile che ha dichiarato le scuole inagibili.

I fondi
Le tre scuole che otterranno il finanziamento per la messa in sicurezza sono: il Liceo linguistico e pedagogico di Guglionesi (CB) per il quale è previsto uno stanziamento di 2.550.000 di euro; la Scuola primaria e secondaria via Jovine del Comune di Portocannone (CB) che avrà a disposizione 1.053.000 di euro; la Scuola primaria e di infanzia via Roma del Comune di Tavenna (CB) alla quale arriveranno 80.000 euro.

«Supporto agli enti locali»
«Stiamo lavorando velocemente – ha spiegato Bussetti – per dare una risposta ai ragazzi, alle loro famiglie, alle comunità scolastiche. La scuola è per i nostri studenti una seconda casa. Devono sentirsi protetti al suo interno e devono poter tornare alla normalità quanto prima. Siamo al fianco degli enti locali, delle regioni, del nostro Ufficio scolastico: continueremo a dare il supporto necessario e a collaborare con loro. Per la ripartenza del territorio e per il futuro dei nostri giovani».

Vigili e telecamere anti-spaccio: Roma aderisce a «Scuole sicure»

da Il Sole 24 Ore

Vigili e telecamere anti-spaccio: Roma aderisce a «Scuole sicure» 

Per combattere lo spaccio nelle scuole il Campidoglio punta su vigili e telecamere di sorveglianza. A prevederlo è il progetto “Scuole Sicure” messo a punto dal Comune di Roma per accedere ai fondi del ministero dell’Interno e destinati alle attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli edifici scolastici. Roma Capitale è beneficiaria di un finanziamento di oltre 724 mila euro.

La lista degli istituti
«In base alle indicazioni ricevute dai Municipi e dai gruppi territoriali della Polizia Locale, sono stati individuati gli istituti maggiormente esposti al fenomeno: le sedi segnalate sono 51 in totale, 30 delle quali avranno la priorità nell’applicazione delle misure previste», spiega il Campidoglio. Nella lista complessiva stilata compaiono, a quanto si apprende, diversi istituti noti della Capitale: dai centralissimi licei Virgilio e Cavour all’Avogadro, dall’istituto Tommaso Salvini fino agli istituti Aristofane e Tullio Levi Civita.

Il progetto
Si svilupperà attraverso l’installazione di telecamere di videosorveglianza all’esterno delle scuole. Previsto anche l’incremento di personale della polizia locale per garantire maggiori controlli e vigilanza, in particolar modo negli orari di ingresso e di uscita degli studenti. Spazio anche alla realizzazione di campagne educative e formative in collaborazione con gli istituti. «Ringraziamo il ministero dell’Interno che ha individuato Roma tra le principali città italiane per la fase sperimentale del progetto ‘Scuole Sicure’. Con le azioni che saranno messe in campo, in stretta sinergia con Prefettura e presidi, l’obiettivo è quello di assicurare un controllo più capillare e incisivo nei pressi delle scuole, spesso terreno fertile per gli spacciatori di sostanze stupefacenti. Vogliamo che i nostri ragazzi crescano in luoghi sani dove studiare e formarsi, e acquistino consapevolezza dei rischi legati alla diffusione delle droghe», afferma la sindaca Virginia Raggi.

Scuola digitale, mancano wifi e banda larga. E tra Nord e Sud c’è un abisso

da Corriere della sera

Scuola digitale, mancano wifi e banda larga. E tra Nord e Sud c’è un abisso

Il sondaggio di Skuola.net: il 28% degli studenti ha a disposizione un tablet, il doppio rispetto a un anno fa. Le aule computer presenti in 9 scuole su 10: ma il 34% dei ragazzi non l’ha mai usata. E al Sud sale al 52%

Valentina Santarpia

I device non mancano, anzi sono praticamente raddoppiati rispetto a 12 mesi fa: il 28% degli studenti italiani frequenta una classe in cui hanno a disposizione un tablet. Peccato però che poi uno studente su 4, il 23% non abbia una rete wifi che connetta la propria classe. Mentre ancora si discute se sia legittimo vietare il cellulare in classe, gli ultimi aggiornamenti sulla scuola digitale li fornisce Skuola.net, con un campione di 8500 interviste (il 10% degli studenti, 8,5 milioni) che denunciano, ancora una volta, una «tecnologia a singhiozzo» e un gap ancora profondo tra Nord e Sud.

