Valutazione dirigenti scolastici: bisogna cambiare tutto

Valutazione dirigenti scolastici: bisogna cambiare tutto
Negativi i riscontri da parte dei dirigenti scolastici sulle modalità di interlocuzione in atto. Nessun dialogo professionale, a volte veri e propri interrogatori.

È ripresa in queste settimane l’attività istruttoria dei nuclei di valutazione con le interlocuzioni con i dirigenti scolastici che proseguiranno fino alla fine del mese di novembre.
Dopo aver archiviato definitivamente il colloquio via Skype a seguito delle nostre proteste, l’Amministrazione continua a prevedere forme alternative alla visita presso le istituzioni scolastiche, ricorrendo alla “convocazione” dei dirigenti scolastici presso una delle scuole dell’ambito o presso gli uffici dell’amministrazione periferica.
Si tratta, a nostro avviso, di una modalità non corretta di interpretare l’interlocuzione con il dirigente e il suo contesto perché, come avviene nella valutazione delle scuole curata dall’Invalsi, la visita del nucleo, per essere efficace, deve essere strutturata come un confronto tra pari e deve avvenire nel contesto in cui il dirigente scolastico opera, per consentire al nucleo di coglierne le caratteristiche e verificarne i condizionamenti sul lavoro del dirigente.
Non riusciamo a immaginare quali possano essere gli ulteriori elementi di giudizio che i nuclei potranno ricavare da un colloquio con il dirigente scolastico, dal momento che non ci risulta pubblicato e condiviso con i nuclei il protocollo di visita consegnato ai componenti dell’Osservatorio Nazionale nell’incontro del 13 giugno scorso.

Sul sito del MIUR, nella documentazione a supporto del procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici dell’anno scolastico 2017/2018, vengono in realtà sinteticamente descritti gli obiettivi del protocollo di visita di cui si evidenzia il carattere “interattivo e costruttivo” realizzato attraverso la visita presso l’istituzione scolastica e l’interlocuzione presso altre sedi istituzionali.
Ci risulta invece che in molti casi l’interlocuzione avvenuta con i dirigenti si sia trasformata in un vero e proprio “interrogatorio” dai toni molto sgradevoli nel corso del quale, senza averne il mandato, diversi componenti dei nuclei si siano spinti in considerazioni inopportune su presunti esiti negativi della valutazione in conseguenza di documentazione insufficiente. Siamo a conoscenza di molti casi in cui la data del colloquio è stata imposta anziché concordata e che i dirigenti scolastici siano stati costretti a giustificare l’impossibilità a partecipare con l’elenco degli impegni assunti.
Sappiamo infine che deliberatamente, pur avendone la possibilità, i nuclei abbiano scelto di non effettuare la visita in più di una o due scuole e abbiano fatto ricorso quasi esclusivamente alle “convocazioni” presso un’altra scuola.
Per due anni, grazie alle mobilitazioni dei dirigenti scolastici e al nostro impegno, abbiamo ottenuto che questa procedura di valutazione introdotta dalla legge 107/15 e regolata dalla Direttiva 36/2016 fosse priva di conseguenze per le retribuzioni dei dirigenti scolastici, senza smettere di denunciarne le numerose criticità nell’impianto generale, inutilmente complesso, nell’assenza di garanzie per dirigenti scolastici, affidata a nuclei individuati in modo discrezionale dai direttori generali, nella irrazionalità degli obiettivi assegnati, collegati strumentalmente ai risultati delle rilevazioni INVALSI ed estratti dagli obiettivi del RAV che sono stati costruiti per valutare non le prestazioni di singoli soggetti ma le azioni didattiche della scuola.

Questi due anni di osservazione e analisi della procedura di valutazione, grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici a contribuire a mettere alla prova gli strumenti di valutazione pur non essendone obbligati perché senza esito, ci hanno convinto del fallimento totale dell’intero impianto della valutazione dei dirigenti scolastici, profondamente sbagliato nella sua impostazione e nella sua realizzazione e della necessità di una sua radicale modifica.

Siamo impegnati in questi giorni all’ARAN, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto, a ricondurre la valutazione nell’ambito della negoziazione. Siamo pronti ad aprire immediatamente al MIUR un confronto sulla procedura per l’anno scolastico 2018/2019 che non accetteremo sia uguale alle due precedenti fallimentari esperienze.

Il valore dello studio

Il valore dello studio tra impegni presi e promesse mancate

di Giovanni Fioravanti

Tra Stato e cultura, storicamente, non è mai corsa buon acqua, spesso a scapito della cultura costretta a soccombere di fronte allo Stato. Già allepoca del suo discorso Sullavvenire delle nostre scuole, Nietzsche supponeva che si potesse ribaltare questo destino. Il fatto è che in ogni tempo, tanto più oggi, si contrappongono due azioni: da un lato limpulso verso la massima estensione della cultura e, dallaltro lato, limpulso a sminuirla e indebolirla. Quando però su tutto continua a dominare lignoranza, quella che la cultura dovrebbe contribuire a curare, a vincere è sempre la seconda azione. 

Ora, siccome la cultura è dei soloni, dei professoroni e dei giornaloni, lignoranza s’è rifatta il vestito  e indossa i panni degli uomini e delle donne al governo. 

Tra laltro, questo è un paese dove parlare con competenza di scuola e di studi è da sempre stato difficile anche per i ministri, se poi viene a mancare la familiarità con gli articoli della Costituzione, i primi ad essere scordati sono proprio il 33 e il 34 che, guarda caso, normano la materia nella Repubblica fondata sul lavoro.

A chi  vorrebbe istituire commissioni per supervisionare i contenuti scientifici dei palinsesti televisivi, va ricordato che, in virtù del citato articolo 33: Larte e la scienza sono libere e libero ne è linsegnamento. Pertanto niente MinCulPop, se qualcuno nuovamente ne fosse tentato. 

Il quinto comma dello stesso articolo invece recita, per i folgorati dalla abolizione del valore legale dei titoli di studio: “È prescritto un esame di Stato per lammissione ai vari ordini di scuola o per la conclusione di essi e per labilitazione allesercizio professionale.

In sostanza,  volendo condurre in porto simili aspirazioni, non so quanto estemporanee, e comunque al momento fuori contratto, il governo  dovrebbe passare per una riforma costituzionale, che, dalle esperienze pregresse, pare non porti molto bene.

