G. Benvenuto e M. Di Menna, 1968/69 quando soffia il vento del cambiamento

Un bel libro sul Sessantotto

di Maurizio Tiriticco

Sul Sessantotto non si finisce mai di scrivere e di imparare! Sembra un luogo comune, ma così non è, se è vero, com’è vero, che il Sessantotto ha segnato l’avvio di un’epoca nuova, e non solo nel nostro Paese. Un periodo che forse non è stato mai sufficientemente studiato! Eppure molti cambiamenti ha apportato, forse più nel costume, nel linguaggio, che non sulla scena politica. E’ una considerazione superficiale la mia, che può essere senz’altro smentita dalla storico! Il fatto è che ancora oggi il Sessantotto – per coloro che come me lo hanno vissuto, ma non da ventenne, da studente, bensì da quarantenne, da insegnante – non è stato sufficientemente studiato, a parer mio, dallo storico di professione. Forse perché i cambiamenti che si sono verificati hanno interessato più il costume, i comportamenti, i rapporti interpersonali, che non la storia, quella con la S maiuscola. Ed hanno interessato anche il linguaggio! I “cioè” abbondavano! Ed anche “a livello di”, quasi a significare la determinatezza del ciò che si voleva dire, ma anche la difficoltà del dirlo! E le circonlocuzioni sono sempre un buon segnale quando una lingua cerca parole nuove per dire cose nuove! E non è un casso che il nostro Dante le “cose nuove” le ha affidate al volgare e non al latino, la lingua dei dotti. Tante erano in quel Sessantotto – o si credeva che fossero – le novità che si andavano producendo! E non solo nel linguaggio e nel costume, ma anche nei fatti, nella politica.
A livello internazionale, soprattutto! Mai come in quel periodo sembrò che il mondo intero fosse scosso da un sommovimento! Ed un sommovimento soprattutto giovanile! Tanti anni prima due guerre mondiali avevano unificato – si fa per dire – il mondo! Ma nel terrore e nel sangue! Nel Sessantotto invece si ricercò l’unità mondiale – l’espressione è grossa e me ne rendo conto – con un ampio e condiviso desiderio di cambiamento, nella pace e nella civiltà! Da Berkley a Pechino, da Parigi a Roma! Un’internazionale di giovani animati da un desiderio comune, da aspirazioni comuni! Ed insegne comuni che contrassegnavano le manifestazioni giovanili, l’occupazione delle Università e delle scuole, i cortei studenteschi. E l’immagine del Che, il Che Guevara, la cui vita e la cui morte erano il simbolo di un riscatto mondiale. Parola grossa, certamente, oggi! Ma una grande bandiera allora! Quando i i carri armati sovietici soffocavano la rivolta di Praga, quella che è poi passata alla storia come la “Primavera di Praga”.
Trattare di questi fatti non è facile per storico di professione! Troppe sono le vicende che si intrecciano nonché i linguaggi nuovi che le veicolano e le sostengono. Però ci hanno provato – se si può dir così – Giorgio Benvenuto e Massimo Di Menna con un bel libro, appunto, come ho detto nel titolo, dal titolo lungo ma significativo: “1968/69 quando soffia il vento del cambiamento”. Ed è doveroso riportare anche il lungo sottotitolo: “Un viaggio nella memoria gradevolissimo. A cinquanta anni dal 1968. Nenni, Pasolini e il 1968. Le esperienze internazionali, Le manifestazioni studentesche in Italia. Alcune esperienze sessantottine. Piccoli importanti avvenimenti. Una spinta per la modernizzazione. Partiti tradizionali della sinistra. Gli scontri e la conflittualità. Il PSI e la modernizzazione della sinistra. L’autunno caldo. Il sindacato di polizia. Partecipazione e decisione. Consigli di zona. Tra Marcuse e La Malfa. La sinistra oggi. La musica”.
Posso dire che il libro scorre veloce e puntuale come un film. Ogni pagina è corredata da un’illustrazione: un corteo, un manifesto, un volto, un corteo, la folla plaudente, la “ciociara” Sophia Loren, Gramsci, il libretto rosso di Mao, il Che, Nenni, Giovanni XXIII, il “sogno” di Martin Luther King, Ho Chi Min, la strage di Piazza Fontana, il primo numero de “il manifesto”, il pugno chiuso di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi Città del Messico, Cohn Bendith, la manifestazione dei metalmeccanici, una copertina del “il Male”, la copertina de “L’uomo a una dimensione”, il libro di Herbert Marcuse, il sociologo statunitense che denunciò il pericolo di una società industrialmente avanzata di appiattire la realtà dell’uomo alla semplice dimensione del consumatore di prodotti.
Chiude il volume una serie di documenti, tra i quali: una lunga e articolata circolare dell’Uilm, firmata da Giorgio Benvenuto, allora segretario generale, con cui si comunica la felice conclusione della lunga e faticosa vertenza sindacale dei lavoratori metalmeccanici. E non poteva mancare in chiusura il ritratto di Greta Thumberg, accanto al suo manifesto ormai famoso nel mondo ”skolstrik for limate”. Dalle lotte operaie del Sessantotto per migliori salari ed un più alto tenore di vita alla lotta dell’umanità intera oggi per la vita di tutti e la salvezza del pianeta!
PS – Comunque, mi piace ricordare al lettore che anch’io ho scritto del mio Sessantotto: reperibile sul web! In effetti, la mia generazione un po’ lo “ha fatto” il Sessantotto, un po’ dal Sessantotto ha imparato! Anche perché di imparare non si finisce mai! Ed oggi, soprattutto con questa Europa piena di interrogativi, se non di rischi, imparare è necessario, se si vuole fare, e bene!

