Contratto della dirigenza

Finalmente conclusa, e in modo molto positivo, una trattativa che si è rivelata delicata e complessa, ma che alla fine vede premiato il nostro impegno. È un risultato che la CISL Scuola ha inseguito con determinazione, per chiudere il cerchio di un rinnovo contrattuale lungamente atteso e completare così il buon lavoro fatto col rinnovo del CCNL di comparto. 
C’è voluto più tempo del previsto, su questo hanno influito indubbiamente il passaggio di Legislatura e la lunga attesa per la formazione del nuovo Governo, ma era importantissimo definire un’intesa prima che si chiudesse il 2018, e non solo per un fatto simbolico. 
Il contratto della dirigenza si colloca in modo coerente nel contesto definito dal CCNL di comparto, condividendone modelli, valori e obiettivi. Assegna al dirigente scolastico un ruolo chiave nella comunità scolastica, riconoscendone e valorizzandone la leadership educativa. 
L’accordo che abbiamo appena sottoscritto prevede anzitutto la piena equiparazione, entro il 31/12/2018, ai dirigenti pubblici dello stesso comparto per quanto riguarda la retribuzione parte fissa. Si tratta di un obiettivo di grande significato politico, da tempo perseguito e finalmente raggiunto con un contratto che anche per questo assume una rilevanza straordinaria. A ciò si aggiunge l’incremento derivante da fondi contrattuali, pari a 135 euro mensili, a decorrere da gennaio 2018. 
Fondamentale aver restituito alle Relazioni Sindacali temi come la valutazione e le misure riguardanti la prevenzione dello Stress Lavoro Correlato, così come è molto importante l’istituzione di un comitato paritetico per verificare le ricadute in termini di innovazione . Tra le novità, anche il riconoscimento della possibilità di ottenere il rientro al ruolo di provenienza entro i primi 5 anni di ruolo.
Si riconosce inoltre la possibilità di delegare funzioni e potere di firma in caso di assenza, mentre tutti gli obblighi vengono più puntualmente ricondotti agli ambiti delle funzioni organizzative e gestionali proprie della dirigenza scolastica.
Abbiamo fatto un passo molto importante e significativo in direzione di quell’adeguata valorizzazione della dirigenza scolastica da tempo al centro di tante nostre iniziative; il nuovo contratto ne riconosce opportunamente le specificità ma recuperando finalmente una condizione di più giusto equilibrio rispetto all’area della dirigenza pubblica.

Roma, 13 dicembre 2018

Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Ipotesi CCNL (ARAN, 13.12.18)

A.Ra.N.,, 13 dicembre 2018

Writers-Letteratura in Gioco

WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO

ideato da Maria Rosaria Chirulli  illustrazioni di Mario Petrachi
Grafica: Francesco Torricelli
Edizioni Avanguardia 21
Per allievi/e, ragazzi/e da 14 anni in su
Pubblicazione: Novembre 2018
Prezzo euro 30,00
dal 1 dicembre su Amazon

Condividere conoscenze e giocarci, educando ed educandosi a mettere in movimento quel che si sa e quel che non si sa del mondo degli scrittori. Questo è il bello e il buono di un’idea, quella di Writers, capace di creare consenso, permanenza e piacere su quanto si impara a scuola”: è quanto sostiene Roberto Maragliano, già docente di Tecnologie dell’Istruzione e dell’Apprendimento presso l’Università Roma Tre, commentando il gioco da tavolo WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO.

Ideato e realizzato da Maria Rosaria Chirulli con le illustrazioni di Mario Petrachi, WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO è acquistabile via Amazon ed è direttamente in vendita pressonu merose librerie indipendenti pugliesi. 

WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO è pubblicato dalla casa editrice Avanguardia 21, che dal 2011 è impegnata in una convinta operazione di rilancio della cultura d’avanguardia, anche dal punto di vista educativo. 