Tuttavia sorprende come in un paese da decenni in declino economico, con la minore percentuale di laureati tra i paesi dellOcse, si riesca al massimo a concepire simili ricette e, sventolando la bandiera del cambiamento, si faccia il verso a passati dicasteri del tipo Gelmini o al tanto vituperato governo Monti. Ma evidentemente  la destra, anche se giallo-verde, alla fine torna sempre lì, avendo carenza di materia grigia.

Lintelligenza suggerirebbe che di questi tempi, dove la differenza la fa la qualità del capitale umano un po ovunque in tutto il mondo, occorre investire in più istruzione e più conoscenza. Ne scriveva nel non troppo lontano 2009, in un libretto prezioso e ancora attuale, Vincenzo Visco, pubblicato da il Mulino: Investire in Conoscenza, per la crescita economica e le competenze per il ventunesimo secolo. 

Ma questo governo pare prediligere una gestione casalinga, un fai da te dellistruzione, come se di questi tempi la questione della cultura, delle competenze e dei titoli di studio fosse cosa risolvibile tra le mura domestiche, come quota 100 e reddito di cittadinanza. Da solo questo sarebbe sufficiente a svelare lignoranza che incombe minacciosa sul nostro paese e sul destino delle più giovani generazioni, presenti e future. 

È vero che con il ritorno in auge del me ne frego e del tiriamo dritto le quotazioni del dialogo sono decisamente in calo. Ma la cultura da sempre comunica e si confronta con gli altri a livello europeo come mondiale, non è questione che risolvi a casa tua con i comitati scientifici o con labolizione o meno del valore legale dei titoli di studio. Ciò che conta sono le risorse che investi nel sapere e nella ricerca, nella qualità e nel valore, possibilmente riconosciuti unanimemente, delle tue istituzioni scolastiche ed accademiche dal nord al sud del paese. 

Lignoranza non può avere memoria e quindi non può essere frutto di dimenticanza o di rimozione, ma ventanni fa, nel 1999, alla Conferenza di Bologna abbiamo preso degli impegni con lobiettivo di costruire uno Spazio Europeo dellIstruzione Superiore, sarebbe il caso di documentarsi, perché se allisolamento economico corrispondesse anche quello culturale sarebbe davvero un ritorno al medioevo. Altroché felicità del paese e sviluppo.

Di fronte a quegli impegni, fa rabbrividire pensare che il tema possa essere labolizione del valore legale dei titoli di studio. O qualcuno non ha capito, o gli sfugge qualcosa. Noi ci siamo impegnati a garantire un sistema di titoli comprensibili e comparabili a livello europeo, la trasparenza dei corsi di studio attraverso un comune sistema di crediti, basato non solo sulla durata ma anche sul carico di lavoro del singolo corso e sui relativi risultati di apprendimento. Un approccio condiviso allassicurazione della qualità, lattuazione di un quadro dei titoli concordato e finalizzato allo Spazio Europeo dellIstruzione Superiore.

Parlare di abolizione del valore legale del titolo di studio ha solo leffetto di distrarre dal vero obiettivo che sarebbe invece quello di far sapere al paese a che punto è liter previsto dal Processo di Bologna, e che, a consultare il sito del Miur, pare fermo al 2015.

Poi, per chi lavesse mai saputo o scordato, ad attendere lufficializzazione prevista dalla legge vi è ancora tutta lampia materia dellapprendimento permanente, degli apprendimenti informali e non formali, il cui attestato riguarda oltretutto la riforma del mercato del lavoro. Apprendimenti che necessitano del riconoscimento legale da parte dello Stato con crediti e certificazioni spendibili.  È materia disciplinata dalla tanto vituperata legge Fornero del 2012, che ancora manca della banca dati  nazionale delle competenze e che sarebbe indispensabile per i centri dellimpiego, proprio per facilitare il passaggio dal reddito di cittadinanza al lavoro.

Ma le uscite estemporanei di questi giorni fanno comprendere quanto grande sia ancora la distanza dalla strada che sarebbe necessario e urgente percorrere, a partire dalla cultura e dallistruzione.

Bullismo

(Venerdì, 16 novembre 2018) I referenti degli Uffici scolastici regionali per il bullismo e il cyberbullismo si sono riuniti oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per essere aggiornati sugli ultimi dati relativi alle attività della piattaforma dedicata ai docenti di Generazioni Connesse, il programma sulla sicurezza in internet per gli utenti più giovani coordinato dal MIUR e co-finanziato dalla Commissione europea. L’incontro è stato anche l’occasione per conoscere i contenuti e il funzionamento di Elisa, il portale lanciato lo scorso 19 ottobre alla Fiera Didacta dedicato alla formazione online dei docenti e al monitoraggio del fenomeno.

La Piattaforma Elisa si suddivide in due sezioni principali: una dedicata ai corsi in e-learning, sia teorici che pratici, e una al monitoraggio del fenomeno, attraverso la quale le scuole potranno partecipare a indagini statistiche nazionali. Il sistema di monitoraggio offre alle singole scuole un report personalizzato che permette loro di avere una fotografia della situazione del proprio istituto rispetto a questi fenomeni e monitorare nel tempo il loro andamento.

La piattaforma rivolta ai docenti di Generazioni Connesse è invece dedicata alla didattica, mette a disposizione degli insegnanti materiali con i quali realizzare attività in classe e ha uno spazio destinato alla compilazione di un questionario relativo alle attività fatte in classe. Nel biennio 2017-2018 sono stati 7.331 i docenti che si sono iscritti alla piattaforma di Generazioni Connesse. A livello regionale, il numero maggiore di insegnanti iscritti proviene dalla Campania (1.214). Seguono Lombardia (964), Puglia (743), Sicilia (675) e Lazio (657). Un campione di 427 scuole iscritte alla piattaforma ha risposto a un questionario relativo alle attività di prevenzione e formazione contro i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. La maggior parte degli istituti ha realizzato una sola attività (397 pari al 93% del totale), 12 scuole ne hanno realizzate due. Nel 12,5% si è trattato di attività di formazione, nel 28,8% di sensibilizzazione, nel 68% di entrambe le tipologie. Sebbene oltre il 92% delle attività proposte dalle scuole siano state indirizzate agli studenti, una percentuale consistente (66,6%) è stata rivolta ai docenti e il 47,7% ai genitori. Due i principali obiettivi raggiunti: il miglioramento della conoscenza dei temi (95,6%) e il cambiamento di comportamenti e modalità di relazione (40,2%).