Giù le mani dalla scuola

da la Repubblica

Mettere nelle aule telecamere di sorveglianza e pretendere che non si parli di politica. Due facce della sfiducia in una istituzione fondamentale

di Roberto Saviano

Mi verrebbe da dire: giù le mani dalla scuola. E giù le mani è una esortazione che dovrebbero cogliere tutti, dalla politica ai genitori, perché le picconate all’istituzione più importante che esista, potrebbero trovare una macabra sublimazione nell’installazione delle telecamere di videosorveglianza, la cui utilità mi sfugge.

Nelle ultime settimane nel calderone c’è tutto: dagli striscioni di protesta alle politiche di Salvini ai provvedimenti presi nei riguardi di alcuni professori che parlerebbero di politica con gli studenti.

Ma ciascuno di noi parla di politica, ovunque e con chiunque. Politica è tutto ciò che ci circonda: come è possibile temere la scienza e la pratica che amministrano lo Stato e danno una direzione alla vita pubblica? L’ho detta da dizionario, ma davvero ogni respiro è politica e allora perché vogliamo che i bambini e i ragazzi ne abbiano consapevolezza il più tardi possibile? Perché la presa di coscienza deve avvenire solo in modo traumatico? In seguito, magari, a un evento che richiede presa di consapevolezza immediata? Perché si nega l’accesso a un processo lento e costante, direi quotidiano di comprensione di un fatto semplice e cioè che non esiste decisione, che non c’è azione che non sia politica?

Da cosa vogliamo proteggerli? E da chi?

L’idea di un individuo come proprietà privata dei genitori (non sto scendendo nei dettagli delle notizie di cronaca perché è tutto talmente frammentario e spesso poco chiaro che a parlare del caso specifico si rischia solo di strumentalizzare le scelte e le azioni di ragazzi che stanno crescendo e cercando la propria strada) fa il paio con l’idea di cittadino come legittimamente impossibilitato nella libera espressione del proprio pensiero. Fa il paio con la interpretazione dell’espressione del libero pensiero come lesa maestà.

Perché poi, effettivamente, tra gli striscioni anti-Salvini rimossi e i cellulari sequestrati, tra gli studenti censurati e gli insegnanti invitati a non fare politica in classe un filo rosso forse c’è, ma andrebbe spiegato. Il tratto comune credo sia la mancanza totale di senso del ridicolo. Non ci si rende conto che il potere – da quello che si esercita sui figli a quello che lo Stato esercita sull’individuo, passando per il controllo dei metodi di insegnamento da parte di chi non ha competenze e che va a detrimento del lavoro degli insegnanti, della scuola e quindi del servizio fornito agli studenti – per prima cosa deve restare credibile e per farlo non deve sottrarsi alla satira, non deve temere le critiche, deve essere aperto al confronto e accettare il cambiamento. Quando il potere non fa questo si copre di ridicolo e perde credibilità.

Perché giù le mani dalla scuola? Perché chi studia, a qualsiasi età, non studia per imparare nozioni, ma per applicare alla vita quotidiana ciò che legge e apprende. Questo è il senso della lettura, questo il senso dell’apprendere. Ma non è una scoperta rivoluzionaria, è un dato di fatto evidente sin dai libri per l’infanzia. Le fiabe, quelle che per prime vengono proposte ai bimbi, nascono tutte con finalità didattiche e, infatti, sono state studiate, sezionate e riadattate anche nei libri per bambini che ci appaiono moderni e legati all’attualità.

In “Le rime di Mariù” Arianna Giorgia Bonazzi racconta la storia di una bimba “diversa” dagli altri bambini e di come reagiscono i grandi di fronte alla stravaganza di una compagna di scuola dei loro figli. È un libro delicato, nato sicuramente dall’osservazione di atteggiamenti discriminatori, ma allo stesso tempo è una favola con tutte le caratteristiche delle favole. Leggerlo serve a capire ciò che spesso non riusciamo a vedere attorno a noi. Questo per dire che, quando a scuola si studiano eventi e dinamiche, è inevitabile il confronto con l’attualità per trovare affinità ma anche divergenze nelle apparenti affinità. Bloccare questi percorsi, additarli come anomali e faziosi, colpevolizzarli con sospensioni o punizioni ai docenti è aberrante perché, credendo di intervenire su un tema specifico, in realtà si sta bloccando un metodo che è quello di studiare il passato per capire il presente. E questo vale per tutto, anche per i sentimenti: storia e letteratura toccano le corde più intime. Enea che abbandona Didone per un’impresa più importante, per un’impresa divina, farà sempre piangere il ragazzo o la ragazza che mentre studia l’Eneide sta soffrendo per un amore non corrisposto.

