Riscattare la laurea, pro e contro dei contributi all’Inps

da Orizzontescuola

Riscattare la laurea, pro e contro dei contributi all’Inps

di Elisabetta Tonni

Riscattare gli anni di laurea ai fini pensionistici è un’azione sempre possibile. La vera questione è valutare quanto sia conveniente. Il concetto è spiegato bene e in maniera concisa su “La Stampa” in risposta a una mamma ansiosa di poter riscattare gli anni di studi universitari della figlia.

Il costo del riscatto – leggiamo  – è pari al contributo obbligatorio che il dipendente sta attualmente versando sulla retribuzione (33% se si tratta di lavoro dipendente, 32,72% per lavoro parasubordinato).

Orizzonte Scuola affronta spesso la questione. Per esempio esiste una guida redatta dai Consulenti del Lavoro per capire quali sono i requisisti per richiedere il riscatto della laurea, quali titoli di studio sono riscattabili, principi di calcolo adottati per stabilire l’ammontare del riscatto, il calcolo per gli inoccupati, pro e contro del riscatto oneroso del periodo di studi universitari.

In un’epoca in cui le norme sulla previdenza cambiano spesso, come spiegato su La Stampa, nel valutare la possibilità di versare soldi all’Inps proprio per allungare il periodo di attività lavorativa diventa fondamentale calcolare quanti anni separano il soggetto dall’ipotetico traguardo del raggiungimento del limite di anzianità.

Esplorando ancora il tema sul sito di Orizzonte Scuola, si può notare come il giornalista del Sole 24 Ore, Marco Conte, si sia espresso in maniera contraria su un videoforum. Riscattare la laurea a ridosso del suo conseguimento può essere conveniente, perché si è all’inizio del periodo lavorativo e quindi verosimilmente con una retribuzione più bassa.

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