MIUR convoca sindacati il 2 luglio per immissioni in ruolo e rettifiche mobilità

da Orizzontescuola

di redazione

Il MIUR ha convocato i sindacati per un incontro con il seguente ordine del giorno:

  • Informativa immissioni in ruolo personale docente per l’a.s. 2019/2020;
  • Richiesta informazioni in merito alle rettifiche ai trasferimenti del personale docente per l’a.s. 2019/20

L’incontro si terrà il prossimo martedì 2 luglio alle ore 12 presso la Direzione generale per il personale scolastico.

Istruzione, tagli per 4 miliardi: meno soldi per gli insegnanti di sostegno. Finanzieranno quota 100

da Orizzontescuola

di redazione

Si tratta dell’allegato al disegno di legge di bilancio che presenta alcune voci di taglio alla spesa, tra cui quello dell’istruzione

Secondo quanto riporta il Corriere, la spesa per l’istruzione si riduce, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi).

La voce che subirà i maggiori tagli sarà quella dei fondi per i docenti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario.

Di contro, la spesa per quota 100 crescerà tra il ‘19 e il ‘21 di 4 miliardi

Secondo quanto riporta il Corriere, Quota 100 proietterà ad oltre 100 miliardi di euro la spesa per tutte le politiche previdenziali, che passa da 96,4 a 100,2 miliardi tra il ‘19 e il ‘21.

Tfr agli statali dopo 24 mesi e a rate, per la Consulta è lecito: il lavoro privato è diverso

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

I giudici riuniti della Corte Costituzionale, stabilendo che non c’è alcuna discriminazione nell’assegnare il Tfr agli statali dopo 24 mesi dall’uscita dal lavoro, se si è optato per la pensione anticipata, e anche a rate, in tutti quei casi, frequenti, in cui l’importo superasse i 50 mila euro. In pratica, per la Consulta si può.

La tesi della Consulta

La Corte Costituzionale ha spiegato che non si ravviserebbe “alcuna ingiustificata disparità di trattamento tra dipendenti pubblici e dipendenti privati. La disciplina applicabile ai due settori sarebbe, difatti, eterogenea e, con riguardo al lavoro prestato alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, si apprezzerebbero inderogabili esigenze di equilibrio finanziario, estranee all’àmbito del lavoro privato. Peraltro, i trattamenti di fine servizio dei dipendenti pubblici, quanto a criteri di computo e a modalità di finanziamento, presenterebbero peculiarità tali da renderli incomparabili «rispetto agli omologhi istituti prettamente privatistici”.

Usb: i diritti costituzionali vengono garantiti se non incidono sulla spesa

“Tutto a posto insomma – commenta con sarcasmo l’Usb -, la Costituzione Italiana consente, secondo la Corte, diversità di trattamento tra lavoratori privati e lavoratori pubblici e la sentenza ne dà una giustificazione che segue un sentiero tracciato da tempo e che è figlio delle modifiche Costituzionali apportate negli ultimi anni in ossequio alle richieste perentorie dell’Unione Europea”.

Secondo il sindacato di base, la sentenza sostiene che “il lavoro pubblico e il lavoro privato non possono essere considerati alla stessa stregua poiché il settore pubblico è una voce di bilancio e pertanto ne va controllata la spesa affinché questa rimanga all’interno dei parametri definiti attraverso, ad esempio, il pareggio di bilancio. Insomma i diritti costituzionali vengono garantiti se non incidono sulla spesa”.

“Questo ennesimo segnale di sottomissione dei principi costituzionali alle esigenze dell’economia decreta definitivamente la fine dello stato di diritto, quello che – conclude l’Usb – non ammetteva nessuna deroga ai principi ispiratori dei padri costituenti”.

Con Quota 100 è anche peggio

Ricordiamo, comunque, che la tendenza a pagare la pensione fuori dai tempi è stata confermata anche dall’attuale Governo.

