Disability & diversity management

Redattore Sociale del 19-11-2018

“Disability & diversity management”, se ne parla a Roma

Il ruolo del Diversity Management: gestire le differenze in un’ottica etica ma anche per aumentare la competitività dell’azienda e le possibilità di successo. Convegno dell’Associazione Abilitando il 22 novembre.

ROMA. In una società sempre più complessa, anche i luoghi di lavoro sono caratterizzati da una sempre più marcata presenza di differenze espressive della molteplicità delle soggettività sociali, culturali, individuali: genere, età, origini etniche, disabilità, orientamento sessuale, caratteristiche di personalità, stili cognitivi, livello di istruzione, background ecc. Il Diversity Management è l’approccio multilaterale che riconosce le differenze per gestirle attivamente, non solo in un’ottica etica ma anche come forte elemento di “employer branding” e strumento per aumentare la competitivita’ dell’azienda e le possibilità di successo. Nel quadro del Diversity Management si colloca il Disability Management, approccio che definisce una serie di pratiche focalizzate in particolare sulla persona con disabilità e sulla sua valorizzazione all’interno delle aree e dei processi aziendali, durante tutta la vita lavorativa: dal recruiting all’assunzione, passando per il processo di socializzazione, i percorsi di carriera e lo sviluppo delle competenze. Di Disability e Diversity Manager si parlerà nel corso del convegno promosso dall’Associazione Abilitando che si terrà il prossimo 22 novembre presso l’Auditorium INAIL di Roma che prende le mosse dalla constatazione di quanto, negli ultimi anni, in Italia sia aumentato notevolmente, da parte di imprese e professionisti, l’interesse per alcuni aspetti della vita lavorativa, centrati sul rispetto e sulla valorizzazione delle differenze individuali.

Con la collaborazione di Intesa San Paolo, Jacobs Randstad, Alstom e Cisco – che racconteranno la propria esperienza in termini di inclusione lavorativa a trecentosessanta gradi – e in partnership con IBM, l’evento si propone di presentare le politiche europee sulle diversità e disabilità, nonché il quadro normativo di riferimento; evidenziare le best practices nelle imprese italiane e internazionali, nella P.A. e nel terzo settore; favorire lo scambio e il confronto tra diversi punti di vista e individuare le future direzioni e gli ambiti di applicazione del Diversity e del Disability Management. Il Diversity Management insegna che le diversità fanno la differenza in termini di creativita’, innovazione, business, generando un’organizzazione globale strutturata in gruppi e affrontando cosi’ le priorità, convertendole da obiettivi a progetti. Gli aspetti fondamentali di cui il diversity manager (colui che si occupa di Diversity Management) deve tener conto nell’organizzazione del proprio lavoro sono la valorizzazione della potenzialità del singolo individuo capace pertanto di portare un valore unico e di contribuire alla performance dell’azienda. “Il Diversity Management- spiega Consuelo Battistelli, Diversity Engagement Partner per IBM Italia e vicepresidente di Abilitando- è cultura e necessità gestionale, consolidata nelle grandi realtà aziendali e in corso di introduzione anche nel sistema della piccola e media impresa, caratterizzante la struttura economica del nostro Paese. Questo approccio manageriale non ha solo valenza aziendale e funzionale alla valorizzazione delle diversità presenti all’interno delle imprese ma richiede anche basi normative. Occorre quindi che le aziende siano affiancate da istituzioni pubbliche e parti sociali, uniche abilitate a elaborare politiche che sostengano la creazione di una cultura inclusiva e tollerante verso il ‘diverso'”.

Per tutta la giornata di evento, accanto alle relazioni e al dibattito, saranno esposti dei poster tramite i quali professionisti, ricercatori, associazioni, cooperative, Pubbliche Amministrazioni, aziende (pubbliche e private) del profit e del non profit presenteranno iniziative, progetti e contributi sul Diversity e sul Disability Management. “Abilitando- racconta Paolo Robutti, presidente dell’Associazione – è ormai una realtà conosciuta a livello nazionale nata grazie all’evento omonimo organizzato nel 2015, che si pone come obiettivo quello di facilitare l’inclusione sociale delle persone con disabilità anche grazie alla tecnologia. In quest’ottica abbiamo deciso di organizzare questo convegno, con l’intento di far parlare del valore aggiunto che può portare l’inclusione della diversità all’interno di qualsiasi ambiente lavorativo”. L’evento gode del patrocinio di Rappresentanza in Italia della Commissione europea, INAIL, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Roma, AIDP-Associazione Italiana per la Direzione del Personale, Fondazione ASPHI Onlus e ha inoltre ottenuto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, accordato ogni anno a un numero limitato di eventi. (DIRE)

Adesso gli interventi li devono anticipare le scuole

Adesso gli interventi li devono anticipare le scuole

Paga prima e poi vediamo: la norma, dai connotati gattopardeschi,  è contenuta nel nuovo regolamento di contabilità e prevede che il dirigente scolastico, sotto la propria responsabilità, decide interventi di manutenzione straordinaria che anticipa con  i soldi (della scuola, quelli destinati al funzionamento) per realizzarlo salvo poi chiedere il rimborso.
Un modo di procedere che apre a spazi di discrezionalità e di responsabilità improprie e che, soprattutto mette al riparo dai rischi, non la comunità scolastica che meriterebbe interventi programmati, strutturati, ma gli Enti amministrativi di riferimento che per legge hanno l’onere di programmare e finanziare gli interventi di manutenzione.