Le aule computer, ad esempio, sono presenti in 9 istituti su 10 ma solo nel 39% dei casi vengono usate frequentemente (21% tutti i giorni, 18% almeno una volta alla settimana); il 17% accende i pc almeno una volta al mese. Ma deve preoccupare il fatto che il 34% (che al Sud sale al 52%) non l’abbia mai usata, pur avendola a disposizione. La Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) – l’87% degli studenti dice di averla disposizione – è molto più utilizzata: il 44% l’accende tutti i giorni (54% al Nord), il 16% almeno una volta alla settimana, solo il 10% una volta al mese. La quota di quanti ce l’hanno ma non la usano, nel caso della LIM, si ferma al 17%. Con le scuole del Sud che, anche in questo caso, arrancano: il 32% dei ragazzi del Meridione sostiene che nella propria classe la LIM c’è ma è perennemente spenta.

Wifi, questo sconosciuto

Il problema vero riguarda la connessione. Il 33% degli studenti non riesce a connettersi dalla propria scuola, il 31% deve accontentarsi di una connessione via cavo LAN, cioè «fisica», il 13% deve accontentarsi della connessione presenti in alcune aree comuni della scuola, perché il wifi non è abbastanza potente da coprire tutto l’istituto. Tra l’altro a una velocità che il 16% giudica scadente e il 26% discreta.

Prof digitali cercasi

I docenti digitali sono sempre di più: in circa 7 classi su 10 i docenti utilizzano materiali trovati online (foto, video, presentazioni, articoli, ecc.) per approfondire le lezioni: nel 42% dei casi lo fanno tutti i prof, nel 30% solo alcuni. Nel 50% dei casi viene usata la LIM, in 1 caso su 4 gli strumenti personali dell’insegnante; 1 studente su 10 è autorizzato a usare il proprio smartphone. Al Sud la situazione è più drammatica: il 52% degli studenti è ancora costretto a seguire lezioni esclusivamente di tipo tradizionale. I ritardi e le lentezze non riguardano solo gli strumenti, ma anche l’uso degli strumenti: solamente il 48% degli intervistati (l’82% al Sud) dice che il proprio istituto ha organizzato corsi sull’uso dei programmi di produttività, sul coding, e così via ma. Va leggermente meglio in tema di cittadinanza digitale (cos’è il cyberbullismo e come affrontarlo, come difendersi dalle truffe online, ecc.): la percentuale di lezioni dedicate all’argomento qui sale al 62% (ma al Sud non va oltre il 25%). Alla fine, però, appena il 28% del campione dice di aver arricchito il proprio bagaglio di conoscenze digitali proprio grazie alla scuola; un altro 28% giusto su qualche aspetto; il 44% poco o niente. «Di strada da fare ce n’è ancora tanta- conclude Skuola.net- Ma almeno siamo partiti».

E se fa male?

Ma la domanda, quando si parla di tecnologie a scuola, è sempre la stessa: fa male, fa bene, non si rischiano effetti collaterali sui ragazzi? Giovanni Vannini, esperto di social media, precisa: «La tecnologia non è cattiva in sé: contribuisce a creare una interrealtà in cui reale e virtuale convivono, si fondono e si scambiano inscindibilmente cause ed effetti sulla vita di ognuno di noi. I dispositivi vanno usati dove e come e quando è bene farlo, quando serve, è utile: si possono utilizzare i social media e le tecnologie tutte come abilitatori di gioco, relazione, apprendimento».

La difficile gestione quotidiana delle scuole

La difficile gestione quotidiana delle scuole:
urge un’intesa politica per superare problemi vecchi e nuovi

Nei giorni scorsi abbiamo svolto una serie di incontri con le competenti direzioni generali del Miur per denunciare le numerose problematiche presenti nelle scuole in questo difficile avvio dell’anno scolastico: reggenze dirigenti scolastici e DSGA, contratti individuali di lavoro cococo, migliaia di cattedre vuote, insufficienza organico ATA, disfunzionalità SIDI, relazioni sindacali.

Tali incontri, che pure hanno avuto il merito di porre con chiarezza l’importanza delle problematiche gestionali e organizzative di cui soffrono le scuole e l’urgenza di dare ad esse una risposta, non hanno dato, ad oggi, i risultati attesi. Eppure, molti problemi sono risolvibili nell’immediato anche a costo zero, quindi ci aspettiamo che la politica batta un colpo in tempi rapidi.

