«Cattedre vuote? Via ai concorsi programmati»

da Il Sole 24 Ore

di Cl. T.

«Mancano i docenti in cattedra? Bisogna far partire i concorsi già programmati». Istruzione e ricerca devono tornare priorità per il paese: occorre perciò investire di più, e mi aspetto che la prossima legge di bilancio ci permetta di risolvere il problema precariato».

Il primo messaggio che il neoministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, manda è rivolto all’urgenza immediata legata all’avvio del nuovo anno: l’emergenza insegnanti. Fioramonti ribadisce la via dei concorsi; e annuncia di voler rivedere il decreto legge “salva precari”, approvato salvo intese lo scorso 6 agosto dal precedente esecutivo: «Vanno corretti i punti che non andavano bene», spiega. Il riferimento è ai percorsi più o meno riservati previsti per salvaguardare i circa 55mila insegnanti non abilitati con 36 mesi di supplenze alle spalle.

Fioramonti rivendica poi maggiori fondi per la formazione superiore e la ricerca. Nelle linee programmatiche del nuovo esecutivo, nel capitolo scuola, si indicano altre sei priorità: stop alle classi pollaio, valorizzazione, anche economica, dei docenti, edilizia scolastica, scuola gratis per i redditi medio-bassi, lotta a bullismo e dispersione scolastica.

Erasmus+ a «Corri la Vita»: iscrizioni fino al 26 settembre

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Iscrizioni aperte per partecipare il 29 settembre a “Corri la vita” a Firenze, la più grande manifestazione sportiva e solidale in Italia. L’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire sarà presente all’evento con il Gruppo Erasmus, aperto a studenti, insegnanti, alunni, professori e tutte le persone legate al Programma Erasmus che parteciperanno alla corsa.

L’iniziativa
«Erasmus+ Indire condivide lo spirito di solidarietà verso una causa importante – dichiara Flaminio Galli, direttore generale dell’Agenzia Erasmus+ Indire – la cui componente etica è un elemento che la avvicina ai valori di inclusione e di solidarietà, propri del Programma Erasmus+. Inoltre, la corsa rappresenta un’importante occasione per creare un legame più solido tra il mondo dello sport e quello dell’istruzione, che consente di disseminare e valorizzare le esperienze dei protagonisti Erasmus».
Fino al 26 settembre, con una donazione minima di 10 euro, sarà possibile iscriversi a Corri la Vita.

Per registrarsi come Gruppo Erasmus occorre:
• recarsi in uno degli 11 punti di iscrizione, ritirare la maglietta e il pettorale;
• comunicare all’Agenzia Erasmus+ Indire il numero del pettorale assegnato tramite questo link.
L’Agenzia a questo proposito, ha istituito il “Premio Erasmus”, un riconoscimento destinato al miglior classificato nel Gruppo Erasmus. Nel giorno dell’evento l’Agenzia sarà presente anche con un punto informativo aperto a chiunque voglia conoscere le opportunità del Programma e ricevere i gadget Erasmus. Prenderanno parte alla corsa anche tantissimi studenti Erasmus da tutta l’Europa. Nella stessa data si correrà in Polonia la maratona Erasmus organizzata in contemporanea dall’Agenzia Erasmus+ polacca; per creare un ponte ideale che unisce i due Paesi europei.
I partecipanti potranno scegliere tra due nuovi percorsi diversificati per gradi di difficoltà: uno di circa 11 chilometri e un secondo itinerario di 6 che si snodano nel centro storico di Firenze.
Obiettivo della raccolta fondi 2019 è continuare a finanziare il “Progetto EVA”, promosso dall’Associazione CORRI LA VITA Onlus in collaborazione con LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Sezione di Firenze), per sostenere le donne malate di tumore rispetto alle problematiche legate alle conseguenze delle cure nell’intera Area Vasta Fiorentina (Firenze, prato, Empoli e Pistoia).
Hashtag ufficiale: #CORRILAVITA – Info: http://www.erasmusplus.it/category/corri-la-vita/

Fioramonti “Se entro Natale non c’è un miliardo per l’università sono pronto a dimettermi”

da la Repubblica

Lorenzo Fioramonti, oggi sarà ministro. Felice?

«Sorpreso. Credevo che nel corso della trattativa qualcuno mi avrebbe tenuto informato. Niente. Ho pensato avessero scelto altri nomi per il ministero dell’Istruzione».

E invece ha battuto i compagni di partito Giuliano, Morra, Gallo.

«Guardi, io ho una formazione universitaria e sono un docente d’ateneo. Lì mi sono espresso per quattordici mesi da viceministro e in quel campo credo di avere visione e progetti. La scuola la ricordo, invece, da studente e per curarla mi farò aiutare da due sottosegretari, uno del Pd, uno dei Cinque Stelle, che la amano e conoscono».

Uno potrebbe essere il preside Salvatore Giuliano, già sottosegretario di Marco Bussetti?

«Ha lavorato bene, sono pronto a suggerirlo».

Partiamo allora dalla materia più ostica: la scuola. Come la vorrebbe ?

«Per darle l’importanza che merita, metterla al centro del Paese, prima bisogna sgravarla dei suoi problemi endemici. Il precariato estenuante, innanzitutto. Al primo Consiglio dei ministri sono pronto a far ripartire il decreto Salvaprecari».

Quello che abilita 55 mila supplenti di Terza fascia e offre un concorso straordinario a 24 mila?

«Sì, quello approvato salvo intese».

Sono stati i colleghi Cinque Stelle a impallinarlo: lo definivano una sanatoria.

«Parlerò con loro, troveremo un modo per tenere insieme i diritti di chi lavora da una vita in classe con la qualità dell’insegnamento e il merito. Quel decreto deve andare in porto al più presto».