La presentazione ufficiale di WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO, per iniziativa del Presidio del libro, si svolge martedì 18 dicembre 2018 a Martina Franca, dove Maria Rosaria Chirulli vive e insegna. L’incontro prevede un intervento del professor Maragliano che ha accompagnato la genesi di WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO. I temi che il gioco permette di mettere in evidenza hanno a che fare con il ruolo che la scuola secondaria svolge nella promozione della lettura dei classici e con la possibilità che questo importantissimo ruolo sia svolto attraverso un’impostazione didattica capace di includere la dimensione ludica e lo spirito collaborativo quali elementi motivanti del processo di apprendimento. 

Il mazzo di WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO si compone di 210 carte:

  • 21 riproducono immagine e nome dell’autore/autrice
  • 21 contengono elementi biografici dell’autore/autrice (data, luogo di nascita, segno zodiacale, luogo e data di morte)
  • 21 carte sono jolly
  • 63 presentano aneddoti e curiosità su autori/autrici (tre per ciascuno/a)
  • 84 riportano citazioni tratte dalle opere più note degli autori/autrici (quattro per ciascuno/a)

La confezione di WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO include un opuscolo dove sono proposte alcune fondamentali modalità di attuazione del gioco e sono indicate le soluzioni degli abbinamenti fra le carte.

WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO si presenta come un gioco di gruppo versatile, che altresì consente all’animatore di scegliere su quali autori/autrici impostarlo e con quali regole svilupparlo, a seconda del gruppo generale di riferimento e delle squadre che si costituiscono. 

La letteratura, sospesa tra realtà e fantasia, crea mondi e ogni volta li illumina di luce nuova. Entrare in questi mondi giocando può essere uno stimolo per incuriosire e portare i ragazzi, ma anche gli adulti, ad amare i classici. E leggerli”: è quanto sostiene Maria Rosaria Chirulli, cui l’idea è nata in classe, osservando un gruppo di studenti che durante un’ora di sostituzione giocavano a “Tabù”.

In WRITERS-LETTERATURA IN GIOCO compaiono (in ordine alfabetico!): Dante Alighieri, G. Boccaccio, C. Bukowski, I. Calvino, G. D’Annunzio, G. Deledda, F. Dostoevskij, G. Flaubert, C. Goldoni, E. Hemingway, F. Kafka, G. Leopardi, A. Manzoni, E. Morante, A. Moravia. P.P. Pasolini, L. Pirandello, W. Shakespeare, P.V. Tondelli, G. Ungaretti, G. Verga.


PENSIONI: “INSEGNANTI SEDOTTI E ABBANDONATI DA QUOTA 100”

PENSIONI, GILDA: “INSEGNANTI SEDOTTI E ABBANDONATI DA QUOTA 100”
“Allungando la finestra di 6 mesi per i lavoratori pubblici che hanno maturato i requisiti entro il 31 marzo, chi vuole usufruire di quota 100 potrà andare in pensione entro il 1 ottobre. Considerato che  per gli insegnanti i tempi di pensionamento sono basati sull’anno scolastico anziché su quello solare, per loro il termine si sposta al 2020: di fatto, quindi, la misura contenuta nella legge di Bilancio taglia fuori del tutto i docenti”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la clausola sulle finestre allungabili a 6 mesi per quota 100 contenuta nella bozza di decreto elaborata dal Governo.
“Se questo provvedimento venisse approvato – spiega Di Meglio – gli insegnanti sarebbero ulteriormente penalizzati rispetto agli altri dipendenti pubblici perché per questi ultimi la prima finestra utile per andare in pensione sarebbe in ottobre 2019 (con un ritardo di 6 mesi rispetto ai lavoratori privati), mentre per i docenti la prima finestra utile sarebbe a settembre 2020, quindi con 18 mesi di ritardo rispetto ai privati. È risaputo, infatti, che gli insegnanti non possono lasciare la cattedra durante l’anno scolastico per garantire la continuità didattica”.
“Tutto ciò vanifica la famosa quota 100 per gli insegnanti: nel 2020, infatti, chi ne avrebbe avuto diritto oggi avrà raggiunto quota 104 e buona parte di loro maturerebbe i requisiti richiesti dalla legge Fornero. I docenti, dunque, sono stati sedotti e abbandonati”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda. 

