Maestre man…destre…

Maestre man…destre…

di Maurizio Tiriticco

…o maestre maldestre o maestre manesche, insomma… titolo effettivo: “Quando le maestre picchiano… e perché”! Ormai sembra diventato uno sport nazionale! Un giorno sì e un giorno no, o un poco di più, appaiono in TV quelle terribili immagini! Maestre di scuola materna che strattonano, sculacciano, schiaffeggiano bambini inermi, rei chissà mai di quali “peccati disciplinari”! Per di più in un asilo, oggi scuola materna! E il cambio di denominazione effettuato ormai tanti anni fa non fu casuale! L’asilo è un asilo o meglio – copio dal vocabolario – un “luogo destinato a ospitare chi è bisognoso di assistenza materiale e morale”. Poi, grazie a “Rousseau, il padre della pedagogia moderna, abbiamo imparato che “il bambino non è un piccolo uomo, un adulto in miniatura, ma un essere altro e diverso, dotato di un suo specifico modo di entrare in rapporto con il mondo”.

Insomma, di anni ne sono passati, e i diritti dei bambini sono ormai garantiti – o dovrebbero essere – a livello internazionale! La Dichiarazione dei diritti del fanciullo è stata redatta nel 1924 dalla Società delle Nazioni e ripresa successivamente dalla Dichiarazione dell’ONU nel 1959. Ma questa garanzia, universalmente sottoscritta, sarà valida per tutti i Paesi del mondo? Ho i miei dubbi! In effetti, mi risulta che l’uso della bacchetta – e non solo – è in auge nelle scuole coraniche di molti Paesi islamici.

Per non dire poi di quanto abbiamo imparato da Maria Montessori, da Piaget, da Vygotskij, da Bruner! Insomma oggi sappiamo che il bambino non è un “piccolo uomo” che deve crescere, con le buone o con le cattive! E più spesso con le cattive, almeno nei tempi antichi. Orazio ci ricorda che il suo maestro, Orbilio, il “plagosus Orbilius”, gli dettava le opere di Livio a suon di frustate! La “plaga”, appunto! Mah! Forse non sarà stato sempre così! Io non vedo un Aristotele sculacciare quel piccolo Alessandro che, forse, anche grazie a lui, divenne Magnus e costruì uno degli imperi più vasti che il mondo abbia mai conosciuto. Comunque non sono passati molti anni da quando anche da noi, qui, nelle nostre scuole i maestri erano dotati di bacchetta con la quale usavano “correggere” gli errori degli alunni picchiando loro il palmo delle mani! E a volte anche il dorso e altre parti del corpo! Il Libro Cuore ne è testimone! Anche se la maestrina dalla penna rossa sembrava aprire tempi diversi per quanto riguarda l’insegnamento nelle nostre scuole elementari di allora!

Di anni ne sono passati, appunto! Ed oggi l’asilo non è più l’ambiente in cui “si ospitano” i bambini dai tre ai sei anni di età, ma è una vera e propria scuola, la scuola per l’infanzia, appunto! Una scuola che ha le sue regole e, soprattutto, le sue fonti culturali e pedagogiche! Alludo a quegli “Orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali”, emanati con il DM del 3 giugno 1991! Con il corso degli anni ne sono state prodotte nuove edizioni – oggi contenute nelle “Indicazioni nazionali” – ma, a mio avviso, quel documento rimane ancora una pietra miliare per quanto riguarda criteri e modi con cui si debba intendere e praticare l’educazione dei bambini in età prescolare. E non è un caso che le nostre scuole per l’infanzia – non materne, perché non si sostituiscono all’educazione impartita dalla famiglia, ma costituiscono un valore aggiunto – sono sempre oggetto di visita da parte di esperti stranieri.

Ciò che di negativo accade in alcune di queste scuole mi sembra non solo intollerabile, ma addirittura assurdo! Mi chiedo: ma queste maestre che tipo di preparazione hanno se non sono in grado di interessare, coinvolgere i bambini a loro affidati? Ma qui si apre una altro discorso, la “pars costruens”, per dirlo alla latina! E ciò sarà oggetto di un successivo intervento.

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