Esami di Stato

Esami di Stato: un errore cambiare le prove a metà anno scolastico. Il MIUR ascolti il mondo della scuola

‘Nonostante i tanti appelli di docenti e intellettuali, il MIUR ha marciato dritto con la cancellazione del tema di storia, l’eliminazione della terza prova multidisciplinare e ora con l’accorpamento di matematica e fisica nella seconda prova dei licei scientifici’. E’ quanto si legge in una nota della FLC CGIL.

‘C’è il serio rischio di uno scollamento tra le simulazioni proposte dal Ministero, la realtà scolastica e le stesse indicazioni nazionali. E’ ora che il MIUR cominci ad ascoltare i tanti insegnanti che hanno sollevato forti perplessità sulla nuova prova multidisciplinare di matematica e fisica: l’appello per cambiarla in pochi giorni ha raccolto quasi 15.000 adesioni’, continua la nota.

‘L’esame di Stato deve basarsi sul lavoro svolto nel quinquennio di studi da insegnanti e studenti, con una coerenza tra prove e percorsi di apprendimento. I tempi di applicazione della riforma devono essere distesi, non si può calare dall’alto la nuova prova a metà anno scolastico. Il Ministro ascolti la scuola – conclude la nota – e dia un segnale di inversione di tendenza rispetto al fenomeno di costante delegittimazione e scollamento del MIUR dalla scuola reale e dal lavoro degli insegnanti’.

Osservatorio Nazionale Disabilità: nuovo coordinatore

Osservatorio Nazionale Disabilità: Giampiero Griffo nuovo coordinatore

È Giampiero Griffo il nuovo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

La nomina di competenza del Ministro per la famiglia e le disabilità è stata ufficializzata questa mattina durante un incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla presenza dei membri dell’Osservatorio stesso, delle rappresentanze delle Federazioni FAND e FISH e del sottosegretario Vincenzo Zoccano.

L’Osservatorio è organismo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità. Durante l’incontro il Ministro Fontana ne ha ribadito da un lato l’estrema utilità per l’assunzione delle decisioni e per il monitoraggio delle politiche e, al contempo, l’indipendenza.

L’Osservatorio è ora in grado di riprendere le sue attività.

Dagli anni settanta attento animatore del movimento delle persone con disabilità a livello nazionale e internazionale, Giampiero Griffo è uno dei componenti del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International), organizzazione della quale ha promosso la nascita della sezione italiana. Dal 2004 al 2006 ha fatto parte della delegazione italiana che ha portato alla definizione e alla successiva approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, affiancando nel 2007 l’allora ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, all’atto della sottoscrizione del Trattato. Oggi, oltre a rappresentare in vari appuntamenti europei il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), presiede la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), alleanza strategica composta da organizzazioni non governative e da organizzazioni di persone con disabilità che si occupa di cooperazione allo sviluppo delle persone con disabilità in ambito internazionale.

Franco Bettoni e Vincenzo Falabella, presidenti rispettivamente di FAND e FISH, hanno espresso soddisfazione per la ripresa delle attività dell’Osservatorio e per la nomina di Giampiero Griffo a cui rivolgono un augurio per il nuovo impegno e piena disponibilità alla collaborazione.

Superiori a 4 anni, sì all’iscrizione dello studente anticipatario

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci

Chi è andato a scuola un anno prima, ossia ha iniziato la prima elementare a 5 anni e non a 6, e ha comunque frequentato 8 anni di studi, potrà essere iscritto alle superiori di 4 anni. Diverso il caso di qualcuno che abbia già abbreviato il percorso di studi con un esame di idoneità; quest’ultimo non può essere iscritto ai nuovi percorsi quadriennali.

La questione
Il chiarimento arriva dal Miur con una circolare, che risponde a una serie di richieste di chiarimenti in ordine alla possibilità di iscrivere nell’anno scolastico 2019/2020, alle prime classi dei percorsi quadriennali dei licei e degli istituti tecnici autorizzati, studenti che hanno frequentato un regolare percorso scolastico di otto anni e che, essendo nati tra il primo gennaio e il trenta aprile, compiranno quattordici anni dopo il 31 dicembre 2019.

La risposta del Miur
La questione viene sollevata in quanto l’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto ministeriale 3 agosto 2017 n. 567, che ha introdotto la sperimentazione nazionale sui percorsi quadriennali, prevede che non possano essere accolte iscrizioni di studenti che hanno già fruito di abbreviazioni del percorso scolastico, citando a titolo esemplificativo anche gli anticipi di iscrizione.