La Costituzione vive nella Conoscenza

“La Costituzione vive nella Conoscenza”, dal 17 al 19 dicembre il IV Congresso della FLC CGIL 

Il titolo scelto per questo evento, fondamentale nella vita di ogni sindacato, sintetizza i temi che saranno al centro del dibattito congressuale. Nella nostra Costituzione trova fondamento l’idea che una democrazia vive se i suoi cittadini possono accedere liberamente all’istruzione e alla formazione e diventare così cittadini colti e consapevoli. È necessario dunque, restituire la giusta centralità ai sistemi d’istruzione e formazione e rilanciare la loro funzione emancipatrice.

Leggi il programma

Quasi 400 tra delegate e delegati parteciperanno all’assise congressuale, assieme a loro, studiosi e ospiti autorevoli si alterneranno nel corso di una tre giorni che si concluderà con l’elezione del segretario generale della FLC CGIL. Informazione quotidiana e approfondimenti durante i giorni del congresso

Tra le presenze del giorno d’apertura, che vedrà la relazione introduttiva del segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli, ci saranno Carla Nespolo dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, il direttore di “Avvenire” Marco TarquinioGiancarlo Cavinato del Movimento di Cooperazione Educativa, Vanessa Roghi autrice de “La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole”, Giuseppe Bagni del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti e il segretario confederale Maurizio Landini, che discuteranno di istruzione, inclusione e nuova cittadinanza, in una tavola rotonda coordinata dal giornalista Corrado Zunino.

In serata dopo lo svolgimento del dibattito congressuale, che prevede gli interventi dei delegati convenuti a Colli del Tronto, la proiezione del film documentario “Barbiana ’65. La lezione di Don Milani” di Alessandro D’Alessandro. Un modo per rendere omaggio alla figura del grande educatore, punto di riferimento per l’idea di scuola della nostra organizzazione.

Martedì 18 dicembre, a inframezzare il dibattito congressuale, ci sarà innanzitutto la lectio magistralis del professor Roberto Battiston, dal titolo. “Perché la ricerca è utile se è libera: il rapporto tra chi la ricerca la fa e chi invece la paga”. Nel pomeriggio, alle ore 17.00, l’intervento del segretario genrale della CGIL, Susanna Camusso, a cui seguirà una tavola rotonda con ospiti stranieri, si occuperà di “Multinazionali dell’educazione e privatizzazione nell’era della globalizzazione”.

Infine, mercoledì 19 dicembre, le conclusioni della giornata saranno affidate alla segretaria confederale della CGIL, Tania Scacchetti, che prenderà la parola alle ore 12.00, per poi passare alle votazioni, agli adempimenti congressuali e alla convocazione dell’assemblea generale nazionale che eleggerà il segretario della categoria.

Tre giornate intense, dunque, che seguiremo con le dirette video di RadioArticolo1web-cronachenotiziefilmatiimmagini e naturalmente sui nostri profili social per documentare l’attività congressuale.

Temi congressuali 

Nuovi rapporti sociali, cittadinanza e sistemi della conoscenza 

Conoscenza emancipatrice e sostenibilità dello sviluppo 

Nuovo sistema formativo e governo dell’economia digitale 

Contro l’aziendalizzazione delle istituzioni della conoscenza, torniamo alla Costituzione 

Segui gli aggiornamenti…

DOCUMENTO POLITICO | DOCUMENTI CONGRESSUALI 
PROGRAMMA
INFO

Diplomati magistrali al bivio. Scade il termine per il concorso e arriva la nuova sentenza

da Corriere della sera

Data cruciale per i diplomati magistrali, che possono presentare domanda per partecipare al concorso ad hoc entro il 12 dicembre alle 23.59, lo stesso giorno in cui dovrebbe esprimersi di nuovo la Plenaria del Consiglio di Stato

Valentina Santarpia

È ad una svolta il destino dei diplomati magistrali, i maestri senza laurea che erano stati cancellati dalle Graduatorie ad esaurimento esattamente un anno fa, nel dicembre del 2017, e che ora potrebbero rientrare a pieno titolo nei ranghi della scuola. Il 12 dicembre infatti scade il termine per la presentazione della domanda di ammissione al concorso facilitato, quello ideato ad hoc per bypassare la sentenza e permettere a chi ha almeno due anni di servizio negli ultimi otto anni di essere reinserito nelle graduatorie in attesa di una cattedra. Si parla di circa 30 mila aventi diritto a partecipare sui 50 mila diplomati magistrali complessivi. Ma nello stesso giorno è prevista anche l’udienza dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato che si esprimerà nuovamente sul diritto dei diplomati ad avere una cattedra a tempo indeterminato.

