Home banking per ipovedenti

Il Sole 24 Ore del 05-12-2018

Home banking per ipovedenti: arriva la nuova app di Monte Paschi

ROMA. Per chi ha una disabilità visiva recarsi in banca non è semplice. Gestire in autonomia e sicurezza le proprie finanze da casa significa accrescere la propria indipendenza.
Operare sul proprio conto anche via smartphone ormai è una comodità irrinunciabile. Per questo Banca Monte dei Paschi di Siena, con la collaborazione dei tecnici dell’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha reso accessibile il proprio Digital Banking tramite una tecnologia che trasforma qualsiasi elemento della pagina internet o dell’app in un messaggio vocale, il cosiddetto screen reader.
Massimo Vita, vicepresidenti dell’UICI:”Soprattutto per chi ha una disabilità visiva muoversi e andare in filiale non è semplicissimo” e “quindi un’applicazione che tecnicamente può essere considerata, soprattutto dagli esperti, banale invece ha un grandissimo significato sociale”

Alessandro Giacometti, responsabile dell’area Digital e Physical Banking di MPS. “L’applicazione deve essere predisposta in termini ordinati, per rendere tutte le informazioni decodificabili, e deve consentire una navigazione sequenziale per interpretare i messaggi vocali secondo la guida del menù e le applicazioni disponibili”.
L’app di MPS estenderà i suoi benefici, oltre che a ciechi e ipovedenti, a tutti gli utenti della Banca grazie ad una maggior velocità di fruizione e ad un’impostazione più chiara nelle informazioni e nei percorsi di navigazione.
“Monte dei Paschi ci ha sempre tenuto molto a fare un percorso di sostenibilità e ad abbattere tutte le barriere”. “Questa maggiore razionalità e questa maggiore usabilità è partita da un’esigenza dei clienti ipovedenti ma è resa disponibile a tutti i clienti”.
Cruciale sono stati da un lato l’esperienza dell’UICI, dall’altro la disponibilità all’ascolto dell’istituto di credito; e l’Unione Italiana Ciechi spera che si possa continuare a collaborare per i futuri sviluppi.
Massimo Vita, vicepresidenti dell’UICI: “Noi lo diciamo sempre: se le cose si fanno con noi e non ‘per noi’, funzionano meglio”.
“Raccoglieremo volentieri questa sfida – ha spiegato Giacometti -perché è una cosa che ci fa lavorare meglio e con più ascolto, che è la cosa forse più importante che deve fare una banca. Grazie ancora a questa opportunità che ci ha dato l’associazione”.
“E noi – ha concluso Vita – speriamo che molte altre associazioni, pubbliche e private e soprattutto bancarie, prendano esempio”.


Il digital banking MPS anche per ciechi e ipovedenti

Da oggi le principali funzioni a disposizione dei clienti di Banca MPS saranno accessibili, tramite web e app, anche dalle persone con disabilità visiva.
E’ il frutto della collaborazione della banca senese con i tecnici dell’istituto Irifor dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), per aggiornare il proprio sistema di digital banking rendendolo accessibile e usabile, grazie a un sistema di navigazione basato solo sull’udito.
«D’ora in poi le evoluzioni della piattaforma web e mobile banking saranno effettuate “nativamente” tenendo in considerazione le logiche di usabilità per le persone cieche e ipovedenti», ha commentato Giampiero Bergami, chief commercial officer di Banca MPS.
«La cecità – sostiene il presidente dell’UICI, Mario Barbuto – non deve diventare un pretesto per impedire ai cittadini che ne sono affetti di esprimere il loro potenziale ma soprattutto di poter svolgere attività quotidiane che li rendono indipendenti, come occuparsi delle proprie finanze. La realizzazione di questo progetto va proprio in questa direzione ed è un esempio che spero possa essere seguito da tutti gli altri istituti di credito italiani».

Bussetti apre un nuovo cantiere

da ItaliaOggi

Bussetti apre un nuovo cantiere

Pronto il decreto che istituisce 11 tavoli di lavoro di supporto all’attività legislativa. Test Invalsi ma anche licei brevi, con verifiche sui risultati

Alessandra Ricciardi

Le priorità per il 2019 sono scritte. Sono 11 i gruppi di lavoro per 11 temi, su cui il ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, conta di intervenire. Si tratta di rimettere mano a settori chiave, dalla valutazione ai test Invalsi, dai licei brevi alla lotta al bullismo. E poi: percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento; inclusione scolastica; attività sportive scolastiche; primo ciclo e zero/sei; cultura umanistica; istituti tecnici e professionali; soft skills ed educazione civica; équipe territoriali; bullismo e prevenzione. Ieri l’investitura dei coordinatori, il decreto di nomina dei componenti è alle limature finali.

I gruppi dovranno fare proposte all’ufficio di gabinetto, lavorando in stretto raccordo con l’Ufficio legislativo del Miur. «Saranno gruppi operativi, composti da professionisti con competenze molto specifiche», spiega Bussetti, «che svolgeranno la propria attività a titolo gratuito e agiranno, rispetto ai temi assegnati, con un approccio pragmatico». Dopo una fase di analisi e approfondimento, presenteranno proposte di carattere amministrativo o normativo «che intendiamo prendere in considerazione per migliorare il nostro sistema di istruzione, innalzare la qualità dell’offerta per gli studenti, introdurre nuove metodologie e innovazioni didattiche». Seguedo un’impostazione che ha connotato l’azione al Miur sin dalla sua investitura, Bussetti non vuole macro misure, riforme ad ampio raggio, ma interventi mirati su singoli punti ritenuti non funzionali.