Altre magagne della scuola avvistate?

«L’insicurezza di troppi edifici, la carta igienica portata da casa, il costo dei libri. E le classi pollaio. In Italia si arriva a trenta alunni in aula, in Germania mai oltre ventuno».

Perché manda i due figli a scuola a Berlino: sfiducia nel sistema

italiano che andrà a dirigere?

«Ho una moglie tedesca con genitori anziani e malati, è stata la scelta più logica. Credo nella scuola italiana, i suoi studenti sono ancora molto capaci e i suoi docenti eroi civili. Tutti i giorni sono chiamati a occuparsi di un sistema di una complessità intimorente. A volte non hanno la struttura adatta, sicuramente sono sottopagati. Maestri e professori devono tornare a essere persone riverite».

Quanti soldi aggiuntivi serviranno alla sua scuola ?

«Due miliardi, il minimo sindacale».

Rispetto al dicastero Bussetti?

«Discontinuità, inversione di tendenza. Avrò un metodo diverso: lui appoggiava tutte le decisioni del capo di gabinetto, io ascolterò i due sottosegretari e li terrò costantemente informati della mia linea politica. Ogni martedì, tutte le settimane, riunione degli staff. Fin dall’inizio voglio far passare il grande messaggio della sostenibilità ambientale, nelle classi, nelle aule universitarie. Sarà un asset del mio ministero».

La scuola italiana è troppo…

«Competitiva. Inutilmente competitiva. I ragazzi italiani stanno perdendo l’idea dello studio collettivo, la condivisione. A una didattica nuova, con più lingue e la Storia non vista solo come una successione di guerre, arriveremo nel tempo, quando avremo risolto i problemi stratificati».

La legge che chiede le impronte digitali per i presidi all’ingresso degli istituti? È in Gazzetta

«Chiederò di abrogarla, al secondo Consiglio dei ministri».

I test Invalsi?

«Necessari per misurare lo stato dell’apprendimento, devono diventare più leggeri e moderni».

La Maturità?

«Per cinque anni non si tocca».

Vuole ancora un miliardo per l’università? Da viceministro aveva promesso dimissioni se non arrivava per Natale 2019.

«Quella promessa vale anche da ministro: un miliardo per l’università entro Natale o mi dimetto».

Supplenze, boom di richieste le scuole a rischio paralisi

da Il Messaggero

Come e forse più di un ufficio di collocamento, le segreterie scolastiche ogni giorno vengono investite da valanghe di curriculum, inviati da aspiranti insegnanti che si mettono a disposizione degli istituti per coprire le assenze dei docenti di ruolo, per le quali non ci sono neanche i supplenti in graduatoria. Tutte le mattine quindi le segreterie delle singole scuole, accedendo alla casella di posta elettronica, trovano sul pannello delle mail in entrata qualcosa come 150-200 pec da leggere.
Tante sono infatti le candidature che arrivano alle scuole tramite la cosiddetta mad, la messa a disposizione. Un fenomeno in crescita, soprattutto in questa fase iniziale di anno scolastico, quando le segreterie devono fare i conti con quanti docenti di ruolo avranno e quante cattedre resteranno scoperte.
SUPERLAVOROPer le segreterie scolastiche perennemente sotto organico si tratta di un superlavoro, che rischia di mandarle al collasso, ma per le scuole la mad rappresenta comunque una risorsa visto che lo scorso anno sono state circa 15mila le supplenze assegnate in questo modo. A dimostrazione del fatto che non erano disponibili i supplenti tradizionali dalle graduatorie di istituto, che hanno comunque la precedenza sulle mad.
E quest’anno il numero potrebbe lievitare visto che i supplenti complessivamente potrebbero superare le 170mila unità. Gli aspiranti supplenti della messa disposizione, nella maggior parte dei casi, sono giovani diplomati o laureati, con un titolo di studio affine alla materia e alla classe di concorso per la quale si propongono, senza l’abilitazione e senza un’esperienza pregressa.
Non fanno parte delle graduatorie di istituto né di quelle ad esaurimento. Insomma, sono alle prime armi: migliaia di candidati che tentano la strada dell’insegnamento, per trovare un lavoro saltuario ma anche per provare realmente ad entrare nel mondo della scuola. Anche perché una supplenza svolta attraverso la mad rilascia comunque il punteggio per un’eventuale graduatoria. Non solo neolaureati, stanno ricorrendo sempre più spesso alla mad anche gli abilitati e gli specializzati sul sostegno, anche già iscritti nelle graduatorie di istituto, sperando in questo modo di avere maggiore possibilità di essere chiamati e quindi di salire in graduatoria.
Ci si candida per insegnare una materia, per lavorare sul sostegno ma anche per svolgere i corsi di recupero o avere un ruolo da collaboratore scolastico. Quindi le candidature sono in continua crescita e rischiano di mandare in tilt le segreterie scolastiche, sprovviste di un apposito sistema informatico che automatizzi la procedura e le metta tutte insieme. Basti pensare che i direttori amministrativi delle scuole, i cosiddetti dsga, hanno scioperato il 2 settembre scorso contro le infinite incombenze che vanno a rallentare il lavoro di segreteria, oltre alla mancanza di personale, e tra queste ci sono appunto le mad: il sindacato Anquap segnala infatti che ogni scuola, dal 2014, si è ritrovata a protocollare mediamente 11200 mad: un numero smisurato soprattutto se paragonato ai protocolli effettuati con le pagelle, circa 3500. Nelle scuole, praticamente, ci sono più curriculum di aspiranti supplenti che pagelle degli studenti.
LA CIRCOLAREMa il lavoro non finisce qui. I dirigenti scolastici, prima di chiamare i supplenti con questa sorta di chiamata diretta effettuata tramite i curriculum, devono pubblicare gli elenchi dei candidati: così è stato richiesto dal ministero dell’istruzione con una recente circolare.
Ma per le segreterie si tratterebbe dell’ennesimo compito da svolgere in una fase già decisamente complicata. «L’obbligo di pubblicare gli elenchi nominativi degli intestatari delle mad – ha denunciato l’Associazione nazionale dei presidi – oltre a non essere previsto da alcuna fonte normativa, costituisce per le segreterie uno sproporzionato aggravio di lavoro che, specie a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, produce una grave lesione del principio costituzionale del buon andamento. Si tratta di un argomento che consente addirittura di non ottemperare a richieste di accesso massive».
Sono già tante, infatti, le scuole che stanno bloccando la ricezione delle candidature attraverso la mad, proprio a causa dell’eccessivo numero di mail ricevute, in attesa che un programma ad hoc provveda a gestire le candidature.
Lorena Loiacono