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Le due ipotesi

Se l’esito della plenaria dovesse essere positivo per i diplomati, allora avrebbero doppia chance di entrare in ruolo: perché sarebbero inclusi nelle graduatorie ad esaurimento e anche in quelle di merito, e poiché le assunzioni si fanno – per legge- per il 50% dalle Gae e per il restante 50% da concorso, potrebbero appunto avere un doppio binario di ingresso. Se invece l’esito dovesse essere negativo, allora per i diplomati resta valido quanto stabilità dal decreto dignità: ovvero la possibilità di avere supplenze annuali fino al 30 giugno 2019, purché non si siano svolti già 36 mesi di servizio; e di poter partecipare al concorso straordinario, che prevede l’attribuzione di 70 punti per il possesso di titoli e 30 per la prova orale di carattere metodologico non selettiva. Nessun depennamento automatico dalle Gae: questi avverranno solo quando terminerà ciascuna causa e sarà pubblicata la relativa sentenza negativa su ciascun ricorrente. In ogni caso, con un esito negativo, il ricorso proseguirebbe presso la Cassazione e il reclamo al Consiglio d’Europa.

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La sentenza

Ci sono però alcune precisazioni da fare riguardo alla sentenza, che probabilmente sarà pubblicata fra un paio di giorni. Il verdetto riguarderà solo i procedimenti ancora pendenti: non avrà cioè incidenza sulle sentenze passate in giudicato, e neanche sulle sentenze del Tar rispetto alle quali siano già decorsi i tempi (6 mesi) per la loro impugnazione. Inoltre non riguarderà in toto tutti quelli che hanno conseguito il diploma magistrale entro il 2001/2002, ma solo coloro che hanno presentato un ricorso contro l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento.

Bussetti: vogliamo reintrodurre la geografia Anche nelle prove Invalsi

da Corriere della sera

Il ministro pensa a cambiare il curriculum delle superiori. Ma ancora non spiega a scapito di quali materie. Serviranno nuovi prof?

«Ci stiamo rendendo conto che la geografia è una disciplina un po’ trascurata e va ripresa». Dopo compiti e la ginnastica alle elementari, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti lancia una nuova suggestione che potrebbe anche in futuro diventare una proposta: quella di reintrodurre come disciplina autonoma la geografia ora confinata in molti indirizzi delle superiori nella disciplina unica della geostoria, dopo la riforma Gelmini. In realtà della geografia il ministro aveva già parlato quest’estate a margine della presentanzione dei dati Invalsi del 2018. Promettendo di riflettere su cosa fare per ridurre quelle ineguaglianze rilevate nei risultati soprattutto al Sud, in regioni come la Calabria, la Campania, la Sicilia e la Sardegna, il ministro aveva lanciato addirittura una nuova sfida a professori e studenti: perché non allargare la prova Invalsi anche alla geografia?
Allargare le prove

«Andrebbero estese anche alla geografia», aveva detto. Ora torna sul tema: «Guardando i risultati dei test Invalsi di questo anno – ha affermato Bussetti – mi sono reso conto che tra le materie manca la geografia: va reintrodotta e potenziata soprattutto in questo momento storico». Ma su come farlo e a scapito di quali altre materie il ministro per ora non lo ha spiegato