È il caso dei licei quadriennali, la sperimentazione ampliata fino a 100 istituti dalla ministra del pd Valeria Fedeli. Bussetti vuole vederci chiaro per verificarne effettivamente i risultati. Stop a sperimentazioni al buio, è stato il messaggio. Ad occuparsi di licei brevi e in generale di innovazioni didattiche sarà il gruppo di lavoro coordinato da Mario Giacomo Dutto, ex direttore scolastico degli ordinamenti al Miur e direttore scolastico della Lombardia. Luca Bernardo, medico, Direttore del Dipartimento Materno-Infantile all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, è lo specialista a cui Bussetti ha chiesto di coordinare il gruppo sul bullismo. E di inclusione scolastica si occuperà il tavolo di Luigi D’Alonzo, dell’Università cattolica del Sacro cuore.

«Partiamo subito per avere già i primi risultati entro aprile 2019. Vogliamo tempi snelli per introdurre i primi cambiamenti necessari già da questo anno scolastico. La scuola ha bisogno di azioni ragionate e strategiche, definite da persone qualificate, e di concretezza. È così che si governa», ragiona Bussetti, «guardando alle reali priorità e lavorando da subito per dare risposte. Non vogliamo stravolgere ciò che esiste, ma agire con interventi precisi. Vogliamo essere pratici e lavorare con un metodo agile. Stiamo agendo, passando dalle parole ai fatti, con i tempi giusti, cioè con azioni che consentono il giusto tempo di analisi».

Ogni gruppo dovrà relazionare almeno semestralmente all’ufficio legislativo, potrà comunque essere invitato a fare proposte o potrà farle di sua sponte anche prima in base alle attività parlamentari e alle decisioni amministrative che si terranno nei prossimi mesi.

Di carne al fuoco potenzialmente Bussetti ne ha tanta. Ma la partita è fortemente condizionata dai risultati delle Europee di maggio 2019, anche per i rapporti con l’alleato di governo M5s (il sottosegretario pentastellato Salvatore Giuliano ieri ha presenziato con Bussetti al primo incontro con i coordinatori dei tavoli). Superato il giro di boa della manovra, è il vero punto di svolta per l’attività del governo giallo-verde.

Riforma sostegno, come cambia attribuzione ore. Giuliano: giornata storica

da Orizzontescuola

Riforma sostegno, come cambia attribuzione ore. Giuliano: giornata storica
di redazione

Il decreto legislativo n. 66/2017, attuativo della legge n. 107/2015, ha affidato il compito di richiedere le ore di sostegno, relative agli alunni delle singole scuole, ad un nuovo soggetto: il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT).

Il GIT, secondo quanto riferito dal Miur, non avrà più questa competenza. E’ pronta, infatti, una bozza di decreto che modifica il D.lgs. n. 66/2017 e che è stata presentata dal Miur all’Osservatorio permanente sull’inclusione scolastica.

Sostegno: docenti, famiglia e medici decideranno se riconoscere 6 o 12 ore. [BOZZA DECRETO]

Richiesta ore secondo il D.lgs. 66/2017 (del Governo Fedeli)

La proposta delle ore di sostegno, secondo il D.lgs. 66/17, è avanzata dal Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT).

Il GIT avanza la richiesta delle ore di sostegno da assegnare a ciascuna istituzione scolastica per gli allievi disabili, secondo la procedura di seguito descritta:

  1. il dirigente scolastico, sentito il GLI (Gruppo di lavoro di Istituto) e sulla base dei singoli PEI, propone al GIT la quantificazione dell’organico relativo ai posti di sostegno, diviso per ciascun grado di istruzione, inclusa la scuola dell’infanzia;
  2. il GIT, in qualità di organo tecnico, sulla base del Piano per l’inclusione, dei Profili di funzionamento (il Profilo di funzionamento sostituisce, ricomprendendoli, la Diagnosi funzionale e il Profilo dinamico-funzionale), dei Piani educativi individualizzati, dei Progetti individuali ove esistenti, trasmessi dai singoli dirigenti scolastici, sentiti questi ultimi in relazione ad ogni alunno con disabilità certificata, verifica la quantificazione delle risorse di sostegno didattico effettuata da ciascuna scuola e formula una proposta all’USR;
  3. l’USR assegna le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno.

Qui il nostro speciale sulla riforma riguardante l’inclusione scolastica.

Modifiche al decreto 66/2017

La bozza di decreto, che modificherà la procedura sopra descritta, è stata presentata dal Sottosegretario Giuliano, che ha cosi dichiarato:

Abbiamo presentato la bozza di un nuovo decreto alle associazioni che compongono l’Osservatorio permanente sull’inclusione scolastica, bloccando l’entrata in vigore del decreto legislativo 66 del 2017 collegato alla Buona scuola. La norma che correggiamo prevedeva che a decidere le ore di sostegno da assegnare a ciascun alunno con disabilità fosse un soggetto esterno alla scuola, basandosi quindi esclusivamente sulla documentazione medica. Noi invece prevediamo che questa valutazione debba farla chi è più vicino alla persona con disabilità: i docenti, la famiglia, l’equipe medica che segue il bambino e l’ente locale

La decisione delle ore di sostegno da assegnare a ciascun alunno disabile, e la relativa richiesta, dunque, non spetterà più al GIT, “bloccando l’entrata in vigore del decreto legislativo 66 del 2017 “, ma ai docenti, alla famiglia, all’equipe medica e all’Ente localeQuindi dovrebbe ritornare al GLHO (magari con qualche modifica?), sebbene Giuliano non lo dica espressamente.