Anno di prova assunti concorso 2018, quali attività formative seguiranno? I tre percorsi 2019/20

da Orizzontescuola

di Nino Sabella

Anno di prova: quale percorso per i docenti della scuola secondaria immessi in ruolo dal concorso straordinario 2018 nell’a.s. 2019/20? I tre percorsi del corrente anno scolastico.

Anno di prova 2019/20: i 3 percorsi

Nel 2019/20, stando alla normativa vigente, dovrebbero essere 3 i percorsi che interessano i docenti neoassunti (il condizionale lo usiamo solo per il percorso di cui al terzo punto, perché ancora va definito):

  1. percorso delineato dal DM 850/2015;
  2. percorso annuale FIT delineato dal D.lgs. 59/2017 (“nella prima versione”);
  3. percorso annuale di formazione e prova delineato dal D.lgs. 59/2017, come novellato dalla legge di bilancio 2019.

1) Anno prova e percorso delineato dal DM 850/2015

Abbiamo fornito tutte le indicazioni utili in merito al percorso che, ai sensi del DM 850/2015, dovranno seguire i neoassunti e i docenti con passaggio di ruolo in Anno prova neoimmessi 19/20: laboratori, attività online, visiting, ruolo tutor e dirigente. Nota Miur [ANTEPRIMA]

Il succitato percorso riguarda i docenti neoassunti:

  • dalle graduatorie ad esaurimento (infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado);
  • dalle graduatorie di merito dei concorsi 2016 (infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado);
  • dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018 infanzia e primaria.

2) Docenti assunti dal concorso straordinario 2018 nell’a.s. 2018/19

I docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, assunti nell’anno scolastico 2018/19 dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018 (riservato agli abilitati), i quali hanno prorogato o non hanno superato il percorso annuale FIT, dovranno ripeterlo secondo quanto previsto dal DM 984/2017, in merito al quale sono state fornite indicazioni con la nota n. 41693 del 21/09/2018.

Anno di prova FIT, docenti con proroga o valutazione negativa percorso 18/19. Tutte le info

3) Docenti assunti dal concorso straordinario 2018 nell’a.s. 2019/20

I docenti della scuola secondaria, assunti nel 2019/20 (e che lo saranno successivamente) dalle graduatorie del concorso straordinario 2018, seguiranno un percorso diverso da quelli sopra riportati (al riguardo leggi comma 792 della legge di bilancio 2019), denominato percorso annuale di formazione e prova, previsto dal D.lgs. 59/2017, come novellato dalla legge di bilancio 2019 (legge 145/2019).

Il suddetto percorso annuale di formazione e prova, come leggiamo nell’articolo 13, commi 1 e 2, del decreto 59:

  • è finalizzato  a verificare la padronanza degli standard professionali da
    parte dei docenti;
  • si conclude con una valutazione finale;
  • qualora  valutato positivamente, assolve agli obblighi di cui all’articolo 438 del D.lgs. , n. 297/94 (ossia agli obblighi dell’anno di prova);
  • prevede che, per il suo superamento, è necessario lo svolgimento di 180 giorni di servizio effettivamente prestato, dei quali almeno 120 di attività didattiche;
  • deve essere disciplinato (procedure e criteri di verifica degli standard professionali; modalità di verifica in itinere e finale incluse l’osservazione sul campo; la struttura del bilancio delle competenze e del portfolio professionale) da apposito decreto Miur.

Il decreto suddetto non è stato ancora adottato, per cui dovrebbe pensarci il neo Ministro Fioramonti, in tempi non certo lunghi, sia per allineare la tempistica dei diversi percorsi di formazione e prova sia per rendere consapevoli i docenti interessati  del percorso da affrontare.

Il percorso, ricordiamolo, dovrebbe essere seguito anche da coloro i quali saranno assunti dal concorso ordinario per la secondaria, quando sarà bandito.

Ministro Fioramonti, faremo partire presto concorsi a cattedra programmati

da Orizzontescuola

di redazione

Il Ministro Fioramonti, invertendo su Radio 1, ha parlato del decreto salva-precari e dei concorsi ordinari.

Queste, come riferisce l’Ansa, le parole del nuovo titolare del Miur:

“Mancano i docenti: da subito ho detto che bisogna far partire i concorsi programmati. C’è poi un decreto che presenta delle criticità; ho detto di voler lavorare ad una sua rimodulazione per arrivare alla stabilizzazione dei migliaia di precari storici che hanno maturato dei diritti, che hanno le competenze e che vogliono insegnare. Già per oggi ho convocato una riunione su questa tematica”.