Atteso che la finalità della previsione è quella di far accedere ai percorsi quadriennali coloro che hanno effettuato l’intero percorso di studi pregresso, si ritiene che le istituzioni scolastiche presso le quali sono attivati percorsi quadriennali siano tenute ad accogliere le iscrizioni degli studenti rientranti nella suddetta tipologia, nel presupposto che i medesimi abbiano frequentato un regolare percorso scolastico di otto anni al pari degli altri aspiranti iscritti, senza aver fruito di alcuna forma di abbreviazione.

Resta invece preclusa l’iscrizione ai percorsi quadriennali a coloro che, invece, durante la carriera scolastica hanno in qualche modo abbreviato il loro percorso di studi, avendo sostenuto esami di idoneità che hanno consentito loro di effettuare abbreviazioni del percorso scolastico.


Viaggi di istruzione, rinnovata intesa Miur-Polstrada. Modulo richiesta intervento

da Orizzontescuola

di redazione

Il Miur, con nota n. 265 del 22 gennaio 2019, ha comunicato di aver rinnovato la collaborazione con il Ministero dell’Interno relativamente ai viaggi di istruzione e alle visite guidate.

Viaggi istruzione: richiesta intervento Polizia stradale

Il Miur, nella nota, ricorda che la richiesta di intervento della Polizia stradale è facoltativa.

La richiesta sarà frutto delle valutazioni di ciascuna scuola e potrà essere avanzata attraverso l’apposito modulo, di seguito allegato.

Viaggi istruzione: perché richiesta intervento Polizia stradale

La richiesta di intervento della Polizia stradale, ricorda il Miur, può essere avanzata per segnalare il il viaggio e per agevolare la programmazione dei controlli, lungo l’itinerario, che saranno effettuati a campione.

Le scuole, inoltre, possono richiedere l’intervento della Polizia prima della partenza, al fine di controllare il mezzo di trasporto e verificare l’idoneità del veicolo e del conducente.

nota

Modulo richiesta intervento

Commissari interni esami di Stato, li sceglie il Consiglio di Classe

da Orizzontescuola

di redazione

In questi giorni le scuole stanno pubblicando i calendari relativi agli scrutini di fine quadrimestre. All’ordine del giorno, tra gli altri punti, anche la designazione dei commissari interni per le classi V.

Si tratta di un adempimento che le scuole stanno svolgendo di default perché, alla luce delle modifiche introdotte nel nuovo Esame di Stato, il Ministero non ha ancora comunicato nulla in merito.

Ripercorriamo la normativa finora esistente.

I commissari interni devono essere in numero pari agli esterni (laddove quindi ci sono già due commissari per la seconda prova, la scelta è limitata ad un altro docente).

Vanno scelti solo docenti  appartenenti al consiglio di classe, titolari
dell’insegnamento, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, individuato tra le materie non affidate ai commissari esterni .

Le materie affidate ai commissari interni devono essere scelte in modo da assicurare una equilibrata presenza delle materie stesse. E’ assolutamente necessario, per espressa previsione normativa, garantire una equa e ponderata ripartizione delle materie oggetto di studio dell’ultimo anno tra la componente interna e quella esterna, tenendo presente l’esigenza di favorire, per quanto possibile, l’accertamento della conoscenza delle lingue straniere secondo il disposto dell’articolo 2, comma 3 del D.M. n. 6/2007.

La scelta deve essere, altresì, coerente con i contenuti della programmazione organizzativa e didattica del consiglio di classe, come definita poi nel documento del consiglio di classe del 15 maggio in modo da poter offrire in sede di esame alla componente esterna tutti gli elementi utili per una valutazione completa della preparazione del candidato sul maggior numero possibile di discipline previste nel curricolo.

I docenti designati commissari interni, che usufruiscono delle agevolazioni di cui all’art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come da ultimo modificato, hanno facoltà di non accettare la designazione.

Nel caso in cui il docente titolare di una disciplina affidata a commissario interno sia assente per almeno novanta giorni e rientri in servizio dopo il 30 aprile, la nomina di commissario interno sarà affidata al supplente che ha impartito l’insegnamento nel corso dell’anno scolastico.