Questo il dettaglio contenuto nel provvedimento amministrativo approvato dal Governo:

La lettura del Regolamento di contabilità delle istituzioni scolastiche, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, contiene una misura singolare: l’art. 39 “Manutenzione degli edifici scolastici “ obbliga i dirigenti scolastici “ad effettuare, con eventuali fondi propri interventi di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici e delle loro pertinenze”.

Il danno è doppio: sia perché le istituzioni scolastiche devono individuare gli interventi da effettuare per garantire lo svolgimento delle attività didattiche, sia perché lo dovranno fare anticipando i lavori con i soldi del funzionamento delle loro scuole (fondi con i quali si paga, solitamente quanto serve per la manutenzione ordinaria delle scuole, lampadina, rubinetto, ma anche con cui si fa funzionare la scuola, ad esempio le bollette per la connessione internet o la cancelleria, i laboratori. )

Il punto – spiega Rosa Cirillo, del Dipartimento Dirigenti scolastici  Uil Scuola – le istituzioni scolastiche non possono contare su uffici tecnici per individuare le priorità di intervento nell’edilizia scolastica, come, invece, è possibile per gli Enti proprietari..
Le scuole, in larga parte, non hanno fondi tali da permette interventi di manutenzione straordinaria. A mala pena riescono a reperire quelli per l’ordinaria amministrazione.
Quelli che, spesso sono a disposizione, provengono da eventuali contributi volontari delle famiglie degli alunni che, debbono essere opportunamente rendicontate, e destinate, alla gestione di laboratori o alle varie attività didattiche per le quali sono finalizzate.

A tutto ciò si aggiunge per i dirigenti scolastici una responsabilità impropria che appartiene agli enti proprietari: la manutenzione degli edifici per la sicurezza dei luoghi di lavoro che, impropriamente , con questo regolamento di contabilità,  sancisce in maniera inequivocabile che ancor più  passa ai dirigenti scolastici che, invece non devono avere.

Una situazione complessa – aggiunge Cirillo – già il D.Lgs. 81/2008 individua impropriamente i dirigenti scolastici come datori di lavoro con relative responsabilità, quando tocca agli Enti proprietari che hanno risorse umane e finanziarie, assolvere ai vari obblighi. Se a ciò si aggiunge anche il Regolamento contabile che aveva invece il compito di “semplificare la vita delle scuole, per la sburocratizzazione di un sistema che deve rimettere gli studenti al centro…”, allora si è deciso di stritolare il ruolo del dirigente tra responsabilità improprie, carichi di lavoro infiniti e diritti non ben definiti.

Contraddizioni che devono  essere risolte dal contratto, il cui negoziato è in atto, che può modificare questa situazione e riportare il ruolo del dirigente nel suo ambito di responsabilità ordinaria che vede nell’attività didattica educativa la propria mission specifica.

Il contratto che stiamo definendo  – conclude Cirillo – dovrà garantire profilo, responsabilità, diritti ed obblighi, nonché le risorse finanziarie e le procedure da attuare.  Siamo impegnati in questo: a delineare i diritti, le  tutele e le garanzie, descrivendo il ruolo e il profilo del dirigente Scolastico che deve essere liberato da un mero ambito amministrativo e burocratico, per consentirgli la realizzazione degli obiettivi formativi. Questi sono i presupposti imprescindibili per la valorizzazione professionale del dirigente scolastico e per firmare un contratto fermo da quasi dieci anni.

Cifre misere per lo stipendio dei docenti

Scuola – contratto docenti=
On. Nicola Fratoianni (Liberi e Uguali):
Cifre misere per lo stipendio dei docenti?
Fanno bene sindacati ad annunciare nessuna trattativa per 14 euro di aumento.
Su scuola governo Lega-M5S solo chiacchere e distintivo
***
“Solo chiacchere e distintivo.
Basta questo per spiegare l’atteggiamento e l’iniziativa del governo nei confronti della scuola italiana: promesse roboanti sui media, poi nella realtà il nulla.  Se è  confermata la cifra di 14 euro di aumento per gli stipendi degli insegnanti, fanno bene le organizzazioni sindacali ad annunciare che non ci sarà nessuna trattativa.”
Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali.
“Lega e M5S – prosegue l’esponente della sinistra in commissione scuola a Montecitorio –  continuano, se
non peggio, come i precedenti governi: la scuola del nostro Paese viene considerata una  fastidiosa ed inutile cosa a  cui non prestare risorse, cura ed attenzione. “
“Mentre dovrebbe essere – conclude Fratoianni –  la leva fondamentale per il riscatto e l’affermazione di un Paese e delle nuove generazioni”

Protocollo MIUR-MISE

Rafforzare le competenze dei giovani e favorire l’orientamento verso una scelta formativa e occupazionale consapevole al termine del percorso di studi. Potenziare attività laboratoriali, metodologie didattiche innovative e modalità di apprendimento al di fuori dell’ambito scolastico per dare ai ragazzi la possibilità di sviluppare maggiori e diverse conoscenze e abilità. Stimolare una sempre maggiore collaborazione tra il sistema educativo di istruzione e formazione, i territori e il mondo del lavoro. Informare le studentesse e gli studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado in maniera adeguata sulle opportunità e sugli sbocchi occupazionali a loro disposizione.

