#genovanelcuore

La cerimonia al Salone Orientamenti

Un Protocollo d’Intesa per le buone pratiche di protezione civile
tra i banchi di scuola

Genova nel cuore. Non uno slogan, ma un’emozione. E così quello da ricostruire diventa un ponte tra una ferita e il futuro. Sono oltre 1.400 gli elaborati presentati per il concorso #genovanelcuore. Il concorso è stato lanciato in seguito al crollo del ponte Morandi, a Genova, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione – in collaborazione con la Regione Liguria. Ieri sera la premiazione delle opere più significative realizzate dalle scuole di tutta Italia, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. La consegna dei riconoscimenti si è tenuta nel corso del Salone Orientamenti, nel capoluogo ligure, a tre mesi esatti dalla tragedia.
Orientamenti, il Salone della formazione, del lavoro e dell’orientamento, alla sua 23esima edizione, si è concluso oggi. Per tre giorni l’intera area del Porto Antico è stata trasformata in un grande Villaggio per aiutare i ragazzi nella scelta del proprio percorso di studi e di lavoro. Alla cerimonia di apertura, martedì 13 novembre, ha partecipato anche il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti. Il MIUR è stato presente all’evento con un proprio stand e un ricco programma di incontri, laboratori e seminari per gli alunni, i genitori e i docenti.

Tra le iniziative lanciate dal MIUR in occasione del Salone anche un Protocollo d’Intesa con il Dipartimento della Protezione Civile per sensibilizzare gli studenti sull’importanza della conoscenza e della prevenzione dei rischi naturali. L’Accordo è stato sottoscritto martedì dal Ministro Bussetti e dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Tra le azioni previste dall’Intesa anche la costituzione di una task force interistituzionale da attivare in caso di emergenza a seguito di calamità e non, per garantire la regolare prosecuzione dell’anno scolastico. L’Intesa ha una durata di tre anni.

I riconoscimenti assegnati:

Scuola dell’Infanzia 
1° Premio: Polo Infanzia Passi D’Oro – Ionadi (VV)

Menzioni 
IC Arcola Ameglia (SP)
IC Pangerc Dolina – Trieste

Scuola Primaria
1° Premio: IC Voltri 2 – Genova

Menzioni
IC Avegno Camogli Recco (GE)
IC Castiglione Carunchio – Castiglione M.M. (CH)
IC Santo Calì- Linguaglossa (CT)

Scuola Secondaria 1° Grado
1° Premio: IC Giovanni Verga -Siracusa

Menzioni
IC Rivarolo – Genova
Scuola Cosmo Guastella- Misilmeri (PA)

Scuola Secondaria 2° Grado
1° Premio: Liceo Artistico Galvani – Cordenons (PN)

Menzioni
IIS Da Penne – Dei Fiori – Penne (PE)
IIS Duchessa Di Galliera

Premio Speciale della Commissione:
Elena Rivolta IPSAAR Bergese – Genova

Il link alla galleria fotografica:
https://www.flickr.com/photos/miursocial/albums/72157703454874824

16 NOVEMBRE STUDENTI IN PIAZZA

RETE STUDENTI E UDU – 16NOV STUDENTI IN PIAZZA – GIU’ LA MASCHERA: NON E’ QUESTO IL CAMBIAMENTO

Giù la maschera.
Lo grideremo domani, 16 novembre, da Roma a Venezia, da Firenze a Cagliari, da Bologna a Messina, come Rete e Udu, nelle piazze di tutta Italia.

 

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: “Chiediamo che questo Governo metta giù la maschera sui fondi in istruzione. Non è accettabile che si promettano investimenti per fare propaganda, ma che allo stesso tempo il Ministro dell’Istruzione dica che “bisogna scaldarsi con la legna che si ha”, e che pochi giorni dopo saltino fuori 29 milioni di euro di tagli: 14 sulla scuola, 15 sull’università.

Saremo in piazza anche perchè cambiare il nome e ridurre le ore di alternanza non risolverà il problema dello sfruttamento! E i 56 milioni “risparmiati” col taglio delle ore, dove finiranno? Diciamo basta alla propaganda sulla pelle degli studenti!”

 

Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, continua: “Il Governo per mesi ha annunciato l’abolizione del numero chiuso alle Università. Mai un parere degli studenti, mai una proposta concreta, mai un confronto con il CNSU. Per superare l’attuale metodo di accesso servono investimenti, che partano dall’orientamento alle scuole superiori fino alle borse di specializzazione medica, e soprattutto serve un confronto vero con gli studenti!”

Come Rete e Udu chiediamo che si metta giù la maschera anche sul tema della sicurezza: la manovra “Scuole Sicure” spaccia per sicurezza l’installazione delle telecamere e i cani antidroga fuori dalle scuole: ma a “spacciare morte” gli edifici pericolanti in cui studiamo. Poi c’è il Decreto Sicurezza di Salvini, che fa leva sull’incertezza delle nostre vite per criminalizzare lo straniero e offende il concetto stesso di cittadinanza: no al razzismo mascherato da legge!

 

Concludono Gulluni e Manfreda: “Giù la maschera sul diritto allo studio. Nella giornata internazionale del diritto allo studio gli idonei non beneficiari sono ancora una triste realtà, così come un’altissima contribuzione universitaria e il calo delle iscrizioni alle università di Centro e Sud. Ogni anno inoltre, come studenti delle superiori, paghiamo migliaia di euro in libri, trasporti, materiale. Chi non li ha, lascia la scuola: sono 150mila gli studenti che ogni anno abbandonano. E in Italia si preferisce fare condoni agli evasori fiscali anzichè stanziare fondi per creare una Legge Nazionale sul diritto allo studio.”

Non siamo più disposti ad aspettare.

Non siamo più disposti a credervi.

Non è questo il cambiamento.

Giù la maschera!

Erasmus, boom 2018: 38mila studenti partiti e 26mila ospitati in Italia

da Il Sole 24 Ore

Erasmus, boom 2018: 38mila studenti partiti e 26mila ospitati in Italia
di Alessia Tripodi

Quasi 38mila studenti volati all’estero (1.500 in più rispetto all’anno precedente) e 26mila ospitati in Italia, con l’Alma Mater di Bologna in testa alla classifica Ue degli atenei più internazionali. Sono i numeri del programma Erasmus + per il 2017/2018 diffusi dall’agenzia Indire, dati che mostrano una sempre maggiore partecipazione degli studenti italiani alla mobilità per motivi di studio. Un “boom” che, secondo le stime, crescerà anche nel 2019, quando l’Italia avrà a disposizione un budget per le borse Erasmus superiore a 76 milioni di euro.

