Le persone con neurodiversita’ hanno bisogno di aiuto nell’educazione affettiva

Redattore Sociale del 11-04-2018

“Le persone con neurodiversita’ hanno bisogno di aiuto nell’educazione affettiva”

A parlare è Davide Moscone dell’associazione Spazio Asperger, relatore del workshop sul tema dell’affettività nella disabilità che si terrà il 19 aprile a Exposanità, la mostra internazionale dedicata a sanità e assistenza in programma a Bologna dal 18 al 20 aprile.

BOLOGNA. È possibile pensare a una “sessualità sostenibile” nella disabilità? Il tema è al centro di “Affettività e sessualità nella neurodiversità: nuovi orizzonti e prospettive”, il workshop organizzato dalle Edizioni Centro studi Erickson che si terrà il 19 aprile a Exposanità, la mostra internazionale dedicata a sanità e assistenza giunta alla ventunesima edizione (Bologna, 18-20 aprile). “Le persone con neurodiversità, i soggetti con disturbi dello spettro autistico e con condizioni neurologiche atipiche, hanno bisogno di un aiuto particolare nell’ambito dell’educazione sessuale e affettiva”, ha detto Davide Moscone, psicoterapeuta e presidente dell’associazione Spazio Asperger onlus di Roma, per presentare il worshop di cui sarà relatore.

“La sessualità rappresenta una dimensione umana spesso esclusa dai progetti di vita delle persone disabili. Il suo imporsi nei progetti educativi, tuttavia, richiede una risposta coerente e rigorosa pur nelle difficoltà che il tema evoca, tanto per i genitori, quanto per gli insegnanti e gli operatori dei servizi: la negazione o la repressione sono le strade più spesso praticate, abdicando però al ruolo educativo inizialmente assunto. Attraverso percorsi educativi e formativi è tuttavia possibile pensare a una sessualità sostenibile nella disabilità che possa tradursi in quote di autogratificazione personale e in una contemporanea riduzione di comportamenti problematici”, si legge nella presentazione dell’incontro rivolto ad assistenti sociali, medici di base, operatori socio-assistenziali, tecnici della riabilitazione, psichiatri e docenti. Obiettivo del workshop è offrire spunti teorici e metodologici che possano essere applicati per affrontare il tema, “partendo dal presupposto che non esiste una sessualità speciale ma solo una forma di amore e sessualità che deve fare i conti con impedimenti di natura diversa (biologica, corporea, comunicativa, ambientale, ecc.)”.

Il workshop analizzerà le difficoltà comunicative e di rapporto con gli altri, per quanto riguarda la sfera dell’affettività e della sessualità, a cui vanno incontro le persone con neurodiversità, in particolare durante l’adolescenza, età che porta con sé cambiamenti difficili da accettare o a cui adattarsi. Come spiegano i promotori: “Le persone con neurodiversità faticano a inserirsi nei gruppi sociali di riferimento, soprattutto nel periodo dell’adolescenza. Le loro difficoltà nella comprensione dello stato d’animo degli altri, nella gestione delle amicizie e degli affetti, causati spesso dall’isolamento che è una delle caratteristiche delle persone con diagnosi di disturbi dello spettro autistico e di sindrome di Asperger, può sfociare, nel momento della ricerca di una relazione più intima e sentimentale in comportamenti di tipo ossessivo e persecutorio. Oggi ci sono protocolli educativi, destinati a bambini e adolescenti che propongono un approccio strutturato per far comprendere cos’è l’amicizia, come si instaurano relazioni affettive, come si fa a capire quando le persone ti stanno manifestando affetto e come si fa a manifestare affetto”.

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