La battaglia dei geografi

Per i geografi e la geografia sono stati anni difficili: intanto con la riforma Gelmini la materia è stata quasi ovunque fusa con la Storia. I geografi si sono mobilitati divese volte con petizioni e ricorsi al Tar. La prima clamorosa crociata è stata quella del 2014 per reintrodurre la geografia e anche la storia dell’arte: su change.org la petizione ha raggiunto 12 mila sostenitori in poche ore. Ma non se ne è fatto nulla. Anzi, la riforma renziana aveva addirittura permesso che negli istituti tecnici fossero i prof abilitati per lettere a insegnare anche geostoria. Una sentenza del Tar dello scorso anno ha riabilitato i prof di geografia assegnando a loro questo insegnamento

Corsi formazione Miur su bullismo e cyberbullismo, iscrizione piattaforma Elisa

da Orizzontescuola

di redazione

Il Miur ha inviato alle scuole la nota n. 5367  dell’11 dicembre 2018, avente per oggetto “rinnovo iscrizione alla Piattaforma ELISA MIUR-UniFI per le strategie Antibullismo riservata ai referenti scolastici, regionali e provinciali del bullismo e cyberbullismo”.

Piattaforma Elisa

La piattaforma Elisa è stata lanciata dal Miur il 19 ottobre u.s., al fine di far svolgere ai docenti referenti di bullismo e cyberbullismo un percorso di formazione per l’acquisizione delle competenze psico-pedagogiche e sociali per la prevenzione del disagio giovanile.

Il predetto percorso è stato progettato dal Miur in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, sulla base di quanto previsto dal Piano Nazionale per la Formazione dei docenti 2016/2019 e dalla Legge n. 71/2017 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo“.

Obiettivo formazione

L’attività di formazione si pone l’obiettivo di dotare docenti e scuole di strumenti d’intervento efficaci sui temi del bullismo e del cyberbullismo. Per il conseguimento di tale obiettivo sono state predisposte due azioni specifiche, che non prevedono oneri economici per i partecipanti: la Formazione E-Learning e il Monitoraggio.

Destinatari formazione

I corsi di formazione sono accessibili, tramite registrazione, agli insegnanti referenti per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo di ogni scuola  – fino ad un massimo di due per ogni istituto (qui le indicazioni per iscriversi).

L’accesso ai corsi è garantito anche ai referenti provinciali e regionali.

Modalità, contenuti e articolazione della formazione

I corsi di formazione si svolgono in modalità e-learning e vertono su:

  • definizione e caratteristiche del bullismo e del cyberbullismo;
  • azioni per prevenire e contrastare tali fenomeni.

Il percorso si articola in quattro corsi, ciascuno suddiviso in più moduli per un totale di 25 ore di formazione.

Oltre alle video lezioni, ciascuna lezione offre una serie di strumenti operativi scaricabili, suggerimenti per ulteriori approfondimenti, esercitazioni pratiche e questionari finali per un’autovalutazione.

nota

Bonus 500 euro Carta docente, Miur: cosa accade dal 1° gennaio 2019

da Orizzontescuola

di redazione

Avviso Miur sul Bonus 500 euro Carta docente. I soldi dell’a.s. 2016/17 possono essere spesi improrogabilmente solo fino al 31 dicembre 2018.

Bonus 500 euro: proroga per le somme dell’a.s. 2016/17

Per la carta docente il decreto Milleproroghe ha prorogato il termine di spesa delle somme  a.s. 2016/17 al 31 dicembre 2018.

Avviso sito Miur

Nella pagina web dedicata alla carta bonus 500 il Miur ha ricordato che le somme residue dell’a.s. 2016/17 vanno spese entro il prossimo 31 dicembre, come detto sopra

Nell’Avviso, si sottolinea che dal 1° gennaio 2019 la somma presente nello “storico portafoglio” non potrà superare 1000 euro.

Ecco l’Avviso:

Il 31 dicembre 2018 è il termine ultimo per utilizzare gli importi relativi all’anno scolastico 2016/2017 (articolo 6, comma 3 – sexies del DL n. 91/2018 convertito con modificazioni in L. n. 21 settembre 2018, n. 108.). Dal 1° gennaio 2019 il valore del portafoglio non potrà essere superiore a 1000 euro.