ADHD, “disturbo da deficit dell’attenzione sottostimato tra gli adulti”

Redattore Sociale del 24-09-2018

ADHD, “disturbo da deficit dell’attenzione sottostimato tra gli adulti”

Si stima che ne soffra tra il 4,5 e il 5,9 per cento della popolazione adulta (soprattutto maschile) ma solo una minima parte riceve diagnosi e trattamento. Le Ausl dell’Emilia-Romagna: “Serve lavorare in continuità con la neuropsichiatria infantile e strutturare la risposta per questa domanda. L’ADHD può essere concausa dell’invalidità civile”

BOLOGNA. Impulsività, inattenzione, condotte a rischio, bassa autostima, tendenza all’isolamento sociale, vulnerabilità psicopatologica, difficoltà di organizzarsi nel lavoro e nello studio, essere iper-controllanti, logorroici, incapaci di stare seduti, con una tendenza all’obesità. Sono solo alcuni dei campanelli d’allarme che possono portare a una diagnosi di ADHD, il Deficit dell’attenzione con iperattività, nell’età adulta. Si stima che ne soffra tra il 4,5 e il 5,9 per cento della popolazione adulta (soprattutto maschile) ma, nonostante ciò, solo una minima parte di essi riceve diagnosi e trattamento. Di questo si è parlato questa mattina a Bologna in occasione del convegno regionale “Il disturbo da Deficit dell’attenzione con iperattività nell’età adulta”.

L’ADHD affonda sempre le radici nell’età infantile: con gli anni e la crescita può recedere spontaneamente ma anche persistere, come si stima avvenga nel 58/70 per cento dei casi. “Il disturbo si manifesta in maniera diversa in bambini e adulti – spiega Rita Di Sarro dell’Ausl di Bologna –. Crescendo, diminuisce l’iperattività ma aumenta l’inattenzione e la disorganizzazione. Va poi tenuto conto delle variazioni ambientali e delle psicopatologie associate. Questo perché i pazienti, crescendo, possono ‘migliorare’, ‘adattarsi’. In età adulta l’ADHD si associa ad altre patologie: depressione, ansia, disturbi della personalità, uso e abuso di alcol e/o sostanza stupefacenti, gioco d’azzardo”. Di Sarro ripercorre i cosiddetti sintomi ‘sentinella’: disorganizzazione, incapacità di ricordare le scadenze, tendenza a procrastinare, problemi di gestione del tempo, impulsività, instabilità nel lavoro e nelle relazioni, disturbi nel sonno e/o alimentari.

Il quadro, insomma, è sempre molto complesso e la difficoltà diagnostica in età adulta è evidente. È necessario, allora, cercare di ricostruire nella maniera più accurata possibile l’eziologia multifattoriale: per questo serve conoscere i fattori biologici pre-peri-natali, quelli genetici e quelli ambientali e familiari. La ricostruzione dei sintomi sentinella con i familiari e le persone più vicine al paziente è uno strumento imprescindibile, per cercare di tratteggiare un contesto preciso. Dall’altro lato, è fondamentale che i professionisti della salute mentale siano formati sul tema, per quanto sino a oggi decisamente sottostimato. “Un altro rischio – in età adulta come in età infantile – è quello di sovradiagnosticare o sotto-diagnosticare il disturbo – conferma Simona Chiodo, neuropsichiatra infantile dell’Ausl di Bologna –. Per questo serve la massima conoscenza e una decisa fluidità di comunicazione”. Fluidità di comunicazione a cui si appella anche Corrado Cappa dell’Ausl di Piacenza, responsabile del team che a Piacenza si occupa di ADHD negli adulti: “Noi ci occupavamo di autismo in età adulta e ci siamo ritrovati a lavorare anche sull’ADHD – ammette –. Per ora ce ne siamo occupati in maniera sommersa. Gli studi sono riguardo sono giovani, ma serve una strutturazione e un continuum con il lavoro fatto dalla neuropsichiatria in età infantile. Tanti casi che seguiamo sono pazienti che ci vengono inviati proprio dalla neuropsichiatria: lavorare in continuità va a vantaggio di tutti. Molti altri casi, però, arrivano ex novo dall’esterno. Questo comporta difficoltà maggiori, perché del paziente non si sa nulla”.