Nel corso di un evento con 280 rappresentanti di istituti di istruzione italiani, l’agenzia Indire ha presentato anche le novità per il 2019 , tra cui il programma pilota per l’istituzione di sei nuovi atenei europei, l’avvio di master congiunti Erasmus Mundus tra Ue e Giappone e l’ingresso ufficiale della Serbia in Erasmus+.

Identikit del giovane in Erasmus
Secondo il ritratto tracciato da Indire, lo studente Erasmus ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo sono i paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi, mentre chi fa tirocini resta mediamente 3 mesi e mezzo. Per quanto riguarda gli studenti in arrivo, i principali paesi di provenienza sono Spagna, Francia, Germania, Polonia e Turchia.

Cresce la mobilità europea
Nel 2017/2018 sono 37.601 gli studenti partiti in Erasmus dagli atenei italiani , un numero in crescita che – dice Indire – mette l’Italia tra i quattro principali paesi Ue per numero di giovani in partenza, dopo Spagna, Germania e Francia. Cresce anche l’accoglienza, con oltre 26mila studenti europei in ingresso, ai quali vanno aggiunti 1.263 studenti provenienti da regioni extraUe. Per il 2018/2019 è cresciuta del 10% la richiesta di borse per studio e tirocinio da parte degli atenei, con un budget a disposizione per l’Italia pari a 76.017.802 euro.

In aumento anche gli scambi extra Ue
Secondo i dati nel 2018/2019 crescerà anche la mobilità extra europea, con l’introduzione del tirocinio in Erasmus e l’incremento della borsa che sale a 700 euro mensili per gli studenti in partenza e 850 euro mensili per gli stranieri in entrata. Inoltre, sottolinea Indire, il budget assegnato all’Italia è stato incrementato del 15%, raggiungendo quota 15.788.454 euro. Sono stati finanziati 65 istituti di istruzione superiore (contro i 49 nel 2017), che attiveranno complessivamente 3.804 mobilità tra studenti e staff (+12%), di cui 2.405 in entrata e 1.399 in uscita. I paesi con i quali si realizzerà il maggior numero di scambi sono quelli del Sud Mediterraneo, Balcani Occidentali, Partenariato Orientale, Asia e Federazione Russa.

Primato europeo per l’Alma Mater
Al primo posto della classifica Ue dei migliori 10 atenei per studenti Erasmus in partenza c’è l’Alma Mater Studiorum di Bologna con 2.787 studenti, al quarto posto l’università di Padova (1.866 studenti), al quinto Sapienza Università di Roma (1.782) e al sesto l’università di Torino (1.412). Con 1.970 studenti in arrivo Alma Mater conquista il primato nella top ten Ue anche per quanto riguarda l’accoglienza, seguita dagli atenei di Valencia, Lisbona, Granada e Madrid.

Formazione artistica e musicale
Cresce, infine, la partecipazione degli istituti di Alta formazione artistica e musicale (Afam), ovvero accademie e conservatori, con oltre 1.000 partenze nel 2016/2017 (+8%) e 800 studenti accolti. Afam più attivi anche nella mobilità extra Ue, con 9 istituti vincitori del bando Erasmus + per il 2018/2019.

Un terzo degli edifici scolastici è irraggiungibile con i trasporti pubblici

da Il Sole 24 Ore

Un terzo degli edifici scolastici è irraggiungibile con i trasporti pubblici

Arrivare a scuola con i mezzi pubblici? Mission impossible – o quasi – per 1 edificio

scolastico su 3. È quanto emerge da un’ elaborazione degli Open data Miur recentemente aggiornati. Su 40.151 mila edifici attivi censiti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, il 35% non risulta raggiungibile con nessuna forma trasporto pubblico, sia urbano, interurbano o ferroviario.
Tradotto in numeri, come ricorda Skuola.net, oltre 14.000 strutture. Ciò però non vuol dire che, ad esempio, il trasporto pubblico sia totalmente assente. Ma è comunque fuori dall’area
della scuola.

In base ai parametri indicati dal ministero dell’Istruzione per quanto riguarda il trasporto
pubblico interurbano e ferroviario, se la fermata è distante più di 500 metri dall’ingresso dell’edificio è come se non ci fosse. Rimane il fatto che la maggior parte degli studenti non ha quasi scelta: o viene accompagnato dai genitori o dovrà farsi – almeno – una bella scarpinata per raggiungere la scuola.

Andare a scuola con i mezzi pubblici non sempre, dunque, è possibile. Entrando più nello specifico, solamente il 54% degli edifici è raggiunto dal servizio di trasporto pubblico urbano; mentre il trasporto pubblico interurbano – fondamentale per le scuole fuori dai centri cittadini – copre solo il 43% delle strutture. Molto più scarso il trasporto ferroviario, che raggiunge appena il 9% delle scuole. Ovviamente questi dati riflettono la diversa ubicazione geografica delle scuole, per cui nel centro urbano è magari più facile che manchi la connessione ferroviaria o quella del trasporto interurbano, e viceversa nei piccoli centri.

Non mancano gli edifici “iperconnessi”: circa 2.000 (pari al 5% del totale) invece risultano collegati con trasporto pubblico urbano, interurbano e ferroviario.

Non male la rete degli scuolabus. Vita difficile per i disabili. Un’alternativa potrebbe essere sfruttare i servizi di scuolabus, gestiti direttamente dagli istituti o dai Comuni competenti per territorio. Ma, anche su questo aspetto, alcune istituzioni scolastiche latitano: il 35% delle strutture non è raggiungibile dallo scuolabus. Brutte notizie, infine, anche per
i disabili: solo il 43% degli edifici “attivi” è attrezzato per trasportare chi ha un handicap che impedisce l’utilizzo dei mezzi ordinari.

Legge di Bilancio, emendamenti Lega – M5S: 1.200 docenti primaria in più al sud e 2.000 posti sezioni primavera

da Orizzontescuola

Legge di Bilancio, emendamenti Lega – M5S: 1.200 docenti primaria in più al sud e 2.000 posti sezioni primavera
di redazione

Si tratta di alcuni degli emendamenti alla Legge di Bilancio presentati in questi giorni. Le risorse per gli emendamenti sono scarse: 250 mln di euro per tutti i Ministeri, ne consegue che i margini di manovra per scuola e Università non sono ampi.