Bussetti: Sul bullismo anche i docenti facciano autocritica

da Orizzontescuola

di redazione

Anche i docenti dovrebbero domandarsi che cosa non funziona nel percorso educativo se il fenomeno del bullismo è così pervasivo.

E’ quanto affermato, nella sostanza, dal ministro Bussetti in un’intervista al quotidiano Il Tirreno, riportata nel sito del Miur, dove conferma la linea dura contro la violenza in tutte le sue forme.

Il titolare del Dicastero di viale Trastevere invita anche a non confondere gli atti di vandalismo con quelli di protesta. A riaprire la questione è stato un episodio di cronaca che si è verificato a Pisa in un istituto alberghiero.

Quello che è avvenuto – ha detto il Ministro al quotidiano – è gravissimo. Parliamo di veri e propri reati che come tali devono essere giudicati e respinti da tutta la comunità scolastica e dalla società civile“.

Le affermazioni sono in relazione a una considerazione fatta da Bussetti che estende alla classe politica e a quella scolastica. “Che cosa – ha riflettuto Bussetti – non ha funzionato nel percorso educativo?”

Poi si è detto certo che il dirigente scolastico saprà agire “nel modo migliore nell’interesse della sua comunità scolastica. Il Ministero – ha spiegato ancora Bussetti – si è attivato immediatamente attraverso l’Ufficio scolastico regionale per supportare l’azione del dirigente scolastico“.

Il percorso educativo nella scuola pensata da Bussetti deve essere costruito assieme. “L’intera comunitàscuola, famiglia, agenzie formative – deve interrogarsi – è il virgolettato riportato dal quotidiano – sul perché un gruppo di violenti abbia scelto di danneggiare una scuola per avere visibilità“.

Per il Ministro è positivo che alcuni studenti abbiano preso le distanze nette dagli altri studenti. Una parte di colpa, ad avviso di Bussetti, è anche dei social media che consentono a questi vandali di amplificare i loro atti. Non a caso ha ricordato la proposta di legge lanciata a dicembre e che sarà depositata a breve in Parlamento per rendere obbligatorio l’insegnamento dell’educazione civica dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori di secondo grado.

Voti insufficienti primo quadrimestre, scuola obbligata ad organizzare recupero

da Orizzontescuola

di redazione

L’USR Lazio ha pubblicato una circolare rivolta ai Dirigenti Scolastici per iniziative organizzativo-didattiche realizzate dalle istituzioni scolastiche per il miglioramento dei livelli di apprendimento nel primo ciclo di istruzione e per il recupero delle carenze formative nel secondo ciclo di istruzione– applicazione D. Lgs. n. 62/2017.

Il D. Lgs. n. 62/2017 ha innovato la disciplina relativa all’ammissione delle
alunne e degli alunni di scuola primaria (Capo II – art. 3) e di scuola secondaria di primo grado (Capo II – art. 6) alla classe successiva, e ha dettato nuove disposizioni in merito all’Esame di Stato nel secondo ciclo di istruzione, anche con specifico riferimento alle iniziative di miglioramento dei livelli di apprendimento nel primo ciclo (artt. 3 e 4 citati) e di recupero delle carenze formative nel secondo ciclo (Capo III – art. 12).

Primo ciclo di istruzione

Le istituzioni scolastiche statali e paritarie, sia di scuola primaria che di scuola secondaria di primo grado, sono obbligate, nel caso di carenze
nell’acquisizione dei livelli di apprendimento, ad attivare specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento.

Secondo ciclo di istruzione

Il comma 5 dell’art. 12 del citato Decreto (Capo III – dedicato all’Esame di Stato nel secondo do ciclo di istruzione), recita: “Nell’ambito della funzione ispettiva sono assicurate verifiche e monitoraggi sul regolare funzionamento degli istituti statali e paritari e, in particolare, sulla organizzazione e la gestione degli esami di Stato, di idoneità ed integrativi, nonché sulle iniziative
organizzativo-didattiche realizzate dalla istituzione scolastica per il recupero delle carenze formative”.

Anche per la scuola di secondo grado, pertanto, sussiste l’obbligo di attivare specifiche iniziative volte al recupero delle carenze formative.