Le parole del Ministro si riferiscono al decreto salva-precari, al concorso ordinario per la scuola secondaria e a quello per la scuola dell’infanzia e primaria.

Formazione docenti e ATA, risorse materia di contrattazione. 12 settembre incontro al Miur

da Orizzontescuola

di redazione

Formazione personale docente e ATA: materia di contrattazione a livello nazionale; incontro al Miur il prossimo 12 settembre.

Formazione

L’articolo 22, comma 4 lettera a3), del CCNL 2016/18 prevede che i criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale docente, educativo ed ATA siano oggetto di contrattazione a livello nazionale.

Anno prova neoassunti

Anche le risorse della formazione dei neoassunti, come leggiamo nella nota pubblicata in anteprima dalla nostra redazione, sono assegnate sulla base dei criteri stabiliti in sede di contrattazione ai sensi dell’art. 22, comma 4, lettera A3 del Contratto vigente.

Evidenziamo che la citata nota parla soltanto dei docenti tuttavia l’assegnazione delle risorse riguarda anche gli ATA.

Incontro al Miur

La succitata contrattazione si aprirà al Miur il prossimo 12 settembre data in cui il Ministero ha convocato i sindacati, come riferisce la Flc Cgil.

La trattativa, evidenziano le organizzazioni sindacali, va conclusa al più presto, anche per l’assegnazione delle risorse destinate alla formazione dei neoimmessi.

Scarsi rendimenti scolastici: abbattere i divari tra nord e sud

da La Tecnica della Scuola

Una delle sfide più importanti per il nostro sistema educativo è migliorare i rendimenti scolastici degli studenti, azzerando le differenze coi  bambini e i ragazzi che nascono nelle famiglie più svantaggiate.

Una distorsione che fa ristagnare  la mobilità sociale ma che può essere ridotta e superata solo da un sistema educativo equo e di qualità per tutti, a prescindere dal contesto sociale di provenienza.

A certificare un sensibile peggioramento dei rendimenti scolastici degli studenti a livello europeo sono i rilevamenti Ocse-Pisa, secondo cui in media un quindicenne su 5 non raggiunge competenze sufficienti in lettura, matematica e scienze.

A dirlo una elaborazione “Openpolis” confrontati  coi dati Ocse-Pisa

Rispetto al 2012, aumentano di 1,9 punti gli studenti con bassi rendimenti in lettura e di 4 punti nelle scienze. Mentre la quota di alunni con scarse competenze matematiche resta stabilmente la più alta (22,2%).

Un obiettivo che è pienamente raggiunto da 4 stati su 28 in lettura, da solo 3 in matematica e appena 2 in scienze. Anche aggiungendo i paesi che si trovano sulla soglia del 15% o poco sopra, il conto sale a 6 stati per la lettura e a 4 in matematica e scienze.

L’Italia a metà classifica

L’Italia, rispetto all’obiettivo europeo di ridurre al di sotto del 15% il numero di ragazzi  con dati insufficienti, si colloca a metà classifica in tutte e tre le materie, con una quota di ragazzi con apprendimenti insufficienti sempre superiore alla media europea e al 20%.

L’aumento dei giovani con rendimenti scolastici insufficienti, osservabile tra 2012 e 2015, non è stato uniforme sul territorio nazionale. Alcune aree del paese, e in particolare il mezzogiorno, mostrano un peggioramento preoccupante.

Il Nord ha studenti più preparati

Nella parte settentrionale del paese la quota di studenti con rendimenti scolastici insufficienti appare molto più contenuta. In particolare nelle regioni del nord-est: in queste la percentuale è ampiamente al di sotto della soglia europea del 15%. Quest’area presenta dati in linea (o inferiori) a quelli dei migliori benchmark europei in tutte le materie.

11% gli studenti con competenze insufficienti in lettura nel nord-est. Nelle isole sono il 32,8%: tre volte tanto.

Il Mezzogiorno distante

È il mezzogiorno a distanziarsi di più sia dalla media italiana, sia dall’obiettivo del 15%. Nelle regioni del sud i giovani con apprendimenti scarsi sono poco meno del 30%; nelle isole raggiungono o superano 1/3 del totale.

Per capire meglio  il livello degli apprendimenti possiamo comunque ricorrere ai dati Invalsi, che in modo simile stimano la percentuale di ragazzi della seconda superiore con competenze alfabetiche e numeriche insufficienti.

54,1% degli studenti calabresi di seconda superiore ha competenze insufficienti in lettura. Una quota 3 volte superiore a quella di Trento.

Letti regione per regione i dati rendono ancora meglio i divari interni al paese.

In 5 regioni, tutte del mezzogiorno, i rendimenti in lettura sono insufficienti per oltre il 40% dei ragazzi: Calabria, Sardegna, Sicilia, Campania e Puglia. E sugli apprendimenti in matematica il dato è ancora peggiore: 2 terzi dei ragazzi calabresi e sardi, e quasi il 60% di quelli campani e siciliani non ha competenze sufficienti.

Questi dati rischiano di avere gravi conseguenze in futuro, e di allargare le distanze che già esistono nei territori.

Escludendo le province di Abruzzo e Molise, i migliori rendimenti nel mezzogiorno sono concentrati in 3 territori: Lecce, Bari e Matera.

Seppur di poco, si trovano comunque al di sotto punteggio medio nazionale pari a 198,5 punti. Sono molto lontane dalla media realtà calabresi come Crotone e Vibo Valentia, la siciliana Enna, e la provincia del Sud Sardegna. Per queste aree la distanza è ampia non solo dalla media nazionale, ma soprattutto dalle province con i migliori rendimenti, tutte concentrate tra Lombardia, Veneto e Trentino, tra queste Lecco, Trento, Como, Belluno, Monza.