Global Teacher Prize 2019, tra i 50 finalisti c’è un prof “eccezionale” italiano: Giuseppe Paschetto

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Si chiama Giuseppe Paschetto ed insegna Matematica e Scienze presso la scuola secondaria di primo grado Garbaccio di Mosso, in provincia di Biella: è toccato a lui, quest’anno, essere tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize 2019 della Varkey Foundation con il premio record da un milione di dollari e che punta i riflettori sull’eccezionale lavoro svolto da milioni di insegnanti nel mondo.

Come si è arrivati alla nomina

Il Global Teacher Prize è stato fondato per riconoscere i meriti di un insegnante ‘eccezionale’, che abbia dato un contributo notevole alla professione e nel contempo abbia messo in luce il ruolo fondamentale rivestito dagli insegnanti nella società.

Gli organizzatori hanno fatto sapere che i docenti finalisti del Global Teacher 2019, giunto alla quinta edizione, appartengono a ben 39 Paesi: sono stati selezionati tra oltre 10 mila candidature e domande da tutto il mondo e da decine di migliaia di candidature per i 33 Teacher Prize nazionali che sono stati creati ispirandosi al Global Teacher Prize.

I vincitori di ciascun Teacher Prize nazionale sono stati inclusi nella selezione dei 50 finalisti a livello mondiale.

Il vincitore si conoscerà domenica 24 marzo

Mettendo in luce le storie dei 50 finalisti, la Varkey Foundation spera di stimolare il dibattito sull’importanza degli insegnanti. Il vincitore sarà annunciato al Global Education and Skills Forum di Dubai, il prossimo 24 marzo.

“Faccio le mie congratulazioni a Giuseppe per essere arrivato tra i 50 finalisti. Spero che la sua storia sia d’ispirazione per chi vorrebbe intraprendere la carriera di insegnante e metta in luce l’incredibile lavoro che gli insegnanti fanno ogni giorno, in tutto il mondo”, ha commentato Sunny Varkey, fondatore della Varkey Foundation e del Global Teacher Prize.

Ma chi è il professor Giuseppe Paschetto?

Ma chi è Giuseppe Paschetto? Il docente, scrive l’Ansa, ha cercato di trasformare la sua scuola in un soggetto attivo per la promozione del cambiamento, e ha coinvolto gli studenti in progetti di cittadinanza attiva e nell’offerta di beni e servizi alla comunità.

Alcuni dei risultati tangibili del suo impegno a livello locale sono le fontanelle alimentate a energia solare UV installate nelle aree verdi della zona, un percorso ecologico con cartelli educativi e una “biblioteca del parco”.

Il suo maggiore impatto a livello nazionale è rappresentato dalla campagna di crowdfunding e di pressione mediatica attuata insieme ai suoi studenti per mantenere pubblica, anziché privata, la proprietà dell’isola di Budelli, in cui è ambientato il capolavoro del 1964 Deserto Rosso, di Michelangelo Antonioni.

Poiché la sua scuola di trova in una regione montuosa relativamente remota, caratterizzata da un’elevata presenza di migranti provenienti dal Marocco, l’integrazione culturale e sociale è stata uno degli obiettivi principali di Giuseppe.

Il prof Paschetto ha già conseguito 20 premi in diversi ambiti

Il Gruppo Alpinistico Scolastico del professor Giuseppe Paschetto organizza studi, escursioni e attività di trekking al di fuori dell’orario scolastico e durante le vacanze estive, per promuovere la conoscenza del ricco ambiente alpino.

Il docente ha fatto in modo che la scuola si dotasse di strumenti scientifici e tecnologici avanzati e ha sviluppato progetti innovativi e programmi educativi di alta qualità, ad esempio il gruppo astronomico scolastico “Collina delle stelle”, che organizza serate di osservazione delle costellazioni su una collina buia nelle vicinanze.

Qui gli studenti imparano i nomi arabi delle stelle e delle costellazioni, grazie al contributo degli studenti marocchini, così, l’astronomia diventa veicolo di inclusione.

Il suo lavoro gli è valso oltre 20 premi in diversi ambiti scientifici, tra cui ecologia, energia, raccolta e smaltimento rifiuti, nutrizione, cittadinanza attiva e ambiente montano.