Il GIT, ha concluso il Sottosegretario, avrà altri compiti: farà da supporto esterno alle scuole e in particolare agli insegnanti, fornendo loro elementi utili per analizzare correttamente il contesto e individuare gli strumenti d’azione più adatti. 

Legge bilancio, tempo pieno: 2mila posti in più a Sud. Emendamento approvato

da Orizzontescuola

Legge bilancio, tempo pieno: 2mila posti in più a Sud. Emendamento approvato
di Anselmo Penna

E’ stato approvato in nottata in V commissione bilancio l’emendamento che avvia un piano pluriennale di aumento di posti, 2mila per l’esattezza, al fine di potenziare il tempo pieno.

Emendamento scomparso e poi riapparso

Prima scomparso (accantonato), poi in bilico per problemi legati alle coperture finanziarie. E’ stato approvato poco prima di mezzanotte l’emendamento che avvia un piano di potenziamento dell’organico per il tempo pieno.

Cosa prevede l’emendamento

L’emendamento implica che entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, bisognerà stabilire le modalità per la graduatoria del tempo pieno nella scuola primaria. L’aumento previsto sarà di 2mila posti.

Chi ne usufruirà

Ad usufruirne le famiglie e, si spera, in particolare quelle del Sud. Area del paese dove i servizi del tempo pieno sono risicati, tanto che si stima in una carenza di organici di circa 15mila insegnanti per colmare il divario. Ne usufruiranno anche i docenti, se questi posti saranno distribuiti a Sud, perché avranno più possibilità di rientro dopo il piano assunzionale di Renzi.

Cosa succederà adesso?

Il provvedimento adesso passerà, insieme a tutta la legge di bilancio, al Senato dove l’emendamento potrà essere confermato o bocciato.

Ecco il testo dell’emendamento come approvato

Art. 52-bis. (Tempo pieno nella scuola primaria)
  1. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza Unificata, sono stabilite le modalità per la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria.
  2. Ai fini di cui al comma 1, il limite di spesa di cui all’articolo 1, comma 201, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è incrementato in misura corrispondente a 2.000 posti aggiuntivi nella scuola primaria.

  Conseguentemente, all’articolo 90, comma 2, sostituire le parole: di 250 milioni di euro per l’anno 2019 e di 400 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020 con le seguenti: di 226,73 milioni nel 2019, di 328,63 milioni nel 2020, di 322,92 milioni nel 2021, di 325,75 milioni nel 2022, di 325,42 milioni nel 2023, di 324,55 milioni nel 2024, di 323,59 milioni nel 2025, di 321,93 milioni nel 2026, di 319,59 milioni nel 2027 e di 318,90 milioni di euro annui a decorrere dal 2028.

Marzana ed altri

Regolamento contabile, programma annuale 2019: competenze del Consiglio di Istituto

da Orizzontescuola

Regolamento contabile, programma annuale 2019: competenze del Consiglio di Istituto
di Cinzia Olivieri

La nota n. 3410 del 22.11.2018 ha fornito disposizioni per risolvere ogni dubbio riguardo a termini e procedure per l’approvazione del Programma Annuale 2019 in questa fase transitoria.

Infatti il DI n. 129/2018 è entrato in vigore il 17 novembre, tuttavia,ai sensi dell’art. 55, comma 2, fino all’esercizio finanziario successivo, ovvero a partire dal 1° gennaio 2019 si applicano le disposizioni del DI 44/2001, con la sola eccezione dei casi previsti dal comma 3 per i quali già opera il nuovo regolamento di contabilità e cioè:

  • procedure e contratti i cui bandi o gli avvisi siano stati pubblicati successivamente al 17 novembre 2018;
  • contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi, procedure e contratti per i quali gli inviti a presentare le offerte siano inoltrati successivamente al 17 novembre 2018.

La questione relativa alle scadenze previste per l’approvazione del programma annuale ed all’applicazione della relativa normativa non costituisce certo un cavilloso ed inutile sofisma giuridico, ma argomento che dovrebbe interessare tutte le componenti impegnate nel procedimento.

Si rammentano a tal proposito l’art. 1 L. 20/1994 e l’art. 24 Dpr3/1957 che disciplinano la responsabilità amministrativa degli organi collegiali.

Con riferimento ai bandi ed avvisi, ai sensi dell’art. 46 del nuovo regolamento,per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, le istituzioni scolastiche, come  disposto dal Dlgs 50/2016,ricorrono agli strumenti di acquisto e di negoziazione, anche telematici, messi a disposizione da Consip S.p.A. Fermo l’obbligo di acquisizione in forma centralizzata le istituzioni scolastiche possono, altresì, espletare procedure di affidamento in forma associata attraverso reti di scuole o in via autonoma.

L’art. 40 del Dlgs 50/2016 ha stabilito a decorrere dal 18 ottobre 2018 l’obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici da parte delle stazioni appaltanti nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione,in applicazione dell’art. 22 della direttiva comunitaria 2014/24/EU. Tale articolo va coordinato con il successivo art. 52 Dlgs 50/2016 per il quale “le stazioni appaltanti non sono obbligate a richiedere mezzi di comunicazione elettronici nella procedura di presentazione dell’offerta” nelle ipotesi elencate e motivando la deroga.