Sono alcuni degli obiettivi del Protocollo d’intesa tra il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca siglato oggi a Pomigliano d’Arco dal Ministro Luigi Di Maio e il Sottosegretario Salvatore Giuliano. La firma è avvenuta nell’ambito del convegno “Giornata delle Telecomunicazioni” che si è tenuta presso l’Auditorium dell’Istituto tecnico statale settore tecnologico “E. Barsanti”.

“Il nostro obiettivo è quello di sviluppare le competenze tra i giovani, promuovendo anche il lavoro di qualità – ha dichiarato il Ministro Di Maio – . Per questo motivo stiamo riformando il programma scuola-lavoro, affinché l’alternanza consenta agli studenti di andare a fare esperienza in azienda o in una struttura della pubblica amministrazione”.

“Il mondo è in continua evoluzione e la scuola deve stare al passo con esso – ha dichiarato il Sottosegretario Salvatore Giuliano – . E allo stesso tempo deve orientare gli studenti, dare loro strumenti per fare scelte consapevoli in una società che cambia rapidamente e costantemente. È per questo che riteniamo sia doveroso puntare sulle competenze trasversali. Ben vengano intese come questa che sigliamo oggi. Abbiamo bisogno del contributo di tutti, compreso quello dei giovani, per ridisegnare un sistema di istruzione che guardi alle effettive esigenze dei ragazzi e del Paese”.

Con questo Protocollo MIUR e MISE intendono promuovere un maggiore raccordo tra scuola e territorio per offrire alle studentesse e agli studenti occasioni formative di qualità e rendere sempre più efficace l’azione didattica ed educativa, al fine di far acquisire ai ragazzi competenze trasversali, tecnico-professionali, relazionali, manageriali, nel settore della politica industriale, del commercio internazionale, delle comunicazioni e dell’energia, utili per il loro futuro.

In particolare, i due Dicasteri promuoveranno, nel rispetto dei Piani triennali dell’offerta formativa adottati dalle scuole nell’ambito della propria autonomia, la collaborazione tra le scuole e le unità operative del MiSE, che potranno stipulare convenzioni per la realizzazione di iniziative educative e formative di qualità rivolte alle studentesse e agli studenti, sui temi della politica industriale, del commercio internazionale, delle comunicazioni e dell’energia; attiveranno iniziative per rendere i percorsi formativi quanto più connessi alle esigenze del mercato del lavoro; promuoveranno attività di orientamento a livello territoriale per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, tenendo conto delle prospettive di studio universitario e non e occupazionali offerte dal territorio; favoriranno l’inclusione di ragazzi con disabilità nel percorso di studi successivo e nell’inserimento nel mondo del lavoro.

Il MiSE si impegnerà a rendere disponibili le proprie unità a livello territoriale per accogliere gli studenti in progetti formativi di qualità, per co-programmare insieme alle scuole le attività e affiancare i tutor formativi. E promuoverà l’iscrizione di queste unità nel Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro.

È prevista, infine, l’organizzazione di una Conferenza pubblica con cadenza annuale per presentare e discutere i risultati conseguiti nell’ambito delle attività previste dall’accordo.

Dal Miur 16,7 milioni per l’ampliamento dell’offerta formativa

da Il Sole 24 Ore

Dal Miur 16,7 milioni per l’ampliamento dell’offerta formativa
di Al. Tr.

In arrivo le risorse per l’ampliamento dell’offerta formativa. Dallo sport, alla partecipazione studentesca, al fondo per le emergenze educative: sono 16,7 i milioni messi a disposizione delle scuole dal decreto firmato dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che fa seguito a un provvedimento da 8,2 milioni già firmato lo scorso 23 luglio.

Bussetti: risorse per territori
«Per la prima volta abbiamo previsto un finanziamento specifico, oltre 400mila euro, per le proposte che sono arrivate direttamente dai territori» ha detto il ministro, sottolineando che «la scuola non si governa solo da Roma, dobbiamo coinvolgere di più il personale, gli enti locali, le famiglie nel miglioramento» del sistema.

In campo 2 milioni per lo sport
Il decreto prevede, fra l’altro, 2 milioni di euro per lo sport, che consentiranno lo svolgimento dei campionati sportivi studenteschi, l’avviamento della pratica sportiva nella scuola primaria, il proseguimento della sperimentazione didattica in favore degli studenti- atleti per consentire loro di coniugare studio e sport.

Sei milioni per le aree disagiate
Viene costituito un fondo da 6 milioni di euro per le emergenze educative: servirà a garantire il diritto allo studio e il miglioramento dell’offerta nelle aree del Paese caratterizzate da un maggior disagio economico e sociale e in quelle colpite da gravi fenomeni naturali o eventi eccezionali. Le risorse, spiega il ministero, serviranno per esempio a sostenere le scuole colpite dal terremoto nel 2016 e del 2017 e dal crollo del ponte Morandi a Genova. Altri 2 milioni vengono saranno destinati al ripristino dei laboratori scolastici in caso di danni per eventi imprevisti o atti vandalici.