Concorso dirigenti scolastici: quadri di riferimento della prova del 13 dicembre

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Come già comunicato, giovedì 13 dicembre si svolgerà la prova scritta suppletiva del concorso per dirigenti scolastici sospesa per i 212 candidati della regione Sardegna che non hanno potuto svolgere la prova il 18 ottobre scorso a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

La data del 13 dicembre 2018 sarà utilizzata anche per svolgere nel Lazio una prova scritta suppletiva per i candidati di regioni diverse dalla Sardegna muniti di ordinanze o decreti cautelari con cui è stata disposta la loro ammissione con riserva alla procedura concorsuale.

Con riferimento a questa prova, il Miur ha pubblicato ai sensi dell’art. 8, comma 9, del Bando, i quadri di riferimento.

Prove Invalsi 2019: gli elenchi con le informazioni di contesto

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

L’Invalsi ha reso disponibili sul proprio sito, nell’area riguardanti le rilevazioni nazionali 2018/2019, gli elenchi delle informazioni di contesto da richiedere per ogni studente partecipante alle prove.

Gli elenchi sono differenziati per ogni grado di scuola e, per le scuole superiori, anche in base alla classe:

Come precisa l’Invalsi, per facilitare le segreterie è fornito un modello con l’indicazione di quelle informazioni che potrebbero non essere a disposizione della scuola e che quindi dovranno essere raccolte.

Nella raccolta è necessario adottare tutte le misure idonee per garantire la riservatezza dei dati raccolti, specie se questi ultimi devono essere richiesti alle famiglie degli allievi. E dopo la raccolta le segreterie devono distruggere le schede subito dopo aver trasferito i dati di contesto nelle apposite maschere online. La distruzione deve avvenire mediante distruggi documenti o con modalità tali che non sia possibile ricostruire il documento cartaceo.

Le segreterie devono anche informare i rispondenti che i dati verranno trasmessi ad Invalsi in maniera del tutto anonima.

Pensioni, quota 100 inibita nel 2019 a docenti e Ata. Turi (Uil): la scuola salta un giro

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

La Tecnica della Scuola lo sostiene da tempo: l’anticipo pensionistico quota 100 sarà approvato nella manovra di fine anno ed in mancanza di un provvedimento retroattivo specifico, il personale della scuola nel 2019 resterà fuori dal beneficio. Ora, a sostenerlo sono anche i sindacati. “Quota cento non potrà valere per la scuola, che salta un giro”, ha detto il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, nella giornata conclusiva dell’Esecutivo del sindacato riunito a Fiuggi.

Il personale della scuola resterà fuori

Il leader del sindacato confederale ha ricordato che “i termini per la presentazione delle domande di pensionamento per la scuola scadono oggi”.

Ma, “a questo punto, anche se la procedura prevista per la quota 100 sarà approvata nella manovra di Bilancio, in mancanza di un provvedimento retroattivo specifico, il personale della scuola resterà fuori, per quest’anno, da questa possibilità previdenziale”.

Nella scuola la formazione degli organici non ammette ritardi

I timori del sindacalista Uil Scuola sono fondati. Il problema, come già fatto osservare da queste pagine, è che nella scuola le domande per l’accesso alla pensione devono essere fatte proprie dal sistema ministeriale molto tempo prima rispetto agli altri comparti, perché è proprio dalle cessazioni del servizio che si avvia il lungo e laborioso meccanismo della formazione degli organici, che poi porta – dal mese di aprile – alle domande di trasferimento, quindi a tutta la mobilità, poi alle immissioni in ruolo ed infine all’assegnazione delle supplenze annuali sui posti vacanti.

Servirebbe una deroga

“A questo punto – ha concluso il nostro direttore – rispetto a questi tempi, si attende una deroga per la scuola, ma veramente in tempi stretti, rivolta a tutti coloro che nella scuola hanno intenzione di fruire di quota 100 o 41-42. Altrimenti, sappiamo che è già uscito un decreto Miur”, il 16 novembre scorso, “che manda il personale in pensione di vecchiaia cinque mesi dopo, a 67 anni di età, oppure in pensione di anzianità con 42 anni e tre mesi” di contributi “per le donne e 43 anni e tre mesi per gli uomini”.

