I due Paesi del test Invalsi: al Sud il 50% dei ragazzi non conosce bene l’italiano «Così la scuola è iniqua»

da Corriere della sera

I due Paesi del test Invalsi: al Sud il 50% dei ragazzi non conosce bene l’italiano «Così la scuola è iniqua»

Le differenze con i coetanei del Nordest. Calabria maglia nera

Gianna Fregonara

È vero che i test Invalsi non sono dei compiti in classe e che non servono a valutare complessivamente uno studente: ma il paradosso resta, in un Paese dove alle medie si promuove il 97% dei ragazzi. Perché anche quest’anno i risultati del test nazionale disegnano un’Italia in cui uno studente su tre non arriva ad avere in terza media «risultati adeguati» o, per dirla con il direttore dell’Istituto di valutazione Roberto Ricci, «almeno sufficienti» in italiano. Per non parlare della matematica in cui il 59,9% degli studenti è sopra il livello di guardia e dunque due studenti su cinque sono insufficienti. L’allarme riguarda soprattutto il Sud. Perché nel Nord, nel Nord-Est soprattutto (macroregione che comprende anche l’Emilia Romagna) le cose vanno a gonfie vele per gli studenti, tanto che poi alle superiori gli istituti tecnici sfornano diplomati che nel test di valutazione hanno risultati migliori dei coetanei liceali del Sud.

È la Calabria la regione con i risultati peggiori, insieme a Campania, Sicilia e Sardegna: quasi il 50% è al di sotto della sufficienza in italiano e in matematica si arriva addirittura al 56%. «È come se gli studenti di questa regione fossero un anno indietro rispetto ai loro coetanei, due rispetto ad alcune regioni del Nord come il Trentino», spiega ancora Ricci. «Quello che rileviamo è un grave problema di iniquità del sistema — spiega la presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello — dovremmo poter offrire a tutti gli studenti le stesse opportunità ma i dati dimostrano che da scuola a scuola, soprattutto al Sud, ci sono grandissime differenze di rendimento». Secondo Ajello, così come aveva indicato anche una delle ultime ricerche Ocse, bisognerebbe puntare a programmi per incentivare, anche economicamente, i prof con più esperienza ad andare nelle scuole con i risultati peggiori. Ora avviene il contrario. Il ministro Bussetti pensa che«bisognerà prendere provvedimenti con sincerità e realismo», ma per ora preferisce «riflettere sui risultati» e proporre di allargare le rilevazioni dell’Invalsi anche alla geografia.

La novità di quest’anno però è che per la prima volta si è testato il livello di inglese di bambini e ragazzi. Alle elementari, dopo cinque anni di corsi di lingua, raggiunge il livello A1 il 92,4% dei bambini: si tratta della prova di lettura, mentre in quella di ascolto la percentuale dei «promossi» scende al 78,6. Purtroppo alle medie invece l’insegnamento dell’inglese non funziona: due studenti su tre al Sud non riescono a raggiungere il livello A2. I risultati delle prove di lingua segnalano invece un traguardo per gli studenti immigrati: in inglese il loro risultato (ragazzi nati in Italia con almeno un genitore straniero) è migliore di quello degli italiani, mentre in italiano e matematica quest’anno sono stati meno bravi dello scorso anno. «Sarà perché non si è potuto copiare?», si chiedono all’Invalsi, visto che i test sono stati fatti per la prima volta al computer e nessun professore ha potuto dare l’aiutino?

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