AA.VV., Parole ostili

In libreria e nelle scuole italiane “Parole ostili”, il primo libro edito dal Salone Internazionale del Libro di Torino in collaborazione con Laterza e con il sostegno dell’Associazione Parole O_Stili e il MIUR.

10 scrittori per 10 racconti, ispirati ciascuno a un principio del Manifesto della comunicazione non ostile.

Il libro verrà presentato il 14 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino e il 6 giugno a Trieste, in occasione della seconda edizione di Parole O_Stili.

Dal 14 maggio il MIUR renderà disponibile per i docenti una copia gratuita dell’ebook scaricabile dal sito www.generazioniconnesse.it
Loredana Lipperini (a cura di)
Tommaso Pincio – Giordano Meacci – Giuseppe Genna – Diego De Silva – Helena Janeczek – Alessandra Sarchi – Fabio Geda – Nadia Terranova – Christian Raimo – Simona Vinci
Parole ostili 10 racconti
Collana: i Robinson / Letture Prezzo: 15 euro ISBN 9788858131879 Pagine 186
Maggio 2018 – 10 scrittori per 10 racconti, ciascuno liberamente ispirato a un principio del Manifesto della comunicazione non ostile: arriva in libreria, e nelle scuole italiane, “Parole ostili – 10 racconti”, il libro edito da Laterza e dal Salone internazionale del Libro di Torino, a cura di Loredana Lipperini e nato dalla collaborazione tra il progetto “Parole O_Stili” e il MIUR.

Raccontare, commentare, confrontarsi, conoscersi, accogliere, comprendersi: la rete fa tutto questo essenzialmente con le parole. Parole che talvolta feriscono, denigrano, danneggiano. Le parole, quindi, sono importanti, hanno un potere enorme.

A partire da queste riflessioni, nelle pagine di “Parole ostili – 10 racconti” alcune fra le voci più interessanti della narrativa contemporanea – Tommaso Pincio, Giordano Meacci, Giuseppe Genna, Diego De Silva, Helena Janeczek, Alessandra Sarchi, Fabio Geda, Nadia Terranova, Christian Raimo, Simona Vinci – riflettono sull’uso del linguaggio in rete, attraverso lo strumento del racconto.

Dal 14 maggio il MIUR renderà disponibile per tutti i docenti di ogni ordine e grado una copia gratuita dell’ebook, insieme a 10 schede didattiche per lavorare con il libro in classe. Sarà possibile scaricare il libro e i materiali sul sito www.generazioniconnesse.it previa registrazione e inserimento del codice promozionale ricevuto attraverso una circolare dedicata.

Lo scopo? Dare una risposta concreta al bisogno di affrontare le tematiche dell’ostilità̀ in rete attraverso strumenti d’azione concreti. A partire da pochi, basilari principi come ‘Virtuale è reale’ (dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona), ‘Le parole hanno conseguenze’ (so che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi) o ‘Prima di parlare bisogna ascoltare’ (nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura).

“Le parole hanno un peso, spesso possono far male. Siamo in un tempo – ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli – in cui ogni affermazione è gridata, esagerata, amplificata anche dai social e dalla Rete. Ben vengano, quindi, progetti come quello dell’associazione no profit ‘Parole O_Stili’ che ha redatto il ‘Manifesto della comunicazione non ostile’. Dieci punti, dieci principi di stile che mirano a ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si espandono facilmente nel web. Un decalogo che ha dato lo spunto per questo libro, pubblicato anche col patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il MIUR già da tempo collabora convintamente con “Parole O_Stili”: i dieci principi del Manifesto sono già entrati nelle scuole e sono stati adottati dalle insegnanti e dagli insegnanti e dalle classi. Perché siamo convinti che il ruolo della scuola sia essenziale. Dalla scuola si comincia: si formano cittadine e cittadini, si insegna l’uso della Rete e si mostrano le libertà che essa concede ma sempre nel rispetto degli altri. Studentesse e studenti, native e nativi digitali devono trovare nella scuola un’occasione di crescita e sviluppo anche nella consapevolezza del linguaggio”.

“Questa raccolta di racconti è frutto di un’inedita alleanza che unisce il sostegno del MIUR, la convinta adesione del Salone Internazionale del Libro di Torino e della casa editrice Laterza, l’associazione Parole O_Stili, la curatrice e i dieci autori che hanno accettato la sfida di lavorare sui principi del Manifesto. Una sfida magnifica, resa possibile grazie a tutti coloro che – leggendo, ragionando, immaginando – hanno partecipato a questo percorso. E dunque, a tutti, grazie”, dichiara Rosy Russo, Presidente dell’Associazione Parole O_Stili.