CdM approva decreto ‘semplificazione’: concorso DS si conclude con prova orale

da Tuttoscuola

Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto a sostegno delle imprese e per la semplificazione della Pa. Secondo quanto riportato da RaiNews, il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, annuncia su Facebook che il CdM, con il decreto Semplificazioni, ha abolito il registro Sistri, sulla tracciabilità dei rifiuti, e il registro unico del lavoro, un adempimento telematico che “avrebbe creato soltanto problemi agli imprenditori”. Ora “apriremo dei tavoli tecnici al ministero dello Sviluppo per cancellare altri adempimenti inutili”. Importanti novità per il concorso DS.

Come anticipato diversi giorni fa da Tuttoscuola, il concorso per dirigenti scolastici attualmente in fase di svolgimento, si concluderà quindi con la prova orale, senza la fase prevista della formazione. Lo prevede proprio il Decreto legge “semplificazione” che il Consiglio dei Ministri ha da poco varato.

Nel testo del decreto si prevede infatti che la seconda fase del corso-concorso DS, già prevista dal bando, sia eliminata, rimandando la formazione per i soli vincitori quando assumeranno servizio. Non ci saranno, dunque, i due mesi di formazione e i quattro mesi di tirocini, e il concorso, come è sempre avvenuto, si concluderà con la prova orale e la valutazione dei titoli.

La modifica, annunciata la scorsa estate dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, consentirà di concludere il concorso DS tra maggio e giugno 2019 e di nominare i vincitori in tempo utile per il primo settembre 2019, evitando (questo è l’obiettivo del decreto) un altro anno di reggenze.Concorso DS: il decreto “semplificazione” lo chiude all’orale.

Per tutelare i minori arrivano le telecamere nelle scuole

da Tuttoscuola

L’ennesimo episodio di violenze fisiche e verbali su bambini di una scuola dell’infanzia (questa volta un anziano maestro messo agli arresti domiciliari in un paese della Lombardia) contribuirà a dare un impulso al disegno di legge, presentato da Forza Italia, che prevede l’installazione di telecamere nei nidi d’infanzia, nelle sezioni di scuole dell’infanzia, nonché nelle strutture che ospitano anziani e persone disabili.

Ancora una volta le violenze sono emerse non per intervento della scuola, bensì da parte di organi di polizia, a seguito della denuncia di genitori, evidenziando una specie di sfiducia nei confronti degli altri insegnanti o dei dirigenti, forse ritenuti corresponsabili per mancata vigilanza o silenzio colpevole.

In Parlamento sembra ormai superata (o quanto meno messa in minoranza) la resistenza di chi vede in questa operazione la violazione della privacy e soprattutto il rischio di un controllo improprio da parte dei genitori. Il via libera della Camera alla proposta di legge presentata da Forza Italia è avvenuto con 404voti a favore e 110 astensioni, senza voti contrari. Al Senato si attende ora l’ok definitivo.

Le registrazioni effettuate dovranno rimanere secretate, diventando visibili solamente a seguito di indagini ufficiali. “Nelle strutture… possono essere installati sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, le cui immagini sono criptate e conservate per sei mesi, decorrenti dalla data della registrazione, all’interno di un server dedicato, appositamente installato nella struttura, con modalità atte a garantire la sicurezza dei dati trattati e la loro protezione da accessi abusivi.  L’accesso alle registrazioni dei sistemi di cui al comma 1 è vietato, salva la loro acquisizione, su iniziativa della polizia giudiziaria o del pubblico ministero, come prova documentale nel procedimento penale”.

I sistemi di videosorveglianza possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria. Inoltre il Ministro dell’istruzione dovrà stabilire le modalità per assicurare la partecipazione delle famiglie alle decisioni relative all’installazione e all’attivazione dei sistemi di videosorveglianza nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia.

È previsto uno stanziamento annuale di 5 milioni di euro per l’avvio sperimentale della legge. Basteranno?