Esami di Stato di I grado, Presidente commissione ed eventuale sostituto

da Orizzontescuola

di redazione

La Presidenza della Commissione dell’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, ossia dell’esame di terza media, è affidata al dirigente scolastico preposto o, nel caso lo stesso non possa, ad un suo collaboratore

Normativa di riferimento

La normativa di riferimento: D.lgs. 62/2017; DM 741/2017; nota Miur 10/10/2017; DM 138/2019; nota Miur del 4 aprile 2019.

Presidente commissione esami di Stato

Presso ciascuna istituzione scolastica è costituita una commissione d’esame composta da tutti i docenti del Consiglio di classe.

La Commissione è presieduta dal dirigente scolastico preposto.

Qui tutte le info sulla commissione e sulle sottocommissioni.

Sostituzione presidente

Il DM n. 183/2019, che definisce i criteri di nomina dei commissari e dei presidenti dell’esame di Stato di II grado, permettendo ai dirigenti del primo di ciclo la partecipazione agli stessi (esami) in qualità di Presidente, ha modificato il D.lgs. 62/2017 nella parte relativa ai requisiti richiesti al sostituto del dirigente scolastico nella funzione di Presidente della Commissione degli esami di Stato di I grado.

La novità introdotta dal succitato DM 183/2019 è stata poi illustrata dalla nota Miur del 04/04/2019.

Questa la modifica apportato dal DM 183:

Al fine di consentire l’inserimento dei dirigenti scolastici preposti a istituti
statali del primo ciclo di istruzione negli elenchi regionali, l’articolo 4, comma 4, del decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n.741, recante norme per lo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, è sostituito dal seguente:
«In caso di assenza o impedimento o di reggenza di altra istituzione scolastica, svolge le funzioni di presidente della commissione un docente collaboratore del dirigente scolastico, individuato ai sensi dell ‘articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.»

Il concetto viene ribadito nella nota del 4 aprile 2019, nella quale si legge che  in caso di assenza o impedimento o reggenza del dirigente scolastico, compresa la sua eventuale nomina come presidente di commissione per l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, le funzioni di presidente della commissione d’esame per il primo ciclo di istruzione sono assegnate ad un docente collaboratore non necessariamente di ruolo nella scuola secondaria di primo grado.

Il sostituto del dirigente scolastico, in qualità di presidente della commissione dell’esame conclusivo del primo ciclo, dunque, non deve necessariamente appartenere al ruolo della secondaria, ma può essere anche un docente della primaria o dell’infanzia (nel caso naturalmente di istituti comprensivi, ove i collaboratori possono appartenere anche ai predetti gradi di istruzione).

Concorso DSGA, abbinamento candidati alle sedi. Elenchi per regione completo

da Orizzontescuola

di redazione

Gli Uffici Scolastici stanno effettuando  l’abbinamento dei candidati alle sedi/aule del concorso DSGA per lo svolgimento della prova preselettiva che si terrà a livello nazionale in tre turni nei giorni 11, 12 e 13 giugno 2019.

La prova ha la durata di 100 minuti, salvo eventuali tempi aggiuntivi autorizzati dalla Commissione.

Ai fini del riconoscimento tutti i candidati dovranno presentarsi muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità e del codice fiscale.

Ogni ufficio Scolastico fornirà indicazioni sulla sede individuata per icandidati muniti di ordinanze e decreti cautelari a loro favorevoli, non riformati dal Consiglio di Stato, emessi nei giorni precedenti la data di svolgimento della selezione.

La pubblicazione sul sito internet dell’ufficio Scolastico ha valore di notifica, non ci saranno comunicazioni individuali.

Cosa non è possibile portare in aula

E’vietato introdurre in aula cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, tablet, fotocamere/videocamere e ogni strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati.

Se eventualmente detenuti, devono essere spenti e depositati prima dell’ingresso in aula, pena l’esclusione dal concorso di chi ne venga trovato in possesso.

E’ vietato introdurre pen-drive, manuali, testi di legge, appunti di qualsiasi natura che devono essere lasciati fuori dall’aula, pena l’esclusione dal concorso di chi ne venga trovato in possesso.

E’ vietato avvalersi di supporti cartacei per lo svolgimento delle prove. Una volta entrati nell’aula, occorre lasciare le borse e/o le cartelle o altro, lontano dalle postazioni.

Prova preselettiva Concorso DSGA, il simulatore per esercitarti. Con i 4mila quesiti

Concorso DSGA, prova preselettiva. Tecniche di memorizzazione e strategie utili

Abbinamento candidati alle aule

Abruzzo

Basilicata

Calabria

Campania

Emilia Romagna

Friuli Venezia – Giulia

Lazio 

Liguria

Lombardia

Marche

Molise

Piemonte

Puglia

Sardegna

Sicilia

Toscana

Umbria

Veneto

N.B. La pagina non  ha carattere ufficiale, quella ufficiale è quella presente sul sito internet dell’ufficio Scolastico, che consigliamo di monitorare regolarmente per eventuali modifiche. Gli elenchi ufficiali sul sito del Miur

Elenco commissioni giudicatrici

Stipendio supplenti 2017/18, Miur sollecita regolarizzazione posizioni

da Orizzontescuola

di redazione

Il Miur ha inviato alle scuole un messaggio di sollecito per completare la gestione dei prospetti relativi all’a.s. 2017/18, ai fini dell’erogazione della retribuzione spettante.