I ragazzi e le ragazze in piazza oggi hanno ragione

Scuola =

On. Nicola Fratoianni (Liberi e Uguali):
I ragazzi e le ragazze in piazza oggi hanno ragione.
Macchè governo cambiamento! Improvvisazione, pressapochismo e promesse non mantenute 
****
“Improvvisazione e pressapochismo, promesse su promesse che non vengono mantenute. Di nuovo tagli, scuole che cadono a pezzi, ed occupazione di posti di potere.
Questo è il bilancio vero di questo governo per la scuola pubblica del nostro Paese.”
Lo scrive su twitter  il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali.
“I ragazzi e le ragazze oggi nelle piazze italiane  – conclude Fratoianni – vogliono un futuro diverso. Ed hanno ragione “

UNHCR lancia un videocontest rivolto alle scuole

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, all’interno del progetto “Viaggi da Imparare”, propone un concorso indirizzato alle scuole superiori per la realizzazione di un video ispirato al tema dell’accoglienza. Il video vincitore diventerà uno degli spot ufficiali di UNHCR per la Giornata Mondiale del Rifugiato 2019!

Come raccontare, tra una lezione e l’altra, il tema dell’accoglienza attraverso un linguaggio creativo, audiovisivo, che sensibilizzi i giovani? È questa la sfida lanciata dall’UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, a insegnanti e studenti delle scuole superiori di tutta Italia.
A partire dal 15 novembre, andando all’indirizzo http://concorso.viaggidaimparare.it/ (all’interno del sito Viaggi da Imparare, realizzato da UNHCR in collaborazione con il MIUR) le scuole potranno trasformare la loro idea in spot.

Una volta iscritte nella sezione dedicata del sito, le classi avranno la possibilità di seguire un percorso interattivo a step fatto di quiz, contenuti educational, storie e testimonianze reali di ragazze e ragazzi rifugiati.

Alla fine i partecipanti saranno invitati a pensare, scrivere e creare la propria storia sul tema dell’accoglienza attraverso un video della durata massima di 2 minuti. Una giuria, composta dai ragazzi e dalle ragazze rifugiati/e protagonisti delle storie di “Viaggi da imparare” decreterà la classe vincitrice tra i primi 10 video più votati. Il video vincitore diventerà uno degli SPOT ufficiali di UNHCR per la Giornata Mondiale del Rifugiato 2019 (20 giugno).

Il progetto didattico ha l’obiettivo di sviluppare consapevolezza e conoscenza sul tema dei rifugiati, stimolare la partecipazione dei ragazzi, sviluppando la cultura della solidarietà e dell’accoglienza presso un pubblico più giovane.
Ogni due secondi, nel mondo, una persona è costretta ad abbandonare la propria casa in fuga da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani: sono oltre 68 milioni le persone sradicate dalle proprie terre. Oltre la metà sono minori, ragazzi e ragazze in età scolare.
“E’ importante che i ragazzi e le ragazze abbiano l’occasione di conoscere e capire meglio cosa significa essere rifugiati in maniera creativa e libera da pregiudizi e stereotipi – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa. “Questo concorso vuole stimolare il coinvolgimento emotivo di studenti e professori, esponendo gli studenti a storie di ragazzi che alla loro età, o anche più piccoli, sono stati costretti a lasciare tutto e a rischiare la propria vita per cercare un posto sicuro dove poter ricominciare. Ci auguriamo che la partecipazione in prima persona delle giovani generazioni possa fornire un contributo fondamentale alla diffusione della cultura dell’accoglienza e coinvolgere indirettamente anche le loro famiglie”.

Ulteriori dettagli sul concorso:
Apertura del concorso: 15 novembre 2018
Termine per l’invio delle opere: 15 aprile 2019
Proclamazione classe vincitrice: entro il 15 maggio 2019 sul sito http://concorso.viaggidaimparare.it/

TAR LAZIO reinserisce nelle GAE i docenti ingiustamente cancellati e annulla il DM n. 506/2018

IL TAR LAZIO reinserisce nelle GAE i docenti ingiustamente cancellati e annulla il DM n. 506/2018 : accolto il ricorso con sent. n.10867/2018 12 novembre 2018

contributo dell’Avv. Maurizio Danza

Di particolare interesse la sentenza n.10867/2018 pubblicata il 12 novembre 2018, con cui la sezione III Bis del TAR Lazio-Roma ha accolto il ricorso, con cui era stata richiesto il reinserimento di numerosi docenti precedentemente inseriti, ed ingiustamente cancellati dalle GaE per mancato aggiornamento ; nel caso di specie, era stato chiesto l’annullamento del decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 506 del 19.06.2018, nella parte in cui non prevede alcuna possibilità di reinserimento né alcuna modalità applicativa di presentazione della relativa domanda per chi, come i ricorrenti, ed il conseguente reinserimento nella rispettiva graduatoria e fascia di appartenenza. Alla camera di consiglio del 5 novembre 2018, il Collegio stigmatizzando la violazione da parte del MIUR posta in essere con il Decreto Ministeriale n. 506/2018 ha accolto il ricorso patrocinato dall’Avv. Maurizio Danza del Foro di Roma, annullando i provvedimenti impugnati e disponendo l’inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie a esaurimento con la seguente motivazione : “ La giurisprudenza del Consiglio di Stato (da ultimo sentenza 4835/2018) ha ritenuto “il principio per cui dalla trasformazione delle antiche graduatorie permanenti in GA.E non discende alcuna preclusione del reinserimento nelle stesse dei soggetti che vi erano già iscritti pleno jure in passato ma, per l’omessa domanda di permanenza per il precedente aggiornamento, ne sono stati cancellati; – più in particolare, quantunque la mancata presentazione della domanda comporti la cancellazione dalla graduatoria per gli anni scolastici successivi, ma è sempre consentito al docente interessato, su sua domanda, il reinserimento nella graduatoria; – il mutamento delle graduatorie permanenti in GAE, in base all’art. 1, co. 605 della l. 27 dicembre 2006 n. 296, non ha cambiato tutto ciò, poiché le GAE non consentono nuovi inserimenti, ma non precludono, nella sede dei relativi aggiornamenti ed a seguito di nuova domanda tempestivamente presentata, il reinserimento nelle GAE successive, con la conservazione del punteggio già ottenuto (cfr. così Cons. St., VI, 15 novembre 2017 n. 5281; id., 13 dicembre 2017 n. 5868); – se quindi è giusto depurare le GAE dalla presenza di docenti che effettivamente non abbiano più interesse a permanervi, non è corretto determinarne l’esclusione, anch’essa permanente e, ad avviso dei decreti impugnati in prime cure, immodificabile sol perché desunta in via implicita a mezzo del silenzio o inerzia, anche incolpevole, tenuta dagli interessati, cosa, questa, che tuttavia confligge col citato art. 1, co. 1-bis, II per. del DL 97/2004; – la norma, infatti, sanziona l’omessa domanda con l’esclusione dalle graduatorie, ma solo rebus sic stantibus, onde questa non è comunque assoluta, potendo gli interessati, nel termine poi assegnato per i futuri aggiornamenti delle GAE, dichiarare di volervi nuovamente figurare”.