Risorse per nuovi ordinamenti e curricolo digitale
Il decreto prevede anche risorse per accompagnare il passaggio ai nuovi ordinamenti delle scuole professionali e al nuovo modello degli esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione, così come per sostenere il curricolo digitale dello studente. Altri fondi puntano a sostenere il funzionamento delle Consulte provinciali studentesche e dei Cpia, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti e a costruire ambienti di apprendimento innovativi nella scuola dell’infanzia.

In palio 28mila posti pubblici

da Il Sole 24 Ore

In palio 28mila posti pubblici
di Eugenio Bruno e Antonello Cherchi

Un triplice intervento per fronteggiare le uscite nella pubblica amministrazione, che potrebbero impennarsi per effetto di “quota 100” (si veda la pagina a fianco). Un turnover rafforzato che per il momento – in attesa della norma annunciata dalla legge di bilancio che riformerà la “Fornero” – prevede oltre 16mila assunzioni contenute nella legge di bilancio e oltre 12 mila posti nel comparto istruzione. Per un totale di quasi 29mila ingressi. Un programma da cui manca, per ora, la sanità, il cui fabbisogno di personale è tutto da scrivere. C’è poi – e veniamo alla terza mossa – il Ddl concretezza e il suo maxi-piano di assunzioni.

La legge di bilancio

Delle 16.342 opportunità aperte dalla manovra – ora sotto i riflettori della Camera – il 38% (6.150 posti) sono riservate al reclutamento di nuove Forze dell’ordine, tra Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e polizia penitenziaria. A questi numeri si aggiungono quelli dei Vigili del fuoco, che potranno selezionare 1.500 unità. Altro contingente di peso è quello previsto negli uffici giudiziari: 3mila amministrativi e 715 magistrati ordinari, di cui 115 da assumere subito facendo ricorso ai vincitori dell’ultimo concorso, così da assicurare il ricambio (115 saranno quest’anno le uscite dei togati) e 600 nei prossimi tre anni, con un massimo di 200 l’anno.

Numeri importanti sono anche quelli dell’Ispettorato del lavoro (mille ingressi), del ministero dei Beni culturali (mille assunzioni, dopo le 500 del precedente governo) e nel l’università, che potrà chiamare mille ricercatori di tipo b). Reclutamenti a cui si farà fronte con il rifinanziamento per 870 milioni di euro del fondo assunzioni nella Pa: 130 milioni per il 2019, 320 per il 2020 e 420 a decorrere dal 2021.

Scuola e università

L’istruzione si candida a diventare protagonista assoluta delle assunzioni 2019. Innanzitutto nella scuola. Accanto al concorso-sanatoria già bandito per le maestre di infanzia e primaria – che non prevede però posti predeterminati a bando, visto che porterà alla formazione di graduatorie di merito straordinarie su base regionale da cui poi si attingerà per le nomine dell’anno scolastico 2019/2020 – ne è atteso uno ordinario da 10.183 posti (5.626 comuni e 4.557 di sostegno). Per cui il Miur ha chiesto già l’autorizzazione all’Economia. Anche l’università avrà la sua iniezione di risorse umane. Il ministero è infatti intenzionato ad autorizzare per il sistema universitario lo sblocco di 2.028 “punti organico” (pari a 2.028 posizioni piene di professore ordinario), che superano del 33% quelle autorizzate nel 2017 (quando erano 1526).

In attesa del Ddl concretezza

Per ora sono si tratta di annunci senza numeri. Il disegno di legge concretezza, che attende di iniziare l’esame al Senato, prevede per le amministrazioni centrali la possibilità, a partire dal prossimo anno, di procedere ad assunzioni per una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo uscito l’anno precedente.

Educazione adulti, parte il monitoraggio dei centri territoriali

da Il Sole 24 Ore

Educazione adulti, parte il monitoraggio dei centri territoriali 

È partita la quarta edizione del monitoraggio Paideia, il Piano di Attività per l’innovazione dell’Istruzione degli Adulti. La ricerca, realizzata da Indire per conto del Miur, si concluderà a metà dicembre ed è rivolta a 128 Cpia(Centri provinciali per l’istruzione degli adulti) presenti sul territorio italiano. Obiettivo del monitoraggio – spiega una nota – è approfondire le attività dei singoli centri con particolare riferimento alla composizione dell’offerta formativa e alla realizzazione di eventuali azioni aggiuntive.

Questionario personalizzato
Il questionario , spiega Indire, è realizzato su standard definiti insieme al Miur ed è personalizzato in base alle attività che sono state finanziate per ciascun centro. Un’altra novità riguarda i destinatari, in particolare, il coinvolgimento dei Cpia che operano negli Istituti Penitenziari e dei Centri di Ricerca Sperimentazione e Sviluppo – Crs&s. Per la compilazione del questionario, ogni centro riceve le credenziali e accede al monitoraggio attraverso gli ambienti di rilevazione su una piattaforma dedicata. Per il supporto dei Cpia, è stato attivato un help desk con un team di esperti che risponde all’indirizzo help-paideia4@indire.it.

Procedura on line
«L’indagine appena avviata – spiega Fausto Benedetti, ricercatore Indire – presenta molte novità. Abbiamo standardizzato e semplificato la compilazione del questionario, utilizzando una procedura gestita completamente online per facilitare la partecipazione dei Cpia. Questo approccio ci permetterà di elaborare i dati in modo più veloce e di proporre, se necessario, interventi per migliorare la qualità e l’efficacia delle azioni da parte dei centri».