Lo svolgimento dell’attività contrattuale è di oggettivo interesse per i consiglieri dal momento che (Art. 48) i contratti e le convenzioni conclusi sono messi a  disposizione del Consiglio d’istituto, sono pubblicati nel Portale unico dei  dati della scuola, nonché inseriti  nel  sito  internet  dell’istituzione medesima, sezione amministrazione trasparente. Inoltre il dirigente aggiorna semestralmente il Consiglio d’istituto in merito ai contratti affidati dall’istituzione scolastica nel periodo di riferimento e agli altri profili di rilievo inerenti all’attività negoziale. Il diritto di accesso è assicurato e “il rilascio delle  copie  della  documentazione  in  favore  dei membri del Consiglio d’istituto e degli altri organi dell’istituto è gratuito ed è subordinato ad una richiesta nominativa e motivata”.

Tornando alla nota del 22 novembre, che segue quella del 31 ottobre 2018, prot. n. 21617, essa tranquillizza sulla  tempistica per la  predisposizione ed approvazione del Programma Annuale relativo all’esercizio finanziario 2019,derogando i termini stabiliti dal DI 44/2001, che si applica per tutto l’esercizio 2018, al fine di consentire l’utilizzo dei nuovi schemi di bilancio disponibili da gennaio 2019. Infatti, superando le scadenze perentorie, entro il 28 febbraio 2019 la Giunta esecutiva (che conserva tale competenza) dovrà sottoporre il Programma Annuale 2019 (che per il nuovo regolamento è predisposto dal dirigente con la collaborazione del D.S.G.A. per la parte economico-finanziaria)e la relazione illustrativa al Consiglio d’Istituto per l’approvazione ed all’esame dei revisori dei conti, i quali entro il 15 marzo 2019, dovranno rendere il parere di regolarità amministrativo-contabile che potrà essere acquisito anche con modalità telematiche. Anche in caso di mancata acquisizione di tale parere entro il 15 marzo 2019, il Consiglio d’Istituto dovrà provvedere all’approvazione del Programma Annuale.

Se nonostante il parere non favorevole dei revisori per rilevata mancanza di regolarità contabile il Consiglio di istituto lo approvi senza recepirne le osservazioni,dovrà fornire adeguata motivazione.

In caso di mancata approvazione nel termine del 15 marzo il Dirigente Scolastico, il successivo primo giorno lavorativo,ne darà comunicazione all’USR che entro dieci giorni nominerà un commissario ad acta per l’approvazione del programma entro quindici giorni dalla sua nomina.

Nelle more,i dirigenti  provvederanno alla gestione provvisoria, dal 1° gennaio 2019 fino all’approvazione, nel limite di un dodicesimo, per ciascun mese, degli stanziamenti di spesa definitivi del Programma Annuale, regolarmente approvato, relativo all’esercizio finanziario 2018.

Tanto vale anche per chi avesse già provveduto a predisporre ed approvare il Programma Annuale 2019, al fine di  garantire l’allineamento tra Programma annuale 2019 e relativo Consuntivo.

Peraltro praticamente la redazione di quest’ultimo, salvo cambiamenti, dovrebbe essere praticamente quasi contestuale all’approvazione del primo.

Infatti a norma dell’art. 23 il consuntivo è predisposto dal D.S.G.A. entro il 15 marzo dell’esercizio finanziario successivo a quello cui si riferisce(precisazione utile per le componenti del consiglio),corredato di relazione sull’andamento della gestione e sui risultati conseguiti in relazione agli obiettivi programmati, che deve altresì specificare le finalità e le voci di spesa cui sono stati destinati i fondi eventualmente acquisiti con il contributo volontario delle famiglie, nonché quelli derivanti da erogazioni liberali. È  sottoposto dal dirigente entro la stessa data all’esame dei revisori dei conti che esprimono il proprio parere entro il successivo 15 aprile e quindi trasmesso al Consiglio d’istituto, che lo approva entro il 30 aprile dell’esercizio successivo a quello cui si riferisce. Se il conto consuntivo è approvato in difformità dal parere dei revisori è trasmesso entro il 10 giugno, ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti di competenza, dal dirigente all’USR, unitamente ad una dettagliata relazione che motivi l’approvazione in difformità. In caso di mancata approvazione nei termini, il dirigente scolastico ne dà comunicazione immediata ai revisori dei conti e all’USR, che nomina, entro i dieci giorni successivi alla comunicazione, un commissario ad acta che vi provvede entro quindici giorni dalla nomina. Il consuntivo è pubblicato nel Portale unico dei dati della scuola, nonché nel sito dell’istituzione medesima, sezione amministrazione trasparente, entro quindici giorni dall’approvazione.

Tra i nuovi compiti del Consiglio di istituto con riferimento all’approvazione del programma annuale, l’art. 7 dispone che nel programma annuale è  iscritto  l’avanzo o il disavanzo di amministrazione presunto  al  31  dicembre dell’esercizio precedente cui il bilancio si riferisce ed il Consiglio d’istituto, nella sua deliberazione, deve illustrare i criteri  adottati  per  pervenire  all’assorbimento di detto disavanzo di amministrazione.