L’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane sia il settimo liceo indipendente nel panorama scolastico italiano

da Il Sole 24 Ore

L’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane sia il settimo liceo indipendente nel panorama scolastico italiano
di Enrico Castrovilli *

Nelle scuole secondarie del nostro paese l’insegnamento dell’economia, sia di quella politica che di quella aziendale, è collocata in una sorta di hortus conclusus. L’economia politica o generale è studiata dal 2,5% dei ragazzi frequentanti l’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane (opzione anche chiamata liceo economico sociale Les), quella aziendale (assieme a quella politica) dall’11,5% di studenti degli istituti tecnici economici Ite, pochissimi sono gli iscritti agli istituti orofessionali per i servizi commerciali. Tutti gli altri studenti nei nostri licei, istituti tecnici e istituti professionali non hanno nel loro curricolo scolastico in specie negli ultimi tre anni dei loro corsi alcuna presenza di materie economiche. Paradossale.

Basterebbe scorrere i contenuti delle prime pagine dei giornali negli ultimi lustri, assistere alle discussioni dei talk televisivi, pensare a quali sono le principali necessità e preoccupazioni degli italiani per rendersi conto che l’economia è un alfabeto della moderna cittadinanza …. impresa, lavoro, Pil, reddito, spread, tasse …

Se si vuole essere in grado di capire quanto accade nel mondo contemporaneo, orientarsi tra le sfide e le opportunità dell’oggi, compiere le scelte della vita, esprimere i propri orientamenti politici, una adeguata conoscenza delle questioni economiche è assolutamente fondamentale.

E inoltre una buona dotazione di competenze economiche aiuta a capire aspetti altrettanto importanti, come quelli sociali, scientifici, storici o politici. La stessa educazione finanziaria alla quale il comitato presieduto da Annamaria Lusardi sta dedicando un apprezzabilissimo impegno, con le numerose iniziative realizzate con il Mese dell’educazione finanziaria, può assumere un impatto ancora più significativo qualora la finanza fosse più strettamente collegata a studi economici approfonditi.

Eppure un paio di mosse semplici per dare scacco matto all’ignoranza economica e finanziaria, quel vero e proprio spread educativo che connota il nostro paese, ci sono. La prima è quella su cui insistono da tempo le principali associazioni, enti e società scientifiche che si occupano di educazione economica nella società, nelle scuole, nelle università italiane. La mossa consiste nel rendere l’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane un indipendente settimo liceo nel panorama scolastico italiano compiutamente dedicato alle Scienze economiche e sociali.

Il liceo delle Scienze umane, ovvero l’ex istituto magistrale sotto il quale il Dpr 89/2010 (il cosiddetto riordino Gelmini sui licei) ha accasato l’opzione economico-sociale, si è rivelato una casa troppo stretta per offrire lo spazio che meritano agli studi economici, sociali e giuridici nel nostro paese. Questa identica conclusione è stata fatta propria dal recente monitoraggio sui licei, condotto dal Miur in base all’art.12 del riordino liceale Gelmini. Il monitoraggio propugna con una seria di motivazioni l’acquisizione di una piena indipendenza per l’opzione economico-sociale. Innanzitutto le materie di indirizzo e il Profilo educativo, culturale e professionale (il Pecup) dell’opzione economico-sociale sono dotati di un’autonoma indubbia caratterizzazione.

L’uso del termine opzione economico-sociale nasconde le profonde differenze che esistono in termini di Pecup tra il Les (che ha un asse culturale fondato sulle scienze economiche, sociali e giuridiche) e il Lsu fondato invece sulle scienze socio-psico-pedagogiche: due famiglie troppo diverse per vivere bene assieme nella stessa casa.

Infine l’uso dell’espressione opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane è divenuto motivo di incertezza per studenti e famiglie in sede di orientamento, dato che l’opzione economico-sociale risulta assimilata al liceo delle Scienze umane, e quest’ultimo a sua volta è assimilato agli ex magistrali. I Les con la loro rete nazionale sono anch’essi dell’avviso che l’indipendenza del Lesdal Lsu potrebbe rendere gli studi liceali di economia più visibili e più apprezzati da ragazzi e famiglie.

Il modo per introdurre questa significativa novità nella scuola italiana sarebbe semplice: potrebbe essere contenuta nei regolamenti che il ministero dell’Istruzione deve preparare per aggiornare le norme de La Buona scuola.

La seconda mossa per dare scacco matto è un poco più laboriosa. La mossa in questo caso consiste nel migliorare i possibili sbocchi dei diplomati degli Ite, attualmente stretti nella tenaglia della ricerca subito dopo il diploma di un lavoro (quale lavoro? con quali competenze professionali?) oppure l’iscrizione a un corso universitario di 3 o 5 anni, alternativa che presenta notevoli costi opportunità. Non sarebbe invece utile sulla falsariga delle esperienze di paesi come la Francia e la Germania arricchire l’attuale offerta di Its con la definizione tra il diploma e la laurea di una serie di profili professionali intermedi, per preparare figure professionali nelle aree e negli ambiti amministrativi-gestionali di cui hanno oggi fame le imprese? Nei paesi citati la disoccupazione giovanile è un sotto-multiplo di quella italiana, forse non dipende anche dal fatto che in Italia i diplomati degli Its sono ogni anno 8.000 a fronte di quasi 800.000 in Germania e di 500.000 in Francia? Vogliamo allora dare scacco matto all’ignoranza economica?