Unicef-Garante Infanzia: il 35% dei giovani migranti discriminato a scuola

da Il Sole 24 Ore

Unicef-Garante Infanzia: il 35% dei giovani migranti discriminato a scuola
di Alessia Tripodi

In Italia quasi 3 minori migranti su 10 sono a rischio sfruttamento e discriminazione. Una diversità di trattamento dovuta in gran parte al colore della pelle e che nel 35% dei casi i ragazzi subiscono o a scuola o in comunità. Sono i dati pubblicati da Unicef e dal Garante per l’Infanzia in occasione della Giornata mondiale dell’Infanzia che si celebra il 20 novembre. Numeri che emergono dai sondaggi condotti su oltre 1.000 minori migranti tramite U-Report on the Move , piattaforma digitale che consente ai ragazzi rifugiati di esprimere la propria opinione in forma anonima sui temi per loro più rilevanti. La piattaforma, che in Italia conta 1.078 iscritti, è sperimentata da Unicef in 40 paesi con 6 milioni di iscritti.

La piattaforma
Dei 1078 iscritti il 93% sono ragazzi e il 7% ragazze, l’83% ha un’età compresa fra i 15 e i 19 anni, il 7% tra i 25 e i 30, il 4% tra i 20 e i 24, un altro 4% sopra i 31, il 2% tra zero e 14. Le regioni in cui si registra il maggior numero di iscritti sono Sicilia e Calabria, ma il progetto è attivo anche nel Lazio, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise e Campania.

Violenze e lavori pericolosi
Solo un ragazzo su due – tra i 1078 intervistati – si sente accettato dai membri della comunità in cui vive. Uno su tre è stato vittima di discriminazione e, tra questi, il 71% a causa del colore della pelle. Il 17% ha dichiarato di essere stato vittima di violenza da quando è in Italia e il 32% di aver subito violenze verbali. Uno su tre ha risposto di essere stato spinto a fare qualcosa che non voleva e il 15% di chi ha lavorato dichiara di aver svolto mansioni pericoloso per la sicurezza o la salute.

Discriminati anche a scuola
Nel sondaggio sul “Diritto alla protezione contro la discriminazione”, il 40% dei giovani migranti e rifugiati ha risposto di non sapere di avere diritto alla protezione contro la discriminazione. Solo il 50% si sente accettato dai membri della comunità in cui vive, mentre il 29% non si sente accettato e il 21% non sa. Il 33% ha dichiarato di essere stato vittima di discriminazione a causa del colore della pelle (il 72%), della nazionalità (il 14%), il genere (il 5%), la religione (il 7%) e l’orientamento sessuale (2%). Per quanto riguarda il luogo in cui si è subito un atto di discriminazione, il 35% dei minori intervistati ha risposto a scuola, un altro 35% in comunità, il 30% per strada o in altri luoghi di ritrovo. In seguito agli episodi discriminatori, i ragazzi si sono rivolto nella maggior parte dei casi agli operatori del centro che li ospita (29%), al proprio tutore (10%) o ai professori a scuola (10%).

Scuola, arriva il nuovo regolamento: ecco come si spendono i contributi dei genitori

da la Repubblica

Scuola, arriva il nuovo regolamento: ecco come si spendono i contributi dei genitori

Trasparenza e semplificazione: sono i principi del documento contabile in vigore da gennaio che permetterà di conoscere la destinazione delle somme versate per le attività aggiuntive. Gli stessi criteri anche per crowdfunding ed erogazioni liberali. E in futuro bilanci sul web

Salvo Intravaia

Tra pochi mesi, le famiglie italiane potranno sapere come le scuole spendono i loro “contributi volontari”. E in futuro i bilanci degli istituti verranno pubblicati sul web. È stato infatti pubblicato ieri – ha comunicato il ministero dell’Istruzione – il nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle scuole, documento che sostituisce il vecchio regolamento del 2001, ormai superato, e che è improntato su due principi: maggiore chiarezza e trasparenza, semplificazione ed efficienza della spesa. Il regolamento entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio. Le istituzioni scolastiche, che ogni anno tra mille polemiche raccolgono i contributi dei genitori per assicurare agli alunni attività aggiuntive rispetto a quelle obbligatorie, dovranno rendicontare come intendono spendere questi fondi in fase di programmazione e, a consuntivo, come queste cifre sono state effettivamente spese.

Anche perché, dal prossimo anno, le cosiddette somme finalizzate non ancora spese (quelle destinate ad un preciso scopo) potranno essere svincolate e spese per altre finalità. Occorre quindi uno strumento che assicuri la massima trasparenza possibile. Per la gestione delle scuole italiane, che negli ultimi anni ha visto complicarsi tutte le procedure, è una sorta di rivoluzione copernicana: finora i fondi raccolti dai genitori andavano a finire in macroaggregati dai quali non era sempre facile desumere la destinazione. Un conteggio approssimativo, e relativo ad alcuni anni fa, stimava in oltre 600 milioni di euro il gettito garantito alle oltre 8mila scuola italiane direttamente da mamme e papà.