Tutto ciò, sottolinea l’USR,  anche al fine di prevenire il contenzioso con le famiglie degli alunni

Scrutini I quadrimestre scuola primaria/media, valutazione studenti disabili e con DSA

da Orizzontescuola

di redazione

Il decreto legislativo n. 62/2017 non ha introdotto sostanziali novità in merito alla valutazione degli studenti disabili e con disturbi specifici dell’apprendimento certificati, nel primo ciclo di istruzione.

In vista degli scrutini di primo quadrimestre, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, ricordiamo su cosa deve fondarsi la valutazione dei succitati alunni e in riferimento a cosa deve avvenire.

Valutazione studenti disabili

Come leggiamo nell’articolo 11 del summenzionato decreto, la valutazione degli allievi disabili è effettuata in riferimento a:

  • comportamento
  • discipline
  • piano educativo individualizzato

Nella valutazione, inoltre, si perseguono gli obiettivi indicati nell’articolo 314, comma 2, del D.lgs. 297/94, ossia lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.

Valutazione studenti con DSA

La valutazione degli allievi con disturbi specifici d’apprendimento, certificati ai sensi della legge n. 170/2010, avviene secondo quanto previsto nel piano didattico personalizzato (PDP), predisposto dal consiglio di classe

Le istituzioni scolastiche, inoltre, adottano le necessarie misure dispensative e i necessari strumenti compensativi previsti dalla legge n. 107/2010, affinché i predetti allievi dimostrino effettivamente il livello di apprendimento raggiunto.

Valutazione: voti, giudizi, comportamento

Abbiamo parlato delle modalità di valutazione, della descrizione del processo formativo e dei livelli di apprendimento conseguiti, dei giudizi relativi al comportando in Scrutini I quadrimestre: valutazione e giudizi, docenti potenziamento, IRC, comportamento

Maturità scientifica 2019, come sarà la seconda prova? Un primo esempio… non ministeriale

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Come sarà la prova multidisciplinare di giugno nei licei scientifici? A questa domanda prova a rispondere Mathesis, la Società Italiana di Scienze Matematiche e Fisiche, che propone un primo esempio, ovviamente non ministeriale. Altri esempi saranno pubblicati nei prossimi giorni.

La struttura della prova è rimasta invariata: due problemi, ma solo otto quesiti, non più dieci. Si restringe cioè il ventaglio delle richieste e conseguentemente diminuisce la possibilità di venire incontro alla molteplicità dei progetti e degli itinerari didattici realizzati, in regime di autonomia, da scuole e docenti.

Inoltre, se per una parte è vero che il quadro di riferimento per la Matematica opera uno “snellimento” delle Indicazioni Nazionali, dall’altra c’è l’aggiunta della Fisica.

Le ipotesi finora emerse sono le seguenti:

  1. Due problemi di fisica e otto quesiti di matematica.
  2. Due problemi di matematica e otto quesiti di fisica.
  3. Una presenza delle due discipline non uguale, ma proporzionale al numero di ore settimanali 13 e 22. Quindi 3 quesiti per la fisica, 5 per la matematica. E i problemi? Almeno un problema dovrebbe contenere qualcosa di matematica e qualcosa di fisica.
  4. Equilibrata co-presenza di fisica e matematica nei problemi e nei quesiti.
  5. Un problema e quattro quesiti di matematica e un problema e quattro quesiti di fisica.

L’ultima ipotesi malgrado l’apparente equità potrebbe indurre a sostituire alla scelta dell’argomento la scelta della disciplina cioè a ridurre la prova a “monodisciplinare impoverita”. La 2 si presenta più congeniale ai fisici: salvaguarderebbe la tradizione del problema di matematica e assicurerebbe una buona presenza alla fisica, mentre la scelta 1, all’opposto, presenta l’handicap del problema di fisica, in genere più difficile e meno sperimentato.

Le ipotesi 3 e 4 appaiono le articolazioni più condivise.

I lettori possono far pervenire loro proposte di problemi e quesiti a: segreteria@mathesisnazionale.it

Olimpiadi di Economia e Finanza, al via la prima edizione: iscrizioni fino al 1° febbraio

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Da quest’anno prende il via una nuova competizione, riservata agli studenti del primo triennio degli Istituti secondari di secondo grado: si tratta delle Olimpiadi di Economia e Finanza, promosse dal MIUR – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria del MEF.

Nel sito appositamente predisposto, raggiungibile all’indirizzo https://www.olimpiadi-economiaefinanza.it/, sono pubblicati un sillabo, un glossario e molti link cui collegarsi per consultare dati economici, finanziari e statistici, reperire informazioni, seguire conferenze, brevi lezioni a tema, guardare video di approfondimento.

