Conversando con Benedetto Vertecchi

Conversando con Benedetto Vertecchi

di Maurizio Tiriticco

Caro Benedetto (Vertecchi)! Ottimo il tuo quarto “pezzo” pubblicato su “Academia”, dai titolo “Esperti senza esperienza”! E’ triste il fatto che, a fronte di cambiamenti così profondi, così epocali, direi, che stanno attraversando il nostro contesto/scenario sociopolitico (penso al nostro Paese: degli altri non so), la ricerca educativa sia silente! A fronte, invece, del grande “fragore” che ha prodotto negli anni Settanta e Ottanta! Erano gli anni delle grandi riforme, dai “decreti delegati” ai “nuovi programmi della scuola media”! E poi vennero il Progetto 92 e il successivo Progetto 2002! Per non dire degli Orientamenti del ’91, relativi alla scuola per l’infanzia (ne sono seguite riscritture a iosa, però tutte vere e proprie “rimasticature”!). E delle innovazioni nell’istruzione tecnica! Insomma, la ricerca educativa e le ricadute sulla scuola erano “cose” concrete! Oggi non so!

A volte penso che sono vecchio e che i vecchi pensano solo ai tempi “loro” come ai migliori, ma… inorridisco, quando leggo una legge 107 e alla inutilità di certi adempimenti che vengono imposti alle scuole! Ad esempio RAV e PDM!!! Non ti dico poi quante parole seguono, spesso al vento e quanti copio copias! Carte su carte che molti scrivono e che… nessuno legge! Poi arrivano le prove Invalsi a dettar legge a una scuola che di prove oggettive non sa nulla, e neanche della differenza che corre tra il misurare e il valutare! Soprattutto perché i dpr sulla valutazione che si succedono (ogni ministro vuol dire la sua!) tutto dicono tranne che le cose essenziali!!! Che cosa sono le conoscenze, le abilità, le competenze? Che cosa comportano la misurazione, la valutazione, la certificazione? Si tratta di concetti grossi come case, ma che si danno per scontati! Poi, però, arriva la “certificazione delle competenze”! Anche nella scuola primaria! Un bambino competente!

Li hai letti i documenti e le schede ad hoc che il Miur propina alle scuole primarie e medie? Un alunno e un genitore che li leggono non capiranno mai se il soggetto apprende o non apprende, se sa fare due più due oppure no! Se sa scrivere un “pensierino” corretto o pure no! Per non dire poi che una grande maggioranza dei genitori ormai percepisce la scuola come un megaparcheggio spazio/temporale! E guai se un insegnante si permette di assegnare un voto negativo! Le aggressioni agli insegnanti sono il segnale del fatto che la scuola non è percepita come quell’ascensore sociale che piaceva tanto al ministro Giuseppe Fioroni! Taccio sulla certificazione delle competenze con cui si dovrebbero concludere gli esami che tutti si ostinano a chiamare di maturità, quando questa è stata cassata (si fa per dire!!!) dalla legge 425/97 (ministro Berlinguer), con cui si prevedeva che si dovesse “dare trasparenza alle competenze, conoscenze e capacità acquisite secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell’ambito dell’Unione europea”. Altro che trasparenza! In effetti oggi fa fede solo il voto/punteggio finale! E, se poi c’è la lode, è meglio! Anche perché il nuovo “pezzo di carta” non differisce molto dal vecchio! Insomma, competenze addio!

In effetti, abbiamo una scuola in cui si insegna poco e male e in cui difficilmente si socializza a certi valori… se vogliamo tirare in ballo i “princìpi fondamentali” della Costituzione! Anche se esiste una disciplina ad hoc: Educazione alla Cittadinanza! Una volta Cittadinanza e Costituzione! E prima ancora “Educazione civica”! Come sai, questa disciplina venne introdotta nel lontano 1958 da Aldo Moro, allora Ministro della Pubblica Istruzione; interessava le scuole medie e le scuole superiori per due ore al mese, obbligatorie, affidate al professore di storia. Però, non prevedeva né valutazione né voto, per cui, in una scuola tutta fondata da sempre su voti e pagelle, l’Educazione civica di fatto, tranne forse qualche rara eccezione, non esisteva. Si tentò anche di farne una “cosa” diversa e più “appetiibile” per gli studenti ed anche per gli insegnanti! Ci lavorai anch’io con il buon Luciano Corradini, quando era ministro Giancarlo Lombardi, convinto che, con la sua esperienza di boy scout, la rivalutazione di questa disciplina avrebbe potuto fare qualcosa di buono per la scuola e per lo sviluppo/crescita dei nostri studenti! Illusione!

In effetti, una scuola più civica, o più civile, non mi sembra di vederla oggi! La scuola, se diamo retta a Marx, è la sovrastruttura di un dato contesto sociale, per cui, ne riproduce valori e disvalori! E quando i disvalori aumentano… Per non chiamare poi in causa anche Bourdieu e Passeron! Siamo agli inizi degli anni Settanta! Autori de “La riproduzione. Elementi per una teoria del sistema scolastico”. Insomma, secondo alcuni, l’educazione e la scuola non fanno altro che riprodurre atteggiamenti e comportamenti in atto nel sociale. Però è anche opportuno ricordare che, sempre in quegli anni, nel lontano Brasile, Paulo Freire sviluppava la teoria, anzi la teologia, dell’educazione come strumento di liberazione. Insomma, la scuola “conforma” o “libera”? Un dilemma che di fatto è più che attuale! Per non dire che un certo Ivan Illich aveva anche pensato che fosse venuta l’ora di “descolarizzare la società”! Mah! Anche se le TIC e il web oggi incrementano i processi dell’Insegnare/apprendere, la questione dei fini e dei valori è sempre aperta! Almeno mi sembra! E vorrei essere smentito!

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