Perché il sollecito

Numerosi prospetti relativi all’a.s. 2017/2018, scrive il Miur, sono fermi negli stati “In lavorazione”, “Da convalidare”, “Convalidato”, “Rifiutato da NoiPA”. Tali prospetti vanno al più presto completati, compresa la trasmissione a NoiPa, in quanto dal 20 agosto 2019 non sarà più possibile operare sugli stessi.

L’Amministrazione, inoltre, suggerisce di verificare di aver inserito in SIDI tutti i contratti riferiti all’a.s. 2017/18.

Indicazioni

Per verificare la presenza di prospetti da completare, le scuole devono accedere alla funzione: “Elenco RDL e prospetti della scuola operante”.

Ecco le indicazioni fornite:

  • lo stato “In lavorazione” si riferisce ad un prospetto non ancora inoltrato dalla segreteria scolastica al DS per la convalida; la segreteria dovrebbe quindi provvedere ad ultimarne la lavorazione o ad effettuarne la cancellazione;
  • lo stato “Da convalidare” riguarda prospetti in attesa di convalida da parte del Dirigente scolastico;
  • lo stato “Convalidato” riguarda prospetti convalidati dal DS, ma non trasmessi dalla scuola a NoiPA per il pagamento;
  •  tutti i prospetti nello stato “Rifiutato da NoiPA” devono nuovamente essere trasmessi dalla segreteria dopo la rimozione dell’errore che ne aveva causato il rifiuto, oppure cancellati; in particolare per i prospetti R-1 “Rifiutati da NoiPa” per errori nell’anagrafica occorre verificare attentamente gli estremi anagrafici, esclusivamente mediante il tesserino fiscale del supplente, rettificando ove necessario gli estremi anagrafici del prospetto rifiutato tramite la funzione di modifica R-1;
  • le assenze (V-1) devono essere gestite anch’esse entro i termini indicati, in modo che possano essere considerate ai fini del corretto calcolo della retribuzione;
  • è necessario anche verificare di aver comunicato tutte le altre informazioni , che in qualche modo possono avere effetti sulla retribuzione, quali ferie (tramite R-1 o R-2), risoluzione anticipata contratto (C-1), variazioni dati contrattuali (R-2), diritto e misura assegni al nucleo (C-3).

L’Avviso

Maturità 2019, prova orale: i materiali devono essere coerenti con gli obiettivi del PECUP

da La Tecnica della Scuola

Di Aldo Domenico Ficara

Il colloquio degli esami di Stato 2019 del II ciclo viene avviato con l’analisi e il commento del materiale che la commissione propone al candidato (decreto ministeriale n.37 del 2019 ), per poi svilupparsi in una più ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare che espliciti al meglio il conseguimento degli obiettivi del profilo educativo, culturale e professionale (PECUP). Pertanto la scelta dei materiali risulta di fondamentale importanza.

Esami di Stato 2019: le tipologie dei materiali

In coerenza con il quadro normativo, i materiali possono essere di diverso tipo. Essi possono essere costituiti da:

  • testi (es. brani in poesia o in prosa, in lingua italiana o straniera);
  • documenti (es. spunti tratti da giornali o riviste, foto di beni artistici e monumenti, riproduzioni di opere d’arte, ma anche grafici, tabelle con dati significativi, etc.);
  • esperienze e progetti (es.: spunti tratti anche dal documento del consiglio di classe)
  • problemi (es.: situazioni problematiche legate alla specificità dell’indirizzo, semplici casi pratici e professionali).

Inoltre è opportuno che la commissione, in sede di riunione preliminare, individui i criteri alla base della scelta e la tipologia dei materiali da proporre ai candidati ( Circolare Ministeriale del 6 maggio 2019 ). Si ritiene che tra tali criteri possano essere inseriti:

  • la coerenza con gli obiettivi del PECUP;
  • la coerenza con il percorso didattico effettivamente svolto (documento del consiglio di classe);
  • la possibilità di trarre spunti per un colloquio pluridisciplinare

Esami di Stato 2019: attenzione alla scelta delle tipologie

Al fine di non creare disparità di trattamento tra i candidati, la commissione porrà particolare attenzione alla scelta delle tipologie, anche in relazione alla natura degli indirizzi, e all’equivalenza del livello di complessità dei materiali.

A tal riguardo si ricorda che il secondo ciclo di istruzione e formazione ha come riferimento unitario il profilo educativo, culturale e professionale definito dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, allegato A). Esso è finalizzato a:

  1. la crescita educativa, culturale e professionale dei giovani, per trasformare la molteplicità dei saperi in un sapere unitario, dotato di senso, ricco di motivazioni;
  2. lo sviluppo dell’autonoma capacità di giudizio;
  3. l’esercizio della responsabilità personale e sociale.