Inoltre (Art. 8) nel programma annuale deve essere iscritto,  tra  le  spese,  un fondo di riserva da utilizzare per aumentare gli stanziamenti insufficienti per spese impreviste ed eventuali maggiori spese, i prelievi dal quale sono disposti dal dirigente scolastico e comunicati al Consiglio d’istituto  nella prima riunione  utile  per  la  conseguente  modifica  del  programma annuale.

Per questi ed ulteriori motivi il nuovo regolamento non dovrebbe essere conosciuto solo dal DS e dal DSGA ma da tutti i rappresentanti eletti nel consiglio di istituto.

Pensioni, dal 2019 si andrà più tardi. Tutte le info

da La Tecnica della Scuola

Pensioni, dal 2019 si andrà più tardi. Tutte le info
Di Andrea Carlino

Il 4 aprile 2018 l’Inps ha pubblicato la circolare n.62 che fissa l’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita.

Ciò porterà ad un innalzamento dell’età pensionabile, con l’esclusione di alcune categorie di lavoratori, tra cui le maestre d’asilo.

Dal 1° gennaio 2019 si andrà in pensione ancora più tardi

pensione di vecchiaia: da 66 anni a 7 mesi a 67 anni per tutti. L’anzianità contributiva richiesta sarà sempre pari a 20 anni;
pensione di vecchiaia contributiva: da 70 anni e 7 mesi a 71 anni di età. L’anzianità contributiva sarà sempre di 5 anni;
pensione anticipata contributiva: da 63 anni e 7 mesi di età a 64 anni. L’anzianità contributiva resta pari a 20 anni;
pensione anticipata uomini: da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 3 mesi;
pensione anticipata donne: da 41 anni e 10 mesi si passerà a 42 anni e 3 mesi;
pensione anticipata lavoratori precoci passa da 41 anni a 41 anni e 5 mesi di anzianità contributiva.

Le pensioni in Europa e nel mondo

L’Italia, è uno dei paesi in cui l’età effettiva a cui si va in pensione è più bassa dell’età nominale consentita.

In un approfondimento, a cura della Uil, si apprende, che nell’area UE, gli uomini vanno in pensione a 64 anni e 4 mesi, le donne a 63 anni e 4 mesi. Il dato è ancorato a crescere poiché i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione, sono ancorati all’aspettativa di vita e vengono costantemente aggiornati.

In Italia il requisito per l’accesso alla pensione è il più alto d’Europa, secondo solo alla Grecia, dove il requisito anagrafico richiesto è pari a 67 anni. L’età più bassa è richiesta in Svezia dove dai 61 anni il lavoratore può decidere di accedere alla pensione.

Protocollo d’intesa per l’Educazione ambientale

Mercoledì 5 dicembre, alle ore 11, presso la Sala “Aldo Moro” del MIUR, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa sottoscriveranno un Protocollo d’intesa per l’Educazione ambientale, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado.

Il Protocollo prevede la realizzazione di un Piano nazionale per l’Educazione ambientale per la sensibilizzazione dei ragazzi in merito a sostenibilità, qualità dello sviluppo, cittadinanza attiva, legalità e rapporto tra scuola e territorio. Per raggiungere questi obiettivi, saranno realizzati progetti e attività a supporto delle iniziative autonome delle scuole e programmi di formazione e aggiornamento per docenti e ATA. L’obiettivo del Piano sarà anche promuovere in modo strutturale percorsi di educazione ambientale nelle scuole.

Nel corso dell’incontro verranno presentate alcune idee innovative dedicate al tema dell’ambiente realizzate dalle scuole. In particolare, i progetti saranno presentati dalla scuola dell’infanzia “Baita” – Istituto comprensivo “Ardea I” di Ardea (RM), dalla Direzione didattica “Aldo Moro” di Vallo della Lucania e dall’Istituto comprensivo di Teggiano (SA).


Scuola, Bussetti e Costa firmano Protocollo d’intesa:
1,3 mln per l’Educazione ambientale

Elaborare un Piano nazionale per l’Educazione ambientale nelle scuole italiane di ogni ordine e grado per sensibilizzare bambini e ragazzi, fin da giovanissimi, su temi come la sostenibilità ambientale e la qualità dello sviluppo. In un’ottica di cittadinanza attiva.

Questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa sottoscritto oggi al MIUR dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti e dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa che punta, fra l’altro, a rendere strutturali i percorsi di educazione ambientale nelle scuole. Stanziando da subito le prime risorse necessarie, 1,3 milioni di euro destinati alle istituzioni scolastiche.

Tra le azioni previste, percorsi di Educazione ambientale per gli studenti, progetti e attività a supporto delle iniziative autonome delle scuole, programmi di formazione e aggiornamento per docenti e ATA. Saranno favoriti interventi per la qualificazione degli spazi educativi e degli edifici scolastici, nel rispetto della sostenibilità ambientale e di una migliore efficienza energetica. Saranno promosse azioni e iniziative che favoriscano lo sviluppo di curricula e di esperienze scuola-lavoro nel settore della green economy. Nonché esperienze didattiche sul campo e viaggi d’istruzione in contesti naturali, quali le aree protette italiane e alle aree di interesse naturalistico.