*Associazione europea per l’educazione economica Aeee Italia

 

Bocciatura studente confermata anche se docenti non hanno comunicato andamento scolastico. Sentenza

da Orizzontescuola

Bocciatura studente confermata anche se docenti non hanno comunicato andamento scolastico. Sentenza
di Avv. Marco Barone

Dei genitori agendo, nel presunto interesse del proprio figlio, chiedevano l’annullamento del verbale -OMISSIS- del Consiglio di classe-OMISSIS-relativo allo scrutinio finale dell’anno scolastico 2017/2018

Nel testo dello scrutinio si legge che “non viene ammessa alla classe successiva, all’unanimità, la studentessa (omissis) ……. “>; l’atto/provvedimento “silenzio” circa l’istanza con la quale l’odierna ricorrente aveva chiesto “la documentazione scolastica relativa alla classe-OMISSIS-del Liceo Statale -OMISSIS-e in particolare di prendere visione ed estrarre copia del registro della predetta classe nella sua versione integrale e di tutti i “compiti in classe” con riferimento a tutti gli alunni della medesima classe ed in relazione al periodo dall’inizio anno scolastico in corso fino ad oggi; di ogni altro atto connesso, consequenziale e presupposto e, in guisa particolare: – i voti dei compiti in classe della minore ..(omissis); – il nulla osta al trasferimento ad altro istituto scolastico nella parte in cui contiene il riferimento implicito alla non ammissione di (omissis) alla -OMISSIS-;

Il ricorso viene respinto dal T.A.R. Lazio Roma Sez. III bis, con Sent., (ud. 05-09-2018) 08-10-2018, n. 9815.

Sul diniego della scuola all’accesso ai compiti

La non ammissione della studentessa risulta motivata con la seguente dizione: “non viene ammessa alla classe successiva, all’unanimità, la studentessa -OMISSIS-con la seguente motivazione. L’alunna presenta un profitto gravemente insufficiente in quasi tutte le discipline e non ha raggiunto gli obiettivi minimi di acquisizione dei contenuti, nonostante gli interventi integrativi e le numerose opportunità di recupero che le sono state offerte dalla scuola. Non supportata da solide conoscenze e competenze di base, ha evidenziato nel corso dell’intero anno scolastico pochissima autonomia nel gestire il lavoro didattico. Le numerosissime assenze,i ritardi e la scarsa partecipazioni al dialogo educativo, hanno contribuito ad impedire un miglioramento anche minimo dei livelli di partenza. Inoltre la condotta non è stata sempre responsabile ed adeguata al contesto alla luce di queste considerazioni il CdC, all’unanimità, ritiene che la discente non sia in grado di frequentare con profitto la classe successiva”. Subito dopo la motivazione sono indicati i voti conseguiti dalla studentessa all’esito dell’anno scolastico rappresentati da: discreto in religione o attività alternativa; 5 in lingua e letteratura italiana; 3 in lingua e cultura latina; 3 in lingua e cultura greca; 4 in storia e geografia; 3 in matematica; 3 in scienze naturali; 6 in lingua e cultura straniera inglese; 7 in scienze motorie e sportive.

La motivazione formulata dall’istituto non appare illogica né irragionevole. Sussiste una piena corrispondenza tra i dati numerici rappresentati dai voti espressi nelle varie materie e il giudizio complessivo espresso dalla commissione. Le assenze e i ritardi della studentessa, a prescindere dalla giustificazione e dalle cause, non sono richiamati al fine di motivare di per sé la non ammissione ma al fine di evidenziare che tale dato ha contribuito a impedire un miglioramento dei livelli di partenza.

La mancata informazione sull’andamento scolastico non vizia il giudizio di bocciatura

Per quanto concerne gli elementi emulativi evidenziati da parte ricorrente, pur gravi e idonei a incidere anche profondamente sul percorso di crescita della studentessa, occorre sottolineare che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr., da ultimo, Tar Puglia, Lecce, n.252/2015; Tar Torino, n.155/2015; Tar Lazio, sez. III bis, n.13155/2014; T.A.R. Lazio, sez. III bis, n. 3468 del 2014; T.A.R. Abruzzo – Pescara, sez. I, 15 aprile 2013, n.232) l’eventuale mancata attivazione delle attività di recupero o degli oneri di informazione circa l’andamento scolastico non vizia il giudizio di non ammissione alla classe successiva, tenuto conto che esso si basa esclusivamente – senza che ad esso possa riconnettersi alcun intento “punitivo” – sulla constatazione oggettiva dell’insufficiente preparazione dello studente e sul grado di maturazione personale dello stesso (Tar Napoli 4799/2009; Tar Pescara 455/2008), a fronte dei quali l’ammissione dello studente al successivo ciclo di istruzione Superiore potrebbe costituire, anziché un vantaggio, uno svantaggio per l’allievo (in termini: Tar Lombardia, Milano n.78 del 15 gennaio 2015). Alle medesime conclusioni deve pervenirsi anche con riferimento al comportamento emulativo descritto da parte ricorrente, al mancato funzionamento dei consigli di classe, al ritardo con cui è stato consentito l’accesso ai compiti, fatti che, di per sé, non costituiscono vizi idonei a inficiare la valutazione espressa, ma potrebbero, in astratto e salva analisi dei vari elementi della fattispecie, giustificare la tutela risarcitoria, ma non consentire l’ammissione della ricorrente all’anno successivo.

Al tempo stesso, le condotte descritte da parte ricorrente non risultano idonee, neanche in astratto, a inficiare la valutazione espressa dalla commissione valutatrice e dai singoli insegnanti anche in considerazione del numero e delle entità delle insufficienze. Parte ricorrente non ha contestato analiticamente le valutazioni ottenute dalla ricorrente, scritte od orali, evidenziando l’illogicità della valutazione, la sua manifesta erroneità o irragionevolezza sia in senso assoluto che relativo, ma ha concentrato la sua difesa sulla condotta emulativa della scuola che non appare al giudicante idonea a inficiare la valutazione tecnica espressa dalla stessa amministrazione e su una perizia di parte basata su una valutazione svolta in un’unica giornata.