Il Profilo sottolinea, in continuità con il primo ciclo, la dimensione trasversale ai differenti percorsi di istruzione e di formazione frequentati dallo studente, evidenziando che le conoscenze disciplinari e interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative apprese (il fare consapevole), nonché l’insieme delle azioni e delle relazioni interpersonali intessute (l’agire) siano la condizione per maturare le competenze che arricchiscono la personalità dello studente e lo rendono autonomo costruttore di se stesso in tutti i campi della esperienza umana, sociale e professionale.

Nel secondo ciclo, gli studenti sono tenuti ad assolvere al diritto-dovere all’istruzione e alla formazione sino al conseguimento di un titolo di studio di durata quinquennale o almeno di una qualifica di durata triennale entro il diciottesimo anno di età. Allo scopo di garantire il più possibile che “nessuno resti escluso” e che “ognuno venga valorizzato”, il secondo ciclo è articolato nei percorsi dell’istruzione secondaria superiore (licei, istituti tecnici, istituti professionali) e nei percorsi del sistema dell’istruzione e della formazione professionale di competenza regionale, presidiati dai livelli essenziali delle prestazioni definiti a livello nazionale. In questo ambito gli studenti completano anche l’obbligo di istruzione di cui al regolamento emanato con decreto del Ministro della pubblica istruzione 22 agosto 2007, n. 139.

Regionalizzazione, Salvini accelera sull’autonomia: “Gli italiani chiedono di farla”

da La Tecnica della Scuola

Di Andrea Carlino

Il giorno dopo le elezioni europee, che hanno sancito il successo del Lega al 34,3%, il secondo posto del Pd all 22,7% e il terzo del M5s al 17,01, Matteo Salvini accelera: “Non mi interessa il riequilibrio dei poteri interni. Ho sentito il premier Conte, la lealtà della Lega non è in discussione”.

Poi, in tre parole, fissa i nuovi paletti del programma di governo: “Ridurre le tasse, accelerare su autonomia e infrastrutture”.

La regionalizzazione porterà stipendi e concorsi differenziati, per Di Maio non si può

Audizione del ministro Stefani al Senato

Intanto c’è da segnalare che domani, martedì 28 maggio, la Commissione parlamentare per le Questioni regionali svolge l’audizione della ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Erika Stefani, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul processo di
attuazione del “regionalismo differenziato” ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Riforma sostegno, sarà vera rivoluzione copernicana?

da La Tecnica della Scuola

Di Fabrizio De Angelis

E’ stato approvato nella giornata del 20 maggio dal Consiglio dei Ministri il decreto che modifica il decreto legislativo n. 66 del 2017 in materia di sostegno e inclusione.
Il provvedimento corregge e modifica le disposizioni più contestate del decreto emanato in applicazione della legge 107/2015.

Dal Governo parlano di rivoluzione copernicana ma a conti fatti cambieranno poche cose, come abbiamo scritto in precedenza.

Decreto inclusione: le ore di sostegno saranno decise dal GLHO o dall’USR?

Senza dubbio, l’aspetto centrale della vicenda e forse più “rivoluzionario” riguarda il fatto che mentre il testo originario prevedeva un ruolo centrale del GIT, ovvero i Gruppi per l’Inclusione Territoriale, tanto che dovessero essere proprio tali gruppi ad autorizzare le ore di sostegno richieste da ogni scuola, adesso ci saranno dei gruppi di docenti esperti nell’inclusione, a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e per svolgere attività di formazione e miglioramento dei processi di inclusione.

A definire le ore di sostegno sarà infatti il gruppo in passato chiamato GLHO, che avrà il compito di redigere il Piano educativo individualizzato dell’alunno. Questo Piano, messo a punto da chi conosce sia le peculiarità dello studente sia le caratteristiche del contesto in cui apprende e vive la sua socialità, dovrà definire non solo le ore di sostegno, ma anche tutte le misure utili a rendere quanto più efficace possibile la partecipazione degli alunni con disabilità alle attività della classe e della scuola.

Tuttavia, secondo il MiSoS, l’associazione di insegnanti di sostegno, in realtà la decisione sull’ammontare delle ore di sostegno per ciascun alunno verrà decisa dagli organi centrali del Miur menzionato dell’art. 10, c. 2: “L’ufficio scolastico regionale assegna le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno”.

“Annunciare come rivoluzionaria questa misura, dichiara il presidente Ernesto Ciraci, ci sembra eccessiva per il semplice motivo che tuttora a livello nazionale abbiamo circa 58.000 cattedre in deroghe, dove come ogni anno i familiari degli alunni con disabilità sono costretti a ricorrere ai tribunali per l’assegnazione o implementazione delle ore”.

In poche parole, va bene che sarà un gruppo di persone che stanno a stretto contatto con l’alunno a decidere sulle ore, ma l’ultima parola spetta all’USR, che dovrà assegnare le ore in base all’organico. E sappiamo quanti problemi ci siano con l’organico di sostegno.

Infatti Ciraci fa notare come per “le cattedre in deroga non si sia fatto nessun passo avanti e bisogna andare indietro alla legge 128/2013 (Ministro Carrozza) per annotare la trasformazione delle deroghe in organico di diritto”.

Per questo motivo, secondo il presidente del MiSoS bisogna stabilizzare al contempo migliaia di insegnanti precari specializzati che perennemente giacciono in uno stato di precarietà.