Gli stessi criteri di trasparenza, secondo il nuovo regolamento, andranno seguiti per le altre forme di finanziamento di cui possono avvalersi le scuole: il crowdfunding e le donazioni liberali. Col primo, le scuole accedono a piattaforme informatiche di raccolta fondi per finalità specifiche: una risorsa cui ci si rivolge per racimolare denari. Il regolamento precedente non poteva contemplare queste forme che adesso entrano a pieno titolo nei documenti contabili. Stesso discorso per le erogazioni liberali previste dalla Buona scuola, ma che finora non hanno sortito grandi effetti. Con una maggiore trasparenza e con la possibilità di verificare l’esatta destinazione di quanto versato, probabilmente, le famiglie potranno essere maggiormente incentivate a donare. Anche perché l’intenzione è quella di avviare un processo (graduale) che dovrebbe portare alla pubblicità dei bilanci delle scuole attraverso la loro pubblicazione online.

“Il Regolamento era molto atteso – ha dichiarato il ministro Marco Bussetti – È frutto di un lungo lavoro fatto in questi anni dall’Amministrazione centrale che abbiamo voluto accelerare in questi ultimi mesi. Vogliamo che sia il primo tassello di un percorso più ampio che stiamo portando avanti al Miur per semplificare la vita delle scuole, per la sburocratizzazione di un sistema che deve rimettere gli studenti al centro”.

Pensioni: pubblicato decreto, domande on line entro il 12 dicembre

da Orizzontescuola

Pensioni: pubblicato decreto, domande on line entro il 12 dicembre
di redazione

È stata pubblicata la nota operativa 50647 del 16 novembre 2018 (tabella con i requisiti) relativa ai pensionamenti del personale della scuola dal 1° settembre 2019, in attuazione del Decreto Ministeriale 727 del 15 novembre 2018. Lo comunica la FLC CGIL.

La scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio (e l’eventuale richiesta di pensione più part-time) per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA) è fissata al 12 dicembre 2019. Sempre entro il 12 dicembre si potrà revocarle.

Domande di dimissioni dal servizio per dirigenti scolastici

Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2019.

Per le dimissioni relative alla fruizione dell’istituto dell’APE sociale è prevista una specifica circolare.

Le domande di dimissioni si presentano su Istanze on Line.

Domanda di pensione all’INPS

Va anche presentata la domanda di pensione che deve essere inviata direttamente all’INPS, esclusivamente attraverso le seguenti modalità:

presentazione della domanda on-line accedendo al sito dell’Istituto, previa registrazione;
presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164);
presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato.

decreto-ministeriale-727-del-15-novembre-2018-cessazione-servizio-personale-scolastico-dal-1-settembre-2019

nota-50647-del-16-novembre-2018-cessazione-servizio-personale-scolastico-dal-1-settembre-2019

tabella riepilogativa requisiti

Esame di Stato, anche Cittadinanza e Costituzione all’orale delle superiori

da Orizzontescuola

Esame di Stato, anche Cittadinanza e Costituzione all’orale delle superiori
di redazione

Sono varie le novità per il prossimo esame orale che dovranno sostenere gli studenti delle secondarie di secondo livello.

Come già spiegato nel dettaglio nello speciale pubblicato da Orizzonte Scuola poche settimane fa, dall’orale sparisce la tesina che fa spazio ad altri argomenti come Cittadinanza e Costituzione, alternanza scuola-lavoro e analisi del testo.

Anche il Messaggero ha messo in evidenza questi cambiamenti, ripercorrendo una piccola storia dell’insegnamento della Costituzione, a partire dalla riforma Gelmini.

Sono in molti a invocare il ritorno all’insegnamento dell’educazione civica come materia a sé. La Lega ha presentato un disegno di legge e, esiste anche un’iniziativa presentata dall’Anci di raccolta firme per un progetto di legge ed è stata lanciata anche una proposta di legge di iniziativa popolare. Non è detto che proprio le novità introdotte dalla riforma Bussetti sull’esame di maturità non favorisca il raggiungimento di questa iniziativa.

Come già annunciato proprio dal ministro dell’Istruzione, la vera novità sarà nelle domande relative alla conoscenza e alla competenza del candidato nell’ambito delle attività relative a Cittadinanza e Costituzione, come espressamente previsto dal decreto di riforma.

Secondo Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e Lazio, “Lo studio di argomenti importanti come la Cittadina purtroppo è affidato alla volontà dei docenti e a quanto tempo riescono a dedicare a questi approfondimenti. Ed è evidente che non sia uguale per tutti, in tutte le scuole“.

Caos pensioni anticipate, di sicuro c’è solo l’aumento dei requisiti: 67 o 43 anni e 3 mesi di contributi

da La Tecnica della Scuola

Caos pensioni anticipate, di sicuro c’è solo l’aumento dei requisiti: 67 o 43 anni e 3 mesi di contributi
Di Alessandro Giuliani

A poche settimane dalla fine dell’anno solare, per centinaia di migliaia di docenti e Ata interessati le nuove regole sui pensionamenti si trasformano in un vero enigma: il Miur si è infatti limitato a pubblicare il decreto con le istruzioni operative per l’accesso al regime pensionistico con dei requisiti addirittura peggiori dell’anno passato, con scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio fissata al prossimo 12 dicembre.