Questi dati confermano i trend già visti, ma la disaggregazione si evidenza anche comune per comune.

Dei primi 10 capoluoghi per competenza alfabetica, 9 sono del nord. Ma è interessante osservare il terzo posto di Lanusei (capoluogo della ex provincia sarda dell’Ogliastra), in controtendenza rispetto a quanto visto per il mezzogiorno e per la Sardegna.

Sempre controtendenza con le maggiori difficoltà registrate nel mezzogiorno, si segnalano anche altri capoluoghi meridionali al di sopra della media nazionale (pari a 200 punti). Nell’ordine Campobasso (209, 54 punti), Benevento (208,11), Trani (204,53), L’Aquila (203,52), Agrigento (203,09), Salerno (202,08, Chieti (201,65), Taranto (201,64), Lecce (201,53) e Villacidro (200,93).

Segno che nel sud la situazione dei capoluoghi è in alcuni casi meno drammatica di quella delle rispettive province, dal momento che anche le migliori del sud si avvicinavano, senza raggiungerla, alla media nazionale.

Ma sembra trattarsi più che altro di eccezioni rispetto al trend complessivo. Se prendiamo i 10 capoluoghi con i rendimenti più bassi sono tutti del mezzogiorno.

9 su 10 sono concentrati nelle due isole (in particolare in Sardegna), l’altro è la calabrese Cosenza.

Messi in fila, questi dati raccontano di un ritardo preoccupante delle regioni meridionali, con poche eccezioni, e risultati ancora peggiori in alcune realtà locali.

Un problema non solo educativo e giustizia sociale, ma anche economico: lasciare indietro negli apprendimenti gli studenti delle zone più deprivate del paese, è di fatto un disinvestimento sul capitale umano di questi territori. In definitiva, una tara sulle possibilità di sviluppo nel futuro.

Prove Invalsi 2020, indicazioni per le scuole primarie per richiedere il posticipo

da La Tecnica della Scuola

L’Invalsi ha già comunicato le date in cui si svolgeranno le prossime prove Invalsi, relative all’a.s. 2019/2020.

Questo è il calendario previsto:

Scuola primaria

classi II (prova cartacea)

  • Italiano: giovedì 7 maggio 2020
  • prova di lettura solo Classi Campione: giovedì 7 maggio 202
  • Matematica: martedì 12 maggio 2020

classi V (prova cartacea)

  • Inglese: mercoledì 6 maggio 2020
  • Italiano: giovedì 7 maggio 2020
  • Matematica: martedì 12 maggio 2020

Scuola secondaria di I grado

classi III  (prova al computer – CBT)

  • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): venerdì 3, lunedì 6, martedì 7, mercoledì 8 aprile 2020.
    La scuola sceglie tre giorni tra i quattro proposti (il sabato 4 aprile 2020 le Classi Campione non possono svolgere prove)
  • Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da mercoledì 1 aprile 2020 a giovedì 30 aprile 2020
  • Sessione suppletiva Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 11 maggio 2020 a venerdì 15 maggio 2020

Scuola secondaria di II grado

classi II  (prova al computer – CBT)

  • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano e Matematica: lunedì 11, martedì 12, mercoledì 13 maggio 2020. La scuola sceglie due giorni tra i tre proposti
  • Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano e Matematica: da martedì 5 maggio 2020 a sabato 23 maggio 2020

classi V (prova al computer – CBT)

  • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): lunedì 9, martedì 10, mercoledì 11, giovedì 12 marzo 2020. La scuola sceglie tre giorni tra i quattro proposti
  • Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 2 marzo 2020 a martedì 31 marzo 2020
  • Sessione suppletiva Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 11 maggio 2020 a venerdì 15 maggio 2020.

Richiesta posticipo scuola primaria

Può capitare che una scuola non possa svolgere le prove nelle date previste dall’Invalsi.

L’istituzione scolastica può in questi casi chiedere il posticipo dello svolgimento delle prove per la scuola primaria, solo però a condizione che dimostri di aver preso un impegno prima del 30 agosto 2019, data di pubblicazione sul sito INVALSI dei giorni di svolgimento delle prove INVALSI 2020.

La documentazione che giustifica la richiesta di rinvio deve riportare la data di protocollo precedente al 30 agosto 2019. La richiesta deve essere protocollata e firmata dal Dirigente  Scolastico e deve poi essere scansionata e inviata all’INVALSI tramite il modulo Domande&Risposte e per conoscenza al referente regionale.

Il posticipo è da ritenersi accordato solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione scritta dell’INVALSI. La scuola per ottenere il posticipo deve aver già effettuato l’iscrizione alle Rilevazioni 2020.
Le richieste di posticipo dovranno pervenire entro il giorno 30 novembre 2019.

Queste le date per le somministrazioni posticipate:

  • 13 maggio 2020 – II e V PRIMARIA: prova di Italiano
  • 14 maggio 2020 – II e V PRIMARIA: prova di Matematica
  • 18 maggio 2020 – V PRIMARIA: prova di Inglese

Fioramonti: “Per cinque anni la maturità non si toccherà”

da La Tecnica della Scuola

Dopo aver giurato al Quirinale, Lorenzo Fioramonti è ufficialmente il nuovo ministro dell’Istruzione.

Nelle scorse ore, alla Tecnica della Scuola, Fioramonti ha annunciato che si metterà subito a lavoro per affrontare le criticità del mondo della scuola.