Decreto inclusione: quale continuità didattica

Per quanto riguarda la continuità didattica, il testo che dovrà essere approvato entro settembre contiene delle modifiche all’articolo 14 del decreto 66/17, quello relativo alla continuità didattica e alla proroga della supplenza. Come abbiamo scritto in un precedente articolo, adesso sarebbe consentita la proroga della supplenza sul sostegno, su richiesta della famiglia e valutazione del dirigente scolastico, solo agli insegnanti con il titolo di specializzazione. 

Secondo molte famiglie di alunni disabili, tale misura sarebbe solo un palliativo. Per applicare la continuità didattica vera sarebbe il caso di garantire la continuità didattica per l’intero ciclo scolastico. Della stessa idea anche Ciraci: “Ricordiamo come ancora manchi un regolamento per tale misura e come soprattutto incombono le operazioni di mobilità e assegnazioni provvisorie ai non titolati, quest’ultime rappresentano l’emblema della discontinuità didattica che sicuramente vanificherebbero, seppur una misura d’emergenza, tale debole continuità didattica”.

Decreto inclusione: serve una vera formazione per tutti i docenti

Infine, a parere del MiSoS, il testo non contemplerebbe nella pratica una formazione efficace per tutto il personale docente sulle tematiche di inclusione e disabilità. Una formazione chiesta dalle associazioni di categoria a più riprese, proprio per il fatto che tutti gli insegnanti devono possedere una preparazione su questi temi.

La sicurezza è un pericolo per i dirigenti scolastici: un capestro le norme a carico

da Tuttoscuola

Mentre sui dirigenti scolastici sta arrivando quel controllo biometrico che prima ancora di essere un costoso e ingiustificato strumento di controllo rappresenta un atto politico ingeneroso e di sfiducia verso una dirigenza che, nonostante il carico notevole di responsabilità e con una retribuzione mediamente inferiore a quella degli altri dirigenti pubblici, assicura il funzionamento del sistema d’istruzione nazionale; mentre un dirigente scolastico su tre ha il carico della reggenza di un’altra istituzione scolastica con raddoppio delle responsabilità a fronte di una modesta indennità senza rimborsi di viaggi e di spese; mentre i 6.500 dirigenti scolastici in servizio stanno tuttora attendendo il rinnovo (soltanto annunciato e richiamato a poche ore dal voto per le europee: per il ministro della Funzione pubblica Bongiorno a questo punto il contratto potrà “essere ratificato dal Cdm e, dopo i controlli della Corte dei Conti, sottoscritto in via definitiva”) del contratto scaduto da dieci anni; mentre tutto questo rappresenta una sgradevole situazione in via di peggioramento, un altro gravame incombe sul capo dei capi d’istituto: la sicurezza.

I dirigenti scolastici ben sanno che le norme sulla sicurezza li identificano come datori di lavoro su cui pesano oneri e responsabilità di varia natura e portata.

Gli edifici scolastici, di proprietà delle Amministrazioni locali, in cui quotidianamente vivono i ragazzi e il personale della scuola, sono sotto il controllo del dirigente per quanto riguarda la sicurezza della struttura e delle persone. Lo prevede il decreto legislativo 81/2008.

La norma, oltre a diversi oneri posti a carico del dirigente, prevede “Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell’amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione».

Inoltre il dirigente ha l’onere di vigilanza sul mantenimento della conformità alla norma dell’edificio scolastico, di segnalazione tempestiva all’Ente locale delle situazioni di rischio dovute a strutture o impianti. Ma, secondo l’art 5 del DM 382/98 e la Circolare Ministeriale 119/99, non deve limitarsi alla mera segnalazione, deve in ogni caso vigilare e, se necessario, intervenire con misure organizzative, deve adottare ogni misura precauzionale (compensativa) atta ad impedire qualsiasi forma di pericolo per la salute e la sicurezza degli occupanti.

Molti doveri, pochi poteri, specie sull’Amministrazione locale proprietaria dell’immobile. Se non interviene, resta poco da fare, mentre le responsabilità restano tutte, come dimostra l’incredibile storia di Franca Principe, DS dell’istituto “Pisacane” di Sapri.

I 200 anni de “L’Infinito”

Nota 28 marzo 2019, AOODGSIP 1295
28 maggio – Celebrazioni per il bicentenario de L’Infinito di Giacomo Leopardi


Scuola, flash mob con migliaia di studenti a Recanati per i duecento anni de “L’Infinito”. Iniziative in tutta Italia e sui social con hashtag #200infinito