Le Olimpiadi si svilupperano in tre fasi:

  1. una gara d’istituto, in programma per il 12 marzo
  2. una semifinale regionale che selezionerà le studentesse e gli studenti finalisti, il 16 aprile
  3. la finale nazionale a Trieste, il 22 maggio prossimo. La proclamazione dei vincitori è fissata per il 22 maggio, all’interno di una manifestazione culturale dedicata ai temi dell’Educazione economica e finanziaria a scuola dal titolo “E+F=…Opinioni a confronto”, nel corso della quale i finalisti avranno la possibilità di sperimentare alcune applicazioni didattiche dedicate all’economia realizzate da prestigiosi istituti di ricerca nazionali e di incontrare amministratori pubblici, imprenditori ed esperti.

Per partecipare non è richiesta la frequenza a percorsi in cui i temi economico-finanziari siano presenti nei curricula scolastici.

I termini dell’iscrizione sono stati prorogati al 1° febbraio 2019.

Bando e regolamento

Aggiornamento Gae, verso lo slittamento al 2020?

da La Tecnica della Scuola

Di Fabrizio De Angelis

Il DdL semplificazioni potrebbe portare una nuova proroga all’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento. Inizialmente, l’aggiornamento era stato previsto per il 2017, poi però prorogato al 2018/2019. Se il maxiemendamento riceverà il via libera, vi sarà lo slittamento all’anno scolastico 2019/2020.

Un’altra proroga

Come anticipato, si tratterebbe di un’altra proroga all’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento. Infatti, stiamo parlando delle liste ormai vigenti dall’anno scolastico 2014/2015, che sarebbero dovute essere aggiornate alla fine del triennio 2014/2017, ma che l’articolo 1 comma 10-bis, della legge n.21, 2016, ne aveva previsto la proroga: “Il termine per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, già aggiornate per il triennio 2014/2017, è prorogato all’anno scolastico 2018/2019 per il triennio successivo. Conseguentemente, le prime fasce delle graduatorie di istituto di cui all’articolo 5, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007, n. 131, per il conferimento delle supplenze ai sensi dell’articolo 4, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, sono aggiornate a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020. Restano fermi i termini per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto di seconda e di terza fascia.

Si aggiorna anche la prima fascia delle graduatorie di istituto

Bisogna ricordare che la prima fascia delle graduatorie di istituto avrà l’aggiornamento contemporaneamente alle graduatorie ad esaurimento. In questo caso, per ogni candidato sarà riportato il punteggio delle GaE, come riferisce il D.M. del 13 giugno 2007: Gli aspiranti della I fascia sono inclusi secondo la graduazione derivante dall’automatica trasposizione dell’ordine di scaglione, di punteggio e di precedenza con cui figurano nella corrispondente graduatoria ad esaurimento“.

Alla Uil Scuola non piace la proroga

Come riferito in precedenza, i sindacati, non sembrano apprezzare le novità prevista dal decreto semplificazioni. La Uil Scuola, tramite il segretario Pino Turi, non ci sta: “prorogare l’aggiornamento delle Gae, al di fuori di un progetto complessivo per superare la questione precari significa due cose: una irresponsabile sottovalutazione della questione o il presupposto di un ridimensionamento degli organici, di nuovi tagli. Utilizzare la legge per governare un sistema complesso come quello scolastico, sembra un’irrefrenabile ambizione delle forze politiche tutte protese alla ricerca di consenso facile. Una politica effimera, intrapresa e poi abbandonata da tutti gli Esecutivi”.

Assistenti di lingua italiana all’estero, bando per l’a.s. 2019/2020

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il Miur ha emanato il bando per la selezione di Assistenti di lingua italiana all’estero per l’anno scolastico 2019-2020.
Le selezioni sono rivolte a neolaureati under 30 interessati a lavorare per un periodo di circa 8 mesi in una scuola in una delle seguenti destinazioni: Austria, Belgio, Francia, Irlanda, Regno Unito e Spagna.

Gli assistenti affiancheranno i docenti di lingua italiana in servizio in varie istituzioni scolastiche dei Paesi di destinazione per contribuire alla promozione e alla conoscenza della lingua e della cultura italiana.