In un’intervista a La Repubblica il titolare del dicastero di Viale Trastevere fa il punto anche su altre faccende: “L’insicurezza di troppi edifici, la carta igienica portata da casa, il costo dei libri. E le classi pollaio. In Italia si arriva a trenta alunni in aula, in Germania mai oltre ventuno. Credo nella scuola italiana, i suoi studenti sono ancora molto capaci e i suoi docenti eroi civili. Tutti i giorni sono chiamati a occuparsi di un sistema di una complessità intimorente. A volte non hanno la struttura adatta, sicuramente sono sottopagati. Maestri e professori devono tornare a essere persone riverite”.

I ragazzi italiani “stanno perdendo l’idea dello studio collettivo, della condivisione”, quindi “una didattica nuova, con più lingue e la storia non vista come una successione di guerre. La maturità? Per cinque anni non si tocca”.

Chiamata diretta e ambiti territoriali: cosa cambia con l’avvio del nuovo anno scolastico

da Tuttoscuola

Il Parlamento, a larga maggioranza, ha approvato il disegno di legge che prevede l’abolizione degli ambiti territoriali e i connessi incarichi triennali ai docenti da conferire attraverso la “chiamata diretta” da parte dei dirigenti scolastici, previsti dalla legge 107/15. Il documento redatto da Flc Cgil, “Novità e questioni emergenti: cosa sapere prima della ripartenza”, ci aiuta fare un punto in vista dell‘avvio del nuovo anno scolastico.

Ricordiamo che nel luglio 2015 è stata approvata la legge 107/15 (La Buona Scuola), la quale:

– aveva introdotto gli ambiti territoriali (che verranno successivamente costituiti con decreto ministeriali) con i quali si raggruppa un insieme di scuole, anche di comuni diversi, prevedendo, obbligatoriamente, la titolarità dei docenti non più sulle singole scuole ma sugli ambiti. Questo sia per i futuri immessi in ruolo, sia per i docenti che, attraverso la mobilità, intendevano spostarsi perdendo obbligatoriamente la titolarità di scuola;

consentiva ai dirigenti scolastici di individuare i docenti necessari per la copertura dei posti vacanti nella propria scuola tra quelli titolari nell’ambito di appartenenza della scuola stessa, ritenendoli, in base ai requisiti in loro possesso, maggiormente rispondenti alle esigenze professionali del PTOF della scuola. Nei fatti con tale scelta, effettuata su base discrezionale da parte dei singoli dirigenti scolastici, si conferiva un incarico triennale nella scuola al singolo docente.

Già con il primo contratto integrativo sulla mobilità, successivo all’introduzione degli ambiti territoriali, i sindacati – come precisa Flc Cgil nel documento – si sono opposti con determinazione alla cancellazione della titolarità di scuola per tutti coloro che avessero presentato domanda di mobilità sia territoriale che professionale. La trattativa per la mobilità (che ha regolato i movimenti del 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019) si concluse con un compromesso: a seguito della mobilità, sia volontaria che d’ufficio, si poteva diventare titolari sugli ambiti come previsto dalla legge (se richiesti e quindi soggetti al successivo conferimento di incarico triennale da parte dei dirigenti scolastici), ma permaneva anche la possibilità di spostarsi e riacquisire una titolarità di scuola potendo esprimere nella domanda fino ad un massimo di 5 preferenze specifiche di scuola. Una possibilità che la legge negava (comma 73), ma ripristinata grazie al contratto e alla determinazione del sindacato.

Due contratti integrativi sul passaggio da ambito a scuola, nel 2017 e nel 2018, hanno posto criteri oggettivi alla chiamata stessa, gradualmente marginalizzando il ruolo decisionale del dirigente nella procedura delle operazioni.

Con l’ultimo contratto integrativo triennale riguardante sempre la mobilità, sottoscritto a marzo 2019, viene del tutto abolita la titolarità su ambito scolastico per tutti i docenti, compresi i futuri immessi in ruolo. Questo, o per effetto degli esiti della mobilità, oppure per automatica attribuzione a tutti i docenti della titolarità nella stessa scuola di servizio per effetto dell’incarico triennale avuto nei tre anni scorsi. Di conseguenza, e già dall’anno scolastico 2019/2020, non ci saranno più incarichi triennali (e quindi viene totalmente eliminata la chiamata diretta già fortemente ridimensionata negli anni precedenti) vista la definitiva scomparsa dei docenti titolari su ambito.

Con la legge approvata a luglio 2019, il Parlamento ha sancito in modo definitivo la cancellazione degli ambiti territoriali e la connessa “chiamata diretta” dei docenti da parte dei dirigenti scolastici. Si tratta di una modifica che, andando al cuore della legge 107/15, ne elimina definitivamente due disposizioni cardine dell’impianto ideologico, spacciate per opportunità meritocratica, ma rivelatesi negative nella loro attuazione e impraticabili nella tempistica delle operazioni. Si tratta di una conferma di quanto già fatto – con un costante lavoro di opposizione condotto nelle piazze e durante la trattativa per il rinnovo del CCNL – attraverso la contrattazione che aveva reso gli ambiti territoriali solo una sorta di connotazioni geografica, mentre la chiamata diretta non era mai decollata. In ogni caso, dopo i risultati ottenuti con il contratto, era indispensabile che il Parlamento abrogasse uno dei provvedimenti più controversi ed odiosi della legge 107/15, mettendo fine a un sistema discrezionale teso a disgregare i principi di garanzia ed equità nelle assegnazioni dei docenti e nella titolarità sulle sedi. Il CCNL è stato da questo punto di vista un cuneo nella legge 107/15, in particolare sul contrasto alla chiamata diretta e alle limitazioni nella mobilità, ma anche per cancellare il sistema premiale affidato anch’esso alla discrezionalità dei dirigenti scolastici e ricondotto alla contrattazione di scuola.