Ma come si procede per la diagnosi di un caso di ADHD nell’età adulta in Emilia-Romagna? “Si parte da un colloquio e dall’osservazione clinica – spiega Riccardo Sabatelli dell’Ausl della Romagna –. Vengono poi utilizzati gli strumenti diagnostici, anche testistici per la diagnosi differenziale. Infine si esegue una valutazione neuropsicologica”. Secondo le linee di indirizzo regionali, il trattamento farmacologico è la prima scelta a meno di una differenze decisione da parte del paziente: “Il tutto avviene con il monitoraggio di uno psichiatra o di un altro specialista competente nella diagnosi e nel trattamento dell’ADHD. Questo perché il trattamento farmacologico non è che una parte di un programma integrato che tiene insieme gli aspetti psicologici e i bisogni comportamentali, educativi e professionali del paziente”. La presa in carico è in capo ai Csm (Centri di salute mentale) o ai SerT nei casi di dipendenza. Se necessario, si procede all’invio a uno dei 3 centri ADHD adulti individuati in Emilia-Romagna: Area Emilia Centrale, seguito da Rita Di Sarro; Area Romagna, seguito da Riccardo Sabatelli; Area Emilia Nord, seguito, come anticipato, da Corrado Cappa.

Una diagnosi in età adulta di ADHD può portare al riconoscimento dell’invalidità civile: fino a ora, è sempre stata accompagnata da una serie di altre patologie (autismo, bipolarismo, disturbi comportamentali) che contribuiscono a dimostrare la portata del caso. “Quando ci si reca davanti alla commissione per vedersi riconosciuta l’invalidità anche per ADHD, è sempre meglio essere accompagnati dai medici di riferimento – spiegano i responsabili delle Ausl regionali –, questo perché spesso chi è chiamato a giudicare ignora questo disturbo”.

di Ambra Notari

Fondi per disabilità in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 24 settembre, ha approvato l’adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante “Riparto del contributo di 75 milioni di euro per l’anno 2018 a favore delle Regioni a statuto ordinario e degli enti territoriali che esercitano le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche e sensoriali”


FONDI PER GLI ALUNNI CON DISABILITÀ

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, visto il mancato raggiungimento nei termini previsti dell’intesa nella Conferenza unificata, a norma dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ha deliberato l’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante “Riparto del contributo di 75 milioni di euro per l’anno 2018 a favore delle Regioni a statuto ordinario e degli enti territoriali che esercitano le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche e sensoriali”, predisposto a norma dell’articolo 1, comma 947 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

Nota 24 settembre 2018, AOODGOSV 16511

Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali
LORO SEDI
All’Intendente Scolastico della provincia di
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca
BOLZANO
All’ Intendente Scolastico per la scuola in lingua località ladine
BOLZANO
AI Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia di
TRENTO
AI Sovrintendente agli studi della Valle D’Aosta
AOSTA
Ai Dirigenti Scolastici delle Scuole di ogni ordine e grado
LORO SEDI
e, p,C,
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo di Gabinetto dell’On.le Ministro
AI Capo Segreteria Tecnica dell’On.le Ministro
AI Capo Ufficio Stampa
SEDE

Nota 24 settembre 2018, AOODGOSV 16511

Oggetto: Seconda Edizione della Fiera Didacta Italia – Firenze, 18-20 ottobre 2018.

Decreto Ministeriale 24 settembre 2018

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Decreto Ministeriale 24 settembre 2018

Delega di funzioni, per taluni atti di competenza del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Sottosegretario di Stato prof. Salvatore Giuliano. (18A06668)

(GU Serie Generale n.242 del 17-10-2018)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni,
recante disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei ministri, e in particolare l’art. 10
relativo ai Sottosegretari di Stato;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, recante riforma dell’organizzazione del Governo, a
norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e in particolare
gli articoli 7, 49 e 50;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e in
particolare l’art. 4, che individua le funzioni di competenza
dell’organo di vertice delle amministrazioni statali, distinguendole
dagli atti di competenza dei dirigenti, e l’art. 14 che definisce gli
ambiti di esercizio di dette funzioni dell’organo di vertice;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, recante
disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in
applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e, in particolare, l’art. 1, commi 1, 5 e 11;
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172, recante istituzione del
Ministero della salute e incremento del numero complessivo dei
Sottosegretari di Stato;
Visto l’art. 15, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009,
n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,
n. 26;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 2009,
n. 16, recante regolamento per la riorganizzazione degli Uffici di
diretta collaborazione presso il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11
febbraio 2014, n. 98, recante il regolamento di organizzazione del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 2018,
recante, tra gli altri, la nomina del dott. Marco Bussetti a Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2018,
recante, fra gli altri, la nomina a Sottosegretario di Stato per
l’istruzione, l’universita’ e la ricerca del prof. Salvatore
Giuliano;
Ritenuto di delegare la trattazione di alcune materie al suddetto
Sottosegretario di Stato;