Una festa della poesia che ha attraversato tutto il Paese. Questo è stato “#200infinito”, la giornata dedicata alle celebrazioni per i duecento anni de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi. Migliaia di studenti e cittadini si sono ritrovati in tutta Italia, in piazze, strade, chiostri, istituti scolastici, per unirsi “a distanza” alla Piazzuola del Sabato del Villaggio di Recanati dove oltre 2.800 ragazzi, insieme al Ministro Marco Bussetti e a Olimpia Leopardi, alle 11.30 hanno recitato insieme alcuni dei versi più conosciuti e amati della letteratura italiana.Non solo una lettura collettiva e simultanea. “L’Infinito” è stato omaggiato con danze, canti, performance artistiche, flash mob. Gli studenti italiani hanno potuto scoprire il valore della lirica e condividerlo con la propria comunità scolastica e con le loro famiglie. Hanno fatto rivivere nel presente versi senza tempo.“Oggi è un giorno di grande festa per tutte le scuole d’Italia, anzi una festa dell’Italia realizzata dalle scuole, da voi ragazzi e dai vostri docenti – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti -. Ho fortemente voluto queste celebrazioni perché rendere omaggio a Leopardi e al suo idillio più famoso significa rendere omaggio al nostro Paese, alla nostra civiltà, alla nostra cultura e tradizione. ‘L’Infinito’ è un punto di riferimento imprescindibile nel percorso formativo che i nostri giovani portano avanti da generazioni nell’iter scolastico. È stato veramente un piacere, oltre che un grande successo, poter stimolare e suscitare riflessione critica, creatività ed espressività degli studenti. Abbiamo il dovere culturale e civile di conoscere il nostro passato, di custodirlo, di valorizzarlo. E di farlo rivivere nel nostro presente, come abbiamo fatto qui oggi a Recanati e nelle altre Regioni, rinnovandone la parola e il messaggio”.“Ragazzi, siete il futuro e avete davanti a voi il meraviglioso cammino della vita che sarà emozionante e bellissimo ma, come inevitabilmente accade, troverete anche degli ostacoli – ha aggiunto Olimpia Leopardi, rivolgendosi agli studenti in piazza -. Qui ci aiutano Giacomo e il meraviglioso messaggio che ci ha regalato con ‘L’lnfinito’. I limiti devono servire non per fermarci ma per insegnarci a guardare oltre. L’anima immagina ciò che è precluso allo sguardo e così ci permette di vedere le infinite possibilità che abbiamo dentro di noi. Quindi, ragazzi, vi lascio con l’augurio di non permettere mai alla realtà di sopraffare i vostri sogni”.La manifestazione è stata organizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nata da un’idea di Olimpia Leopardi, realizzata con Casa Leopardi, in collaborazione con la RAI e con il Comune di Recanati.Durante l’incontro, il Ministro Marco Bussetti e Olimpia Leopardi, inoltre, hanno premiato gli Istituti vincitori del Concorso Nazionale “Il mio Infinito”, rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di stimolare la riflessione, la creatività e l’espressività degli studenti attraverso un percorso che li ha portati a cimentarsi con la propria visione di “Infinito”: per la categoria Scuole primarie, il Circolo Didattico “Sant’Orso” di Fano (PU), che ha partecipato con un coro che ha proposto un brano musicale inedito – “Il mio Infinito” – nato dalla riflessione in classe sul tema della poesia; per la categoria Scuole secondarie di I grado, l’Istituto Comprensivo “Valentino Orsolini Cencelli” di Sabaudia (LT), che ha conquistato il premio con la performance “Il tutto oltre la Siepe”, un dialogo tra un giovane Leopardi e un ragazzo “dei nostri tempi”; per la categoria Scuole secondarie di II grado, il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Arezzo, che ha partecipato con quattro illustrazioni che interpretano situazioni e stati d’animo degli studenti, scaturite da una riflessione sui versi de “L’Infinito”.Contemporaneamente all’evento che si è tenuto a Recanati, tutta l’Italia ha partecipato alla giornata con adesioni da tutte le Regioni, con centinaia di istituti scolastici partecipanti, migliaia di studenti e cittadini coinvolti. Una festa che ha animato anche la Rete e i social network: gli studenti, all’interno delle proprie scuole o nelle piazze delle città, hanno preso parte all’iniziativa anche documentando la propria lettura collettiva dell’intera poesia con un video e condividendolo sui social, sul canale Youtube o sul sito della scuola, utilizzando l’hashtag #200infinito e la menzione alle pagine ufficiali @miursocial e @casaleopardirecanati. Inoltre, sia i ragazzi che tutti i cittadini hanno partecipato al social contest su Instagram dedicato: una selezione dei video verrà condivisa sul canale Instagram del MIUR.

Bussetti: “Testimonieremo la modernità del pensiero di Leopardi. Leggiamo insieme i suoi versi per fare rivivere ancora oggi la potenza della sua poesia”