L’articolo 23 del DL 4/2019 stabilisce che ai dipendenti pubblici che ricorrono a ‘Quota 100’, il pagamento dell’indennità di fine servizio è “corrisposta al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione stessa secondo quanto stabilito dall’articolo 24 del decreto legge 201 del 6 dicembre 2011, tenuto conto degli adeguamenti di cui alla speranza di vita. Quindi, tanto per capirci, un docente o Ata che riesca ad anticipare di cinque anni l’uscita dal lavoro, non solo si vedrà decurtato l’assegno pensionistico, ma dovrà attendere il compimento dei 67 anni prima di vedersi assegnare il Tfr.

Anche se poi, tutti i lavoratori che accedono al trattamento pensionistico possono presentare richiesta di finanziamento di una somma fino ad un massimo di 30mila euro, ovvero dell’importo spettante, nel caso in cui il TFS sia di importo inferiore.

L’ex ministro Elsa Fornero: c’è chi si ribella al cambiamento

Intanto, però, l’ex ministro del lavoro, Elsa Fornero, promotrice della riforma pensionistica, con l’innalzamento dei parametri d’accesso, ha tenuto a dire che “ci sono paesi in cui la resistenza al cambiamento è più forte che altrove, ma non cambiare può suggerire una sicurezza solamente illusoria. Mentre le riforme sono la risposta di una politica che dovrebbe guardare lontano e anticipare i cambiamenti strutturali”.

Secondo la Fornero, da qualche tempo in pensione, le riforme della scuola e del mercato del lavoro sono necessarie per “eliminare privilegi, redistribuire ricchezza e aumentare le opportunità occupazionali”.

Oggi, ha concluso l’ex ministro, occorre raggiungere “un difficilissimo equilibrio tra flessibilità e protezione dello status quo”, ma “bisogna provarci con onestà e competenza”.

Manovra, tagli da 4 miliardi in tre anni per la scuola: si disinveste sui docenti di sostegno

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Il bilancio pubblico riclassificato per “azioni politiche” che viene allegato al disegno di legge di bilancio 2019 rende in modo evidente le scelte operate con la manovra, cioè come i nuovi stanziamenti e i tagli alla spesa necessari per finanziarli modificheranno il bilancio del prossimo triennio.

Al netto di nuovi interventi che certamente ci saranno, se non altro per scongiurare gli aumenti dell’Iva con altri tagli o tasse.

Lo segnala il Corriere della Sera

cfr. Legge di Bilancio 2019

Brutte notizie per la scuola: le risorse si riducono, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi).

A determinare la flessione contribuisce in modo decisivo la riduzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario.

In compenso si spenderà qualcosa in più per l’Istruzione universitaria (da 8,3 a 8,5 miliardi tra il ‘19 e il ‘21).

Attesa, dunque, per vedere cosa accadrà nella prossima Legge di Bilancio, quella da approvare entro dicembre 2019.

Carta docente, il bonus deve essere validato entro il 31 agosto

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

la Legge 107/2015 ha introdotto un bonus docenti di 500 euro o carta del docente, da utilizzare per l’aggiornamento e l’auto formazione professionale dei docenti di ruolo.

Sulla pagina dedicata alla carta del docente, è apparso un messaggio: “Si ricorda che il bonus docenti deve essere validato entro il 31 agosto 2019″

Pertanto, per essere valido, il bonus docenti 500 euro dovrà essere validato entro la data del 31 agosto 2019.
La somma di 500 euro infatti, prima deve essere validata e da quel momento è possibile utilizzarla per gli acquisti.

Come ogni anno, quindi, il Ministero fissa tale data in quanto il giorno 1° settembre, verrà sospesa la piattaforma per il cambio di anno scolastico.
I buoni della carta del docente validati ma non utilizzati dai docenti, verranno annullati e attribuiti al residuo anno scolastico 2018/19, sommandosi alla somma dell’anno scolastico 2019/2020.
Ricordiamo infatti che le somme non spese entro la conclusione dell’anno scolastico di riferimento (31 agosto 2019) sono rese disponibili nella Carta del docente dell’anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate.