Salgono i requisiti d’accesso

Per via dell’innalzamento dell’aspettativa di vita, come aveva da tempo detto La Tecnica della Scuola, i nuovi requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia per uomini e donne, con almeno 20 anni di contributi, passa da 66 anni e 7 mesi a 67 anni tondi. La pensione anticipata, invece, richiederà un’anzianità contributiva non più di di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini, ma di 42 anni e 3 mesi di anzianità contributiva per le prime e di ben 43 anni e 3 mesi per il sesso maschile.

L’unica buona notizia è che per il raggiungimento dei requisiti richiesti, si continuerà a mantenere il vantaggio di andare in pensione il primo giorno di settembre, facendo però valere anche i quattro mesi successivi – fino il 31 dicembre – pur non avendoli assolti.

Opzione donna confermata

Il decreto, inoltre, prevede la conferma dell’Opzione donna (art. 1 comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243), introdotta dall’art. 1 comma 9 della Legge 243/2004, che consente l’accesso alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 anni di anzianità contributiva. Il pensionamento è consentito dal 1° settembre 2019 a condizione che il requisito di contribuzione sia stato maturato entro il 31 dicembre 2015 e quello anagrafico entro il 31 luglio 2016. L’assegno pensionistico verrà conteggiato per intero col sistema contributivo e questo comporta il taglio di circa il 30% dell’importo assegnato.

Ape social sino alla fine del 2021

Conferme, anche se ancora non formali, sono giunte anche per l’adozione dell’Ape Social, la misura del precedente Governo per un reddito ponte per gli over 63 in condizione di bisogno (disoccupati con almeno 30 anni di contributi, lavoratori con lavori gravosi, tra i quali figurano anche le operatrici dei nidi e le maestre della scuola d’infanzia, però con almeno 36 anni di contributi) che sarebbe scaduta a fine anno: sarà prorogata fino alla fine del 2021. Per ora, al Miur hanno solo fatto sapere che “per le dimissioni relative alla fruizione dell’istituto dell’Ape sociale è prevista una specifica circolare”.

Torna tutto in discussione?

Su Opzione donna, tuttavia, sembra subentrare qualche dubbio. “Reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, cardini della politica economica del governo gialloverde – scrive l’Ansa il 18 novembre – sono finanziati in due fondi distinti, ma la messa a punto delle norme è rimandata a provvedimenti ad hoc, ddl o decreti da presentare nelle intenzioni prima di Natale. Dall’articolato, così come dagli emendamenti, mancano però le promesse proroghe di Ape social e opzione donna, che sembravano essere già dati per assodati”.

“Probabilmente – continua l’agenzia – arriveranno come emendamenti del governo, così come il taglio delle pensioni d’oro su cui non sembra ancora essere stato trovato il compromesso politico tra i due azionisti di maggioranza. L’obiettivo propagandato dal governo è di ottenere 1 miliardo in tre anni”.

Quota 100: il pericolo decurtazione rimane

Come se non bastasse, anche su quota 100 ci sono poche certezze: mentre al Governo si continuano a ridurre le “finestre” di accesso, probabilmente una ogni nove mesi (anche se per la scuola non cambia nulla), ed il numero uno dell’Inps, Tito Boeri, continua a parlare di mancate coperture sull’anticipo pensionistico e della possibilità che alla fine si traduca in una manovra una tantum, sul modello 38 + 62 pesano come macigni le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio di qualche giorno fa.

In particolare, gli economisti di Stato hanno previsto un taglio dell’assegno di quiescenza, rispetto all’uscita con l’età di vecchiaia, tra il 5% e il 30% dell’importo lordo.

La riduzione maggiore, come ha da tempo scritto La Tecnica della Scuola, scatterà per chi rientra per poco nei parametri 38 anni di contributi e 62 di età, quindi soprattutto per chi potrà vantare meno di 40 anni di contributi: tanto per capirci, questo significa che i più penalizzati andranno in pensione con 1.000 euro netti anziché 1.500. Insomma, si rischia concretamente di incorrere in taglio tutt’altro che indolore.

I dubbi dei sindacati

Secondo i rappresentanti dei lavoratori si tratta di un’ipotesi impresentabile: “sull’uscita anticipata anche a 62 anni, servono precise garanzie sul mantenimento dell’assegno completo. E non solo”, scrive l’Anief, che ha predisposto una serie di emendamenti alla legge di bilancio, per prevedere “l’insegnamento tra le professioni caratterizzate dal particolare gravoso, che oggi danno diritto all’Ape cosiddetta Social” e l’attivazione di “un’apposita finestra che permette l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta “Fornero””.

Su quota 100 “rischiano di non essere interessati i lavoratori del Mezzogiorno, le donne, i precari e i giovani”, ha invece sottolineato il segretario nazionale Uil Carmelo Barbagallo.

“Potrebbe essere una base di partenza ma bisogna continuare con i lavori della commissione tecnico-scientifica per individuare quali settori e quali lavoratori non permettono di arrivare all’età pensionabile. Occorre intervenire con la flessibilità in uscita per questi lavoratori”, ha concluso il sindacalista confederale.

Nuovo regolamento contabile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto

da La Tecnica della Scuola

Nuovo regolamento contabile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto
Di Andrea Carlino

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 novembre, il decreto del Miur, n. 129 del 28 agosto, che rende noto il nuovo regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche.