L’attività, per una durata di circa otto mesi presso uno o più istituti di vario ordine e grado, comporta un impegno della durata di 12 ore settimanali, a fronte del quale viene corrisposto un compenso variabile a seconda del Paese di destinazione.

La scadenza per presentare la candidatura è il 18 febbraio 2019.

TUTTE LE INFORMAZIONI

Stipendio, avviate le operazioni per inserire l’elemento perequativo a febbraio

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

NoiPA ha fatto sapere che sono state avviate le operazioni necessarie all’inserimento nella rata di febbraio delle somme dovute a partire dal 1° gennaio 2019, relative alla proroga dell’elemento perequativo una tantum di cui all’art. 1, Comma 440, Legge 30 dicembre 2018, n. 145.
Come abbiamo già fatto presente, molti docenti hanno infatti lamentato la mancata perequazione degli stipendi nella busta paga di gennaio, così come previsto dalla legge di bilancio 2019 (cifre comprese fra i 15 e 20 euro).
In proposito, NoiPA ha spiegato che l’approvazione definitiva della norma è intervenuta il 30 dicembre 2018, in un momento successivo rispetto all’emissione della rata di gennaio 2019; pertanto, in assenza di indicazioni normative, non è stato possibile includere l’elemento perequativo nel cedolino della rata di gennaio 2019.
Considerate le operazioni di chiusura dell’anno fiscale e di calcolo dei relativi conguagli, con successiva comunicazione sarà data notizia dell’esito positivo dell’elaborazione.

Semplificazioni: sindacati perplessi

da Tuttoscuola

I sindacati non hanno accolto con entusiasmo la volontà del Ddl Semplificazioni di intervenire sulla scuola, né tantomeno l’emendamento al decreto semplificazioni.

Mentre infatti alcuni argomenti del Ddl Semplificazioni vanno nella direzione di una effettiva semplificazione dell’organizzazione dell’amministrazione scolastica, secondo Flc Cgil tutti gli altri sono temi dal fortissimo impatto sull’organizzazione e la vita democratica della scuola, con effetto di ricadute sui rapporti, sul ruolo e le responsabilità di tutte le componenti della comunità educante.Per questo motivo gli altri temi – secondo il sindacato di Francesco Sinopoli – in particolare quelli concernenti gli organi collegiali e gli ordinamenti scolastici (compresa la disciplina su educazione fisica) non possono essere affidati ad una misura quale il decreto delegato – che, come noto, è un atto normativo adottato direttamente dal Governo – senza alcun confronto parlamentare.

Tali argomenti, dunque, vanno espunti dal testo di legge sulla “semplificazione” e affidati alla revisione normativa tramite uno specifico provvedimento, ovvero un disegno di legge, il cui iter procedurale consenta un ampio confronto parlamentare oltre alla partecipazione, al coinvolgimento e alla consultazione di tutte le parti interessate, dalle organizzazioni professionali di settore, a quelle dei genitori e studenti, ai sindacati.

La FLC CGIL – leggiamo in un comunicato – ritiene certamente opportuna la necessità del riordino degli Organi Collegiali della scuola sia a livello di singola istituzione scolastica che a livello territoriale, regionale e nazionale, ma ritiene inaccettabile l’ipotesi, prospettata dal DDL in discussione, che il governo possa procedere, in presenza del tuttora vigente T.U. 297/94, con lo strumento della legge delega, in relazione ad alcuni provvedimenti di particolare rilevanza tra i quali, tra gli altri, sono compresi la revisione degli ordinamenti didattici e scolastici nonché dell’autonomia scolastica di cui al Regolamento emanato con D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275. Se, dunque, non si vogliono ripercorrere strade già percorse anche da chi oggi sta al governo, è necessario un confronto serio e continuo con le scuole sui processi riformatori che si intendono mettere a punto. In tale quadro crediamo che il Governo e il Parlamento debbano avviare un grande confronto con le scuole, le Organizzazioni sindacali, le Associazioni professionali e tutti i soggetti interessati affinché si giunga quanto prima al riordino complessivo degli Organi Collegiali scolastici che risalgono al 1974 e sono ormai inadeguati alle esigenze della scuola dell’Autonomia. Stesso principio vale per la razionalizzazione degli ordinamenti didattici e scolastici e per qualsiasi intervento si metta in programma per la scuola del nostro Paese”.