Emendamenti alla Legge di Bilancio 2019

Si tratta delle richieste formulate dai parlamentari di Lega e M5S, che hanno fatto una cernita di tutte le richieste e scelto quelle misure che potrebbero trovare il consenso del Ministro dell’Economia.

  1. più docenti al Sud: incremento di 1.200 posti dell’organico di diritto della scuola primaria. Una boccata di ossigeno per mobilità, assunzioni e far partire il tempo pieno nelle regioni del sud.  Servono 45 mln di euro.
  2. 2.000 posti in più per le sezioni primavera (l’idea iniziale era di 8.000 posti, ma costerebbe 300 mln).

Il termine per la presentazione degli emendamenti alla Commissione Bilancio scade giovedì prossimo.

Entro quella data bisognerà trovare l’equilibrio tra tutte le esigenze della scuola e decidere quali portare avanti nell’immediato.

Bussetti: 226 ATA ex CO.CO.CO. su 700 avranno contratto a tempo pieno

da Orizzontescuola

Bussetti: 226 ATA ex CO.CO.CO. su 700 avranno contratto a tempo pieno
di redazione

Nei giorni scorsi, abbiamo riferito sulla misura presente in legge di bilancio e relativa alla trasformazione dei contratti da tempo parziale a tempo pieno degli ex CO.CO.CO., svolgenti funzioni assimilabili al personale ATA, assunti in seguito a quanto previsto dalla scorsa legge di bilancio.

ATA ex CO.CO.CO., trasformazione contratto a tempo pieno dal 2019/20

Nel testo della legge non sono forniti numeri, ma leggiamo che:

Detta trasformazione è disposta nel limite di una spesa di personale complessiva, tenuto conto anche degli stipendi già in godimento, non superiore a quella autorizzata ai sensi dell’articolo 1, comma 619, della predetta legge, a tal scopo avvalendosi della quota non utilizzata per i fini ivi previsti …

I numeri

E’ stato il Ministro Bussetti, in audizione alla Camera, a indicare il numero di interessati in prima battuta.

Queste, come riferisce Askanews,  le parole del Ministro:

consentiamo il passaggio a tempo pieno per i primi in graduatoria, ovvero per almeno 226 persone

Gli ex CO.CO.CO., il cui contratto sarà trasformato a tempo pieno, saranno dunque 226 su 700.

Consiglio Istituto, tutto sulle elezioni dei membri: compiti, incompatibilità, seggi e molto altro

da Orizzontescuola

Consiglio Istituto, tutto sulle elezioni dei membri: compiti, incompatibilità, seggi e molto altro
di Gianlorenzo Perri

Il Consiglio d’Istituto, ai sensi dell’art. 10 del TU in materie di Istruzione, è l’organo locale e collegiale di rappresentanza presente in tutte le scuole ed al quale è affidato il governo economico-finanziario della scuola.

 Negli organi collegiali (escluso il Collegio dei Docenti) è sempre prevista la rappresentanza dei genitori; questa presenza è utile al fine di garantire sia il libero confronto tra tutte le componenti della scuola, sia il raccordo tra scuola e territorio.

QUANDO SI VOTA PER IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Il MIUR emette annualmente una circolare nella quale dà disposizioni agli Uffici Scolastici Regionali per il rinnovo del Consiglio d’Istituto.

RIUNIONI CONSIGLIO DI ISTITUTO

Come previsto dall’ art 8 comma 9 del TU le riunioni del Consiglio hanno luogo in ore non coincidenti con l’orario di lezione.

DURATA IN CARICA

Il Consiglio d’Istituto e la Giunta Esecutiva durano in carica per tre anni scolastici.

Coloro che nel corso del triennio perdono i requisiti per essere eletti in Consiglio vengono sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive liste.

La rappresentanza studentesca viene rinnovata annualmente.

PRINCIPALI COMPITI E FUNZIONI

Il Consiglio d’Istituto delibera nel rispetto delle competenze proprie e degli altri organi collegiali operanti nella scuola. Le sue delibere sono atti definitivi impugnabili con il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale o con ricorso straordinario al Consiglio di Stato.

Il Consiglio d’Istituto, ai sensi dell’art. 10 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (e successive modificazioni) elabora e adotta gli indirizzi generali e le forme di autofinanziamento della scuola.

– Approva il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta formativa)

– Approva il bilancio Preventivo e il Conto Consuntivo

– Adotta il Regolamento di Istituto

– Delibera ed approva riguardo la conservazione o il rinnovo di attrezzature tecnico scientifiche e dei sussidi didattici.

– Delibera il calendario scolastico.

– Delibera in merito ad attività extra ed interscolastiche, attività culturali, viaggi di istruzione e attività ricreative con particolare interesse educativo.

– Promuove i contatti con le altre scuole al fine di intraprendere attività di collaborazione e scambio di esperienze.

– Delibera riguardo l’uso dei locali scolastici da parte di soggetti esterni.

– Adotta le iniziative dirette all’educazione della salute.

– Elegge la Giunta Esecutiva di cui fanno parte di diritto il Dirigente e il DSGA che svolge la funzione di segretario.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Il presidente del Consiglio di Istituto è un genitore, eletto a maggioranza assoluta (nella prima votazione) o a maggioranza relativa (nelle successive), tra uno dei rappresentanti degli stessi presenti in Consiglio. La figura di presidente del Consiglio d’Istituto è impersonata da uno dei suoi membri tra i rappresentanti dei genitori, eletto a maggioranza assoluta (nella prima votazione) o a maggioranza relativa (nelle successive).

Il presidente affida le funzioni di segretario ad un membro del consiglio stesso.

COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

La composizione di tale organo può essere schematizzata come segue:

ELEZIONI

Le elezioni del Consiglio d’Istituto avvengono sulla base del sistema proporzionale in relazione alle liste dei candidati di ciascuna componente.

Queste sono disciplinate, in via generale, dagli articoli che vanno dal 30 al 35 del D.Lvo 297/94 e dall’Ordinanza Ministeriale 215/91

ESPRESSIONE DEL VOTO

Le votazioni si svolgono in un giorno non lavorativo dalle 8 alle 12 e in quello successivo dalla 8 alle 13.30.