“Con l’accordo che sigliamo oggi, puntiamo a creare una collaborazione strutturata fra i nostri Ministeri e a definire un Piano di interventi concreti, che non resteranno sulla carta, per consentire ai nostri studenti di entrare in contatto da subito e in maniera attenta e consapevole con l’ambiente – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti -. La loro cittadinanza attiva dipende anche da questo. A questo scopo stiamo stanziando un milione e 300 mila euro. Monitoreremo le azioni che verranno messe in campo e faremo tutto il necessario per potenziare l’offerta e fornire la migliore formazione possibile. Senza sostenibilità non c’è futuro e noi dobbiamo essere sicuri di aver fornito a ogni bambino e ragazzo un’educazione di qualità anche su questi temi. È un lavoro che faremo facendo squadra con gli enti, le associazioni e le istituzioni che mettono da anni le proprie competenze al servizio dei nostri giovani e condividono con noi questa responsabilità e questa missione”.

“Questo Protocollo – ha affermato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa – segna un sentiero da costruire insieme. Noi dobbiamo fare in modo che chi si affaccia alla vita, come i bambini qui presenti oggi, abbia subito un pensiero ambientale, visto che la nostra generazione ha fallito su questo. Formare nell’ambiente vuol dire costruire il futuro del nostro pianeta. E noi, con questo Protocollo con il MIUR, vogliamo permettere che i ragazzi possano seguire questo percorso, ma soprattutto essere costantemente al fianco del Ministero dell’Istruzione per realizzare insieme il cambiamento”.

Un comitato paritetico curerà l’attuazione del Protocollo e delle attività connesse. Tra le prime azioni in agenda, c’è il lancio di un bando di concorso per le scuole di ogni ordine e grado. Ai ragazzi sarà proposto di realizzare lavori basati sull’approfondimento della conoscenza del patrimonio naturale del proprio territorio.

L’Accordo rafforzerà la collaborazione tra i due Ministeri e le Forze dell’ordine preposte alla tutela dell’ambiente, tramite nuovi accordi e valorizzando quelli esistenti. Come, ad esempio, il Protocollo tra MIUR, MATTM e Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto dedicato alla sensibilizzazione dei ragazzi sull’importanza della tutela dell’ambiente marino e costiero.

Saranno realizzate iniziative pubbliche di Educazione ambientale, valorizzando quelle già in programma per questo anno scolastico. Con particolare attenzione per il World Cleanup Day del 10 maggio 2019. Per festeggiare questa data, nel corso di quest’anno, alle scuole sarà chiesto di elaborare campagne di comunicazione, spot video/radiofonici e contenuti per i social network sui temi dell’utilizzo della plastica e dell’importanza del riciclo.

Nel corso della mattinata sono stati presentati due progetti di Educazione ambientale, ideati rispettivamente dalla Scuola dell’infanzia “Baita” – Istituto comprensivo “Ardea 1” di Ardea (RM) e, congiuntamente, dalla Direzione didattica “Aldo Moro” di Vallo della Lucania (SA) e dall’I.C. di Teggiano (SA). In merito a quest’ultimo progetto, prima della conferenza, oggi al MIUR è stato sottoscritto un accordo tra il Parco del Cilento e la “Consac Gestioni Idriche SPA”, per la distribuzione di borracce a tutti gli studenti dei Comuni del Parco nazionale. Il loro utilizzo, è stato stimato, eliminerà circa tre milioni e mezzo di bottigliette. Simbolicamente, le due scolaresche cilentane hanno regalato ai bambini romani le loro borracce, per uno scambio in segno di amicizia.

Tempo pieno elementari: ok della commissione Bilancio della Camera

da Tuttoscuola

Tempo pieno elementari: ok della commissione Bilancio della Camera

Via libera della commissione Bilancio della Camera all’incremento del tempo pieno nella scuola primaria, previsto da un emendamento alla legge di bilancio. Le modalità dell’aumento saranno stabilite con decreto del ministro dell’istruzione entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Ne dà notizia Ansa.it.

Per assicurare l’allungamento di orario è autorizzato un aumento di spesa “corrispondente a 2.000 posti aggiuntivi“. Il costo della misura è di circa 24 milioni di euro nel 2019, crescenti gli anni successivi.

In realtà, secondo i calcoli di Tuttoscuola, estendere il tempo pieno a tutti i bambini costerebbe circa 3 miliardi di euro all’anno.

Per trasformare infatti le 86.658 classi normali a tempo pieno, occorre assumere in realtà 43.329 docenti che costerebbero allo Stato – ad oltre 32 mila euro annui per docente, oneri riflessi compresi – circa 1 miliardo e 400 milioni di euro.

Lo Stato dovrebbe assumere inoltre non meno di 5 mila collaboratori scolastici da adibire ai servizi derivanti anche dalla maggiorazione del tempo scuola. Costo aggiuntivo altri circa 120 milioni di euro.

Per poi ristrutturare, mettere a norma e adeguare le strutture scolastiche alla nuova organizzazione didattica i Comuni nel loro insieme dovrebbero sostenere una spesa complessiva forse maggiore di quella prevista a carico dello Stato per le nuove assunzioni di personale. Parliamo di circa 2 miliardi di euro a carico dei Comuni.

Totale dei costi: 3 miliardi e 520 milioni di euro circa per il primo anno di generalizzazione del servizio e 2,7 miliardi all’anno a regime.

Dall’orientamento alle soft skills: al via al MIUR 11 gruppi di lavoro

da Tuttoscuola

Dall’orientamento alle soft skills: al via al MIUR 11 gruppi di lavoro 

Undici gruppi di lavoro su altrettanti temi prioritari, dall’orientamento alle soft skills, passando per l’inclusione scolastica e la prevenzione del bullismo, con esperti di alto livello coinvolti per migliorare il funzionamento del sistema di istruzione italiano. Sono i tavoli voluti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, che lo scorso 3 dicembre ha incontrato a Roma, insieme al Sottosegretario Salvatore Giuliano, i coordinatori di quelli che dovranno configurarsi come veri e propri “laboratori di innovazione” al “servizio della scuola”. Ne dà notizia il Miur in un comunicato che riportiamo di seguito.

Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento; inclusione scolastica; attività sportive scolastiche; valutazione del sistema scolastico; primo ciclo e zero/sei; cultura umanistica; Istituti tecnici e professionali; soft skills ed educazione civica; quadriennali e scuole innovative; équipe territoriali; bullismo e prevenzione. Questi i temi che verranno trattati. I Gruppi istituiti dal Ministro lavoreranno in raccordo anche con l’Ufficio legislativo del MIUR.

“Saranno gruppi operativi, composti da professionisti con competenze molto specifiche – spiega Bussetti – che svolgeranno la propria attività a titolo gratuito e agiranno, rispetto ai temi assegnati, con un approccio pragmatico. Dopo una fase di analisi e approfondimento, presenteranno proposte di carattere amministrativo o normativo che intendiamo prendere in considerazione per migliorare il nostro sistema di istruzione, innalzare la qualità dell’offerta per gli studenti, introdurre nuove metodologie e innovazioni didattiche”.

“Partiamo subito – prosegue il Ministro – per avere già i primi risultati entro aprile 2019. Vogliamo tempi snelli per introdurre i primi cambiamenti necessari già da questo anno scolastico. La scuola ha bisogno di azioni ragionate e strategiche, definite da persone qualificate, e di concretezza. È così che si governa: guardando alle reali priorità e lavorando da subito per dare risposte. Non vogliamo stravolgere ciò che esiste, ma agire con interventi precisi. Vogliamo essere pratici e lavorare con un metodo agile. Stiamo agendo, passando dalle parole ai fatti, con i tempi giusti, cioè con azioni che consentono il giusto tempo di analisi”, chiude Bussetti.

Calo nascite: ne risentiranno maggiormente le scuole del Nord

da Tuttoscuola

Calo nascite: ne risentiranno maggiormente le scuole del Nord

L’ISTAT ha reso noti nei giorni scorsi i dati ufficiali delle nascite registrate nel 2017, evidenziando, ancora una volta, il decremento in atto da ormai dieci anni.

Nel lungo periodo questa preoccupante tendenza avrà effetti di ordine sociale sia per l’invecchiamento della popolazione (squilibrio tra le fasce d’età) sia per la riduzione della forza lavoro (diminuzione della popolazione attiva).

Nell’immediato, però, saranno i servizi educativi e scolastici a risentire del calo del numero di nati, con conseguenti contraccolpi graduali sul numero delle sezioni di scuola dell’infanzia e delle classi di scuola primaria.

Nell’ultimo decennio complessivamente il calo di nascite è stato di 106.374 unità (-18,9%), di cui quasi la metà (circa 53 mila) nelle regioni settentrionali, con il Nord Ovest in flessione del 20,2% e il Nord Est del 20,5%.

Nelle regioni del nord, più che altrove, è venuto a mancare l’apporto degli stranieri, le cui nascite hanno fatto registrare in quei territori un calo di circa 10 mila nati.

Ma proprio sulle nascite di bambini figli di genitori stranieri si registra sull’intero territorio nazionale una situazione nettamente differenziata.

Infatti, mentre nelle regioni del Nord Est, Nord Ovest e del Centro il calo di nascite di bambini stranieri è stato rispettivamente dell’ordine del 21,6%, del 16,8% e del 9,6%, invece nelle Isole e al Sud si è registrato un sensibile aumento, rispettivamente del 30,5% e del 36,8%.

Parallelamente il calo dei nati da genitori italiani (generalizzato su tutto il territorio nazionale) è stato minore nelle regioni del Mezzogiorno (-18,6%) rispetto a quelle del Nord (-20,6%) e del Centro (-21,3%).

Il diverso andamento delle nascite ridisegnerà nelle scuole un nuovo rapporto tra alunni italiani e alunni stranieri.

Progettazione e gestione degli interventi PON Per la Scuola 2014-2020

Iscrizioni aperte alla formazione gratuita online su progettazione e gestione degli interventi PON Per la Scuola 2014-2020

L’offerta formativa Miur/Indire intende fornire al personale della scuola strumenti utili a trasformare le idee in progetti concreti

Fino al 22 dicembre 2018 è possibile iscriversi gratuitamente al corso di formazione online su “Progettazione e gestione degli interventi finanziati con il PON Per la Scuola 2014-2020”.

L’iniziativa nasce per volontà del Ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale, ed è svolta in collaborazione con l’Indire.

Rivolto ai dirigenti scolastici, ai docenti, ai direttori dei servizi generali e amministrativi e al personale tecnico-amministrativo di tutte le scuole pubbliche italiane, il corso costituisce un’importante opportunità per chi è interessato ad acquisire o a consolidare competenze per utilizzare il sistema GPU 2014-2020 al fine di gestire e documentare correttamente i progetti finanziati con i fondi del Programma Operativo Nazionale (PON) Per la Scuola.

In partenza nei primi mesi del 2019, il percorso di formazione affronterà diversi argomenti e in particolare si concentrerà su come gestire un progetto utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal sistema GPU e su come pianificare un intervento efficace e di qualità nell’ambito del PON Per la Scuola. In base alle proprie esigenze, ciascun corsista potrà poi approfondire argomenti specifici legati al project management, alle strategie educative e agli strumenti per la richiesta del finanziamento.