Un flash mob che attraverserà il Paese e unirà piazze e istituti scolastici nella lettura collettiva e simultanea de “L’Infinito”, uno dei componimenti più noti di Giacomo Leopardi. Un evento nazionale con il Ministro Marco Bussetti e oltre 2.000 giovani nella Piazzuola del Sabato del Villaggio, su cui affaccia la casa del poeta, e lungo tutto il centro storico di Recanati, sua città natale, durante il quale verranno premiate le scuole vincitrici del concorso dedicato al bicentenario della celebre lirica. Tutto questo è “#200infinito”, la giornata organizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nata da un’idea di Olimpia Leopardi, realizzata con Casa Leopardi, in collaborazione con la RAI e con il Comune di Recanati, per celebrare i duecento anni di alcuni tra i versi più conosciuti e amati della letteratura italiana. Protagonisti dell’iniziativa, che si terrà il prossimo 28 maggio, saranno gli studenti. Ma tutti, famiglie e cittadini, potranno prendere parte a questa “festa della poesia”. 
“Leopardi – spiega il Ministro Bussetti – è stato un genio. Nelle sue opere ha espresso e indagato le domande e le questioni centrali per ogni uomo. I suoi testi sono universali, superano secoli e confini geografici. Continuano a parlarci ancora oggi, a duecento anni di distanza. Noi abbiamo il dovere di testimoniare la modernità e l’importanza del suo pensiero e della sua produzione. Ed è per questo che vogliamo celebrare questo illustre poeta con una lettura collettiva: i versi de ‘L’Infinito’ usciranno dai libri di scuola per rivivere nella voce dei nostri studenti e di tutti coloro che vorranno partecipare nelle diverse piazze di Italia al flash mob che abbiamo organizzato il 28 maggio. Invito tutti a unirsi. Io stesso sarò a Recanati per dimostrare che la poesia è una delle forme più potenti con cui l’uomo sta al mondo”.
“L’idea dell’iniziativa – dichiara Olimpia Leopardi – nasce dalla volontà di Casa Leopardi di avvicinare i giovani a quel meraviglioso strumento di dialogo con se stessi e con i sentimenti universali che è la poesia. Un flash mob  per utilizzare un linguaggio diverso e più vicino ai ragazzi,  per vivere un emozionante momento di unione ideale che mette in luce la forza del sentire, lenisce le pene del cuore e dell’anima e ci permette di guardare  insieme con coraggio ‘oltre la siepe’”.

L’evento a Recanati
La Piazzuola del Sabato del Villaggio a Recanati (MC) sarà il cuore di “#200infinito”. È qui e lungo la via principale del centro storico che oltre 2.000 studenti, alle 11.30 del 28 maggio, reciteranno i versi de “L’Infinito”. Con loro anche il Ministro Marco Bussetti e Olimpia Leopardi. L’evento sarà trasmesso in diretta sui profili Facebook del Ministero, @MiurSocial, e di Casa Leopardi, @casaleopardirecanati. Durante l’incontro, inoltre, saranno premiati gli istituti vincitori del Concorso Nazionale “Il mio Infinito”, rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di stimolare la riflessione, la creatività e l’espressività degli studenti attraverso un percorso che li porterà a cimentarsi con la propria visione di “Infinito”.

Le principali iniziativa in tutta Italia
Recanati sarà solo una delle piazze che “daranno voce” a “L’Infinito”. Tutta l’Italia si unirà, infatti, a distanza al flash mob. Gli studenti di tutte le scuole italiane e i cittadini potranno recitare in contemporanea i versi del celebre componimento ritrovandosi nei luoghi più significativi delle proprie città o all’interno degli istituti scolastici: piazze, strade, chiostri, biblioteche comunali. Cuore dell’iniziativa a Roma, per esempio, sarà Piazza di Spagna, dove gli studenti dell’Istituto Comprensivo “E. Q. Visconti” coinvolgeranno i presenti in una “staffetta” di strofe per la recitazione partecipata della poesia. A Milano, i ragazzi dell’IC Maffucci si incontreranno in Piazza Gae Aulenti, mentre gli alunni della Scuola Secondaria di I grado “J.F. Kennedy” di Montefiorino (MO) parteciperanno alla lettura collettiva nel centro cittadino, richiamando l’attenzione e l’interesse dei passanti e si sposteranno, poi, nei locali della biblioteca comunale con le loro famiglie e con i cittadini per un “Salotto letterario con aperitivo” dedicato a “L’Infinito”. Ma l’opera sarà anche un’occasione di riflessione per gli studenti adulti del corso serale dell’Istituto Tecnico Statale “Aterno-Manthonè” di Pescara, si trasformerà in danza grazie all’interpretazione degli alunni dell’II.SS “De Nittis-Pascali” di Bari, viaggerà sulle frequenze di Radio K2 grazie ai commenti curati dagli studenti della Scuola in ospedale di Piancavallo (VB). E a Gubbio (PG), dalle finestre della Biblioteca Sperelliana, le famiglie e i nonni del “Centro sociale anziani” accompagneranno la recita dei versi leopardiani da parte dei ragazzi della Direzione didattica 2° Circolo “Aldo Moro”.

“L’Infinito” sui social
Dalle piazze reali a quelle virtuali. Gli studenti, all’interno delle proprie scuole o nelle piazze delle città, potranno prendere parte all’evento anche documentando la propria lettura collettiva dell’intera poesia con un video e condividendolo sui social, sul canale Youtube o sul sito della scuola, utilizzando  l’hashtag #200infinito e la menzione alle pagine ufficiali @miursocial e @casaleopardirecanati. Inoltre, sia i ragazzi che tutti i cittadini potranno partecipare al social contest su Instagram dedicato all’iniziativa. Agli utenti verrà chiesto di condividere le loro stories al momento dell’appuntamento, seguendo i seguenti passi: dovranno recitare in video il verso preferito de “L’Infinito”, inserire l’hashtag #200infinito e la menzione alle pagine ufficiali @miursocial e @casaleopardirecanati, pubblicare le stories sul proprio profilo Instagram. Durante la giornata, una selezione dei video verrà condivisa sul canale Instagram del MIUR.