Attraverso il sostegno al progetto “Parole O_Stili”, il Salone internazionale del Libro di Torino ha fatto propria la riflessione sulla cura del linguaggio e sulla sua importanza basilare per una pacifica convivenza civile.

“Se oltre all’uso della lingua ciò che ci distingue dalle altre specie è il possesso del libero arbitrio (o perlomeno di un arbitrio non del tutto precluso), allora usare le parole per evolverci o tornare a essere dei bruti è il nostro banco di prova quotidiano. Perché una nostra parola può essere un attentato contro la specie. Preferisco vederla in un altro modo: in qualunque parola che pronunciamo può nascondersi, ogni giorno, il segreto della nostra liberazione”, dalla prefazione di Nicola Lagioia, Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Nel libro ogni principio del Manifesto della comunicazione non ostile diventa un racconto immaginato da ciascun autore. E ogni racconto un mondo noto o un universo da scoprire, accogliente o pauroso. Futuri possibili anticipati dal nostro presente o che svelano ciò che nel presente passa inosservato e che tuttavia condiziona e regola il nostro modo di essere e di interagire con gli altri. Alcuni racconti mettono alla prova il lettore, altri ci accarezzano, nessuno dà certezze. Perché la letteratura non risponde alle domande, ma ne pone di nuove. E il porsi domande rende più consapevole chi legge: non è per questo che scriviamo e leggiamo, del resto?

La storia da cui parte tutto, da cui traggono origine le dieci storie raccolte nel libro, è quella del Manifesto della comunicazione non ostile, 10 princìpi di stile nati per per ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete. Nato dal lavoro collettivo di oltre cento professionisti della comunicazione, il Manifesto esprime una duplice volontà:
. Lanciato a Trieste nel febbraio 2017, in pochi mesi si diffonde non solo in Italia, ma in tutta Europa, e viene tradotto in 17 lingue. Oggi è al centro di un grande e ambizioso progetto di educazione collettiva promosso dall’Associazione Parole O_Stili, impegnata nella sensibilizzazione ed educazione contro l’ostilità delle parole online e offline.

Sono numerose le iniziative che, negli ultimi mesi, si sono sviluppate intorno al Manifesto, dalla comunicazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini, alla comunicazione d’impresa, a quella politica. In particolare, grazie a una stretta collaborazione con il MIUR, i dieci princìpi del Manifesto sono entrati nelle scuole, e sono stati adottati dagli insegnanti e dalle classi in tutta Italia. Tutte le iniziative sono consultabili su: paroleostili.com

La presentazione del libro si terrà in occasione della seconda edizione di Parole O_Stili, in programma il giorno successivo, che vedrà un’ampia community di esperti della Rete, giornalisti, comunicatori, politici, giuristi e altre professionalità provenienti da tutta Italia riunirsi nuovamente a Trieste giovedì 7 giugno.

A partire dal quinto principio del manifesto, “Quando le parole sono un ponte”, filo conduttore della giornata, il programma si aprirà con una sessione plenaria per poi proseguire con una serie di panel di approfondimento, dedicati a giornalismo, social media e scritture, parole come ponti, politica, business, scuola ed educazione, disinformazione, PA, fact-checking e fake news, per affrontare il tema in tutte le sue sfumature fra esperienze, settori e stili diversi.

Programma e iscrizioni su: http://paroleostili.com/seconda-edizione-2018/ rendere la Rete un luogo migliore, meno violento, più rispettoso e civile e responsabilizzare ed educare gli utenti a praticare forme di comunicazione non ostile

A Trieste, il 6 e 7 giugno per Parole O_Stili
Dopo il Salone Internazionale del Libro a Torino, il libro verrà presentato a Trieste mercoledì 6 giugno alle ore 18 al Caffè San Marco. Interverranno Annamaria Testa, esperta di comunicazione, blogger, saggista, Rosy Russo, Presidente dell’Associazione Parole O_Stili, e i due autori Alessandra Sarchi e Tommaso Pincio.

La curatrice
Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice, collabora da anni con le pagine culturali de “la Repubblica” e conduce Fahrenheit su Radio 3 Rai. Dal 2004 scrive sul blog www.lipperatura.it. Tra i suoi libri: Ancora dalla parte delle bambine (2008), Non è un paese per vecchie (2010) e Di mamma ce n’è più d’una (2013) per Feltrinelli; Morti di fama (con Giovanni Arduino, 2013) per Corbaccio; il racconto per ragazzi Pupa (2014) per Rrose Sélavy; L’arrivo di Saturno (2017) per Bompiani. Per Laterza ha pubblicato “L’ho uccisa perché l’amavo”. Falso! (con Michela Murgia, 2013) e Questo trenino a molla che si chiama il cuore. La Val di Chienti, le Marche, lungo i confini (2014).