Come ottenere lo SPID per la carta del docente

Lo SPID è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica.

L’identità SPID è costituita da credenziali (nome utente e password) che vengono rilasciate all’utente e che permettono l’accesso a tutti i servizi online, in questo modo si potrà accedere ai vari servizi senza la necessità di acquisire le diverse credenziali previste dai singoli enti. È utilizzabile da computer, tablet e smartphone.

Secondo le istruzioni fruibili sul sito dell’Agenzia per l’Italia digitale, occorre essere in possesso di un indirizzo e-mail, un numero di telefono cellulare, tessera sanitaria e di un documento di identità valido (uno tra carta di identità, passaporto o patente).

Il primo passo è quello di registrarsi sul sito di uno degli “Identity provider” a scelta tra Aruba, InfoCert, Namirial, Poste Italiane, Register.it, Sielte e Tim. I tempi di rilascio dell’identità digitale dipendono dai singoli gestori. La procedura di registrazione varia a seconda dell’Identity provider scelto.

L’accesso avviene utilizzando il nome utente e la password scelti al momento della registrazione. Per alcuni servizi, che richiedono un grado di sicurezza maggiore, è necessaria anche la generazione di un codice temporaneo di accesso (OTP: one time password) via sms o utilizzando una “app” su smartphone o tablet.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo LINK (clicca qui)

Quando ci si può iscrivere alla piattaforma

Il DPCM del 28 novembre 2016 stabilisce che “A partire dall’anno scolastico 2017/2018, la registrazione di nuovi soggetti beneficiari dell’applicazione web dedicata è consentita dal 1° settembre al 30 ottobre di ciascun anno”. Questo vuol dire, come chiarito in precedenza, che non esiste alcuna scadenza per il bonus docenti e l’operatività del sistema non prevede finestre di registrazione prefissate. Inoltre, l’accesso con le credenziali dopo la procedura di autenticazione rimane attivo ad oltranza.

Cosa si può acquistare con la Carta del docente

Altra domanda molto frequente, ancora non molto chiara, è cosa acquistare con la carta docente. Ecco una lista fornita dal Ministero:

  1. a)libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
  2. b)hardware e software;
  3. c)iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  4. d)iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  5. e)titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  6. f)titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  7. g)iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Ricordiamo che La Tecnica della Scuola è ente formativo accredito dal ministero dell’Istruzione.

Nella sezione CORSI del nostro portale è disponibile l’elenco di tutte le proposte formative della casa editrice, mentre nella sezione E-BOOK  è possibile consultare il catalogo dei materiali digitali realizzati dai nostri esperti, anch’essi acquistabili con la carta del docente.

Mobilità 2019, quali sono i motivi delle rettifiche e degli annullamenti?

da La Tecnica della Scuola

Di Fabrizio De Angelis

La giornata del 27 giugno è stata contraddistinta dalla segnalazione di errori negli esiti della mobilità docenti 2019: infatti, sono arrivate diverse lamentele di docenti che hanno ricevuto una nuova mail con il trasferimento annullato. Contestualmente anche gli Uffici scolastici provinciali hanno pubblicato degli avvisi in cui si fa riferimento a rettifiche o annullamenti degli esiti della mobilità docenti 2019. Il motivo? A seguito di verifiche effettuate sui bollettini dei trasferimenti, sono state apportate delle modifiche agli esiti.

Mobilità docenti: quali motivi per gli errori degli esiti?

I sindacati nelle ultime 48 ore si sono mossi ed hanno ottenuto alcune risposte: il MIUR ha fornito l’elenco dei movimenti del personale docente per i quali, essendo state riscontrate anomalie, sono stati disposti l’annullamento o la rettifica. Si tratta in totale di 945 casi, analizzando i quali emerge che le domande annullate sono 352 (8 per posti di scuola dell’infanzia, 14 di primaria, 187 di secondaria di I grado e 143 di secondaria di II grado), mentre risultano rettificate 573 operazioni.