Le attività formative saranno interamente fruibili online per adattarsi alle esigenze lavorative dei partecipanti e poter essere svolte in qualsiasi momento della giornata.

Cinque i moduli previsti, di 3 ore ciascuno, per una durata complessiva di 15 ore. Per ottenere la certificazione finale i partecipanti dovranno concludere almeno 3 moduli (9 ore) così articolati:

2 moduli obbligatori, ciascuno dei quali prevede 1 ora e mezzo di studio in autonomia e 1 ora e mezzo di webinar in modalità sincrona. Le attività di formazione saranno arricchite da materiali di approfondimento, video e risorse digitali.

1 modulo opzionale, per un totale di 3 ore di studio in autonomia.
Sarà il dirigente scolastico a iscrivere online il personale della propria scuola interessato alla formazione.

Cos’è il PON “Per la Scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento”?

Si tratta di un programma finanziato dai Fondi Strutturali Europei che contiene le priorità strategiche del settore istruzione per sette anni, dal 2014 al 2020. Il Programma ha l’obiettivo di promuovere un sistema d’istruzione e di formazione di elevata qualità, efficace ed equo, offrendo alle scuole l’opportunità di accedere a risorse comunitarie. Il PON Per La Scuola è destinato al potenziamento e al miglioramento, strutturale e qualitativo, delle scuole di ogni ordine e grado presenti su tutto il territorio nazionale.

Attraverso le tecnologie digitali, il sistema di Gestione Unitaria del Programma (GPU) contribuisce alla realizzazione di attività di analisi, monitoraggio, attuazione e controllo per il miglioramento della gestione, a vari livelli e in tutte le fasi della progettazione, del Programma.

PON Per la scuola è articolato in quattro assi, ciascuno con i propri obiettivi specifici. La formazione si inserisce nell’ambito dell’Asse III del PON «Per la Scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento», e prevede azioni di rafforzamento della capacità istituzionale, volte a migliorare la governance complessiva del settore Istruzione.

http://www.indire.it/2018/11/23/iscrizioni-aperte-alla-formazione-gratuita-online-su-progettazione-e-gestione-degli-interventi-pon-per-la-scuola-2014-2020/

Orientare e (È) Educare

Associazione di Scuole AlmaDiploma

XVI CONVEGNO NAZIONALE ALMADIPLOMA
Orientare e (È) Educare
Percorsi, strumenti e strategie di continuità

organizzato in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, che si svolgerà presso il

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Sala Aldo Moro
Viale Trastevere 76/a – Roma
Giovedì 13 Dicembre 2018 ore 10

Il tema di quest’anno si concentra, partendo dalla lettura dei dati AlmaDiploma, sulle buone pratiche per educare e orientare al fine di potenziare lo sviluppo di un set di atteggiamenti, competenze ed abilità utili ad affrontare situazioni di scelta e cambiamento in modo attivo.

Nel corso del Convegno verrà presentata la XVI Indagine AlmaDiploma sul Profilo dei Diplomati, che riguarda 46.500 diplomati del 2018 dei 305 istituti superiori associati che hanno svolto il Progetto AlmaDiploma-AlmaOrièntati.


Programma

XVI Convegno Nazionale AlmaDiploma

ORIENTARE E (È) EDUCARE
Percorsi, strumenti e nuove strategie di continuità

Giovedì 13 dicembre 2018

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Sala Aldo Moro
Viale Trastevere, 76/a – Roma

Programma aggiornato al 27 novembre

ore 09.30 Registrazione dei partecipanti

ore 10.00 Saluti di benvenuto
Rappresentante MIUR

Introduce
Silvia GHISELLI (Responsabile Indagini e Ricerche AlmaLaurea)

Presentazione della XVI Indagine AlmaDiploma sul Profilo dei Diplomati 2018
Davide CRISTOFORI (Ufficio Indagini e Ricerche AlmaLaurea)

Interventi

E dopo la “maturità”? AlmaDiploma racconta le intenzioni dei diciannovenni
Eleonora BONAFE’ (Ufficio Indagini e Ricerche AlmaLaurea)

Le competenze non cognitive degli studenti nella transizione tra il primo e il secondo ciclo di istruzione: un focus da un progetto di ricerca-intervento in Provincia di Trento
Livia FERRARIO (Dirigente Generale Dipartimento della Conoscenza – Provincia autonoma di Trento)
Francesco PISANU (Direttore Ufficio per la Valutazione delle Politiche Scolastiche, Dipartimento della Conoscenza, Provincia Autonoma di Trento)

Almamedie: un percorso di orientamento dalle risorse personali alla educazione alla scelta per gli studenti della scuola secondaria di primo grado
Greta MAZZETTI (Docente – Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G. M. Bertin – Università di Bologna)

Conclude:
Mauro BORSARINI (Presidente AlmaDiploma)

ore 13.00 Chiusura dei lavori

La partecipazione al convegno dà diritto al personale della scuola a richiedere l’esonero dai normali obblighi di servizio, ai sensi dell’art 453 del D.lgs. 297/94 e dell’art. 64 del C.C.N.L. sottoscritto il 29 novembre 2007, trattandosi di iniziativa promossa da soggetto qualificato per la formazione del personale scolastico ai sensi all’art.1 comma 5 della direttiva 170 del 21/03/2016.