Uil Scuola: “Un groviglio normativo”

Il DDL semplificazioni, non solo non semplifica – rilancia il segretario Uil Scuola, Pino Turima complica e crea problemi al funzionamento regolare delle sistema scolastico, lancia un ponte politico, in continuità con politiche regressive, già sperimentate con Brunetta, prima, con  Renzi, poi, che non possono non vederci fortemente contrari. 

Tutte politiche caratterizzate dalla teoria della disintermediazione sindacale, da una logica autoreferenziale che non tiene conto delle persone, gestite algebricamente da un sistema burocratico autoritario fatto di decreti e divieti. Il Ministro faccia bene i suoi conti – continua Turi -, se dovessero passare gli emendamenti annunciati dai relatori al provvedimento, si stravolgerebbe la gestione del personale. Un vero e proprio atto ostile verso il personale e chi lo rappresenta sindacalmente. Come sempre l’azione della UIL Scuola sarà definita in risposta alle scelte che il Governo  vorrà attuare, e sarà basata sull’esigenza prioritaria di rappresentanza del personale e di difesa del modello di scuola laico, statale, autonomo“.

Decreto Semplificazioni, Cisl Scuola: “Fare subito chiarezza”

Oltre al Ddl Semplificazioni a destare preoccupazione nel mondo sindacale è anche il suo omonimo, il decreto Semplificazioni. In particolare, a sollevare i dubbi dei sindacati è l’emendamento che estende “al personale docente ed educativo di ogni ordine e grado di istruzione”, e quindi vale anche per la scuola dell’infanzia, le misure attualmente in vigore per gli insegnanti delle superiori. In parole povere, non si potrà cambiare scuola per i prossimi 5 anni. La proposta è stata depositata ma non è ancora stata approvata. Tra le novità anche ritocchi per il reclutamento dei presidi e un compenso per chi presiede le commissioni di esame alle medie.
A guardare con perplessità il decreto Semplificazioni è Maddalena Gissi (Cisl Scuola):Per essere una norma che ha l’obiettivo di semplificare, è davvero notevole il livello di confusione che sta producendo. A suscitare il dilemma è la relazione illustrativa degli emendamenti ad ddl ‘semplificazioni, che mette confusamente assieme vincoli di natura diversa, alcuni di fonte legislativa, altri di fonte contrattuale. Da qui la necessità di fare subito chiarezza, anche per fugare il sospetto che siano proprio le relazioni sindacali a essere considerate oggi un fastidioso elemento di disturbo all’ordinato svolgimento dei processi di decisione, e non un fattore di arricchimento della dialettica democratica che può concorrere in modo positivo al ‘buon governo’ della comunità. Stagioni che credevamo superate verrebbero a riproporsi con tratti addirittura più accentuati e preoccupanti”.

Ddl Semplificazioni: in che modo si vuole intervenire sulla scuola

da Tuttoscuola

È di prossima presentazione in Parlamento il disegno di legge recante deleghe per le “Semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore”. Tra i settori oggetto di intervento c’è anche l’istruzione (art. 1 co. 1 lett. m). L’idea della maggioranza di Governo di affidare a una legge delega il compito di riscrivere gran parte del T.U. della scuola che risale al 1994 sta suscitando diverse perplessità soprattutto da parte dei sindacati della scuola.

I decreti legislativi – tra cui quello sull’istruzione – saranno adottati entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge in oggetto. In questo tipo di procedura, una volta approvata la legge, sulle materie oggetto di delega disporranno direttamente i ministri competenti senza nessun’altra discussione parlamentare. 

Nello specifico, nell’esercizio della delega in materia di istruzione (art. 5 co. 3) il Governo intende intervenire per:

  1. razionalizzare anche attraverso fusioni o soppressioni gli enti preposti alla valutazione di scuola e università (quindi Invalsi, Anvur, ecc);
    2. ridurre il numero dei componenti degli organi collegiali e razionalizzazione dei poteri di vigilanza ministeriale;
  2. rivedere la disciplina degli organi collegiali di scuola anche in rapporto alla ridefinizione di ruolo e responsabilità dei DS;
  3. riallocare i compiti amministrativi in tema di cessazioni, ricostruzioni di carriera ecc non strettamente connessi alla gestione delle singole scuole;
  4. razionalizzare gli ordinamenti didattici scolastici;
  5. riordinare l’attività sportiva studentesca in ogni ciclo di istruzione.