Decreta:

Art. 1

  1. Al prof. Salvatore Giuliano, Sottosegretario di Stato del
    Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’
    conferita la delega a trattare, sulla base delle indicazioni del
    Ministro, gli affari inerenti alle materie indicate al successivo
    art. 2.
  2. Resta ferma la competenza del Ministro sugli atti e
    provvedimenti per i quali una espressa disposizione di legge o di
    regolamento escluda la possibilita’ di delega, nonche’ quelli che,
    sebbene delegati, siano dal Ministro specificatamente a se’ avocati o
    comunque direttamente compiuti.
  3. Al coordinamento necessario all’attuazione del presente decreto
    provvede l’ufficio di Gabinetto.

Art. 2

  1. Al prof. Salvatore Giuliano e’ conferita la delega a trattare le
    seguenti materie:
    a) semplificazione e supporto all’attivita’ delle istituzioni
    scolastiche autonome;
    b) organizzazione generale dell’istruzione scolastica,
    ordinamenti relativi al sistema integrato di educazione e istruzione
    dalla nascita sino a sei anni, compresa la scuola dell’infanzia, del
    primo ciclo di istruzione e del secondo ciclo di istruzione e
    formazione, curriculi, valutazione e certificazione degli
    apprendimenti e delle competenze;
    c) classi di concorso, abilitazione all’insegnamento,
    reclutamento e formazione iniziale del personale scolastico;
    d) status dello studente nel sistema scolastico;
    e) definizione delle modalita’ di inclusione scolastica e dei
    servizi per l’integrazione degli studenti con bisogni educativi
    speciali, con DSA, in situazione disabilita’, di ospedalizzazione e
    di assistenza domiciliare, nonche’ degli studenti stranieri;
    f) valorizzazione dell’autonomia scolastica;
    g) stato giuridico dei dirigenti scolastici e del personale
    docente della scuola;
    h) formazione dei dirigenti scolastici;
    i) piano nazionale di formazione per il personale docente;
    formazione del personale ATA;
    j) assetto complessivo e indirizzi per la valutazione dell’intero
    sistema formativo, valutazione e valorizzazione del personale
    scolastico;
    k) monitoraggio e implementazione dell’anagrafe degli studenti,
    del curriculum dello studente e dell’identita’ digitale;
    l) educazione alla sicurezza stradale, educazione ambientale,
    educazione alla legalita’, educazione alla salute nella scuola;
    m) istruzione post-secondaria (istituti tecnici superiori),
    istruzione degli adulti (CPIA) e apprendimento permanente;
    n) istruzione tecnica e professionale e rapporti con i sistemi
    formativi delle Regioni;
    o) monitoraggio e coordinamento delle attivita’ legate al
    progetto «Carta dello studente»;
    p) tematiche relative al rapporto tra titoli di studio e accesso
    al lavoro e alle professioni;
    q) percorsi di alternanza scuola-lavoro, compresi i rapporti con
    i soggetti presso i quali sono svolti, nonche’ con le Regioni, le
    associazioni imprenditoriali e le Camere di commercio;
    r) azioni di contrasto alla dispersione scolastica;
    s) promozione della cultura scientifica, anche attraverso il
    Comitato per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica;
    t) orientamento allo studio, a fine del I e del II ciclo, e alla
    scelta professionale, in raccordo con il sistema della formazione
    superiore;
    u) diritto allo studio e servizi alle famiglie;
    v) criteri e parametri per l’attuazione delle politiche sociali
    nella scuola;
    w) indirizzi per l’organizzazione dei servizi nel territorio al
    fine di garantire livelli di prestazioni uniformi su tutto il
    territorio nazionale;
    x) valutazione dell’efficienza dell’erogazione dei servizi nel
    territorio;
    y) interventi a sostegno delle aree disagiate e per il
    riequilibrio territoriale della qualita’ del servizio scolastico ed
    educativo;
    z) ricerca e sperimentazione delle innovazioni funzionali alle
    esigenze del sistema di istruzione e Piano Nazionale Scuola Digitale
    (PNSD);
    aa) rapporti con le Regioni nelle materie oggetto di delega;
    bb) relazioni internazionali e definizione di protocolli in
    materia di istruzione scolastica; promozione del sistema educativo di
    istruzione e di formazione;
    cc) questioni specifiche di volta in volta individuate dal
    Ministro nell’ambito delle materie di competenza del Ministero.
  2. Il Sottosegretario di Stato prof. Salvatore Giuliano e’
    delegato, in caso di impedimento del Ministro e sulla base delle
    indicazioni del Ministro, a intervenire presso le Camere, in
    rappresentanza del Ministro, per lo svolgimento di interrogazioni a
    risposta orale e per ogni altro intervento che si renda necessario
    nel corso dei lavori parlamentari.
  3. Il Sottosegretario di Stato prof. Salvatore Giuliano e’ delegato
    a partecipare alle riunioni preparatorie del Comitato
    interministeriale per la programmazione economica e, in caso di
    impedimento del Ministro, alle riunioni del Comitato medesimo.
  4. In caso di impedimento, il Ministro puo’ delegare, di volta in
    volta, al Sottosegretario di Stato prof Salvatore Giuliano, i
    rapporti con le istituzioni europee e internazionali e la
    partecipazione alle missioni internazionali, nelle materie di
    competenza del Ministero, nonche’ la presidenza di commissioni e
    comitati operanti nell’ambito delle attribuzioni del Ministero e la
    partecipazione alle riunioni della Conferenza Stato-Regioni, della
    Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e della Conferenza
    Unificata e alle riunioni di Comitati interministeriali.