Il Senato si è espresso chiaramente: siamo in attesa che il provvedimento approdi alla Camera con risultati analoghi.

Valutare la competenza interculturale: a ottobre via ai seminari per dirigenti scolastici e insegnanti

da Tuttoscuola

Per tutto il mese di ottobre la Fondazione Intercultura organizza 12 seminari rivolti a dirigenti scolastici e docenti sul tema della valutazione della competenza interculturale

La mobilità studentesca internazionale pone alcune sfide ai Consigli di classe, tra cui la valutazione formale delle competenze acquisite dagli studenti nel corso dell’esperienza all’estero. La Nota ministeriale n. 843 del 10 aprile 2013 Linee di indirizzo sulla mobilità studentesca internazionale individuale incoraggia gli Istituti a svolgere una valutazione globale, considerando sia le competenze disciplinari fondamentali che le competenze trasversali, tra cui quella interculturale. In realtà, durante il processo valutativo degli studenti rientrati da un anno di studio all’estero, i Consigli di classe spesso non dispongono degli strumenti per porre  attenzione alla competenza interculturale.

Per questo motivo la Fondazione Intercultura in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine ha condotto una ricerca per individuare strumenti che permettano di valutare e valorizzare la competenza interculturale degli studenti che hanno partecipato a un programma annuale all’estero.

Un modello di valutazione denominato Protocollo di valutazione Intercultura è stato sviluppato e sperimentato insieme a 113 docenti di quasi ogni parte d’Italia, che avevano uno studente all’estero con un programma Intercultura. Per la rubrica valutativa è stato consultato un gruppo internazionale di 29 esperti. Questo Protocollo, elaborato per e con la scuola, offre agli insegnanti uno strumento facile da utilizzare ma scientificamente attendibile per valutare la competenza interculturale dei loro alunni rientrati da un’esperienza all’estero.

Il Protocollo di valutazione Intercultura si fonda sul modello della competenza interculturale elaborato da Darla Deardorff (2006), sugli indicatori connessi alla mobilità studentesca di Mattia Baiutti (2017) e sul modello di valutazione di competenza elaborato da Mario Castoldi (2009).

Nel mese di ottobre 2019 la Fondazione Intercultura in collaborazione con l’associazione Intercultura promuove sul territorio nazionale dodici corsi regionali di formazione per dirigenti scolastici e docenti connessi al Protocollo di valutazione Intercultura, della durata di un giorno. L’iscrizione alle giornate di formazione è gratuita e si effettua tramite il sito www.fondazioneintercultura.org oppure la piattaforma SOFIA del Ministero dell’Istruzione (iniziativa n. 31322).

I corsi avranno luogo:

  • Lunedì 7 ottobre 2019 – Lecce (Liceo Banzi Bazoli) (ed. 45428)
  • Martedì 8 ottobre 2019 – Caltanissetta (Liceo Ruggero VII) (ed. 45432)
  • Mercoledì 9 ottobre 2019 – Reggio Calabria (Liceo Statale Tommaso Gulli) (ed. 45616)
  • Venerdì 11 ottobre 2019 – Benevento (Istituto Galilei Vetrone) (ed. 49107)
  • Lunedì 14 ottobre 2019 – Macomer (Liceo Galileo Galilei) (ed. 45433)
  • Mercoledì 16 ottobre 2019 – Como (Liceo Alessandro Volta) (ed. 45764)
  • Giovedì 17 ottobre 2019 – Torino (IIS C.I. Giulio) (ed. 46333)
  • Venerdì 18 ottobre 2019 – Verona (Liceo N. Copernico) (ed. 45434)
  • Lunedì 21 ottobre 2019 – Pescara (Liceo Galileo Galilei) (ed. 45880)
  • Mercoledì 23 ottobre 2019 – Ancona (IIS Volterra Elia) (ed. 45763)
  • Venerdì 25 ottobre 2019 – Arezzo (Liceo Francesco Redi) (ed. 45499)

Inoltre  il 24 ottobre si terrà a Bologna la prima giornata di formazione dell’unità formativa “Competenza interculturale e mobilità studentesca all’interno del processo di internazionalizzazione della scuola”. Si tratta di un corso di formazione di due giornate (la prima si terrà il 24 ottobre e la seconda nella primavera 2020) che si svolge nell’ambito del progetto FormazionEuropa, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna (http://www.fondazioneintercultura.it/it/Corsi-di-formazione/COMPETENZA-INTERCULTURALE/).

Per ulteriori informazioni sul progetto e per scaricare il programma del corso:

Sono aperte le iscrizioni per i programmi all’estero 2020/2021 di Intercultura. Il nuovo bando di concorso di Intercultura mette a disposizione più di 2.000 posti, di cui 1.500 accessibili attraverso borse di studio totali e parziali. I programmi sono rivolti prioritariamente a studenti delle scuole superiori nati tra il 1 luglio 2002 e il 31 agosto 2005 (ovvero, indicativamente di età compresa al momento della partenza tra i 15 e i 18 anni). Per informazioni: www.intercultura.it

La Fondazione Intercultura è ente accreditato per la formazione del personale della scuola con Decreto MIUR del 22 luglio 2010 e adeguato alla Direttiva n.170/2016 in data 1 dicembre 2016 e fornirà pertanto adeguata certificazione.

Fioramonti: subito sì al salva precari e no al controllo biometrico dei presidi. I primi obiettivi del neo ministro

da Tuttoscuola

Avanti con il decreto salva precari e stop invece al controllo biometrico per dirigenti scolastici e personale ATA. Nessuno tocchi invece l’esame di maturità. In due veloci interviste rilasciate al Corriere della Sera e a Repubblica, subito dopo l’investitura a ministro dell’Istruzione nel nuovo governo Conte, l’on. Lorenzo Fioramonti, già vice-ministro con Bussetti, mette in chiaro i suoi primi obiettivi. “Ci vogliono investimenti subito, nella legge di Bilancio: due miliardi per la scuola e uno almeno per l’università. Lo dico da ora: se non ci saranno, mi dimetto” dice nell’intervista al Corriere della Sera.