(clicca qui per l’atto completo)

Ricordiamo che i sindacati sono stati convocati al Miur per mercoledì 21 novembre 2018 presso la Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie per un aggiornamento sul nuovo regolamento.

Ecco le novità principali del regolamento contabile così come già segnalato da La Tecnica della Scuola.

Le disposizioni del Regolamento si applicheranno a partire dal prossimo 1 gennaio 2019. Il testo è il risultato di un lavoro che ha previsto il confronto con le organizzazioni sindacali, il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione, il coinvolgimento delle scuole attraverso un’apposita consultazione.

Il Ministero ha operato costituendo anche un gruppo di lavoro con dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi per rilevare le criticità del precedente testo e progettare i miglioramenti.

Il Ministero accompagnerà l’entrata in vigore del Regolamento con un’apposita circolare attuativa che espliciterà, articolo per articolo, le novità in campo, con specifiche istruzioni operative in materia contabile e con riferimento all’acquisto di beni e servizi. Dirigenti scolastici e DSGA saranno appositamente formati attraverso il progetto “Io Conto” e sarà estesa a tutto il territorio nazionale l’attività dell’Help Desk del MIUR per le questioni amministrativo-contabili che già oggi riceve più di 500 richieste di assistenza al mese su questi temi.

Le novità principali

Fra le modifiche importanti va segnalata quella introdotta nell’articolo sulla predisposizione del Programma Annuale: la relazione evidenzia, altresì, in modo specifico, le finalità e le voci di spesa cui vengono destinate le entrate derivanti dal contributo volontario delle famiglie, nonché quelle derivanti da erogazioni liberali, anche ai sensi dell’articolo 1, commi 145 e seguenti della legge n. 107 del 2015, e quelli reperiti mediante sistemi di raccolta fondi o di adesione a piattaforme di finanziamento collettivo”.

Diventano più stringenti i tempi per dare avvio alla gestione provvisoria: con il regolamento attuale si parla di gestione provvisoria solo se il Programma Annuale non viene approvato entro 45 giorni dalla scadenza del 31 dicembre; d’ora innanzi, invece, il dirigente scolastico sarà tenuto ad informare l’Ufficio Regionale già nei primissimi giorni di gennaio (e precisamente nel primo giorno lavorativo successivo al 31 dicembre).

Peraltro si prevede che entro il 28 febbraio il Ministero dovrà erogare alle scuole il fondo di funzionamento necessario per il periodo gennaio/agosto ed entro il 30 settembre quello per il periodo settembre/dicembre.

Un’altra modifica molto importante e particolarmente attesa riguarda la possibilità per le scuole di occuparsi in proprio di lavori di piccola manutenzione degli edifici scolastici, su delega dell’ente proprietario; sarà possibile effettuare lavori urgenti salvo richiedere all’ente proprietario il rimborso delle spese sostenute.

Niente gare fino a 10mila euro di spesa

Un articolo del Regolamento definisce infine le modalità di acquisizione di beni e servizi in relazione all’entità della fornitura stessa.

Sparisce così il vecchio tetto dei 2mila euro per gli acquisti da farsi senza gara e viene introdotto il limite di 10mila euro entro il quale le scuole potranno ricorrere all’affidamento diretto. Sarà invece necessario aprire una gara ad almeno 5 diversi soggetti per le forniture di beni e servizi di importo compreso fra 10mila e 135mila euro.

Il vecchio regolamento resterà comunque in vigore fino al 31 dicembre dell’anno in cui il nuovo regolamento verrà approvato.
In pratica se il nuovo regolamento verrà perfezionato entro il 31 dicembre prossimo, le novità diventeranno operative a partire dal primo gennaio 2019, in caso contrario se ne parlerà con il gennaio 2020: per il momento l’ipotesi più plausibile ce sembra la seconda

Il nuovo regolamento di contabilità pubblicato in Gazzetta Ufficiale

da Tuttoscuola

Il nuovo regolamento di contabilità pubblicato in Gazzetta Ufficiale 

È stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto di contabilità delle scuole che sostituisce il precedente decreto n. 44/2001 che ha accompagnato per quasi un ventennio le attività amministrative e contabili delle istituzioni scolastiche autonome.

Il decreto 28 agosto 2018, n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” entra in vigore oggi, 17 novembre.

Per l’applicazione operativa del nuovo regolamento l’art. 55 prevede queste decorrenze:

“Il presente regolamento sostituisce il regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 1° febbraio 2001, n. 44, le cui disposizioni continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre dell’esercizio finanziario in corso alla data di entrata in vigore del presente regolamento e sono abrogate successivamente a tale data.

Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano a far data dall’esercizio finanziario successivo a quello della loro entrata in vigore”.

Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico: Manuale Procedura di Gestione

Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014/2020.
Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE). Obiettivo Specifico 10.2 – Miglioramento delle competenze chiave degli allievi. Azione 10.2.5 – Azioni volte allo sviluppo delle competenze trasversali con particolare attenzione a quelle volte alla diffusione della cultura d’impresa.
Avviso pubblico per il potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico. Istituzioni scolastiche ed educative statali del primo e del secondo ciclo.(Prot. n. 4427 del 02 maggio 2017).Pubblicazione del Manuale Procedura di Gestione.

Prot. 29817 del 19 novembre 2018