Art. 3

  1. Non sono compresi nella delega di cui all’art. 2, oltre agli
    atti espressamente riservati alla firma. del Ministro o dei dirigenti
    da leggi o regolamenti, quelli di seguito indicati:
    a) gli atti e i provvedimenti che implichino una determinazione
    di particolare importanza politica, amministrativa o economica; i
    programmi, gli atti, i provvedimenti amministrativi connessi alle
    direttive di ordine generale; gli atti inerenti alle modificazioni
    dell’ordinamento delle attribuzioni delle direzioni generali del
    Ministero, nonche’ degli enti e degli istituti sottoposti a controllo
    o vigilanza del Ministro; tutti gli atti da sottoporre al Consiglio
    dei ministri e ai Comitati interministeriali;
    b) i decreti di nomina degli organi di amministrazione ordinaria
    e straordinaria e di controllo degli enti ed istituti sottoposti a
    controllo o vigilanza del Ministero, nonche’ le nomine e le
    designazioni, previste da disposizioni legislative, di rappresentanti
    del Ministero in seno ad enti, societa’, collegi, commissioni e
    comitati;
    c) gli atti relativi alla costituzione di commissioni e di
    comitati istituiti o promossi dal Ministro;
    d) la valutazione sulle prestazioni svolte dai dirigenti preposti
    ai centri di responsabilita’ sulla base degli elementi forniti
    dall’organo di valutazione e controllo strategico e sui risultati
    delle analisi effettuate annualmente dal medesimo organo di controllo
    sul conseguimento degli obiettivi operativi fissati dall’organo di
    direzione politica;
    e) le determinazioni sulle relazioni che i responsabili degli
    uffici sono tenuti a sottoporre al Ministro per le questioni che
    presuppongono le risoluzioni di tematiche di rilievo generale o il
    coordinamento delle attivita’ tra le direzioni del Ministero;
    f) le assegnazioni finanziarie ai sensi dell’art. 14 del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni ed
    integrazioni;
    g) i rapporti con gli organi costituzionali o ausiliari del
    Governo, nonche’ le risposte agli organi di controllo sui
    provvedimenti del Ministro;
    h) l’adozione degli atti amministrativi generali inerenti alle
    materie di cui agli articoli 4 e 14 del decreto legislativo 30 marzo
    2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni;
    i) i conferimenti di incarichi individuali ad esperti e la nomina
    di arbitri.
    Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per il
    controllo preventivo di legittimita’ e al competente Ufficio di
    controllo di regolarita’ contabile e sara’ pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 24 settembre 2018

Il Ministro: Bussetti

Registrato alla Corte dei conti il 3 ottobre 2018
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. salute e Min.
lavoro e politiche sociali, reg.ne n. 1-3163