Pensioni quota 100, “molte donne fuori”

da Orizzontescuola

Pensioni quota 100, “molte donne fuori”
di redazione

A pronosticare la possibilità che molte donne resteranno fuori dalla quota 100 è il segretario nazionale del Sindacato dei pensionati italiani della Cgil Ivan Pedretti.

Molte donne resteranno fuori

“Parliamo di lavoratori che hanno avuto una carriera lavorativa lunga”, mentre “non rientrano quelli che hanno avuto una carriera più discontinua, come tante donne, gli edili e gli impiegati in agricoltura” ha spiegato Pedretti a margine del congresso dello Spi Cgil Lombardia. Secondo il sindacalista, tuttavia, “il tema vero sulla Fornero è dare una risposta alla nuove generazioni. Bisogna arrivare a una pensione di garanzia – ha detto – altrimenti avremo solo giovani pensionati poveri”.

Salvini, fondi quota 100 ci sono

Sulla quota 100 è intervenuto oggi anche Matteo Salvini che ha rassicurato suo fondi “ci sono e ci saranno,”.

Poi risponde a Tito Boeri che invece ha parlato esplicitamente di mancanza di fondi, “Boeri si candidi nel Pd – ha detto – fa il bastian contrario da anni: non si tocca la legge Fornero, non va bene quota 100, prima dice che ci sono troppi soldi, poi pochi, poi dice che troppa gente va in pensione, poi che ci sono i tagli. Guardiamo i fatti, restituiamo il diritto alla vita, alla pensione e quindi al lavoro ad almeno mezzo milione di italiani che potranno scegliere se e quando andare in pensione, se e quando andare a lavorare”.

Pensioni quota 100, Bussetti: abbasserà età media personale scuola

da Orizzontescuola

Pensioni quota 100, Bussetti: abbasserà età media personale scuola
di redazione

Il Ministro Bussetti, nella giornata di ieri, come riferito in diversi nostri articoli, ha presentato in VII Commissione Cultura della Camera, i provvedimenti della legge di Bilancio relativi alla scuola, all’università e alla ricerca.

Pensioni quota 100

Il Ministro ha accennato anche al provvedimento relativo alla riforma della legge Fornero che, come sappiamo, è la cosiddetta quota 100, per la quale saranno necessari gli appositi provvedimenti attuativi, in quanto la legge di bilancio presenta soltanto lo stanziamento dei fondi.

La misura, ha affermato Bussetti, avrà ripercussioni anche sul reclutamento del personale della scuola, tuttavia le stime saranno possibili soltanto dopo i succitati provvedimenti attuativi.

Età anagrafica personale docente

La riforma delle pensioni, ha proseguito il Ministro, avrà degli effetti sul riequilibrio dell’età anagrafica del personale scolastico, attualmente caratterizzato da un’anzianità di servizio e di età “rilevante”.

Qualsiasi misura, volta a riequilibrare la distribuzione anagrafica del personale, che oggi presenta un’eta media pari a 51-52 anni, non può che essere benefica per la sostenibilità di lungo periodo del sistema dell’istruzione scolastica.

Dirigenti scolastici, Udir: procedura riservata per ricorrenti concorso 2011

da Orizzontescuola

Dirigenti scolastici, Udir: procedura riservata per ricorrenti concorso 2011
di redazione

Comunicato UDIR – Tra le motivazioni della richiesta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento.

Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. Scarica l’intero testo.

 La grande attesa si è arrestata improvvisamente: erano tantissimi i ricorrenti pronti ad assistere “all’udienza del 20 novembre in cui la Consulta avrebbe dovuto riunirsi per pronunciarsi in merito alla legittimità della legge 107, nella parte in cui al comma 88 discrimina i ricorrenti del concorso Ds 2011 rispetto ai ricorrenti del 2004 – 2006”. Tra le motivazioni, a quanto pare, ci sarebbero le nefaste conseguenze che deriverebbero dal riconoscimento, da parte dellaCorte,dell’illegittimità “costituzionale dei commi 87 e 88 della legge 107/2015”. Inoltre, “una pronuncia di accoglimento metterebbe a rischio tutti i dirigenti sanati dalla legge 107/2015 che dovrebbero fare ritorno ai ruoli di appartenenza, per non parlare dei posti disponibili, che spetterebbero ai ricorrenti del 2011 e non potrebbero essere più assegnati ai vincitori del concorso 2018”.

La questione risulta molto complessa e ingarbugliata: Udir, nato con l’intento di stare dalla parte dei DS, ha abbondantemente fatto riferimento alla giustezza di un sistema di reclutamento più snello, che permetta l’ottimo funzionamento degli istituti. Con l’intento di portare avanti tale progetto, all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, il giovane sindacato ha presentato 7 emendamenti, tra i quali quello per l’ammissione dei ricorrenti 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso riservato. Tale risoluzione consentirebbe la composizione della controversia giudiziaria ancora in corso prima del pronunciamento della Consulta sul tema, nonché la copertura dei posti vacanti all’esito delle domande di pensionamento che decorreranno dal 2019.

Infatti, ‘per le assunzioni relative ai dirigenti scolastici, all’articolo 28, dopo il comma 1’, il sindacato ha proposto di aggiungere che è “estesa anche agli aspiranti che hanno in corso un contenzioso avverso il decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011”. Inoltre, “sono ammessi, altresì, tutti i soggetti non in quiescenza che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per almeno un triennio a seguito di conferma degli incarichi di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43”. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, si provvederebbe attraverso l’impiego di“risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205.

Inoltre, con l’altro emendamento rivolto alla semplificazione concorso DS 2018, “alle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici si applicano le disposizioni normative previgenti a quanto previsto dall’articolo 1, comma 217, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 di modifica dell’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”: quindi, “con Decreto del Ministro dell’istruzione sono abolite le disposizioni relative all’obbligo di frequenza del corso di formazione dirigenziale di cui al Decreto ministeriale del 3 agosto 2017, n. 138 e disposta l’assunzione diretta dei vincitori all’esito della procedura concorsuale”.