L’elettore munito di documento di riconoscimento, esprime il proprio voto, che sarà sempre personale e segreto, nel seggio in cui è compreso nell’elenco secondo il seguente schema:

Le preferenze potranno essere espresse con un segno accanto al nominativo del candidato o dei candidati.

Prima di ricevere la scheda l’elettore dovrà firmare, nell’elenco degli elettori presente nel seggio, accanto al proprio nome e cognome.

ELETTORATO ATTIVO (diritto di voto) – ELETTORATO PASSIVO (diritto di essere votati)

L’elettorato attivo e passivo per le singole rappresentanze spetta esclusivamente ai componenti delle rispettive categorie partecipanti al Consiglio d’Istituto.

L’elettorato attivo e passivo per l’elezione dei rappresentanti dei genitori negli organi collegiali spetta ai genitori degli alunni, o a chi ne fa legalmente le veci.

L’elettorato attivo e passivo per l’elezione dei rappresentanti degli alunni spetta agli studenti delle classi della scuola secondaria superiore, qualunque sia la loro età.

DOCENTI:

  • Tutti i docenti a tempo indeterminato compresi quelli in assegnazione provvisoria.
  • Docenti a tempo determinato che abbiano un contratto di almeno 180 giorni.
  • NON fanno parte dell’elettorato attivo e passivo il personale docente che non presta servizio nell’istituto perché esonerato e i docenti in aspettativa per motivi di famiglia.

PERSONALE ATA

  • Tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario a tempo indeterminato facente parte dell’Istituto
  • NON fanno parte dell’elettorato attivo e passivo il personale ATA che non presta servizio nell’Istituto perché esonerato o collocato fuori ruolo o in aspettativa per motivi di famiglia.

GENITORI

  • L’elettorato attivo e passivo per le elezioni dei rappresentanti dei genitori spetta, anche se i figli sono maggiorenni, a entrambi i genitori o a coloro che ne fanno legalmente le veci, intendendosi come tali le sole persone fisiche alle quali siano attribuiti, con provvedimento dell’autorità giudiziaria, poteri tutelari, ai sensi dell’art. 348 del codice civile.
  • Sono escluse, pertanto, le persone giuridiche, in quanto, ai sensi dell’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n.416.
  • NON spetta l’elettorato attivo e passivo al genitore che ha perso la potestà sul minore.

DECADENZA DALLE CARICHE

Decadono dalle cariche i membri che, a qualsi titolo, cessano di appartenere alle componenti scolastiche.

Gli studenti che abbiano conseguito il titolo finale di studio o che a qualsiasi titolo non siano più iscritti nella scuola.

I Genitori di alunni per i casi indicati sopra. Rimangono in carica nell’eventualità vi sia l’iscrizione di un altro figlio per l’anno scolastico successivo.

Si decade dalla carica di membro del Consiglio di Istituto anche in seguito a tre assenze consecutive come stabilisce la normativa nell’art.38 del DL n.297 del 16 aprile 1994.

INCOMPATIBILITÀ E CONDIZIONI DI INELEGGIBILITÀ

Tutto il personale sospeso dal servizio a causa di un procedimento penale e disciplinare o che si trovi sospeso in attesa di un procedimento.

Gli elettori che facciano parte di più componenti (es. personale ATA genitore di un alunno) esercitano l’elettorato attivo e passivo per tutte le componenti a cui partecipano.

I docente che, con incarico di presidenza, sostituisce il Dirigente negli organi collegiali.

LE LISTE DEI CANDIDATI

Le liste dei candidati devono riportare:

  • La componente di cui è composta la lista;
  • L’elenco dei candidati, contrassegnati da numero arabo progressivo e indicanti, nome, cognome, luogo e data di nascita e l’eventuale sede di servizio.
  • Una dichiarazione in cui i candidati accettano la candidatura e che non fanno parte di altre liste della stessa componente.
  • Possono contenere anche un solo nominativo.
  • Le liste NON possono essere presentate dai candidati.
  • Le liste dei candidati sono contrassegnate da un numero progressivo assegnato in base all’ordine di presentazione delle liste.
  • Ogni lista può comprendere sino al doppio dei candidati da eleggere per ogni categoria.
  • Nessun elettore può presentare più liste e nessun candidato può essere presente in più liste né presentarne alcuna.
  • Possono essere sottoscritte dai membri delle commissioni, ma non essere essi stessi candidati.

La lista può essere presentata, nel caso non siano superiori a 200, da un decimo degli elettori.

Da almeno 20 elettori nel caso siano superiori a 200.

REGOLARITA’ DELLE LISTE DA PARTE DELLA COMMISSIONE ELETTORALE

La commissione elettorale deve:

  • Verificare che le liste siano sottoscritte dal numero adeguato di elettori.
  • Verificare che i candidati presenti nella lista appartengano tutti alla stessa categoria.
  • Verificare che siano presenti le dichiarazioni di accettazione e che siano debitamente firmate.

In caso mancasse firma, dichiarazione o il candidato non appartenesse alla categoria la commissione elettorale depenna il candidato dalla lista.

  • Ridurre il numero di candidati inseriti in lista eccedenti il numero massimo consentito, cancellando gli ultimi nominativi.
  • Depennare i nominativi candidati che sono presenti in più liste.
  • Non tener conto dei sottoscrittori che abbiano firmato delle liste in precedenza.
  • Comunicare attraverso l’affissione all’albo richiedendo la regolarizzazione entro tre giorni per le eventuali irregolarità nelle liste.
  • Redigere il verbale delle operazioni e delle eventuali regolarizzazione dandone comunicazione mediante l’affissione all’albo entro i 5 giorni successivi alla data di scadenza del termine per la presentazione delle liste.
  • Affigge all’albo e invia ai seggi le liste elettorali definitive.

SEGGI ELETTORALI

Il seggio elettorale viene aperto alle ore 8.00 del giorno in cui sono indette le votazioni. E’ composto da un presidente e due scrutatori.

Se il presidente è assente viene sostituito dallo scrutatore più anziano.

Le decisioni dei seggi elettorali sono prese a maggioranza. In caso di parità prevale il voto del presidente.