Oltre ad una richiesta di due miliardi per la scuola e di un miliardo per l’università che avanzerà già nel primo Consiglio dei Ministri, mette in chiaro due problemi che hanno animato il dibattito negli ultimi mesi: il decreto salva-precari e il controllo biometrico per i dirigenti scolastici.

Il decreto salva-precari mai nato e varato un mese fa “salvo intese” e che era il risultato dell’accordo di aprile tra Conte e i sindacati della scuola sarà ripresentato con qualche adattamento. Fioramonti dichiara che si adopererà per convincere i colleghi penta stellati che lo avevano bloccato, perché quel decreto deve andare in porto il più presto.

Sul controllo biometrico per i dirigenti scolastici, voluto dal ministro Giulia Buongiorno e avallato dal ministro Bussetti (dirigente scolastico) il neo ministro Fioramonti ha idee molto chiare: al secondo Consiglio dei Ministri chiederò di abrogarlo.

Per quanto riguarda l’esame di maturità, oggetto di modifiche contrapposte nell’ultimo biennio, Fioramonti ha una posizione netta: per cinque anni non si tocca.

Dall’educazione civica a quella sessuale

Quest’anno nelle scuole l’educazione civica, speriamo prossima quella sessuale

di Adriana Rumbolo

Tolstoj nel suo celebre romanzo Resurrezione ci suggerisce di prestare attenzione nella prima parte, quando:

” …Egli bussò. E, senza considerare chi avesse bussato, lei subito corse fuori dalla stanza, e lui sentì come si schiuse e poi cigolò la porta di uscita.

Egli già l’attendeva presso l’andito e subito l’abbracciò in silenzio.

Ella si strinse a lui, alzò il capo e con le labbra incontrò il suo bacio.

Stavano in piedi dietro il canto dell’andito in un tratto sgelato e asciutto, ed egli era tutto pieno di un tormentoso desiderio insoddisfatto.

All’improvviso la porta di uscita ebbe di nuovo uno schiocco  cigolò con lo stesso cigolio, e si udì la voce adirata  di Matriona  Pàvlovna:

-Katiuscia!

Ella si svincolò da lui  e tornò nella stanza delle ragazze.

Egli udì scattare il gancetto.

Dopo di che tutto tacque, l’occhio rosso della finestra scomparve, non rimase altro che la nebbia e il tramestio sul fiume,

Nechliudov si avvicinò alla finestra, non si vedeva nessuno.

Bussò, nulla gli rispose.

Nechliudov ritornò in casa dall’ingresso di parata, ma non si addormentò.

Si tolse gli stivali e a piedi scalzi andò per il corridoio verso l’uscio di Katiuscia, attiguo alla camera di Matriona Pàvlovna.

Dapprima udì Matriona Pàvlovna russare placidamente, e già voleva entrare, ma tutt’a un tratto ella si mise a tossire e si voltò sul letto scricchiolante.

Egli si irrigidì, e restò in piedi così forse cinque minuti.

Quando il tutto  fu nuovamente quieto, e si riudì quel russare tranquillo, egli studiandosi di camminare sulle assi dell’impiantito che non scricchiolavano, andò oltre e si accostò proprio all’uscio di lei.

Tutto era silenzio.

Ella evidentemente non dormiva, perchè non si udiva il suo respiro.

Ma appena egli mormorò :”Katiuscia”, ella balzò in piedi,si avvicinò all’uscio e, adirata, così gli parve, si mise a esortarlo ad andarsene.

_Ma che è questo? E’ forse possibile? Le zie sentiranno_

dicevano le sue labbra, ma tutto il suo essere diceva:”Son tutta tua”.

E questo soltanto capiva  Nechliudov.

_Be’, apri per un momentino.Ti supplico_ diceva pronunciando parole insensate.

Ella si chetò poi egli udì il fruscio della mano che cercava il gancetto.

Il gancetto scattò, ed egli penetrò nel vano dell’uscio.

La ghermì, così com’era, nella ruvida rozza camicia e con le braccia nude, la sollevò e la portò via.

_Ah! Che fate?_ mormorava lei.

Ma egli non badava alle sue parole e la portava in camera propria.

_Ah! non bisogna, lasciatemi_ella diceva, e intanto si stringeva a lui”.

E’ bellissima e necessaria questa schermaglia quando  il corpo  forte per il desiderio e oggi diremmo anche per la chimica  dell’amore annulla le ultime rigidità razionali , e tutto è in quella frase _Ah! non bisogna,lasciatemi_ella diceva  e intanto si stringeva a lui”

Nella mia esperienza a scuola con adolescenti quando mi facevano  domande di carattere sessuale mi accorgevo  tristemente che la maggioranza si avvicinava a un primo rapporto sessuale ignara dell’esistenza del DESIDERIO, ignari di ogni buona informazione, ma pieni di pregiudizi per informazioni non vere avute dagli amici o da giornali o film porno, che potevano trasformare momenti  magici  anche in atti di  violenza  come spesso ci riferisce la cronaca nera.

Con i ragazzi si può  e si deve parlare di molte cose basta usare le parole giuste con la verità.

Tempo fa ho scritto che nella mia decennale esperienza a scuola tre parole erano  sconosciute: regole, desiderio, grazie, ma niente è cambiato.

Ora spero nell’aiuto  di Tolstoj.