Udir, con l’intento di fornire uno strumento formativo e informativo, in queste settimane, è in giro per l’Italia con le “Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali”. Prossimi incontri: Milano (scheda di adesione), Verona(scheda di adesione);Rende (scheda di adesione). Per partecipare inviare la scheda all’indirizzo segreteria@udir.it

EMENDAMENTI UDIR

ART. 28.

(Assunzioni nella pubblica amministrazione)

 II

 All’articolo 28, dopo il comma 1, aggiungere il seguente: “Per le assunzioni relative ai dirigenti scolastici, sono disposte le seguenti determinazioni:

 “È estesa anche agli aspiranti che hanno in corso un contenzioso avverso il decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011, ovvero il decreto direttoriale n. 499 del 20 luglio 2015 per l’accesso al corso intensivo per accesso al ruolo di Dirigente scolastico ai sensi del comma 87 e ss., la partecipazione ad una nuova sessione speciale del corso intensivo di durata di 80 ore complessive di cui al comma 87 e ss. dell’art. 1 Legge 13 luglio 2015 n. 107, da disciplinare con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Sono ammessi, altresì, tutti i soggetti non in quiescenza che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per almeno un triennio a seguito di conferma degli incarichi di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43. Alla copertura della somma individuata si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro infavore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n.  107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205.”

 MOTIVAZIONE [Ammissione corso intensivo per Dirigenti scolastici dei ricorrenti 2011]: l’ammissione degli aspiranti in questione, già ricorrenti avverso il bando del concorso per dirigenti scolastici 2011, attraverso la previsione di una quota di riserva ad essi destinata per l’analogo concorso di imminente indizione, consentirà la composizione della controversia giudiziaria ancora in corso prima del pronunciamento della Consulta sul tema nonché la copertura dei posti vacanti all’esito delle domande di pensionamento che decorreranno dal 2019. Per le stesse ragioni, è opportuno procedere alla stabilizzazione, previo svolgimento di apposito corso intensivo riservato, anche dei presidi incaricati. Le ulteriori risorse finanziarie sono reperite dal fondo della Buona scuola.

 III

 ART. 58 BIS

(Modifiche alla legge 28 dicembre 2015, n. 208 e altre disposizioni in materia di revisione del sistema di reclutamento dei dirigenti scolastici)

 Alle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici si applicano le disposizioni normative previgenti a quanto previsto dall’articolo 1, comma 217, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 di modifica dell’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165. Pertanto, con Decreto del Ministro dell’istruzione sono abolite le disposizioni relative all’obbligo di frequenza del corso di formazione dirigenziale di cui al Decreto ministeriale del 3 agosto 2017, n. 138 e disposta l’assunzione diretta dei vincitori all’esito della procedura concorsuale.

 MOTIVAZIONE [Semplificazione concorso Dirigenti scolastici 2018]: alla luce delle improrogabili esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome e visto l’eccessivo ricorso all’istituto della reggenza, è necessario procedere alla celere assunzione in servizio dei dirigenti scolastici sulla base della graduatoria di merito finale del concorso DS 2018. Dall’approvazione della norma, risultano risparmi dalla mancata attivazione del corso di formazione e tirocinio.

Sicurezza nelle scuole, il 22 novembre si celebra la Giornata promossa da Cittadinanzattiva

da La Tecnica della Scuola

Sicurezza nelle scuole, il 22 novembre si celebra la Giornata promossa da Cittadinanzattiva
Di Lara La Gatta

Si celebrerà il prossimo 22 novembre la Giornata nazionale per la Sicurezza nelle scuole promossa da Cittadinanzattiva.

Giunta alla sua XVI edizione, anche quest’anno prevede l’invio gratuito, alle scuole aderenti, di materiali didattici dedicati al tema della sicurezza realizzati in collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile.

Per questa edizione il kit di materiali sarà composto da:

  • un manifesto dedicato al rischio sismico
  • un manifesto dedicato al rischio alluvione
  • un video tutorial per una corretta prova di evacuazione a scuola in caso di rischio sismico.

I materiali saranno scaricabili direttamente dal sito www.cittadinanzattiva.it, previa iscrizione tramite il form apposito che sarà on line a partire dalla prossima settimana.

Borse di studio ITACA, scadenza per le domande il 20 novembre 2018

da La Tecnica della Scuola

Borse di studio ITACA, scadenza per le domande il 20 novembre 2018
Di Lara La Gatta

Mancano pochi giorni per presentare domanda sul sito dell’INPS per il bando di concorso Programma Itaca.

Scade infatti alle ore 12 del 20 novembre il termine per aderire al programma di studio all’estero Itaca è una borsa di studio per studenti delle superiori a totale o parziale copertura di un soggiorno scolastico all’estero, organizzato e fornito da soggetti terzi dedicata ai figli e orfani dei dipendenti e pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

I giovani, all’atto della domanda, devono essere iscritti al secondo o terzo anno di una scuola secondaria di secondo grado e non essere in ritardo nella carriera scolastica.

Prima di procedere alla compilazione e all’invio della domanda online è opportuno accertarsi di essere iscritti alla banca dati, disporre di un PIN e controllare la corretta configurazione del proprio PC.

L’INPS ricorda che il concorso:

  • è compatibile con i Convitti, con Estate INPSieme (ad eccezione dei soggiorni vacanza/studio finanziati dall’INPS nell’estate 2019 e 2020) e con i corsi di lingue in Italia non essendo queste ultime provvidenze analoghe;
  • NON è compatibile con la borsa di studio “Super Media” riferito all’anno scolastico 2019/2020 e con la fruizione di soggiorni vacanza/studio finanziati dall’INPS nell’estate 2019 e 2020.

SCARICA IL BANDO

Programma Intercultura

I programmi di Intercultura sono conformi ai requisiti del bando del programma ITACA di INPS.

Intercultura garantisce tutti i servizi previsti dal bando (che non è in esclusiva per Intercultura) e offre in aggiunta il percorso di formazione prima, durante e dopo il soggiorno all’estero, l’assistenza prima, durante e dopo il soggiorno all’estero e la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti nell’intero percorso (per info www.intercultura.it/itaca).