Il seggio inizia lo scrutinio al termine delle votazioni e continua senza interruzione fino al completamento delle operazioni. Al termine delle operazioni di scrutinio viene redatto il verbale nel quale saranno presenti i seguenti dati:

  • Numero degli elettori e dei votanti, divisi per categoria.
  • Numero di voti attribuiti a ciascuna lista.
  • Numero di preferenze ricevuti da ciascun candidato.
  • In caso venisse espresso il voto per candidati di liste diverse da quella prescelta vale il voto di lista e non le preferenze.

Nel caso in cui nella scheda elettorale manchi la preferenza, l’attribuzione del voto andrà alla sola lista.

Il presidente del seggio, in ogni caso, deve interpretare la volontà dell’elettore e, solo in casi estremi, annullare la scheda.

PROCEDURA SEMPLIFICATA PER L’ELEZIONE DELLE RAPPRESENTANZE DEGLI STUDENTI NEI CONSIGLI DI ISTITUTO

Nelle scuole secondarie di secondo grado gli studenti, durante le elezione dei rappresentanti del consiglio di classe, eleggono anche i propri rappresentanti del Consiglio d’Istituto. Il sistema è quello delle liste contrapposte all’art. 20 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416.

La procedura elettorale semplificata, prevista dagli artt. 21 e 22 della presente ordinanza, non si applica alle elezioni delle rappresentanze degli studenti nei consigli di istituto in occasione del rinnovo triennale di tutte le componenti.

PROCEDURA ORDINARIA PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Presso ciascun circolo didattico ed istituto statale di istruzione secondaria ed artistica, con esclusione dei Conservatori di musica, delle Accademie di Belle Arti, dell’Accademia nazionale di danza e dell’Accademia nazionale di arte drammatica, è costituita la commissione elettorale di circolo o d’Istituto.

La commissione elettorale d’Istituto nominata dal Dirigente Scolastico, è composta di cinque membri: due tra i docenti di ruolo e non di ruolo in servizio, uno tra il personale A.T.A. di ruolo e non di ruolo; due tra i genitori degli alunni iscritti. Negli istituti di istruzione secondaria di II grado e artistica, uno dei due genitori è sostituito da uno studente scelto tra gli studenti iscritti all’istituto.

La commissione è presieduta da uno dei suoi membri, eletto a maggioranza dai componenti della commissione stessa.

Le funzioni di segretario sono svolte da un membro designato dal presidente.

I Dirigente Scolastici, in rapporto alle singole situazioni che si determinano, possono costituire le commissioni elettorali anche con un numero di membri inferiore a quello previsto tendendo nei limiti del possibile ad assicurare la rappresentanza a tutte le categorie che compongono le commissioni stesse. Le commissioni sono comunque validamente costituite anche se in esse non sono rappresentate tutte le componenti.

I membri delle commissioni elettorali, che risultino inclusi in liste di candidati, debbono essere immediatamente sostituiti.

ATTRIBUZIONE DEI POSTI

L’attribuzione dei posti è regolata dall’art. 44 dell’OM 215/1991

Le operazioni ai fini dell’attribuzione dei posti spettano al seggio elettorale n. 1. Detto seggio è integrato al momento dell’espletamento delle operazioni … da altri due membri scelti dal Dirigente Scolastico tra i componenti degli altri seggi funzionanti nella scuola.

La nomina dei membri aggregati deve essere effettuata e comunicata agli interessati almeno tre giorni prima della data fissata per la votazione.

Appena ricevuti i verbali degli scrutini elettorali da parte degli altri seggi della scuola, il seggio in questione riassume i voti di tutti i seggi, senza poterne modificare i risultati. Indi determina la cifra elettorale di ciascuna lista e la cifra individuale di ciascun candidato.

La cifra elettorale di una lista è costituita dalla somma dei voti validi riportati dalla lista stessa in tutti i seggi della scuola. La cifra individuale di ciascun candidato è costituita dalla somma dei voti di preferenza.

Per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista si divide ciascuna cifra elettorale successivamente per 1, 2, 3, 4 … sino a concorrenza del numero dei membri del Consiglio da eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti, i più alti, in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente.

Ciascuna lista ha tanti rappresentanti quanti sono i quozienti ad essa appartenenti, compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e a parità di quest’ultima, per sorteggio.

Se ad una lista spettano più posti di quanti sono i suoi candidati i posti eccedenti sono distribuiti tra le altre liste, secondo l’ordine dei quozienti.

Ultimata la ripartizione dei posti tra le liste, si provvede a determinare, nei limiti dei posti assegnati a ciascuna lista, i candidati che, in base al numero delle preferenze ottenute, hanno diritto a ricoprirli.

In caso di parità del numero di voti di preferenze tra due o più candidati della stessa lista, sono proclamati eletti i candidati secondo l’ordine di collocazione nella lista; lo stesso criterio si osserva nel caso in cui i candidati non abbiano ottenuto alcun voto di preferenza.

Al termine delle procedure su indicate, il seggio elettorale n. 1 procede mediante affissione all’albo, entro 48 ore, alla pubblicazione dell’elenco dei membri del consiglio eletti.

SCHEDE ELETTORALI

Le schede devono essere uguali per ogni seggio. Esse riportano su entrambi i lati la dicitura “Elezioni del consiglio di circolo o istituto” e divisi in ulteriori gruppi portino la dicitura “Genitori”, “Alunni”, “Docenti”, “Personale A.T.A.”. Tutte le schede debbono, infine, recare l’indicazione del seggio e nella faccia interna del numero romano di ciascuna lista elettorale e debbono essere vidimate mediante la firma di uno scrutatore. Qualora la vidimazione non avvenga lo stesso giorno delle votazioni, le schede vidimate debbono essere custodite in plichi sigillati.

Studenti maggiori di 15 anni e contratto di apprendistato: chiarimenti INPS

da La Tecnica della Scuola

Studenti maggiori di 15 anni e contratto di apprendistato: chiarimenti INPS
Di Lara La Gatta

L’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore è detto anche apprendistato di primo livello ed è disciplinato dall’articolo 43 del D.Lgs n. 81/2015.

Le assunzioni con contratto di apprendistato di primo livello sono possibili in tutti i settori di attività, privati e pubblici, per giovani che hanno compiuto il quindicesimo anno di età e fino al compimento del venticinquesimo.

Per i giovani ancora soggetti all’obbligo scolastico, il datore di lavoro che intende stipulare il contratto di apprendistato deve sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto.

La durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non può essere superiore a tre anni ovvero a quattro nel caso di diploma professionale quadriennale. L’art. 43, comma 5, prevede tuttavia alcune eccezioni alla durata del contratto. Per gli studenti di scuola secondaria superiore è possibile stipulare contratti di durata non superiore a quattro anni “per l’acquisizione, oltre che del diploma di istruzione secondaria superiore, di ulteriori competenze tecnico professionali rispetto a quelle già previste dai vigenti regolamenti scolastici, utili anche ai fini del conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore”.

L’articolo 43 disciplina inoltre i seguenti casi, in cui è possibile la proroga di un anno del contratto:

  • per gli assunti che abbiano conseguito la qualifica triennale o il diploma quadriennale al fine di acquisire ulteriori competenze tecnico–professionali e specialistiche, utili anche ai fini dell’acquisizione del certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturità professionale all’esito del corso annuale integrativo;
  • per gli assunti che non abbiano positivamente conseguito la qualifica, il diploma, il certificato di specializzazione tecnica superiore o il diploma statale di maturità professionale dopo l’anno integrativo.

La retribuzione dell’apprendista è così articolata:

  • nessun riconoscimento retributivo per le ore in cui il giovane è impegnato nella formazione presso l’ente formativo;
  • 10% del valore della retribuzione che gli sarebbe dovuta per le ore di formazione presso il datore di lavoro, fatte salve le diverse previsioni dei contratti collettivi;
  • misura della retribuzione basata sul sistema del sotto-inquadramento o della percentualizzazione per le ore di effettivo lavoro.

L’articolo 43, comma 9, regolamenta infine la trasformazione dal contratto di apprendistato di primo livello a quello di secondo livello. La trasformazione è possibile successivamente al conseguimento della qualifica o del diploma di istruzione professionale o del diploma di scuola secondaria superiore ed è finalizzata al conseguimento della “qualificazione professionale ai fini contrattuali”. La norma in esame stabilisce, inoltre, che la durata massima dei due periodi di apprendistato non può eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva.  Restano in ogni casi fermi i limiti massimi di durata previsti dal D.Lgs n. 81/2015 per ciascuna tipologia di apprendistato.

Per approfondimenti: Circolare INPS 108 del 14/11/2018

Chiamata diretta, i presidi vogliono scegliere direttamente i supplenti: “Stop alle graduatorie”

da La Tecnica della Scuola

Chiamata diretta, i presidi vogliono scegliere direttamente i supplenti: “Stop alle graduatorie”
Di Fabrizio De Angelis

Arriva la risposta dell’ANP in merito all’abolizione della chiamata diretta, menzionata dal Ministro Bussetti in audizione alla Camera la mattina del 14 novembre.

“Stop alle graduatorie: i supplenti li scelgano i presidi”

“Se vogliamo davvero parlare di reclutamento snello, per usare le parole del ministro, i Dirigenti scolastici devono poter scegliere i docenti, in particolare i supplenti, sulla base delle competenze e non delle graduatorie. La responsabilità è, e deve essere, del dirigente. Non è però accettabile che i docenti di ruolo non abbiano una formazione iniziale di qualità. Non possiamo tornare indietro rispetto ad una fondamentale conquista culturale”, dichiara Antonello Giannelli, presidente ANP, nel corso convegno “La scuola del futuro al MAXXI – Bellezza, efficacia, sicurezza”.

Una difesa dello strumento messo a disposizione dalla legge 107 che non suona certo come una novità per l’associazione dei dirigenti scolastici.

Via le graduatorie“, infatti, è uno dei temi su cui ruota il Convegno ANP, proprio ad indicare l’importanza che i dirigenti scolastici riservano nella scelta dei docenti direttamente, considerando le competenze e non le graduatorie appunto.

Il ddl Pittoni sull’abolizione della chiamata diretta

Infatti, come riporta il ddl Pittoni, a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 tutto il personale docente assunto con contratto a tempo indeterminato assume la titolarità nella istituzione scolastica autonoma cui è assegnato in forza di procedure di reclutamento o di mobilità territoriale e professionale.

La formula a dire il vero aveva lasciato alcune perplessità. Tuttavia, è stato lo stesso senatore leghista a spiegare meglio il significato della questione, precisando che si vuole intendere che “a partire dal 2019/2020 tutti i trasferimenti, i passaggi di cattedra, i passaggi di ruolo, le nomine in ruolo da GAE, le nomine in ruolo da concorso ordinario e straordinario, i rientri nella sede metropolitana dall’estero torneranno ad essere disposti sulle scuole e non sugli ambiti”.

Più in generale Pittoni ribadisce ancora una volta che “il ddl sull’abolizione della chiamata diretta dei docenti ripristina la situazione giuridica preesistente, cioè la titolarità sulla scuola”.

Pensionamenti scuola, in arrivo decreto e circolare: apertura Istanze on-line forse già la prossima settimana

da La Tecnica della Scuola

Pensionamenti scuola, in arrivo decreto e circolare: apertura Istanze on-line forse già la prossima settimana
Di Lara La Gatta

Ieri, 13 novembre, si è svolta al Miur una riunione per la presentazione alle organizzazioni sindacali della circolare sulle dimissioni del personale della scuola per i pensionamenti a partire dal 1° settembre 2019.

Secondo quanto riportato dalla Flc Cgil, le funzioni delle istanze on line dovrebbero aprirsi la prossima settimana, per cui si suppone che i tempi per la presentazione siano gli stessi dello scorso anno con scadenza intorno al 20 dicembre.

I Sindacati hanno chiesto garanzie sulla effettiva collaborazione tra il MIUR e l’INPS al fine di evitare gli incresciosi episodi di questa estate: ricordiamo, infatti, che per via dei ritardi nell’emissione della certificazione del diritto a pensione, trasmessa dopo il 1° settembre 2018, un discreto numero di personale, pur in possesso dei requisiti, non è riuscito ad andare in pensione.

In merito alla cd. quota 100, la Flc Cgil lo definisce “un provvedimento non risolutivo, senz’altro penalizzante dell’assegno pensionistico, ma molto atteso dal personale della scuola che soffre l’innalzamento dei requisiti pensionistici anche per la paura di perdere con l’avanzare dell’età la propria dignità professionale“.