Gli autori

Diego De Silva è nato a Napoli nel 1964. Tutti i suoi libri sono pubblicati da Einaudi.

Fabio Geda è nato a Torino, dove vive. Si è occupato per anni di disagio minorile. Ha pubblicato diversi romanzi tra cui Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini&Castoldi, 2010), Se la vita che salvi è la tua (Einaudi, 2014), Anime scalze (Einaudi, 2017) e la saga Berlin (Mondadori, 2015-2017) scritta insieme a Marco Magnone.

Giuseppe Genna (Milano, 1969) è autore di numerosi romanzi, principalmente editi da Mondadori e di cui alcuni pubblicati all’estero, tra cui Dies Irae (2006), Hitler (2008) e il recente History (2017).

Helena Janeczek è nata a Monaco di Baviera nel 1964 in una famiglia ebreo-polacca, risiede in Italia da oltre trent’anni. Dopo aver esordito con un libro di poesie edito da Suhrkamp, ha scelto l’italiano come lingua letteraria per le opere di narrativa Lezioni di tenebra (Guanda, 1997), Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010). Il suo ultimo romanzo La ragazza con la Leica (Guanda, 2017) ha vinto il Premio Bagutta. Ha co-fondato «Nazione Indiana» (www.nazioneindiana.com), uno dei primi blog letterari italiani. Vive a Gallarate con un figlio e due gatti.

Giordano Meacci (Roma, 1971) ha pubblicato il reportage narrativo Improvviso il Novecento. Pasolini professore (minimum fax, 1999, 2015), il saggio Fuori i secondi. Guida ai personaggi minori (Rizzoli, 2002), la raccolta di racconti Tutto quello che posso (minimum fax, 2005) e il romanzo Il Cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax, 2016). Con Claudio Caligari e Francesca Serafini ha scritto Non essere cattivo (2015); e con Francesca Serafini Principe libero (2018). Da settembre 2017 conduce su Rai Radio 3 La lingua batte.

Tommaso Pincio (Roma, 1963) è autore di vari romanzi tra cui Un amore dell’altro mondo (Einaudi, 2002), Cinacittà (Einaudi, 2008) e Panorama (NN editore, 2015). Dipinge e traduce dall’inglese. Per Laterza ha pubblicato Hotel a zero stelle (2012).

Christian Raimo (Roma, 1975) è nato, è cresciuto e vive a Roma. Ha pubblicato per minimum fax tre raccolte di racconti: Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004), Le persone, soltanto le persone (2014). Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Il peso della grazia (2012), Tranquillo prof, la richiamo io (2015) e La parte migliore (2017), e il saggio Tutti i banchi sono uguali (2017). Nel 2018 per Piemme ha pubblicato il pamphlet Ho 16 anni e sono fascista.

Alessandra Sarchi (Reggio Emilia, 1971) vive e lavora a Bologna. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti Segni sottili e clandestini (Diabasis Edizioni), nel 2012 è uscito con Einaudi Stile Libero il suo primo romanzo Violazione, vincitore del Premio Paolo Volponi, opera prima. Nel 2014, sempre con Einaudi Stile Libero, il romanzo L’amore normale, vincitore del Premio internazionale Scrivere per Amore. Suoi racconti sono usciti in varie riviste e antologie. Il suo terzo romanzo La notte ha la mia voce (Einaudi Stile Libero, 2017) ha vinto il Premio Mondello opera italiana ed è stato finalista al Premio Campiello 2017. Collabora con «la Lettura», inserto culturale del «Corriere della Sera», e con il settimanale «l’Espresso» e scrive per i blog leparoleelecose.it, doppiozero.com e La ricerca.it.

Nadia Terranova è nata a Messina nel 1978 e vive a Roma. Ha scritto diversi libri per ragazzi, fra cui Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012) e Casca il mondo (Mondadori, 2016), e il romanzo Gli anni al contrario (Einaudi, 2015), vincitore fra gli altri dei premi Bagutta Opera Prima e The Bridge Book Award. Collabora con «la Repubblica» e altre testate ed è fra gli autori della trasmissione Pascal su Rai Radio 2.

Simona Vinci (Milano, 1970) ha debuttato nel 1997 con Dei bambini non si sa niente (Einaudi). Il suo romanzo La prima verità (Einaudi, 2016) ha vinto il Premio Campiello nel 2016. Il suo ultimo libro è Parla, mia paura (Einaudi, 2017).

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