La Cisl Scuola chiede un approfondito confronto con l’Amministrazione, su quali siano state le cause che hanno prodotto un così rilevante numero di anomalie nelle operazioni di mobilità.

La Flc Cgil, invece, fa sapere che gli errori sarebbero stati causati in parte dal mancato accantonamento sui posti FIT. Ciò ha comportato l’erroneo l’utilizzo dei suddetti posti ai fini dei trasferimenti, almeno nella scuola secondaria.

Mobilità docenti: si attendono notizie dal Miur

Seppur già individuate e tutte le posizioni degli interessati risultano sistemate, con gli UST che stanno procedendo alla pubblicazione degli elenchi aggiornati, sarebbe opportuno un intervento del Ministero dell’Istruzione che chiarisca realmente i motivi che hanno portato tali errori, seppur limitati ad alcune province.
Sono tanti i docenti che ci contattano per esprimere il loro disappunto e la loro amarezza per tale beffa. E che non sanno come procedere.

Mobilità docenti come fare reclamo

Al di là di quanto accaduto, può capitare che nel controllare i bollettini ufficiali della mobilità si dovessero trovare delle anomalie, come per esempio riscontrare che una scuola da voi espressa è stata assegnata ad un docente con minore punteggio del vostro, allora è importante vederci chiaro e fare immediatamente reclamo motivato e magari anche accesso agli atti. Ecco allora che il docente può produrre reclamo.

Modello Reclamo mobilità docenti, cosa scrivere e a chi indirizzarlo

La Tecnica della scuola mette a disposizione un modello di reclamo avverso all’esito sfavorevole dei trasferimenti scuola 2019, al mancato riconoscimento di diritti contrattuali già notificati al momento della convalida della domanda da parte dell’ufficio scolastico provinciale di titolarità.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODELLO

Nel reclamo per la mobilità docenti bisogna scrivere i motivi della presentazione di tale istanza, facendo riferimento alla data di presentazione della domanda di mobilità, alla data della notifica della convalida del punteggio e all’anomalia riscontrata nella fase di pubblicazione degli esiti della mobilità 2019/2020. Più è particolareggiato il reclamo e meglio sono impostate le motivazioni dello stesso, più alto sarà il successo di trovare soddisfazione e l’immediata correzione da parte dell’ufficio preposto.

Il suddetto reclamo bisogna indirizzarlo, entro i 10 giorni successivi la pubblicazione degli esiti della mobilità, all’ufficio scolastico provinciale di titolarità, ovvero quello a cui era stata inviata la domanda di mobilità docenti 2019/2020.

Concorso DSGA: come consultare la prova preselettiva

da Tuttoscuola

Nelle giornate degli scorsi 11, 12 e 13 giugno 2019 si sono svolte le prove preselettive del concorso DSGA. I vari USR hanno pubblicato anche gli elenchi degli ammessi alla prova scritta e dallo scorso 24 giugno è possibile prendere visione del proprio elaborato accedendo al portale delle Istanze on line (Polis) nella sezione “Altri servizi” con le credenziali assegnate al momento della registrazione. Ma come fare nello specifico? Prova a spiegarlo Tuttoscuola.

Come accedere alla prova preselettiva del concorso DSGA su Istanze Online

Prima di tutto bisogna assicurarsi di essere in possesso di una valida utenza di accesso al Servizio e di aver effettuato la procedura di abilitazione.

Una volta sulla homepage di Istanze Online bisogna entrare nell’area riservata indicata alla voce “Accesso al Servizio” cliccando sul pulsante blu “Accedi” e inserendo le proprie credenziali (username e password).

Dopo aver completato l’operazione, cliccare in alto e sinistra su “Altri Servizi” e successivamente su “Visualizza prova preselettiva Concorso Dsga” in fondo alla pagina.