Legge di Bilancio, Bussetti: “Flat tax lezioni private misura a favore dei docenti”

da La Tecnica della Scuola

Legge di Bilancio, Bussetti: “Flat tax lezioni private misura a favore dei docenti”
Di Andrea Carlino

Il disegno di legge di Bilancio 2019 contiene una disposizione in materia di tassazione delle lezioni private e delle ripetizioni: a decorrere dal 1° gennaio 2019, al compenso derivante dall’attività di lezioni private e ripetizione, svolte dai docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, si applica un’imposta sostitutiva pari al 15%, salva l’opzione per l’applicazione dell’imposta sul reddito nei modi ordinari.

Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha illustrato la misura alla Commissione Cultura della Camera, nell’ambito dell’esame in sede consultiva del disegno di legge di bilancio.

SCARICA LA BOZZA DELLA LEGGE DI BILANCIO

“Si tratta – spiega Bussetti – di una misura di favore per i docenti fermo restando il prioritario impegno del ministero a ridurre, a monte, l’incidenza dei debiti formativi, attraverso i corsi di recupero e l’attività di sportello nonché grazie alle metodologie didattiche innovative in corso di diffusione nelle scuole. Le scuole organizzano corsi per tutti gli studenti che abbiano debiti formativi, grazie all’impegno dei docenti, che sono a tal fine remunerati”.

“Capita che alcune famiglie decidano, comunque, di far frequentare ai figli lezioni private, anche avvalendosi dell’opera di docenti delle scuole statali. I docenti possono svolgere queste lezioni, purché siano rivolte a studenti diversi dai propri, previa autorizzazione del dirigente scolastico, che si deve esprimere in merito alla compatibilità dell’attività con quella ordinaria”.

“I compensi percepiti concorrono a costituire il reddito imponibile e, quindi – conclude il ministro – sino ad oggi sono stati tassati all’aliquota corrispondente al reddito complessivo dei docenti”.

Legge di Bilancio, Bussetti: “Elemento perequativo va a regime. 1,7 miliardi per stipendi”

da La Tecnica della Scuola

Legge di Bilancio, Bussetti: “Elemento perequativo va a regime. 1,7 miliardi per stipendi”
Di Andrea Carlino

Audizione presso la Commissione Cultura alla Camera per il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.

Bussetti ha illustrato le misure contenute nel disegno di legge di bilancio 2019 in corso di approvazione in Parlamento.

Per quanto riguarda gli stipendi del personale della Scuola, il ministro ha annunciato “importanti risorse aggiuntive, più di 1,7 miliardi all’anno, per consentire da subito una ripresa della contrattazione e un nuovo adeguamento degli stipendi, che la relazione tecnica stima in un aumento superiore all’1,9%”. 

“E’ in corso un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali – aggiunge Bussetti – affinché il prossimo contratto giunga presto e dia un’adeguata risposta alle attese della categoria e all’esigenza di funzionalità delle scuole”.

Inoltre, aggiunge il ministro dell’Istruzione, grazie al fondo istituito con l’articolo 34, “è stato mantenuto l’impegno che avevo preso, quello di confermare a regime l’ “elemento perequativo”, per evitare la riduzione degli stipendi dei pubblici dipendenti che altrimenti si sarebbe verificata da gennaio 2019. A beneficiare di questa misura saranno, soprattutto, il personale docente e Ata della scuola, ed è per questo che il ministero ha contribuito a finanziarla, anche attraverso la revisione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro”. 

Iscrizioni scuola primaria 2019: tutto quello che c’è da sapere

da Tuttoscuola

Iscrizioni scuola primaria 2019: tutto quello che c’è da sapere

Nei giorni scorsi è stata pubblicata dal Miur la circolare relativa alle iscrizioni per l’anno scolastico 2019/20. Ma come funzionano davvero le iscrizioni a scuola?

Per maggiori approfondimenti relativi alle iscrizioni a scuola 2019 è possibile consultare la circolare ministeriale emanata dal Ministero dell’istruzione (nota 18902 del 7 novembre 2018). Per i genitori che vogliono conoscere in modo più dettagliato la scuola scelta per il proprio figlio, il ministero dell’Istruzione mette a disposizione l’applicazione “Scuola in chiaro”.

Iscrizioni scuola primaria 2019: tempi e modalità di iscrizione

Le iscrizioni alle scuole statali di ogni ordine e grado si effettuano dal 7 al 31 gennaio 2019. Le iscrizioni si effettuano on line, secondo modalità definite dalla citata circolare ministeriale, per tutte le classi iniziali della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado statali. Dal prossimo 27 dicembre è possibile intanto procedere con le registrazioni. 

Per gli alunni in fase di preadozione, l’iscrizione non viene effettuata on line ma è effettuata dalla famiglia affidataria direttamente presso l’istituzione scolastica prescelta.

Per quanto riguarda le scuole paritarie, le iscrizioni alle classi iniziali dei corsi di studio delle istituzioni scolastiche paritarie si effettuano on line esclusivamente per le scuole paritarie che aderiscono alla modalità telematica, in quanto la loro partecipazione al sistema “Iscrizioni on line” è facoltativa.

Iscrizione on line scuola primaria 2019: come funziona per le scuole statali?

Innanzitutto i genitori devono registrarsi, accedendo al servizio “Iscrizioni on line”, disponibile sul portale del MIUR (www.istruzione.it), utilizzando le credenziali fornite tramite la registrazione.

Coloro che sono in possesso di un’identità digitale (SPID) possono accedere al servizio utilizzando le credenziali del proprio gestore.

Dal 7 gennaio 2019 sarà possibile avviare la fase della registrazione sul sito web www.iscrizioni.istruzione.it. L’iscrizione vera e propria avviene dopo la registrazione.

All’atto dell’iscrizione, i genitori rendono le informazioni relative all’alunno per il quale è richiesta l’iscrizione (codice fiscale, nome e cognome, data di nascita, residenza, etc.) ed esprimono le loro preferenze in merito all’offerta formativa proposta dalla scuola prescelta.

Le segreterie delle scuole offrono un servizio di supporto alle famiglie prive di strumentazione  informatica.

I genitori possono presentare una sola domanda di iscrizione, ma possono anche indicare una seconda o terza scuola a cui indirizzare la domanda nel caso in cui l’istituzione di prima scelta non abbia disponibilità di posti.

Il sistema di iscrizioni on line comunica di aver inoltrato la domanda di iscrizione verso gli istituti scolastici indicati in subordine. L’accoglimento della domanda di iscrizione da parte di una delle istituzioni scolastiche indicate nel modulo on line rende inefficaci le altre opzioni.

