Lega-M5s, la quadra non c’è

da ItaliaOggi

Lega-M5s, la quadra non c’è

Nel programma di governo giallo-verde, smussata la Buona scuola, più fondi per i nidi

Alessandra Ricciardi

Un testo generico e per quanto riguarda alcuni impegni, come maggiori risorse per il sistema pubblico di istruzione e ricerca (senza precisare di quanto, tra l’altro), anche ovvio. Solo così un contratto sulla scuola dell’esecutivo giallo-verde potrà vedere la luce senza palesi contraddizioni rispetto a quanto annunciato e promesso in campagna elettorale dai rispettivi contraenti. Secondo quanto trapela dal tavolo congiunto per il programma Lega-M5s, le difficoltà maggiori di queste ore sul dossier scuola si registrano sui concorsi regionali e sui trasferimenti del personale docente. I primi, capisaldi dell’azione di governo leghista per tutelare le scuole del Nord contro l’assalto di docenti provenienti dal meridione ma senza nessuna voglia di restarci poi al Nord. I secondi, invece, all’insegna di un avvicinamento dei docenti del Sud a casa, una delle richieste più forti dell’elettorato del movimento grillino. Nella bipartizione, la rappresentazione dell’essenza della Lega, partito del Nord, e del M5s, partito del Sud.

I due leader, Matteo Salvini della Lega, e Luigi Di Maio del Movimento 5stelle, hanno chiesto e ottenuto ancora un po’ di tempo dal presidente della repubblica, Sergio Mattarella, prima di tornare al Colle per dare il via all’esecutivo della XVIII legislatura. Affinare il programma, e trovare un premier politico condiviso dalle parti che stia bene anche al Quirinale, gli obiettivi.

È stata l’ex parlamentare M5s Silvia Chimienti a mettere in luce quanto i due partiti siano distanti sulla scuola: «La nostra idea di scuola, così come la nostra visione di società, non ha nulla a che vedere con quella di Salvini che in questo programma parla perfino di “regionalizzazione dei concorsi per docenti” con l’intento di impedire che i docenti del Sud Italia possano concorrere per i posti del Nord. E allora», sintetizza la Chimienti, «se deve esserci un governo con la Lega, consiglio a tutti i miei colleghi e a Luigi Di Maio di evitare di inserire all’interno del contratto di governo una riforma della scuola». Replica il responsabile scuola della Lega, il senatore Mario Pittoni: «Nessuna regionalizzazione, la nostra idea è che proprio per evitare i trasferimenti coatti i docenti stessi scelgano la regione in cui candidarsi attraverso il domicilio professionale».

Qualche punto di vicinanza si registra su capitoli della Buona scuola come l’abrogazione dell’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro e della chiamata diretta. E poi un impegno a tutela delle maestre diplomate che hanno già svolto l’anno di prova e che rischiano a fine anno di perdere il posto perché il loro diploma non è più ritenuto abilitante: per loro si profila una supergraduatoria da cui essere assunte con priorità. Asili nido gratuiti per i nuclei a basso reddito e più investimenti sull’infanzia, in particolare al Sud, sono gli altri impegni a sostegno delle famiglie.

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