Manovra, emendamento del M5S: tempo pieno in tutte le scuole elementari

da Tuttoscuola

Manovra, emendamento del M5S: tempo pieno in tutte le scuole elementari 

Tempo pieno in tutte le scuole elementari. Lo prevede un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle alla Manovra in esame alla Camera. La proposta – come riporta il corriere.it – è già stata approvata in Commissione Cultura, ora dovrà passare alla Commissione Bilancio. Resta però il problema delle coperture finanziarie: per ora, per coprire il numero di ore, si parla solo di 2mila insegnanti in più su circa 15mila scuole.

La proposta prevede che entro febbraio il Ministero dell’Istruzione stabilisca le modalità per “la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria”.

Nuovo Regolamento amministrativo-contabile

Pubblicato nella GU n. 267 del 16 novembre 2018 il Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107.


Pubblicato il nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle scuole. Più chiarezza e trasparenza, semplificazione ed efficienza della spesa

Bussetti: “Sburocratizziamo per mettere al centro della scuola gli studenti. Accompagneremo gli istituti in questa fase di cambiamento”

È stato pubblicato il 16 novembre 2018 in Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle scuole che sostituisce quello in vigore dal 2001. Il nuovo testo, più snello del precedente, recepisce le novità normative che sono state introdotte in questi anni, in particolare quelle relative agli appalti, facendo ad esempio chiarezza sul tema delle soglie per l’affidamento di lavori, servizi e forniture da parte delle scuole. Prevista anche una maggiore trasparenza nella stesura del Programma Annuale e, più in generale, nella rappresentazione dei fatti contabili e gestionali: dovranno essere esplicitate con chiarezza le finalità e le voci di spesa cui vengono destinati i contributi volontari versati dalle famiglie o le risorse reperite attraverso le raccolte di fondi, anche quelle effettuate attraverso l’adesione a piattaforme di finanziamento collettivo (crowdfunding).

Si tratta di un provvedimento organico che diventa un vero e proprio ‘manuale’ di contabilità per gli istituti scolastici. E rappresenta il punto di partenza di un processo di evoluzione che consentirà gradualmente alle scuole di gestire le spese in maniera semplificata e più efficiente, lavorare in modo standardizzato e omogeneo su tutto il territorio nazionale, migliorare i servizi verso alunni e famiglie e ridurre i carichi di lavoro delle segreterie.

“Il Regolamento era molto atteso. È frutto di un lungo lavoro fatto in questi anni dall’Amministrazione centrale che abbiamo voluto accelerare in questi ultimi mesi. Vogliamo che sia il primo tassello di un percorso più ampio che stiamo portando avanti al MIUR per semplificare la vita delle scuole, per la sburocratizzazione di un sistema che deve rimettere gli studenti al centro”, dichiara il Ministro Marco Bussetti.

“In questi ultimi anni – prosegue – le scuole sono state oberate di lavoro, le ultime riforme hanno generato tanta confusione e ci si è dimenticati di considerare a sufficienza l’aspetto amministrativo, che va rilanciato. In termini di efficienza, chiarezza e trasparenza. Questo provvedimento risponde a questa esigenza. Non lasceremo gli istituti soli nell’attuazione. Saremo al loro fianco, dando tutto il supporto necessario a migliorare la qualità della loro attività quotidiana. Questo è un Ministero che vuole mettersi al servizio delle scuole”.

Anche per questo l’Help Desk attivato in via sperimentale in alcuni territori nell’ultimo anno per supportare le scuole nella gestione del loro bilancio “sarà esteso a tutto il territorio nazionale – spiega Bussetti -. Come ho detto fin dal mio insediamento, sono davvero convinto del fatto che ogni novità vada spiegata e accompagnata. Non lasceremo le scuole sole: saremo al loro fianco nell’attuazione di queste novità”.

Le disposizioni del Regolamento si applicheranno a partire dal prossimo 1 gennaio 2019. Il testo è il risultato di un lavoro che ha previsto il confronto con le organizzazioni sindacali, il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione, il coinvolgimento delle scuole attraverso un’apposita consultazione. Il Ministero ha operato costituendo anche un gruppo di lavoro con dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi per rilevare le criticità del precedente testo e progettare i miglioramenti.

Rendere più chiari e più snelli gli adempimenti delle scuole e migliorare la qualità delle procedure amministrative e contabili. Digitalizzare sempre più i processi per diminuire i tempi di controllo e potenziare i meccanismi di trasparenza e assistenza agli istituti. Sono solo alcuni degli obiettivi del nuovo Regolamento. Le scuole potranno cominciare a lavorare in modo più standardizzato e semplificato. Il Ministero avrà un quadro più chiaro delle modalità di gestione e di spesa e potrà così orientare meglio la propria azione di finanziamento.

Tra le principali novità, tempistiche di programmazione della spesa più precise, l’innalzamento della soglia per gli affidamenti diretti, la promozione degli accordi di rete fra scuole per rendere più efficace ed efficiente la spesa, il recepimento delle novità normative in materia di ordinativo informatico locale e fatturazione elettronica, l’utilizzo delle tecnologie per gli incassi e i pagamenti, indicazioni relative alla conservazione sostitutiva dei documenti amministrativo contabili anche per ridurre il livello di saturazione degli archivi fisici delle scuole, l’incremento dell’utilizzo di strumenti informatici per lo svolgimento dei controlli di regolarità amministrativo-contabile.

In altre parole, una serie di misure che puntano a migliorare il processo di programmazione per evitare il rischio dell’esercizio provvisorio, a semplificare le procedure di acquisto e a renderle omogenee, a razionalizzare la spesa delle scuole e le fonti di finanziamento.

Il Ministero accompagnerà l’entrata in vigore del Regolamento con un’apposita circolare attuativa che espliciterà, articolo per articolo, le novità in campo, con specifiche istruzioni operative in materia contabile e con riferimento all’acquisto di beni e servizi. Dirigenti scolastici e DSGA saranno appositamente formati attraverso il progetto “Io Conto” e sarà estesa a tutto il territorio nazionale l’attività dell’Help Desk del MIUR per le questioni amministrativo-contabili che già oggi riceve più di 500 richieste di assistenza al mese su questi temi.