Le domande di iscrizione on line possono essere presentate dalle ore 8:00 del 7 gennaio 2019 alle ore 20:00 del 31 gennaio 2019.

Il sistema “Iscrizioni on line” avvisa in tempo reale, a mezzo posta elettronica, dell’avvenuta registrazione o delle variazioni di stato della domanda. I genitori possono comunque seguire l’iter della domanda inoltrata attraverso una funzione web.

Attenzione! Dopo la scadenza del termine finale del 31 gennaio 2019, per eccezionali motivi debitamente documentati, la domanda di iscrizione può essere presentata direttamente alla scuola prescelta, tenendo informato il competente Ufficio scolastico territoriale, che, in ipotesi di motivato diniego da parte della scuola e sentiti i genitori, provvede a indirizzare la richiesta verso altra istituzione scolastica.

Iscrizioni scuola primaria 2019: età di ammissione

Possono essere iscritti alle scuole primarie i ragazzi che compiono 6 anni di età entro il 31 dicembre 2019.

In caso di eccedenza del numero di domande in base ai posti disponibili, la precedenza di iscrizione tiene conto dei criteri stabiliti da ogni scuola e resi pubblici prima del termine delle iscrizioni con affissione all’albo della scuola, con pubblicazione sul sito web dell’istituzione scolastica e, per le iscrizioni on line, in apposita sezione del modulo di iscrizione opportunamente personalizzato dalla scuola.

Non può essere data priorità alle domande di iscrizione in ragione della data di invio delle stesse.

Possono essere iscritti come anticipatari anche i ragazzi che compiono sei anni di età dopo il 31 dicembre 2019 ed entro il 30 aprile 2020. Non è consentita, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla prima classe della scuola primaria di alunni che compiono i sei anni di età successivamente al 30 aprile 2020.

Con riferimento agli alunni che compiono i sei anni di età tra il 1°gennaio e il 30 aprile 2020, i genitori possono avvalersi, per una scelta attenta e consapevole, delle indicazioni e degli orientamenti forniti dai docenti delle scuole dell’infanzia frequentate.

Al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori che intendono avvalersi dell’istruzione parentale presentano comunicazione preventiva direttamente alla scuola primaria del territorio di residenza, dimostrando di possedere le competenze tecniche e i mezzi materiali per provvedere all’istruzione dell’alunno.

Sulla base di tale dichiarazione, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo di istruzione viene effettuato mediante l’istruzione parentale, comunicando altresì ai genitori che, annualmente, l’alunno dovrà sostenere il prescritto esame di idoneità.

Per gli alunni regolarmente iscritti che attualmente frequentano la scuola i genitori non devono ripresentare domanda di iscrizione, in quanto – fatta salva diversa decisione delle famiglie – la loro iscrizione è confermata d’ufficio.

Iscrizioni scuola primaria 2019: il diritto di scelta

Al momento dell’iscrizione i genitori degli alunni possono effettuare scelte personali relative a due questioni: l’orario di partecipazione alle attività e l’eventuale scelta dell’insegnamento della religione cattolica.

Per quanto riguarda l’orario, all’atto dell’iscrizione i genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che può essere così strutturato: 24 ore; 27 ore; fino a 30 ore; 40 ore (tempo pieno).

Attenzione! Mentre per l’opzione dell’orario di 27 ore settimanali non vi sono impedimenti, per le altre opzioni di orario possono esservi limitazioni.

Per quanto riguarda il tempo pieno e l’opzione fino a 30 ore settimanali, l’accoglimento delle opzioni è subordinato alla esistenza delle risorse di organico e alla disponibilità di adeguati servizi.

Nel modulo di iscrizione dovrebbe essere inserita una apposita nota per queste eventuali situazioni.

Infine l’opzione delle 24 ore settimanali può essere accolta solo in presenza di un numero di domande che consenta la formazione di una classe.

In base alle norme concordatarie tra Stato italiano e Santa Sede, nella scuola è prevista la possibilità di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.

Non si tratta di una catechesi, bensì di un insegnamento ispirato ai valori del cattolicesimo.

Al momento dell’iscrizione i genitori possono decidere di avvalersi di questo insegnamento oppure di optare per attività alternative o per nessuna attività.

L’insegnamento della religione cattolica è affidato ad uno degli insegnanti della classe (se disponibile e autorizzato)  oppure ad un docente appositamente individuato dal Vescovo.

Complessivamente vengono svolte attività di questo insegnamento per due ore a settimana.

Per le famiglie che, dopo tale scelta, decidono di non avvalersi più dell’insegnamento della religione cattolica, l’eventuale rinuncia va presentata alla scuola per iscritto entro marzo dell’anno scolastico successivo.

Iscrizioni scuola primaria 2019: assenze alunni ed esonero dagli obblighi di vigilanza

In caso di assenza per malattia di durata superiore a cinque giorni, l’alunno può essere ammesso a scuola previa esibizione di certificato medico.

La regolamentazione delle assenze non viene determinata o comunicata in sede di iscrizione, ma successivamente all’inizio dell’anno scolastico, secondo criteri e modalità fissati da ciascuna scuola.

Una recentissima disposizione legislativa ha previsto che gli alunni di età inferiore ai 14 anni all’uscita da scuola possono autonomamente rientrare a casa anche senza essere accompagnati. Ciò è possibile se i genitori rilasciano alla scuola una comunicazione scritta che esonera il personale scolastico da ogni responsabilità sugli obblighi di vigilanza.

Poiché la legge si limita ad individuare l’età degli alunni inferiore a 14 anni, anche gli alunni di scuola primaria teoricamente possono avvalersi di questa scelta.

Non in sede di iscrizione ma nei tempi che la scuola indicherà prima dell’inizio delle lezioni, i genitori, dopo avere valutato molto attentamente grado di autonomia del figlio, distanza scuola-casa e condizioni complessive di contesto (es., traffico) possono eventualmente rilasciare la liberatoria scritta nei confronti del personale scolastico.

Analogamente la stessa legge prevede che anche nei confronti dei gestori del servizio di scuola-bus comunale possa essere rilasciata, da parte dei genitori, una liberatoria sugli obblighi di vigilanza nei confronti degli alunni in salita dal mezzo, in discesa e alla fermata.